CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 4 aprile 2023
88.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO
Pag. 23

SEDE REFERENTE

  Martedì 4 aprile 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Ostellari.

  La seduta comincia alle 11.15.

Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali.
C. 338-B, approvata dalla Camera e modificata dal Senato.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Ciro MASCHIO, presidente, rammenta che il termine per la presentazione di proposte emendative è fissato alle ore 11.30 della giornata odierna e che il provvedimento figura nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da martedì 12 aprile.
  Ricorda inoltre che, come convenuto nello scorso ufficio di presidenza, nella odierna seduta antimeridiana si svolgerà l'esame preliminare, mentre nella seduta pomeridiana sarà conferito il mandato alle relatrici.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), relatrice, anche a nome dell'altra relatrice, onorevole collega Bisa, rinviando al dibattito svolto in prima lettura e alla documentazione degli Uffici l'analisi del contenuto della proposta – si limita ad illustrare l'unica modifica apportata dal Senato, sulla quale deve concentrarsi l'attuale esame parlamentare in ossequio al principio dell'intangibilità della porzione del testo oggetto di doppia approvazione conforme, che regola la «navette» parlamentare.
  La modifica apportata dal Senato riguarda il testo dell'articolo 7, ed è motivata esclusivamente dall'esigenza di aggiornare un riferimento normativo.
  In particolare, la norma licenziata dalla Camera richiamava l'articolo 702-bis del codice di procedura civile in quanto ancora vigente alla data di approvazione presso questo ramo del Parlamento, avvenuta il 25 gennaio 2023. La sua abrogazione ad opera del decreto legislativo n. 149 del 2022 (c.d. «riforma Cartabia») che ha sostituito il rito sommario con rito semplificato ha avuto invece effetto a partire dal 28 febbraio 2023, data in cui il provvedimento era ancora in corso di esame presso il Senato; da quella data pertanto il riferimento corretto è all'articolo 281-undecies del codice di procedura civile.
  Essendo quindi decorso il suddetto termine del 28 febbraio prima della sua approvazione definitiva, si è reso necessario aggiornare il richiamo alla disposizione del codice di procedura civile adesso vigente e dunque svolgere una ulteriore lettura della Camera prima della sua definitiva emanazione.
  Non si è in ogni caso apportata alcuna modifica sostanziale rispetto al testo licenziato in questa sede nel mese di gennaio. Resta infatti ferma la disposizione secondo cui il parere di congruità emesso dall'ordine o dal collegio acquista l'efficacia di titolo esecutivo per il professionista, se rilasciato nel rispetto delle procedure, e se il debitore non ha proposto opposizione ai sensi dell'articolo 281-undecies del codice di procedura civile, entro 40 giorni dalla notificazione del parere stesso.
  Si rammenta peraltro che il testo in esame riproduce fedelmente il testo approvato dalla Camera il 13 ottobre 2021 e dalla competente Commissione parlamentare del Senato, nel mese di luglio 2022, che, a seguito dell'improvvisa fine della legislatura, non era potuto giungere all'approvazione finale. Anche nella votazione finale alla Camera del 25 gennaio 2023 si è registrata l'unanimità dei consensi.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI si riserva di intervenire nel prosieguo dei lavori.

