Doc. LXXXVI, n. 4-A
RELAZIONE DELLA XIV COMMISSIONE
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
(Relatrice: AMBROSI)
sul
Programma di lavoro della Commissione per il 2026
È ora che l'Europa si renda indipendente
(COM(2025) 870 final)
sulla
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia
all'Unione europea nell'anno 2026
(Doc. LXXXVI, n. 4)
Approvata dalla Commissione il 13 maggio 2026
Presentata alla Presidenza il 13 maggio 2026
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE
La XIV Commissione ha svolto l'esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4), secondo la procedura prevista dal parere della Giunta per il regolamento della Camera del 14 luglio 2010.
Si tratta dell'unica procedura annuale che consente a tutti gli organi parlamentari – le 14 commissioni permanenti e l'Aula – di esprimersi in modo organico, coerente e, al tempo stesso, approfondito sulle linee di azione del nostro Paese a livello europeo.
La Relazione tiene conto dei pareri espressi da tutte le Commissioni di merito e dal Comitato per la legislazione, per i profili ricadenti nell'ambito delle rispettive competenze.
Decisiva per la qualità e l'effettività dell'esame presso la Camera è stata la presentazione al Parlamento della relazione programmatica lo scorso 11 febbraio nonché la chiarezza e accuratezza con la quale tale documento è stato predisposto, di cui va dato atto al Governo e in particolare al Ministro Foti.
Va ricordato che la procedura di esame della relazione programmatica e del programma di lavoro della Commissione sarà tuttavia modificata a partire dalla prossima legislatura, per effetto della modifica al Regolamento approvata recentemente dall'Assemblea della Camera.
Riprendendo integralmente quanto prospettato nella proposta di modificazione regolamentare sottoscritta dal Presidente, dai Vicepresidenti e dai rappresentanti di tutti i gruppi in questa Commissione, il nuovo articolo 126-quater disgiunge l'esame parlamentare degli strumenti di programmazione politica e legislativa delle istituzioni dell'Unione europea da quello della relazione programmatica annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea.
Ciò al fine di evitare, come ha evidenziato la prassi applicativa, che eventuali ritardi nella trasmissione di tale ultima relazione impediscano alle Commissioni di settore di esaminare in tempo utile gli strumenti di programmazione politica e legislativa dell'UE, in particolare il programma di lavoro della Commissione europea che viene presentato generalmente tra ottobre e novembre.
L'esame della relazione programmatica del Governo, come di quella consultiva, sarà pertanto, svolto, a partire dalla prossima legislatura, unitamente ai disegni di legge di delegazione europea o di legge europea, ai sensi dell'articolo 126-ter.
Si è trattato di una scelta pragmatica, fondata sulla esperienza concreta degli ultimi anni e volta ad assicurare la tempestività dell'esame del programma di lavoro della Commissione europea.
L'esame in Commissione
L'esame dei documenti programmatici, sia presso la XIV Commissione che presso le Commissioni di settore, ha consentito di confrontare Pag. 3contestualmente le priorità politiche e legislative della Commissione europea e quelle del Governo ai fini di una loro valutazione e della formazione in sede parlamentare delle linee generali della politica europea dell'Italia.
A ciò ha concorso l'indicazione puntuale e sistematica nella relazione del Governo degli indirizzi generali della politica europea dell'Italia come pure delle linee negoziali relative a specifici dossier legislativi.
Ulteriori elementi di conoscenza e di valutazione sono stati acquisiti dalla XIV Commissione che, secondo la prassi consolidata, ha svolto un ampio ciclo di audizioni informali, ascoltando i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, dell'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), del sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, di Confartigianato, CNA, Confcommercio nonché del professor Giuliano Vosa.
Sono inoltre state trasmesse memorie da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome, di Confindustria, della Confederazione Nazionale Esercenti – Federimpreseuropa e dell'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE).
Oltre all'approfondimento delle questioni relative a singoli dossier legislativi, l'esame dei documenti ha costituito l'occasione per una riflessione più generale sullo stato e le prospettive dei rapporti tra l'Italia e l'Unione europea, anche con riguardo alle tendenze della produzione normativa europea e, in generale, dell'approccio politico delle Istituzioni dell'Unione nella prima parte del ciclo istituzionale 2024-2029 nonché al prossimo Quadro finanziario pluriennale.
Si dà pertanto conto di questi temi orizzontali prima di passare ad analizzare le indicazioni relative a specifici settori o progetti legislativi.
La produzione normativa e le esigenze di semplificazione legislativa
L'avvio dell'attuale legislatura europea ha confermato la tendenza della Commissione europea a proporre, anche per disciplinare settori di grandissima delicatezza e caratterizzati da forti specificità nazionali, il ricorso al regolamento piuttosto che alla direttiva. Sembra delinearsi nella sostanza una continuità con il dato che si era consolidato nella scorsa legislatura in cui circa il 75 per cento degli atti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria ha avuto forma di regolamento.
Questo approccio appare di dubbia coerenza con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità, come più volte denunciato dalla XIV Commissione nelle sue pronunce su specifici progetti legislativi nonché in occasione di incontri interparlamentari, in particolare in seno alla COSAC.
Il ricorso al regolamento infatti non viene giustificato in modo circostanziato dalla Commissione europea, come sarebbe peraltro richiesto dall'articolo 5 del Protocollo n. 2 allegato al trattato di Lisbona, fondandosi piuttosto su un generico richiamo ad esigenze di maggiore uniformità e tempestività nell'attuazione della normativa europea che non verrebbero garantite dal ricorso alla direttiva.
Va peraltro sottolineato che l'abuso del regolamento è amplificato anche dall'ampio e ormai quasi sistematico ricorso agli atti delegati ed Pag. 4esecutivi per la definizione di aspetti molto importanti e politicamente sensibili della normativa europea, demandati alla decisione della Commissione europea in assenza di una delimitazione dell'ambito di intervento e di criteri e principi direttivi
Ciò concorre a limitare fortemente sia il margine di intervento dei Parlamenti nazionali nella fase di formazione della normativa europea, sia la stessa attività legislativa, a livello statale e regionale, nella fase di attuazione della normativa adottata nell'ordinamento interno
Le criticità di questo modello di intervento legislativo sono poi ulteriormente aggravate dalla tendenza della Commissione europea a non accompagnare gran parte delle proposte legislative presentate nell'attuale ciclo istituzionale con apposite valutazioni di impatto. Anche in questo caso, si configura un'evidente violazione dell'articolo 5 del Protocollo n. 2, che ha l'effetto di non rendere verificabile la scelta da parte della Commissione europea delle varie opzioni regolative disponibili e limita quindi fortemente anche la capacità dei Parlamenti nazionali e degli altri attori interessati di valutare gli effetti ordinamentali come pure quelli economici e sociali delle iniziative legislative della Commissione europea
Le ragioni addotte a giustificazione della mancata presentazione delle valutazioni di impatto non appaiono soddisfacenti, riferendosi generalmente o all'urgenza dell'intervento o alla presenza di precedenti valutazioni della normativa vigente, a volte risalenti a diversi anni fa.
Una soluzione parziale a queste criticità è prospettata dalla relazione programmatica del Governo che accoglie con favore la presentazione dei pacchetti omnibus, riferendo di sostenere lo sforzo di razionalizzazione normativa della Commissione europea secondo un approccio «review, reduce, restrain».
Il Governo ha a questo scopo chiesto un'accelerazione del processo di semplificazione sulla base di tre principi: 1) la revisione dell'intero acquis regolamentare dell'UE per individuare le norme obsolete e non funzionali; 2) la cancellazione della regolamentazione non necessaria; 3) il contenimento all'essenziale delle nuove proposte legislative, limitandosi alle sole materie dove è maggiore il valore aggiunto di un intervento europeo, nell'applicazione dei principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità. Inoltre, il Governo intende continuare a sostenere:
la necessità di effettuare l'analisi di impatto sugli emendamenti sostanziali del Consiglio e, con riferimento agli atti normativi UE non soggetti a emendamenti dei co-legislatori (atti delegati e atti esecutivi), l'importanza che la Commissione europea svolga analisi di impatto complete, in quanto tali atti sono suscettibili di incidere profondamente sul sistema economico-produttivo nazionale;
la necessità di procedure di consultazione degli Stati membri più trasparenti in tutte le fasi del processo legislativo dell'UE, inclusa quella che precede la presentazione formale di un'iniziativa legislativa;
la riduzione degli oneri procedurali e di rendicontazione;
l'elaborazione a livello unionale di un manuale ovvero delle linee guida per le «sandbox normative», che stabilisca in modo chiaro le fasi, i ruoli, le procedure di ammissione, le disposizioni derogatorie, le Pag. 5attività monitoraggio da svolgere e l'articolazione delle fasi di chiusura, fornendo modelli di domanda di partecipazione, di piani dei test, di piani di gestione del rischio, schemi di informativa agli utenti.
Queste indicazioni sono state riprese e sviluppate nel corso dell'esame alla Camera.
Nel parere reso, il Comitato per la legislazione prende atto degli impegni assunti dal Governo e dalla Commissione europea sulla semplificazione normativa e la riduzione degli oneri, specie nei settori in cui essi risultano particolarmente gravosi, così da rafforzare la competitività dell'Unione europea.
Anche la I Commissione (Affari costituzionali) esprime condivisione per la linea del Governo, chiedendo che le nuove iniziative legislative dell'UE siano presentate solo quando realmente necessarie, evitando di introdurre oneri e aggravi non necessari e non giustificati da un'effettiva esigenza regolatoria. A questo scopo auspica che sia data, da parte delle istituzioni dell'UE, applicazione più rigorosa ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, anche tenendo in maggiore considerazione i rilievi formulati al riguardo dai parlamenti nazionali nell'esercizio dei poteri ad essi conferiti dal Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona.
Chiede altresì che i nuovi interventi normativi siano sempre fondati su solide valutazioni d'impatto, la cui assenza non permette di stimare con adeguata precisione i relativi costi e benefici, nonché la loro idoneità e adeguatezza rispetto ad altre opzioni regolative possibili.
Allo stesso modo anche l'VIII Commissione (Ambiente), nel parere reso, chiede che le nuove iniziative legislative dell'UE siano presentate solo quando realmente necessarie e nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e siano sempre fondate su solide valutazioni di impatto.
Al tempo stesso, la medesima Commissione pone in evidenza i rischi di un eccesso di semplificazione: ritiene infatti pienamente condivisibile il contenuto del parere motivato adottato nello scorso mese di marzo dalla XIV Commissione sulla proposta di modifica della direttiva INSPIRE, parte del pacchetto cosiddetto omnibus ambientale, poiché essa elimina disposizioni vigenti necessarie per assicurare il funzionamento dei sistemi nazionali ed europei di informazione territoriali, essenziali per l'applicazione della normativa ambientale.
Le richieste di una regolamentazione più agile sono state avanzate anche nel corso dell'istruttoria svolta dalla XIV Commissione.
In occasione dell'audizione svolta, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha espresso piena condivisione sull'esigenza di regole più chiare, procedure più rapide, minori oneri per imprese, cittadini e amministrazioni, avvertendo, tuttavia, che «semplificare non deve significare accentrare» e che il processo deve «tenere conto delle competenze legislative regionali e del ruolo delle istituzioni territoriali».
