XVIII Legislatura

Giunta delle elezioni

Resoconto stenografico



Seduta n. 16 di Mercoledì 13 luglio 2022

INDICE

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA DIGITALIZZAZIONE DEL PROCEDIMENTO ELETTORALE AI FINI DELLE ATTIVITÀ DELLA GIUNTA PER LA VERIFICA DEI POTERI

Audizione di rappresentanti dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).
Giachetti Roberto , Presidente ... 3 
Reich Francesca , Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 3 
Imperatori Stefano , Direttore sviluppo business e soluzioni integrate dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 3 
Reich Francesca , Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 4 
Giachetti Roberto , Presidente ... 5 
Reich Francesca , Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 5 
Giachetti Roberto , Presidente ... 6 
Siragusa Elisa (Misto-EV-VE)  ... 6 
D'Ettore Felice Maurizio (Misto-VI-ICT)  ... 6 
Reich Francesca , Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 7 
Giachetti Roberto , Presidente ... 7 
Reich Francesca , Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ... 8 
Giachetti Roberto , Presidente ... 8 

Audizione di rappresentanti della Scuola superiore della Magistratura:
Giachetti Roberto , Presidente ... 8 
Grasso Gianluca , Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura ... 9 
Giachetti Roberto , Presidente ... 9 
Siragusa Elisa (Misto-EV-VE)  ... 10 
D'Ettore Felice Maurizio (Misto-VI-ICT)  ... 10 
Grasso Gianluca , Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura ... 11 
Alemanno Maria Soave (M5S)  ... 11 
Grasso Gianluca , Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura ... 11 
Giachetti Roberto , Presidente ... 11

Sigle dei gruppi parlamentari:
Lega - Salvini Premier: Lega;
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Partito Democratico: PD;
Forza Italia - Berlusconi Presidente: FI;
Insieme per il Futuro: IPF;
Fratelli d'Italia: FdI;
Italia Viva: IV;
Liberi e Uguali: LeU;
Misto: Misto;
Misto-Alternativa: Misto-A;
Misto-Vinciamo Italia-Italia al Centro con Toti: Misto-VI-ICT;
Misto-Coraggio Italia: Misto-CI;
Misto-Azione-+Europa-Radicali Italiani: Misto-A-+E-RI;
Misto-Centro Democratico: Misto-CD;
Misto-Europa Verde-Verdi Europei: Misto-EV-VE;
Misto-MAIE-PSI-Facciamoeco: Misto-MAIE-PSI-FE;
Misto-Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento ADC: Misto-NcI-USEI-R-AC;
Misto-Manifesta, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea: Misto-M-PP-RCSE;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ROBERTO GIACHETTI

  La seduta comincia alle 14.

Audizione di rappresentanti dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dei rappresentanti dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. L'audizione si colloca nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla digitalizzazione del procedimento elettorale ai fini delle attività della Giunta per la verifica dei poteri. Ringrazio l'ingegnere Francesca Reich, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per avere accolto prontamente l'invito della Giunta a intervenire alla seduta odierna. Comunico che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche dalla trasmissione sulla web-tv della Camera.
  Invito, quindi, la dottoressa Reich a svolgere la sua relazione.

  FRANCESCA REICH, Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Buongiorno a tutti e grazie di averci interpellato. Partirei innanzitutto dal raccontare qual è il ruolo, a oggi, del Poligrafico in relazione al servizio elettorale. Credo che il Poligrafico sia l'unico soggetto in grado di garantire tutte le attività afferenti o sottostanti il servizio elettorale. In particolar modo, la prima attività è quella di riuscire a coordinare tutte le attività per la produzione del materiale necessario per il servizio elettorale. Il Poligrafico garantisce la produzione dei moduli cartacei, ma anche di tutto il materiale come urne, registri e tutto quello che serve per garantire il servizio; si fa cura della spedizione alle prefetture, che poi coordinano la sottostante distribuzione a livello locale; garantisce l'immagazzinamento e lo stoccaggio, quando il materiale è un semilavorato in tutte le fasi della fase di approvvigionamento; e garantisce anche il materiale nonché la rendicontazione al Ministero dell'economia e delle finanze del materiale afferente le elezioni a copertura delle spese pubbliche a valere sul capitolo del Ministero dell'interno. Inoltre, il Poligrafico copre tutte tipologie di elezioni, quindi sia Parlamento europeo che le politiche, le suppletive, il referendum, le amministrative e le regionali e tendenzialmente mantiene i rapporti con molte istituzioni: con il Ministero dell'interno e con le prefetture proprio per garantire il flusso, con le regioni nei casi riguardanti il relativo processo elettorale, con il Ministero dell'economia e delle finanze per la rendicontazione sui capitoli della spesa pubblica, con il Ministero degli affari esteri per i voti all'estero e con la Corte d'appello nei casi di scrutinio dei seggi elettorali per gli italiani residenti all'estero.
  Cederei ora la parola all'ingegner Imperatori che illustrerà tutte le fasi e il supporto del Poligrafico inerentemente al servizio elettorale.