  Carla GIULIANO (M5S), nel preannunciare un suo intervento anche in dichiarazione di voto, dichiara che il suo gruppo sosterrà, come già avvenuto in prima lettura, l'approvazione del provvedimento che Pag. 24ritiene opportuno e che è volto ad aiutare i liberi professionisti.
  Nota tuttavia con dispiacere come, dovendo la Camera necessariamente riesaminare il provvedimento per approvare una mera correzione di forma necessaria a coordinare il testo con l'ordinamento vigente, si sia persa presso l'altro ramo del Parlamento un'occasione. Si riferisce alla possibilità di accogliere alcune proposte del suo gruppo che, recependo suggerimenti pervenuti nel corso dell'attività conoscitiva, volti a considerare contraenti forti anche le società di cartolarizzazione e di riscossione dei crediti, nonché a eliminare le sanzioni disciplinari e a prevedere una diversa disciplina transitoria.
  Ritiene che il mancato accoglimento di tali proposte, in particolare di quella relativa alla soppressione delle sanzioni disciplinari, rischi di rendere parzialmente inefficace il provvedimento. Sottolinea infatti come prevedere che l'avvocato che denuncia un compenso non equo sia sottoposto ad una sanzione disciplinare avvantaggi, di fatto, il contraente forte in quanto per far valere i propri diritti gli avvocati dovranno autodenunciarsi ed essere sottoposti a sanzione disciplinare.
  Ribadendo il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento, del quale condivide l'impianto complessivo, sottolinea in conclusione con rammarico la cristallizzazione della volontà della maggioranza di non porre rimedio alle questioni evidenziate.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) rammenta che, anche alla luce dell'attività svolta nella scorsa legislatura, era stata da tutti condivisa l'esigenza di approvare celermente una legge sul tema oggetto del provvedimento. Sottolinea come il suo gruppo abbia tentato di integrare il testo per andare incontro alle esigenze delle istituzioni, delle associazioni ordinistiche e dei liberi professionisti. In particolare, si riferisce alla necessità di ridurre il novero di soggetti esclusi dall'applicazione della disciplina in esame, in ragione della tipologia di impresa o della sua dimensione, e di sopprimere la previsione delle sanzioni nei confronti del professionista.
  In merito a questo ultimo aspetto, ritiene che la previsione delle sanzioni disciplinari contenuta nel testo in esame violi l'autonomia degli ordini professionali.
  Rileva inoltre che il testo non contiene le norme transitorie necessarie per incidere sulle convenzioni già in essere.
  Sottolinea che il suo gruppo aveva richiesto questi interventi di carattere puntuale nell'ambito di una iniziativa legislativa complessivamente condivisa, al fine di darne un'attuazione più compiuta e ricorda come tali modifiche non erano state recepite per ragioni di urgenza.
  Essendosi verificate le condizioni di una modifica al Senato e di una seconda lettura alla Camera, costata, traendone le dovute valutazioni, che le ragioni poste alla base del mancato accoglimento di tali modifiche non erano legate a esigenze di celerità bensì alla volontà politica della maggioranza di non accogliere le stesse.

  Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.

  La seduta termina alle 11.25.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 4 aprile 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Ostellari.

  La seduta comincia alle 11.25.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
Doc. XXII, n. 6.
(Parere alle Commissioni XI e XII).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Ciro MASCHIO, presidente, rammenta che il provvedimento figura nel calendario Pag. 25dei lavori dell'Assemblea a partire da martedì 12 aprile. Pertanto, come convenuto nello scorso ufficio di presidenza, nella odierna seduta antimeridiana si svolgerà l'esame preliminare, mentre nella seduta pomeridiana sarà posta in votazione la proposta di parere.

  Annarita PATRIARCA (FI-PPE), relatrice, sottolinea come quelli oggetto della Commissione parlamentare di inchiesta in esame siano temi di emergenza nazionale su cui intensificare gli sforzi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno che, come rilevato in più ricerche e studi di agenzie indipendenti e statali, devono concentrarsi su tre direttrici fondamentali: la formazione/informazione dei lavoratori e delle imprese; i controlli sull'applicazione delle norme; il coordinamento fra tutti i soggetti sociali ed istituzionali competenti.
  Ritiene che sia opportuno dare qualche numero al di là della percezione comune del fenomeno anche in virtù dei resoconti, purtroppo quotidiani, degli organi di stampa. In particolare, sottolinea che secondo i dati dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL), da gennaio a novembre scorso le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto sono state 652.002 (+29,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021), 1.006 delle quali con esito mortale (-9,9 per cento). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 55.732 (+9,7 per cento).
  In dettaglio, si legge sempre nella relazione di inizio anno dell'INAIL, il deciso aumento delle denunce di infortunio in complesso è dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da COVID-19 e in parte alla crescita degli infortuni «tradizionali», sia in occasione di lavoro che in itinere. A fronte del calo dei morti, per il notevole minor peso delle morti da contagio, si contrappone un contestuale incremento dei decessi in itinere e una crescita delle malattie professionali.
  Tra i diversi settori il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un +28,5 per cento nella gestione industria e servizi (dai 421.644 casi del 2021 ai 541.669 del 2022), un -2,8 per cento in agricoltura (da 25.038 a 24.341) e un +54,2 per cento nel conto stato (da 55.776 a 85.992).
  Si osservano incrementi generalizzati degli infortuni in occasione di lavoro in quasi tutti i settori produttivi, in particolare sanità e assistenza sociale (+125,5 per cento), trasporto e magazzinaggio (+94,7 per cento), amministrazione pubblica, che comprende le attività degli organismi preposti alla sanità, aziende sanitarie locali e amministratori regionali, provinciali e comunali (+63,2 per cento), e attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+59,6 per cento).
  L'analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree: più consistente nel Sud (+41,8 per cento), seguito da Isole (+37,7 per cento), Nord-Ovest (+36,1 per cento), Centro (+33,0 per cento) e Nord-Est (+16,1 per cento). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+77,4 per cento), la Liguria (+55,6 per cento) e il Lazio (+51,6 per cento). L'aumento che emerge dal confronto di periodo tra il 2021 e il 2022 è legato sia alla componente femminile, che registra un +49,6 per cento (da 179.522 a 268.565 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +18,7 per cento (da 322.936 a 383.437). L'incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+31,5 per cento), sia quelli extracomunitari (+23,0 per cento) e comunitari (+18,6 per cento).
  Dati che, come si vede, tratteggiano uno scenario in continuo peggioramento che sfugge a un'analisi comparata, e multidimensionale, del fenomeno. Tema portante, tra i tanti, della missione della costituenda commissione d'inchiesta.
  Prima, però, di riassumere i contenuti del provvedimento in esame, ritiene importante sottolineare con forza, che a fronte di situazioni chiaramente borderline o addirittura di pericolo cui sono esposti i lavoratori, dovute a comportamenti inaccettabili da parte dei datori di lavoro e a una scarsa cultura della prevenzione, esistono, e per fortuna sono la maggioranza, aziende e imprese sane che investono sulla sicurezza sul lavoro e difendono e tutelano e proteggono i propri dipendenti. Sottolinea quindi che non sarà compito della commissionePag. 26 d'inchiesta istruire un processo al sistema imprenditoriale e produttivo italiano, nel suo complesso, ma intervenire laddove questo sistema prevede delle falle, delle patologie e operare affinché siano rimosse.
  Nel passare al contenuto del provvedimento in esame, fa presente che l'articolo 1 istituisce, per tutta la durata della XIX legislatura, la Commissione.
  L'articolo 2 ne disciplina la costituzione e composizione, cui fanno parte venti deputati, assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo parlamentare e garantendo, quando possibile, l'equilibrio tra i sessi.
  Tra i compiti della Commissione previsti dall'articolo 3, oltre a quello di approfondire la conoscenza della dimensione del fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo al numero di incidenti mortali, di malattie e di invalidità verificando e quantificando l'esistenza di eventuali differenze tra le vittime con specifico riguardo ad una serie dettagliata di fattori, si segnala quello di individuare le principali cause degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo all'incidenza dei fenomeni di interposizione illecita, di somministrazione irregolare di manodopera, di sfruttamento, della pratica del lavoro sommerso e irregolare e del controllo di imprese da parte di organizzazioni criminali.
  Con riferimento ai poteri della Commissione, l'articolo 4, come di consueto in relazione a delibere istitutive di commissioni di inchiesta, precisa che la stessa procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria e che, ad eccezione dell'accompagnamento coattivo dei testimoni di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale, non possa adottare provvedimenti attinenti libertà personale nonché alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.
  Analogamente alle altre delibere istitutive di commissioni di inchiesta, si esclude che alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, possa essere opposto il segreto d'ufficio, il segreto professionale o quello bancario. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato.
  L'articolo 5 precisa ulteriormente i poteri della Commissione in merito alla richiesta di atti e documenti. In particolare, la Commissione può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale – che copre con il segreto gli atti di indagine – copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, inerenti all'oggetto dell'inchiesta. L'autorità giudiziaria può trasmettere le copie di atti documenti anche di propria iniziativa così come è sua facoltà, fino a quando permangano ragioni di natura istruttoria, ritardare con decreto la loro trasmissione.

  La Commissione deve comunque garantire il mantenimento del regime di segretezza degli atti coperti dal segreto. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari.
  Inoltre, fermo restando quanto già previsto, la Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione a esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso.
  L'articolo 6 prevede il vincolo del segreto per i componenti la Commissione, per i funzionari e il personale addetto alla stessa nonché per ogni altra persona che collabora con essa o compie o concorre a compiere atti di inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio. Tale vincolo permane anche dopo la cessazione dell'incarico.
  L'articolo 7, in fine, disciplina l'organizzazione interna della Commissione, prevedendo, tra l'altro che la stessa possa avvalersi anche dell'opera di agenti e ufficiali della polizia giudiziaria.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI si riserva di intervenire nel prosieguo dei lavori.

Pag. 27

  Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 11.30.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Martedì 4 aprile 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea OSTELLARI.

  La seduta comincia alle 11.30.

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati

5-00555 Gallo (MISTO): Adozione di misure per il passaggio di Area relativamente alla figura professionale di contabile ex articolo 21-quater del decreto-legge n. 83 del 2015.

  Francesco GALLO (MISTO) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Francesco GALLO (MISTO), replicando, prende atto dell'impegno del Governo a procedere nel minor tempo possibile alla pubblicazione dei bandi per l'assunzione di nuove figure nel profilo contabile, tuttavia rileva come la risposta resa dal rappresentante del Governo non chiarisce come l'Esecutivo intenda intervenire per risolvere la questione relativa ai contabili giudiziari oggetto dell'atto di sindacato ispettivo in esame, sottolineando anzi come nella risposta stessa si affermi che in un'ottica di opportunità si è preferito dare precedenza ai cancellieri e agli ufficiali giudiziari.
  Rileva invece con favore il fatto che l'Esecutivo abbia preso atto che dal 2016 i Governi precedenti hanno adottato una scelta che danneggia queste figure professionali e auspica che finalmente si possa risolvere la questione.

5-00557 Enrico Costa (A-IV-RE): Iniziative volte a garantire il rispetto delle norme che disciplinano la comunicazione giudiziaria da parte della Procura di Bergamo nell'ambito del procedimento penale sulla gestione delle prime fasi della pandemia di COVID-19.

  Enrico COSTA (A-IV-RE) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Enrico COSTA (A-IV-RE) prende atto con soddisfazione che nella risposta si preannunciano opportuni approfondimenti istruttori anche di natura ispettiva. Non condivide tuttavia il passaggio secondo cui l'individuazione dell'interesse pubblico che legittima la diffusione di informazioni sul procedimento penale rientra nella discrezionalità del capo dell'Ufficio del pubblico ministero.
  Si chiede, infatti, se la regola circa l'attribuzione della piena discrezionalità nella valutazione dell'interesse pubblico riguardi tutti i pubblici ufficiali, ivi compresi i Sindaci, o se invece gli stessi pubblici ministeri ritengano di poter sindacare le altrui scelte in materia.

5-00559 Calderone e Mulè (FI-PPE): Individuazione dell'Ospedale civile di San Matteo degli infermi come struttura sanitaria di ricovero esterno per i detenuti, anche in regime di 41-bis o.p., presenti nel carcere di Spoleto.

  Giorgio MULÈ (FI-PPE) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3), sottolineando come sia auspicabile individuare una sintesi tra le diverse esigenze di sicurezza e riduzione dei costi conseguenti alla traduzione di detenuti in strutture diverse dall'ospedale di Spoleto e la gestione Pag. 28amministrativa da parte delle autorità sanitarie competenti anche prevedendo nel caso, ovviamente a seguito delle valutazioni delle autorità competenti, lo spostamento dei medici stessi, essendo le strutture ospedaliere vicine. Ciò in attesa del reintegro già previsto delle specializzazioni per il 2022.

  Giorgio MULÈ (FI-PPE) ringrazia il rappresentante del Governo per la risposta resa sottolineando come l'auspicio da questi testé espresso vada nella direzione della risoluzione della problematica sottoposta. Sottolinea come nella risposta per ben due volte si sia fatto riferimento all'inevitabile aumento del rischio per la sicurezza rispetto alle traduzioni dei detenuti – soprattutto di quelli al regime di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario – evidenziando come questa movimentazione comporti anche impegni di natura economica.
  Ritiene che si debbano contemperare due esigenze: quella di avere un trattamento sanitario all'altezza delle aspettative, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, e il diritto alla sicurezza.
  Osserva quindi che esporre il territorio a un pericolo cogente dovrebbe indurre le autorità sanitarie locali, ed in particolare la regione Umbria, a rivedere i piani che riguardano l'ospedale di Spoleto. Sottolinea infatti che l'ospedale più vicino è a oltre mezz'ora di distanza e rileva come in tale lasso di tempo si possano verificare eventi con conseguenze gravi.
  Ringrazia, in fine, nuovamente per la risposta resa dal rappresentante del Governo dalla quale si comprende la volontà di fare tutto il possibile per mantenere attiva la struttura ospedaliera oggetto dell'atto di sindacato ispettivo in titolo.

5-00561 Varchi e Majorano (FDI): Iniziative per il potenziamento dell'organico della casa circondariale di Taranto.

  Giovanni MAIORANO (FDI) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Andrea OSTELLARI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Giovanni MAIORANO (FDI) apprezza la volontà dell'Esecutivo di mettere in sicurezza un carcere italiano tra i più affollati.
  Prende anche atto con soddisfazione del fatto che è in via di predisposizione un nuovo decreto ministeriale per la redistribuzione della dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria.
  Auspica infine che nelle more dell'entrata in vigore di tale atto, il Governo valuti la possibilità di assegnare temporaneamente, anche su base volontaria e senza dover gravare sulle casse dello Stato, ulteriori unità al carcere di Taranto la cui situazione non è da sottovalutare.
  Osserva infatti che sebbene in tutte le strutture carcerarie sia evidente il disagio avvertito dal personale di polizia penitenziaria, la situazione presente in quello di Taranto è più complessa che altrove.

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 12.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 4 aprile 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene Il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 13.50.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
Doc. XXII, n. 6.
(Parere alle Commissioni XI e XII).
(Seguito esame e conclusione – Parere favorevole).

Pag. 29

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nell'odierna seduta antimeridiana.

  Annarita PATRIARCA (FI-PPE), relatore, presenta e illustra una proposta di parere favorevole sul documento in titolo (vedi allegato 5).

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

  La seduta termina alle 13.55.

SEDE REFERENTE

  Martedì 4 aprile 2023. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 13.55.

Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali.
C. 338-B, approvata dalla Camera e modificata dal Senato.
(Seguito esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nell'odierna seduta antimeridiana.

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che alla scadenza del termine per la presentazione di proposte emendative risultano presentate 5 proposte emendative.
  A riguardo fa presente che, rispetto agli ordinari criteri di inammissibilità previsti dall'articolo 89 (e dalla lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997), l'articolo 70, comma 2, del Regolamento dispone che, riguardo ai progetti di legge già approvati dalla Camera e rinviati dal Senato, la Camera delibera soltanto sulle modificazioni apportate dal Senato e sugli emendamenti ad esse conseguenti. Gli emendamenti devono cioè essere riferiti alle parti di testo modificate dal Senato ovvero presentare con esse un nesso di conseguenzialità oggettivo, immediato e diretto, la cui valutazione è per prassi effettuata con rigore al fine di non compromettere il principio dell'intangibilità delle parti del testo oggetto di doppia approvazione conforme da parte delle due Camere.
  Conseguentemente, non sono ricevibili emendamenti interamente sostituivi o soppressivi di articoli o commi o porzioni di testo solo parzialmente modificati e che dunque hanno conseguito, nella parte prevalente, una doppia lettura conforme delle due Camere, né emendamenti, comunque formulati (anche come aggiuntivi o sostitutivi) che, anche se riferiti formalmente a parti modificate dal Senato, non siano conseguenziali rispetto alle modifiche introdotte o incidano su aspetti su cui si è raggiunta la doppia lettura conforme da parte delle due Camere o che risultino comunque con essi incompatibili. Ciò in conformità ai precedenti consolidati.
  Alla luce degli illustrati criteri, avverte pertanto che tali proposte emendative sono ritenute irricevibili.
  Comunica inoltre che è pervenuto il parere favorevole della I Commissione.

  Carla GIULIANO (M5S), richiamando le considerazioni già svolte nella seduta antimeridiana, rileva con dispiacere l'atteggiamento del Governo e della maggioranza che sull'altare della celerità dell'entrata in vigore della legge hanno piegato le legittime aspirazioni del mondo dell'avvocatura che invece aveva segnalato dei vulnus interni al provvedimento che potevano essere corretti.
  Ribadisce quindi come la mancata inclusione delle società di cartolarizzazione e di riscossione dei crediti tra i contraenti forti cui applicare la normativa, così come la plastica volontà di non voler eliminare le sanzioni disciplinari e di non prevedere una diversa disciplina transitoria renderà in parte inapplicabile una normativa che avrebbe dovuto maggiormente tutelare i liberi professionisti.
  Precisa, in fine, che la scelta del suo gruppo di non presentare proposte emendative in questa fase è motivata non solo dal quasi nullo spazio emendativo ma soprattutto dalla preso di atto della manifesta Pag. 30volontà della maggioranza di non accogliere suggerimenti.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) ricorda ancora una volta come il suo gruppo abbia sempre sostenuto il provvedimento che tratta un tema che ritiene complementare a quello del salario minimo legale, altra proposta sostenuta dal Partito Democratico. Sottolinea tuttavia come il favore al provvedimento in discussione sia sempre stato condizionato all'accoglimento di alcuni puntuali interventi, già richiamati nella seduta antimeridiana.
  Ritiene inoltre che se l'obiettivo del testo in esame era quello di tutelare il mondo dei liberi professionisti, tale obiettivo, in assenza di accoglimento di tali interventi migliorativi, viene raggiunto soltanto in parte.
  Osserva quindi che sebbene, a parole, non vi sia stata da parte della maggioranza e del Governo una chiusura sul merito delle richieste avanzate dal suo gruppo, tuttavia, nei fatti, il non aver voluto cogliere l'occasione della terza lettura per correggere il testo è la dimostrazione della mancanza di disponibilità ad allargare la platea dei professionisti a cui applicare la disciplina sull'equo compenso.
  Per tale ragione sottolinea come il Partito Democratico non sia nella condizione di votare favorevolmente il mandato alle relatrici ad auspica che, in futuro, il Governo e la maggioranza possano rivedere le proprie posizioni per migliorare il testo.

  Il Viceministro Francesco Paolo SISTO ribadisce la necessità che il provvedimento sia approvato il prima possibile e dichiara la disponibilità dell'Esecutivo a valutare quei possibili interventi migliorativi sul testo, che la fase sperimentale suggerirà e che le forze presenti in Parlamento riterranno di formulare.
  Ritiene infatti che il testo in esame rappresenti un primo passo verso una nuova rilevanza delle professioni che, insieme alle imprese, costituiscono i due pilastri sui quali si sostiene la ripresa della sinergia fra economia pubblica e privata.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato alle onorevoli Varchi e Bisa in qualità di relatrici a riferire favorevolmente in Assemblea. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove per l'esame in Assemblea, sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Modifica all'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all'estero da cittadino italiano.
C. 342 Candiani, C. 887 Varchi e C. 1026 Lupi.
(Seguito esame e rinvio – abbinamento della proposta di legge C. 1026 Lupi).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 23 marzo 2023.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che nella scorsa seduta del 23 marzo la relatrice Varchi ha svolto la relazione illustrativa e nell'ufficio di presidenza si era altresì convenuto di non procedere alla discussione, in attesa dell'assegnazione delle annunciate proposte di legge in materia da parte di altri gruppi.
  Al riguardo, avverte che è stata assegnata alla Commissione la proposta di legge C. 1026 Lupi, che, vertendo su identica materia, è abbinata alle proposte già all'esame della Commissione.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 4 aprile 2023.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.10 alle 14.55.