Anche Confindustria, nella memoria trasmessa, ha sottolineato che «la Commissione deve dimostrare maggiore ambizione affrontando le norme più gravose, promuovendo nuove misure in settori chiave come il digitale, la protezione dei dati e la legislazione ambientale, e accelerando in modo significativo le procedure di autorizzazione e di rilascio dei permessi» e che è «essenziale garantire la consultazione Pag. 6preventiva delle parti interessate e il monitoraggio dell'impatto delle misure adottate».
Nel sostenere l'approccio del Governo, Confartigianato e CNA, audite in XIV Commissione, ricordano che il 99,8 per cento delle imprese in Europa sono PMI e di queste il 94 per cento sono imprese di micro-dimensione (da 0 a 10 dipendenti) e quindi affermano che è quanto mai necessaria un'applicazione reale e sistematica del principio «Think Small First». Lo stesso auspicio è presente nella memoria trasmessa da Confederazione Nazionale Esercenti – Federimpreseuropa, ossia quella di rafforzare il principio di proporzionalità normativa e di garantire una più efficace applicazione del principio «Think Small First».
Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034
Una particolare rilevanza trasversale ha assunto nell'esame dei due documenti programmatici il negoziato in corso sul Quadro finanziario pluriennale dell'UE 2028-2034, le cui proposte legislative sono peraltro oggetto di specifico esame presso le Commissioni Bilancio e Politiche Ue ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento.
La relazione programmatica ha il merito, nella quarta parte, di riportare in modo puntuale ed organico la posizione che l'Italia sta tenendo nel corso dei negoziati. Le Commissioni della Camera hanno espresso in generale adesione verso la linea negoziale del Governo, ponendo l'accento su alcuni aspetti specifici.
Il parere della V Commissione (Bilancio) in particolare segnala l'esigenza che:
il volume complessivo di spesa non sia inferiore a quello proposto dalla Commissione europea e le risorse siano ripartite in maniera equilibrata tra le diverse politiche, al fine di assicurare finanziamenti adeguati, non inferiori ai livelli attuali, per le politiche tradizionali dell'Unione europea, con particolare riferimento alla politica agricola comune e alle politiche di coesione, e, al contempo, di garantire un contributo efficace e credibile alla realizzazione delle nuove priorità dell'UE, in particolare nell'ambito delle politiche relative alla transizione energetica, alla competitività, alla sicurezza e alle migrazioni, tenendo conto in ogni caso del fatto che l'Italia storicamente è un contributore netto;
il meccanismo allocativo per l'assegnazione delle dotazioni nazionali sia equilibrato tra contributi e ritorni e tenga adeguatamente conto degli interessi strategici dell'Italia;
il nuovo metodo di programmazione previsto dalla Commissione europea assicuri il pieno rispetto dei principi di partenariato e governance multilivello, garantendo un ruolo chiaro e centrale per le regioni e gli enti locali nella programmazione e nell'attuazione dei piani di partenariato nazionali e regionali;
allo scopo di pervenire a un assetto complessivo che renda l'Unione più capace di rispondere alle sfide emergenti nel corso del periodo di programmazione, sia assicurata una maggiore flessibilità di Pag. 7bilancio, garantendo in ogni caso la stabilità e la prevedibilità degli investimenti a lungo termine.
Anche il parere della IX Commissione (Trasporti) rileva l'esigenza che il prossimo QFP dell'UE 2028-2034 promuova, nella disciplina della politica di coesione, l'inserimento di misure relative ai trasporti e agli altri fattori di svantaggio tipici delle isole, oltre all'introduzione, nell'ambito dell'EU ETS, di esenzioni per i collegamenti con le isole, e rafforzi gli strumenti finanziari europei indispensabili per il completamento e la modernizzazione della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), nonché per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture di trasporto e dei sistemi logistici, prevedendo, ove possibili, linee dedicate ai territori insulari.
Il parere della XIII Commissione (Agricoltura) segnala la necessità di:
impegnarsi nelle sedi europee affinché la pianificazione agricola inserita nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 assicuri risorse economiche totali che non siano inferiori ai livelli attuali, considerando gli effetti inflattivi e il rincaro dei fattori produttivi dovuti al contesto geopolitico instabile, così da scongiurare una riduzione reale del valore dei contributi diretti e dei piani di sviluppo rurale, tutelando al contempo la competitività del comparto agricolo nazionale;
proseguire nell'azione di promozione, nelle sedi di competenza, di tutte le misure volte a preservare l'identità specifica della PAC nella programmazione finanziaria 2028-2034, con particolare riferimento al valore strategico di tale politica, mantenendola chiaramente separata da altri fondi o linee d'azione europee e sostenendo il ritorno alla distinzione tra strumenti di sostegno al reddito e strumenti per lo sviluppo rurale o, come soluzione subordinata, ottenendo l'assegnazione di una quota di risorse vincolata e distinta per il settore agricolo all'interno di un eventuale fondo unico, con il fine di incentivare i processi di innovazione e sostenibilità;
proteggere e garantire il modello di gestione decentrata dei programmi gestiti dalle amministrazioni regionali, il cui contributo essenziale – riscontrabile, ad esempio, nella definizione degli interventi della PAC dedicati allo sviluppo rurale – deve rimanere un punto fermo e non essere oggetto di ridimensionamento;
promuovere un dialogo permanente con la Commissione europea, affinché il futuro processo di riforma conservi una politica agricola indipendente e dotata di finanziamenti adeguati, mantenendo una particolare attenzione ai profili della sicurezza alimentare, della competitività e della sostenibilità ambientale, evitando che tali priorità perdano il proprio ruolo all'interno di più ampie finalità di coesione sociale o territoriale;
promuovere un dialogo con la Commissione europea, affinché il futuro processo di riforma conservi una politica comune della pesca dotata di finanziamenti adeguati non inferiori all'attuale periodo di programmazione al fine di sostenere la competitività del settore, il Pag. 8rinnovamento generazionale, la transizione energetica e la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle attività di pesca;
definire, entro il 2028, strategie per il ricambio generazionale nel settore agricolo nell'ambito dei rispettivi piani di partenariato nazionali e regionali, attraverso un mix integrato di azioni nell'ambito della politica agricola dell'UE, delle politiche rurali nazionali e dei quadri fiscali e sociali, riconoscendo la diversità dei sistemi agricoli, della legislazione fiscale e in materia di successioni e delle realtà rurali europee, fornendo assistenza tecnica per la definizione e l'attuazione di strumenti finanziari adattati ai giovani agricoltori, assicurando fondi per prestiti e fondi di garanzia specifici per i giovani agricoltori, compresi strumenti a tassi di interesse ridotti, requisiti ridotti in materia di garanzie, periodi di grazia e periodi di rimborso più lunghi;
promuovere la trasformazione digitale del settore agricolo attraverso l'adozione di soluzioni di agricoltura 5.0, per contenere l'uso di fertilizzanti, acqua ed energia, con l'obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, riduzione dei costi e minore dipendenza dagli approvvigionamenti esterni;
promuovere un piano europeo sui fertilizzanti meno inquinanti e a base biologica, combinando innovazione tecnologica e sostenibilità.
In tema di coesione, il parere della IX Commissione chiede di assumere tutte le iniziative necessarie per garantire l'effettiva attuazione del principio di continuità territoriale, in coerenza con gli articoli 174 e seguenti del TFUE, per ridurre gli squilibri economici, sociali e territoriali determinati dalla condizione di insularità. A tale scopo, chiede di promuovere la definizione e l'attuazione di una strategia per le isole che includa priorità fondamentali quali il rafforzamento della continuità territoriale e dei collegamenti, la riduzione dei costi logistici strutturali ed investimenti in infrastrutture portuali moderne e digitalizzate.
Forte attenzione al QFP è emersa anche nell'attività istruttoria presso la XIV Commissione.
La nota trasmessa dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome ribadisce la centralità della politica di coesione quale pilastro del modello europeo, evidenziando la necessità di preservarne le risorse, la dimensione territoriale e l'approccio place based. In tale prospettiva, sottolinea altresì l'importanza di garantire il pieno coinvolgimento delle regioni nella definizione e attuazione delle strategie per lo sviluppo, assicurando che gli interventi siano effettivamente calibrati sulle specificità locali e sui fabbisogni dei territori.
Anche la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha ribadito in audizione la natura strategica della PAC e della coesione ritenendo che tali pilastri non debbano essere oggetto di ridimensionamenti o definanziamenti. In quest'ottica, giudica la proposta di istituire un fondo unico una soluzione non percorribile, in quanto rischierebbe di innescare una competizione inefficiente tra politiche settoriali e ambiti territoriali, compromettendo la sostenibilità complessiva della programmazione. Esprime inoltre la contrarietà a una centralizzazione delle risorse e a favore di una governance multilivello effettiva, a capitoli regionali obbligatori, a Pag. 9risorse trasparenti e a un tavolo politico e tecnico stabile Governo-regioni per presidiare il negoziato europeo e la successiva definizione del piano italiano.
La memoria trasmessa da Confindustria chiede tra l'altro di separare le risorse destinate alla politica di coesione da quelle destinate alla PAC, garantire livelli adeguati alle risorse della coesione, prevedendo una dotazione almeno pari a quella attuale, a prezzi correnti per assicurare continuità agli investimenti territoriali e alla riduzione dei divari regionali e per stabilire un forte collegamento tra il nuovo Fondo europeo per la competitività e Orizzonte Europa, confermando l'intenzione di rafforzare la competitività e la leadership tecnologica dell'UE, anche in linea con i rapporti Draghi e Letta, e di orientare i finanziamenti per ricerca, sviluppo e innovazione verso chiari obiettivi di competitività. È a favore anche della creazione di uno strumento comune dell'UE, alimentato da debito comune, come proposto anche da Mario Draghi, per finanziare investimenti in priorità strategiche e crescita della produttività, in particolare nei settori in cui molti Stati membri non dispongono di sufficiente spazio fiscale.
Confartigianato e CNA hanno affermato che risulta che il negoziato tenga pienamente conto delle specificità del sistema produttivo nazionale, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese diffuse sul territorio. In questa prospettiva, evidenziano la necessità di garantire risorse adeguate e strumenti specificamente accessibili alle micro e PMI, evitando che eventuali processi di razionalizzazione dei fondi compromettano interventi mirati ed efficaci.
In questo contesto negoziale complesso, va segnalata anche l'esigenza che il prossimo QFP destini adeguate risorse finanziarie e umane per il Centro comune di ricerca (Joint Research Centre – JRC) della Commissione europea, una struttura che per la qualità e la varietà delle analisi, delle ricerche e degli studi svolti costituisce un'importante fonte di conoscenza, non soltanto per la Commissione europea e per le altre istituzioni dell'Unione europea, ma anche per i Parlamenti nazionali. La Camera dei deputati ha avviato dal 2024 una cooperazione strutturata con il centro, ai fini dello scambio di dati e informazioni. La sede del centro di Ispra, in provincia di Varese, costituisce, inoltre, una importante e significativa presenza delle istituzioni europee sul territorio italiano.
