XVII Legislatura

Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione

Resoconto stenografico



Seduta n. 26 di Mercoledì 4 maggio 2016

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Ravetto Laura , Presidente ... 3 

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA GESTIONE DEL FENOMENO MIGRATORIO NELL'AREA SCHENGEN, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE POLITICHE DEI PAESI ADERENTI RELATIVE AL CONTROLLO DELLE FRONTIERE ESTERNE E DEI CONFINI INTERNI

Audizione del direttore di Europol,
Rob Wainwright.

Ravetto Laura , Presidente ... 3 
Wainwright Rob , Direttore di Europol ... 4 
Ravetto Laura , Presidente ... 6 
Wainwright Rob , Direttore di Europol ... 6 
Ravetto Laura , Presidente ... 8 
Mazzoni Riccardo  ... 8 
Fasiolo Laura  ... 8 
Brandolin Giorgio (PD)  ... 8 
Ravetto Laura , Presidente ... 9 
Wainwright Rob , Direttore di Europol ... 9 
Ravetto Laura , Presidente ... 10 
Wainwright Rob , Direttore di Europol ... 10 
Ravetto Laura , Presidente ... 10 
Artini Massimo (Misto-AL-P)  ... 10 
Ravetto Laura , Presidente ... 10 
Artini Massimo (Misto-AL-P)  ... 10 
Wainwright Rob , Direttore di Europol ... 11 
Ravetto Laura , Presidente ... 11

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
LAURA RAVETTO

  La seduta comincia alle 8.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata mediante la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

  (Così rimane stabilito).