  STEFANO IMPERATORI, Direttore sviluppo business e soluzioni integrate dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS). Buongiorno, presidente. Buongiorno a tutti. Il processo elettorale, a seconda della parte Italia o della parte estera, avviene in modalità differenti. Volevamo darvi alcuni elementi anche numerici di quella che è la complessità del processo elettorale che viene gestito.
  Per quello che riguarda la parte dell'approvvigionamento del materiale elettorale per l'Italia, facendo l'esempio delle ultime Pag. 4elezioni politiche, sono stati allestiti 61.500 seggi elettorali, all'interno dei quali sono state distribuite in tutto 125 mila urne. Per quello che riguarda la parte di materiale utilizzato, sono stati forniti 85 mila pacchi di cancelleria che comprendono, ad esempio, le matite per poter effettuare il voto sulla scheda e in tutto sono stati forniti 3,5 milioni di buste e bustoni, materiale necessario per tutta la parte di rendicontazione delle procedure di voto, che viene stoccato per eventuali riconteggi.
  Come diceva l'amministratore delegato, per quello che riguarda la parte della modulistica, ovvero quello che è il manuale che viene dato al presidente e a tutti quanti gli operatori del seggio elettorale, sono stati forniti in tutto 130 modelli differenti, per circa 3,7 milioni di pezzi distribuiti che comprendono anche le tabelle di scrutinio e tutto il materiale necessario per la rendicontazione del voto. In particolare, ogni anno vengono prodotte anche le tessere elettorali, quelle che abilitano l'elettore a poter votare, prodotte dal Poligrafico in quanto carte valori dello Stato. Si tratta di circa 7 milioni di tessere elettorali che annualmente vengono prodotte.
  Nel 2017 abbiamo visto con il cambio della legge l'introduzione del taglio antifrode, voluto per incrementare ulteriormente la sicurezza delle schede di voto. Il Poligrafico nell'arco di un mese ha prodotto 210 milioni di contrassegni antifrode, anch'essi elementi di sicurezza, che hanno aggiunto una complessità alle schede, perché c'era un'appendice. È stato fatto un grande lavoro per poter coordinare sul territorio tutte le tipografie affinché stampassero correttamente questo tipo di nuova caratteristica di sicurezza.
  Da ultimo vengono prodotti le schede e i manifesti. Nelle ultime elezioni politiche abbiamo prodotto 122 milioni di schede, mentre sono stati prodotti circa un milione e 200 mila manifesti elettorali.
  Per quello che concerne l'organizzazione del lavoro, per motivi di urgenza e anche di tempistiche il Poligrafico effettua la selezione sul territorio di tipografie che vengono accreditate alla Prefettura, alle quali affida la produzione su carta prodotta dal Poligrafico delle schede elettorali, ed effettua un controllo e puntuale rendiconto e verifica delle schede che vengono prodotte.
  Per quello che riguarda la parte dell'estero, bisogna distinguere le consultazioni politiche e il referendum rispetto a quelle europee. In particolare, per le consultazioni politiche e i referendum, per i quali il voto è espresso per corrispondenza, il materiale viene interamente prodotto direttamente dai consolati, a parte alcune tipologie di materiali che vengono prodotte in Italia, destinate agli elettori che si trovano in sedi disagiate o all'interno di territori di guerra.
  Per darvi contezza di qualche numero, il Poligrafico ha prodotto in 48 ore, da quando abbiamo ricevuto il visto di stampa alla consegna alla Farnesina, che ha prontamente inviato questi plichi, 30 mila pacchi, contenenti i kit intestati e indirizzati agli elettori che erano all'estero. Sapete come è costituito il kit di votazione: ci sono due buste, le schede che vengono poi inserite all'interno della busta e viene corredato del certificato e del tagliando elettorale.
  Per quello che riguarda le votazioni di tipo europeo, tutto il materiale, anche per la parte degli esteri viene prodotto da parte del Poligrafico. Questa è, in sintesi, l'organizzazione delle due attività per quello che riguarda il voto dei cittadini in Italia e quello dei cittadini residenti all'estero.

