CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 19 luglio 2023
145.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
COMUNICATO
Pag. 113

ATTI DELL'UNIONE EUROPEA

  Mercoledì 19 luglio 2023. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

  La seduta comincia alle 13.35.

Programma di lavoro della Commissione per il 2023 – Un'Unione salda e unita (COM(2022) 548 final).
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2023 (Doc. LXXXVI, n. 1).
Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1° luglio 2023-31 dicembre 2024) – Portare avanti l'agenda strategica, elaborato dalle future presidenze spagnola, belga e ungherese e dall'Alto rappresentante, presidente del Consiglio «Affari esteri».
(10597/23).
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito esame congiunto e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 18 luglio 2023.

  Walter RIZZETTO, presidente, fa presente che la Commissione è chiamata a esprimere sui documenti all'ordine del giorno un parere alla XIV Commissione, la quale, a conclusione dell'esame congiunto, procederà alla votazione di una relazione per l'Assemblea.
  Avverte che la Commissione esprimerà il parere di competenza nella seduta odierna.
  Invita il relatore, onorevole Giovine, a formulare la sua proposta di parere.

  Silvio GIOVINE (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1), raccomandandone l'approvazione.

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

  La seduta termina alle 13.40.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 19 luglio 2023. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO, indi della vicepresidente Tiziana NISINI.

  La seduta comincia alle 13.40.

  Walter RIZZETTO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

5-01032 Soumahoro: Iniziative per garantire misure di sostegno economico agli ex operai della Whirlpool di Napoli.

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO) illustra la sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO), replicando, si augura che il rappresentante del Governo si attivi presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, favorendo anche un confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di assicurare continuità nell'erogazione degli strumenti di sostegno ai lavoratori coinvolti, considerato che la Naspi scadrà il prossimo 6 novembre.

5-01139 Barzotti: Iniziative per assicurare opportune tutele ai rider dipendenti di Uber Eats.

  Valentina BARZOTTI (M5S) illustra la sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Valentina BARZOTTI (M5S), replicando, si dichiara non soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, ritenendo che l'Esecutivo, piuttosto che attendere passivamente le determinazioni delle istituzioniPag. 114 europee, debba svolgere una seria riflessione sulle iniziative da intraprendere a favore dei lavoratori impiegati nelle piattaforme digitali. Ricorda che nella passata legislatura fu svolto un importante lavoro di indagine proprio su tale problematica, richiamando la necessità di individuare soluzioni adeguate a salvaguardia dei cosiddetti riders.

5-01033 Mari: Sulla regolamentazione o messa al bando degli algoritmi di monitoraggio dei lavoratori.

  Francesco MARI (AVS) illustra la sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Francesco MARI (AVS), replicando, giudica opportuno che il Ministero avvii un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare la questione dell'impiego dei sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati, che rischiano di compromettere la libertà e la privacy dei lavoratori.

5-01140 Giaccone: Sul nuovo accordo Stato-Regioni sulla formazione per i lavoratori, i datori di lavoro e i preposti.

  Andrea GIACCONE (LEGA) illustra la sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

  Andrea GIACCONE (LEGA), replicando, auspica che il nuovo accordo Stato-Regioni per la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro possa quanto prima intervenire a regolamentare tali aspetti fondamentali, ricordando che nella passata legislatura tale tema, ritenuto centrale, fu oggetto di diverse iniziative trasversali.

5-01141 Fossi: Sui ritardi nell'erogazione della Cig e sulla mancata corresponsione degli stipendi arretrati ai lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio della GKN.

  Emiliano FOSSI (PD-IDP) illustra la sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

  Emiliano FOSSI (PD-IDP), replicando, pur prendendo atto degli impegni assunti, si dichiara non soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, evidenziando come vi sia stato un ritardo nell'erogazione della CIG e nella corresponsione degli stipendi arretrati ai lavoratori, rimanendo peraltro irrisolta la questione delle iniziative da assumere per la riconversione produttiva dello stabilimento di Campi Bisenzio. Ricordato che di recente si è svolto un incontro, anche con le organizzazioni, alla luce di alcune manifestazioni di interesse da parte di determinati soggetti, auspica che il Governo farsi attiva su tale tema, anche stanziando le risorse finanziarie necessarie, favorendo i richiamati processi di reindustrializzazione dell'impianto. Fa notare poi, su un piano generale, che il Governo non ha assunto alcuna iniziativa sul tema complesso delle delocalizzazioni, peraltro respingendo le proposte formulate a più riprese dal Partito Democratico.

