CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 18 aprile 2023
95.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Agricoltura (XIII)
COMUNICATO
Pag. 252

INDAGINE CONOSCITIVA

  Martedì 18 aprile 2023. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI.

  La seduta comincia alle 14.05.

Indagine conoscitiva sull'emergenza legata alla presenza del patogeno Xylella fastidiosa nella regione Puglia.
Audizione di rappresentanti di Agrinsieme in videoconferenza e di Coldiretti.
(Svolgimento e conclusione).

Pag. 253

  Mirco CARLONI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
  Introduce, quindi, l'audizione.

  Luca LAZZARO, presidente Confagricoltura Puglia, in videoconferenza, e Nicola DI NOIA, rappresentante di Coldiretti nonché direttore generale di UNAPROL, svolgono una relazione sui temi oggetto dell'audizione. Interviene, poi, in videoconferenza, per alcune integrazioni Giovanni ALLEGRINI, presidente provinciale Copagri di Brindisi.

  Mirco CARLONI, presidente, nessun chiedendo di intervenire, ringrazia gli auditi per il loro contributo e dichiara conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.25.

  N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

AUDIZIONI INFORMALI

  Martedì 18 aprile 2023.

Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti del Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (CONAF), nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 170 Cattoi, C. 565 Nevi, C. 616 Simiani e C. 754 Caretta, recanti «Disposizioni per la castanicoltura».

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.30 alle 14.50.

RISOLUZIONI

  Martedì 18 aprile 2023. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI, indi della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.

  La seduta comincia alle 14.55.

7-00069 Nevi: Sulle problematiche del settore olivicolo.
(Discussione e rinvio).

  La Commissione inizia la discussione della risoluzione.

  Raffaele NEVI (FI-PPE) illustra la risoluzione a sua prima firma che è volta a favorire l'elaborazione di una cornice programmatica strategica per risolvere le criticità del settore olivicolo, ed in particolare, la crisi di competitività del settore dovuta appunto ad una mancanza di strategia efficace.
  Segnala, in particolare, la competizione verso la produzione italiana messa in campo soprattutto dalla Spagna che richiede – a suo giudizio – misure straordinarie e urgenti al fine di tutelare la competitività della produzione italiana in un settore evidentemente strategico.
  Con riferimento alla parte dispositiva della risoluzione in esame, evidenzia l'importanza che il Governo predisponga un piano strategico nazionale che indichi quale modello di olivicoltura e di filiera si intende sviluppare nel medio lungo periodo e quali obiettivi e indicatori economici si intenda raggiungere sia sul mercato interno che su quello internazionale.
  Evidenzia, altresì, la necessità di: creare piani di sostegno regionali volti ad aumentare la produzione di olio italiano e orientati a massimizzare le potenzialità locali nell'ottica di aumentare sensibilmente la produzione, la sostenibilità e la qualità del prodotto; elaborare piani per contrastare il fenomeno della desertificazione nel Sud Italia; superare i limiti della frammentazione del sistema della produzione nazionale; attuare con prontezza le proposte che arriveranno dalla cabina di regia per l'internazionalizzazione al fine di dare nuovo slancio alla presenza sui mercati internazionali; rafforzare la cooperazione commerciale tecnologica con i paesi del Maghreb; dare, infine, nuovo impulso politico alla partecipazione italiana al consiglio oleico internazionale – l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'olio – creando le condizioni diplomatiche per un consiglio più vicino Pag. 254alle necessità del tessuto agroindustriale nazionale.
  Ritiene, altresì, opportuno che il Governo si impegni a tutelare in sede europea la dieta tradizionale e mediterranea rispetto alle iniziative della commissione europea che danneggiano la cultura italiana nonché a favorire un tavolo di confronto con la distribuzione per valorizzare correttamente tutte le categorie commerciali.
  Ritiene, infine, opportuna la messa a punto di un sistema di qualità nazionale che, una volta riconosciuto, riesca a godere dei contributi dell'Unione europea e a lanciare sul mercato un nuovo concetto di olio extravergine con requisiti qualitativi molto più restrittivi.
  Ritiene, infine, necessario che il governo promuova un tavolo di confronto fra le organizzazioni sindacali e datoriali agricole, i consorzi di tutela e le associazioni dei confezionatori e dei frantoiani al fine di dar vita ad un'organizzazione interprofessionale nazionale largamente rappresentativa per controbilanciare la politica espansiva spagnola e consolidare la supremazia italiana nei mercati internazionali.