La transizione verde e la politica industriale
La Relazione programmatica sottolinea come le iniziative legislative promosse dalla Commissione devono contemperare il processo di decarbonizzazione in atto con una logica di sostenibilità socio-economica, sfruttando tutte le soluzioni disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale.
Il parere della X Commissione (Attività produttive) condivide questo approccio.
La Relazione giudica centrale il consolidamento della base industriale europea connesso a quello della competitività, della transizione energetica e della decarbonizzazione, in particolare, insistendo, opportunamente secondo il parere dell'VIII Commissione, sulla necessità di garantire un equilibrio tra ambizione climatica e sostenibilità economicaPag. 10 e sociale, coniugando gli obiettivi climatici europei con la tutela dell'industria nazionale, lo sviluppo tecnologico e il sostegno ai consumatori.
L'VIII Commissione ritiene tale impostazione particolarmente rilevante sul fronte ambientale e climatico rispetto al quale sostiene che è imprescindibile che le politiche europee tengano sempre più conto delle esigenze dell'economia e dell'industria. Considerati gli ingenti costi richiesti dalla transizione energetica e dalle misure volte a tutelare la competitività europea, chiede anche, di prendere in considerazione la possibilità di emettere debito comune a sostegno degli investimenti pubblici necessari.
La memoria trasmessa dall'ANCE ritiene necessario aprire un tavolo europeo e nazionale sulla politica industriale delle costruzioni, per definire una strategia complessiva su competitività, sostenibilità, investimenti e autonomia produttiva.
Il Governo esprime altresì l'intenzione di sostenere l'obiettivo di un «Chips Act 2.0» con una cornice più ampia orientata alla costruzione di una politica industriale europea di lungo periodo, e menziona la modifica del regolamento sulle materie prime critiche per migliorare la circolarità, aumentare la capacità di riciclaggio e rafforzare il mercato secondario delle materie prime critiche. Il parere della X Commissione condivide le intenzioni del Governo.
La proposta sul 28° regime societario
La Relazione menziona la proposta legislativa sul cosiddetto «28° regime» (presentata formalmente dopo la trasmissione della Relazione stessa), in merito alla quale si pone l'obiettivo di ottenere l'adozione di un quadro normativo armonizzato e competitivo, una riduzione dei costi amministrativi per start-up e imprese innovative, il rafforzamento della competitività del mercato unico, il potenziamento dell'accesso ai mercati dei capitali, una migliore trasparenza grazie a un registro europeo delle imprese interconnesso, nonché una maggiore uniformità giurisprudenziale grazie alla specializzazione delle sezioni competenti. Il parere reso alla XIV Commissione dalla X Commissione (Attività produttive) condivide gli obiettivi del Governo.
Mercati finanziari
La Relazione programmatica passa in rassegna anche le iniziative collegate all'Unione del risparmio e degli investimenti ricordando che il Governo è promotore di iniziative mirate alla semplificazione della regolamentazione nel settore bancario e finanziario.
Con riferimento al pacchetto di misure volte a rimuovere gli ostacoli alla piena integrazione dei mercati finanziari dell'UE mediante una semplificazione del relativo quadro normativo e di vigilanza, il parere della VI Commissione (Finanze) richiama espressamente la necessità che la ridefinizione del quadro di vigilanza e l'attribuzione ad ESMA di poteri di vigilanza e supervisione:
non riservi un ruolo marginale alle autorità di vigilanza nazionali;
Pag. 11non determini un eccessivo accentramento delle funzioni in capo all'ESMA;
non generi difficoltà nell'applicazione omogenea delle regole date le persistenti differenze negli ordinamenti nazionali;
non risulti inefficiente e non giustificata in relazione agli operatori di dimensioni minori in riferimento ai prestatori di servizi per le cripto-attività e alle entità finanziarie (escluse le banche) che forniscono come principale attività servizi per le cripto-attività.
Con riferimento, invece, al pacchetto di misure che mira ad agevolare l'attività di cartolarizzazione nell'UE, la VI Commissione sostiene la creazione di una piattaforma paneuropea per standardizzare e ampliare il mercato.
La memoria trasmessa da Confindustria afferma che l'Europa deve avanzare verso un sistema integrato e unificato di supervisione dei mercati, fondato su un autentico single rulebook e, in prospettiva, su un'unica autorità di vigilanza.
Settore automobilistico
Un pacchetto legislativo molto importante, che rientra nell'attuazione del Patto per l'industria pulita, è quello volto a sostenere gli sforzi del settore automobilistico nella transizione verso una mobilità pulita, che include, tra l'altro, una revisione della normativa sui livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli leggeri e una modifica mirata per i veicoli pesanti.
Il Governo sottolinea che la decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità sugli obiettivi per il settore automobilistico rientra nella direzione da sempre auspicata dall'Italia, e si impegna ad operare in tutte le sedi istituzionali al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione, attraverso un approccio tecnologicamente neutrale. Intende inoltre promuovere il sostegno al processo di transizione attraverso l'impiego di soluzioni a ridotta impronta di carbonio, contribuendo al contempo a preservare la resilienza e la competitività del sistema industriale, grazie ad un piano di investimento pluriennale che combini stimoli alla domanda con sostegno agli investimenti nell'offerta, rivolto all'intera catena del valore dell'industria automobilistica. Auspica, infine, un approccio olistico, strutturale e di ampio respiro che contempli il duplice obiettivo della neutralità climatica/tecnologica e della competitività del sistema industriale, garantisca a tutti i cittadini un equo accesso ai mezzi di mobilità e tuteli le eccellenze della filiera industriale europea.
Il parere della X Commissione condivide in pieno questo approccio.
Rispetto alla revisione della normativa relativa ai livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli leggeri, i pareri della VIII e della IX Commissione chiedono di implementare il principio di neutralità tecnologica fin da subito, riconoscendo il ruolo dei biocarburanti per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione dei veicoli, senza prevedere alcuna soglia al loro utilizzo, e di operare affinché sia prevista una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con combustibili a emissioni zero.Pag. 12
La Commissione Trasporti, nel parere reso, ha formulato altresì osservazioni puntuali rispetto al pacchetto omnibus per il settore automobilistico, ravvisando la necessità di modificare le proposte in modo da porre su un piano di parità tutte le soluzioni in grado di contribuire in modo verificabile alla riduzione delle emissioni: in particolare, ritiene essenziale l'estensione anche ai veicoli ibridi e a quelli alimentati da combustibili alternativi diversi dalla trazione elettrica delle esenzioni e semplificazioni relative a tachigrafi e misuratori di velocità proposti dalla Commissione europea.
In audizione, i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome hanno affermato che è necessario che le scelte europee in materia di automotive tengano conto della complessità dei territori coinvolti e dell'impatto che una transizione non adeguatamente governata potrebbe produrre su imprese, lavoratori e comunità locali. In questo quadro, hanno richiamato il ruolo critico svolto dalla Camera dei deputati nell'esame del piano d'azione europeo per l'automotive e delle proposte collegate che ha richiamato alcuni punti centrali che ritengono condivisibili, tra cui la necessità di una transizione tecnologicamente neutra e industrialmente sostenibile e il rischio di oneri sproporzionati per la manifattura europea.
Settore digitale e cibersicurezza
In merito alla semplificazione in ambito digitale, la Commissione trasporti chiede con riferimento al Digital Fairness Act, di raggiungere un adeguato compromesso tra la tutela dei consumatori e la necessità di favorire l'innovazione preservando la competitività delle piattaforme e delle PMI europee.
In relazione alla legislazione sull'IA, la Commissione trasporti sostiene un approccio mirato a promuovere l'utilizzo di un'IA sicura ed etica, assicurando il coordinamento del quadro nazionale con quello europeo, anche considerando le modifiche prospettate nell'omnibus digitale.
Con riferimento alla proposta legislativa sullo sviluppo del Cloud e dell'IA, il parere chiede di assicurare un quadro normativo coerente e semplificato, evitando duplicazioni di obblighi a carico delle imprese e tenendo conto sia della normativa in fase di attuazione sia della revisione in corso, a livello europeo, del regolamento sulla cibersicurezza.
Con riguardo agli aspetti di cibersicurezza contenuti nell'omnibus digitale, la Commissione trasporti di verificare l'effettiva razionalizzazione degli obblighi di notifica a carico degli operatori economici, nonché assicurata la tutela delle competenze degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale.
Infine, per quanto attiene alla proposta di regolamento sulle reti digitali (presentata nel gennaio 2026), la Commissione trasporti richiama l'esigenza di assicurare continuità e certezza del quadro regolatorio, evitando modifiche tali da compromettere l'attuale assetto normativo, in particolare riguardo ai modelli wholesale-only e alla separazione della rete, e promuovendo al contempo politiche capaci di sostenere l'innovazione nel settore delle telecomunicazioni e lo sviluppo di servizi paneuropei di connettività.
Il Sistema ETS
La Relazione si concentra diffusamente anche sull'aggiornamento del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS), in programma per il terzo trimestre del 2026.
Sul tema, la VIII Commissione Ambiente e la IX Commissione Trasporti, nei pareri resi, hanno formulato osservazioni.
La VIII Commissione chiede, con riferimento alla revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato ETS, che si sostenga l'estensione delle quote gratuite oltre il 2034, nonché un approccio graduale all'eliminazione di tali quote a partire dal 2028. Chiede inoltre che si operi affinché sia sospesa la sua applicazione alla produzione di elettricità da fonti termiche almeno fino a quando i livelli dei prezzi energetici non siano tornati a quelli precedenti alla crisi in Medio Oriente.
La IX Commissione formula osservazioni analoghe rispetto all'estensione delle quote gratuite, chiedendo anche di valutare specifiche deroghe sino al 2035 per le regioni insulari europee maggiormente penalizzate dalla discontinuità territoriale. Chiede inoltre che:
si promuova l'introduzione, nell'ambito dell'EU ETS, di esenzioni per i collegamenti con le isole;
si valuti attentamente la necessità di un'ulteriore posticipazione della piena operatività del sistema di scambio di quote di emissione nei settori del trasporto su strada, degli edifici e di altri comparti interessati (EU ETS 2).
Il tema è stato oggetto anche dell'attività conoscitiva della XIV Commissione.
In particolare, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha sottolineato che deve essere rivolta particolare attenzione al sistema ETS e, più in generale, agli strumenti europei di decarbonizzazione, in quanto gli strumenti regolatori e di mercato devono essere valutati anche in relazione ai loro effetti territoriali, industriali e sociali.
Energia
La Relazione si sofferma ampiamente anche sull'Unione dell'energia e in particolare sull'iniziativa legislativa relativa allo sviluppo delle infrastrutture e dei mercati per il trasporto della CO2 che dovrà essere presentata dalla Commissione europea, sul pacchetto reti europee, sulla proposta di regolamento che istituisce il fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sulla modifica del regolamento CBAM, rispetto al quale il Governo auspica la creazione delle condizioni necessarie per il corretto funzionamento delle attività nella fase di avvio del regime definitivo.
