CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 17 maggio 2023
111.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO
Pag. 65

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 17 maggio 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

  La seduta comincia alle 10.55.

Sui lavori della Commissione.

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che al momento non è ancora pervenuta da parte della I Commissione la richiesta di espressione del parere sulla proposta di legge C. 115 ed abbinate, recanti disposizioni per l'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza, in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura, sul testo risultante dall'esame delle proposte emendative, la cui votazione è prevista in I Commissione Affari costituzionali a partire dalle ore 13.
  Pertanto, l'esame del provvedimento avrà inizio nella seduta pomeridiana già prevista nella convocazione odierna, mentre potrà essere avviato da subito – invertendo l'ordine – il secondo punto all'ordine del giorno in sede consultiva, prima dell'esame della risoluzione

  La Commissione prende atto.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), fa rilevare come i membri del suo gruppo – a differenza del comportamento tenuto nelle scorse settimane quando, come rappresentante del Governo, era presente il sottosegretario dell'onorevole Delmastro Delle Vedove – non abbandoneranno i lavori della Commissione.
  Infatti, risulta essere in corso di maturazione una intesa tra i gruppi parlamentari per affrontare finalmente la questione politica che era alla base di questo atteggiamento nella sua sede più opportuna, ovvero l'Assemblea della Camera, nell'ambito della discussione di un'apposita mozione di censura.
  Avendo dunque avuto notizie della disponibilità a tale confronto da parte del principale gruppo di maggioranza, anche il suo gruppo muterà atteggiamento, partecipando ai lavori della Commissione anche quando il Governo è rappresentato dal sottosegretario Delmastro Delle Vedove.

  Ciro MASCHIO, presidente, esprime apprezzamento per qualsiasi iniziativa in grado di contribuire a rasserenare i rapporti tra le forze politiche e rendere più efficace e produttivo il confronto e il lavoro in Commissione.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'operato del Governo e sulle misure da esso adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica del COVID-19.
Testo unificato C. 384 e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che la Commissione esaminerà il testo del provvedimento come risultante dall'esame degli emendamenti. Segnala altresì che esso risulta iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da lunedì 22 maggio. Pertanto, la Commissione è chiamata a rendere il parere nella giornata odierna.

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  Andrea PELLICINI (FDI)¸ relatore, nel rinviare alla documentazione predisposta dagli uffici l'illustrazione complessiva del testo, richiamandone sinteticamente i contenuti, fa presente che l'articolo 1 istituisce, per la durata della XIX legislatura, la Commissione bicamerale di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, con il compito di accertare le misure adottate per prevenire, contrastare e contenere l'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 nel territorio nazionale e di valutarne la prontezza e l'efficacia, anche al fine di fronteggiare una possibile e futura nuova pandemia di questa portata e gravità.
  L'articolo 2 disciplina la composizione della Commissione, fissata in quindici senatori e da quindici deputati, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. Si specifica che la nomina da parte dei presidenti delle due Camere tiene conto anche della specificità dei compiti assegnati. I componenti sono altresì tenuti a dichiarare eventuali situazioni di conflitto di interessi in relazione all'oggetto dell'inchiesta.
  I compiti sono definiti all'articolo 3 e riguardano i diversi aspetti della gestione di quella fase – ed eventuali responsabilità – da parte delle autorità nazionali: Governo e Commissario straordinario.
  L'articolo 4 disciplina i poteri e i limiti della Commissione. In particolare, rispetto ai poteri dell'autorità giudiziaria è previsto, come di consueto nelle norme istitutive di Commissioni di inchiesta che la stessa non possa adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché la libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale.
  Inoltre, per le audizioni a testimonianza, il comma 3 prevede, ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, l'applicazione delle disposizioni degli articoli 366 (Rifiuto di uffici legalmente dovuti) e 372 (Falsa testimonianza) del codice penale.
  Per i fatti rientranti nei compiti della Commissione, alla stessa non possono essere opposti il segreto d'ufficio, il segreto professionale e il segreto bancario. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato.
  L'articolo 5 disciplina il regime di acquisizione di atti e documenti. In particolare, il comma 1 disciplina la possibilità per la Commissione di ottenere copie documentali relative a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti nonché relative a indagini e inchieste parlamentari, anche se coperti da segreto, che la medesima Commissione è tenuta a preservare.
  L'articolo 6 prevede il vincolo del segreto, sanzionato penalmente (articolo 326 del codice penale), per i componenti, il personale e i collaboratori della Commissione.
  L'articolo 7, in fine, disciplina l'organizzazione interna della Commissione.

