XVIII Legislatura

VIII Commissione

Resoconto stenografico



Seduta n. 6 di Martedì 12 febbraio 2019

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Benvenuto Alessandro Manuel , Presidente ... 3 

INDAGINE CONOSCITIVA SUI RAPPORTI CONVENZIONALI TRA IL CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI (CONAI) E L'ANCI, ALLA LUCE DELLA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI DA IMBALLAGGIO

Audizione di rappresentanti del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP).
Benvenuto Alessandro Manuel , Presidente ... 3 
De Benedittis Cosimo Damiano , direttore generale del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP) ... 3 
Benvenuto Alessandro Manuel , Presidente ... 6 

ALLEGATO – Documentazione depositata dai rappresentanti del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP) ... 7

Sigle dei gruppi parlamentari:
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Partito Democratico: PD;
Forza Italia - Berlusconi Presidente: FI;
Fratelli d'Italia: FdI;
Liberi e Uguali: LeU;
Misto: Misto;
Misto-MAIE-Movimento Associativo Italiani all'Estero-Sogno Italia: Misto-MAIE-SI;
Misto-Civica Popolare-AP-PSI-Area Civica: Misto-CP-A-PS-A;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-Noi con l'Italia-USEI: Misto-NcI-USEI;
Misto-+Europa-Centro Democratico: Misto-+E-CD.

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ALESSANDRO MANUEL BENVENUTO

  La seduta comincia alle 10.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione di rappresentanti del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti convenzionali tra il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) e l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) alla luce della nuova normativa in materia di raccolta e gestione dei rifiuti da imballaggio, l'audizione di rappresentanti del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP).
  Do la parola al direttore generale, Cosimo Damiano De Benedittis, per lo svolgimento della sua relazione.