Audizione del direttore di Europol,
Rob Wainwright.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del direttore di Europol, Rob Wainwright, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio nell'area Schengen, con particolare riferimento alle politiche dei Paesi aderenti relative al controllo delle frontiere esterne e dei confini interni. Dottor Wainwright, la ringraziamo molto per essere qui con noi oggi. Lei sa già tutto del Comitato, quindi non farò un'introduzione. Le chiedo immediatamente, anche se so che non è esattamente nelle competenze specifiche di Europol, un commento sulla richiesta di attivare la procedura straordinaria che consente il prolungamento dei controlli alle frontiere interne nell'area Schengen. In particolare, anche da notizie stampa italiane (agenzia ANSA del 2 maggio 2016) risulta che la Commissione europea risponderà il 12 maggio alla lettera inviata da sei Paesi membri in merito alla proroga dei controlli straordinari alle frontiere. Austria, Germania, Francia, Belgio, Danimarca e Svezia hanno infatti deciso di chiudere le loro frontiere. Le chiediamo se può darci un commento in relazione a questo. Quello che viene detto sostanzialmente è che la proroga di questa chiusura servirà per la normalizzazione di Schengen. Tuttavia, noi all'interno del Comitato nutriamo delle perplessità e, quindi, le chiediamo se può darci una sua osservazione in merito.
  Il secondo punto su cui le chiediamo un commento è relativo all'impiego degli agenti di Europol negli hotspot in Grecia per intercettare infiltrazioni di membri dell'ISIS. In particolare, risulta al Comitato, anche da notizie stampa (Adnkronos del 10 aprile 2016) che agenti dell'Europol sotto copertura siano stati dispiegati nei diversi hotspot per migranti in Grecia, col compito di intercettare eventuali infiltrazioni di membri dell'ISIS e per monitorare altre possibili attività criminose. Il direttore della nuova unità sul traffico di migranti di Europol, Robert Crepinko, citato dal quotidiano greco Kathimerini, ha reso noto che agenti sono attualmente in missione nelle isole di Lesbo, Samo, Chio e Lero, così come nel Pireo, per verificare la presenza di eventuali estremisti inseriti nel database di Europol. Anche su questo le chiediamo di darci delle informazioni, nei limiti delle sue possibilità e della pubblicità della questione.
  Inoltre, le chiediamo se può darci un commento sul nuovo regolamento che modifica le competenze di Europol. Sappiamo che dopo gli attentati del 22 marzo 2016 a Bruxelles sono stati evidenziati i rischi che il terrorismo comporta per la sicurezza dell'Europa e che giovedì scorso la Commissione libertà civili del Parlamento europeo ha approvato la proposta di regolamento che modifica le competenze di Europol, trasformandola in Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione Pag. 4nell'attività di contrasto. Questa nuova normativa dovrebbe permettere a Europol, tra l'altro, di costituire in maniera rapida unità specializzate nella risposta a nuove minacce per la sicurezza, come appunto la minaccia terroristica. Le chiediamo se ci può dare maggiori e più dettagliate informazioni in merito, anche perché ci risulta che la proposta di regolamento prevede, tra l'altro, la costituzione di un gruppo di controllo parlamentare congiunto. Si tratterebbe di un organismo specializzato, istituito congiuntamente dai Parlamenti nazionali e dalla commissione competente del Parlamento europeo.
  Un altro tema è lo scambio di informazioni tra i Paesi membri e il rafforzamento del Centro europeo antiterrorismo di Europol. Un’ANSA del 20 aprile 2016 riporta che la Commissione europea ha presentato il 20 aprile scorso una roadmap con le azioni necessarie per superare le troppe frammentazioni che rendono vulnerabile l'Europa di fronte alla minaccia del terrorismo e al pericolo rappresentato dai foreign fighters. Per arrivare a una security union il tema centrale resta quello dello scambio di informazioni tra Paesi membri. La roadmap prevedrebbe, tra l'altro, il rafforzamento del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) istituito da Europol il primo gennaio 2016, che dovrebbe diventare un reale punto di raccordo dell’intelligence europea. Anche su questo le chiediamo se può darci dei dettagli.
  Un'ulteriore questione concerne l'utilizzo del Passenger name record (PNR) da parte di Europol. Risulta al Comitato che il 14 aprile scorso l'assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la nuova direttiva che regola l'utilizzo dei dati del Codice di prenotazione dei passeggeri aerei (il PNR) per le indagini su reati di terrorismo e reati gravi. Gli Stati membri dovranno stabilire una propria unità di informazione sui passeggeri (UIP), che sarà responsabile della raccolta e della conservazione dei dati del PNR, nonché di trasferirli alle autorità competenti e scambiarli con le altre unità di informazione. In Italia, come immagino avvenga in altri Paesi europei o Schengen, c'è un dibattito sul bilanciamento tra due diritti costituzionalmente garantiti: da una parte la sicurezza dei cittadini e dall'altra la privacy. Noi abbiamo avuto in audizione il nostro rappresentante dell'Autorità garante della privacy, il quale, se ben ricordo – si può verificare sul verbale se utilizzerò delle parole atecniche – evidenziò in particolare il fatto che paradossalmente la costituzione di un PNR comune potrebbe creare una situazione di maggiore vulnerabilità, in quanto potrebbe essere più facilmente attaccabile da chi avesse finalità ostili. Vorremmo una sua opinione su questo. Vorremmo sapere se lei ritiene, invece, che ci sia una compatibilità con il trattamento della privacy e che ci sia una sicurezza tale per cui la raccolta di questi dati in un centro unico non renderebbe più facile l'accesso ai dati stessi, non soltanto per chi ha buone intenzioni, come Europol, ma anche per chi non le ha.
  Do la parola a Rob Wainwright, direttore di Europol, per lo svolgimento della sua relazione.