Con specifico riferimento alla riforma del CBAM, il parere della VIII Commissione chiede che si assicuri nei negoziati che la declinazione normativa e tecnica dell'obiettivo strategico generale sia realmente efficace, ciò con particolare riferimento alla completezza e coerenza interna dell'elenco dei nuovi prodotti a valle, alla verifica dei Pag. 14meccanismi antielusione, agli impatti sul mercato energetico e alle interazioni della proposta con la vigente normativa in materia di mercato elettrico, nonché agli eventuali oneri aggiuntivi di adempimento – in particolare maggiori obblighi informativi – per gli operatori economici e le amministrazioni nazionali competenti. Chiede, inoltre, che si operi per garantire una piena coerenza tra la revisione del CBAM e la revisione dell'EU ETS, affinché tali strumenti siano pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea.
Nella Relazione attenzione specifica è dedicata altresì all'atto legislativo sull'economia circolare, in programma per il terzo trimestre 2026, di cui vengono individuati i punti chiave.
Il parere dell'VIII Commissione chiede che nella predisposizione della proposta legislativa in materia di economia circolare sia perseguito un approccio equilibrato che tenga conto delle specificità e delle migliori prassi dei vari Stati membri.
Parallelamente, anche nel corso dell'attività conoscitiva svoltasi in XIV Commissione, sono emerse alcune richieste riferite a questo specifico atto legislativo.
In particolare, i rappresentanti di Confartigianato e CNA hanno sottolineato di accogliere positivamente l'iniziativa della Commissione europea, chiedendo allo stesso tempo che il nuovo quadro normativo sia chiaro, coerente e realmente accessibile, in grado di favorire la partecipazione diffusa delle micro e piccole imprese e di valorizzare il ruolo dell'economia circolare nei processi produttivi. In questa prospettiva, hanno sottolineato l'importanza di promuovere condizioni che favoriscano lo sviluppo di un mercato europeo più integrato delle materie prime secondarie, riducendo frammentazioni e ostacoli normativi che ne limitano la diffusione. Per Confindustria, come chiarito nella relativa memoria trasmessa, tale atto costituisce uno degli strumenti chiave per favorire una transizione reale verso un'economia più sostenibile e competitiva. Ha riferito infatti di aver presentato la propria risposta alla consultazione pubblica formulando specifiche richieste con riferimento, tra l'altro, all'inserimento di un principio orizzontale di coordinamento normativo, alla definizione di tempistiche massime armonizzate e alla creazione di strumenti semplificati per la sperimentazione e l'istituzione di meccanismi di coordinamento tra politiche di economia circolare, energia e materie prime critiche.
Politiche abitative
La Relazione si occupa del tema degli alloggi, nella più ampia sezione dedicata al sostegno delle persone e al modello sociale europeo, facendo anzitutto riferimento alla revisione della normativa in materia di aiuti di Stato proposta dalla Commissione nel Programma di lavoro per consentire agli Stati membri di fornire sostegno rapido e semplice alla creazione, e messa a disposizione, di alloggi a prezzi accessibili. Il Governo ritiene che una disciplina unionale più flessibile possa favorire la mobilitazione di risorse, anche con il coinvolgimento di capitali privati. Sottolinea inoltre la necessità di garantire un coordinamento tra le politiche per l'alloggio e quelle per il clima, al fine di massimizzare le sinergie.
In merito, il parere dell'VIII Commissione (Ambiente) chiede di tenere in debita considerazione le peculiarità nazionali e le relative Pag. 15esigenze e tempistiche e promuovere una revisione mirata della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, che impone oneri eccessivi in assenza di incentivi finanziari adeguati.
La memoria trasmessa dall'ANCE valuta con favore il Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, condividendone i pilastri relativi all'aumento dell'offerta, alla mobilitazione di finanziamenti, alle semplificazioni e alle riforme. Il Piano è accolto positivamente anche da Confartigianato e CNA affermando che l'aumento dei costi degli alloggi incide sulla disponibilità di forza lavoro e sull'attrattività dei territori.
Immigrazione, asilo e frontiere esterne
La Relazione dedica ampio spazio alle misure da attuare o in corso di elaborazione in materia di migrazione e l'asilo, nonché alla riforma del Codice frontiere Schengen, alla cooperazione in materia migratoria con i principali Paesi di origine e transito dei flussi.
Il parere della I Commissione (Affari costituzionali) condivide la linea governativa e con riferimento alle politiche relative alla gestione dei flussi migratori e all'asilo ravvisa l'esigenza di:
proseguire nella definizione di una politica di gestione dei flussi migratori improntata a criteri di legalità e controllo delle frontiere, idonea a prevenire ingressi non autorizzati di cittadini di Paesi terzi sul territorio dell'UE, nel quadro di un approccio europeo coerente e strutturato alla governance dei fenomeni migratori;
continuare a monitorare attentamente l'attuazione delle iniziative dell'UE in materia di immigrazione, con particolare riferimento all'attuazione del Patto in materia di migrazione e asilo, al fine di verificarne l'efficacia e assicurare l'effettiva operatività dei meccanismi di solidarietà tra Stati membri;
proseguire nell'elaborazione di soluzioni innovative per una gestione efficace e ordinata dei flussi migratori, volte a prevenire ingressi irregolari di soggetti privi dei requisiti e a rafforzare i meccanismi di rimpatrio di quanti soggiornano illegalmente nell'Unione europea, anche alla luce dell'esperienza dell'accordo bilaterale Italia-Albania, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali;
proseguire gli sforzi per rafforzare le relazioni strategiche con i Paesi di origine e di transito, anche mediante partenariati strategici già esistenti e nuovi recanti responsabilità e risultati chiari in molteplici settori, quali investimenti nell'istruzione, nelle infrastrutture economiche, nello sviluppo di talenti e di percorsi legali migratori, affinché le competenze dei cittadini di Paesi terzi possano colmare le lacune del mercato del lavoro in Europa;
rafforzare, in tale contesto, i legami con il continente africano, in linea con il lavoro già svolto e prospettato con il Piano Mattei per l'Africa, sviluppando ulteriori progetti concreti con Paesi strategici, come già fatto con quelli della sponda sud del Mediterraneo, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco;
Pag. 16con riferimento all'istituzione e al rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine dei flussi migratori, anche nel quadro del Patto per il Mediterraneo, promuovere percorsi di mobilità regolare, sia mediante l'attuazione di strumenti bilaterali di cooperazione in ambito migratorio, sia con la messa a punto di percorsi di mobilità internazionale per motivi di lavoro;
rafforzare le capacità operative per la gestione delle frontiere – anche grazie all'attuazione del Patto sull'asilo e la migrazione – attribuendo maggiori risorse umane e finanziarie a Frontex nell'ambito della imminente revisione del relativo regolamento;
considerare attentamente e monitorare i rischi connessi all'utilizzo dei flussi migratori quale strumento per azioni ibride di destabilizzazione delle democrazie europee.
In audizione il sindaco di Ventimiglia Di Muro ha affermato di condividere l'impostazione del Governo in materia.
I rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ritengono necessario che le regioni siano coinvolte in modo preventivo nella definizione delle scelte nazionali ed europee, con risorse adeguate e criteri di riparto trasparenti, affinché le politiche migratorie non restino misure emergenziali, ma diventino politiche ordinate, sostenibili e rispettose della dignità delle persone e della coesione delle comunità locali.
Lotta alla criminalità
La Relazione segnala che il Governo intende rappresentare gli interessi nazionali nelle fasi di definizione degli obiettivi relativi alla nuova Strategia dell'UE in materia di droghe, al Piano d'azione dell'UE contro il traffico di droga, alla revisione della normativa sui precursori di droghe e alla revisione della decisione quadro sulla cooperazione giudiziaria in materia penale, con l'obiettivo di garantire strumenti più efficaci per il contrasto operativo e investigativo, anche in relazione alle minacce tecnologiche e all'evoluzione delle reti criminali transnazionali.
Con riguardo al contrasto alla criminalità transfrontaliera, il parere della I Commissione segnala l'esigenza di:
apportare le modifiche appropriate alla legislazione dell'UE, a partire dalla imminente revisione del Regolamento istitutivo di Frontex, al fine di stabilire un equilibrio avanzato tra la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico e i diritti fondamentali, con particolare riferimento alla sicurezza dei dati personali;
rafforzare il quadro legislativo per il contrasto della criminalità organizzata, con particolare riguardo alle attività connesse al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani, assicurando un più effettivo coordinamento operativo tra le agenzie dell'UE e le autorità nazionali competenti, al fine di incrementare in modo significativo l'efficacia e la capacità di risposta; in tale contesto, occorre, in particolare, assicurare al contempo uno scambio di informazioni e dati sistematico tra tutte le agenzie dell'UE competenti per la prevenzione e il contrasto della Pag. 17criminalità e le autorità degli Stati membri, in particolare nei medesimi ambiti;
rafforzare ulteriormente, in tale prospettiva, il mandato di Europol e il suo sostegno alle agenzie nazionali di contrasto, tenendo in considerazione, in particolare, due aspetti critici: il primo attiene all'adeguatezza delle risorse umane e finanziarie poste a disposizione dell'Agenzia; il secondo, invece, concerne l'esigenza di evitare un'eccessiva formalizzazione di procedure e strumenti di cooperazione, come le task force operative, che rischia di togliere all'azione di contrasto la flessibilità necessaria a fronte della rapida e continua evoluzione delle attività criminali;
sostenere l'azione volta al consolidamento della gestione, anche digitale, delle frontiere e al rafforzamento della capacità operativa di Frontex e del sistema Schengen;
tutelare la trasparenza e la libertà di espressione nella gestione e diffusione di informazioni e notizie aventi rilevanza sociale e politica sulle piattaforme digitali e sulle reti sociali telematiche;
promuovere un approccio unitario alla sicurezza, anche mediante un nuovo Sistema europeo di comunicazione critica a disposizione delle autorità responsabili della sicurezza, per assicurare la cooperazione operativa.
Politiche sociali
La Relazione si concentra poi sul pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori, atteso per il terzo trimestre 2026, esprimendo sostegno sulla Strategia sull'equità intergenerazionale e rimarcando l'urgente necessità di garantire un adeguato rinnovamento generazionale della forza lavoro.
Il parere reso alla XIV Commissione dalla XI Commissione Lavoro esprime apprezzamento in merito.
Salute
Con riguardo alle politiche europee in materia sanitaria e farmaceutica il parere reso alla XIV Commissione dalla XII Commissione (Affari sociali) ritiene condivisibili gli obiettivi delineati dal Governo nella Relazione, con particolare riferimento allo sviluppo della sanità digitale, al rafforzamento della strategia farmaceutica europea, alle iniziative di prevenzione e contrasto delle principali patologie, nonché alle politiche di contrasto alla violenza di genere. Ritiene inoltre opportuno rafforzare, nell'ambito della strategia farmaceutica europea, un approccio integrato che coniughi l'accesso equo e tempestivo ai medicinali con il sostegno alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione industriale nel territorio dell'Unione, anche al fine di ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare la resilienza e l'autonomia strategica del sistema sanitario europeo, preservando al contempo la sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari nazionali.
