TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 299 di Martedì 4 febbraio 2020

 
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INTERPELLANZA E INTERROGAZIONI

A) Interrogazione

   MOLLICONE. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   a seguito della ristrutturazione della rete all'estero, il consolato d'Italia a Bastia (Corsica) è stato soppresso il 31 ottobre 2007 dal Governo italiano;

   al suo posto è rimasto uno sportello consolare dipendente dal consolato generale di Marsiglia, che non sarebbe sufficiente ad aiutare e supportare i circa 7.000 cittadini italiani residenti in Corsica, oltre al gran numero di cittadini italiani che vi si recano per ragioni lavorative e turistiche –:

   se il Governo non intenda valutare la riapertura di un consolato generale con sede a Bastia, che, oltre alle attività amministrative di supporto, possa tornare a organizzare attività sociali e culturali che hanno sempre contrassegnato il forte legame Corsica-Italia.
(3-00705)

(17 aprile 2019)

B) Interrogazione

   ZOFFILI. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   nei giorni scorsi ad Albavilla, in provincia di Como, nel campeggio organizzato dall'oratorio parrocchiale all'Alpe del Viceré, una bambina di 10 anni è stata avvicinata al margine del bosco da un uomo di circa 60 anni che ha tentato di circuirla con proposte indecenti;

   fortunatamente la bambina è riuscita a scappare per ritornare verso la comitiva dell'oratorio e, con le sue urla, ha messo in fuga anche l'uomo;

   i responsabili dell'oratorio, ai quali la bambina ha prontamente raccontato il fatto, hanno presentato subito una denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione di Erba, competente per territorio, e la bambina è riuscita a fornire una descrizione puntuale del molestatore e sono attualmente in corso le indagini, che risultano difficoltose a causa dell'elevata presenza turistica in quelle zone in questo periodo dell'anno;

   il caso sta destando enorme preoccupazione nelle famiglie, tra le quali la notizia si è subito diffusa, poiché i bambini tutte le sere scendono dall'Alpe e il fatto è accaduto proprio al termine della giornata al campeggio, poco prima della discesa;

   il campeggio si svolge in un'area che è di proprietà comunale e che non è recintata, pertanto si è aperto contestualmente il dibattito sull'incremento della sicurezza;

   giova ricordare che la stazione dei carabinieri di Erba dispone di un organico di 20 uomini e ha mezzi inadeguati ad espletare il lavoro di pattugliamento del territorio, ovvero ha solo 3 automezzi di cui uno inutilizzabile perché fuori servizio;

   sarebbe, pertanto, necessario anche implementare gli automezzi con un'auto di cilindrata superiore, un fuoristrada a quattro ruote motrici per raggiungere più agevolmente le zone montane del territorio di competenza della stazione dove, peraltro, si è verificato il fatto riportato sopra –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti illustrati in premessa e se intenda fornire ulteriori informazioni sulle iniziative assunte al fine di garantire maggiore sicurezza in quei luoghi, anche attraverso il potenziamento e un'adeguata dotazione della stazione dei carabinieri di Erba, che saranno chiamati ad assicurare alla giustizia il molestatore.
(3-00931)

(31 luglio 2019)

C) Interrogazione

   VANESSA CATTOI, BINELLI, CAVANDOLI, CESTARI, GOLINELLI, VINCI, PIASTRA, TOMASI e TOMBOLATO. — Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la normativa sul pubblico impiego prevede che i cittadini dell'Unione europea possano accedere a quei rapporti di lavoro pubblico che non comportano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri oppure che non risultano delicati in relazione alla tutela dell'interesse nazionale. In particolare, il requisito della cittadinanza italiana va sicuramente previsto in caso di funzioni che comportano l'elaborazione, la decisione, l'esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi, oppure funzioni di controllo;

   tali norme trovano applicazione anche per i cittadini stranieri non comunitari, se titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, se rifugiati o se titolari della protezione sussidiaria, permettendo di adeguare l'ordinamento alle direttive dell'Unione europea, confermando al tempo stesso che lo straniero non può accedere a tutti i pubblici impieghi. Si tratta di una scelta, anche politica, che trova conferma nella legislazione in vigore, italiana e comunitaria, e che, come sostenuto anche dalla Corte di cassazione, non va intesa come discriminazione lesiva del principio d'uguaglianza, giacché non esiste un principio generale di ammissione dello straniero non comunitario al lavoro pubblico, come ribadito anche nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dalla legge italiana. Tanto meno viene impedito il diritto allo straniero di lavorare in assoluto. Si tratta di restrizioni che hanno un fondamento giuridico;

   la Costituzione garantisce il diritto al lavoro, ammettendo però che, per alcune attività, sia legittimo fissare condizioni e requisiti di accesso restrittivi (di età, di studio, di esperienza e altro). Come appunto stabilisce anche in riferimento al pubblico impiego, dove, da un lato ne prescrive espressamente l'accesso mediante concorso, salvo alcune eccezioni previste dalla legge, ed impone agli impiegati di prestare il loro servizio in forma esclusiva alla Nazione e, dall'altro, riconosce implicitamente che negli impieghi pubblici ci siano interessi dello Stato o della collettività tali da giustificare la «preferenza» per i cittadini italiani rispetto ai comunitari e agli extracomunitari. Ciò in base alle particolarità e alla delicatezza del lavoro da compiere;

   recentemente nei comuni di Ala e delle Valli del Reno, Lavino e Samoggia sono stati banditi concorsi per agenti di polizia municipale aperti a cittadini stranieri non comunitari, titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, rifugiati o titolari della protezione sussidiaria –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione di cui in premessa e se, alla luce delle criticità sopra richiamate, non intendano assumere iniziative normative al fine di evitare che vengano predisposti concorsi pubblici, per ruoli particolarmente sensibili, come, ad esempio, quelli degli agenti di pubblica sicurezza, aperti a cittadini stranieri non comunitari, titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, rifugiati o titolari della protezione sussidiaria.
(3-01276)

(3 febbraio 2020)
(ex 4-00936 del 6 agosto 2018)

D) Interrogazione

   IEZZI. — Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   in data 11 settembre 2017, il comune di Milano ha proceduto all'assunzione diretta del comandante della polizia locale, eludendo le norme che prevedono in via obbligatoria l'adozione di procedure concorsuali per l'assunzione di dirigenti a tempo determinato, nonché quelle che prevedono requisiti tassativi per occupare detti ruoli;

   secondo quanto riportato dalla stampa la persona assunta, dipendente del Ministero dell'interno per i ruoli della Polizia di Stato, non avrebbe posseduto (e non possederebbe tuttora) i requisiti minimi per occupare tale ruolo, in quanto l'articolo 40 del regolamento degli uffici e dei servizi del comune interessato prevede che, per l'assunzione di ruoli apicali di dirigenza, i candidati debbano aver maturato un'esperienza dirigenziale pregressa di almeno cinque anni;

   il neo comandante della polizia locale, in particolare, all'atto dell'assunzione era dirigente solo da pochi mesi;

   la procedura adottata contrasta palesemente con quanto sancito dalla Corte dei conti, sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, che con deliberazione n. SCCLEG/2/2016/PREV del 5 febbraio 2016 ha stabilito l'illegittimità dei conferimenti effettuati senza il rispetto delle forme regolamentari di pubblicità dei posti vacanti e in assenza delle procedure valutative che hanno lo scopo «di contemperare sia l'interesse dell'amministrazione ad attribuire il posto al più idoneo in ossequio al principio del buon andamento, sia ad assicurare la parità di trattamento e le legittime aspirazioni degli interessati»;