  ROB WAINWRIGHT, Direttore di Europol. Signora presidente, onorevoli parlamentari, vi ringrazio molto di avermi dato la possibilità di essere qui oggi. Sarò lieto di rispondere a tutte le vostre domande ma anche di iniziare con una presentazione generale del lavoro di Europol, in relazione soprattutto alla lotta al traffico di migranti. Sapete che Europol non ha un potere di polizia esecutivo, ma il nostro compito è quello di sostenere le autorità nazionali in tutti gli Stati membri nella lotta alla criminalità organizzata e alle attività terroristiche. Naturalmente nell'ultimo anno le nostre due principali priorità sono diventate la lotta al terrorismo e la lotta al traffico di migranti. Oggi Europol è il centro di un'ampia rete di cooperazione tra forze di polizia. Abbiamo 670 agenzie di polizia che sono collegate alla nostra piattaforma per la condivisione di informazioni. Migliaia di messaggi di intelligence vengono scambiati ogni giorno attraverso questo canale e i nostri analisti individuano eventuali connessioni utili agli Stati membri per lo svolgimento di attività operative Pag. 5di contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo.
  Europol ha un bilancio di 100 milioni di euro, con quasi 1.000 funzionari che lavorano nella sede centrale a L'Aia. Sono compresi anche 200 ufficiali di collegamento provenienti da 37 Paesi, sei dei quali dall'Italia. Sono questi ufficiali di collegamento che utilizzano le analisi di Europol per coordinare le attività operative negli Stati membri.
  Europol è anche un centro di competenza europeo. Nel 2013 al suo interno è stato costituito il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica, che è diventato subito il principale punto di coordinamento per indagini transfrontaliere su complessi casi di criminalità informatica in Europa. Nel gennaio di quest'anno è stato creato anche un nuovo Centro europeo antiterrorismo (ECTC), sempre nell'ambito di Europol, che ha il compito di contribuire a migliorare la risposta dell'Unione europea all'attuale minaccia terroristica. L'attività del centro ECTC si concentra sul miglioramento dei livelli di scambio di informazioni tra gli Stati membri nel campo del terrorismo. Il Centro ha la funzione di dare assistenza nelle indagini cosiddette «prioritarie», come quelle che hanno fatto seguito agli attacchi di Parigi e Bruxelles, utilizzare capacità specialistiche per monitorare le attività di finanziamento del terrorismo e la propaganda terroristica on line e analizzare le eventuali connessioni tra il terrorismo e la criminalità organizzata.
  Stiamo rafforzando le nostre capacità per dare una risposta più efficace in termini di lotta al traffico di migranti. Abbiamo rilevato che nel 2015 il flusso senza precedenti di migranti ha determinato una rapida evoluzione del panorama criminale, soprattutto a causa del maggiore coinvolgimento delle reti criminali nella facilitazione della migrazione irregolare. La nostra analisi ha rivelato che il 90 per cento dei migranti ha utilizzato servizi illegali che hanno facilitato il loro viaggio verso l'Europa. Ciò significa che l'attività criminale di questi trafficanti di esseri umani è il cuore del problema in Europa e deve essere il cuore della nostra risposta. Abbiamo calcolato che le reti criminali hanno avuto un fatturato compreso tra i 3 e i 6 miliardi di euro solo l'anno scorso, il che le ha rese il mercato criminale in più rapida ascesa in Europa. Questo mercato criminale è supportato dall'industria dei servizi criminali, che servono a facilitare l'immigrazione irregolare e che consentono di ottenere passaporti falsi, imbarcazioni, mezzi di trasporto vari e trasferimenti di denaro. I trafficanti utilizzano anche strutture economiche legali, per esempio agenzie di viaggio, e i migranti vengono reclutati anche attraverso i social media come Facebook. Esiste anche un'ampia infrastruttura criminale che partecipa alla cosiddetta «distribuzione secondaria dei migranti», una volta che questi ultimi sono arrivati nel territorio dell'Unione europea e si dirigono verso altri Paesi. Questa industria criminale prevede il coinvolgimento di varie figure, dai mediatori di manodopera fraudolenti ai reclutatori, dai contrabbandieri ai trafficanti, fino ai riciclatori di denaro.