  Carla GIULIANO (M5S) sottolinea la difficoltà dei commissari ad esprimersi su un testo che, sebbene all'esame della Commissione di merito da diverse settimane, è stato modificato dalla stessa nella serata di ieri.
  Nel chiedere alla presidenza di assicurare tempi adeguati per l'istruttoria, desidera tuttavia svolgere preliminarmente alcune considerazioni generali sul provvedimento.
  Rileva in primo luogo che la Commissione di inchiesta che si intende istituire si riferisce ad una fase storica complessa, la cui gestione ha visto coinvolti diversi soggetti istituzionali, dal Governo, alle Regioni, agli altri enti territoriali.
  Ritiene che per la delicatezza dei compiti attribuiti a tale Commissione d'inchiesta, la cui durata peraltro non sarà breve – essendo previsto che operi per l'intera durata della XIX legislatura – sarebbe necessario approfondirne attentamente i compiti e le attribuzioni della medesima. Critica Pag. 67quindi l'atteggiamento di chiusura ostinata della maggioranza su questo aspetto, testimoniato dalla reiezione di alcune proposte emendative di buon senso del suo gruppo.
  A suo avviso l'urgenza della maggioranza di istituire la Commissione d'inchiesta non è dettata dalla necessità di approfondire quanto accaduto in un'ottica costruttiva e funzionale ad evitare che il Paese si possa trovare impreparato in situazioni future, bensì per strumentalizzare a fini politici una prerogativa parlamentare di particolare forza e delicatezza istituzionale.
  Evidenzia inoltre come, a suo avviso in modo significativo, la maggioranza in questa legislatura, nonostante le sollecitazioni pervenute dall'esterno e dal suo gruppo, non abbia ancora istituto la Commissione parlamentare di inchiesta antimafia.
  Al contrario, si vuole far partire in modo affrettato una Commissione d'inchiesta il cui lavoro si sovrapporrà a quello delle inchieste giudiziarie in corso per la sola finalità di stigmatizzare l'operato del Governo in carica durante la pandemia. Sottolinea come si ritenga di valutare le sole responsabilità del Governo dell'epoca e non anche – in modo del tutto immotivato – il ruolo cardine rivestito nella vicenda dalle Regioni, per il solo elemento della loro appartenenza politica.
  Precisa quindi che il suo gruppo non sarebbe contrario all'istituzione di una Commissione di inchiesta volta ad analizzare come si sia affrontata un'emergenza eccezionale nella fase pandemica, ma è fermamente ostile all'utilizzo politico della stessa.
  Citando alcuni dati divulgati dai mezzi di informazione, sottolinea come diverse Regioni siano al collasso in ambito sanitario, spesso connotato da malaffare e sprechi. Ricorda inoltre che le liste d'attesa per accedere ai servizi sanitari sono sproporzionatamente lunghe e rammenta come il Governo Conte 2 abbia stanziato 500 milioni di euro proprio per interventi volti a ridurne la durata. Sottolinea che alcune Regioni hanno utilizzato soltanto il 2 per cento di tali risorse.
  Prende atto quindi che l'Esecutivo, che ha a cuore l'autonomia differenziata, non ha interesse tuttavia a conoscere come effettivamente abbiano agito le Regioni ed i comuni nel corso della fase pandemica.
  Ritiene infine che la Commissione d'inchiesta non fornirà alcun dato nuovo né soluzioni per migliorare l'accesso alle cure o per ridurre le sperequazioni nel settore sanitario ma che determinerà soltanto uno spreco di risorse pubbliche.
  Ciò premesso, precisa che il suo gruppo intende avallare l'atteggiamento della maggioranza che non dimostra interesse per i problemi del Paese e che non ha la volontà di approfondire realmente il problema.

  Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire in questa fase, rinvia il seguito alla seduta pomeridiana già convocata.

  La seduta termina alle 11.15.

RISOLUZIONI

  Mercoledì 17 maggio 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

  La seduta comincia alle 11.15.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Ciro MASCHIO¸ presidente, avverte che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante il circuito chiuso digitale. Non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione dell'impianto.