  Tiziana NISINI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 14.20.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 19 luglio 2023. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO, indi della vicepresidente Tiziana NISINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Claudio Durigon.

  La seduta comincia alle 15.15.

Pag. 115

Disposizioni in materia di giusta retribuzione e salario minimo.
C. 1275 Conte, C. 141 Fratoianni, C. 210 Serracchiani, C. 216 Laus, C. 306 Conte, C. 432 Orlando e C. 1053 Richetti.
(Seguito esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 luglio 2023.

  Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che l'avvio della discussione in Assemblea del provvedimento in titolo, iscritto nel calendario vigente in quota opposizione, è previsto a partire da venerdì 28 luglio 2023.
  Ricorda altresì che nelle sedute di ieri sono stati svolti gli interventi sul complesso degli emendamenti presentati sul testo della proposta di legge C. 1275, adottata quale testo base.
  Nella seduta odierna proseguiranno gli interventi sul complesso degli emendamenti sulla base dell'elenco dei deputati iscritti a parlare.
  Esaurita la fase degli interventi sul complesso degli emendamenti si passerà quindi alle dichiarazioni di voto sulle proposte emendative presentate.
  Avverte in proposito che possono intervenire in dichiarazione di voto sulle proposte emendative presentate solamente i componenti della Commissione o i sostituti dei predetti componenti.

  Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) fa notare che la maggioranza, che si sottrae al confronto presentando un emendamento soppressivo dell'articolato, è invece molto attiva nel mondo dei social, rilasciando dichiarazioni che dimostrano come non si conosca il contenuto effettivo della proposta di legge C. 1275. Non comprende poi come sia possibile approvare una legge sull'equo compenso per i professionisti ed essere invece contrari sul salario minimo, che, peraltro, non riguarderebbe soltanto i lavoratori dipendenti, ma anche gli autonomi e gli atipici. Nel dimostrare le falsità di alcune affermazioni rese contro la proposta di legge C. 1275, fa notare che l'articolo 2 di tale proposta prevede, da un lato, un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale in vigore nel settore stipulato dalle associazioni comparativamente più rappresentative, dunque stabilendo l'efficacia erga omnes di tali contratti collettivi, non precludendo la stipulazione di contratti più favorevoli, dall'altro, fissa una soglia di 9 euro, riferita al minimo tabellare, sotto alla quale non è possibile andare. Richiamando alcune analisi svolte dai consulenti del lavoro, fa notare che il contenuto di tale proposta non incentiverà alcuna fuga dalla contrattazione collettiva, preoccupandosi di rafforzarla, pur pretendendo il rispetto di taluni parametri minimi. Ritiene pertanto che molto del dibattito si sia incentrato su una errata interpretazione del contenuto della proposta di legge C. 1275, ignorandosi che tale proposta da un alto fa riferimento al trattamento complessivo, rimesso alla contrattazione collettiva, dall'altro fissa per legge una soglia riferita al trattamento minimo, per tutelare la dignità dei lavoratori. Ritiene siano strumentali anche le critiche rivolte ad una presunta mancanza di copertura della proposta di legge, atteso che l'articolo 7 si limita a rinviare alla legge di bilancio per il 2024 la definizione di un beneficio in favore dei datori di lavoro, per un periodo di tempo definito e in misura progressivamente decrescente, proporzionale agli incrementi retributivi corrisposti ai prestatori di lavoro al fine di adeguare il trattamento economico minimo orario all'importo di 9 euro. Osservato, in ogni caso, che tale aspetto potrà essere al momento accantonato per essere poi definito con più certezza in altre sedi, invita i gruppi di maggioranza a rimanere sul merito delle questioni, rilevando peraltro che la proposta prevede anche una disciplina transitoria proprio al fine di dare tempo alle imprese di adeguarsi. A chi della maggioranza fa riferimento a forzature da parte delle opposizioni, fa notare che i provvedimenti in titolo sono stati incardinati da mesi e che è stato svolto un lungo lavoro istruttorio al termine del quale le opposizioni, dopo un importante approfondimento di Pag. 116merito, hanno individuato la sintesi nel testo della proposta di legge C. 1275. Rileva, dunque, che il confronto è stato molto ampio e rispettoso delle diverse posizioni, a differenza di quanto avviene durante l'esame dei decreti-legge in relazione ai quali laddove davvero vengono compresse le prerogative dei parlamentari. Evidenziato, in conclusione, che il provvedimento in esame interverrebbe a favore delle donne, i cui salari sono spesso inadeguati e al di sotto della soglia di povertà, si augura che la maggioranza e il Governo possano rivalutare le proprie posizioni al riguardo.