  I migranti sono anche vulnerabili e vengono sfruttati come manodopera clandestina, per attività di prostituzione o sui mercati di distribuzione della droga. Vediamo sempre più prove di connessioni tra il fenomeno della migrazione irregolare e altre forme di attività criminali, come il traffico di sostanze stupefacenti e il traffico di esseri umani. Siamo molto preoccupati anche per le possibili connessioni tra organizzazioni terroristiche e queste reti di trafficanti di esseri umani. A Europol abbiamo rilevato, in casi recenti, alcuni collegamenti tra i sospetti terroristi e i loro movimenti attraverso canali di migrazione, oppure l'utilizzo da parte di questi ultimi di documenti di viaggio contraffatti provenienti da fonti criminali.
  Il 22 febbraio scorso Europol ha istituito il nuovo Centro europeo contro il traffico di migranti, che ha lo scopo di rafforzare le nostre capacità in questo settore e che lavora congiuntamente con gli altri due centri che ho citato, quello per la lotta alla criminalità informatica e quello per la lotta al terrorismo. Questo Centro opera sulla base dei risultati conseguiti Pag. 6attraverso la squadra operativa congiunta MARE, che è attiva dal marzo 2015, e fonde insieme capacità di Europol e risorse nazionali. Con questo progetto Europol ha messo a punto un database europeo di sospetti criminali, con quasi 40.000 persone coinvolte in attività di traffico di migranti in Europa. Abbiamo individuato cento imbarcazioni sospette coinvolte in questo tipo di traffici e abbiamo dato il nostro contributo all'attività di task force regionali in Italia e in Grecia. Nel nostro nuovo Centro lavoriamo anche con partner fondamentali, che includono Interpol, Frontex e la missione navale europea EUNAVFOR – Med nel Mediterraneo. Con il nostro nuovo centro istituito a febbraio, abbiamo ricevuto maggiori risorse, nella misura di circa 30 persone negli ultimi mesi, e abbiamo rafforzato le nostre capacità analitiche. Viene utilizzata anche l'Unità speciale per internet di Europol, che è volta a individuare quei contrabbandieri che fanno uso di internet per pubblicizzare i propri servizi. Stiamo sviluppando anche nuove capacità per mettere a disposizione i nostri esperti sul campo, nei luoghi nei quali i nostri Stati membri hanno bisogno della massima assistenza per condurre la loro attività di contrasto.
  Signora presidente, le confermo che i nostri ufficiali sono impegnati in alcuni hotspot in Grecia. Non possiamo parlare, però, di ufficiali sotto copertura, perché stanno operando in piena visibilità e con la piena consapevolezza delle autorità locali. Il loro lavoro è svolto per fornire sostegno e assistenza alle autorità nazionali e non hanno alcuna funzione operativa. Dallo scorso anno Europol lavora, congiuntamente con altre agenzie europee, nell'ambito della task force regionale europea che ha base a Catania e che, come sapete, è stata lanciata la settimana scorsa alla presenza del Commissario Avramopoulos e il Ministro degli interni Alfano. Lo scopo degli uffici mobili di Europol è quello di coadiuvare l'attività di indagine o fornire capacità analitiche aggiuntive agli Stati interessati. Abbiamo previsto anche il rafforzamento delle unità presenti nell'ambito degli hotspot, attraverso lo sviluppo della figura degli ufficiali ospiti.
  Il Consiglio europeo ha dato mandato a Europol di dispiegare rapidamente ufficiali ospiti negli hotspot, al fine di rafforzare i controlli di sicurezza e assistere le autorità greche in particolare, nella lotta ai contrabbandieri di esseri umani. Stiamo lanciando inviti alle varie autorità nazionali, onde predisporre delle liste di funzionari da comandare come ufficiali ospiti secondo questa iniziativa di Europol. Il nostro auspicio è di riuscire a dispiegare in qualunque momento un numero massimo di 50 ufficiali ospiti, incaricati di svolgere i controlli di sicurezza secondari negli hotspot. Si tratterebbe di ufficiali di polizia appartenenti alle autorità nazionali, che lavorerebbero però nell'ambito di una squadra Europol comune. Non si tratta di guardie di frontiera, ma di ufficiali di polizia in grado di individuare terroristi e movimenti criminali transfrontalieri.