  COSIMO DAMIANO DE BENEDITTIS, direttore generale del Consorzio nazionale imballaggi in plastica (CONIP). Buongiorno a tutti. Intanto siamo grati, perché in vent'anni siamo stati chiamati per la prima volta ad essere ascoltati sulla nostra esperienza, quindi ve ne siamo grati veramente.
  Il CONIP è un Consorzio nazionale che si è costituito nel 1998, a ridosso dell'entrata in vigore del decreto Ronchi, ed è stato il primo ad aver adottato il sistema closed loop che oggi, dal punto di vista sia europeo che nazionale, viene dichiarato valido ai fini dei princìpi dell'economia circolare.
  Come dicevo, siamo un Consorzio autonomo, che l'11 novembre 1998 ha avuto il riconoscimento per la gestione delle casse in plastica e in data 8 aprile 2016 ha avuto il riconoscimento definitivo per la gestione dei pallet in plastica.
  Lo stesso circuito gestisce dunque due imballaggi – ci tengo a sottolinearlo – secondari e terziari, quindi andiamo a differenziarci completamente da tutti gli altri consorzi di filiera che si occupano principalmente degli imballaggi primari o conferiti comunque al servizio pubblico.
  Questo per avere un'idea di quali sono i nostri imballaggi, ovvero tutte quelle casse destinate a contenere ortofrutta o qualsiasi altra tipologia di alimento o utilizzate anche nell'industria, e i pallet.
  Mi preme sottolineare che tutti i nostri imballaggi sono a marchio CONIP, cioè sono tutti «taggati» in modo da poter essere rintracciati in qualsiasi momento e in qualsiasi parte della filiera.
  Vado molto velocemente perché non vi voglio tediare. I quattro attori principali sono: produttori, utilizzatori, raccoglitori e riciclatori o rigeneratori. Evidentemente queste quattro figure sono fondamentali al fine di determinare il closed loop, perché a suo tempo, nel 1998, noi tutti abbiamo valutato, più che una responsabilità estesa da parte del produttore, una responsabilità condivisa da tutti i soggetti che fanno parte del closed loop. Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia, perché con responsabilità condivisa o estesa comunque è il sistema che si occupa di tutto il ciclo di vita degli imballaggi. Pag. 4
  Come dicevamo, è il primo sistema closed loop, a circuito chiuso, il primo sistema che ha adottato l'economia circolare, ma è il primo sistema che ha fatto propria la politica di riutilizzare il materiale riciclato all'interno del proprio processo produttivo. Cosa avviene? Noi produciamo, vendiamo i nostri prodotti, li andiamo a raccogliere, li ricicliamo e rifacciamo di nuovo gli stessi prodotti, quindi è il primo esempio in assoluto in Europa vero e completo di economia circolare.
  Come abbiamo fatto tutto ciò? Naturalmente abbiamo fatto un progetto specifico e attento, che abbiamo definito «usa e recupera», perché all'interno di questo progetto ci sono tutte le garanzie che possono esserci nell'ambito dell'economia circolare, cioè la rintracciabilità del prodotto, la garanzia di raccolta, la garanzia di riciclo e soprattutto – tengo a ripeterlo nuovamente – la garanzia dell'utilizzo dello stesso materiale riciclato.
  Siamo circa 140 aziende che operano nel sistema CONIP. Cosa consente questa rete capillare che noi abbiamo costruito meticolosamente, anno dopo anno? Ha eliminato i costi di gestione di logistica, quindi tutti i trasporti e tutta una serie di variabili che possono esistere, i costi per gli utilizzatori, e abbiamo anche dato un vantaggio economico al sistema Italia (poi diremo perché).
  Il Consorzio – mi si permetta, perché nella nota da voi inviata chiedevate specifiche rilevanze in merito agli investimenti che fa un Consorzio in materia di processi sostenibili – in meno di venti anni ha investito 19 milioni di euro. Applicando, oggi che siamo ai valori massimi, un contributo ambientale di 40 euro a tonnellata (fino a qualche anno fa era di 2 centesimi, quindi 20 euro a tonnellata), nonostante questo contributo molto basso rispetto alle legittime scelte degli altri consorzi, siamo riusciti comunque a incanalare circa 19 milioni di euro per investire in processi sostenibili. Ne ho citati alcuni, perché in vent'anni la storia sarebbe lunga.
  Tutte le nostre aziende sono certificate «plastica seconda vita», cioè diamo una garanzia che quel tipo di rifiuto viene trattato secondo le norme UNI 10667 e ne ricaviamo un materiale atto a essere utilizzato tal quale per fare nuovi imballaggi.