  Marco CERRETO (FDI), nel ringraziare il collega Nevi per aver posto all'attenzione della commissione un tema assai rilevante quale quello della tutela del settore olivicolo, ritiene opportuno sottolineare come molte delle questioni poste nella risoluzione in discussione sono state già oggetto anche di recenti iniziative da parte del Ministro dell'agricoltura come, ad esempio, la recente convocazione del tavolo di filiera per la predisposizione di un piano strategico nazionale.
  Ritiene – più in generale – opportuno, anche al fine di rendere maggiormente efficace l'attuazione della risoluzione in esame, che si svolga una fruttuosa interlocuzione con il governo e si verifichino le iniziative fin qui assunte dal governo.
  Ritiene, in particolare, assolutamente condivisibile la necessità di affrontare la questione della desertificazione del sud Italia, sulla quale la Commissione, con l'avvio dell'indagine conoscitiva sull'emergenza della Xylella in Puglia, ha iniziato a riflettere per poter poi individuare le misure e gli interventi più efficaci.
  Con riferimento alla questione della agguerrita competizione portata avanti dalla Spagna nei confronti delle produzioni italiane, ritiene fondamentale presidiare le attività svolte dal Consiglio olivicolo internazionale, attualmente presieduto dal rappresentante della Tunisia, organismo rispetto al quale il ministro Lollobrigida ha già rivendicato l'importanza di una forte presenza italiana.
  In conclusione ribadisce di condividere gli obiettivi che la risoluzione del collega Nevi si prefigge rispetto alle iniziative urgenti da assumere a tutela del settore olivicolo.

  Maria Cristina CARETTA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire in seguito della discussione ad altra seduta.

7-00084 Bruzzone: Sulle iniziative per l'eradicazione della peste suina dal territorio nazionale.
(Discussione e rinvio).

  La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo.

  Francesco BRUZZONE (LEGA) illustra la risoluzione a sua prima firma volta ad evidenziare l'urgenza delle problematiche relative alla diffusione della peste suina, soprattutto nelle zone rosse infette delle regioni Piemonte e Liguria.
  Al riguardo, ritiene che il Governo debba al più presto individuare le azioni più congrue relative alla necessità di depopolamento e di abbattimento nelle zone infette; rileva, al riguardo, che il divieto di utilizzare per fini alimentari le carni degli esemplari abbattuti ha ridotto in maniera incisiva l'attività dei cacciatori, limitando così gli effetti di contenimento.
  In particolare ritiene assolutamente necessario che l'attività del governo e del commissario straordinario siano finalizzate concretamente all'eradicazione della malattia sul territorio nazionale, al fine di tutelare maggiormente le zone a più alta intensità di capi suini allevati e di stabilimentiPag. 255 produttivi di carne e salumi e di evitare la propagazione del fenomeno ad altre zone dell'Italia. In particolare, ritiene occorrano nuove misure di sorveglianza attiva, incluse quelle che saranno stabilite dal nuovo piano nazionale straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, iniziative volte a potenziare la ricerca attiva delle carcasse di cinghiale nelle zone di restrizione nonché il potenziamento dei servizi veterinari delle Asl competenti a cui andrebbero affidati la rimozione, il trasporto e l'analisi dei capi abbattuti.
  Ritiene, infine, assolutamente necessario favorire l'avvio di una concreta filiera delle carni di cinghiale risultati negativi ai test sul PSA e la necessità di stanziare ulteriori risorse finanziarie per la struttura di cui potrà avvalersi il commissario straordinario per poter attuare i piani eradicazione previsti.

  Stefano VACCARI (PD-IDP), nel condividere le finalità della risoluzione del collega Bruzzone, preannuncia la presentazione di alcune proposte di integrazione della parte dispositiva della stessa.
  Nel ricordare la mancata emanazione del decreto interministeriale di competenza del ministro dell'Ambiente e del Ministro della Salute volto a migliorare le attività di prelievo e di controllo, stigmatizza le recenti decisioni assunte dal ministro Lollobrigida relative alla composizione del Comitato tecnico venatorio, la cui composizione – secondo quanto è dato apprendere – risulterebbe molto ridotta e soprattutto difforme da quanto previsto dalla legge n. 157.

  Francesco BRUZZONE (LEGA) nel dichiarare la disponibilità a valutare le eventuali proposte di modifica e di integrazione che emergeranno dal dibattito, ritiene che la composizione del Comitato venatorio rappresenti una questione diversa dagli interventi necessari a contenere l'ulteriore diffusione della peste suina.

  Maria Cristina CARETTA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.25.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 18 aprile 2023. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI.

  La seduta comincia alle 15.25.

Documento di economia e finanza 2023.
Doc. LVII, n. 1, Annesso e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia del provvedimento in titolo.

  Mirco CARLONI, presidente, avverte che come da accordi intrapresi tra i rappresentanti dei gruppi per le vie brevi, la Commissione tornerà a riunirsi alle 17:00 al fine di procedere alla votazione del previsto parere.
  Chiede quindi al relatore, onorevole La Salandra, di illustrare il provvedimento.

