CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 9 marzo 2021
544.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (VIII e IX)
COMUNICATO
Pag. 12

ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 9 marzo 2021. — Presidenza della vicepresidente della VIII Commissione Rossella MURONI. – Interviene il sottosegretario alle infrastrutture e alla mobilità sostenibili, Giancarlo Cancelleri.

  La seduta comincia alle 14.55.

Nuovo testo dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante l'individuazione degli interventi infrastrutturali ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32.
Atto n. 241.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame dello schema di decreto in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 4 febbraio 2021.

  Rossella MURONI, presidente, ricorda che con l'audizione del Ministro Giovannini, svoltasi lo scorso 3 marzo, le Commissioni hanno concluso il ciclo di audizioni previste nell'ambito dell'esame del provvedimento.

  Stefania PEZZOPANE (PD), relatrice per la VIII Commissione, ritiene opportuno illustrare alcuni orientamenti, definiti in accordo con il relatore della Commissione Trasporti, sui quali invita i colleghi a confrontarsi, ai fini della predisposizione della proposta di parere.
  Osserva che il percorso dello schema di decreto in esame è stato assai lungo e accidentato sia per l'iniziale mancata indicazione da parte del Governo dei commissari preposti e, in seguito, anche a causa della crisi di Governo. Per questo, solo la scorsa settimana il Ministro Giovannini, nel corso dell'audizione svoltasi di fronte alle Commissioni, ha potuto illustrare le proprie posizioni nonché l'intenzione di procedere speditamente all'emanazione anche del successivo decreto previsto per il mese di giugno.
  Al riguardo, in primo luogo, giudica opportuno introdurre nella proposta una condizione che evidenzi la necessità di un pieno rispetto della previsione normativa concernente il rapporto con le regioni sulla scelta delle opere, chiedendo che venga assicurato il loro pieno coinvolgimento nell'individuazione degli interventi infrastrutturali da commissariare, sia procedendo all'acquisizione delle intese prescritte dalla Pag. 13legge sia attivando le opportune interlocuzioni con la Conferenza delle regioni e delle province autonome. Questa condizione a suo giudizio andrebbe incontro alle richieste della Conferenza delle Regioni, che ha evidenziato criticità sia di metodo che di merito.
  Ritiene opportuno inserire nella proposta di parere un'altra condizione che inviti il Governo a riferire tempestivamente alle Commissioni sugli esiti della interlocuzione con le regioni in ordine alle eventuali modifiche dell'elenco degli interventi infrastrutturali. Questo al fine di dare maggior ruolo al Parlamento.
  Il parere dovrebbe a suo avviso contenere anche un invito ad emanare, nei tempi previsti dalla legge, un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di analogo tenore, da sottoporre al parere delle Commissioni parlamentari dopo l'interlocuzione con le regioni. Su tale decreto ci sono forti aspettative e tutti i gruppi parlamentari hanno manifestato interesse. La previa interlocuzione con le regioni eviterebbe di raccogliere in corso d'opera, come avvenuto per l'atto in esame, suggestioni da parte delle regioni che potrebbero creare difficoltà nel percorso approvativo del decreto. L'individuazione delle nuove opere potrà discendere da una proficua interlocuzione tra il Governo, ivi compreso il CIPE, e le Commissioni.
  Evidenzia inoltre che da più parti sono pervenute suggestioni affinché nel parere figurassero condizioni relative agli effetti di provvedimenti giudiziari a carico dei commissari. A tale riguardo ritiene opportuno un ragionamento da parte di tutte le forze politiche, non potendosi in ogni caso – a suo avviso – introdurre nel provvedimento disposizioni difformi da quelle adottate in via generale per altri commissari.
  In ultimo, fa presente che sia a lei che al collega Scagliusi sono pervenute numerosissime indicazioni da parte dei gruppi di opere con le quali integrare l'elenco allegato al provvedimento in esame. Richiama, al riguardo, la richiesta del Ministro di rinviare la discussione su di esse al prossimo DPCM. Ritiene infatti più ragionevole che il Parlamento possa, su questo e sul successivo provvedimento, avviare una discussione sui criteri che il Governo ha adottato o intende adottare per la scelta delle opere, piuttosto che inserire altre infrastrutture evidenziate dai gruppi, peraltro molto difformi tra di loro per dimensione e stato attuativo.
  Nel ribadire che tutte le considerazioni espresse sono frutto di un ragionamento condiviso con il relatore Scagliusi, fa presente di aver interloquito anche con il senatore D'Arienzo, relatore nella omologa Commissione del Senato.