  Abbiamo migliorato questa tipologia di materiale portandola a un livello superiore, cioè siamo stati i primi in Europa, grazie all'Osservatorio nazionale dei rifiuti e al Ministero della salute, ad avere introdotto la possibilità di utilizzare materiale riciclato a contatto con l'ortofrutta. Abbiamo quindi elevato il livello della qualità di materiale, portandolo a livelli che oggi con il Regolamento 282 diventeranno patrimonio di tutti, ma in quella data, nel 2004, siamo stati i primi ad ottenere – grazie ad un lavoro di selezione, di pulizia, di processi sostenibili, di innovazioni – un tipo di materiale che dà le garanzie a tutti, soprattutto nel mondo sanitario.
  Questo processo, che abbiamo messo in piedi e abbiamo trasformato in un manuale di qualità, naturalmente solo per il nostro circuito, è stato riconosciuto valido anche dall'EFSA (European Food Safety Authority), quindi anche l'organo europeo di controllo sulla salute dice che quel tipo di processo messo in atto da CONIP è valido per produrre materia prima seconda a contatto con alimenti.
  Cito molto velocemente alcune cifre, da uno studio che non abbiamo fatto noi, ma la Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Life Cycle Engineering. Su 85.000 tonnellate di immesso al consumo nel 2017, oltre 40 milioni di euro di importazioni di petrolio, il costo di 770.000 barili di greggio, sono stati risparmiati con il sistema CONIP; sono state risparmiate 133.000 tonnellate di materia prima vergine, il peso di 13 Tour Eiffel; è stata evitata l'emissione di 148.000 tonnellate di gas serra; risparmiati 2,2 milioni di GJ di energia; risparmiato l'utilizzo di 599 milioni di litri d'acqua. Quando un sistema è funzionante e funzionale soprattutto all'ambiente e all'industria, questo è quello che si può avere facendo un certo di tipo di processo, che dura da vent'anni. Qualche dato solo indicativo.
  Il Consorzio ha sempre superato l'obiettivo minimo di riciclo del 60 per cento previsto dalla legge. Essendo il primo Consorzio Pag. 5 autonomo, hanno applicato una percentuale che va applicata al CONAI in quanto contempla tutti i materiali, però l'hanno applicata a noi e non ci è costato sacrificio fare un lavoro di ricerca dei rifiuti di imballaggio e siamo sempre riusciti (nel documento troverete i dati relativi solo agli ultimi cinque anni, ma tutti gli altri anni sono visibili sia al Ministero che presso la nostra sede) a superare il 60 per cento previsto dalla legge, cosa che altri consorzi (non spetta a me dirlo in questa sede) non so se sono riusciti mai a fare.
  Al di là di questo, anche se ogni tanto bisogna anche darsi da soli il merito, visto che qualche volta sfugge all'intera comunità, nel documento che lasciamo agli atti abbiamo indicato anche un obiettivo indicato dal Consorzio. Questo sta a significare la volontà da parte del Consorzio di non essere attendista, perché dobbiamo essere sempre di stimolo per i nostri consorziati, affinché raggiungano sempre gli obiettivi. Se poi l'obiettivo minimo previsto viene superato, meglio ancora, però il nostro ruolo come Consorzio non è quello di gestire i 4 centesimi, ma quello di promuovere all'interno del nostro sistema la certezza che il sistema sia sempre avanti, altrimenti, nel momento in cui si dovesse verificare un qualsiasi avvenimento meteorologico o qualsiasi variabile, rischiamo di non poter ottemperare agli obblighi di legge.
  In merito ai prossimi obiettivi che ci vengono richiesti dall'Unione europea, come ben vedete noi già siamo superiori oggi, se nel 2030 si prevede il 70 per cento, noi oggi siamo al 71-72. Certo, ad un certo punto ci fermeremo anche noi, non pretenderemo di raggiungere il 100 per cento. Chi predica questo naturalmente predica male, perché è impossibile che in qualsiasi sistema di logica industriale si possa raggiungere il 100 per cento nella raccolta, qualcosa sfugge sempre e poi vedremo anche, quando parleremo delle criticità, quali sono queste quantità che sfuggono.
  Quanto all'accordo ANCI-CONIP, abbiamo sempre ritenuto che esso potesse essere non una necessità, ma una volontà di collaborazione da parte di due soggetti. Partiamo dal concetto che, come avevo premesso, il nostro è un imballaggio secondario e terziario, di conseguenza difficilmente può arrivare nella raccolta pubblica, però se c'è quell'eccezione, ammesso che ci sia, abbiamo un sistema così capillare e il nostro imballaggio ha un così alto valore economico che non dico che è difficile che venga portato nella raccolta pubblica, ma sicuramente ha qualche difficoltà ad essere intercettato dalla raccolta pubblica.