  Giuseppe CONTE (M5S) dichiara di non essere ottimista circa le sorti di tale provvedimento, a fronte di una certa mancanza di sensibilità sul tema da parte della Presidente del Consiglio e degli esponenti del Governo, come dimostrato da certe dichiarazioni rese agli organi di stampa. Ritiene che l'intervento proposto nella sua proposta di legge sia urgente, in quanto volto a restituire dignità al lavoro, in attuazione dell'articolo 36 della Costituzione, soprattutto a favore di donne e giovani. Fa notare che l'intervento del Governo sul cuneo fiscale – peraltro non strutturale – non appare sufficiente a tutelare i lavoratori, facendo notare, in ogni caso, che rispetto ad un intervento strutturale in tal senso – peraltro sinora solo sbandierato dal Esecutivo – sul quale il suo gruppo sarebbe favorevole, l'intervento sul salario minimo riveste comunque una valenza complementare. Fa notare che il Governo, oltre ad aver eliminato una forma di sostegno importante, come il reddito di cittadinanza, ha previsto un intervento per i bisognosi una tantum dal contenuto irrisorio, come se fosse una concessione prevista per ingraziarsi il favore di alcune fasce dell'elettorato. Stigmatizza alcune dichiarazioni rese da esponenti di Governo, tra cui quelle del Ministro Tajani, che ritiene dimostrino una mancanza di conoscenza sul tema del salario minimo, rilevando che lo stesso Ministro Salvini, che in passato ha manifestato aperture sul tema, oggi esprime il suo favore su altri temi, come quello del condono fiscale. A chi richiama i casi dei Paesi in cui non è previsto il salario minimo, per confutare tale forma di intervento, fa notare che appare impossibile svolgere paragoni con sistemi economici completamente diversi, vantando livelli salariali ben più alti. Osserva inoltre che tale provvedimento non deprimerebbe la contrattazione collettiva ma la rafforzerebbe, ricordando come in Paesi come Germania e Francia la previsione di un salario minimo ha svolto un ruolo propulsivo, facendo presente che la medesima contrattazione non sempre appare in grado di fornire tutele, come dimostrano i tanti mancati rinnovi in certi settori e il proliferare dei contratti pirata. Ritiene che la previsione di un salario minimo possa aiutare la domanda interna e i consumi, in tal modo contribuendo a garantire la stessa sostenibilità del sistema previdenziale. Richiamando le analisi dell'economista David Card, evidenzia come il salario minimo sia in grado di generare occupazione producendo effetti benefici per il sistema economico. Ritiene poi che non sussista alcuna problematica di mancanza di copertura, atteso che l'articolo 7 della proposta di legge C. 1275 rinvia alla legge di bilancio la definizione di benefici per i datori di lavoro. Rivolgendosi quindi al presidente Rizzetto, dichiara di non aver condiviso alcuni sue esternazioni sui social, che giudica non consone al suo ruolo di presidente della Commissione, ricordando peraltro che lo stesso presidente Rizzetto in passato espresse posizioni opposte sul tema del salario minimo. Invita i gruppi di maggioranza a entrare nel merito e a confrontarsi sulle vere riforme di cui ha bisogno il Paese, come quella sulla RAI da rendere autonoma rispetto alle interferenze della politica e in relazione all'attuazione del PNRR.

  Walter RIZZETTO, presidente, replicando all'onorevole Conte, in primo luogo esprime rammarico per la scarsa assiduità con la quale egli ha seguito i lavori sulla proposta di legge in esame, peraltro a sua prima firma.
  In secondo luogo, esprime riserve sulla copertura finanziaria prevista all'articolo 7 della medesima proposta di legge. Inoltre, evidenzia che alcuni sindacati hanno sollevato rilievi critici sull'efficacia della disciplinaPag. 117 in esame: in tal senso, ribadisce la disponibilità della maggioranza a confrontarsi con i colleghi dell'opposizione per individuare soluzioni più idonee ad affrontare il problema salariale, che per diverse categorie di lavoratori costituisce in effetti un'emergenza.