  FRANCESCA REICH, Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Credo che il tema oggetto dell'indagine conoscitiva fosse anche in un'ottica di proposte del Poligrafico per migliorare il processo di voto. In questo senso noi individuiamo quattro aree di evoluzione e probabilmente di miglioramento. C'è un capitolo che parla di potenziali facilitazioni per l'elettore. Il tema è sicuramente un tema di affiancamento: accanto a una tessera fisica si può iniziare a prevedere una tessera elettorale digitale. Ovviamente si parla di affiancamento, perché ci sono delle persone che oggi non sono digital savvy o comunque non sono ancora in grado di avere un processo completamentePag. 5 digitale, però ci sono persone che potrebbero farlo con ovvie facilitazioni. Si può pensare di veicolare attraverso questa tessera elettorale digitale anche informazioni su qual è la sezione del voto e il relativo indirizzo. Non è solo un certificato che dice: «Io sono il votante», ma c'è anche qualcosa che deve aggiungere – secondo noi questo è il valore aggiunto non sostituibile della tessera – le indicazioni chiare di dove si deve andare a votare.
  Ci sono sicuramente degli interventi che possono andare a semplificare le operazioni di seggio, ovviamente qualcosa che va a fare una identificazione automatica. Se stiamo viaggiando verso una popolazione italiana che ha quasi al 100 per cento la carta d'identità elettronica, ci può essere qualcosa come lettori o qualcosa di automatico in modo tale che le operazioni possano essere più semplici, anche in termini numerici, di addetti al seggio. È ovvio che se si attende quando le carte di identità elettroniche saranno al 100 per cento questo sarà sicuramente vero, ma potrebbe anche prevedersi un registro digitale dei votanti, andando a parlare di anagrafe unica per semplificare l'operazione di trasmissione e rendicontazione dei votanti. L'unico aspetto che segnaliamo, quando iniziamo a parlare di digitalizzazione dei seggi, è che si tratta di un investimento che all'inizio dovrà continuare ad affiancare il cartaceo. L'elemento di attenzione che vi diamo è che tutti i seggi dovrebbero essere dotati almeno di un tablet, quindi è un'iniziativa che, almeno all'inizio, prevede un investimento rilevante.
  Pensiamo che tutto il digitale possa migliorare anche l'atto di comunicazione verso i cittadini, come, ad esempio, informare su quali sono le liste, consentendo loro uno studio che probabilmente è più esaustivo e anche comodo, da casa, in modo tale che quando si arriva al seggio siano già molto chiare le alternative e forse è più facile esprimere il voto.
  In un terreno dibattuto come quello che può essere l'ambito digitale applicato al voto tout court, noi vediamo almeno due aree di miglioramento, se applicate. Suggeriamo di fare uno studio di fattibilità su due ambiti rivolti quantomeno, o solo, in questo frangente al voto all'estero: il primo consiste nelle procedure che possono rafforzare la verifica del diritto al voto, quindi qualcosa come il QR code o qualcosa di analogo al certificato che possa meglio identificare il complesso dei votanti o chi sta votando; il secondo – qua parliamo veramente di uno studio di fattibilità o comunque di un'analisi – consiste nell'iniziare a procedere almeno per il voto all'estero, che secondo noi ha caratteristiche diverse da quello in Italia, avviando uno studio di fattibilità verso il voto elettronico.

  PRESIDENTE. In una indagine conoscitiva che abbiamo svolto da poco sul tema del voto all'estero siamo tutti arrivati alla conclusione che il modo migliore per garantirne la certezza sarebbe il voto elettronico, che lei giustamente indica come possibile punto di arrivo, ma ci è stato rappresentato, anche dal Ministero dell'interno, che ancora i margini per garantire la sicurezza rispetto alla procedura del voto elettronico sono molto ampi. Quello è il punto di approdo migliore, ma ancora non siamo in condizioni di farlo. A questo fine volevo fare io una domanda: anche nella parte che potrebbe essere per noi più interessante, che è quella della tessera digitale, a vostro avviso potremmo trovare le stesse obiezioni che ci sono state fatte sul tema della sicurezza? Siccome voi facevate riferimento al voto elettronico, mi domandavo se questo tema della sicurezza potrebbe emergere anche su una questione che secondo me sarebbe molto utile quale è la tessera digitale.

  FRANCESCA REICH, Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Faccio una premessa: la tessera elettorale è un documento di certificazione al voto e non è un documento identificativo. Secondo me questo è un distinguo importante da fare, perché ai fini dell'identificazione deve comunque essere esibito un documento di identità. Tuttavia, la tessera elettorale facilita il fatto che su un registro venga certificato che l'elettore ha votato. Credo che la sperimentazione Pag. 6possa avere un avvio. È chiaro che poi ci vogliono dei lettori, quindi torniamo sempre al tema che bisogna fare i conti con degli investimenti da effettuare.

  PRESIDENTE. Ci sarà, immagino, anche un problema di formazione del personale, perché probabilmente la procedura è un po' diversa.