  Emanuele SCAGLIUSI (M5S), relatore per la IX Commissione, ringrazia in primo luogo la deputata Pezzopane, che ha efficacemente esposto le principali questioni affrontate dai relatori. Vista la rilevanza dello schema di decreto in oggetto, sottolinea l'importanza di svolgere un confronto con i colleghi di tutte le forze politiche; dichiara in proposito la propria apertura a modifiche che possano derivare dal mutamento della maggioranza.

  Diego SOZZANI (FI) lamenta, nonostante l'audizione del Ministro Giovannini svoltasi nella scorsa settimana, di non aver ben compreso la «filosofia» con cui egli vuole operare. Rileva come in realtà si accavallino in questa fase due momenti normativi diversi: da un lato il decreto-legge cosiddetto «sblocca-cantieri», cui deve ancora essere data attuazione nonostante il lungo tempo trascorso dalla sua approvazione, dall'altro il Recovery Plan. Suggerisce dunque, visto l'ampio numero di opere in discussione, un criterio che possa fungere da guida per i lavori delle Commissioni: acquisire un elenco delle opere approvate dal CIPE e non ancora realizzate.
  Ampliando il discorso, sottolinea come ad oggi la vigente normativa sui lavori pubblici appaia insufficiente e tutta spostata sull'opzione del commissariamento delle opere, che non può certo rappresentare l'ordinarietà. Propone dunque alle Commissioni un piano di lavoro articolato in tre punti. In primo luogo, individuare il criterio con il quale il Ministero intende gestire le opere disposte dal decreto-legge cosiddetto Pag. 14 «sblocca-cantieri» e dal Recovery Plan. In secondo luogo, individuare gli interventi già approvati dal CIPE; ricorda in proposito come gli risulti che in Italia vi siano 640 opere in attesa di VIA. In terzo luogo, ponderare con attenzione il costo delle opere, giacché frequentemente accade che la spesa inizialmente prospettata venga aumentata in modo considerevole da elementi accessori. Sollecita la manifestazione dell'orientamento del Governo su tali punti.

  Alessio BUTTI (FDI), avendo ascoltato con attenzione le considerazioni della relatrice, ritiene che sulle condizioni da lei proposte si possa e si debba lavorare, anche per restituire un ruolo al Parlamento e dare un necessario supporto al Ministro. Quest'ultimo si è dimostrato a suo giudizio assai evasivo nelle risposte alle domande poste nel corso dell'audizione svoltasi la scorsa settimana, dando seguito alle sole domande di esponenti della maggioranza e portando qualche elemento di risposta alle opposizioni solo laddove vi era un interesse a farlo.
  In primo luogo, nell'apprezzare la correttezza con la quale la relatrice interpreta il proprio ruolo, che non deve essere quello di mera esegeta del pensiero del Governo, ritiene indispensabile un forte coinvolgimento delle regioni nella scelta delle opere. Osserva, infatti, che, pur se la norma attribuisce al Governo in alcuni casi la facoltà di individuare gli interventi senza il previo coinvolgimento delle regioni che il Ministro ha assicurato avverrà in un secondo momento, opere di questa natura dovrebbero essere decise da chi il territorio lo conosce bene. Alle regioni andrebbero a suo avviso consentite alcune integrazioni all'elenco delle opere da commissariare, anche nell'ottica dell'emanazione di un successivo DPCM entro il mese di giugno.
  Ribadisce l'esigenza di chiarezza riguardo al finanziamento delle varie opere.
  Infine ritiene indispensabile comprendere quali siano stati i criteri adottati dal Governo per la scelta delle opere, che presumibilmente saranno adottati anche per le opere che saranno inserite nell'elenco del DPCM da emanarsi entro il mese di giugno. Sarebbe opportuno a suo giudizio comprendere se potranno essere inserite opere pronte e immediatamente cantierabili, ma non finanziate. Al riguardo evidenzia che il solo cambio di maggioranza non può determinare l'inserimento di opere, tipo la Tirrenica, il cui unico criterio è quello di essere promosse da esponenti appartenenti ad un gruppo di recente ingresso nella compagine di Governo.
  Tiene a sottolineare che il proprio gruppo non è interessato al dibattito inerente ai nomi dei commissari, il cui ruolo è peraltro a suo giudizio assai depotenziato, essendo stati nominati solo ventotto commissari su cinquantotto opere previste, ma di tenere molto all'inserimento, nella proposta di parere, delle condizioni cui faceva prima riferimento, affinché venga colta l'importante occasione di varare una nuova visione e soprattutto una diversa modalità di azione del Parlamento nell'esame di questo tipo di atti.
  In ultimo, tiene a precisare che il rallentamento nell'espressione del parere da parte del Parlamento, cui faceva riferimento il Ministro nell'esordio della sua audizione, è attribuibile unicamente al pressappochismo con il quale il Governo ha presentato il proprio atto alle Commissioni, che hanno semplicemente esercitato il proprio irrinunciabile diritto di voler comprendere cosa si sta votando.