  Giuseppe CONTE (M5S), sottolineando che la proposta in esame costituisce il punto di partenza migliore per un confronto proficuo sulla materia, ribadisce che nessuna organizzazione sindacale può dichiararsi contraria all'introduzione di un salario minimo, strumento essenziale per migliorare le condizioni di vita di milioni di lavoratori.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, invita il presidente Rizzetto – che ha sempre dimostrato sensibilità, equilibrio e capacità dialettica – a lasciare la presidenza per confrontarsi liberamente, dai banchi della maggioranza, con i propri interlocutori.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON ribadisce che, ad avviso del Governo, l'introduzione di un salario minimo non rappresenta la soluzione ottimale per risolvere le indubbie difficoltà che devono affrontare talune categorie di lavoratori. Peraltro, la stessa direttiva (UE) 2022/2041 impone l'introduzione di una soglia minima solo nei Paesi che – a differenza dell'Italia – sono privi dei meccanismi di contrattazione collettiva.

  Valentina BARZOTTI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, stigmatizza il comportamento – fino ad ora impeccabile – del presidente Rizzetto, che ha utilizzato toni inutilmente polemici ed incompatibili con il suo ruolo di garanzia. Rileva, altresì, che Governo e maggioranza non sono stati in grado di elaborare una proposta di legge alternativa, rinunciando dunque in partenza a stabilire un dialogo proficuo con l'opposizione.

  Il sottosegretario Claudio DURIGON, ribadendo di condividere l'urgenza del tema, conferma la disponibilità a collaborare per trovare una risposta comune.

  Walter RIZZETTO (FDI), intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda di aver presentato già nel 2019 una proposta di legge in materia, che si muoveva nel solco indicato dal Governo oggi in carica, sulla base di due presupposti: l'esistenza di un vulnus nei settori privi di contrattazione collettiva; la necessità di intervenire sulla disciplina delle gare al massimo ribasso, che la sinistra, pur avendo governato a lungo negli ultimi anni, non ha ritenuto di modificare.
  Conferma, altresì, le riserve sulla copertura finanziaria del provvedimento, condivise per le vie brevi con l'Ufficio parlamentare di bilancio e con la V Commissione. Evidenzia, quindi, che la maggioranza era disponibile a confrontarsi con l'opposizione a partire dal prossimo settembre, avendo chiesto solo un breve rinvio finalizzato ad elaborare una propria proposta.
  Sottolineando che nessuno dei partiti di opposizione ha chiesto di calendarizzare una proposta sul salario minimo negli anni in cui la sinistra era al Governo e che gli stessi sindacati hanno modificato la propria posizione in materia, ribadisce che la maggioranza e l'Esecutivo intendono avanzare una propria proposta, su cui auspica che possa aprirsi un dialogo proficuo con l'opposizione.

  Nicola FRATOIANNI (AVS), esprimendo sconcerto per la scelta della maggioranza, da un lato, di soffocare ogni possibilità di dialogo con la presentazione di un emendamento soppressivo, dall'altro, con la richiesta di rinviare il dibattito a settembre – dopo ben quattro mesi di audizioni –, ricorda che la citata direttiva europea non esclude l'introduzione del salario minimo nei Paesi dove esiste la contrattazione collettiva, ma semplicemente non lo impone come obbligo. Evidenzia, altresì, l'inconsistenza delle obiezioni, sia sul piano del metodo sia sotto il profilo del merito, a conferma che l'emergenza salariale rappresenta un dato inconfutabile, a cui la maggioranza può opporre soltanto la sua ideologica avversione verso la povertà, erroneamente intesa come una colpa.Pag. 118
  Ribadisce, dunque, l'impegno a proseguire, sia nel Parlamento sia nel Paese, la battaglia per introdurre questo strumento essenziale di equità sociale che, in base agli ultimi sondaggi, raccoglie il consenso del 70 per cento degli italiani. A suo avviso, si tratterebbe del primo, importante tassello per sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione, a cui affiancare ulteriori provvedimenti in materia di riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, indicizzazione degli stipendi e disciplina sulla rappresentanza sindacale.

  Francesco SILVESTRI (M5S) stigmatizza le affermazioni del presidente Rizzetto con le quali lamentava l'assenza dei deputati dell'opposizione nel corso di talune audizioni svolte nell'ambito del provvedimento all'esame. In materia di assenza dai lavori parlamentari ricorda che più volte diversi membri del Governo, non escluso il Ministro dell'economia e delle finanze, hanno accuratamente evitato di presentarsi davanti al Parlamento nonostante fosse richiesta la loro presenza su importanti questioni. Osserva quindi che il presidente Rizzetto farebbe meglio a guardare in casa propria e lo invita, piuttosto, a prestare una maggiore attenzione alla gestione dell'ordine dei lavori rispetto a quanto fatto finora. Conclude avanzando l'ipotesi che, probabilmente, il problema del presidente Rizzetto riguarda la sua visibilità politica.