  ELISA SIRAGUSA. Proprio sul voto elettronico, questa mattina nel Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese della Commissione affari esteri si è svolta l'audizione del direttore per gli italiani all'estero e le politiche migratorie Vignali, che ha rappresentato al Comitato gli esiti della sperimentazione del voto elettronico per quanto riguarda l'elezione dei Comites. Anche in questa audizione sono state evidenziate delle criticità, ma è emerso che per ogni criticità c'è una soluzione tecnica. Il punto vero è quello di investire nel voto elettronico.
  Semplicemente, basandoci sulle elezioni dei Comites, emerge un dato importante. Io sono sostenitrice dell'inversione dell'opzione di voto, estesa anche ai referendum e alle politiche nazionali. Ad oggi l'inversione dell'opzione di voto esiste solo per l'elezione dei Comites. Queste elezioni dei Comites, a cui ha partecipato circa il 3 per cento degli aventi diritto, sono costate, con la sperimentazione del voto elettronico, 9 milioni di euro. Proprio oggi in audizione si parlava del fatto che togliere l'inversione dell'opzione di voto nelle elezioni dei Comites porterebbe il costo per l'Italia da 9 milioni a 30/40 milioni di euro.
  Sappiamo benissimo che l'organizzazione del voto all'estero, per l'ultima consultazione referendaria, è costata circa 30 milioni di euro per una partecipazione al voto del 16 per cento. Questo vuol dire che l'80 per cento di quello che noi spendiamo nel voto per corrispondenza all'estero, in termini non solo economici ma anche organizzativi, è sostanzialmente sprecato.
  Quell'80 per cento che oggi «sprechiamo» – lo dico tra virgolette perché la democrazia non è mai uno spreco e su questo siamo tutti d'accordo, ma secondo me ci sono modi più efficienti di gestire la democrazia – può diventare un investimento nel voto elettronico, perché siamo tutti d'accordo che quella è la via. Il voto elettronico significa anche dotare i seggi di un eventuale tablet e di eventuali lettori elettronici.
  Per quanto riguarda la modifica del voto estero, abbiamo parlato anche di quanto sarebbe importante, nel momento in cui esiste un voto per corrispondenza dove non si sa chi vota, non si sa se il plico arriva, non si sa se il plico arriva all'elettore e non si sa se il plico arriva a destinazione nel seggio elettorale, avere almeno un tracciamento del plico. Per fare questo serve tutto un apparato che è quello di lettori elettronici ed altri strumenti. È ovvio che ci sia una necessità finanziaria, però credo anche che sia un investimento nella democrazia.

  FELICE MAURIZIO D'ETTORE. Ringrazio dell'audizione, della vostra disponibilità e degli elementi sollevati. Ho visto anche delle tabelle e vi chiedo se ce le potete lasciare, visto che stiamo facendo questa indagine approfondendo ogni punto di vista.
  Sul voto elettronico, anche in Commissione affari costituzionali c'è un lungo e approfondito dibattito. Probabilmente bisognerà fare nuove audizioni anche su questo tema, perché abbiamo già approvato l'ordine del giorno che è stato portato dal Presidente Giachetti in Aula, chiarendo che riguardava – poiché non avevano capito bene completamente quale era l'indirizzo – l'identificazione dell'elettore, che è un altro tema.
  Per capirci meglio, sto cominciando a parlare con i colleghi eletti all'estero, oltre che con l'on. Siragusa, qui presente, anche con altri. Seguo spesso gli interventi dell'on. Siragusa, che è sempre presente in tutte le Commissioni e su questo tema abbiamo già un quadro. Riesco a parlare con chi riesco a capire che parla in italiano, perché con qualcun altro ho visto che è complicato pure capire di che parliamo.
  Alcuni colleghi fanno presente che, ad esempio, chi è eletto in una circoscrizione che va dall'Australia a Israele si trova evidentemente in una situazione del tutto particolare, per la quale non è così semplice Pag. 7poi trovare tutti gli elementi ai fini dell'identificazione degli elettori votanti e soprattutto del controllo della correttezza dell'utilizzo del sistema del voto per posta, che è il tema centrale.
  Anche il vostro contributo non è meramente formale: l'avete presentato in parte come fornitura di materiali, ma il tema è anche quello del controllo e di quali sono gli enti che possono svolgere questo ruolo. La loro attività potrebbe essere molto rilevante da questo punto di vista, rappresentare cioè quel tassello che mancava.
  Noi ci troviamo in una difficoltà vera, che è quella di fare comprendere a tutti, alla stessa Assemblea, la rilevanza del lavoro che stiamo facendo ai fini della composizione di un procedimento elettorale che sia conforme alle regole di genuinità, di correttezza e di serietà nell'approccio, perché poi quelli che vanno a votare rispetto agli aventi diritto, quelli che potrebbero iscriversi, sono un numero ridottissimo, per non parlare poi della percentuale di partecipazione al voto. Questo può comportare anche delle illecità, come abbiamo anche riscontrato e verificato in passato.
  Penso che questa indagine e anche il vostro contributo siano importanti. Vi chiedo se voi potete essere uno di quegli elementi tra le istituzioni che possono essere di rilievo per fare comprendere bene qual è il tema e quali sono i problemi da affrontare e come praticamente e concretamente poterli risolvere. Abbiamo il fronte estremo – che ha già le soluzioni, ovvero il voto elettronico – e poi c'è il fronte di quelli più moderati per natura, che cerca di trovare delle soluzioni, e penso che, dopo queste indagini e questo lavoro, perché è la prima volta che è stato fatto, dovremmo riuscire a fare almeno la norma sul tema dell'identificazione. La difficoltà che ha avuto il Presidente in Aula rispetto ai pareri del Governo è esemplificativa: stavo uscendo dall'Aula e, conoscendo le mie reazioni, ho detto «basta, me ne vado e buonanotte!». Il Presidente più volte ha dovuto far capire il tema oggetto dell'ordine del giorno presentato al rappresentante del Governo che esprimeva i pareri; quindi vuol dire che siamo ancora indietro. Ecco perché è importante il vostro compito come istituzione, e suo come amministratore, di far comprendere le necessità, perché il vostro compito istituzionale non è quello di dover supplire, bensì dovete avere indicazioni e norme che vi consentano di operare; da questo punto di vista, se ci sono proposte di carattere normativo o indicazioni anche da parte vostra, noi le accogliamo. Il Presidente sta facendo anche questa raccolta di intendimenti e proposte per poi trovarci a fare, eventualmente, un testo, se fosse necessario.