   neanche l'urgenza di provvedere giustifica il mancato avvio di procedure selettive, poiché l'amministrazione per non creare forme di discriminazione deve «mettere senza indugio a disposizione dei dirigenti tutti i posti vacanti allorquando si rendano disponibili, riservandosi di effettuare una valutazione ponderata tra coloro che hanno manifestato l'interesse a ricoprirli attraverso la specifica procedura selettiva»;

   l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), dal canto suo, ha evidenziato che il conferimento di incarichi a tempo determinato comporta precisi rischi, quali la previsione di requisiti di accesso personalizzati, l'insufficienza di meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti per la posizione da ricoprire, in modo da consentire il reclutamento di candidati particolari, l'inosservanza delle norme procedurali in tema di trasparenza ed imparzialità della selezione, nonché la motivazione generica e tautologica circa la sussistenza dei presupposti di legge per il conferimento di incarichi professionali tale da agevolare soggetti particolari, che riguardano certamente anche il conferimento di incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 110 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali;

   infine, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che richiama i principi di imparzialità di ordine costituzionale, le selezioni non sono solo obbligatorie, ma devono essere basate su criteri previamente resi noti agli interessati, al fine di garantire che tali valutazioni siano fondate su fatti obiettivi e verificabili ed evitare un contenzioso che rallenti l'azione amministrativa;

   da tempo il giudice amministrativo (si confronti il tribunale amministrativo regionale dell'Umbria, sezione prima, n. 192 del 30 aprile 2015) considera vincolante in materia, ai fini della legittimità dell'azione pubblica, il ricorso a procedure selettive definite para-concorsuali –:

   se il Governo intenda valutare se sussistono i presupposti per promuovere, per quanto di competenza, una verifica da parte dell'ispettorato della funzione pubblica e dei servizi ispettivi di finanza pubblica in relazione alle anomalie descritte in premessa.
(3-01277)

(3 febbraio 2020)
(ex 4-02932 del 17 maggio 2019)

E) Interpellanza

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:

   lo stabilimento industriale per la produzione di alluminio di Portovesme (Sud Sardegna), dopo la cessione da parte dell’Alcoa, è attualmente oggetto di un piano di rilancio condiviso tra le istituzioni e il nuovo proprietario, la Sider Alloys;

   per la completa realizzazione delle azioni previste è di vitale importanza lo scioglimento di uno dei nodi più rilevanti: quello relativo alla definizione del costo dell'energia;

   l'ultimo decreto riguardante il prezzo dell'energia è stato emanato il 3 settembre 2019;

   a distanza di quasi tre mesi ancora non è ancora stato definito il prezzo, né è stato firmato alcun contratto, né è stato fissato il valore della interrompibilità;

   ancora risultano indefiniti, altresì, gli oneri di sistema;

   in seguito a questi ritardi l'azienda subentrata all’Alcoa si trova dinanzi a un quadro di incertezza, che di fatto impedisce una programmazione degli investimenti in linea con i piani precedentemente approvati e che, se dovesse protrarsi ancora nel tempo, rischia di pregiudicare l'intera operazione di rilancio del polo industriale di Portovesme;

   tale situazione di incertezza rischia di incidere anche sulla situazione lavorativa delle oltre 135 unità lavorative già presenti nello stesso stabilimento e mette a rischio l'obiettivo di arrivare a oltre 600 occupati;

   peraltro, il 31 dicembre 2019 scade l'ultima tranche per le aree di crisi complessa sugli ammortizzatori sociali in deroga: in Sardegna oltre 750 lavoratori, contando anche l'area di Porto Torres, rischiano di trovarsi senza sostegno;

   occorre un'azione rapida e corale di tutte le istituzioni coinvolte affinché gli operai, le loro famiglie e un intero territorio non passino dal sogno di una ripresa produttiva e lavorativa all'incubo di una nuova vertenza industriale;

   è necessario e improcrastinabile un intervento del Governo, adeguato alla dimensione nazionale della questione: infatti, non si tratta solo di evitare una nuova catastrofe sociale in un territorio che più di altri ha patito gli effetti della crisi economica, ma di rilanciare un settore strategico per l'economia nazionale come l'alluminio; è sufficiente ricordare che l'Italia ogni anno ha un fabbisogno di oltre un milione e mezzo di tonnellate –:

   se il Governo intenda aprire immediatamente un tavolo di crisi, che veda la partecipazione della Regione autonoma della Sardegna, dell'azienda, delle organizzazioni sindacali e di Invitalia, al fine di condividere le azioni necessarie a garantire l'avvio in tempi certi della produzione nello stabilimento di Portovesme;

   se il Governo intenda porre in essere tutte le iniziative necessarie ad abbattere il costo dell'energia sia per risolvere il caso del polo industriale di Portovesme, sia per consentire alla Sardegna di aprire una prospettiva per il settore industriale che permetta di investire nell'isola e di poterlo fare a pari condizioni con le altre regioni nazionali ed europee.
(2-00531) «Cappellacci».

(23 ottobre 2019)

F) Interrogazione

   COVOLO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la vendita delle reti gas di proprietà pubblica rappresenta un tema di primaria importanza nell'attuale panorama delle gare d'ambito per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas. Tali reti rientrano infatti nel cosiddetto patrimonio indisponibile di cui all'articolo 826 del codice civile e, per questo, tali beni «non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano». Questa previsione normativa non impedisce, quindi, che le reti possano essere oggetto di negozi giuridici (tra i quali la compravendita), ma vieta solo di sottrarli alla funzione pubblica a cui sono destinati;

   ad oggi, però, i soggetti preposti non riconoscono la possibilità di cessioni delle reti pubbliche al valore industriale residuo nella gara d'ambito, anzi in risposta ad una frequently asked questions (faq) posta da Anci Lombardia, il Ministero dello sviluppo economico confermava l'interpretazione secondo cui la cessione da parte dell'ente locale dovesse avvenire a valori di regolatory asset base (rab). Tale posizione è stata ampiamente contestata, in quanto, a detta dei comuni, determina una disparità di trattamento non giustificata dal carattere pubblico del soggetto alienante;

   nella maggior parte dei casi lo scostamento tra valore di rimborso e valore dei cespiti ai fini regolatori (rab) supera di molto la percentuale fissata dall'articolo 16 del decreto-legge n. 145 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2014, quale soglia oltre la quale scatta la verifica della documentazione sul rimborso al gestore uscente da parte dell'Arera (10 per cento). Ciò provoca diversi ritardi a causa della copiosa documentazione tecnica da visionare e delle richieste integrative da parte dell'Autorità. Inoltre, molte rab comunali sono «depresse» o stabilite d'ufficio e si crea, quindi, il problema dell'incertezza del valore che dà luogo al riconoscimento tariffario dell'Autorità;

   di fatto, il Ministero ha scelto di comparare due grandezze disomogenee difficilmente confrontabili che, evidentemente, risentono della situazione estremamente difforme ante-riforma con molte reti comunali non rivalutate. Ciò avveniva anche a causa della base di calcolo degli oneri comunali che non si basava, come nelle gare, sul capitale investito netto riconosciuto a fini tariffari, ma prevedeva la corresponsione di una percentuale del Vrd/Vrt. In questo senso occorre un maggiore dialogo tra Arera e comuni, che hanno obblighi nuovi di contabilizzazione del valore patrimoniale dei cespiti inerenti alle reti e agli impianti del gas solo a partire dall'attuazione del decreto legislativo n. 118 del 2011 –:

   se e quali iniziative di competenza, anche normative, intenda adottare per risolvere il problema della corretta valorizzazione delle reti di proprietà pubblica ai fini della possibile vendita e per semplificare le procedure inerenti alle verifiche sul differenziale fra Vir e Rab superiore al 10 per cento, affinché l'esigenza di maggior tutela degli utenti e il relativo onere economico non gravino su un'unica categoria di alienanti delle reti rappresentata dai comuni.
(3-01001)