  Giandonato LA SALANDRA (FDI), relatore, informa che la XIII Commissione è chiamata ad esprimere un parere alla V Commissione Bilancio sul Documento di economia e finanza 2023 approvato dal Governo la scorsa settimana.
  Il documento è composto da tre sezioni, la prima relativa al programma di stabilità dell'Italia, la seconda dedicata alle analisi e alla tendenza della finanza pubblica e la terza, all'attuazione del Programma nazionale di riforma.
  Il documento è, poi, corredato da taluni allegati contenenti: il Rapporto sullo stato di attuazione della riforma della contabilità e finanza; la Relazione sullo stato di attuazione della politica di coesione europea e nazionale; la Relazione del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effettoPag. 256 serra; le Spese dello Stato nelle Regioni e nelle Province Autonome; la Relazione circa l'attuazione della razionalizzazione del sistema degli acquisti di beni e servizi; il documento sugli Indicatori di benessere equo e sostenibile; nonché le Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica.
  Ricorda, poi, che nel Documento viene indicato tra i provvedimenti collegati alla manovra di bilancio 2023-2025, il disegno di legge recante misure per il sostegno, la promozione e la tutela delle produzioni agricole nazionali e delle relative filiere agroalimentari e del patrimonio forestale.
  Quanto alla prima parte, il documento ricorda che nel 2022 il PIL è cresciuto del 3,7 per cento e gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 9,4 per cento in termini reali, salendo al 21,8 per cento del PIL, un livello mai raggiunto negli ultimi venti anni. La crescita congiunturale del PIL è, poi, rallentata nella seconda metà dell'anno scorso, anche causa della guerra in Ucraina e del conseguente aumento dei prezzi dell'energia; gli ultimi indicatori sembrano, comunque, indicare che nei primi tre mesi dell'anno in corso vi siano segnali di ripresa della crescita economica.
  Per quanto riguarda la finanza pubblica, nel 2022, anche grazie alla politica fiscale adottata per il sostegno delle famiglie e delle imprese esposte al caro energia, il fabbisogno del settore pubblico è sceso al 3,3 per cento del PIL, e il debito lordo della PA si è ridotto, arrivando al 144,4 per cento del PIL dal 149,9 per cento di fine 2021.
  Il primo obiettivo del Governo – si legge nel documento- è quello di andare oltre, seppure gradualmente, una politica fiscale incentrata su misure straordinarie, prevedendo nuovi interventi sia per il sostegno ai soggetti più vulnerabili sia per il rilancio dell'economia. L'entità degli interventi di contrasto al caro energia per il 2023 risulta pari all'1,2 per cento del PIL; oltre metà di tale importo è indirizzato a favore delle fasce più deboli della popolazione e delle imprese più esposte agli alti prezzi dell'energia, in linea con la raccomandazione del Consiglio europeo.
  Il secondo obiettivo della programmazione economico-finanziaria è quello di diminuire gradualmente, ma in misura sostenuta nel tempo, il deficit e il debito della PA in rapporto al PIL. Il Governo, quindi, conferma gli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL già dichiarati a novembre nel Documento Programmatico di Bilancio, ossia 4,5 per cento quest'anno, 3,7 per cento nel 2024 e 3,0 per cento nel 2025. L'obiettivo per il 2026 viene posto al 2,5 per cento.
  Il terzo obiettivo prioritario che ispira la politica economica del Governo è continuare a sostenere la ripresa dell'economia italiana e il conseguimento di tassi di crescita del PIL e del benessere economico dei cittadini più elevati di quelli registrati nei due decenni scorsi.
  Le previsioni prudenziali di crescita del PIL che il Documento delinea è prevista una crescita in termini reali dello 0,9 per cento nel 2023 e quindi all'1,4 per cento nel 2024, all'1,3 per cento nel 2025 e all'1,1 per cento nel 2026. A fronte di una stima di deficit tendenziale per l'anno in corso pari al 4,35 per cento del PIL, il mantenimento dell'obiettivo di deficit esistente (4,5 per cento) permetterà di introdurre, con un provvedimento normativo ad hoc, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi per quest'anno. Anche per il 2024, le proiezioni di finanza pubblica indicano che, dato un deficit tendenziale del 3,5 per cento, il mantenimento dell'obiettivo del 3,7 per cento del PIL possa creare uno spazio di bilancio di circa 0,2 punti di PIL, che verrà destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Un contributo assai più rilevante all'innalzamento della crescita nel periodo proverrà, secondo quanto riportato nel documento, dagli investimenti e dalle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La riduzione dell'inflazione e il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni è il quarto obiettivo chiave della politica economica del Governo. Il tasso di inflazione ha raggiunto l'11,8 per cento a ottobre e novembre, per poi scendere fino al 7,7 per cento a marzo.Pag. 257