  FRANCESCA REICH, Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Grazie, grazie tantissimo. Il senso di quello che vi abbiamo raccontato oggi è proprio mirato a farvi capire l'estensione del ruolo che gioca e la complessità che sa incorporare il Poligrafico nel risolvere un tema molto importante. Siamo stati già convocati e quello che volevamo trasmettervi è che siamo in grado di capire delle esigenze e risolverle nel mondo fisico, quindi sul tema dell'identificazione degli elettori e della verifica più certa del diritto al voto abbiamo un parco di soluzioni. Noi non solo immettiamo le carte di identità elettroniche, ma facciamo anche tutta una serie di servizi digitali. Su tante tematiche siamo in grado di operare certificazioni, quindi crediamo di essere un buon partner in questo percorso e siamo grati a voi di averci consultato in questo frangente.

  PRESIDENTE. Tenga conto che, proprio per chiarirci, l'ordine del giorno di cui parlava il collega D'Ettore era finalizzato al tema dell'identificazione degli elettori italiani all'estero, perché lì prima ancora che un problema di trasmissione di dati abbiamo un problema di certezza del voto, come lei sa perfettamente. La difficoltà che abbiamo avuto è che avevamo previsto, nell'ordine del giorno, l'inserimento di strumenti quali il QR code e anche lo SPID (che tra l'altro diventerà obbligatorio per tutti). Lo avevamo fatto, addirittura, prevedendo la sperimentazione per le prossime elezioni dell'uso di tali strumenti, che sarebbe poi andato probabilmente a regime nelle elezioniPag. 8 successive, ma il Governo era un po' titubante. Era un ordine del giorno, non un emendamento, ma c'è evidentemente una resistenza da parte delle strutture a delle innovazioni che obiettivamente comportano anche una riorganizzazione del lavoro.
  Tenga conto che questa indagine, invece, è finalizzata a un altro problema – glielo dico perché è molto importante – quello della digitalizzazione del procedimento elettorale per rendere più veloce la verifica dei risultati elettorali. A questo fine assumono importanza elementi quali, per esempio, la tessera digitale, perché abbiamo constatato che – a prescindere dalle elezioni degli italiani all'estero che presentano i particolari problemi di cui tratta anche il citato ordine del giorno – tutta la procedura che riguarda lo spoglio necessita di miglioramenti. La Giunta termina la verifica dei risultati elettorali, per la convalida dei deputati, dopo due anni dall'inizio della legislatura, proprio perché i dati di spoglio sono scritti male, riportati male e si devono andare a richiedere agli uffici elettorali dei comuni le copie dei verbali in loro possesso, nonché consultare ulteriore documentazione. Con le proporzioni che avrà il prossimo Parlamento, con la riduzione dei parlamentari a 400 alla Camera e 200 al Senato, se accade quello che è successo in questa legislatura – ovvero che, dopo la verifica, è risultato che alcuni deputati erano stati proclamati in collegi nei quali il seggio spettava ad altra lista rispetto a quella nella quale erano candidati – il rischio è che l'eventuale annullamento dell'elezione di due o tre candidati, con la proclamazione al loro posto di candidati di altre liste, possa cambiare la maggioranza all'interno della Camera e del Senato. Quindi c'è un'esigenza che noi ci poniamo, in vista della prossima legislatura, di velocizzare molto di più la possibilità di verifica da parte della Giunta delle elezioni di quelli che sono i risultati elettorali. Per fare questo abbiamo bisogno di un sistema che deve essere molto più avanzato di quanto non sia quello che abbiamo adesso. In questo senso vanno alcune indicazioni, non solo per gli italiani all'estero, che voi ci avete dato. Mi rendo perfettamente conto che, con la tessera elettorale digitale, avremmo bisogno di tablet, di investimenti e probabilmente anche di un minimo di formazione. Forse non ci sono i tempi per garantire tutto questo per le prossime elezioni, tuttavia iniziare un percorso che individui possibili soluzioni per velocizzare le procedure, o magari in modo sperimentale provare a fare qualcosa per le prossime elezioni, potrebbe essere una cosa utile.