7-00098 Maschio: Iniziative volte all'istituzione a Verona di una Sezione distaccata della Corte di appello di Venezia.
(Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00011).

  La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo.

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  Ciro MASCHIO, presidente, avverte preliminarmente che è stata presentata la risoluzione 7-00100 D'Orso, in materia di revisione della riforma della geografia giudiziaria. Rammenta che la collega aveva preannunciato tale iniziativa esplicitando il fine di stimolare un dibattito ad ampio respiro sul tema della geografia giudiziaria, che aveva preso avvio nella scorsa seduta, dedicata alla risoluzione a mia prima firma.
  Tuttavia, rileva che la risoluzione D'Orso fissa, sia nelle premesse che nella parte dispositiva, una serie di criteri volti a ridefinire, su tutto il territorio nazionale, la dislocazione degli uffici giudiziari a cui si chiede che il Governo si attenga nella revisione della riforma della geografia giudiziaria.
  Essendo invece l'atto all'ordine del giorno di contenuto puntuale, non ritiene che vi siano i presupposti per una discussione congiunta con la risoluzione D'Orso, che necessita evidentemente di un dibattito di più ampia portata, sul cui avvio si potrà esprimere il prossimo Ufficio di Presidenza.
  Venendo all'atto in esame, ricorda che nella seduta precedente ne ha illustrato i contenuti, in qualità di primo firmatario.
  Non essendovi richieste di intervento, invita il Sottosegretario a rendere il parere sulla risoluzione 7-00098 Maschio, preannunciando, a seguito alle interlocuzioni intercorse con il Governo, che è stata concordata una riformulazione dell'impegno.