  Il documento sottolinea, per quanto di competenza del comparto primario, che la crescita dei prezzi alimentari resta tuttora molto elevata – pari al 13,2 per cento; il ribasso dei prezzi energetici porta, comunque, a prevedere un calo dell'inflazione nel corso dell'anno. I nuclei familiari più colpiti sono quelli appartenenti alle famiglie meno abbienti, in ragione di una quota maggiore di reddito destinata alla spesa alimentare.
  Tuttavia, le misure di sostegno adottate dal Governo a partire da ottobre 2021 hanno in parte, mitigato l'impatto dell'inflazione su queste famiglie. In media d'anno, nel 2022 il prezzo delle materie prime alimentari sui mercati internazionali è cresciuto di circa il 20,0 per cento. Il picco è stato registrato tra febbraio e marzo 2022; dopo ulteriori oscillazioni, si assiste al momento ad una fase di discesa dei prezzi del frumento e del granturco, che sono tornati ai valori di fine 2021. Sul settore ha inciso, inoltre, il prezzo dei prodotti chimici e fertilizzanti utilizzati in agricoltura, i cui costi di produzione sono stati spinti in alto dallo shock energetico. A ciò si deve aggiungere che la Russia è uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di fertilizzanti.
  La salita dei prezzi ha raggiunto, nell'agosto del 2022, un picco pari al 46,2 per cento. La successiva decelerazione ha condotto a registrare, a gennaio 2023, una variazione su base annua del 21,5 per cento. Maggiore spinta inflazionistica ha riguardato i prodotti alimentari non lavorati (freschi), il cui indice è cresciuto del 9,1 per cento, mentre i prezzi dei prodotti alimentari lavorati sono cresciuti dell'8,5 per cento. Il settore agricolo ha subito nel 2022 una crescita dei prezzi rilevante- circa l'8,8 per cento e in netta accelerazione rispetto al 2021 (0,5 per cento).
  Riguardo ai costi di produzione dei beni alimentari, va considerato l'aumento dei prezzi di macchine per l'agricoltura e la silvicoltura, il cui indice dei prezzi alla produzione ha registrato negli ultimi mesi aumenti tendenziali di poco sotto al 10 per cento. Infine, ma fattore non meno rilevante, nel 2022 le basse temperature primaverili, le eccezionali ondate di calore nel periodo estivo, la quasi totale assenza di precipitazioni e il clima asciutto hanno fortemente condizionato diverse produzioni tradizionali del paese. Secondo l'ISTAT, al netto delle variazioni dei prezzi, nel 2022 la produzione agricola italiana si è ridotta dello 0,7 per cento, mentre le coltivazioni sono diminuite del 2,2 per cento. In particolare, si sono contratte in volume le produzioni dell'olio d'oliva (-17 per cento), cereali (-10,4 per cento), piante foraggere (-5,5 per cento), piante industriali (-4,5 per cento), patate (-1,9 per cento) e ortaggi freschi (-1,8 per cento). È invece cresciuta in volume la produzione delle colture frutticole (+6,8 per cento) e florovivaismo (+1,1 per cento). I prezzi dei prodotti delle coltivazioni sono cresciuti mediamente del 17,8 per cento, con punte del 40,3 per cento per i foraggi, 39,9 per cento per i cereali, 21,2 per cento per gli ortaggi freschi, 14,7 per cento per gli agrumi, 13,5 per cento per le piante industriali, 10,1 per cento per il vino e 6,6 per cento per la frutta fresca. Il prezzo del riso a febbraio ha toccato i massimi con un aumento su base annua del 41,8 per cento.
  Nell'insieme, secondo le stime contenute nel documento, la componente di fondo dell'inflazione tenderà a decelerare in maniera molto lenta e graduale come effetto congiunto di un rallentamento della componente dei beni non energetici e una maggiore persistenza dei servizi.
  Relativamente al deflatore dei consumi, la previsione del Documento è che l'inflazione scenda da una media del 7,4 per cento nel 2022, al 5,7 per cento quest'anno e quindi al 2,7 per cento nel 2024 e all'2,0 per cento nel biennio 2025-2026.
  In questo contesto il Governo si ripropone di mantenere gli obiettivi di deficit in rapporto al PIL proposti nella NADEF rivista e integrata, pari al 4,5 per cento del PIL nel 2023, al 3,7 per cento nel 2024 e al 3,0 per cento nel 2025, con l'obiettivo di arrivare al 2,5 per cento nel 2026. Alla luce di tali obiettivi e delle proiezioni a legislazione vigente, si rendono disponibili risorse per oltre 3,0 miliardi per l'anno corrente, che saranno utilizzate con un provvedimentoPag. 258 normativo d'urgenza per ridurre gli oneri contributivi a carico dei lavoratori dipendenti. Inoltre, nello scenario programmatico per il 2024 vengono allocati circa 0,2 punti di PIL a un Fondo destinato alla riduzione della pressione fiscale.
  Il documento indica, poi, nello specifico, per quanto di competenza della Commissione Agricoltura, lo stato di attuazione dei Fondi comunitari e, in particolare del Fondo per lo sviluppo rurale (FEASR). Ricorda che l'importo assegnato all'Italia allo sviluppo rurale per le annualità 2021 e 2022 è stato pari a 2.998,5 milioni di euro (risorse ordinarie). Per rispondere agli effetti procurati dalla pandemia da Covid-19, all'Italia sono state, poi, assegnate risorse aggiuntive per gli anni 2021 e 2022, pari a 910,58 milioni di euro. Nel contempo, ulteriori nuove risorse per il biennio in esame, 12 milioni di euro, sono state assegnate allo sviluppo rurale dalla riduzione dei pagamenti diretti italiani (c.d. «capping»).