(2 ottobre 2019)

G) Interrogazione

   DONZELLI. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   Adriano Panzironi diffonde teorie mediche senza essere medico e suggerisce diete senza essere un nutrizionista: è solo un giornalista, che tra l'altro risulta attualmente sospeso dall'ordine del Lazio. Il suo metodo «Life 120» senza alcuna base di risoluzione di problemi di salute anche gravi ed è già stato fatto oggetto di provvedimenti di vario genere da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sul caso è intervenuta, contro la diffusione di informazioni fuorvianti, lo stesso Ministro della salute pro tempore Giulia Grillo. La gravità della situazione e già stata portata all'attenzione con le interrogazioni 3-00017 (con relativa risposta), 4-01282, 3-00341, 3-00660, 3-00788 e 4-03185. L'interrogante ha più volte sollecitato un intervento da parte del Governo per impedire la messa in onda dei programmi sui canali tv. La società «Life 120», di proprietà di Adriano Panzironi e del fratello Roberto, fra le altre cose si occupa della commercializzazione degli integratori che aiuterebbero nella pratica del «metodo Panzironi». Il 30 giugno 2019 si è tenuto al Palazzetto dello sport di Roma il «Life 120 day», giornata dedicata al metodo, che ha radunato migliaia di persone. L'8 ottobre 2019 uscirà nelle sale cinematografiche il film «L'uomo che volle vivere 120 anni», sulla storia di Adriano Panzironi, che sarà proiettato in tutta Italia l'8 e il 9 ottobre 2019 –:

   se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e dei contenuti del film «L'uomo che volle vivere 120 anni»;

   se la questione della proiezione del suddetto film sia stata sottoposta alla preposta «Commissione per la revisione cinematografica» del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e quale orientamento sia stato espresso dall'organismo, posto che appare inopportuno e pericoloso l'utilizzo di un ulteriore strumento che diffonde, attraverso il mezzo cinematografico, un messaggio sbagliato e fuorviante nell'ottica della tutela della salute dei cittadini;

   se e quali ulteriori iniziative di competenza si intendano assumere al riguardo.
(3-00990)

(30 settembre 2019)

H) Interrogazione

   MOLLICONE, FRASSINETTI, PRISCO e CARETTA. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   la pavimentazione in marmi policromi del viale che conduce dall'obelisco verso lo stadio Olimpico di Roma è un'area di oltre 7 mila metri quadrati con mosaici che sono stati realizzati tra il 1934 e il 1938, su bozzetti dei maggiori artisti del Novecento come Giulio Rosso e Gino Severini, della scuola mosaicisti del Friuli Venezia Giulia;

   per il pregio architettonico e artistico si tratta di un'area vincolata e tutelata dalla soprintendenza capitolina, la quale però ha dichiarato che: «Di questo passo scompariranno»;

   la stessa area svolge anche la funzione di snodo per centinaia di migliaia di spettatori che si recano al Parco del Foro Italico, allo stadio Olimpico, dei Marmi, del tennis e del nuoto e il transito non può essere impedito anche per ragioni di sicurezza e il flusso dei visitatori è tale che, a prescindere da atti vandalici, i mosaici sono sottoposti a continue sollecitazioni;

   nel 2016 il presidente del Coni Malagò ha proposto di restaurare i mosaici con i fondi provenienti dalla candidatura alle Olimpiadi di Roma 2024, ma tutto è finito con la decisione del comune di Roma di rinunciare; dal 2019, con la riforma del settore, la responsabilità dell'area è passata a «Sport e salute», ente istituzionale e società per azioni partecipata che, interpellata, non ha ancora sciolto i dubbi sull'area –:

   quali iniziative urgenti di competenza il Governo intenda intraprendere per tutelare e salvaguardare l'area dei mosaici del Foro Italico di Roma.
(3-01139)

(22 novembre 2019)

I) Interrogazione

   DI LAURO. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   gli scavi archeologici di Castellammare di Stabia, meno noti rispetto agli scavi di Pompei ed Ercolano, sono di notevole interesse storico, artistico e culturale e registrano ogni anno decine di migliaia di visitatori;

   il sito presenta oggi la più grande concentrazione di ville marittime romane ben conservate di tutto il Mediterraneo, per la maggior parte costruite fra l'89 avanti Cristo e l'eruzione del 79 dopo Cristo e appartenute a personaggi di rango signorile, probabilmente senatori, che hanno gestito le sorti di Roma nel passaggio dalla tarda età repubblicana all'età imperiale: per tale ragione il recupero totale e lo studio del sito sono di fondamentale importanza archeologica per ricostruire un momento importante della storia romana;

   il dossier redatto dal Parco archeologico di Pompei, datato 18 maggio 2018, mostra il progressivo degrado del contesto ambientale della Collina di Varano, ove sorgono gli scavi: da una parte, l'attività antropica nella collina riguarda ormai una serie di indifferenziate attività diffuse, dall'altra parte, come dimostrato dai documenti redatti dall'autorità di bacino Campania centrale, l'area presenta allarmanti valori in relazione al rischio di frane e al rischio idraulico;

   attualmente l'area si estende su circa 1.000.000 di metri quadrati ed è abitata da oltre 5.000 residenti, ai quali vanno aggiunte le presenze quotidiane di clienti di bar, ristoranti, alberghi e attività commerciali;

   ciò mostra il degrado ambientale e urbano in cui versa la zona archeologica dell'antica Stabiae, con rischi evidenti di danneggiamento continuo alle strutture archeologiche sepolte;

   importante potrebbe risultare l'opera di perimetrazione materiale della Collina di Varano, al fine di creare un parco archeologico dai confini ben delimitati, sulla base di quanto già è avvenuto per il sito di Pompei: in tal modo, si creerebbe un vero e proprio parco, ove consentire l'apertura di cantieri di studio e scavo archeologico, su cui poter poi pianificare uno sviluppo di attività economiche, sociali e culturali;

   infatti, i potenziali risvolti economici sono particolarmente ampi, anche grazie alla favorevole collocazione geografica, essendo l'area incastonata tra Napoli, il Vesuvio e Pompei, da una parte, e la penisola sorrentina, il parco regionale dei Monti Lattari e l'area metropolitana salernitana, dall'altra parte;

   inoltre, la città gode di una favorevole rete infrastrutturale, nonostante alcuni innegabili criticità: due linee ferrate con le relative fermate presso la città (Circumvesuviana e Ferrovie dello Stato), l'autostrada E45/A3, con la relativa uscita «Castellammare di Stabia» e la strada statale 145 «Sorrentina»; due approdi portuali (porto di Castellammare di Stabia e l'approdo privato di Marina di Stabia); il vicino aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino;

   una giusta valorizzazione del patrimonio archeologico di Castellammare di Stabia, assieme a investimenti nelle eccellenze agricole e industriali locali, fornirebbe sicuramente un importante fattore di attrazione dei flussi turistici, con conseguenti benefici economici e sociali per tutta l'area –:

   quali risorse siano state assegnate o programmate per gli scavi di Castellammare di Stabia;

   quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere al fine di garantire la massima trasparenza e pubblicità nell'assegnazione di tali fondi.
(3-01176)

(4 dicembre 2019)

MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE VOLTE A PREVENIRE E CONTRASTARE IL FENOMENO DELLA DIFFUSIONE DELL'UTILIZZO DEL FENTANYL E DI FARMACI SIMILARI