  Il Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ricorda preliminarmente che la riforma della geografia giudiziaria, prevista con la legge delega n. 148 del 2011, ha inteso razionalizzare la dislocazione territoriale degli uffici giudiziari di primo grado, garantendo la permanenza dei tribunali nei comuni capoluogo di provincia e assicurando la permanenza di almeno tre tribunali, e delle relative procure della Repubblica, in ogni distretto di corte di appello.
  Rammenta che l'auspicato obiettivo era evidentemente quello di spending review, riducendosi il numero degli uffici giudiziari con l'allocazione delle risorse disponibili in funzione dei carichi di lavoro.
  Ritiene che si possa convenire sul fatto che la riforma della geografia giudiziaria non abbia dato gli esiti sperati.
  Fa presente che l'Esecutivo sta affrontando tale problematica al fine di trovare le soluzioni più idonee, tenendo anche presente che dall'1 settembre 2015 vi è stato il trasferimento dai comuni al Ministero della Giustizia delle spese obbligatorie di funzionamento degli oneri ministeriali relativi al mantenimento degli uffici giudiziari.
  Precisa che di recente sono stati formati dei gruppi di lavoro per verificare la possibilità di conciliare l'efficienza del sistema giudiziario – mediante la razionalizzazione delle risorse, la digitalizzazione e l'informatizzazione – con la doverosa risposta di giustizia di prossimità che lo Stato deve garantire, soprattutto, nelle sedi più disagiate o più flagellate da fenomeni di criminalità.
  In tale direzione, il Governo ha già prorogato alla data dell'1 gennaio 2025 il rinvio della soppressione dei tribunali dell'Abruzzo e ha all'esame la possibile riapertura di uffici giudiziari già soppressi anche con eventuale rimodulazione delle relative competenze territoriali.
  Sottolinea che la priorità dell'intervento del Governo ha anche imposto l'inserimento di un disegno di legge già nel collegato alla legge di bilancio 2022 e poi nel documento di economia e finanza licenziato dal Consiglio dei ministri.
  Con specifico riferimento alla risoluzione in esame, con la quale si intende impegnare il Governo ad assumere ogni iniziativa di competenza volta ad istituire una Sezione distaccata della Corte di appello di Venezia con sede in Verona, deve essere in primo luogo posto in risalto che il Ministero ha da tempo avviato un deciso rafforzamento delle piante organiche degli uffici giudiziari del distretto di Corte di appello di Venezia.
  Richiamando gli interventi più recenti, osserva che il decreto ministeriale del 14 settembre 2020 – con il quale sono state rideterminate le piante organiche degli uffici giudiziari di merito, distribuendo tra i singoli presidi 422 delle 600 unità di magistrato recate in aumento dalla legge n. 145 Pag. 69del 2018 – ha previsto l'incremento complessivo di 24 unità delle piante organiche del personale di magistratura degli uffici giudiziari del distretto di Corte di appello di Venezia, di cui 11 alla Corte di appello.
  Segnala che tale intervento si colloca a breve distanza temporale dal decreto ministeriale del 2 agosto 2017 con il quale erano state di già attribuite 5 unità alla Corte di Appello di Venezia. In relazione ai criteri adottati in occasione delle più recenti procedure di rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura di merito, si è tenuto essenzialmente conto dei dati di flusso delle iscrizioni e delle pendenze, accordando prevalenza al dato delle iscrizioni.
  Precisa che la scelta, condivisa con il Consiglio superiore della magistratura, è stata assunta per contemperare il dato troppo banale e a volte incapace di fotografare il reale fabbisogno della sola popolazione per uffici giudicanti.
  Sempre riguardo all'organico del personale di magistratura, rileva che indubbi benefici per gli uffici giudiziari in generale – e pertanto anche per la Corte di appello di Venezia – potranno derivare dall'attuazione delle disposizioni approvate nel mese di dicembre dell'anno 2019 che prevedono l'istituzione delle piante organiche flessibili distrettuali, da destinare alla sostituzione di magistrati assenti ovvero all'assegnazione agli uffici giudiziari del distretto che presentino condizioni critiche di rendimento. Per il distretto di Corte di appello di Venezia la pianta organica flessibile è stata determinata in complessive 10 unità, di cui 8 per le funzioni giudicanti e 2 per quelle requirenti.
  Segnala inoltre che nell'ambito delle riforme riguardanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi posti per la giustizia, diretti a migliorare le prestazioni degli uffici giudiziari e ad accompagnare e completare il processo di transizione digitale del sistema nello sforzo di abbattimento dell'arretrato e di riduzione della durata dei procedimenti, è stato realizzato un consistente piano di reclutamento di personale amministrativo con contratti a tempo determinato. A tale scopo al distretto di Corte di appello di Venezia sono state assegnate 388 unità di addetti all'ufficio per il processo.
  Si è inoltre previsto un ulteriore contingente di personale amministrativo assunto con contratti a tempo determinato per complessive 5.410 unità, onde garantire la piena operatività dell'Ufficio per il Processo e di supportare le linee di progetto ricomprese nel PNRR. I bandi concorsuali su base distrettuale hanno disposto, nello specifico, per il Distretto di Corte di appello di Venezia l'attribuzione di un contingente di 254 unità, di cui 79 di personale laureato e 175 di personale diplomato.
  Evidenzia che, a conferma dell'incisività degli interventi descritti di rafforzamento degli organici degli uffici giudiziari veneti e in particolare della Corte di appello di Venezia, l'esame dei dati statistici aggiornati al 31 dicembre 2021 riferiti all'ufficio giudicante di secondo grado evidenzia valori significativamente positivi degli indicatori di flusso e di performance sia nel settore civile sia in quello penale, soprattutto per quanto attiene all'andamento dell'ultimo quinquennio 2017-2021, con valori positivi e superiori alle medie nazionali del clearance rate. In egual misura, il monitoraggio aggiornato al 31 dicembre 2022 dei dati statistici condotto dalla Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del Dicastero ai fini del PNRR (arco temporale 2019 – 2022) attesta gli ottimi risultati conseguiti dalla Corte di appello di Venezia in termini di riduzione delle pendenze sia nel settore civile (-34 per cento) sia in quello penale (-20 per cento).
  Ciò premesso, esprime parere favorevole sulla risoluzione in esame, previa riformulazione della stessa nel senso di valutare, nell'ambito dell'attività di revisione della geografia giudiziaria già in corso presso il Ministero, la possibilità di istituire una sezione distaccata della Corte di appello di Venezia con sede in Verona (Allegato 1).