  Il documento ricorda, poi, che per il periodo di programmazione 2014-2022 sono state assegnate per i programmi di sviluppo rurale (21 PSR Regionali- un PSR Nazionale e un PSR Rete Rurale), finanziati dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale risorse per circa 14,4 miliardi, con copertura di cofinanziamento nazionale di 13,5 miliardi, per un totale di circa 27,9 miliardi di euro. Ammontano, quindi, ad oltre 3,4 miliardi di euro i finanziamenti erogati nell'esercizio 2021 in favore del settore agricolo attraverso i Programmi di sviluppo rurale, cofinanziati dall'Unione europea grazie al FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Si tratta, viene specificato, di interventi destinati al sostegno di investimenti ed impegni volti ad accelerare il processo di transizione digitale ed ecologica del settore agricolo, in linea con le più recenti indicazioni europee e internazionali in materia di sostenibilità economica, ambientale e sociale. A fine 2022 l'avanzamento della spesa pubblica effettivamente sostenuta risulta pari a 66,30 %, a cui è necessario aggiungere gli importi versati a titolo di prefinanziamento pari al 3,0 % del budget totale di ciascun PSR. Da inizio programmazione ad oggi sono stati spesi complessivamente 18,5 miliardi di euro pari a 9,3 miliardi di euro di quota FEASR. Il Documento riporta, poi, che per il quadriennio 2023-2027, è stato approvato il Piano Strategico Nazionale della PAC (PSP), con una dotazione totale di circa 10,7 miliardi di euro tra il primo e secondo pilastro (FEAGA + FEASR).
  Il PSP è incentrato sulla transizione ecologica del settore agricolo, alimentare e forestale, stabilendo interventi con chiare finalità climatico-ambientali. Gli obiettivi principali si possono riassumere in 5 eco-schemi nazionali che sostengono le aziende nell'adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità climatico-ambientale, il benessere animale e il contrasto all'antibiotico-resistenza. Gli eco-schemi operano in sinergia con 29 interventi agro-climatico-ambientali previsti nel secondo pilastro per lo sviluppo rurale (con una dotazione pari a circa 4,5 miliardi di euro) per il sostegno all'agricoltura biologica e al benessere animale. Un'attenzione particolare è dedicata all'agricoltura biologica, con una dotazione di circa 2,0 miliardi di euro, quale tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle strategie europee. Per il miglioramento delle condizioni di benessere animale e il contrasto del fenomeno dell'antimicrobico resistenza, in attuazione della strategia «farm to fork» sono stati destinati quasi 2,4 miliardi di euro. A questo obiettivo concorrono sia gli eco-schemi del primo pilastro, sia gli interventi contenuti nello sviluppo rurale. Sono previsti, inoltre, interventi a favore della forestazione sostenibile, diversi investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale, nonché azioni ambientali nell'ambito degli interventi settoriali delle organizzazioni comuni di mercato.
  Il Documento riporta, poi, i dati relativi al FEAMP (Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l'acquacoltura) che ha costituito uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020. Per il periodo di programmazione 2021-2027 sono state assegnate al Fondo risorse comunitarie complessive per circa 518 milioni e una quota Pag. 259di cofinanziamento nazionale di circa 469 milioni, per un ammontare complessivo di 987 milioni di euro. Le azioni sono focalizzate su quattro priorità: promuovere la pesca sostenibile e il ripristino e la conservazione delle risorse biologiche acquatiche; incentivare le attività di acquacoltura sostenibile e la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, contribuendo alla sicurezza alimentare nell'Unione; consentire un'economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne e promuovere lo sviluppo di comunità della pesca e dell'acquacoltura; rafforzare la governance internazionale degli oceani e consentire mari e oceani sicuri, protetti, puliti e gestiti in modo sostenibile.
  Quanto alle politiche di attuazione del Piano nazionale di ripresa e di resilienza (PNRR), il Governo comunica che entro il 30 aprile presenterà alla Commissione europea un aggiornamento affinché sia rafforzato il capitolo dedicato alla transizione energetica e che tutte le misure previste sia in linea ed in sinergia con gli altri processi di riforma in atto in ambito europeo, tra i quali quelli riguardanti la governance europea.
  Il Documento affida ad alcuni interventi normativi (la legge delega per la riforma fiscale, a riforma del codice dei contratti pubblici la riforma della giustizia e quella della PA, la riforma del sistema degli incentivi) un ruolo chiave per l'attuazione del PNRR. In ambito digitale, si ricorda il ruolo che sarà chiamato a svolgere il Polo strategico nazionale, la realizzazione della banda larga, mentre in merito alla «rivoluzione verde» essa dovrà essere fatta procedere di pari passo e in stretta sinergia con la transizione energetica, anche attraverso l'adozione di strategie di interesse nazionale, quali il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), il Programma di controllo dell'inquinamento atmosferico (PNCIA), la Strategia nazionale per l'economia circolare (SEC), il Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti (PNGR), la Strategia nazionale per la biodiversità e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS).
