CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 21 luglio 2016
679.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
COMUNICATO
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SEDE CONSULTIVA

  Giovedì 21 luglio 2016. — Presidenza della presidente Flavia PICCOLI NARDELLI.

  La seduta comincia alle 15.45.

Istituzione di una Commissione di inchiesta monocamerale sullo stato della sicurezza e del degrado delle città italiane e delle loro periferie.
Testo unificato Doc. XXII, n. 65 Lupi, e Doc. XXII, n. 69 Costantino.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 19 luglio 2016.

  Flavia PICCOLI NARDELLI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori è garantita dal circuito chiuso. Chiede all'onorevole Rocchi se abbia predisposto una bozza di parere.

  Maria Grazia ROCCHI (PD), relatrice, formula una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato).

  Gianna MALISANI (PD) concorda con la proposta di parere e dichiara di condividere pienamente anche il contenuto della relazione svolta nella seduta di martedì scorso, specialmente laddove viene Pag. 256sottolineato che i presupposti alla base della richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta appaiono inficiati dal pregiudizio ideologico che sembra individuare nella presenza di stranieri residenti la ragione principale degli atti di criminalità e violenza perpetrati nelle periferie. Ritiene invece che tale ragione vada ricercata piuttosto nell'arretratezza culturale alcune zone del nostro territorio.

  Milena SANTERINI (DeS-CD) condivide le motivazioni del parere. È contraria alla scelta della Commissione d'inchiesta come strumento d'indagine: essa sembra presupporre la ricerca di un colpevole per il degrado delle periferie e, soprattutto, sembra fare degli stranieri residenti un vero e proprio capro espiatorio. Tuttavia ritiene che l'esame di questa proposta possa fornire l'occasione per accendere un faro sul problema di un degrado che è sotto gli occhi di tutti nonché per sollecitare l'interesse e l'attività del Parlamento.

  Annalisa PANNARALE (SI-SEL) condivide tutte le perplessità circa i contenuti della proposta emersi nel corso della discussione ed è d'accordo con l'opinione espressa dalle colleghe circa l'inidoneità della Commissione d'inchiesta come strumento per affrontare il problema. È assolutamente contraria ad ogni disposizione che sottintenda una connessione tra degrado e presenza di migranti ed è dell'opinione che simili norme debbano essere espunte dal testo.

  Maria Grazia ROCCHI (PD) sottolinea che le condizioni cui viene subordinato il parere favorevole rispondono esattamente a quanto richiesto dalle colleghe Santerini e Pannarale.

  Flavia PICCOLI NARDELLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, mette ai voti la proposta di parere favorevole con condizioni.

  La Commissione approva.