  PRESIDENTE. Quindi la guardia di frontiera è un'entità distinta ma comunque oggetto di discussione da parte della Commissione?

  ROB WAINWRIGHT, Direttore di Europol. Sì, serve proprio a dare sostegno alla guardia di frontiera in prima linea di cui saranno responsabili Frontex e la nuova Agenzia Europea per la Guardia Costiera e di Frontiera. Quello che progettiamo è un meccanismo di difesa a due livelli alle frontiere esterne dell'Unione europea. Frontex, e nel futuro la nuova Agenzia europea per la guardia di frontiera, forniranno aiuto in prima linea alle autorità nazionali per i controlli alle frontiere relativi all'immigrazione. A un secondo livello, ufficiali di polizia specializzati saranno in grado di rispondere con attività investigative a qualunque attività sospetta o al movimento di potenziali terroristi o di trafficanti di migranti che siano stati segnalati dall'intelligence o dalle guardie di frontiera in prima linea. Sappiamo che alcuni degli attentatori di Parigi erano arrivati attraverso il canale della migrazione e questo è il problema di sicurezza che intendiamo affrontare con questo nuovo modello. Pag. 7
  Affinché questo sistema di sicurezza funzioni abbiamo bisogno di uno scambio di informazioni efficiente tra i diversi sistemi dell'UE. Abbiamo bisogno di una maggiore interoperabilità dei vari database dell'UE, inclusi il Registro dei nomi dei passeggeri (PNR), il sistema informativo di Schengen e i database di Europol. In relazione alle preoccupazioni per la salvaguardia della privacy, è ovvio che bisogna osservare delle precauzioni nell'accedere a questi database. Tuttavia, se questi database non sono connessi in maniera efficiente, perdiamo l'opportunità di individuare i movimenti di terroristi e criminali. Europol è stato concepito come hub centrale per lo scambio di informazioni nella lotta a tutte le forme di criminalità e terrorismo nell'Unione europea. Il nostro stesso regolamento prevede il mantenimento dei massimi standard di sicurezza in merito alla protezione dei dati. Siamo in grado di gestire in modo sicuro l'interoperabilità tra tutti i database per fornire il vantaggio operativo di cui hanno bisogno tutti, salvaguardando la privacy e la tutela dei dati. La creazione del Registro dei nomi dei passeggeri prevede la possibilità per gli Stati membri di utilizzare il canale di Europol per scambiare i dati elaborati provenienti dal Registro stesso. Invito quindi gli Stati membri a non fare un uso isolato del PNR, ma a inserirlo nell'utilizzo di un set di strumenti europei che sono stati messi a punto a livello di UE per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.
  Signora presidente, mi soffermo brevemente sull'eccellente livello di cooperazione tra Europol e le autorità italiane. Soprattutto nel settore del traffico di migranti, abbiamo potuto contare sulle competenze dei nostri colleghi italiani nonché sulle informazioni che ci trasmettono per monitorare le attività illegali. Vorrei esprimere i miei più vivi ringraziamenti ad Alessandro Pansa, Capo della Polizia uscente, con il quale ho avuto un'eccellente rapporto di collaborazione. Sono lieto della nomina del Prefetto Gabrielli a nuovo Capo della polizia, con il quale spero di poter continuare lo stesso eccellente livello di collaborazione.
  Per quanto riguarda il nuovo regolamento di Europol, questo fornirà il meccanismo in virtù dei quali Europol aumenterà la propria efficienza nel sostegno alle autorità nazionali nel futuro. In particolare, migliora le nostre capacità di elaborazione delle informazioni e le nostre capacità analitiche. Ci assegna un ruolo più incisivo di monitoraggio delle attività terroristiche on line e, quindi, maggiori possibilità di collaborazione con partner privati. Il nuovo regolamento prevede anche maggiori poteri di controllo in capo ai Parlamenti nazionali e al Parlamento europeo. Come è stato detto, verrà creato un nuovo gruppo parlamentare congiunto di controllo, formato dai Parlamenti nazionali e dal Parlamento europeo. Credo che il ruolo dei Parlamenti nazionali diventerà più importante nel futuro, proprio per l'istituzionalizzazione di questa forma di collaborazione. Plaudo al rafforzamento dei poteri di controllo delle autorità parlamentari.
  Per concludere, mi soffermo sulla questione, sollevata dalla Presidente, della sospensione dei controlli alle frontiere. Sappiamo che l'attuale crisi migratoria è un fenomeno complesso, che deve essere affrontato da varie prospettive. Dall'inizio della crisi, la lotta al traffico illegale di migranti è diventata una delle componenti principali della risposta dell'Unione europea. Se non riusciremo a eliminare il problema connesso a questi gruppi della criminalità organizzata, non riusciremo ad affrontare alla radice le cause della crisi. Questo è importante anche per affrontare con successo altri ambiti criminali nonché la possibile minaccia di ISIS legata al terrorismo. È fondamentale avere successo anche per salvaguardare l'integrità e i valori dell'Unione europea, tra cui il principio della libera circolazione all'interno dell'area Schengen, che è diventato uno dei punti di forza e dei princìpi cardine per tutti i cittadini dell'Unione europea. Sappiamo che alcuni Stati membri devono adottare misure temporanee necessarie per rafforzare la sicurezza dei loro confini.
  Il nostro compito come comunità è quello di lavorare il più possibile per tornare alle Pag. 8condizioni di normalità previste per l'area Schengen, che consentano di continuare a proteggere le libertà di cui godono ogni giorno milioni di nostri cittadini. Ecco perché il ruolo di Europol e delle altre agenzie è così importante: serve a garantire la nostra capacità di fornire una cooperazione rafforzata, per sventare la minaccia che ogni giorno mette in pericolo la sicurezza della nostra Unione ad opera dei gruppi di trafficanti di migranti.
  Presidente, ho concluso la mia presentazione e sono a disposizione per rispondere alle vostre domande.