  Per quanto di stretta attinenza al settore agricolo, nel documento si legge che il Governo intende sostenere la tecnologia dall'agrivoltaico, che, come gli impianti di produzione di biometano, può costituire una importante alternativa al gas naturale nel mix energetico nazionale. Con i progetti previsti dal PNRR dedicati allo sviluppo del Parco agrisolare (1,5 miliardi di euro), alla logistica agroalimentare (800 milioni) e alla meccanizzazione di sistema (500 milioni) intende puntare al progressivo aumento dell'utilizzo dell'energie rinnovabili anche nel settore agricolo e alla contestuale riduzione dell'impatto emissivo, rafforzando gli investimenti in innovazione, nell'efficace gestione degli scambi e nell'utilizzo di macchinari di nuova generazione (e introduzione di tecniche di agricoltura di precisione). Al riguardo ricordo nell'ambito del Tavolo di partenariato sull'attuazione del PNRR convocato la scorsa settimana, il Ministro dell'Agricoltura ha affermati che i target previsti sono stati quasi interamente raggiunti, attraverso l'emanazione di bandi per un valore di 3 miliardi di euro sui quasi 3,7 miliardi previsti. Quanto alla realizzazione del parco agrisolare, proprio in questi giorni è stata trasmessa alla Commissione europea dal Ministro dell'Ambiente una proposta di decreto per la realizzazione di impianti agrivoltaici innovativi, in attuazione dell'obiettivo indicato nel PNRR che prevede di installare almeno 1,04 GW di impianti entro il 30 giugno 2026.
  Ricorda, inoltre, che, in ordine all'Obiettivo 15 (La vita sulla Terra), il documento riporta i dati ISTAT secondo i quali il consumo di suolo e il conseguente degrado del territorio hanno ripreso ad accelerare e l'estensione complessiva del suolo reso impermeabile dalle coperture artificiali si è attestato al 7,2 per cento del territorio nazionale. Diverse regioni si sono avvicinate all'obiettivo del consumo zero, mentre alcune presentano situazioni ancora critiche. L'impegno del Governo verso il raggiungimento di questo obiettivo si sostanzia nell'adozione di numerose misure sia nel campo della transizione verde, sia in quello dell'economia circolare e della lotta all'inquinamento atmosferico. Inoltre- ricorda Pag. 260sempre il Documento – la legge di bilancio per il 2023 ha istituito un apposito fondo per il contrasto al consumo di suolo con risorse per 160 milioni per gli anni 2023-2027.
  Il documento riporta, inoltre, che in merito all'Obiettivo 2 – Sconfiggere la fame – il Country Report evidenzia che l'Italia ha compiuto progressi limitati nel raggiungimento dell'obiettivo e i dati Istat confermano che il percorso verso l'eliminazione di ogni forma di difficoltà alimentare e malnutrizione è ancora lungo. Nel 2020 è cresciuta per il secondo anno consecutivo la quota delle famiglie che si trovano in condizione di insicurezza alimentare ed è peggiorato il dato riferito ai bambini sovrappeso o obesi che per la fascia dai 3 ai 5 anni ha raggiunto il 33,2 per cento. Inoltre, il Rapporto sottolinea come – sebbene produzione e margine operativo lordo delle piccole aziende agricole abbiano registrato un miglioramento nel 2020 – l'allontanamento dai valori medi del settore segnalano un deterioramento della loro sostenibilità economica, in contrasto con l'obiettivo fissato dall'Agenda 2030. Nel 2021, a fronte di un aumento della quota di superficie agricola utilizzata (SAU) destinata a coltivazioni biologiche, sono aumentate le quantità distribuite di fertilizzanti e fitofarmaci. Si conferma infine l'ampio ricorso al lavoro irregolare in agricoltura (24,1 per cento nel 2019, a fronte di un valore medio nazionale del 12,6 per cento). Viene ricordato, in merito, che nella ultima legge di bilancio sono state previste misure che spaziano dagli interventi fiscali a favore delle imprese del settore agricolo e a quelle di sostegno all'imprenditoria giovanile in agricoltura, fino ad alcuni interventi di supporto alle famiglie come la sperimentazione del reddito alimentare, le azioni a sostegno delle attività sportive e l'istituzione di un fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.
  Come è dato scorgere dai dati contenuti nel Documento in esame, il comparto primario ha mostrato una buona dose di resilienza nonostante una serie di fattori negativi che hanno inciso negativamente sulla remuneratività del lavoro svolto. I progetti in atto saranno capaci di rilanciare e dare un nuovo impulso al settore, attraverso la realizzazione di nuove fonti di reddito e l'ammodernamento della struttura produttiva.
  Preannuncia sin d'ora la presentazione di un parere favorevole, che potrà tenere conto degli spunti che emergeranno dal dibattito.