   La Camera,

   premesso che:

    il fentanyl è un farmaco antalgico prodotto sin dai primi anni ’60;

    esso si assume tramite cerotti, pastiglie transmucosali o solo in ambiente ospedaliero, tramite infusione venosa. In sintesi esso è commercializzato per via transdermica, per via parenterale e per via transmucosale. Nella formulazione transmucosale a veloce rilascio è utilizzato per il trattamento del dolore episodico intenso in pazienti affetti da patologie neoplastiche che sono già in terapia con altri oppioidi. La formulazione transdermica, a lento rilascio, è prescritta per il trattamento del dolore oncologico e non, di base. Il farmaco ad uso antalgico, esclusivamente su prescrizione medica, costituisce uno dei farmaci rilevanti per il trattamento del dolore che l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito nella lista dei farmaci essenziali per il trattamento dei tumori avanzati. Il nostro Paese ha impiegato anni di battaglie per promuovere il concetto e la pratica della cura «senza dolore»;

    a livello del sistema nervoso centrale, si lega ai recettori degli oppiacei, localizzati lungo le vie del dolore dell'organismo, producendo un'azione analgesica. Quando questi recettori sono stimolati dalla sostanza, si ottiene una riduzione della trasmissione del dolore e tra gli effetti degli oppiacei ci può essere un obnubilamento ed una disforia;

    in quanto agonista puro, il fentanyl ha un effetto simile a quello degli altri oppioidi maggiori, e quindi anche a quello dell'eroina. In particolare, le formulazioni a veloce rilascio, pensate e predisposte proprio per rispondere a dolori improvvisi, data la velocità con cui l'effetto viene percepito, circa 2-3 minuti, possono simulare il «flash» ricercato dai tossicodipendenti. Ciò si deve al fatto che il fentanyl supera velocemente la barriera ematoencefalica in virtù della sua elevata liposolubilità, raggiungendo immediatamente il cervello. Per queste caratteristiche, il farmaco, nelle sole formulazioni a pronto rilascio, si presta ad essere imprudentemente abusato dai tossicomani. Per le stesse ragioni, il fentanyl può essere aggiunto all'eroina per aumentarne la potenza;

    alcuni report segnalano che negli Stati Uniti, a partire dalla metà degli anni ’90, ne è iniziato il consumo anche come droga;

    il fentanyl è molto più potente della morfina e, se utilizzato impropriamente a scopo voluttuario, può provocare allucinazioni accompagnate da uno stato di benessere che può portare il consumatore alla dipendenza dalla sostanza. È molto difficile per un tossicodipendente dosare la quantità giusta da utilizzare senza rischiare la vita;

    il farmaco a veloce rilascio è utilizzato esclusivamente per le cure palliative oncologiche, come indicato dalle norme vigenti in materia di prescrizione, e per il dolore nelle patologie anche non oncologiche nella formulazione a lento rilascio. Come ogni farmaco va dosato correttamente e da persone esperte. A voler ben vedere anche l'insulina se usata scorrettamente può uccidere: un monitoraggio sulla somministrazione e il buon senso nell'utilizzo sono elementi indispensabili ad evitare effetti nocivi, come, del resto, per tutti i farmaci neuromodulatori, come le benzodiazepine e i neurolettici;

    alcuni dati mostrano che i cerotti, che consentono appunto il rilascio transdermico, vengono venduti del mercato nero come droga; hanno una notevole richiesta, perché sono venduti a un prezzo conveniente rispetto all'eroina. Resta da comprendere come la sostanza contenuta nel cerotto possa essere estratta e riformulata per uso voluttuario, visto che la formulazione transdermica provoca veloce rilascio e quindi il ricercato «flash». È quindi una sostanza più ambita dai trafficanti rispetto all'eroina, perché il prezzo medio di un grammo è pari a circa 40 euro;

    si stima che la sempre più diffusa vendita illegale di farmaci oppioidi abbia prodotto un netto incremento delle morti per overdose: nel 2016 sono stati accertati oltre 42.000 casi di decessi negli Stati Uniti e circa 8.000 in Europa. Certamente il dato Usa è altra cosa rispetto a quello italiano, ma va considerato come alert. In Europa, nel 2015, le morti causate dalla sua assunzione per scopi non curativi sono state identificate in circa 7.500, facendo registrare un andamento crescente dei decessi collegati all'uso di oppioidi;

    poiché, in genere, gli Stati Uniti mostrano in anticipo gli andamenti nell'uso di droghe che approdano dopo poco in Europa, è utile fare una panoramica del fenomeno in atto. Negli Usa, nel momento in cui gli oppioidi da prescrizione hanno iniziato a diventare troppo difficili o troppo costosi da procurarsi, le persone che ne sono dipendenti hanno iniziato a rivolgersi all'eroina, un cambiamento che ha creato un'epidemia. Attualmente questo oppiaceo sta aumentando nell'uso come droga voluttuaria e, quindi, aumentano i casi di abuso, secondo quanto riportato dalla Drug enforcement administration (Dea);

    si stima che il giro di affari sia enorme, non solo per i guadagni derivanti dalla vendita, ma anche perché consente il riciclaggio di denaro sporco. Si consideri che un chilogrammo di fentanyl comprato in Cina costa 3.800 dollari, ma rende circa 30 milioni di dollari, un'enormità se comparata al traffico illegale di eroina, poiché, quest'ultima, si acquista al costo di 50.000 dollari ma rende «solo» 200.000 dollari;

    il fentanyl non è intrinsecamente più pericoloso rispetto ad altri oppioidi se assunto come farmaco, sotto attento controllo medico, ma il discorso cambia quando viene dosato dagli spacciatori e venduto ai tossicodipendenti anche in virtù della potenza del farmaco;

    in Europa, in un rapporto congiunto dell'Osservatorio sulle tossicodipendenze e di Europol, del giugno 2018, in materia di allerta precoce ha rivelato che, dal 2012, sono stati individuati nel mercato europeo della droga 28 nuove tipologie di fentanyl;

    nel rapporto si afferma che la maggior parte dei nuovi fentanyl arrivano in Europa dalla Cina, mentre solo occasionalmente è stata segnalata la produzione di tale sostanza in laboratori illeciti siti in Europa; il rapporto precisa che la produzione di tali sostanze è un processo relativamente semplice e la situazione è sfruttata da gruppi criminali. I fentanyl vengono generalmente spediti in Europa tramite servizi postali, successivamente sono venduti come sostituti legali di oppioidi illeciti o mescolati con eroina all'insaputa dei consumatori; occasionalmente sono anche usati per produrre medicine contraffatte. L'attuale sistema di controllo globale delle droghe si basa su tre Convenzioni internazionali: la Convenzione singola sulle droghe narcotiche del 1961 (così come emendata dal Protocollo del 1972), la Convenzione delle sostanze psicotrope del 1971 e la Convenzione contro il traffico illecito di droghe narcotiche e sostanze psicotrope del 1988;

    dal 2015 l'Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze ed Europol hanno condotto otto indagini congiunte sulle seguenti sostanze: acetylfentanyl, acryloylfentanyl, furanylfentanyl, 4-fluoroisobutyrylfentanyl, tetrahydrofuranylfentanyl, carfentanyl, methoxyacetylfentanyl e cyclopropylfentanyl. Tutte insieme considerate, secondo le due agenzie, avrebbero causato più di 250 morti, molte delle quali attribuibili direttamente al fentanyl. Cinque tra queste sostanze sono diventate formalmente oggetto di valutazione di rischio, mentre nel 2017 il methoxyacetylfentanyl e il cyclopropylfentanyl sono state valutate nell'ambito del sistema di allerta precoce; l’acriloilfentanyl e il furanilfentanyl sono stati sottoposti a misure di controllo a livello europeo a causa dei rischi che potrebbero arrecare;