  Ciro MASCHIO, presidente, sottolinea come la ratio dell'atto a sua firma sia proprio quella di esprimere un indirizzo per collocare il tema oggetto della risoluzione nel più ampio lavoro già in corso da Pag. 70parte dell'Esecutivo sulla riforma della geografia giudiziaria. Accetta pertanto la riformulazione proposta.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) prima di intervenire nel merito del provvedimento, desidera rivolgere un caloroso incoraggiamento alle popolazioni delle Regioni Emilia Romagna e Marche duramente colpite dalle calamità atmosferiche nelle ultime ore. Invita quindi il Governo a intraprendere tutte le iniziative necessarie, alle quali assicura il sostegno del proprio gruppo.
  Per quanto attiene al merito della risoluzione in discussione, richiama la risoluzione del suo gruppo, citata dal presidente, sulla revisione della geografia giudiziaria in alcuni territori e sottolinea come la revisione recata dalla precedente riforma abbia finito con l'allontanare maggiormente alcuni territori dal centro dell'amministrazione della giustizia. Sottolinea come invece tali presidi non si possano allontanare dai territori.
  Se quindi, in linea astratta, non vi sarebbe una assoluta contrarietà di merito al testo della risoluzione in discussione, precisa tuttavia che nutre alcune perplessità sotto il profilo del metodo, in quanto sebbene il territorio interessato sia meritevole di attenzione, altri territori appaiono avere più significative necessità.
  Ritiene quindi che l'intento lodevole di restituire ai territori presidi giudiziari non possa prescindere da uno sguardo più ampio, anche per fugare la sensazione che la giustizia privilegi alcuni territori – che peraltro hanno visto per lungo tempo la presenza dell'attuale Ministro della giustizia – rispetto ad altri.
  Sottolinea come istituire un rafforzamento proprio in quel territorio potrebbe dare sensazione di voler attribuire un vantaggio, cosa che certamente non rientra nelle intenzioni del Governo.
  Rileva inoltre un problema di natura tecnica nella creazione di una sezione distaccata della Corte di appello. Si riferisce al fatto che le 26 direzioni distrettuali antimafia hanno sede nel capoluogo di distretto e che il travaso di informazioni all'interno del circuito giudiziario, che vede al centro la direzione nazionale antimafia, è immediato. Creare una sezione distaccata della Corte di appello inciderebbe negativamente sul funzionamento di tale modello voluto da Giovanni Falcone.
  Per non intaccare tale circuito sarebbe a suo avviso più opportuno istituire una nuova Corte d'appello a Verona. Ciò premesso, preannuncia il voto di astensione del suo gruppo sulla risoluzione in esame.

  Devis DORI (AVS) esprime anch'egli la propria vicinanza umana agli abitanti delle zone colpite dall'emergenza meteorologia, assicurando il personale impegno politico di sostegno ad ogni iniziativa che il Governo riterrà di adottare a sostengo delle popolazioni interessate.
  Dichiara quindi il voto di astensione sulla risoluzione nel testo riformulato, di cui comprende e apprezza l'intento, ma che dovrebbe a suo avviso essere necessariamente calato in un intervento di più ampio respiro.

  Giandonato LA SALANDRA (FDI) dichiara il voto favorevole del suo gruppo apprezzando, da uomo proveniente da una regione del Sud, ogni sforzo teso a facilitare l'accesso alla giustizia e l'operato degli addetti ai lavori, particolarmente gravoso nel distretto giudiziario oggetto della risoluzione. Sollecita quindi anche gli altri gruppi a esprimere convintamente un voto favorevole.

  Pietro PITTALIS (FI-PPE) dichiara il voto favorevole del suo gruppo in relazione ad un atto frutto della iniziativa parlamentare e che non può certo essere tacciato come un atto di benevolenza nei confronti dell'attuale titolare del Dicastero o un privilegio per il territorio da cui proviene, come sembrava essere adombrato nell'intervento del collega Cafiero De Raho.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) intende precisare di aver adottato espressioni tali da paventare il rischio di suscitare tale sospetto, che lui stesso ha inteso però da subito definire infondato.

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  Ingrid BISA (LEGA) si associa alle considerazioni dei colleghi La Salandra e Pittalis, esprimendo pertanto il voto favorevole del suo gruppo a questa risoluzione e ad ogni altra iniziativa volta a dare risposta alle problematiche degli enti locali in ordine all'accesso al servizio della giustizia.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) dichiara il voto di astensione del suo gruppo, fondato principalmente sulla critica al metodo seguito, volto a privilegiare un approccio localistico al tema, ben più ampio e complesso, della geografia giudiziaria.