  Mirco CARLONI, presidente, nessun chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per le ore 17.00 della giornata odierna.

  La seduta termina alle 15.35.

SEDE REFERENTE

  Martedì 18 aprile 2023. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI.

  La seduta comincia alle 15.35.

Modifiche al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, in materia di considerazione dei costi di produzione per la fissazione dei prezzi nei contratti di cessione dei prodotti agroalimentari, e delega al Governo per la disciplina delle filiere di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
C. 851 Davide Bergamini e altri.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

  Maria Stefania MARINO (PD-IDP), relatrice, riferisce che il provvedimento in esame interviene sui costi di produzione per la fissazione dei prezzi nei contratti di cessione dei prodotti agroalimentari e prevede una delega al Governo per la disciplina delle filiere di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
  La finalità della proposta di legge, che si compone di due articoli, è quella di tutelare la redditività delle imprese agricole, prevedendo criteri che stabiliscano chiaramente quali siano i fattori che concorrono alla Pag. 261formazione del prezzo inserito nel contratto di cessione.
  L'articolo 1, al fine di tutelare la produzione agricola nazionale e di garantire il sostegno e la stabilizzazione dei redditi delle imprese agricole, reca modifiche al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, con il quale è stata recepita la direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali.
  In particolare il comma 1 introduce nell'articolo 2, comma 1, del suddetto decreto legislativo, che reca le definizioni, la lettera o-bis), la quale fornisce la definizione dei «costi di produzione». Sono tali i costi elaborati sulla base del costo delle materie prime, il costo dei prodotti energetici, il differente costo della manodopera negli areali produttivi nonché il ciclo delle colture, la loro collocazione geografica, le tecniche di produzione, i periodi di commercializzazione diversi, la vulnerabilità dei prodotti e i volumi di produzione rispetto alle influenze delle condizioni di natura climatica e gli eventi atmosferici eccezionali.
  Il comma 2 introduce all'articolo 3, comma 2, del medesimo decreto legislativo, relativo agli elementi essenziali del contratto di cessione, la specificazione secondo cui, nello stabilire i prezzi, che possono essere fissi o variabili, l'acquirente, nei rapporti con il fornitore deve tenere conto dei costi di produzione, così come definiti dalla nuova lettera o-bis) sopra richiamata.
  Come si legge nella relazione illustrativa, le imprese agricole hanno dovuto subire una serie di fattori indipendenti dalla loro organizzazione produttiva che non sono stati recuperati sui prezzi di vendita, stante le condizioni della filiera alimentare, nella quale i prezzi all'origine sono comunque bassi rispetto al prezzo finale offerto al consumatore. Occorre che fattori quali, per esempio, l'aumento dei prezzi internazionali delle materie prime energetiche e agricole e l'instabilità delle condizioni meteorologiche – che, in questi ultimi anni, hanno determinato il susseguirsi di periodi di siccità a fenomeni alluvionali – siano tenuti nella debita considerazione, secondo quanto proposto nel provvedimento in esame, nella determinazione dei prezzi.
  L'articolo 2 reca una delega al Governo per la disciplina delle filiere di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
  Con il comma 1 si delega il Governo ad emanare un decreto legislativo, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, che, in conformità all'articolo 210-bis del regolamento (UE) n. 1308/2013, disciplini le filiere di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari che rispettano i parametri di qualità, sostenibilità in ambito ambientale, sociale ed economico, di riduzione dell'uso di pesticidi e di salute e benessere animale.
  Ricorda, al riguardo, che l'articolo 210-bis del regolamento sopra richiamato definisce cosa debba intendersi per «norma di sostenibilità». È tale quella disposizione normativa che contribuisce a uno o più dei seguenti obiettivi: obiettivi ambientali (mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi, uso sostenibile e protezione del paesaggio, delle acque e dei suoli, transizione verso un'economia circolare, compresa la riduzione degli sprechi alimentari, prevenzione e riduzione dell'inquinamento e protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi); produzioni di prodotti agricoli con modalità che riducano l'uso dei pesticidi e ne gestiscano i rischi derivanti da tale uso, o che riducano il pericolo di resistenza antimicrobica nella produzione agricola; salute e benessere degli animali.
  Il comma 2 fissa una serie di criteri e princìpi direttivi ai quali dovrà attenersi il decreto legislativo. Si richiede, al riguardo: l'individuazione dei criteri per la definizione dei parametri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle filiere di cui al comma 1, con particolare attenzione al rispetto dei diritti dei lavoratori, alle condizioni morfologiche delle aree produttive, alla tracciabilità dei prodotti, all'uso dei pesticidi e al benessere degli animali nell'ambito dei processi produttivi, di lavorazione, di trasformazione, di confezionamento e di fornitura dei prodotti agroalimentari; l'introduzione di agevolazioni fiscaliPag. 262 e di sistemi premianti per le imprese del settore agroalimentare che concorrono alla realizzazione di progetti volti alla costituzione di filiere di qualità nella produzione, importazione e distribuzione dei prodotti alimentari e agroalimentari che rispettano i criteri di cui alla lettera a), in conformità alla disciplina nazionale ed europea in materia fiscale, di concorrenza, di diritto del lavoro nonché di tutela dell'ambiente e della salute; la previsione di agevolazioni e di incentivi maggiormente premianti per la costituzione di consorzi o per operazioni di fusione o di acquisizione tra le imprese partecipanti alle filiere di cui al comma 1.
  Il comma 3 prevede che il decreto legislativo sia adottato su proposta del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
  Il comma 4 prevede che il suddetto decreto legislativo sia trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Infine, il comma 5 stabilisce che dall'attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Si prevede altresì che in conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora il decreto legislativo determini nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, il medesimo decreto legislativo è emanato solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di bilancio, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