    il comitato scientifico, integrato dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, riunito in sessione straordinaria il 21 marzo 2018, ha redatto relazioni di valutazione dei rischi sulle nuove sostanze psicoattive N-fenil-N-[1 –(2-feniletil) piperidin-4-il] ciclopropancarbossiammide («ciclopropilfentanyl») e 2-metossi-N-fenil-N-[1 –(2-feniletil) piperidin-4-il] acetammide («metossiacetilfentanyl»). Tali relazioni sono state successivamente presentate alla Commissione europea e al Consiglio il 23 marzo 2018. In seguito, il Consiglio, su proposta della Commissione europea, ha approvato la decisione (UE) 2018/1463 del 28 settembre 2018, con la quale tali sostanze sono assoggettate a misure di controllo in tutta l'Unione europea;

    nella relazione europea sulla droga 2018, stilata dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), di fentanyl si parla con attenzione e preoccupazione. Lo studio specifica che in Europa il mercato delle droghe vede l'incremento di quello degli oppiacei in generale, soprattutto di eroina, tanto che è tornato ad essere quello più diffuso. Questo tipo di sostanze è stato rinvenuto nell'84 per cento dei casi di overdose mortali. I decessi correlati all'eroina sono in aumento, specie nel Regno Unito, dove gli oppiacei sono responsabili dell'87 per cento delle morti per overdose. Dal 2012 al 2015 in Francia la percentuale di overdose letali causate dall'eroina è raddoppiata, attestandosi sul 30 per cento;

    nella relazione dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze si legge che «varie fonti suggeriscono un abuso crescente di oppiacei sintetici legali», tra i quali rientra anche il fentanyl;

    l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze sostiene che, nonostante in Europa non esista ancora una crisi degli oppioidi paragonabile per portata a quella in atto negli Stati Uniti, «i decessi e i casi di overdose non mortali associati al fentanyl e ai derivati del fentanyl non controllati evidenziano la necessità di una vigilanza continua». Anche perché, pur rappresentando una piccola parte del totale, i sequestri di fentanyl e di suoi derivati sono in crescita. Così come sono in crescita le varietà di fentanyl: dal 2009 ne sono state individuate 38 di nuove in Europa, di cui 13 segnalate per la prima volta nel 2017;

    per quanto riguarda la diffusione tra i tossicodipendenti, il primo vero mercato europeo del fentanyl è stata l'Estonia. In un suo rapporto, l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha sostenuto che la crisi delle overdose in questo Paese ha raggiunto l'apice nel 2012, con 170 morti provocate per la maggior parte da fentanyl e farmaci analoghi. In Estonia il fentanyl è l'oppioide consumato con maggiore frequenza nelle strade, mentre l'eroina sembra quasi non esistere. Il perché di questa assenza non è chiaro. Uno studio del 2015 sulla diffusione dei fentanili in Europa, pubblicato sull’International journal of drug policy, ipotizzava un qualche rallentamento della produzione di oppio in Afghanistan all'inizio degli anni 2000, che avrebbe di conseguenza ridotto l'offerta di eroina sui mercati europei;

    nello stesso studio è sostenuto che, nel Vecchio continente, si starebbero sviluppando le condizioni per una futura epidemia di fentanyl. In Europa si registra, da diversi anni, sia una diminuzione della disponibilità, sia una riduzione della purezza dell'eroina. Una delle nazioni maggiormente esposte è la Germania. Secondo l'Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti delle Nazioni Unite, la Germania è il terzo maggiore produttore dopo Stati Uniti e Belgio e il primo Paese importatore in assoluto nel 2016. Il già citato studio riporta 160 casi di decessi provocati dal fentanyl in Germania dal 2007 al 2011. I tedeschi consumano grandi quantità di fentanyl per scopi medici, soprattutto in forma di cerotti. L'esempio degli Stati Uniti sembrerebbe suggerire che una grande disponibilità di fentanyl nel mercato legale possa condurre ad una grande disponibilità anche in quello illegale;

    molto preoccupante è anche la condizione in cui versa il Regno Unito. Secondo l'Ufficio per le statistiche nazionali (Ons), nel 2017 in Inghilterra e Galles ci sono state 3.756 morti per intossicazione da droghe, provocate principalmente dall'eroina e dagli oppioidi sintetici. Si tratta del numero più alto mai registrato. Spiccano però i casi di morte per overdose da fentanyl: dal 2016 al 2017 sono aumentati del 29 per cento, passando da 58 a 75. I dati raccolti dall'Ufficio per le statistiche nazionali evidenziano anche 27 decessi per abuso di carfentanyl: si tratta di un farmaco analogo al fentanyl ma molto più potente, utilizzato esclusivamente in veterinaria come tranquillante per gli animali di grossa taglia;

    i rapporti tossicologici non hanno inizialmente rilevato fentanyl. Infatti, è su richiesta della polizia che sono stati fatti ulteriori test da cui è emersa la presenza di fentanyl, in particolare una gamma di analoghi fentanyl più recenti e carfentanyl. Nonostante ciò, la gravità del problema nel Regno Unito non è ancora del tutto nota;

    si ribadisce il fatto che il fentanyl è una sostanza relativamente semplice da produrre. I trafficanti possono sintetizzarla in piccoli laboratori clandestini, mentre i consumatori possono acquistarla on line direttamente dalla Cina e farsela recapitare a casa. Il cosiddetto dark web, con i suoi cripto-mercati, è stato cruciale per la diffusione e il successo dei fentanili negli Stati Uniti. Il Paese europeo con il più alto numero di acquisti di fentanyl tramite questo canale di approvvigionamento è oggi il Regno Unito;

    nel nostro Paese, i primi casi di overdose da fentanyl sono recenti e hanno reso evidente un livello di consapevolezza delle istituzioni preposte alla prevenzione del consumo di sostanze psicotrope insufficiente. Il primo caso conosciuto di overdose dovuta ad assunzione di una sostanza analoga al fentanyl, l’ocfentanyl, risale al 2017, ma è stato scoperto e segnalato solo nel 2018. I responsabili della situazione sono stati colti di sorpresa dalla notizia del primo decesso dovuto ad assunzione di questa sostanza. Probabilmente la morte si sarebbe potuta prevedere e prevenire se l'Osservatorio del dipartimento per le politiche antidroga disponesse di personale con maggiori specifiche competenze in questo campo;

    nella relazione annuale al Parlamento, a volte, ci si limita a collazionare un insieme di notizie varie, provenienti da diverse fonti, senza dare alle informazioni un coordinamento adeguato. Precedentemente alla scoperta del primo caso di overdose, non pare vi sia stata qualche attività che avrebbe potuto garantire un approfondimento dei diversi aspetti del fenomeno in atto;

    infatti, si segnala che la direzione centrale antidroga, pubblicando l'ultima relazione annuale sulla repressione dei traffici di stupefacenti, riguardo al fentanyl ha specificato che «non si erano verificate evidenze della loro presenza nelle piazze italiane». Poi, come detto, nel settembre 2018 si è compreso con ritardo che anche in Italia si era registrata la prima morte dovuta ad assunzione di fentanyl, non ad eroina, come in un primo momento dichiarato. La morte, lo si ribadisce, era avvenuta nell'aprile 2017, ma era stata scoperta solo l'anno successivo;

