ATTO CAMERA

MOZIONE   1/00011

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 11
Seduta di annuncio: 5 del 25/05/1992
Firmatari
Primo firmatario:
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA
Data firma: 25/05/1992
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992
PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA05/25/1992


Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:

PRESENTATO IL 25/05/1992

La Camera,
fortemente preoccupata per l'ulteriore, tragico
approfondirsi della crisi in atto nella ex Iugoslavia;
constatato come in particolare nella Bosnia-Erzegovina il
brutale confronto tra diversi nazionalismi comporti sempre
maggiori perdite di vite umane e di beni materiali, calpesti ogni
diritto umano, produca immani sofferenze a popolazioni inermi,
provochi la distruzione indiscriminata e sovente deliberata di
monumenti di inestimabile valore per la storia e l'identità
civile e religiosa e dei popoli coinvolti nella guerra e
dell'intera Europa;
rileva come l'ONU e la CSCE abbiano finora dimostrato,
nonostante le risorse di cui dispongono, una grave carenza di
tempestive ed efficaci iniziative atte ad avviare la
pacificazione della regione nel rispetto dei princìpi dello stato
di diritto e di una democrazia pluralistica;
sottolinea come l'Italia, per la sua collocazione, per
motivi politici e culturali, per legami storici e per gli intensi
rapporti economici con le regioni trascinate nel conflitto,
avverta a buon diritto quale un diretto pericolo l'incapacità
dell'ONU, della CEE e della CSCE a scongiurare la
"libanizzazione" di una regione tanto vicina, che avrebbe le più
negative conseguenze per l'ordine europeo internazionale;
denuncia come inaccettabili gli interventi armati della
Serbia e della Croazia ed in particolare le iniziative
unilaterali della nuova entità proclamatasi Repubblica Federale
Iugoslava miranti alla spartizione della Bosnia-Erzegovina e
segnate da evidenti intenti di assimilazione della minoranza
serba e di violenta compressione o espulsione delle minoranze
musulmana e croata;
denuncia come un segno di intollerabile ma assai
significativo deterioramento della situazione che, in appoggio
alla minoranza musulmana, si profili un intervento di paesi
islamici;
esprime la convinzione che il ritiro degli ambasciatori
della Comunità europea e degli Stati Uniti, l'esclusione della
delegazione iugoslava dalle decisioni da adottarsi da parte della
CSCE sulla crisi della Bosnia-Erzegovina, le prime sanzioni
economiche verso Belgrado, sebbene utili costituiscano non di
meno mezzi ancora fortemente inadeguati, a maggior ragione in
seguito all'abbandono di Sarajevo da parte degli osservatori
della CEE e delle forze di pace dell'ONU proclamatesi impotenti;
impegna il Governo:
a spiegare tutte le inziative volte a contrastare il
disegno di spartizione della Bosnia ed a sostenere invece la
creazione di condizioni atte a promuovere nella regione una
pacifica convivenza multietnica e multiculturale;
ad attivare l'ONU, la CEE e la CSCE al fine di esercitare
la massima pressione per ottenere l'immediata cessazione del
confronto armato, tenendo conto delle specifiche esigenze
italiane perché nella ex Iugoslavia non si determini una
situazione di caos prolungato, che offende insieme i princìpi del
diritto internazionale e le prospettive di un ordine di pace
europeo;
a operare perché, nel caso della non cessazione della
politica messa in atto da Belgrado, e della non ottemperanza da
parte della Iugoslavia e della Croazia della risoluzione ONU n.
752 sul ritiro delle rispettive forze armate dalla Bosnia, venga
attuata nei confronti dei governi di questi paesi una energica
politica di sanzioni economiche da parte dell'ONU e della CEE;
ad attuare, nell'ambito delle proprie sovrane attribuzioni,
un rigoroso embargo di ogni fornitura di armi e materiale bellico
nei confronti di tutte le parti in conflitto e a disporre
indagini volte a perseguire ogni violazione della legge nazionale
sul commercio delle armi commessa in occasione di questo
conflitto;
a chiedere che la CEE intensifichi l'azione di solidarietà
materiale nei confronti delle popolazioni colpite dalla guerra,
operando per l'apertura di un corridoio internazionale a questo
fine;
a valorizzare la disponibilità dichiarata e l'impegno già
attivato da parte di enti locali, forze sociali e sindacali sul
terreno della solidarietà concreta, realizzando un coordinamento
operativo con i ministeri e gli organismi competenti, in
particolare per quanto riguarda l'ospitalità dei bambini
profughi;
a provvedere, per quanto di propria competenza a garantire
asilo politico e adeguata assistenza a tutti coloro che,
rifiutando la scelta delle armi cerchino rifugio nel nostro
Paese, nonché alle loro famiglie;
a sostenere in sede internazionale, presso i governi della
regione, la richiesta di amnistia per i disertori;
a promuovere presso la Comunità la costituzione di un ente
avente per fine la raccolta di informazioni relative a tutti i
crimini commessi nel corso dell'atroce guerra che sconvolge
popoli iugoslavi, così da poter attivamente mobilitare contro
responsabili l'opinione pubblica europea e internazionale in
difesa dei diritti di umanità, libertà e democrazia.
(1-00011)
Classificazione EUROVOC:
CONCETTUALE:
CESSAZIONE DELLA GUERRA, COMUNITA' EUROPEA, DIRITTI DELL'UOMO, GUERRA
SIGLA O DENOMINAZIONE:

GEO-POLITICO:

CROAZIA, ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE ( ONU ), SERBIA, IUGOSLAVIA, BOSNIA ERZEGOVINA, CONFERENZA PER LA SICUREZZA EUROPEA ( CSCE )