  Ciro MASCHIO, presidente, rileva che la soluzione dei problemi richieda certamente una visione generale della tematica, ma non debba prescindere da interventi puntuali calati sulle concrete esigenze di una specifica realtà come avvenuto in tante occasioni. Tra esse, gli piace ricordare come il primo atto della scorsa legislatura sia stato un intervento volto al sostegno e sviluppo del presidio giudiziario di Bari.

  La commissione approva la risoluzione 7-00098 Maschio, come riformulata, che assume il numero 8-00011 (vedi allegato 1).

  La seduta termina alle 11.50.

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 17 maggio 2023.

Audizioni informali, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 246 Marrocco, C. 293 Cirielli, C. 316 Orfini, C. 332 Bof, C. 566 Bisa, C. 935 Foti e 1022 D'Orso, recanti «Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili», di rappresentanti del Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari (SUNIA), del Sindacato Inquilini Casa e Territorio (SICET) e dell'Unione nazionale Inquilini Ambiente e Territorio (UNIAT).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.50 alle 12.15.

Audizioni informali, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 246 Marrocco, C. 293 Cirielli, C. 316 Orfini, C. 332 Bof, C. 566 Bisa, C. 935 Foti e 1022 D'Orso, recanti «Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili», di Stefano Fiore, professore di diritto penale presso l'Università degli Studi del Molise.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 12.50 alle 13.05.

Audizioni informali, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 246 Marrocco, C. 293 Cirielli, C. 316 Orfini, C. 332 Bof, C. 566 Bisa, C. 935 Foti e 1022 D'Orso, recanti «Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili», di Piercamillo Davigo, già presidente della II sezione penale presso la Corte di Cassazione e membro togato del Consiglio superiore della magistratura (CSM).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 13.05 alle 13.15.

Audizioni informali, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 246 Marrocco, C. 293 Cirielli, C. 316 Orfini, C. 332 Bof, C. 566 Bisa, C. 935 Foti e 1022 D'Orso, recanti «Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili», di rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP), della Federazione Sindacale di Polizia (FSP) e del Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia (SIULP).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 13.15 alle 13.45.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 17 maggio 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

  La seduta comincia alle 14.

Disposizioni per l'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza, in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura.
C. 115 e abb.
(Parere alla I Commissione).
(Rinvio dell'esame).

Pag. 72

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che al momento non è ancora pervenuta da parte della I Commissione la richiesta di espressione del parere sulla proposta di legge C. 115 ed abbinate, recanti disposizioni per l'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza, in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura, sul testo risultante dall'esame delle proposte emendative.
  Risulta che la relativa richiesta da parte della I Commissione, competente in sede referente, dovrebbe pervenire entro la serata di oggi, essendo stata autorizzata a convocarsi in pendenza della questione di fiducia. Poiché tale autorizzazione si estende anche alle riunioni delle Commissioni in sede consultiva, si riserva di convocare la seduta in orari compatibili con i lavori dell'Assemblea.

  La Commissione prende atto

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'operato del Governo e sulle misure da esso adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica del COVID-19.
Testo unificato C. 384 e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta antimeridiana.

  Ciro MASCHIO, presidente, come già preannunciato nella seduta antimeridiana, avverte che la Commissione competente in sede referente ha chiesto alle Commissioni consultive di esprimersi in data odierna.
  Ricorda che nella seduta antimeridiana il relatore, onorevole Pellicini, ha svolto la relazione illustrativa.
  Non essendovi altre richieste di intervento in discussione generale, invita il relatore all'illustrazione della proposta di parere.

  Andrea PELLICINI (FDI), relatore, propone di esprimere sul provvedimento in esame parere favorevole (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che il gruppo del Movimento 5 Stelle ha depositato una proposta alternativa di parere (vedi allegato 3). Resta inteso che l'approvazione della proposta del relatore ne precluderà la votazione.