    in Italia, a causa della comunicazione non tempestiva dell'arrivo del fentanyl, ancor oggi non si conosce esattamente quanto il fenomeno si sia diffuso. Una seconda morte è avvenuta il 10 giugno 2018. Un tossicodipendente è stato trovato senza vita dai carabinieri a Travedona Monate. Accanto al suo corpo è stato trovato il fentanyl. «La bustina di plastica che lo conteneva recava la scritta 1:10 contenente sostanza solido pulviscolare bianca/beige». Si cita il testo dell'allerta di grado 3, diffusa dal sistema nazionale di allerta precoce dell'Istituto superiore di sanità. Il reperto è stato inviato il 20 luglio 2018 al laboratorio di analisi dei carabinieri di Milano, i quali, non riuscendo a identificare la sostanza, si sono rivolti ai Ris di Parma. In quei laboratori il furanilfentanyl è stato finalmente riconosciuto grazie a un'analisi spettrografica;

    l'allerta dello Snap riporta in testa la dicitura «vietate la divulgazione e la pubblicazione su web», ma tra chi riceve le allerte si pensa che le informazioni vadano invece divulgate anche fra chi non fa parte di queste categorie professionali. L'informazione può infatti interessare anche gli stessi consumatori di stupefacenti. Le allerte europee dell'Osservatorio europeo su droghe e dipendenze e i sistemi nazionali di allerta di altri Paesi non riportano divieti analoghi di pubblicazione, che sono una specificità negativa solo italiana;

    non ci sono dati certi relativi ai decessi per overdose avvenuti negli ultimi due anni collegati al fentanyl. La scoperta ritardata di oltre un anno della prima morte preoccupa, perché, lo si ripete, potrebbe trattarsi solo della punta di un iceberg di un fenomeno più grave ed esteso;

    si dovrebbe governare in modo più efficace il fenomeno, cercando di comprendere quanto sta accadendo sulla base di maggiori dati scientifici, effettuando un monitoraggio specifico del fenomeno e adottando forme di valutazione delle politiche di controllo, mediante interventi di riduzione della domanda e di riduzione dell'offerta;

    utilizzando coerentemente e scientificamente tutti i dati disponibili, da rendere pubblici a chiunque, sarebbe possibile effettuare delle previsioni e delle valutazioni più accurate, poiché quelle ora previste appaiono insufficienti;

    ciò appare assolutamente necessario, perché la Cina è pronta ad invadere anche tutto il mercato dell'Europa, compresa l'Italia, e ciò è particolarmente grave, perché i morti per droga sono tornati ad aumentare dal 2017, dopo un calo costante durato più di 15 anni;

    infatti, è dal 2017 che sono tornati ad aumentare i morti per overdose in Italia. Molte volte, innanzi alla voce «sostanza responsabile del decesso», ci si scontra con un: «non identificata». La situazione è da approfondire poiché per 16 anni, dal 2000 al 2016, i decessi sono calati gradualmente, con una riduzione pari a meno 48 per cento. Nel 2017 è arrivata, inaspettata, un'inversione di tendenza con un incremento delle morti pari al 9,7 per cento in un solo anno. Sono segnali preoccupanti e si deve agire e prevenire al fine di evitare che questi primi segnali, se non adeguatamente considerati, possano condurre ad un fenomeno che non deve in nessun caso assumere le dimensioni catastrofiche che si sono registrate negli Usa;

    in base ai dati resi disponibili dalla relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, dai rapporti della Desa, Direzione centrale servizi antidroga, e dallo studio del Cnr relativo all'uso di alcol e sostanze psicoattive in Italia, i morti acclarati per eroina nel 2017 sono stati 148, a cui se ne aggiungono 74, per assunzione di una sostanza non determinata. Sono dei decessi misteriosi, non attribuibili con certezza a sostanze droganti note, ed erano già 118 nel 2016. Una delle ipotesi è che alcune delle morti siano causate non dall'eroina, bensì dall'eroina tagliata con altre sostanze. Sui tagli e le sperimentazioni criminali si hanno poche certezze, anche perché, lo si ribadisce, una delle principali carenze del sistema italiano è data dalla mancanza di adeguate conoscenze preventive delle sostanze, conoscenze assolutamente necessarie per adeguare le risposte sociali e sanitarie;

    il nuovo quadro del consumo di droghe sembra caratterizzato non solo dal maggior consumo di eroina, ma anche da un mercato criminale che sperimenta nuove strategie, come l'abbassamento dei prezzi mediante la miscela di sostanze. Il risultato è l'impennata dei decessi per overdose;

    in conclusione, si riportano i casi in cui il fentanyl è stato con certezza individuato e sequestrato: a ottobre 2018, in provincia di Cosenza, sono state arrestate sei persone accusate di traffico di cerotti al fentanyl, nel gennaio 2019 a Melzo c'è stato un furto in ospedale, nel febbraio 2019 del fentanyl è stato sequestrato a Roma, nello stesso mese del fentanyl è stato sequestrato a Milano, spedito dal Canada e un'analoga spedizione diretta in Piemonte è stata ugualmente intercettata;

    tutto quanto narrato appare un fenomeno che la politica deve prevenire e reprimere, poiché è necessario dare una risposta organica, strutturata, pianificata, efficace, per fronteggiare al meglio ciò che appare chiaro, l'insorgere incontrollato di un potenziale allarme sociale, anche se ancora non percepito come tale, poiché l'argomento non è ancora entrato nel dibattito pubblico, né in quello politico. In questa situazione appare difficile proporre soluzioni al fenomeno;

    questa mozione ha quindi lo scopo di aprire il dibattito politico e pubblico sul tema, per farne sintesi e quindi indicare le soluzioni considerate opportune e necessarie,

impegna il Governo:

1) ad adottare le iniziative idonee per investire l'Unione europea, nelle sedi istituzionali competenti, della questione di cui in premessa, al fine di proporre l'adozione di ulteriori e più efficaci politiche di contrasto alla diffusione del fentanyl e similari nel territorio dei Paesi membri;

2) a predisporre, a cura del Ministro dell'interno, un'attenta vigilanza per contrastare la diffusione illegale di fentanyl e similari, fatti salvi gli usi terapeutici, attivando in particolare la polizia postale, e per tutelare gli agenti dal contatto cutaneo;

3) a predisporre, a cura del Ministro della salute, un'indagine ministeriale per accertare eventuali ulteriori casi di morte imputabili a tale sostanza, quando assunta a scopo voluttuario, non ancora individuati;

4) a consentire, da parte dei Ministri competenti, la divulgazione e la pubblicazione tempestiva dei dati relativi ai casi di morte a causa del fentanyl utilizzato a scopo voluttuario;

5) a predisporre, da parte del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, i necessari contatti diplomatici con il Governo cinese, avviando forme di collaborazione necessaria per garantire un efficace contrasto al narcotraffico;

6) a predisporre, da parte del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, in ottemperanza alle competenze attribuite dalla legge, azioni mirate per prevenire e contrastare il diffondersi di questa specifica sostanza nel mercato nero e il relativo impatto nel campo della tossicodipendenza;

7) ad attivare azioni informative precoci sull'alta pericolosità di tale sostanza, se utilizzata fuori dal controllo medico, anche per le persone in carico ai servizi pubblici per le tossicodipendenze, alle comunità o in contatto con le unità di prevenzione in strada.
(1-00193) (Nuova formulazione) «Ianaro, Ceccanti, De Filippo, Rostan, Iezzi, D'Uva, Zanichelli, Carnevali, Schirò».