  Matteo RICHETTI (A-IV-RE) contesta quanto indirizzato dal presidente Rizzetto al presidente Conte circa il fatto che l'attuale maggioranza avrebbe quanto meno calendarizzato un provvedimento sul salario minimo a differenza di quanto successo in passato quando alcune forze dell'attuale opposizione si trovavano al Governo senza aver provveduto ad inserirlo tra i lavori parlamentari. Ricorda infatti che l'attuale provvedimento è stato richiesto in quota opposizione e che degli altri argomenti che le opposizioni avevano chiesto di esaminare la maggioranza si è ben guardato dal farlo, limitandosi a promettere che sarebbe stata vagliata la possibilità di farlo in futuro.
  Evidenzia che il testo all'esame è frutto di un rilevante lavoro di coordinamento politico tra le opposizioni e stigmatizza che arrivati a questo punto la maggioranza chieda altro tempo per poter formulare le loro proposte: ma il problema vero è che i salari restano bassi e insufficienti e non si palesa l'intenzione di intervenire per correggere questa situazione. Pone in evidenza, inoltre, che non c'è affatto contrasto tra la proposta all'esame e la contrattazione collettiva nazionale, che anzi viene in qualche modo rafforzata dalla proposta di legge in quanto essa introduce un livello garantito sotto il quale la contrattazione nazionale collettiva non può scendere, similmente a quanto accade già nella legislazione lavoristica dei maggiori Paesi dell'Unione europea e non solo.
  Rileva che se non si interviene prevedendo un salario minimo, già da subito, un qualunque giovane, fresco di laurea magari, anche nelle più civili ed avanzate zone del Paese si troverà costretto a controfirmare un contratto che prevede una paga di sette euro all'ora.
  Contesta altresì l'affermazione secondo cui la definizione di un salario minimo possa indurre comportamenti opportunistici, financo alimentare il nero, giacché è proprio ciò che succede ora in assenza di una legge chiara.
  Ritiene che inspiegabile, in un certo senso, non sia la contrarietà alla proposta di legge in quanto tale ma che le si opponga un deciso «no!» senza avere il coraggio di avanzare altre proposte e che la si annienti attraverso un semplice emendamento soppressivo. Crede invece che sarebbe più onesto approdare in Assemblea con un testo che si possa discutere, esaminare, magari anche senza mandato al relatore. Giudica anche fuorviante i moniti della maggioranza circa l'assenza di adeguate coperture finanziarie. Ritiene infatti tali affermazioni improprie in quanto il testo all'esame prevede una certa gradualità per adeguare i salari al minimo disponendo che si intervenga con un meccanismo da individuare nella legge di bilancio affinché l'obiettivo venga raggiunto con un'adeguata programmazione.Pag. 119
  Ribadisce che il problema ormai emerso da tempo è che le famiglie si trovano in grandissima difficoltà e che il loro potere d'acquisto è compromesso: osserva che basta avere presente la dinamica al rialzo dei costi dei mutui contratti dalle famiglie, che rispetto a pochi anni fa, quando furono accesi, risultano aumentati anche del 70 per cento.
  Conclude ricordando che le forze di maggioranza hanno voluto distruggere il reddito di cittadinanza, misura sulla quale allora non vi è stata peraltro posizione unitaria da parte delle forze politiche dell'attuale opposizione, ma che forniva comunque un sostegno concreto a chi ne aveva bisogno, con lo slogan secondo cui chi può deve andare a lavorare: crede che sia giusto aggiungere allo slogan che chi può deve andare a lavorare però con una retribuzione adeguata e dignitosa.

  Davide AIELLO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidenza di far rispettare un minuto di silenzio, per commemorare la strage di Via D'Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992.

  Walter RIZZETTO, presidente, accogliendo con favore la sollecitazione rivolta dal deputato Aiello, invita i deputati ad alzarsi in piedi e a rispettare un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime della strage di Via D'Amelio (I deputati presenti si alzano in piedi e osservano un minuto di silenzio).