  FRANCESCA REICH, Amministratore Delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), Sicuramente si parla di investimenti, ma poi gli investimenti si ammortizzano e sono per il futuro. Sicuramente parliamo di un sistema che sarà duplice, perché noi non possiamo pensare che tutti siano digitali a oggi; secondo me non ci sono le condizioni. Purtroppo si parlerà di un investimento e un costo. Siamo in audizione, quindi noi vi diciamo gli elementi di attenzione. Ci sono alcune cose – abbiamo parlato anche di sicurezza – che secondo noi sono più sicure e che sono già su un percorso avviato, per cui si tratta casomai di accelerare, di trovare i fondi, anche per la formazione, ma ci sono altre cose che presentano profili problematici, anche in tema di sicurezza, che vanno risolti e che hanno, quindi, dei tempi meno certi.

  PRESIDENTE Benissimo. Io penso che sia stata molto utile questa audizione e ringrazio l'ingegnere Reich e l'ingegnere Imperatori.

Audizione di rappresentanti della Scuola superiore della Magistratura.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione di rappresentanti della Scuola Superiore della Magistratura. Ringrazio il dottor Gianluca Grasso, componente del Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura per avere voluto accogliere l'invito della Giunta di intervenire nell'audizione odierna, dedicata a un'analisi sulla digitalizzazione del procedimento Pag. 9elettorale ai fini dell'attività della Giunta per la verifica dei poteri.
  La pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche dalla trasmissione sulla web-tv della Camera. Prego, dottor Grasso, può svolgere la sua relazione.

  GIANLUCA GRASSO, Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura. Buon pomeriggio. Come componente della Scuola superiore della Magistratura riferirò alla Giunta sulla questione che più specificamente interessa la Scuola, ovvero la formazione dei magistrati, essendo una scuola competente per legge a svolgere l'attività di formazione dell'ordine giudiziario. Corsi sulla formazione finalizzati allo svolgimento del ruolo di componenti degli Uffici centrali elettorali non sono mai stati realizzati finora perché non se ne è avvertita l'esigenza specifica, anche in quanto attività di tipo prevalentemente amministrativo che viene delegata all'autorità giudiziaria.
  Facendo una riflessione, nel Comitato direttivo della Scuola è emersa la possibilità di poterli realizzare immaginando la modalità più utile ed effettiva per consentire poi un'utilità specifica per chi va a comporre queste Commissioni, che in genere vengono composte su indicazione dei dirigenti degli uffici qualche giorno prima o qualche settimana prima del momento del loro insediamento. I tempi sono molto ristretti, da quando c'è il provvedimento di assegnazione alla Commissione di verifica all'inizio delle attività.
  Da quanto comprendo, avete registrato una serie di errori o di criticità per quanto concerne questa attività di validazione. L'idea potrebbe essere quella di immaginare un percorso mirato di formazione attraverso la registrazione di video lezioni, che potremmo organizzare preventivamente dal punto di vista scientifico anche in raccordo con la stessa Camera, sentendo il Ministero dell'interno, prevedendo qualche sessione di interventi da registrare presso la sede della Scuola da potere mettere a disposizione liberamente. Abbiamo, infatti, sia il sito internet sia l'applicazione Moodle, che utilizziamo per una formazione di tipo asincrono, poiché – anche a causa della pandemia – abbiamo sviluppato molto l'applicazione delle nuove tecnologie alle modalità di formazione. Questa potrebbe essere un'idea che è emersa discutendo all'interno del Comitato direttivo al riguardo, individuando quelli che sono i temi di maggiore interesse in modo tale da avere un pacchetto di corso di inquadramento generale, e poi magari mirato sulle criticità che sono emerse, così da realizzare effettivamente un'attività formativa mirata e specifica, avvisando per tempo i capi degli uffici che c'è questa disponibilità in modo da consentire poi un accesso puntuale e capillare.
  L'altro problema è che non è una formazione mirata a un determinato ufficio giudiziario, poiché interessa l'insieme degli uffici. Considerando l'ampiezza dei destinatari e la ristrettezza dei tempi, ci è parso che forse quella che ho descritto potrebbe essere la modalità più adeguata per raggiungere l'obiettivo prefissato, mettendo a disposizione la documentazione, integrando una formazione video con una formazione di tipo documentale. Queste sono le idee che ci sono venute in mente a seguito della vostra sollecitazione.