(12 giugno 2019)

   La Camera,

   premesso che:

    il fentanyl è un farmaco antidolorifico molto potente che viene usato per gestire il dolore, soprattutto quello oncologico, mentre combinato con altre sostanze viene impiegato per l'anestesia;

    l'uso medicale del fentanyl, potente oppioide sintetico, è approvato sotto prescrizione medica e un rigido controllo sanitario. Il suo impiego è giustificato dalla gravità della patologia, tanto che l'Organizzazione mondiale della sanità lo ha inserito nella lista di farmaci essenziali per il trattamento dei tumori in stadio avanzato;

    nel tempo però questo potente oppiaceo è entrato a far parte del mercato illegale e clandestino per essere utilizzato come sostituto più economico di altre droghe, eroina in primis. Più recentemente, ha fatto il suo ingresso anche nel giro della cocaina;

    l'uso non medico del fentanyl avviene attraverso diverse modalità non attinenti alla formulazione farmaceutica: per via iniettiva, per ingestione di caramelle (assunzione transmucosa), attraverso l'uso di cerotti. Viene anche fumato o assunto per via intranasale (sniffo);

    se è considerato un farmaco essenziale nelle terapie del dolore, purtroppo è anche diventato uno degli oppioidi sintetici più comuni nelle morti per overdose. Oggi viene sempre più utilizzato per tagliare l'eroina. Sempre più spesso, infatti, gli spacciatori tagliano la cocaina e l'eroina con questo farmaco. A volte, spesso all'insaputa degli acquirenti, viene infatti usato per tagliare le partite di altri stupefacenti, aumentandone notevolmente la pericolosità. Siccome il fentanyl è una polvere fine, è facile da mescolare con altre droghe. Ha un aspetto identico all'eroina, così gli utilizzatori, iniettandosi l'eroina tagliata con il fentanyl, non sanno che si stanno iniettando una dose letale, finché non è troppo tardi;

    il mercato della droga è ormai un mercato globale. Mescolare il fentanyl con l'eroina è appunto una pratica criminale che viene probabilmente dagli Stati Uniti, non dall'Europa. Peraltro, il fentanyl è una sostanza conveniente, da cui si possono ottenere grandi ricavi anche con un investimento minimo;

    i rischi per i consumatori sono altissimi. È stimato che la dose letale per l'uomo è di 2-3 milligrammi: basta toccarlo o inalarlo;

    se una dose letale di eroina è di circa 30 milligrammi, la dose letale di fentanyl è almeno dieci volte inferiore. Peraltro, i soccorritori che rispondono alle chiamate per overdose devono stare molto attenti, il semplice contatto o inalazione può essere mortale. Del fentanyl, però, nell'ultima relazione del Dipartimento per le politiche antidroga italiano non c'è quasi traccia. Sul sito del Dipartimento si descrive il farmaco e si legge: «un analogo strutturale, il 3-metilfentanil, risulterebbe venir sintetizzato illegalmente e venduto come “eroina sintetica” o miscelato all'eroina stessa». Stupisce non poco l'uso del condizionale «risulterebbe»;

    è molto facile superare la soglia del sovradosaggio e subire i suoi effetti più gravi e rischiosi: allucinazioni, depressione respiratoria. L'overdose può condurre anche all'arresto cardiaco, allo shock anafilattico, al coma e alla morte. Addirittura possono capitare decessi per errori nella gestione della terapia;

    più in generale, le morti per overdose da uso di oppiacei sintetici diversi dal metadone, quindi anche fentanyl e suoi derivati sono allarmanti. Dal 2016 al 2017, i Centri americani per la prevenzione e il controllo delle malattie (Centers for disease control and prevention – Cdc) hanno registrato un aumento dei decessi del 47 per cento e nel 2017 le morti sono state circa 28.400. Sempre secondo i Centri americani per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel 2018 il fentanyl è stato l'oppioide più comune nelle morti per overdose;

    a conferma dell'estrema nocività del farmaco, ad altissimo rischio overdose, si ricorda che i citati Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani lo definiscono da 50 a 100 volte più potente della morfina, mentre l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze gli attribuisce una potenza almeno 80 volte superiore alla morfina;

    negli Stati Uniti, l'emergenza overdose da fentanyl è considerata una vera e propria epidemia. Negli ultimi due anni ci sono state più di 60 mila vittime. E l'uso di questo farmaco sta generando quella che il Presidente Donald Trump ha definito «un'emergenza sanitaria nazionale». Da allora poliziotti, pompieri e paramedici americani girano con il naloxone, farmaco di primo intervento;

    proprio riguardo alla tutela delle forze dell'ordine, nel 2017 la Drug enforcement agency ha emanato, proprio per le medesime forze dell'ordine, delle linee guida sulla gestione del fentanyl. Dette linee guida riguardano la sicurezza personale di chi si trova a dover maneggiare la sostanza, in quanto anche solo il contatto della pelle con il fentanyl puro o una breve inalazione casuale possono provocare un'overdose e mettere a rischio la vita;

    il principale produttore illegale secondo le autorità internazionali è la Cina, il principale mercato di riferimento gli Stati Uniti;

    secondo un'inchiesta del New York Times, pubblicata il 16 ottobre 2019, in Cina operano tra le 160 mila e le 400 mila aziende chimiche «in modo legale, illegale o ambiguo, una stima così ampia che oltre alle dimensioni enormi dell'industria riflette la carenza di informazioni»;

    nell'aprile 2019, il vice presidente cinese della Commissione nazionale per il controllo degli stupefacenti in Cina confermava l'intenzione della Cina di rafforzare la cooperazione e il coordinamento con altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, unendo gli sforzi per «affrontare la sfida globale posta dalle sostanze legate al fentanyl»;

    in Italia il pericoloso fentanyl è già una realtà che fa sempre più vittime. Tra il 2016 e il 2017, infatti, le morti per overdose sono aumentate per la prima volta del 9,7 per cento, dopo 15 anni di calo. Il Ministero dell'interno comunica che dall'anno scorso le forze dell'ordine hanno iniziato a sequestrare dosi di questo oppioide: 20 nel 2018 e 6 nel 2019 (equivalenti a 13,98 grammi);

    benché nel nostro Paese la presenza del fentanyl e suoi derivati sul mercato illegale sia cosa certa, la sua produzione e diffusione clandestina è difficilmente quantificabile. E questo anche perché molti laboratori di analisi difficilmente sono attrezzati per andare oltre la ricerca delle droghe «classiche». Tutto questo porta ad una sottovalutazione del fenomeno;

    l'acquisto di oppioidi si insinua purtroppo sempre più tra gli adolescenti, che li reperiscono on line sul dark web o nel mercato dello spaccio. Il fenomeno è stato parecchio sottovalutato, tanto che la prima morte per overdose da fentanyl, avvenuta nel 2017 a Milano, venne erroneamente attribuita a una generica overdose da eroina, salvo poi, un anno e mezzo dopo, assistere alla ritrattazione dell'Istituto superiore di sanità, che dichiarava che il decesso era stato causato dall’ocfentanil, derivato del fentanyl;

    l'eroina, che ha causato e sta causando sempre più decessi nel nostro Paese, potrebbe benissimo essere eroina mischiata a fentanyl;

    peraltro, i problemi legati alle tossicodipendenze, se per un periodo si sono ridotti, ora stanno tornando ad aumentare decisamente;

    come riportato nel sito del Dipartimento per le politiche antidroga, il 27 marzo 2019 si era tenuta «la prima riunione del tavolo tecnico interistituzionale convocato allo scopo di affrontare le problematiche connesse all'uso di sostanze oppioidi e derivati del fentanyl e definire un piano integrato e condiviso di misure che potrebbero essere adottate per fronteggiare questa nuova emergenza (...) Tale tavolo verrà convocato periodicamente allo scopo di ricevere un costante aggiornamento sull'andamento del fenomeno, nonché per elaborare azioni condivise che si rendessero necessarie». Non si sa se sono seguite altre riunioni;