  Devis DORI (AVS) sottolinea preliminarmente come, anche in ragione della sua provenienza da una città martoriata dall'epidemia, quale è stata Bergamo, il tema oggetto della istituenda Commissione d'inchiesta sia per lui particolarmente significativo.
  Dichiara quindi il voto di astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, evidenziando come, seppure favorevole alla ratio del provvedimento, ritenga lo stesso monco, in quanto limita l'accertamento delle responsabilità al solo operato del Governo e del Commissario straordinario.
  A suo avviso, infatti, per avere una visione unitaria della vicenda sarebbe stato necessario valutare anche le eventuali responsabilità delle Regioni e degli altri enti locali.
  Ritiene inoltre che su tema così delicato, sul quale i cittadini chiedono chiarezza, seppure nei limiti dell'operato della Commissione, non vi dovrebbero essere chiusure politiche.
  Sottolinea invece come il testo in esame offra una lettura parziale di quanto avvenuto in un periodo in cui l'intero Servizio sanitario nazionale è stato messo a dura prova.
  Rileva inoltre come sarebbe stato essenziale ampliare l'ambito d'inchiesta anche all'operato delle Regioni, tenuto conto del costante interfacciarsi tra il Governo e le stesse durante l'intero periodo pandemico e di come queste ultime abbiano adottato iniziative autonome sul tema.
  Osserva infine che si sarebbe potuto anche ampliare l'ambito di inchiesta al ruolo svolto da alcuni soggetti privati, in particolare alle residenze sanitarie per anziani.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), rileva come la maggioranza, con il provvedimentoPag. 73 in esame, abbia perso una occasione importante. È ben noto a tutti come l'emergenza epidemiologica del COVID-19 abbia rappresentato una prova enorme per le istituzioni che non erano mai state chiamate a fronteggiarne una di dimensioni analoghe. Sarebbe stato pertanto opportuno, chiusa la fase di emergenza, verificare le modalità con le quali tale emergenza è stata affrontata, al fine di poter condividerne i risultati e meglio affrontare una eventuale situazione analoga. Osserva che invece il testo in esame appare lacunoso e contraddittorio e che lo stesso propone un accertamento soltanto parziale dell'intervento delle istituzioni.
  Sottolinea, inoltre, come la maggioranza non abbia valutato con attenzione le proposte emendative del suo gruppo e ritiene inaccettabile escludere dal perimetro della verifica l'operato delle Regioni per argomentazioni esclusivamente dettate da ragioni di mera appartenenza politica.
  Ciò premesso, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Valentina D'ORSO (M5S), nel richiamare i contenuti della proposta alternativa di parere del suo gruppo, preannuncia il voto contrario sulla proposta di parere del relatore. Ritiene di non potersi prestare ad una operazione di basso profilo che, sfacciatamente, utilizza uno strumento democratico particolarmente efficace e delicato per fornire una visione parziale dei fatti a fini di mera lotta politica, al solo scopo di mettere sotto accusa il Governo pro tempore, dimenticandosi che esso ha dovuto affrontare un'emergenza sanitaria senza precedenti.
  Tra i compiti della Commissione d'inchiesta stigmatizza, in particolare, quello previsto alla lettera m) del comma 1 dell'articolo 3 del testo in esame. Osserva infatti che, ai sensi di tale lettera, la Commissione dovrà valutare la tempestività e l'adeguatezza delle indicazioni e degli strumenti che il Governo e le sue strutture di supporto hanno fornito alle Regioni e agli enti locali nel corso di ciascuna fase dell'emergenza pandemica. Appare quindi singolare – ma nello stesso tempo, molto significativo – il fatto che non sarà possibile accertare se le Regioni abbiano o meno agito in linea con tali indizioni e tali strumenti.
  Rammenta inoltre che le Regioni hanno competenza esclusiva in materia di sanità e pertanto ogni eventuale quadro dei fatti ricostruito dalla Commissione di inchiesta sarebbe necessariamente lacunoso, ove non completato con la ricostruzione dell'operato delle Regioni.
  Esprime scetticismo quindi su quali possano essere gli esiti del lavoro della Commissione d'inchiesta e su quale autorevolezza essi possano poggiare.
  Ritiene inoltre provocatorio l'inserimento, tra i compiti della Commissione di inchiesta, dell'approfondimento degli aspetti legati all'acquisto di banchi a rotelle per le istituzioni scolastiche. Sottolinea infatti come il Movimento 5 Stelle abbia in ogni sede precisato che si è trattato di un'iniziativa richiesta dai dirigenti scolastici. Trovare pertanto tale riferimento nella proposta in esame ne squalifichi la portata.
  Osserva inoltre che alcuni compiti – come ad esempio quello di cui alla lettera ee) in base al quale la Commissione deve svolgere indagini relative agli acquisti delle dosi di vaccino destinate all'Italia nonché all'efficacia del piano vaccinale predisposto – per come sono formulati, prestano il fianco a tesi negazioniste o novax che non possono essere condivise.
  Da ultimo, auspica che i componenti della Commissione di inchiesta siano in grado di immedesimarsi nelle condizioni al tempo in cui si sono svolti gli eventi oggetto di indagine, per poter valutare le vicende alla luce delle informazioni di cui si disponeva al momento della pandemia, rammentando quanto fossero scarse le conoscenze al momento dell'emergenza.
  Per quanto attiene, in fine, ai profili di competenza della Commissione giustizia, sottolinea che il provvedimento, all'articolo 6, prevede che alla Commissione, con riguardo all'oggetto delle indagini di sua competenza, non possa essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario.Pag. 74
  Rileva come invece di solito, nelle proposte istitutive di Commissioni d'inchiesta, si faccia un riferimento alle norme previste per l'autorità giudiziaria. Ritiene quindi che il testo in esame preveda per la Commissione dei poteri in deroga che oltrepassano i limiti di ciò che è attribuito alla magistratura inquirente.
  Da ultimo reputa inopportuna l'istituzione della Commissione d'inchiesta anche per quanto attiene alla tempistica, sottolineando come siano già in corso inchieste giudiziarie sui medesimi accadimenti.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) si associa alle osservazioni avanzate dai colleghi già intervenuti, in particolare dal collega Gianassi, ed invita a prestare attenzione ad un profilo di particolare delicatezza del provvedimento che a suo avviso è stato predisposto con una certa superficialità, anche alla luce della sua esperienza personale come componente di una Commissione di inchiesta nella scorsa legislatura.
  Precisa in proposito che qualora venisse approvata nel testo attuale la legge istitutiva della Commissione d'inchiesta il suo gruppo evidenzierà tale problematica nelle sedi proprie.
  Sottolinea infatti che le Commissioni d'inchiesta sono istituite ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione che prevede, tra l'altro, che le stesse procedano alle indagini e agli esami con gli stessi poteri, ma anche con le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Ciò riguarda anche i suoi componenti e tra le limitazioni dell'autorità giudiziaria vi è anche la necessità del segreto d'ufficio su gran parte delle questioni che vengono affrontare, Pertanto, qualora i commissari abbiano la facoltà di riferire apertamente in merito all'oggetto delle indagini della Commissione si porrebbe una questione di rilievo costituzionale ed un conflitto tra i poteri dello Stato.
  Fa presente che il suo gruppo, come ha sempre contrastato quei magistrati che partecipano a conferenze stampa o che riferiscono notizie riservate, contrasterà anche quei parlamentari che dovessero riferire in merito a questioni che attengo ad attività analoghe a quelle dell'autorità giudiziaria.
  Evidenzia inoltre che i componenti della Commissione dovranno rispondere personalmente e direttamente delle attività svolte e delle notizie riferite in modo non conforme alla legge e alla Costituzione.

