ATTO CAMERA

INTERPELLANZA 2/01941

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 854 del 20/09/2017
Firmatari
Primo firmatario: PILI MAURO
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 20/09/2017


Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondere Data delega
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20/09/2017
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 23/10/2017
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-01941
presentato da
PILI Mauro
testo di
Mercoledì 20 settembre 2017, seduta n. 854

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

   decine di milioni di metri cubi d'acqua sono stati sottratti in Sardegna alla vera agricoltura per foraggiare il business delle energie rinnovabili;

   si tratta di migliaia di ettari di colture di mais le cui produzioni finiscono direttamente nei biodigestori per la produzione di energia;

   negli ultimi tre anni nella sola Nurra (Sassari) è stranamente raddoppiata la produzione di mais;

   il risultato è davanti agli occhi di tutti: nella Nurra non c'è più acqua per allevamenti e agricoltura produttiva;

   il circuito è perverso: si usano terreni e risorse irrigue per produrre mais che esce dalla catena agroalimentare per finire nel circuito energetico, anch'esso foraggiato da incentivi di ogni genere;

   una morsa sempre più grave in tutta l'isola ma che ha la punta avanzata nella grave crisi idrica della Nurra;

   l'agricoltura muore sotto il peso della siccità e nel frattempo proliferano i biodigestori funzionali alla produzione di energia elettrica attraverso le biomasse prodotte dai terreni agricoli irrigati a piene mani dall'acqua che doveva essere destinata all'agricoltura funzionale alla filiera agroalimentare. Il dramma che vive la Nurra fa emergere un vero e proprio sistema delle biomasse totalmente illegale, visto che vi è una chiarissima sovrapposizione di incentivi agricoli ed energetici che stanno mettendo l'agricoltura sotto un ricatto infinito che genera un vero e proprio nodo scorsoio per l'intero sistema produttivo agricolo-zootecnico;

   da qualche anno a questa parte, con la punta dell'icerberg in questa stagione irrigua, si è indiscriminatamente visto il proliferare dei biodigestori ai fini della produzione di energia elettrica da biomassa;

   al biodigestore, come peraltro già da tempo stabilito dallo stesso Assessorato all'industria, poteva e doveva essere conferito soltanto il materiale di scarto delle produzioni agricole salvando, dunque, il prodotto commercializzabile ed inoltrabile alla filiera agroalimentare;

   dalla fine del 2013, contestualmente all'avvio della messa in esercizio dei biodigestori nel territorio sardo, nei Consorzi di Bonifica dove sono presenti biodigestori, si è registrato l'aumento delle richieste di Mais di quasi il 50 per cento e, novità assoluta, l'irrigazione ex novo degli eucalipto come piante forestali;

   al mais, in alcuni casi, si riesce a far fare un doppio ciclo colturale se impiantato alla fine di aprile mentre, l'eucalipto, viene semplicemente tagliato ogni 13 anni se si intende portarlo a produrre anche legna, altrimenti molti meno anni se lo si vuole utilizzare solo o anche come biomassa;

   l'effetto è devastante, come facile intuire: da un lato, si ha un drenaggio dalla filiera agroalimentare della pannocchia di mais che nella fase di mietitura non viene salvata ma triturata assieme al resto della pianta creando anche deficit di mais nel mercato sardo pur avendo, dalla comunità europea, i contributi per un prodotto che sarebbe dovuto finire nel mercato agroalimentare e non dentro una «batteria»;

   dall'altro, si ha un incremento esponenziale dei milioni di metri cubi di acqua che questa coltura necessita (per ogni ettaro di mais mediamente si assorbono 8.000 metri cubi di acqua, se i cicli annui sono due, si raddoppia per arrivare a 16.000 metri cubi d'acqua all'anno). Se si ipotizzasse che, nella sola Nurra, l'incremento delle richieste di mais siano addebitabili all'uso come biomassa, si avrebbe annualmente un consumo di 6,4 M metri cubi fermo restando che nessuno può garantire che non vengano prenotate anche parte delle produzioni tradizionali, al fine di garantire un afflusso costante al biodigestore (quindi una percentuale degli altri 4 M metri cubi consumati);

   le colture forestali, invece, hanno bisogno solitamente di poca acqua che, nel computo generale, comunque è un numero da non sottovalutare;

   gli ettari nella sola Nurra sono annualmente circa 250/300 ed assorbono altri 750.000 metri cubi d'acqua;

   gran parte di queste piantagioni di eucalipto sono in capo ad una società spagnola che ha fatto richiesta, ottenendola, di risorsa idrica;

   nella sola Nurra ci sono attivi 4 biodigestori;

   il caso del mais è una parte ma anche altre colture possono essere destinate ai biodigestori e pertanto drenate dalla filiera agroalimentare;

   attualmente nella sola Nurra, sono previsti assorbimenti irrigui per circa 10 M metri cubi per la sola coltura del mais e 750.000 per le forestali;

   Ministeri competenti e regione, ad avviso dell'interpellante, stanno ignorando questa gravissima realtà che rischia davvero di mettere sotto ricatto tutto il sistema agricolo trasformando il sistema produttivo sardo in un campo di produzione di biomasse, diventando ostaggio di questo sistema, cancellando il sistema agricolo e agevolando le speculazioni nell’import di mangimi e prodotti agroalimentari;

   si sta attentando in modo grave al sistema agricolo della Sardegna –:

   se non intendano predisporre iniziative, per quanto di competenza, per bloccare subito questo vortice devastante per l'uso delle risorse idriche che, per l'agricoltura e l'allevamento, saranno vittime sacrificali di affari «pseudo energetici» funzionali ad incentivi e business;

   se non ritengano di attivare, per quanto di competenza, una verifica sull'utilizzo dei contributi e sulla loro finalizzazione.
(2-01941) «Pili».

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

produzione d'energia

prodotto agricolo

energia rinnovabile