  Elena MACCANTI (LEGA) ricorda come la Lega, essendo all'opposizione, non abbia partecipato alla selezione delle opere individuate nello schema di decreto in esame, ed anzi abbia sempre evidenziato delle criticità. Tuttavia, nota con favore le aperture giunte sia dal Ministro Giovannini, che nel corso dell'audizione del 2 marzo ha toccato il tema della celerità con riferimento all'atto in esame e ha preannunciato altresì l'intenzione di modificare le attuali procedure, sia dai relatori, che ringrazia. Annuncia peraltro che, se le cose resteranno come sono, il voto della Lega non potrà che essere di astensione.
  Per quanto riguarda l'interlocuzione con le regioni, concorda con la relatrice per l'VIII Commissione, deputata Pezzopane, sul fatto che qualora da essa dovessero Pag. 15derivare delle modifiche le Commissioni ne dovranno essere informate.
  Per quanto poi riguarda i prossimi passaggi, ricorda come si sia appreso nel corso dell'audizione del Ministro Giovannini come sia in preparazione un secondo decreto, che dovrà essere emanato entro il 30 giugno e cui le Commissioni dovranno dare il proprio contributo, anche in termini di individuazione delle opere. In particolare, rivendica come dovranno essere selezionati alcuni interventi inspiegabilmente non presenti nello schema di decreto attualmente in discussione.

  Luciano NOBILI (IV), dopo aver espresso il proprio ringraziamento ai relatori, prospetta alcuni punti su cui si augura si possa raccogliere un'ampia condivisione. In particolare, ritiene necessario procedere con speditezza in relazione a quanto disposto dal decreto-legge cosiddetto «semplificazioni»; di seguito, occorrerà emanare il prima possibile un secondo decreto, in cui ricomprendere le varie opere attualmente non incluse. Concorda con i deputati Sozzani e Maccanti sulla necessità di un coinvolgimento attivo delle Commissioni, che dovrà essere previsto nel parere. D'altro canto, ritiene poco percorribile l'opzione di enumerare con puntualità le opere nel parere stesso, che gli appare sterile e divisiva; sarebbe probabilmente più opportuno inserire la statuizione che tale elenco debba comprendere almeno 100 interventi.

  Il sottosegretario Giancarlo CANCELLERI, non essendo ancora state formalizzate le specifiche deleghe in capo ai sottosegretari, non ritiene di potersi sostituire al Ministro nella risposta ad alcune sollecitazioni. Si limita tuttavia a suggerire alle Commissioni di non inserire nella proposta di parere nuove opere che possono, a suo avviso, creare frizioni tra i gruppi, e di confermare quelle già presenti nello schema di decreto, anche al fine di non rallentare ulteriormente l'emanazione del provvedimento.
  Fa presente che il Governo è già impegnato per la stesura del successivo DPCM, la cui emanazione è prevista entro il mese di giugno.
  Con riguardo alle fonti di finanziamento, fa presente di aver consegnato alle Commissioni, nella seduta svoltasi il 4 febbraio scorso, una serie di documenti, che sono stati pubblicati in allegato al resoconto della seduta stessa, dove si dà conto puntualmente delle risorse necessarie per ciascuna opera e delle fonti di finanziamento, si forniscono precisazioni relative ad alcune delle opere previste nel provvedimento e si precisa l'entità delle risorse stanziate sia sul cosiddetto «Fondo infrastrutture» sia nello stato di previsione del Ministero ad opera della legge di bilancio per il 2021, più che sufficienti a dare copertura alle opere non integralmente finanziate.
  Rileva, infatti, che la stragrande maggioranza delle opere è finanziata integralmente e le opere che non risultano integralmente finanziate, che trovano copertura nei due fondi citati, sono state correttamente inserite nel provvedimento in quanto la suddivisione in lotti degli interventi consente al commissario di avviare i lavori già al momento del suo insediamento.
  Auspica che si prosegua nello spirito di collaborazione avviato con il precedente Governo e, a titolo personale, ritiene corretto l'iter seguito dalla ministra De Micheli per l'emanazione del provvedimento, a suo giudizio pienamente rispondente al dettato normativo. Nulla toglie che, qualora il Parlamento ritenga opportuno un previo coinvolgimento delle regioni, possa intervenire a cambiare la norma. Conferma in ogni caso la massima collaborazione del Governo rispetto alle richieste avanzate nel corso del dibattito.

  Rossella MURONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.40.