Pag. 18Istruzione
Il Governo, e la Commissione nel suo programma di lavoro, attribuiscono una crescente centralità alle politiche della conoscenza – istruzione, università, ricerca e cultura – quali fattori abilitanti delle principali transizioni e componenti essenziali della competitività e della coesione europea. Al riguardo, il parere reso alla XIV Commissione dalla VII Commissione (Cultura) sottolinea che il rafforzamento dei sistemi educativi e della ricerca richiede un adeguato coordinamento tra politiche nazionali ed europee, nonché investimenti efficaci e stabili volti allo sviluppo del capitale umano, alla diffusione di competenze avanzate ed al sostegno delle carriere scientifiche e della mobilità dei ricercatori, contribuendo al contempo al superamento della frammentazione del sistema europeo della ricerca. Rileva altresì che la dimensione culturale continua a rappresentare un elemento fondamentale di coesione e identità europea, nonché un fattore rilevante nella proiezione esterna dell'UE e nella promozione dei suoi valori. Considera infine che la crescente interconnessione tra sviluppo tecnologico e implicazioni etiche e sociali rende necessario un approccio equilibrato, che coniughi il sostegno all'innovazione con la tutela dei diritti fondamentali e il rispetto dei valori europei.
Agricoltura
La Relazione si occupa anche di dossier legislativi concernenti l'agricoltura, la sicurezza alimentare, l'acqua e la natura. Il Governo intende impegnarsi per ridurre gli oneri nel settore agroalimentare, contrastare le pratiche sleali e contribuire allo sviluppo della piattaforma europea per la resilienza idrica.
Con riguardo alle iniziative per la riforma della politica agricola comune, il parere reso alla XIV Commissione dalla XIII Commissione (Agricoltura) ribadisce la necessità di:
promuovere il carattere prioritario della sovranità alimentare europea come obiettivo strategico dell'Unione, assicurando al contempo l'indipendenza dei processi produttivi, la certezza delle forniture e la salvaguardia dei livelli reddituali degli agricoltori di fronte alle attuali fasi di incertezza sugli scenari geopolitici e sui mercati internazionali;
mantenere costante un dialogo con il Parlamento e con le rappresentanze del settore agricolo in merito agli sviluppi delle trattative in sede europea, nonché riguardo ai provvedimenti adottati per la protezione e il rilancio del sistema agricolo del nostro Paese.
In audizione, Confartigianato e CNA hanno espresso l'auspicio che nel contesto della normativa sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare siano particolarmente tutelati i fornitori di piccole dimensioni, particolarmente esposti a tali dinamiche.
Difesa della democrazia
Una parte della Relazione è dedicata altresì alla difesa della democrazia, allo Stato di diritto e ai valori dell'UE. In particolare, il Pag. 19Governo preannuncia il suo impegno volto a proteggere istituzioni e società democratiche contro le insidie dell'estremismo, della disinformazione, della corruzione, degli attacchi informatici e delle ingerenze straniere e per stabilire, mediante lo Scudo europeo per la democrazia, un quadro strategico che protegga la democrazia e che contrasti la manipolazione e l'ingerenza straniera nell'informazione.
A questo riguardo, il parere della I Commissione (Affari costituzionali) ravvisa l'esigenza di:
assicurare che il monitoraggio del rispetto dello Stato di diritto negli ordinamenti nazionali, effettuato tramite diversi strumenti, tra cui anche la relazione annuale predisposta dalla Commissione europea, si fondi su una profonda conoscenza delle specificità del sistema di pesi e contrappesi costituzionali di ciascun Paese, come pure del reale funzionamento delle sue istituzioni, senza spingersi a sindacare le scelte politiche e legislative di competenza dei Parlamenti e delle altre istituzioni nazionali;
applicare pertanto anche le condizionalità di bilancio, in particolare quelle legate allo Stato di diritto, in modo coerente e rigoroso, in coerenza con le previsioni dei Trattati e la giurisprudenza della Corte di giustizia;
proseguire nell'adozione di strumenti normativi adeguati ed efficaci per prevenire e contrastare gli attacchi ai sistemi e alle istituzioni democratiche europee, con particolare attenzione al crescente numero di minacce, sia interne sia esterne, all'evoluzione dei metodi impiegati e all'uso sempre più pervasivo degli strumenti digitali e del web.
Con riferimento, invece, alla proposta di direttiva che stabilisce requisiti armonizzati nel mercato interno sulla trasparenza della rappresentanza d'interessi esercitata per conto di Paesi terzi, il Governo si pone l'obiettivo di mantenere un bilanciamento fra l'esigenza di trasparenza delle attività di rappresentanza di interessi svolte per conto di Paesi terzi e la necessità di ridurre al minimo gli oneri amministrativi a carico delle entità e delle autorità pubbliche, nel rispetto dei principi di semplificazione, proporzionalità e «once only».
Nel 2026, segnala altresì la Relazione, è prevista la revisione della direttiva sui servizi dei media audiovisivi, con riguardo alla quale il Governo intende tra l'altro garantire un rafforzamento della promozione della diversità culturale e linguistica nel mercato digitale, evitare che opere prodotte principalmente da Paesi extra-UE rientrino nell'attuale definizione di opere europee ai sensi della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, giungere a una definizione più efficace di «opera europea» e a una maggiore tutela della proprietà intellettuale e mantenere l'esclusione dell'audiovisivo dalle norme dell'UE sul commercio elettronico.
Infine, la Relazione segnala che è in fase di avvio l'attività finalizzata all'individuazione delle modifiche da apportare alla normativa processuale per dare attuazione alla direttiva (UE) 2024/1069 sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi, cd. azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica Pag. 20(Strategic Lawsuits Against Public Participation – SLAPP). Il Governo intende determinare la tipologia di intervento normativo da adottare e individuare le modifiche da apportare alla disciplina del processo civile.
Azione esterna
La seconda parte della Relazione è dedicata alla dimensione esterna dell'UE.
Nell'ambito della politica di sicurezza e difesa dell'UE, il Governo intende:
mobilitare flussi più consistenti di risorse pubbliche e private a favore dell'industria europea della difesa;
affermare un approccio «aperto» all'autonomia strategica dell'UE, bilanciando il rafforzamento della difesa europea con la collaborazione industriale con Paesi terzi;
rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea, includendo anche Stati europei non UE e alleati NATO;
garantire maggiore coerenza strategica dell'UE, rafforzando il ruolo politico degli Stati membri con una governance chiara e trasparente;
aumentare l'interoperabilità e la capacità operativa europea mediante requisiti comuni;
potenziare la resilienza dell'UE contro minacce ibride, cyber, spaziali e sottomarine, anche attraverso la creazione di un Centro europeo per la guerra ibrida;
migliorare la prontezza operativa e la sostenibilità nel lungo periodo;
rafforzare la complementarità UE–NATO.
Gli intenti del Governo sono sostanzialmente ripresi dal parere reso alla XIV Commissione dalla IV Commissione (Difesa) che, tra l'altro, richiama la centralità del rapporto tra Unione europea ed Alleanza atlantica, sottolinea l'importanza del sostegno all'Ucraina, evidenzia la crescente importanza della base industriale e tecnologica della difesa europea quale fattore strategico di sicurezza, resilienza e competitività, valuta positivamente le iniziative europee volte al rafforzamento dell'ecosistema industriale della difesa, tra cui l'Azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) e il Programma per l'industria europea della difesa (EDIP), ritenendo, tuttavia, che esse debbano svilupparsi nel rispetto delle prerogative nazionali, della sostenibilità finanziaria e dell'esigenza di valorizzare pienamente il contributo delle industrie strategiche italiane e delle filiere produttive nazionali, e richiama, infine, l'importanza della mobilità militare, della sicurezza delle infrastrutture critiche, della difesa antidrone, delle capacità spaziali e della resilienza rispetto alle minacce ibride e sottomarine.
La IV Commissione chiede, infine, di valutare l'esigenza di promuovere un progressivo consolidamento delle forme di controllo democratico e di raccordo parlamentare nelle materie della politica Pag. 21estera, di sicurezza e difesa comune, valorizzando il ruolo dei Parlamenti nazionali e delle sedi di cooperazione interparlamentare.
In ambito di «Europa globale», la Relazione evidenzia che l'attività di espansione della rete di accordi di libero scambio e di partenariati economici dell'UE con Paesi terzi continuerà anche nel 2026 in ragione degli accordi Mercosur, Messico e Indonesia e dei negoziati con partner commerciali di rilievo (India, Thailandia, Filippine, Emirati Arabi Uniti e Malaysia). Particolare menzione viene fatta dell'Accordo di partenariato UE-Mercosur, rispetto al quale si sottolinea che la posizione del Governo mira a coglierne il potenziale, «a condizione che vengano tutelate le filiere agricole italiane». Il parere della III Commissione (Affari esteri) rileva l'importanza di proseguire l'espansione della rete di accordi commerciali e di partenariato economico dell'UE con Paesi terzi, assicurando la piena tutela delle filiere produttive europee e nazionali, con particolare attenzione ai settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale.
Con riguardo agli accordi di libero scambio e di partenariato economico dell'UE con Stati terzi e, in particolare, con i Paesi del Mercosur, il parere della XIII Commissione segnala l'esigenza di:
impegnarsi in tutte le sedi opportune per la salvaguardia della competitività della filiera agroalimentare italiana, attraverso l'inserimento di ferree clausole di reciprocità nei trattati commerciali, così da proteggere le produzioni agricole italiane dalle dinamiche di concorrenza asimmetrica e sleale esercitate da Paesi extra-UE affinché chi esporta in Europa rispetti gli stessi altissimi standard ambientali, sanitari e di benessere animale dei produttori italiani ed europei nonché garantire la solidità economica delle aziende agricole e zootecniche nazionali, con un'attenzione specifica per le realtà produttive localizzate nelle aree svantaggiate, montane e interne;
promuovere e sostenere attivamente lo stanziamento di strumenti compensativi idonei, a livello europeo e nazionale, destinati a ristorare le imprese che dovessero subire ripercussioni negative o danni economici derivanti da nuovi accordi commerciali con Paesi terzi.
La Relazione afferma che il rapporto con gli Stati Uniti rappresenta un «punto di riferimento imprescindibile della proiezione esterna dell'Unione e cornice fondamentale entro cui sviluppare e tutelare gli interessi e i valori europei». Osserva, altresì, che «le forti innovazioni impresse dall'amministrazione USA alle relazioni transatlantiche, orientate a promuovere un'agenda “America first”, delineano un quadro inedito, con implicazioni sui rapporti commerciali, sul burden sharing della difesa collettiva, sulla portata dell'impegno USA per la sicurezza europea». Il Governo intende in particolare consolidare il partenariato transatlantico nei settori di interesse comune, dalla difesa collettiva alla cooperazione scientifica ed energetica, dalla risoluzione dei conflitti in Europa e Medio Oriente al rilancio della competitività globale dei settori produttivi, con azioni fra l'altro volte a eliminare o mitigare la politica tariffaria statunitense.
Altro dossier ritenuto prioritario dalla Relazione riguarda il Patto per il Mediterraneo. Il Governo dichiara di volerne promuovere la piena attuazione e che si impegnerà per un rafforzamento dei rapporti bilaterali fra l'UE e i partner del vicinato Sud, sia tramite l'attuazione Pag. 22dei partenariati strategici e globali già conclusi con Tunisia, Egitto e Giordania, sia favorendo l'istituzione di analoghi partenariati con altri Paesi cruciali per la stabilità del Mediterraneo.