  PRESIDENTE. Questo a mio avviso è molto interessante. Immagino che lei avrebbe potuto chiudere il suo intervento dicendo «se la legge elettorale rimane questa», perché presumo che uno dei problemi che ci si trova di fronte è che se la legge viene modificata a ridosso delle elezioni, tutto questo necessario lavoro di cui lei parla rischia di dover essere ricominciato dall'inizio con tempi ancora più ristretti. La Giunta ha ritenuto di svolgere la presente indagine conoscitiva perché ci si è resi conto che la verifica dei risultati elettorali, che la Giunta deve fare ai fini della convalida dei deputati (e al Senato dei senatori), attraverso le modalità attuali di svolgimento delle operazioni elettorali comporta che, realisticamente, prima di un paio di anni non siamo in grado di convalidare per tutte le elezioni dei deputati. Questo avviene per tutte le verifiche che è necessario fare, come lei può immaginare. Pertanto, tutto ciò che può sicuramente Pag. 10aiutare nel limitare in origine errori che, a loro volta, comportano il moltiplicarsi dei tempi della verifica da parte della Giunta, è sicuramente una cosa utile.

  ELISA SIRAGUSA. Aggiungo semplicemente una cosa. Secondo me l'aspetto della formazione è fondamentale in tutte le fasi del procedimento elettorale, anche per quanto riguarda gli stessi membri che compongono un seggio elettorale. Gestire un seggio elettorale non è facile. Io ho fatto esperienza di seggio elettorale e mi ricordo che il manuale delle istruzioni, che deve essere studiato, è messo a disposizione solo il giorno prima. Gestire un seggio elettorale richiede molta responsabilità e si presta a eventuali errori ed eventuali imprecisioni, specialmente se non c'è un punto di riferimento a cui chiedere o con cui confrontarsi su come procedere. Secondo me l'aspetto della formazione sul procedimento elettorale, che riguarda la democrazia di un Paese, deve essere fondamentale. Ha ragione il Presidente quando dice che poi, quando cambia la legge elettorale, tutto il procedimento cambia e ci ritroviamo che a ogni elezione c'è un diverso tipo di approccio. Sicuramente è fondamentale andare verso una direzione che comporti almeno che le persone che sono addette a gestire il procedimento sappiano quello che stanno facendo.