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S) fa notare che se i gruppi di maggioranza ritirassero il proprio emendamento soppressivo avrebbero la possibilità di entrare nel merito e tentare di migliorare il provvedimento nel senso da loro auspicato. Evidenzia come la contrattazione collettiva, peraltro spesso non rinnovata, non sempre garantisce minimi salariali adeguati, rilevando che la previsione di un salario minimo è prevista dalla gran parte dei Paesi europei. Ritiene non si possa lasciare che il mercato del lavoro si autoregoli, facendo notare che in Germania la previsione di un salario minimo ha svolto un ruolo positivo, aumentando la propensione al consumo. Ritiene inoltre che l'articolo 7 non rechi alcuna problematica di natura finanziaria, rinviando alla legge di bilancio la definizione degli interventi a favore dei datori di lavoro. Osserva che analoghe considerazioni critiche andrebbero in caso svolte rispetto a taluni interventi paventati dal Governo in materia di autonomia differenziata.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, si augura che i gruppi di maggioranza considerino di rivalutare le modalità di organizzazione dei lavori, anche in vista dell'esame del provvedimento in Assemblea, evitando di arrivare alla votazione dell'emendamento Zurzolo 1.3.

  Walter RIZZETTO, presidente, fa notare al deputato Scotto che il suo non è un intervento sull'ordine dei lavori, trattando piuttosto un argomento che andrebbe posto in una prossima riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP) stigmatizza l'atteggiamento della presidenza, che ritiene non si attenga al suo ruolo imparziale, impedendo lo svolgimento legittimo di un intervento sull'ordine dei lavori.

  Walter RIZZETTO, presidente, in risposta al deputato Scotto fa notare che la questione da lui posta potrà essere approfondita nell'ambito dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ricordando che spetta alla presidenza assicurare un ordinato svolgimento della discussione.

  Gianni CUPERLO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa riferimento al contenuto di alcune agenzie di stampa in base alle quali si riporta la notizia della grazia presidenziale in Egitto ricevuta da Patrick Zaki, che ritiene non possa che essere accolta con soddisfazione da tutti (applausi dei deputati presenti).

  Alfonso COLUCCI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, facendo riferimento Pag. 120ad alcuni atteggiamenti discutibili, a sua avviso, assunti dalla presidenza, fa notare che, quando un presidente perde di vista il confine tra il suo ruolo e quello di deputato, rischia di perdere in autorevolezza.

  Patrizia MARROCCO (FI-PPE) ritiene opportuno convocare anticipare lo svolgimento dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, al fine di definire le modalità di prosecuzione dell'iter del provvedimento.

  Walter RIZZETTO, presidente, avverte che l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, sarà convocato alle ore 17.35.

  Toni RICCIARDI (PD-IDP) fa notare che il Paese in cui vive, la Svizzera, prevede il salario minimo, nonostante vi siano livelli salariali molto superiori, ricordando gli effetti benefici registrati in Paesi come Germania e Francia a seguito della sua introduzione. Ritiene che lo Stato debba perseguire la finalità di mettere in equilibrio il sistema, intervenendo a superare eventuali disfunzioni del mercato, facendo notare che altrimenti i giovani continueranno ad emigrare all'estero.

  Walter RIZZETTO, presidente, non essendovi obiezioni, sospende la seduta per convocare l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

  La seduta, sospesa alle 17.35, è ripresa alle 18.25.

  Walter RIZZETTO, presidente, facendo seguito a quanto concordato nell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, avverte che i lavori proseguiranno la prossima settimana.
  Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 18.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 19 luglio 2023.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 17.45 alle 18 e dalle 18.20 alle 18.25.

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 144 del 18 luglio 2023, a pagina 146, seconda colonna, dopo la trentaseiesima riga, inserire il seguente intervento: «Emiliano FENU (M5S) ritiene che la situazione attuale del mercato del lavoro sia l'effetto di politiche risalenti – volte alla liberalizzazione e alla precarizzazione dei rapporti – con le quali si tende a svalutare il lavoro per far risparmiare alle imprese sui costi. Ritiene che tale svalutazione del lavoro sia deleteria in quanto, determinando una riduzione della domanda interna, rischia di condannare un Paese al declino economico. Giudicato necessario tenere in considerazione la specificità del mercato del lavoro, tutelando il contraente più debole, osserva che il provvedimento in esame appare opportuno, in quanto inverte quella tendenza attuale negativa mirata alla moderazione salariale dei lavoratori.»