  PRESIDENTE. La ringrazio molto per questa importante relazione. Lei ci ha riferito che vi occupate prevalentemente del traffico di esseri umani. Noi abbiamo audito alcuni procuratori italiani, che ci hanno dato alcune indicazioni su dove potrebbe essere la testa dell'organizzazione di questo traffico umano, che non è necessariamente solo nei Paesi di provenienza dei migranti. Le chiedo se ci può dare qualche conferma o qualche indicazione su questo.
  Do la parola ai colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  RICCARDO MAZZONI. Ringrazio molto il direttore. Ho tre domande. Il 25 gennaio di quest'anno il rapporto Europol affermò che lo Stato islamico stava preparando attacchi su vasta scala in Europa, e purtroppo poi ci sono stati gli attentati di Bruxelles. Oggi com'è la situazione? Il livello di allarme resta lo stesso? Ci sono indicazioni specifiche sull'Italia riguardo alla possibilità di attacchi terroristici?
  Dopo ogni attentato in Europa si dice che serve una polizia federale europea su modello americano e che Europol dovrebbe diventarlo, se le verranno conferiti poteri di polizia esecutiva, che al momento non ha. Mi pare che Europol abbia un bilancio annuo di 90 milioni di dollari, mentre quello dell'FBI è di 8 miliardi. È un paragone impietoso. Io domando il suo parere su questo. Le chiedo se sarebbe necessario, in questo momento di emergenza, che anche Europol avesse poteri di polizia esecutiva.
  Europol serve anche per coordinare le indagini in Europa, ma quello che emerge dall'analisi degli ultimi anni è proprio il mancato coordinamento fra le intelligence europee. Gli attentati di Bruxelles ne sono la dimostrazione più evidente. Mi riferisco ai rapporti fra le intelligence francese, belga e greca. Quest'ultima aveva addirittura mandato le mappe degli attentati. Come si fa a risolvere questo cortocircuito? È pensabile che Europol possa diventare l'equivalente del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (CASA) italiano, che sta funzionando? Ne avrebbe i mezzi e la capacità? Sarebbe questa la soluzione?

  LAURA FASIOLO. Ho ascoltato con molto interesse la relazione da lei fornita. Quello che mi pare assolutamente importante è la funzione di raccordo tra le varie polizie e intelligence nazionali e il vostro coordinamento. È certamente importante dare concretezza a quella che chiamiamo «FBI europea» ed è assolutamente essenziale che ci sia un più efficace coordinamento anche tra le linee politiche dell'Europa. L'Europa deve necessariamente avere un'intenzionalità comune, perché voi siate più efficaci nelle vostre operazioni di intelligence. È forse questo coordinamento all'interno delle strutture europee che manca, e questo probabilmente rende più debole e meno efficace il vostro fondamentale servizio.

  GIORGIO BRANDOLIN. Ringrazio anch'io il direttore per le informazioni che ci ha fornito. Porrò domande molto precise e secche. Qual è stata, secondo lei, se si può misurare, l'efficacia dell'introduzione dei controlli in questi sei mesi in alcuni Paesi? Penso alla Germania, all'Austria, alla Danimarca e alla Svezia. C'è stata un'efficacia sostanziale o soltanto di facciata per tranquillizzare la propria opinione pubblica?
  Lei poc'anzi ha affermato che alcuni terroristi o foreign fighters sono entrati in Europa attraverso i canali dell'immigrazione. Vorrei sapere se ha qualche dato o qualche elemento più preciso. Nelle audizioni che abbiamo svolto finora alcuni hanno smentito questa ipotesi, sostenendo che i Pag. 9terroristi non rischierebbero la vita su un barcone per attraversare il Mediterraneo, perché sono stati preparati e la loro formazione è costata. Pertanto, si pensava che fossero altre le strade attraverso le quali questi soggetti arrivavano o arrivano in Europa.
  Mi sembra che entro giugno dovrebbe essere codificata la polizia di frontiera europea. Mi sembra di aver capito che si tratti di una struttura che, a seconda delle necessità dei Paesi che controllano le frontiere esterne dell'Europa, viene messa a disposizione degli stessi. Le chiedo se può darci qualche informazione più precisa su chi la dirige e dove. Vorrei sapere se questa struttura nuova, secondo lei, ha una valenza e quale, e quali sviluppi potrà avere questa polizia di frontiera europea, che noi – mi riferisco anche alla presidente – chiediamo da due anni a questa parte, in particolare per aiutare alcuni Paesi «piccoli» che stanno controllando le frontiere esterne dell'Europa. Questo eviterà i controlli ai confini interni del territorio Schengen?