  FELICE MAURIZIO D'ETTORE. Io credo che, proprio perché la specialità del procedimento elettorale, la tecnicalità del procedimento e la sua complessità sono rimesse in più momenti alla valutazione giudiziale, che mi sembra essere quella che determina gli effetti finali, per i magistrati più formazione c'è, meglio è. Può essere utile, è un elemento in più. Si chiama «scuola», quindi è evidente che è adibita alla formazione. Tra l'altro io ho anche avuto modo di collaborare con la Scuola, in quanto insegno all'Università di Firenze.
  Penso che sia la sollecitazione che viene da noi che l'audizione che facciamo è in vista di una comprensione maggiore di temi che sono centrali nel procedimento elettorale e che richiedono un approfondimento sin dalla formazione dei seggi e dalla fase valutativa successiva.
  Mi dicevano in queste ore che nelle elezioni comunali di un comune che sta sul mare si sono accorti che hanno votato persone e marinai che stanno in mare per sei mesi od otto mesi. Se ne sono accorti ora e lo stanno segnalando alla prefettura. Poi c'è tutta la parte del procedimento elettorale che non è più nella giustizia amministrativa, ma nella giustizia ordinaria, anche le impugnative. C'è tutta una necessità di approfondire, come fanno gli avvocati che si specializzano. Credo quindi che ci sia la necessità di aprire un fronte da parte vostra di natura formativa proprio per le competenze che la giustizia ordinaria sempre di più ha su questi temi.
  Abbiamo avuto audizioni interessantissime, con persone di grandissima competenza, come presidenti della Corte d'appello, che, se leggete i resoconti, ci hanno dato indicazioni di grandissima rilevanza sul piano tecnico e sul piano giuridico, e ci hanno indicato alcune soluzioni rispetto a problematiche serie. Voi avete già all'interno della magistratura competenze molto alte su questo tema.
  La formazione dei magistrati mi sembra più che opportuna, perché formarsi e studiare altre cose fa sempre bene. Io continuo a farlo e insegno all'università. Anche in Parlamento uno dovrebbe leggersi i provvedimenti e le norme, qualcuno ancora lo fa. Ci sono quelli che dicono: «qual è il provvedimento che abbiamo oggi in Aula?», se lo vanno a vedere e se lo studiano. Questo vale anche per i magistrati, perché un magistrato potrà nella sua carriera affrontare anche questioni legate alle elezioni. Parlando con giovani magistrati, con cui mi diletto ogni tanto – qualcuno che si è laureato con me e continuo a sentire – ho notato che c'è un grande interesse a queste questioni e vicende. Voi avete persone già formate.
  Sono ripetitivo su questo, ma a volte ho capito che serve. Con il Presidente Giacchetti in Aula ripetiamo cinquanta volte la stessa cosa, ma alla fine capiscono di che parliamo. Credo che, proprio dalle audizioni che noi abbiamo avuto, abbiamo compresoPag. 11 che c'è una grandissima competenza, della quale noi avevamo bisogno. Qui abbiamo la forza di avere il funzionario o il personale di altissimo livello che ci aiuta, ma in questo confronto che abbiamo avuto fra la struttura della Camera – la Giunta delle elezioni è molto tecnica in questo – e i magistrati siamo arrivati veramente a poter proporre soluzioni importanti. Anche utilizzare nella vostra formazione la Camera o il Senato, quelli che lavorano nelle Giunte delle elezioni, non sarebbe male, perché non c'è niente di male a parlare con la politica. A breve eleggeremo i membri del Consiglio superiore della Magistratura. Credo che la collaborazione con le Camere possa essere importante nella formazione, perché è un procedimento specialistico ma che sta diventando sempre più rilevante e, come ha detto il Presidente Giachetti nella precedente audizione, ci troviamo di fronte a situazioni che devono trovare delle soluzioni. Grazie. La mia non era una domanda, ma una sollecitazione.

  GIANLUCA GRASSO, Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura. Noi abbiamo fatto una riflessione ad alta voce, perché non ci eravamo mai posti il problema prima dell'interlocuzione che è avvenuta. Si immaginava, senza dubbio, il coinvolgimento di professionalità plurali, ovviamente anche da parte delle istituzioni parlamentari, di giudici amministrativi e ordinari, del Ministro dell'interno.

  MARIA SOAVE ALEMANNO. Volevo fare soltanto una considerazione a carattere un po' più largo. Ringrazio il dott. Grasso per quello che poc'anzi ci ha detto. Chiaramente il coinvolgimento della scuola di formazione sarebbe ottimale, proprio per formare quella cultura necessaria per approcciarsi poi a qualunque competizione elettorale. In questo momento mi sovviene in mente un tema che forse dobbiamo affrontare: le ultime competizioni elettorali a carattere comunale ci hanno evidenziato il problema di avere la rinuncia da parte di tantissimi presidenti nel momento in cui si costituivano i seggi. Oggi la prima domanda che mi viene in mente è: come potremmo fare a formare e a dare conoscenza del compito a cui sono chiamati i presidenti o coloro i quali costituiscono un seggio, se purtroppo siamo davanti a un problema di questa importanza, così rilevante? È una domanda che le pongo, ma è una riflessione per tutti noi. Non ho una risposta, però è questa la sensibilità che avevo colto in questo momento. Grazie.

  GIANLUCA GRASSO, Componente del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura. È un problema evidente sia di cultura civica che di rispetto delle regole. Sul punto non posso dare una risposta puntuale, perché il tema fuoriesce dalla specificità della missione della Scuola, ma sicuramente bisogna agire. Come in tutte le cose le regole ci vogliono, però è una questione anche culturale. Possiamo scrivere le leggi, ma se non c'è la cultura e quel senso civico, possiamo scrivere quello che vogliamo ma diventano delle grida. Sicuramente è una questione anche di senso civico.

  PRESIDENTE. Se non ci sono altre domande, ringrazio il dottor Grasso per il contributo fornito alla Giunta e dichiaro conclusa l'audizione. La seduta è tolta.

  La seduta termina alle 14.50.