La Relazione si sofferma pure sulla Strategia per il Medio Oriente, affermando che il Governo intende prendere parte attiva agli sforzi negoziali internazionali volti alla stabilizzazione dell'area del Medio Oriente e del Mediterraneo, indirizzandone l'esito verso gli obiettivi strategici di lungo termine dell'Italia e dell'Unione europea, con ritorni in termini di sicurezza, interconnessioni economiche, affidabilità delle forniture energetiche, contenimento del fenomeno delle migrazioni illegali e promozione dei diritti umani fondamentali. Particolare attenzione sarà rivolta all'area israelo-palestinese, alla Siria e al Libano, nonché alla stabilizzazione della Libia e all'Iran, all'Iraq e allo Yemen.
In materia di allargamento, invece, il Governo preannuncia che continuerà a: sostenere sul piano politico e tecnico tutti i Paesi candidati all'adesione, con particolare attenzione ai Paesi dei Balcani occidentali; perseguire, nelle opportune sedi europee, l'obiettivo di semplificare il processo di allargamento, garantendo parità di trattamento per tutti i candidati, e di realizzare un'ambiziosa comunicazione strategica rivolta sia agli Stati membri che ai Paesi candidati per preparare le rispettive opinioni pubbliche alle nuove adesioni. Il parere della III Commissione condivide l'obiettivo di sostenere attivamente il processo di allargamento dell'Unione europea, con particolare attenzione ai Paesi dei Balcani occidentali, nel rispetto del principio del merito.
Tra le altre cose il Governo riferisce di essere impegnato nel seguire il processo di estensione delle Reti transeuropee dei trasporti ai Paesi terzi e in particolare ai Balcani occidentali e nel favorire la definizione di un possibile meccanismo unionale di supporto agli studenti palestinesi, potenzialmente modellato sulla struttura di Erasmus+.
Anche il parere reso dalla III Commissione (Affari esteri) sottolinea, tra le altre cose, la centralità del partenariato transatlantico quale riferimento imprescindibile della proiezione esterna dell'Unione e condivide la necessità di promuovere una più solida autonomia strategica europea, declinata nella dimensione esterna, anche attraverso il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune e della politica di sicurezza e difesa comune. La III Commissione ribadisce la centralità del sostegno all'Ucraina sotto il profilo politico, finanziario e militare e nel percorso di ricostruzione e di progressiva integrazione europea. La III Commissione ritiene, infine, che il rafforzamento della dimensione esterna dell'Unione europea debba accompagnarsi ad un progressivo consolidamento delle forme di controllo democratico e di indirizzo politico-parlamentare nelle materie della politica estera, di sicurezza e difesa e in tale prospettiva sottolinea l'opportunità di valorizzare e sviluppare ulteriormente il ruolo delle sedi di cooperazione interparlamentare in ambito UE, ed in particolare della Conferenza interparlamentare sulla PESC e PSDC.
La memoria trasmessa da Confindustria ritiene che gli incrementi dei bilanci nazionali nei settori difesa e spazio devono fungere da catalizzatore per una cooperazione europea più profonda, anziché rimanere frammentati a livello nazionale.
Ritardi nei pagamenti
La Relazione dà menziona anche altri fascicoli legislativi europei, tra cui la proposta di regolamento relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, indicando che l'Italia è per una revisione della direttiva, introducendo emendamenti mirati, volti a favorire una migliore applicazione delle norme e a garantire una maggiore tutela alle PMI, specie quando si trovano nella posizione di creditrici in rapporti commerciali con imprese di dimensioni maggiori.
Confartigianato e CNA auspicano che l'iter legislativo di tale provvedimento possa presto riprendere in quanto il contrasto ai ritardi di pagamento assume un ruolo decisivo per garantire condizioni di accesso più eque e migliorare la liquidità delle piccole imprese, ancora oggi penalizzate da squilibri strutturali nei rapporti commerciali.
Accise sul tabacco
La Relazione si sofferma anche sulla revisione della normativa in materia di accise gravanti sui prodotti del tabacco e sui prodotti correlati. Il Governo esprime l'impegno a raggiungere una posizione negoziale che rispetti pienamente le indicazioni del parere motivato approvato dalla Commissione Politiche dell'UE il 15 ottobre 2025. In linea con quest'ultimo, infatti, intende operare per assicurare un equilibrio sostenibile tra le esigenze di buon funzionamento del mercato interno e la tutela degli investimenti effettuati e in corso, il mantenimento dei livelli occupazionali nella filiera produttiva del tabacco e la competitività internazionale del settore, con particolare attenzione ai prodotti innovativi, la cui quota di mercato è in rapida crescita. Intende inoltre scongiurare il rischio che repentini e drastici aumenti delle aliquote minime determinino un aumento della diffusione di fenomeni di contrabbando e traffici illeciti ed evitare che l'applicazione del meccanismo di adeguamento automatico all'inflazione abbia effetti deleteri sull'andamento del livello dei prezzi dei prodotti del tabacco.
Gli orientamenti governativi sono condivisi e sostenuti dalla VI Commissione (Finanze) che, nel parere reso alla XIV Commissione, ribadisce che la proposta deve «tenere adeguatamente conto degli assetti economici e produttivi nazionali, evitando di mettere in pericolo interi comparti strategici dal punto di vista sia economico che occupazionale e la sostenibilità complessiva della filiera del tabacco» e «scongiurare il rischio che repentini e drastici aumenti delle aliquote minime determinino uno spostamento dei consumi dei prodotti del tabacco verso il mercato illegale, rischiando di sottrarre risorse alle finanze pubbliche, incentivando il sistema della criminalità organizzata e creando danni ulteriori alla salute pubblica».
Il raccordo tra Parlamento e Governo
La relazione dà grande evidenza agli obblighi previsti dalla legge n. 234 del 2012 in capo al Governo nei confronti del Parlamento e volti ad assicurare un flusso costante, completo e tempestivo di informazioni Pag. 24su ciascun atto o iniziativa dell'Unione europea. Nel 2026, il Governo prevede di:
intensificare il dialogo con le amministrazioni, in particolare per quanto riguarda il flusso documentale destinato al Parlamento sotto forma di relazioni governative e relativi seguiti agli atti di indirizzo;
garantire la costante informazione al Parlamento sui progetti di atti dell'UE, inclusi i documenti di consultazione, quali libri verdi, libri bianchi e comunicazioni;
assicurare la pubblicazione periodica degli strumenti di ricognizione degli atti legislativi e non legislativi dell'UE, anche quale misura di trasparenza amministrativa.
Si tratta di impegni apprezzabili che confermano la grande attenzione del Governo verso il Parlamento nel settore europeo.
In audizione, i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome hanno sottolineato l'importanza di coinvolgere le Assemblee legislative regionali nella formazione della posizione nazionale affinché quest'ultima sia fondata su una conoscenza effettiva delle esigenze dei territori, delle filiere produttive, delle comunità locali e delle amministrazioni chiamate ad attuare concretamente molte delle decisioni assunte a livello europeo.
PARERI DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
Pag. 26Pag. 27PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
Il Comitato per la legislazione,
esaminati i documenti programmatici in titolo, con riguardo ai profili di competenza;
preso atto con favore che essi dedicano attenzione ai temi della migliore regolamentazione e, in particolare della semplificazione normativa;
rilevato che l'impegno della Commissione, in relazione alle tematiche sopra menzionate, a continuare a muoversi nel solco del programma «Legiferare Meglio», volto a migliorare la qualità della legislazione e ottimizzarne i benefici;
rammentato che tale accordo, entrato in vigore nell'aprile 2016, contiene disposizioni riguardanti: la condivisione di impegni e obiettivi comuni da parte del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, la programmazione, gli strumenti per legiferare meglio (valutazione d'impatto, consultazione delle parti interessate e valutazione ex post), gli strumenti legislativi, gli atti delegati e gli atti di esecuzione, la trasparenza, l'attuazione e la semplificazione;
riconosciuta la volontà della Commissione di perseguire tali obiettivi mediante proposte semplificative e pacchetti Omnibus, tesi a riordinare e ad aggiornare l'ordito normativo esistente;
relativamente alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea:
nella parte prima, al dossier 1 – relativo ai pacchetti di semplificazione normativa – il Governo accoglie con favore il rinnovato sforzo della Commissione per ridurre gli oneri normativi, in particolare tramite i pacchetti legislativi cd. «Omnibus», che permettono di accelerare il processo di revisione legislativa in determinati settori ritenuti maggiormente problematici, secondo un approccio fondato sulle tre fasi «review, reduce, restrain», ovvero una revisione della legislazione esistente per identificarne gli elementi superflui, ridurre le norme, specie se obsolete, astenersi dall'introdurre nuove norme qualora non necessario; fra i pacchetti Omnibus in via di definizione, vengono ricordati il V (Prontezza della difesa, inteso a semplificare le procedure nell'ambito delle iniziative di difesa), il VI (Sostanze chimiche, contenente misure di semplificazione della legislazione sulle sostanze chimiche, per ridurre gli oneri di conformità mantenendo i livelli di tutela ambientale e di salute), il VII (Digitale, volto a semplificare il quadro normativo digitale dell'UE, includendo data governance, protezione dei dati, cybersicurezza e intelligenza artificiale), l'VIII (Ambiente, pacchetto di semplificazione delle norme ambientali), il IX (Settore automobilistico, contenente semplificazioni sui requisiti tecnici e le procedure di prova per i veicoli) e il X (Sicurezza alimentare e mangimi, volto ad accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti e semplificare le regole per i dispositivi medici); sul punto, il Governo dichiara di voler seguire la definizione della nuova agenda di semplificazionePag. 28 normativa, valutando l'efficacia delle norme per assicurare che restino attuali e coerenti con le finalità originarie;
nell'ambito della medesima parte prima, al dossier 40 – relativo alla qualità della regolazione «Better Regulation» – il Governo si impegna a garantire, nel 2026, la partecipazione alle riunioni del Gruppo di lavoro «Competitività e Crescita- Better Regulation» del Consiglio UE, aventi focus particolare sui temi dell'analisi di impatto della regolamentazione, della verifica ex post dei suoi effetti, delle pratiche di consultazione, della legislazione orientata all'innovazione e della qualità della regolazione, nonché a quelle del Comitato OCSE per le politiche di regolazione; in particolare, il Governo intende sostenere, per quanto qui rileva, la necessità di effettuare l'analisi di impatto (IA) sugli emendamenti sostanziali del Consiglio, la riduzione degli oneri procedurali e di rendicontazione nonché l'elaborazione a livello unionale di un manuale o di linee guida per la «sandbox normative»;
relativamente al Programma di lavoro della Commissione:
in continuità rispetto al precedente programma di lavoro, in attuazione del programma «legiferare meglio» la Commissione europea riferisce che il programma di lavoro per il 2026 darà ulteriore impulso alla semplificazione; in tal senso, la Commissione comunica di aver già presentato alcune proposte omnibus e di semplificazione, oltre metà delle quali miranti a snellire la legislazione dell'UE rendendola più chiara e di più agevole attuazione; viene perseguito l'obiettivo di una riduzione degli oneri amministrativi pari al 25% sul piano generale e del 35% per PMI; si rappresenta, in particolare, che l'intervento, consisterà in una serie di iniziative aventi l'intento di semplificare la vita dei cittadini e le norme in settori strategici quale quello automobilistico, dell'ambiente, della fiscalità, della sicurezza alimentare, dei dispositivi medici, nonché la semplificazione della legislazione sui prodotti energetici; si prevede uno snellimento della rendicontazione, l'acceleramento delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni e un allineamento della legislazione all'evoluzione del mercato; al fine di incentivare l'innovazione, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, la Commissione europea comunica che intende provvedere alla modernizzazione della legislazione in materia digitale, alla semplificazione delle procedure di appalto pubblico e all'aggiornamento delle norme relative ai media e alla concorrenza leale in tale settore;
in linea con il menzionato programma «legiferare meglio», la Commissione afferma, inoltre, che intende proporre misure legislative solo se effettivamente necessarie, basate su dati concreti e funzionali a realizzare il massimo beneficio possibile; anticipa, peraltro, che ritirerà le proposte la cui adozione non risulti più nell'interesse generale in considerazione della loro data di adozione, dell'assenza di progressi nell'iter legislativo, del potenziale onere che comporterebbero o del mancato allineamento alle priorità dell'Unione. Lo stesso quadro per legiferare meglio sarà dunque semplificato, nell'intento di applicare in modo più rigoroso e strutturato il principio di proporzionalità: a tal fine la Commissione presenterà una comunicazione nel primo semestre 2026;
quale elemento di novità, rispetto al passato, il Programma di lavoro è accompagnato da una prima relazione di sintesi annuale, Pag. 29relativa al 2025, che riepiloga i principali risultati del lavoro svolto nel corso del precedente anno relativamente ai profili della semplificazione, dell'attuazione e dell'effettiva applicazione del diritto dell'Unione;
per quanto concerne la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2026:
sotto il profilo della riduzione degli oneri regolatori, della valutazione di impatto della regolamentazione e della programmazione legislativa:
prende atto degli impegni assunti dal Governo nel supporto alla definizione della nuova agenda di semplificazione amministrativa unionale e alla promozione dell'analisi di impatto sugli emendamenti sostanziali del Consiglio nonché alla riduzione degli oneri procedurali e di rendicontazione;
per quanto concerne il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026:
sotto il profilo della programmazione legislativa:
prende atto dell'impegno manifestato, tramite l'elaborazione dei richiamati pacchetti Omnibus, alla semplificazione normativa e alla riduzione degli oneri, specie nei settori in cui essi risultano particolarmente gravosi, così da rafforzare la competitività dell'Unione Europea.