  PRESIDENTE. Do la parola al direttore Wainwright per la replica.

  ROB WAINWRIGHT, Direttore di Europol. Il livello attuale di minaccia terroristica in Europa purtroppo è ancora molto alto. Temo che ci troviamo di fronte alla più grave e pericolosa minaccia terroristica per l'Europa dell'era più recente, almeno dai giorni dell'11 settembre. Quando abbiamo pubblicato il nostro rapporto, nel gennaio di quest'anno, sapevamo che ISIS aveva stabilito una nuova struttura operativa di comando esterna in Siria, nella quale si preparavano complessi attacchi terroristici da lanciare contro città europee. Abbiamo visto i terribili accadimenti di Bruxelles e temo che si possa ventilare la possibilità di un nuovo attentato in Europa nel futuro. La priorità principale delle autorità nazionali, col sostegno di Europol, è identificare quali altre reti terroristiche possano essere ancora operative in Europa. Stiamo lavorando su vari filoni di inchiesta, ma non abbiamo al momento specifiche indicazioni di una minaccia per l'Italia.
  In merito alla possibile costituzione di un'agenzia federale di polizia europea, si tratta di una decisione squisitamente politica. Se dovessimo seguire il modello statunitense, avremmo bisogno di un bilancio molto più consistente e dovremmo assegnare un mandato e dei compiti completamente diversi rispetto a quelli di Europol. Ma i nostri leader e parlamentari non hanno fatto questa scelta. L'idea di poteri esecutivi per Europol o qualunque altra autorità di polizia dell'UE è esplicitamente esclusa dai Trattati. A livello politico il dibattito, dopo gli attacchi di Parigi e di Bruxelles, fa emergere toni di frustrazione per l'incapacità del sistema attuale di prevenire attacchi terroristici. La Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di creazione di una Unione della sicurezza, per cercare di migliorare il sistema attuale, ma non prevede alcuna concessione di poteri esecutivi di polizia a livello europeo.
  Ritengo comunque che Europol al momento sia estremamente efficace, perché fornisce una straordinaria piattaforma di condivisione dei dati su una vastissima area di attività di polizia in Europa. Lo scorso anno è stato fornito supporto attraverso questo canale per quasi 40.000 casi transfrontalieri in Europa. Il che significa che è ancora molto efficace sotto diversi aspetti nel sostegno alla lotta alla criminalità e al terrorismo. Gran parte delle critiche che sono state mosse dopo gli attacchi di Parigi e di Bruxelles hanno riguardato i servizi di intelligence e la mancanza di cooperazione tra di essi. Tuttavia, si stanno attivando per rafforzare i loro livelli di cooperazione. Lo vedo quotidianamente nel lavoro che svolgo. La sfida importante che affrontiamo è quella di garantire che la cooperazione esclusiva tra i servizi di intelligence delle autorità nazionali possa combinarsi con la cooperazione di polizia fornita da Europol. Per la prima volta ho parlato con i capi dei servizi di sicurezza e le autorità nazionali per arrivare a una soluzione strutturale, che consenta di combinare i dati raccolti ed elaborati dai servizi di intelligence e quelli raccolti ed elaborati dalle forze di polizia nazionali. Pag. 10
  Per quanto riguarda il flusso e l'arrivo dei terroristi, abbiamo conferma solo del fatto che due degli attentatori di Parigi avevano utilizzato il canale della migrazione. La nostra principale fonte di preoccupazione è che ci sia la possibilità che altri terroristi arrivino in Europa oppure si muovano all'interno e intorno a essa usando documenti contraffatti. Europol sta monitorando le attività di coloro che potrebbero essere i produttori di questi documenti falsificati, e ora utilizzeremo con maggiore intensità queste nostre capacità a sostegno delle nostre indagini anti-terrorismo. Credo che l'introduzione dei controlli temporanei alle frontiere sia stata efficace, perché ha consentito di ridurre, anche se temporaneamente, il numero delle persone che hanno superato quei confini. Tuttavia, la conseguenza non voluta dell'introduzione di questi controlli alle frontiere è stata l'aumento della domanda di servizi criminali illegali. Pertanto ad Europol abbiamo dovuto far fronte al cambiamento delle tattiche e del modus operandi dei trafficanti di migranti, che è stato causato dall'introduzione di questi controlli alle frontiere.
  Per quanto riguarda la proposta di creazione di una nuova Agenzia europea per la guardia di frontiera, non è stata assunta ancora alcuna decisione. L'Agenzia dovrebbe essere un'emanazione delle attuali capacità e competenze di Frontex.