    peraltro, il mercato criminale offre altri prodotti di sintesi derivati dal fentanyl, alcuni dei quali molto più potenti e pericolosi, come il carfentanyl che si stima 100 volte più potente del fentanyl (quindi 10 mila volte più potente della morfina);

    ad aggravare il tutto, studi recenti confermano che il commercio di questo genere di farmaci avviene spesso via internet;

    le cronache di questi giorni segnalano quattro casi rilevati negli ultimi tre mesi in Emilia-Romagna: due a Bologna, uno a Modena e uno a Parma. Questo oppioide sintetico è stato rinvenuto grazie a nuovi kit di autoanalisi che sono stati messi a punto dalla regione Emilia-Romagna e distribuiti ai consumatori nei Servizi per le tossicodipendenze (SerDP, gli ex SerT) e in tutte le unità di strada della regione. Il test consiste in una striscetta diagnostica che in pochi secondi permette di rilevare in modo rapido 12 varianti della sostanza. In caso di esito positivo, il consumatore o l'operatore possono scattare una foto e inserire una segnalazione su una piattaforma on line. La piattaforma ha l'obiettivo di creare una rete di segnalazione per proteggere i consumatori, avvisandoli che in quell'area è stata rilevata la presenza di fentalyn e che dunque il consumo potrebbe essere potenzialmente molto pericoloso,

impegna il Governo:

1) ad avviare capillari ed efficaci campagne di informazione e sensibilizzazione mirate principalmente alle giovani generazioni, con riferimento agli effetti devastanti del fentanyl e di farmaci similari e alla diffusione esponenziale di tali sostanze che aumentano di molto il rischio di overdose;

2) a mettere in atto i necessari interventi di prevenzione volti a superare l'ancora troppo sottovalutato fenomeno legato alla diffusione in forte crescita dell'utilizzo illegale del fentanyl e dei suoi derivati, anche attraverso un efficace programma di contrasto e di costante monitoraggio del fenomeno, che deve vedere coinvolti in sinergia diversi soggetti istituzionali, tra cui il Ministero della salute e il Ministero dell'interno;

3) a dare seguito e a implementare il tavolo tecnico di cui in premessa, avviatosi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e finalizzato ad elaborare un piano ed azioni condivise volte ad affrontare le problematiche legate all'uso di sostanze oppioidi e derivati del fentanyl;

4) ad adottare le iniziative di competenza affinché i Servizi per le tossicodipendenze, presenti nel nostro Paese, sensibilizzino e informino i potenziali consumatori di droghe sul forte pericolo legato al fentanyl e ai suoi derivati e alla conseguente aumentata possibilità di overdose;

5) a valutare la possibilità di adottare le iniziative di competenza per estendere a tutto il territorio nazionale il kit sperimentale di autoanalisi e la piattaforma on line di cui in premessa, al fine di creare una rete di segnalazione e monitorare la diffusione territoriale del fentanyl;

6) a emanare quanto prima, così come è stato fatto negli Stati Uniti, per le forze dell'ordine e a loro tutela, delle linee guida sulla gestione del fentanyl, al fine di garantire la sicurezza personale di chi si trova a dover maneggiare la sostanza, in quanto anche solo il contatto della pelle o un'inalazione casuale può provocare un'overdose e mettere a rischio la vita;

7) a rafforzare le iniziative di repressione e contrasto alla diffusione in preoccupante crescita del fentanyl, tenuto conto, tra l'altro, dei gravissimi effetti derivanti dalla pratica di mescolare il fentanyl stesso con altre sostanze stupefacenti, anche attraverso il potenziamento decisivo dell'attività della polizia postale.
(1-00321) «Bagnasco, Novelli, Bond, Mugnai, Versace, Brambilla, Occhiuto».

(3 febbraio 2020)

MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE PER LA PROMOZIONE E L'UTILIZZO DEI PORTALI INTERNET E DELLE APPLICAZIONI DIGITALI DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DEDICATI ALL'ASSISTENZA AI CITTADINI ITALIANI CHE SI TROVANO ALL'ESTERO

   La Camera,

   premesso che:

    il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è dotato di un'unità di crisi dedicata in modo specifico all'assistenza degli italiani che si trovano all'estero in situazioni di grave emergenza, quali attentati terroristici, calamità naturali, gravi tensioni socio-politiche e pandemie, oltre ad altre importanti funzioni;

    la tecnologia ha ovviamente permesso alla stessa di essere molto più efficace e raggiungere le regioni più remote del mondo per prevenire situazioni di crisi o pianificare interventi di soccorso, al fine di tutelare gli interessi degli italiani;

    il portale «ViaggiareSicuri.it» riporta profili continuamente aggiornati di tutti i Paesi (informazioni generali, sicurezza, situazione sanitaria, cautele da adottare, mobilità ed altro) e il sito «Dovesiamonelmondo.it» consente a chi viaggia di segnalare il proprio itinerario e i propri riferimenti, in modo da permettere all'unità di crisi di pianificare in modo efficace e accurato eventuali interventi;

    molti concittadini stipulano polizze assicurative, in particolare quando si recano in zone sensibili o in Paesi dove è obbligatoria tale copertura: è pertanto fondamentale che gli estremi di tali polizze siano tempestivamente disponibili;

    da fine giugno 2019 è disponibile la versione aggiornata dell'applicazione informatica consultabile su smartphone e tablet, per la quale è richiesta una semplice registrazione: tale strumento agile e di facile consultazione integra tutti servizi dei due portali e, tra l'altro, consente ai viaggiatori di geolocalizzarsi e ricevere notifiche durante i transiti nelle aree più a rischio, permettendo contestualmente di comunicare in tempo reale la propria condizione durante una fase di crisi;

    la sala operativa dell'unità è aperta 24 ore al giorno e fornisce anche una «crisis room virtuale» per il coordinamento in tempo reale con l'ambasciata coinvolta, nel caso di una situazione di emergenza;

    il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è impegnato a far conoscere a quanti più cittadini possibile l'attivazione di questa applicazione e le sue potenzialità, che, in un mondo di crisi non prevedibili e di sconvolgimenti climatici, permette agli italiani che viaggiano per qualsiasi motivo – ad esempio studio, lavoro, vacanze e salute – di essere sempre informati e prontamente soccorsi e assistiti attraverso strumenti di uso comune come smartphone e tablet,

impegna il Governo:

1) a promuovere e incentivare ulteriormente la campagna istituzionale di sensibilizzazione con tutti i mezzi utili e necessari anche attraverso spot dedicati sui principali organi di stampa, televisivi e social, sui canali web e social del Governo e di tutte le istituzioni di riferimento, ad esempio Polizia di Stato-sezione passaporti;

2) ad avviare, in particolare, una mirata campagna informativa mediante apposito materiale elaborato dall'unità di crisi (poster, volantini, video istituzionale ed altro), iniziative nelle scuole superiori e università e in tutte le sedi diplomatiche italiane;

3) ad avviare le procedure per apporre uno specifico riferimento scritto sui nuovi passaporti comprensivo della frase: «Registra qui il tuo viaggio: www.dovesiamonelmondo.it» ed eventualmente anche ricorrendo ad accordi specifici con i gestori telefonici e le piattaforme online, circa l'importanza e l'utilità di registrarsi sul sito web del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale attraverso l'apposita applicazione di cui in premessa, prevedendo altresì un'apposita sezione nella quale i concittadini possano indicare gli estremi delle polizze assicurative stipulate in previsione del viaggio.
(1-00239) «Zoffili, Formentini, Coin, Comencini, Grimoldi, Ribolla, Di San Martino Lorenzato Di Ivrea, Giglio Vigna, Caffaratto, Billi, Delmastro Delle Vedove, Fitzgerald Nissoli».

(21 agosto 2019)