________________
PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
La I Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025)870) – e la Relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
premesso che:
le priorità e le linee strategiche indicate dal Governo nella relazione programmatica 2026 risultano pienamente condivisibili, specialmente per quanto riguarda il ruolo centrale attribuito alle politiche per la gestione dei flussi migratori, all'asilo, alle frontiere esterne, al contrasto della criminalità transfrontaliera e al rafforzamento della sicurezza interna dell'UE; in particolare, è apprezzabile l'impegno del Governo a:
garantire l'applicazione del Nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo a partire da giugno 2026, inclusa la «componente solidaristica» già oggetto di prime misure attuative; si segnala al riguardo l'esigenza Pag. 30di una tempestiva approvazione del disegno di legge presentato allo scopo dal Governo al Senato;
continuare a sviluppare soluzioni innovative al fenomeno migratorio, rafforzando la cooperazione con i Paesi terzi di origine e transito, anche tramite programmi finanziati dall'UE, con conseguente adeguamento dell'ordinamento nazionale e delle strutture necessarie per le procedure di frontiera e per incrementare i rimpatri;
promuovere la piena attuazione del Patto per il Mediterraneo, contribuendo attivamente alla definizione del relativo Piano d'azione;
contribuire ad una rapida conclusione dei negoziati interistituzionali relativi al nuovo regolamento in materia di rimpatri, nonché ad assicurare l'attuazione effettiva e tempestiva dei due regolamenti recanti norme sui Paesi terzi sicuri e un elenco di Paesi terzi di origine sicuri;
concludere i negoziati sulla proposta di direttiva relativa alla prevenzione e al contrasto del favoreggiamento dell'ingresso, transito e soggiorno illegali nell'UE;
valutata positivamente la posizione del Governo sulla tutela dello Stato di diritto, con particolare riferimento all'impegno a:
partecipare ai negoziati per un quadro strategico di difesa della democrazia contro manipolazioni e ingerenze straniere;
promuovere interventi e revisioni normative per garantire la protezione dei media e l'accesso a un'informazione indipendente, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dei valori democratici;
seguire la proposta di direttiva sulla trasparenza della rappresentanza di interessi per conto di Paesi terzi, assicurando un equilibrio tra trasparenza e riduzione degli oneri amministrativi, nel rispetto dei principi di semplificazione, proporzionalità e «once only»;
sottolineata l'importanza, al fine di dare seguito ad una raccomandazione più volte rivolta all'Italia dalla Commissione europea nell'ambito della relazione annuale sul rispetto dello Stato di diritto, della proposta di legge sulla rappresentanza di interessi approvata in prima lettura dalla Camera dei deputati, di cui è pertanto auspicabile la definitiva adozione entro la fine della legislatura;
ritenuta altresì condivisibile la promozione di interventi strategici, in linea con il Piano d'azione per l'educazione digitale, per la tutela della salute mentale dei minori rispetto ai rischi dei social media, nonché il proseguimento delle politiche per le pari opportunità, anche attraverso la Strategia nazionale per la parità di genere 2021–2026;
considerato, con riferimento al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, pienamente condivisibile l'impegno della Commissione stessa a:
proporre una normativa sulla digitalizzazione del sistema comune europeo di rimpatrio;
garantire la sicurezza interna dell'UE, anche attraverso un aumento dei controlli alle frontiere esterne, prospettando correttamentePag. 31 a tal fine iniziative volte a inasprire la risposta degli ordinamenti nazionali alle attività di scafisti e trafficanti per congelarne i beni, limitarne la libertà di circolazione e tagliarne i profitti;
rafforzare il mandato e il corpo permanente di Frontex (l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) e, al contempo, presentare una normativa per il rafforzamento di Europol nonché una legislazione per creare un sistema europeo di comunicazione in grado di garantire un efficace coordinamento in caso di crisi tra forze di polizia, servizi antincendio e servizi di emergenza a livello transfrontaliero;
consolidare il quadro giuridico per la lotta alla criminalità organizzata, nonché presentare nuove misure per combattere la tratta di esseri umani;
assumere iniziative a tutela dello Stato di diritto, della democrazia e dei valori UE, tra cui il contrasto al bullismo online, una nuova strategia per la parità di genere e una strategia aggiornata per i diritti delle persone con disabilità;
presentare ulteriori proposte per semplificare, consolidare e codificare la legislazione con l'obiettivo di eliminare sovrapposizioni e contraddizioni, tenendo anche conto delle differenti regole nazionali che rendono difficile fare impresa;
valutate positivamente, altresì, le iniziative assunte a tutela dei valori dell'Unione, e in particolare le azioni per la difesa della democrazia come lo «Scudo democratico europeo», ciò postula tuttavia che sia rilanciato il ruolo politico ed economico dell'Unione sulla scena internazionale per proteggere e perseguire i valori alla base della integrazione europea;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
con riferimento alle politiche relative alla gestione dei flussi migratori e all'asilo, si ravvisa l'esigenza di:
a) proseguire nella definizione di una politica di gestione dei flussi migratori improntata a criteri di legalità e controllo delle frontiere, idonea a prevenire ingressi non autorizzati di cittadini di Paesi terzi sul territorio dell'UE, nel quadro di un approccio europeo coerente e strutturato alla governance dei fenomeni migratori;
b) continuare a monitorare attentamente l'attuazione delle iniziative dell'UE in materia di immigrazione, con particolare riferimento all'attuazione del Patto in materia di migrazione e asilo, al fine di verificarne l'efficacia e assicurare l'effettiva operatività dei meccanismi di solidarietà tra Stati membri;
c) proseguire nell'elaborazione di soluzioni innovative per una gestione efficace e ordinata dei flussi migratori, volte a prevenire ingressi irregolari di soggetti privi dei requisiti e a rafforzare i meccanismiPag. 32 di rimpatrio di quanti soggiornano illegalmente nell'Unione europea, anche alla luce dell'esperienza dell'accordo bilaterale Italia-Albania, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali;
d) proseguire gli sforzi per rafforzare le relazioni strategiche con i Paesi origine e di transito, anche mediante partenariati strategici già esistenti e nuovi recanti responsabilità e risultati chiari in molteplici settori, quali investimenti nell'istruzione, nelle infrastrutture economiche, nello sviluppo di talenti e di percorsi legali migratori, affinché le competenze dei cittadini di Paesi terzi possano colmare le lacune del mercato del lavoro in Europa;
e) rafforzare, in tale contesto, i legami con il continente africano, in linea con il lavoro già svolto e prospettato con il Piano Mattei per l'Africa, sviluppando ulteriori progetti concreti con Paesi strategici, come già fatto con quelli della sponda sud del Mediterraneo, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco;
f) con riferimento all'istituzione e al rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine dei flussi migratori, anche nel quadro del Patto per il Mediterraneo, promuovere percorsi di mobilità regolare, sia mediante l'attuazione di strumenti bilaterali di cooperazione in ambito migratorio, sia con la messa a punto di percorsi di mobilità internazionale per motivi di lavoro;
g) rafforzare le capacità operative per la gestione delle frontiere – anche grazie all'attuazione del Patto sull'asilo e la migrazione – attribuendo maggiori risorse umane e finanziarie a Frontex nell'ambito della imminente revisione del relativo regolamento;
h) considerare attentamente e monitorare i rischi connessi all'utilizzo dei flussi migratori quale strumento per azioni ibride di destabilizzazione delle democrazie europee;
con riguardo al contrasto alla criminalità transfrontaliera, si segnala l'esigenza di:
i) apportare le modifiche appropriate alla legislazione dell'UE, a partire dalla imminente revisione del Regolamento istitutivo di Frontex, al fine di stabilire un equilibrio avanzato tra la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico e i diritti fondamentali, con particolare riferimento alla sicurezza dei dati personali;
j) rafforzare il quadro legislativo per il contrasto della criminalità organizzata, con particolare riguardo alle attività connesse al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani, assicurando un più effettivo coordinamento operativo tra le agenzie dell'UE e le autorità nazionali competenti, al fine di incrementare in modo significativo l'efficacia e la capacità di risposta; in tale contesto, occorre, in particolare, assicurare al contempo uno scambio di informazioni e dati sistematico tra tutte le agenzie dell'UE competenti per la prevenzione e il contrasto della criminalità e le autorità degli Stati membri, in particolare nei medesimi ambiti;
k) rafforzare ulteriormente, in tale prospettiva, il mandato di Europol e il suo sostegno alle agenzie nazionali di contrasto, tenendo in considerazione, in particolare, due aspetti critici: il primo attiene alla Pag. 33adeguatezza delle risorse umane e finanziarie poste a disposizione dell'Agenzia; il secondo, invece, concerne l'esigenza di evitare una eccessiva formalizzazione di procedure e strumenti di cooperazione, come le task force operative, che rischia di togliere all'azione di contrasto la flessibilità necessaria a fronte della rapida e continua evoluzione delle attività criminali;
l) sostenere l'azione volta al consolidamento della gestione, anche digitale, delle frontiere e al rafforzamento della capacità operativa di Frontex e del sistema Schengen;
m) tutelare la trasparenza e la libertà di espressione nella gestione e diffusione di informazioni e notizie aventi rilevanza sociale e politica sulle piattaforme digitali e sulle reti sociali telematiche;
n) promuovere un approccio unitario alla sicurezza, anche mediante un nuovo Sistema europeo di comunicazione critica a disposizione delle autorità responsabili della sicurezza, per assicurare la cooperazione operativa;
con riguardo alle iniziative per la protezione della sfera democratica, dello Stato di diritto e dei valori dell'UE si ravvisa l'esigenza di:
o) assicurare che il monitoraggio del rispetto dello Stato di diritto negli ordinamenti nazionali, effettuato tramite diversi strumenti, tra cui anche la relazione annuale predisposta dalla Commissione europea, si fondi su una profonda conoscenza delle specificità del sistema di pesi e contrappesi costituzionali di ciascun paese, come pure del reale funzionamento delle sue istituzioni, senza spingersi a sindacare le scelte politiche e legislative di competenza dei parlamenti e delle altre Istituzioni nazionali;
p) applicare pertanto anche le condizionalità di bilancio, in particolare quelle legate allo Stato di diritto, in modo coerente e rigoroso, in coerenza con le previsioni dei Trattati e la giurisprudenza della Corte di giustizia;
q) proseguire nell'adozione di strumenti normativi adeguati ed efficaci per prevenire e contrastare gli attacchi ai sistemi e alle istituzioni democratiche europee, con particolare attenzione al crescente numero di minacce, sia interne sia esterne, all'evoluzione dei metodi impiegati e all'uso sempre più pervasivo degli strumenti digitali e del web;
con riferimento alla semplificazione legislativa e alla qualità della regolamentazione si segnala la necessità che:
r) le nuove iniziative legislative dell'UE siano presentate solo quando realmente necessarie, evitando di introdurre oneri e aggravi non necessari e non giustificati da una effettiva esigenza regolatoria; in particolare, sia data, da parte delle istituzioni dell'UE, applicazione più rigorosa ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, anche tenendo in maggiore considerazione i rilievi formulati al riguardo dai parlamenti nazionali nell'esercizio dei poteri di controllo ad essi conferiti dal Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona;
s) i nuovi interventi normativi siano sempre fondati su solide valutazioni d'impatto, la cui assenza – che spesso ha caratterizzato le Pag. 34proposte presentate in avvio del ciclo istituzionale 2024-2029 – non permette di stimare con adeguata precisione i relativi costi e benefici, nonché la loro idoneità e adeguatezza rispetto ad altre opzioni regolative possibili: in particolare le nuove proposte legislative in elaborazione a livello di UE dovrebbero essere sottoposte ad un test di competitività, per misurare l'impatto dei costi di conformità e degli oneri amministrativi sulle imprese.