  Nel decreto direttoriale del Ministero dell'ambiente, in merito all'allargamento della nostra gestione anche al pallet, ci è stato chiesto di rifare un accordo con l'ANCI, onestamente – e per questo parlo di volontà – ci era stato richiesto solo per il pallet. Tuttavia, per la grande disponibilità che abbiamo avuto nei confronti dei comuni, abbiamo allargato il nostro accordo anche alle casse, una volontà che, lo dico per onestà intellettuale, aveva chiesto anche ANCI proprio perché, nell'eventualità ci fosse questa necessità, ben venga un soggetto autonomo, già esistente da vent'anni, in grado di poter gestire questo imballaggio.
  C'è un problema (sicuramente voi conoscete meglio di me l'argomento) che in Italia esiste: molte casse importate piene non vengono gestite direttamente da noi, ma vengono gestite dall'altro soggetto, da COREPLA. In merito vogliamo sottolineare che sicuramente ci sarà necessità di rivedere questo aspetto, perché se per alcuni soggetti è possibile ampliare il concetto di «propri» con «similari», è possibile a questo punto che il legislatore preveda un allargamento del concetto da «propri» a «similari», o un annullamento della parola «propri», non sta a me deciderlo, in modo tale che anche quelle quantità che arrivano qui in Italia piene possano essere gestite tranquillamente dal CONIP. Questa è un'evidenza che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione, ringraziando la Commissione.
  L'altra questione molto importante è che abbiamo fatto tre o quattro incontri su un decreto di assimilabilità e poi c'è stato il vuoto assoluto. È un problema che bisogna prendere in mano, perché, se mi si permette, non possiamo farlo per materiale, non possiamo farlo per codice CER, Pag. 6perché in un 150102 ci sono tutti gli imballaggi in plastica, ma dobbiamo farlo per tipologia di imballaggi, perché è evidente che una cassa, che pur rispetti criteri di volume, valore economico, eccetera, non può essere assimilabile, ma deve essere lasciata in gestione ai soggetti che fanno questo tipo di lavoro.
  Non so se siamo gli unici – mi è stato insegnato di fare sempre bene il mio lavoro, poi gli altri fanno il loro – ma abbiamo fatto un accordo particolare, prevedendo un quantum per i comuni a prescindere, cioè ai comuni vanno 20 euro a tonnellata a prescindere, e gli altri 200 euro a tonnellata vanno a chi fa realmente il lavoro. Abbiamo scisso, e di qui, a mio avviso, anche la sofferenza della gestione nei comuni. Questa non è un'idea innovativa, l'abbiamo fatta con molta serenità, perché il sostegno ai comuni deve essere reale, altrimenti se quel sostegno viene assorbito dai costi di gestione, i comuni sono sempre in sofferenza, quindi noi abbiamo voluto scindere queste due cose dando 20 euro ai comuni e 200 euro al gestore.
  Noi lavoriamo con circa 3 milioni di euro, non stiamo parlando di valori fantascientifici, quindi questo supporto che diamo è per noi un valore fantascientifico rispetto ai 3 milioni di euro, però ci teniamo a farlo, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo.
  Se valutiamo l'andamento di mercato, la gestione dei flussi delle casse in plastica sul mercato attuale ha un valore di circa 120-150 euro a tonnellata, quindi in media diamo già 50 euro a tonnellata in più ai comuni pur avendo un riferimento di mercato che è molto più basso. Va detto inoltre che abbiamo fatto un accordo, l'abbiamo promosso, abbiamo mandato le Pec alle ANCI regionali, ai presidenti, cercando di promuoverlo. Ma lei ha sentito qualcuno, presidente? No. Nemmeno io, quindi siamo in due a non aver ricevuto risposta (eccetto, per correttezza, il Veneto, dove il presidente ci ha ricevuti).
  Due sono le ipotesi: o ci vuole ancora una maggiore diffusione (noi la facciamo a Rimini, a Ecomondo) oppure c'è l'altro dato reale, siccome abbiamo organizzato una rete tale da poter raccogliere a monte tutte le casse, cioè prima che arrivino a valle nella differenziata, a questo punto il comune (soprattutto i comuni piccoli) non vede la necessità di fare un accordo con noi.
  Molte municipalizzate come HERA ed IREN sono già nostre iscritte come consorziati, quindi evidentemente molti comuni si gestiscono, cioè non c'è stata la necessità diretta di un accordo perché purtroppo i comuni delegano e delegando le municipalizzate naturalmente poi gestiscono per conto loro.
  Io avrei finito, ma eventualmente, se necessitano, posso fornire altri dati da un punto di vista gestionale.

  PRESIDENTE. Ringrazio il presidente del CONIP per il contributo e per il documento depositato, di cui autorizzo la pubblicazione in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna (vedi allegato), e dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 11.

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