  Ciro MASCHIO, presidente, fa presente che la questione sollevata dalla collega Serracchiani si riferisce alla formulazione dell'articolo 6, che auspica sarà valutata con attenzione nel corso dell'esame in Assemblea.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 17 maggio 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

  La seduta comincia alle 14.25.

Modifica all'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all'estero da cittadino italiano.
C. 887 Varchi, C. 342 Candiani, C. 1026 Lupi e petizione n. 302.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell'8 maggio scorso.

  Ciro MASCHIO (FDI), presidente, comunica che alla scadenza del termine, sono state presentate 20 proposte emendative alla proposta di legge C. 887 Varchi, adottata come testo base, tutte ritenute ammissibili dalla presidenza (allegato 4).
  Avverte che in sede di Ufficio di presidenza saranno definite le modalità di organizzazione del prosieguo dell'esame.Pag. 75
  Conclusivamente, prima di togliere la seduta, in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, desidera anche in questa sede ribadire l'impegno suo e della Commissione, unendosi agli autorevoli richiami delle più alte cariche dello Stato al massimo impegno contro ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza.
  Non essendovi richieste di intervento, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.30.

AVVERTENZA

  I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

Audizione informale, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 246 Marrocco, C. 293 Cirielli, C. 316 Orfini, C. 332 Bof, C. 566 Bisa, C. 935 Foti e 1022 D'Orso, recanti «Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili», di rappresentanti dell'Unione Sindacale Italiana Poliziotti (USIP).

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI