CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 22 marzo 2023
81.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
COMUNICATO
Pag. 99

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 22 marzo 2023. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 14.30.

Ratifica ed esecuzione delle seguenti Convenzioni: a) Convenzione sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, n. 155, fatta a Ginevra il 22 giugno 1981, e relativo Protocollo, fatto a Ginevra il 20 giugno 2002; b) Convenzione sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, n. 187, fatta a Ginevra il 15 giugno 2006.
C. 914, d'iniziativa dei senatori Craxi ed altri, approvata dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Gianluca CARAMANNA (FDI), relatore, espone in sintesi i contenuti del provvedimento in esame, già stato approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 21 febbraio, ricordando che il suo contenuto è identico ad un disegno di legge governativo, di ratifica delle medesime convenzioni, già approvato in prima lettura dal Senato nella scorsa legislatura (A.S. 986) nonché che analogo provvedimento era stato presentato anche nella XVII legislatura.
  Osserva che le Convenzioni internazionali in esame intendono contribuire a prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e a creare un ambiente di lavoro sempre più sicuro e salubre mediante un'azione progressiva e coordinata, sia a livello nazionale che di impresa, con la piena partecipazione di tutte le parti interessate. In particolare, tali norme internazionali mirano a costituire un quadro di riferimento per una politica nazionale che promuova il dialogo sociale, la definizione delle funzioni e delle responsabilità dei vari attori e l'approfondimento della conoscenza delle questioni della sicurezza sul lavoro.
  In particolare, ricorda che la Convenzione n. 155 del 1981, composta di trenta articoli, definisce i princìpi di una politica nazionale incentrata sulla prevenzione e soggetta a cicli di formulazione, attuazione e revisione al fine di migliorare continuamente il sistema di salute e sicurezza sul lavoro (articoli 4-7). A tal proposito, si chiede anche agli Stati di adottare un quadro coerente di leggi, regolamenti e prassi, con particolare riferimento ai macchinari e alle attrezzature e sostanze per uso professionale e di coinvolgere le organizzazioni rappresentative nella definizione delle politiche in materia (articoli 8-15).
  Fa inoltre presente che la Convenzione definisce, altresì, forme di collaborazione fra i rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro nell'ambito della sicurezza e dell'igiene (articoli 16-21). L'articolo 16 contiene gli obblighi dei datori di lavoro al fine di assicurare che luoghi di lavoro, macchinari, materiali e procedimenti lavorativi, come anche sostanze e agenti chimici, fisici e biologici da impiegare nei procedimenti stessi non presentino rischi per la salute della sicurezza dei lavoratori. A tale scopo i datori di lavoro dovranno se del caso fornire indumenti e attrezzature di protezione appropriati. Qualora poi diverse imprese operino simultaneamente sullo stesso luogo di lavoro esse dovranno collaborare nell'apprestamento di adeguate condizioni di sicurezza (articolo 17). Se necessario, i datori di lavoro dovranno anche prevedere misure per fronteggiare situazioni di emergenza ed infortuni con interventi e attrezzature di primo soccorso (articolo 18). L'articolo 19 prevede tra l'altro la cooperazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti nell'adempimento degli obblighi posti in capo al datore di lavoro. A tale scopo i rappresentanti dei lavoratori riceveranno un'informazione sufficiente sulle misure di sicurezza adottate a loro vantaggio: essi potranno valutare tali misure anche alla luce dell'adeguata formazione che avranno precedentemente ricevuto in ordine alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Nell'esaminare le proprie condizioni di salute e sicurezza sul lavoro i lavoratori o i loro rappresentanti potranno anche richiedere Pag. 100il parere di consiglieri tecnici esterni all'impresa. In ogni caso, il lavoratore segnalerà immediatamente al proprio superiore gerarchico diretto ogni situazione che egli ritenga pericolosa per la propria vita o salute, e fino all'adozione di appropriate misure il datore di lavoro non potrà chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività. Infine, l'articolo 21 stabilisce che le misure per la salute e la sicurezza sul lavoro non devono comportare alcuna spesa per il lavoratore.
  Segnala poi che la parte quinta della Convenzione (articoli 22-30) contiene le clausole finali.
  Fa anche presente che, a sua volta, il Protocollo relativo alla Convenzione n. 155, risalente al 2002, composto di dodici articoli, è finalizzato a migliorare i metodi di registrazione e raccolta e di analisi statistica dei dati sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali, in vista di una loro armonizzazione a livello mondiale.
  Per quanto concerne la seconda Convenzione in esame, la n. 187 del 2006, ricorda che essa è composta di quattordici articoli e fornisce, in primo luogo, indicazioni su come sviluppare una coerente politica nazionale in materia di prevenzione e su come avviare un circolo virtuoso di miglioramenti basato sulla revisione periodica delle politiche e delle misure adottate. L'articolo 1 contiene le definizioni dei termini fondamenta mentre l'articolo 2 fissa gli obiettivi della Convenzione. Essa poi definisce i contorni della politica nazionale (articolo 3) volta a promuovere un ambiente di lavoro sicuro e salubre, prevedendo, in particolare, meccanismi di controllo e servizi di informazione e consulenza. Si prevede, inoltre, che ogni Stato membro stabilisca, mantenga e sviluppi, un proprio sistema nazionale di sicurezza e di salute sul lavoro che includa la legislazione, i contratti collettivi e ogni altro strumento rilevante in materia, autorità responsabili della sicurezza e della salute sul lavoro, nonché misure volte a promuovere, a livello di impresa la cooperazione fra le parti (articolo 4). Gli Stati hanno poi l'obbligo di elaborare, valutare e riesaminare periodicamente il Programma nazionale di sicurezza e salute sul lavoro, per promuovere lo sviluppo di una cultura nazionale di prevenzione e per contribuire alla protezione dei lavoratori (articolo 5). Gli articoli 6-14 contengono le clausole finali. In relazione a tali previsioni osservo, peraltro, che le medesime risultano già attuate nell'ordinamento giuridico italiano, ferma restando, ovviamente, la necessità di un loro costante aggiornamento alla luce degli obiettivi fondamentali perseguiti dalla Convenzione.
  Per quanto concerne il disegno di legge, evidenzia che gli articoli 1 e 2 contengono, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione OIL n. 155 e del relativo Protocollo del 2002; nonché della Convenzione OIL n. 187 mentre l'articolo 3 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, dà conto delle sostituzioni e pone in votazione la proposta di parere del relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato plurinazionale di Bolivia, fatto a La Paz il 3 marzo 2010.
C. 915, d'iniziativa dei senatori Craxi ed altri, approvata dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pag. 101

  Beatriz COLOMBO (FDI), relatrice, espone in sintesi i contenuti del provvedimento in esame facendo innanzitutto presente che il testo del disegno di legge presentato al Senato ripropone in modo pressoché identico il testo del disegno di legge di ratifica presentato dal Governo nel corso della XVIII legislatura (Atto Senato n. 1278) e che, esaminato ed approvato dall'Assemblea del Senato nella seduta del 20 aprile 2021, non poté vedere completato il proprio iter di approvazione parlamentare a causa della conclusione della legislatura. L'Accordo in esame sostituisce il precedente Accordo culturale firmato il 31 gennaio 1953, nonché l'Accordo scientifico sottoscritto nel giugno 2002, ma non ratificato.
  Evidenzia che il nuovo Accordo, costituito da 20 articoli, preceduti da un breve preambolo, è finalizzato a rafforzare i rapporti nei suddetti campi, fornendo un quadro giuridico e una base finanziaria necessari per lo sviluppo delle relazioni, contribuire allo sviluppo del Paese, accrescere i legami di amicizia già esistenti e migliorare il quadro complessivo delle relazioni bilaterali, in particolare nei settori della cultura, delle scienze applicate, dello sport, della protezione dei diritti umani e del diritto alla proprietà intellettuale, nonché a semplificare dal punto di vista legislativo e amministrativo le procedure correlate, quantificandone al meglio la relativa spesa.
  Sottolinea che l'intesa bilaterale esplicita, innanzitutto, l'impegno delle Parti a promuovere e realizzare attività che favoriscano la cooperazione nell'ambito culturale, scientifico e tecnologico, a migliorare la conoscenza, la diffusione delle rispettive lingue e culture e a favorire la collaborazione tra le rispettive istituzioni accademiche, amministrazioni archivistiche, biblioteche e musei (articoli 1-3). I successivi articoli prevedono la possibilità per le Parti di chiedere la partecipazione di Organismi internazionali al finanziamento dei programmi e dei progetti promossi nell'ambito delle forme di cooperazione individuate dall'Accordo (articolo 4), le attività di istituzioni culturali e scolastiche nei due Paesi (articolo 5), il rafforzamento della collaborazione nel campo dell'istruzione mediante lo scambio di esperti, di informazioni e di documentazione sulle rispettive legislazioni, anche al fine di sottoscrivere accordi per il riconoscimento e l'equiparazione dei titoli universitari (articoli 6-7), e l'offerta di borse di studio (articolo 8).
  Specifica che l'Accordo impegna, inoltre, le Parti alla collaborazione reciproca nei settori editoriale, della musica, della danza, del teatro, del cinema, delle arti visive e dell'ambito radiotelevisivo (articoli 9-11), nonché ad impedire e reprimere l'importazione, l'esportazione ed il traffico illegale di opere d'arte (articolo 12). Ulteriori ambiti di collaborazione e di scambio di esperienze interessano i settori dello sport e della gioventù (articolo 13), i campi dei diritti umani e delle libertà civili e politiche, e quello delle pari opportunità e della tutela delle minoranze (articolo 14). A sua volta l'articolo 15 è volto a promuovere la cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi – in particolare nei campi delle tecnologie dell'informazione, delle telecomunicazioni, delle biotecnologie, dell'agricoltura e dell'industria alimentare, della salvaguardia dell'ambiente, della salute, dei trasporti, dell'energia e dei beni culturali – anche attraverso la conclusione di specifici accordi tra università, enti di ricerca e associazioni scientifiche dei due Paesi e la partecipazione congiunta a programmi multilaterali. Ulteriori articoli definiscono la collaborazione delle Parti nei settori dell'archeologia, dell'antropologia e delle scienze affini, della valorizzazione del patrimonio culturale, facilitando la permanenza e l'uscita di persone, di materiali e di attrezzature dai rispettivi territori e promuovendo la protezione della proprietà intellettuale (articoli 16-17).
  Segnala, in particolare, l'articolo 18 che si occupa della protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale derivanti dall'attuazione dell'Accordo nel rispetto degli accordi internazionali firmati da entrambe le parti che, se necessario, si possono consultare per facilitare nuove norme o accordi in materia. Osserva che viene disposto che le informazioni scientifiche e tecnologiche derivanti dall'attività cooperativa delle parti Pag. 102non saranno divulgati a terze parti senza consenso. Viene altresì stabilito l'impegno delle due Parti al trasferimento di tecnologie tra i rispettivi enti interessati, sempre nel rispetto dell'Accordo.
  Infine, evidenzia che l'articolo 19 istituisce una Commissione mista culturale, scientifica e tecnologica mentre l'articolo 20 stabilisce che l'Accordo sostituisce quelli citati del 1953 e del 2002.
  In conclusione, fa poi presente che il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Gli articoli 1 e 2 recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato plurinazionale di Bolivia, mentre i successivi articoli 3 e 4 prevedono disposizioni e clausole finanziarie. L'articolo 5 stabilisce l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere della relatrice.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, dà conto delle sostituzioni e pone in votazione la proposta di parere della relatrice.

  La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

DL 11/2023: Misure urgenti in materia di cessione dei crediti di cui all'articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
C. 889 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 21 marzo 2023.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore, on. Barabotti, ha svolto la sua relazione introduttiva ed è intervenuto, in sede di esame preliminare, il deputato Cappelletti il cui intervento si è interrotto a causa del concomitante avvio dei lavori dell'Assemblea.

  Emma PAVANELLI (M5S) intervenendo sull'ordine dei lavori fa presente che in apertura della seduta di ieri aveva evidenziato che l'inizio dei lavori dell'Assemblea era imminente ed aveva chiesto conferma che vi fosse il tempo necessario per l'esame del provvedimento in sede consultiva da parte della Commissione. Ricorda che nonostante che una rassicurazione in tal senso fosse stata data dalla vicepresidente Cavo, che presiedeva la seduta, dopo pochi minuti la seduta medesima veniva tolta in quanto l'Assemblea era in procinto di iniziare i suoi lavori e, pertanto, la Commissione doveva sospendere i propri con l'effetto di interrompere l'intervento che stava svolgendo il collega Cappelletti. Esprime rammarico per quanto accaduto ieri e sottolinea che, a suo avviso, la presidenza non ha operato nel pieno rispetto dei criteri di correttezza e imparzialità che dovrebbero contraddistinguerne l'azione.

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)-M), intervenendo sull'ordine dei lavori, conferma di aver sospeso i lavori della Commissione in quanto l'Assemblea era in procinto di iniziare la seduta e sottolinea di aver comunque evidenziato che il deputato Cappelletti avrebbe potuto proseguire il suo intervento, ove non ancora concluso, nel corso della seduta dedicata al seguito dell'esame del provvedimento in titolo già convocata per oggi.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, chiede al deputato Cappelletti se intende proseguire il suo intervento ovvero lo ritenga concluso.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S) ricorda innanzitutto quanto da lui evidenziato nella seduta di ieri in merito alla notizia giornalisticaPag. 103 secondo la quale il relatore del provvedimento in sede referente si troverebbe in una posizione di conflitto di interessi essendo la sua attività professionale connessa a possibili atti di compravendita dei crediti fiscali oggetto del provvedimento in esame, sottolineando che la questione se anche non dovesse coinvolgere profili di liceità potrebbe quanto meno essere rilevante sotto il profilo etico, cosa che come parlamentare lo mette francamente a disagio.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, evidenzia che la questione da lui posta potrà essere eventualmente sollevata presso la VI Commissione, competente in sede referente sul provvedimento.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S) fa presente di voler riepilogare le falsità che sono state utilizzate come argomento a fondamento del provvedimento in titolo per intervenire in materia di cessione dei crediti concernenti il cosiddetto «superbonus».
  Intende quindi innanzitutto sfatare il mito dell'eccessiva onerosità sulla finanza pubblica del credito di imposta cosiddetto «superbonus» nonché del buco di bilancio che questo avrebbe creato.
  Considera inoltre privo di senso continuare ad affermare che il «superbonus» costerebbe duemila euro pro capite agli italiani, anche per il solo fatto che moltiplicando tale cifra per il numero degli italiani si otterrebbe una cifra pari a 120 miliardi di euro.
  Evidenzia, in primo luogo, che solo una parte della cifra in questione è riferibile al «superbonus», circa il 50 per cento (la parte restante riguarda il complesso dei bonus), e poi che non viene considerato che l'incidenza della predetta misura deve essere distribuita su cinque anni e non su un anno solo.
  Inoltre sottolinea che dovrebbero essere tenuti in considerazione anche gli effetti prodotti dai lavori ad esso collegati. In tal senso ricorda che il Censis afferma che circa il 70 per cento di quanto investito grazie al «superbonus» torna allo Stato sotto forma di tasse e imposte ciò che, a suo avviso, consente di concludere che il peso sul cittadino potrebbe alla fine ammontare a circa 60 euro. Rimarca poi, altresì, che una grande parte della cifra in questione viene finanziata dagli 80 miliardi del PNRR.
  Fa presente inoltre che deve essere considerata una falsità anche quella relativa ai numeri diffusi concernenti le truffe conseguenti al «superbonus». La loro incidenza sul totale globale è addirittura inferiore all'1 per cento e il sistema dei controlli ha ridotto le occasioni per gli approfittatori.
  Sottolinea, inoltre, che dietro il provvedimento c'è una realtà costituita da 25.000 aziende e da 40.000 cantieri aperti. Osserva che la questione è così rilevante che anche esponenti dell'attuale maggioranza politica, solo pochi mesi fa, hanno avuto modo di segnalare l'esigenza di tutelare le aziende e le famiglie coinvolte e di evitare a tutti i costi il fallimento della rigenerazione del patrimonio edilizio italiano. In tal senso ricorda le posizioni assunte dall'allora leader di opposizione Giorgia Meloni, nel settembre del 2022, e dell'esponente della Lega Bagnai, che non più tardi del maggio 2022 riteneva che le notizie sulle truffe del «superbonus» fossero una «bufala» e che vedeva con favore la circolazione dei crediti di imposta connessi ad esso considerandoli come una moneta parallela e come prezioso strumento per la ripresa dell'economia. Ricorda, peraltro, che lo stesso presidente della X Commissione, Gusmeroli, nell'ottobre del 2021 riteneva che le misure del Governo pro tempore volte a tagliare i bonus e il sistema dello scontro in fattura avrebbe potuto fermare il mercato.
  Ritiene che intervenire sul superbonus nel momento in cui è stata approvata in fase ascendente la direttiva sulle case green sia un grande errore anche perché le misure in questione potrebbero rappresentare un'adeguata risposta proprio a quella direttiva.
  Sarebbe opportuno, a suo avviso, migliorare la misura rendendola strutturale perché a costo zero per lo Stato e, contemporaneamente, stimola la crescita del Pil. Osserva che sono possibili anche altre misure migliorative tra le quali la rimodulazionePag. 104 dei benefici in connessione alla tipologia degli interventi.
  Conclude, dopo aver sottolineato che mantenendo l'assetto definito nel provvedimento all'esame molte persone non potranno utilizzare uno strumento così importante, preannunciando la presentazione di una proposta di parere alternativo da parte del suo gruppo.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento.

  Andrea BARABOTTI (LEGA), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di parere alternativo (vedi allegato 4).

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Emma PAVANELLI (M5S) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Fabrizio BENZONI (A-IV-RE) annuncia il voto di astensione da parte del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Eleonora EVI (AVS) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Gianluca CARAMANNA (FDI) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Giorgia ANDREUZZA (LEGA) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Luca SQUERI (FI-PPE) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)-M) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, comunica che sarà posta in votazione la proposta di parere del relatore ricordando che, se questa risulterà approvata, la proposta di parere alternativo sarà preclusa.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 3).

  La seduta termina alle 15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 22 marzo 2023.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.05.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 22 marzo 2023. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro.

  La seduta comincia alle 15.05.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

5-00562 Squeri: Sul comparto della produzione di energia da biomasse.

  Luca SQUERI (FI-PPE) illustra la sua interrogazione, sottolineando che il contributo dato dalle biomasse al percorso di transizione energetica del nostro Paese è fondamentale. Esprime, pertanto, preoccupazione per il venir meno degli incentivi che potrebbero danneggiare una intera filieraPag. 105 causandone la cessazione delle attività.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

  Luca SQUERI (FI-PPE), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, sottolineando che seguirà con attenzione l'evolversi della situazione. Auspica, infine, che si dia quanto prima una risposta concreta a tutto il settore.

5-00563 Pavanelli: Sui tempi di adozione dei decreti attuativi sugli incentivi alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili previsti dalla direttiva cosiddetta RED II.

  Emma PAVANELLI (M5S) illustra l'interrogazione in titolo evidenziando che deve essere considerato come impegno categorico quello di puntare sulle energie rinnovabili perché questa è l'esigenza non solo dell'uomo ma di tutto il pianeta. A tale scopo sottolinea che le imprese hanno la necessità di conoscere con esattezza e tempestivamente il quadro giuridico di riferimento e di essere sostenute in questa necessaria transizione verde.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

  Emma PAVANELLI (M5S), replicando, si dichiara non totalmente soddisfatta soprattutto perché, come peraltro già accaduto in precedenti occasioni, si rinvia ad un momento successivo per fare chiarezza. Evidenzia che le imprese si trovano in difficoltà e che gli impianti non si programmano a vista dall'oggi al domani. Fa inoltre presente che sussistono diversità amministrative tra differenti regioni che rendono necessario e importante disporre un intervento chiarificatore a livello centrale.

5-00564 Peluffo: Sul ribasso del prezzo di riferimento per l'allocazione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili da parte del GSE.

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) rinuncia all'illustrazione della sua interrogazione.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 7).

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, nella misura in cui viene evidenziato il condivisibile intendimento di abbassare il prezzo di riferimento. Ritiene fondamentale però che il Governo intervenga in tempi rapidi, considerando che il 31 marzo scadranno i crediti di imposta a favore delle imprese: Tale circostanza costituirà un ulteriore grave fattore di rischio per la tenuta del tessuto produttivo del Paese.

5-00565 Benzoni: Sulle iniziative di competenza per favorire l'adesione dell'Italia all'accordo di cooperazione «Alleanza per il nucleare».

  Fabrizio BENZONI (A-IV-RE) illustra la sua interrogazione, volta a comprendere quale sia la posizione del Governo sulla strategia energetica nazionale. Si riferisce in particolare all'eventuale adesione dell'Italia all'alleanza per il nucleare, già sottoscritta da altri dodici paesi dell'Unione europea.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 8).

  Fabrizio BENZONI (A-IV-RE), replicando, apprende con favore l'apertura dimostrata del rappresentante del Governo sul tema oggetto della sua interrogazione. Al riguardo, segnala che il suo gruppo presenterà una risoluzione sui medesimi argomenti oggi trattati, di cui auspica un rapido avvio della discussione. Sottolinea Pag. 106che nella revisione del PNIEC si dovrebbe tenere conto della questione del nucleare al fine di rendere concretamente realizzabili gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione ivi contenuti.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

5-00566 Evi: Su questioni riguardanti la nave rigassificatrice di Piombino.

  Eleonora EVI (AVS) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 9).

  Eleonora EVI (AVS), replicando, si dichiara non soddisfatta della risposta del governo perché continuano a rimanere diverse criticità. Evidenzia, peraltro, che al momento mancherebbe l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), come sarebbe recentemente emerso in sede giurisdizionale al Tar. Segnala al proposito che è molto preoccupante quanto dichiarato dal governatore della Toscana secondo il quale la nave continuerà comunque a funzionare a prescindere da ciò che sarà deciso dal tribunale. Ritiene inoltre che debba cessare la perdurante narrazione fatta, secondo cui la nave rigassificatore sarebbe un simbolo di autosufficienza energetica, tanto che viene appellata come «nave della libertà», in quanto in realtà non serve a rendere autonomo il Paese ma contribuisce semmai a trasformarlo in un hub energetico tanto che attualmente l'Italia esporta gas.

5-00567 Zucconi: Iniziative per favorire lo sviluppo dei biocarburanti.

  Riccardo ZUCCONI (FDI) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Claudio BARBARO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 10).

  Riccardo ZUCCONI (FDI), replicando, si dichiara completamente soddisfatto della risposta esauriente del Governo. Apprezza in particolare quanto concerne l'azione che il Governo sta operando per modificare la metodologia utilizzata per il calcolo delle riduzioni di CO2, quanto riferito sulla disciplina dei nuovi obblighi di immissione in consumo di biocarburanti e sull'accesso ai fondi previsti. Ritiene, infine, che sarebbe opportuno che anche l'Europa prendesse indirizzi diversi sulla questione della carbon border tax, imponendo limiti eguali ai prodotti provenienti dall'esterno e dall'Europa.

  La seduta termina alle 15.40.