  Mirco CARLONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.40.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 18 aprile 2023. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI.

  La seduta comincia alle 17.

Documento di economia e finanza 2023.
Doc. LVII, n. 1, Annesso e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.

  Mirco CARLONI, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore, onorevole La Salandra, ha illustrato il provvedimento. Ricorda, altresì, che è stata inviata a tutti i commissari per le vie brevi una proposta di parere favorevole del relatore. Chiede, quindi, all'onorevole La Salandra se intende illustrare tale proposta.

  Giandonato LA SALANDRA (FDI), relatore, illustra una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato).

  Stefano VACCARI (PD-IDP) esprime un orientamento decisamente contrario sul documento in esame, svolgendo alcune considerazioni di carattere generale.
  Osserva, preliminarmente, come il documento di programmazione economica predisposto dal Governo sia del tutto deludente sia dal punto di vista delle misure messe in campo che dal punto di vista delle risorse finanziarie che vengono stanziate per il prossimo triennio finanziario. Sottolinea, in merito, la necessità che si proceda all'emanazione di un ulteriore bando per i lavoratori stagionali, dal momento che quello già adottato dal governo prevede un numeroPag. 263 di lavoratori del tutto insufficiente ad evadere la domanda di lavoro stagionale avanzata dai settori più disparati; giudica, altresì, del tutto insufficienti le misure di detassazione destinate ai giovani e al lavoro femminile, che auspica possano essere migliorate al fine di favorire concretamente il ricambio generazionale, a partire dall'esame del provvedimento in sede referente all'esame della commissione.
  Ritiene, altresì, del tutto insufficienti le misure relative al reddito alimentare, al Fondo agroalimentare, le risorse stanziate per il rinnovo dei mezzi agricoli, al fine di garantire una maggiore sicurezza del settore, nonché gli investimenti annunciati per l'emergenza siccità che richiederebbe interventi e misure del tutto straordinari per assicurare la realizzazione di una rete diffusa di invasi su tutto il territorio nazionale.
  Richiama, al riguardo, le dichiarazioni svolte in audizione dai rappresentanti della Banca d'Italia che hanno evidenziato come l'emergenza della siccità avrà una ricaduta assai negativa sulle future generazioni.
  Evidenzia, altresì, l'insufficienza delle misure previste per i contratti di filiera, a partire dal settore della frutticoltura, contratti che richiederebbero misure molto più consistenti sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista delle risorse finanziarie stanziate. Per tutte queste ragioni preannuncia il parere contrario a nome del suo gruppo sulla proposta di parere elaborata dal relatore.

  La Commissione, nessun altro chiedendo di intervenire, approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 17.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 18 aprile 2023.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 17.10 alle 17.20.