Norme per la realizzazione di una rete nazionale della mobilità dolce e per il recupero e per la valorizzazione delle infrastrutture dismesse, in stato di abbandono o sottoutilizzate.
Testo unificato C. 72 Realacci e abbinate.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Irene MANZI (PD), relatrice, introduce la proposta di legge sottolineando come l'organizzazione attuale dei trasporti sia caratterizzata nel nostro Paese dalla predominanza del traffico su strada, basato sull'uso prevalente di mezzi privati, con conseguenti effetti negativi sul piano economico, ambientale e sociale: congestione delle città, disagi e difficoltà per ciclisti e pedoni, rischi di incidenti, inquinamento acustico e atmosferico, consumo di fonti energetiche non rinnovabili, sottrazione di suolo. Con il concetto di «mobilità dolce» si vuole invece spostare l'accento sul piacere di fruire di paesaggi e percorsi in tempi più dilatati, in omaggio ad un diverso modo di concepire gli spostamenti, enfatizzando le differenze con una mobilità meccanizzata, invasiva e frenetica.
  La proposta di legge è volta alla realizzazione nel nostro Paese di un primo nucleo di rete della mobilità dolce, prioritariamente attraverso il riuso, il recupero, la valorizzazione delle infrastrutture dismesse, in stato di abbandono o sottoutilizzate che consenta l'implementazione dell'offerta turistica del territorio e una più diffusa fruizione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali. A tal fine, l'articolo 3 prevede l'elaborazione della rete nazionale della mobilità dolce e le relative linee guida da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da svilupparsi a cura delle regioni, nell'ambito delle rispettive competenze di programmazione territoriale. L'articolo 4 Pag. 257indica nel dettaglio le finalità della mobilità dolce (recupero e riutilizzo di infrastrutture territoriali in disuso, sicurezza dell'utenza, interconnessione dei tracciati, sviluppo della ricettività turistica, individuazione di percorsi di interesse naturalistico, storico, ambientale, culturale, religioso, artistico o sociale), nonché le tipologie di percorsi preferibilmente utilizzabili per lo sviluppo della rete. L'articolo 6 affida al Ministero per i beni e le attività culturali il censimento degli itinerari fruibili a piedi e con altre forme di mobilità dolce, in collaborazione con università e istituti di ricerca, associazioni di utenti, di volontariato del terzo settore nonché degli operatori del settore turistico e culturale. Sulla base del censimento, il Ministero pubblica l'Atlante dei cammini d'Italia, da aggiornarsi ogni tre anni. L'articolo 7 modifica alcuni articoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio al fine di inserire «le ferrovie turistiche, le ferrovie sospese e le ferrovie dismesse, di pregevole valore paesaggistico o inserite in ambiti territoriali di particolare valenza ambientale, nonché le strade dismesse, le strade bianche, i sentieri e i tratturi di rilevante valore paesaggistico, ambientale o storico» tra le aree di notevole interesse pubblico soggette alle disposizioni del Codice. L'articolo 8 individua gli interventi prioritari volti alla tutela delle aree territoriali interessate dalla rete di mobilità dolce tra i quali rientrano: il restauro e il risanamento conservativo di immobili di interesse storico-artistico di proprietà pubblica e privata; la manutenzione, la conservazione e la possibilità di fruizione pubblica dei beni di interesse storico, artistico o ambientale esistenti sul territorio interessato della rete di mobilità dolce, di proprietà di enti pubblici, enti ecclesiastici, imprese, privati cittadini ed enti morali, preferibilmente attraverso l'installazione di impianti che producono energia da fonti rinnovabili e interventi di bioedilizia; l'adeguamento della ricettività turistica con priorità agli interventi di recupero dei manufatti di interesse storico-architettonico esistenti; le attività di informazione e promozione del prodotto turistico, culturale, ambientale ed enogastronomico; le attività di formazione, ricerca e documentazione sulla storia, sul paesaggio, sulle tradizioni, sulle religioni e sulla cultura dei luoghi e delle antiche popolazioni. L'articolo 9 affida ad un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, l'istituzione dell'Osservatorio sulla mobilità dolce il quale, tra l'altro, dovrà fornire il supporto scientifico e tecnico per la redazione della rete nazionale e delle linee guida di mobilità dolce, collaborerà all'individuazione dei tronchi di ferrovie dismesse, da inserire nella rete nazionale e nel programma regionale di mobilità dolce, dovrà sostenere, attraverso iniziative pubbliche e supporti multimediali, la diffusione della pratica della mobilità dolce nell'opinione pubblica e nelle associazioni. L'Osservatorio, presieduto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, avrà inoltre compiti di vigilanza sull'attuazione delle norme.
  Concludendo, afferma che il sistema di mobilità dolce, oltre a costituire un potenziale notevole per il miglioramento del sistema complessivo del traffico viaggiatori e per la tutela dell'ambiente, ha certamente il pregio di sostenere quello che conseguentemente potrebbe essere definito «turismo dolce»: una forma di turismo che consenta di riscoprire le bellezze naturali, storiche ed artistiche dell'Italia, preservandole allo stesso tempo dall'aggressione delle altre forme di mobilità.

  Flavia PICCOLI NARDELLI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.05.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.05 alle 16.15.

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AUDIZIONI INFORMALI

Audizione di rappresentanti della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (Fasi) e della Lega Nazionale Montagna (UISP), nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 3011 Melilla, C. 3233 Vallascas e C. 3847 Borghi, recanti «Modifiche alla legge 2 gennaio 1989, n. 6, in materia di ordinamento della professione di guida alpina».

  L'audizione informale è stata svolta dalle 16.20 alle 17.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE REFERENTE

Disposizioni per il riconoscimento e la promozione della funzione sociale dello sport nonché delega al Governo per la redazione di un testo unico delle disposizioni in materia di attività sportiva.
Testo unificato C. 1680 Fossati e C. 1425 Di Lello.

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