  PRESIDENTE. La testa dell'organizzazione?

  ROB WAINWRIGHT, Direttore di Europol. Come ho detto prima, abbiamo identificato 40.000 trafficanti di migranti in Europa. Si tratta di una comunità composta da tante piccole bande criminali multinazionali. Pertanto, non è di grande aiuto pensare a un unico grande mercato criminale dominato da pochi boss criminali mafiosi. Alcune di queste bande sono molto potenti, molto ben insediate e operano simultaneamente in molti Paesi europei. La leadership di questi gruppi include criminali provenienti dai Paesi di partenza, come la Siria, da Paesi di transito, come la Turchia, e da molti Paesi europei. Alcuni di loro hanno una forte vena imprenditoriale e si adattano molto bene ai cambiamenti dei controlli alle frontiere e delle capacità delle forze di polizia. La nostra risposta a queste organizzazioni criminali in Europa a volte è ostacolata dalle insufficienti capacità di cooperazione con le strutture di polizia di quei Paesi, come nel caso della Siria.
  Al riguardo è molto importante la cooperazione che abbiamo con la Turchia. In quanto Europol, la consideriamo una delle priorità dell'accordo UE-Turchia in relazione alla migrazione.

  PRESIDENTE. Signor Direttore, è d'accordo se cedo la parola al deputato Artini che è appena arrivato? Le ho spiegato che oggi è una giornata particolare per la Camera, quindi la nostra presenza in quest'Aula è stata inferiore al solito.

  MASSIMO ARTINI. Sarò molto veloce, presidente. Mi scuso per non essere stato qui prima, ma ho partecipato a un question-time. Se la presidente me lo permette, vorrei trasmettere delle domande via e-mail al direttore. Leggerò il resoconto e, nel caso collimassero con argomenti già trattati, eviterò di porle.

  PRESIDENTE. Non vuole formulare qualche domanda?

  MASSIMO ARTINI. Sono domande molto semplici. Ad esempio, è stato previsto un potenziamento della parte riguardante il controllo di internet, creando una unit interna a Europol. Non so se questo tema è già stato trattato. Già altre volte questa questione era emersa. Tecnicamente di quali risorse avrà bisogno Europol? Per ciò che concerne la cooperazione, le piattaforme di infosharing, soprattutto dal punto di vista di intelligence e cyber, sono uno dei temi che stanno avanzando negli ultimi periodi anche nella discussione dei decision maker. È opportuno pensare a un ruolo di garante da parte di Europol nella creazione di una piattaforma che condivida queste informazioni? La struttura già esistente, con la sua storia, può essere la base per creare più Pag. 11velocemente una piattaforma di condivisione di alcune informazioni, se questa è una cosa da prevedere?

  ROB WAINWRIGHT, Direttore di Europol. L'Unità internet di Europol che lei ha citato è stata creata come punto di coordinamento tra tutti i servizi di polizia europei da una parte e i social media dall'altra. È chiaro che le autorità nazionali possono ancora contattare direttamente Facebook o Google se si accorgono di qualcosa, ma noi abbiamo messo a punto una modalità più efficiente per farlo, una modalità centralizzata europea, in quanto il nostro lavoro con i social media si svolge quotidianamente, è veloce ed efficace. Abbiamo istituito una cooperazione quotidiana con più di dodici, forse venti piattaforme di social media e lavoriamo con punti di contatto nazionali in ciascuno degli Stati membri, all'interno della giurisdizione di polizia. Nel suo primo anno di attività la nostra unità ha avuto tra i quindici e i venti addetti, ma dopo gli attacchi di Parigi e Bruxelles ci sono state assegnate nuove risorse dal legislatore europeo, quindi contiamo di chiudere l'anno con una trentina di persone.

  PRESIDENTE. Ringrazio molto il dottor Wainwright. Siamo veramente onorati di averla avuta con noi. Saluto anche chi l'accompagna, il dottor Alfredo Nunzi, capo del segretariato del consiglio di amministrazione di Europol. Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 9.35.