________________
PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)
La II Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4),
premesso che:
il Programma di lavoro delinea – nell'ambito degli obiettivi di competitività e sostenibilità del mercato unico, difesa e sicurezza, rafforzamento del modello sociale europeo, sicurezza alimentare, tutela della democrazia e dei valori europei, rafforzamento della dimensione esterna e del quadro finanziario – le principali azioni e iniziative che la Commissione ritiene necessario realizzare nel 2026;
nei 204 dossier in cui si articola la Relazione programmatica, il Governo dà conto delle priorità che intende perseguire e delle azioni intraprese con riferimento alle seguenti singole proposte legislative e iniziative dell'Unione europea:
a) proposta di direttiva per la lotta contro l'abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e il materiale pedopornografico;
b) proposta di regolamento per la prevenzione e la lotta contro l'abuso sessuale su minori;
c) proposta di direttiva che stabilisce regole minime per la prevenzione e il contrasto del favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell'Unione;
d) proposta di regolamento relativo alla competenza, alla legge applicabile e al riconoscimento delle decisioni e all'accettazione degli atti pubblici in materia di filiazione e alla creazione di un certificato europeo di filiazione;
e) proposta di regolamento relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle misure e alla cooperazione in materia di protezione degli adulti;
f) proposta di direttiva che modifica la direttiva 2012/29 recante norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato;
Pag. 35g) proposta di regolamento che istituisce il programma Giustizia per il periodo 2028-2034;
h) proposte legislative in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori, anche nell'ambito dei servizi di comunicazione online, nonché iniziative volte al contrasto del favoreggiamento dell'ingresso e del soggiorno illegali nell'Unione, in materia di atti pubblici riguardanti la filiazione, di riconoscimento delle misure di protezione degli adulti e di tutela delle vittime di reato, relativamente ai quali il Governo assicura la propria partecipazione attiva nelle sedi negoziali europee;
evidenziato che il citato programma Giustizia per il periodo 2028-2034 destina 798 milioni di euro alla cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari, nonché alla promozione dell'accesso effettivo e non discriminatorio alla giustizia, anche per via digitale, e che su di esso il Governo italiano, nel condividerne gli obiettivi, ha suggerito una puntuale modifica in tema di governance;
richiamate, altresì le iniziative, volte, rispettivamente, al rafforzamento di Eurojust e alla revisione dell'Architettura Antifrode Dell'UE (AFA), che non risultano avviate e non figurano, pertanto, nella Relazione programmatica del Governo,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)
La III Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il medesimo anno;
osservata la crescente instabilità del contesto internazionale, ulteriormente accentuata dai più recenti sviluppi geopolitici, che impone una continua ridefinizione della proiezione esterna dell'Unione europea e del suo ruolo quale attore globale;
richiamati l'Agenda strategica dell'Unione europea 2024-2029 e gli orientamenti politici della Commissione europea, che pongono al centro il rafforzamento della capacità dell'Unione di agire nei contesti internazionali, anche attraverso una più stretta integrazione tra dimensione interna ed esterna delle politiche europee;
sottolineata la centralità del partenariato transatlantico quale riferimento imprescindibile della proiezione esterna dell'Unione, nonché la necessità di garantire condizioni di accesso equilibrate e sostenibili al mercato statunitense, anche alla luce delle recenti misure Pag. 36tariffarie introdotte, promuovendo al contempo forme di cooperazione strutturata nei settori industriali strategici;
rilevata l'importanza di proseguire l'espansione della rete di accordi commerciali e di partenariato economico dell'Unione europea con Paesi terzi, assicurando la piena tutela delle filiere produttive europee e nazionali, con particolare attenzione ai settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale;
condivisa la necessità di promuovere una più solida autonomia strategica europea, declinata nella dimensione esterna anche attraverso il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e della politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), nonché mediante il consolidamento della politica commerciale e la proiezione esterna delle politiche industriali, digitali e di connettività;
evidenziato il rilievo delle iniziative volte a rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa europea;
sottolineata la centralità della gestione integrata dei fenomeni migratori, anche attraverso partenariati strutturati con i Paesi di origine e di transito;
richiamata l'importanza del rafforzamento delle politiche di cooperazione e sviluppo, in particolare nel Continente africano e nel Vicinato meridionale, anche attraverso il Patto per il Mediterraneo e le iniziative promosse nell'ambito del Piano Mattei;
richiamata, in tale contesto, la recente escalation della crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti, che ha accresciuto i rischi di destabilizzazione regionale e di interruzione delle principali rotte energetiche e commerciali globali, evidenziando l'esigenza di un ruolo attivo dell'Unione europea volto a favorire la de-escalation, il rispetto del diritto internazionale e la ripresa di iniziative diplomatiche multilaterali;
sottolineato, in tale ambito, il rilievo delle missioni e operazioni dell'Unione europea nell'ambito della PSDC, nonché la necessità di assicurarne un adeguato orientamento strategico anche in coerenza con le priorità nazionali;
ribadita la centralità del sostegno all'Ucraina, sia sotto il profilo politico, finanziario e militare, sia nel percorso di ricostruzione e di progressiva integrazione europea;
condiviso l'obiettivo di sostenere attivamente il processo di allargamento dell'Unione europea, con particolare attenzione ai Paesi dei Balcani occidentali, nel rispetto del principio del merito;
sottolineato il valore strategico delle politiche di connettività e dell'estensione delle reti transeuropee ai Paesi terzi;
ritenuto, infine, che il rafforzamento della dimensione esterna dell'Unione europea debba accompagnarsi ad un progressivo consolidamento delle forme di controllo democratico e di indirizzo politico-parlamentare nelle materie della politica estera, di sicurezza e difesa;
sottolineata, in tale prospettiva, l'opportunità di valorizzare e sviluppare ulteriormente il ruolo delle sedi di cooperazione interparlamentarePag. 37 in ambito UE, ed in particolare della Conferenza interparlamentare sulla PESC e PSDC;
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)
La IV Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
considerato il perdurare di un contesto internazionale segnato da elevata instabilità geopolitica, dal protrarsi del conflitto russo-ucraino, dall'intensificazione delle minacce ibride, cyber e spaziali, nonché dall'accresciuta competizione strategica globale;
rilevato come, in tale scenario, la sicurezza europea assuma un rilievo crescente quale componente essenziale del processo di integrazione dell'Unione, in stretto raccordo con gli Stati membri e nel quadro dell'Alleanza atlantica;
richiamata la centralità del rapporto tra Unione europea ed Alleanza atlantica, nella prospettiva di una complementarità efficace tra rafforzamento della dimensione europea della difesa e pilastro euro-atlantico della sicurezza comune;
sottolineata l'importanza del sostegno all'Ucraina sotto il profilo politico, finanziario e militare, nel rispetto degli impegni assunti a livello europeo e internazionale;
rilevato il rilievo dell'attuazione della Bussola strategica, con particolare riferimento allo sviluppo della capacità di dispiegamento rapido dell'Unione europea, al rafforzamento della dimensione civile della PSDC e al consolidamento delle missioni e operazioni comuni;
evidenziata la crescente importanza della base industriale e tecnologica della difesa europea quale fattore strategico di sicurezza, resilienza e competitività;
valutate positivamente le iniziative europee volte al rafforzamento dell'ecosistema industriale della difesa, tra cui l'Azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) e il Programma per l'industria europea della difesa (EDIP), finalizzate a mobilitare risorse, coordinare investimenti e accrescere l'interoperabilità tra gli Stati membri;
ritenuto opportuno che tali iniziative si sviluppino nel rispetto delle prerogative nazionali, della sostenibilità finanziaria e dell'esigenza Pag. 38di valorizzare pienamente il contributo delle industrie strategiche italiane e delle filiere produttive nazionali;
richiamata l'importanza della mobilità militare, della sicurezza delle infrastrutture critiche, della difesa antidrone, delle capacità spaziali e della resilienza rispetto alle minacce ibride e sottomarine;
considerato che il progressivo rafforzamento della dimensione europea della difesa rende sempre più rilevante il tema dell'indirizzo politico e del controllo democratico, anche attraverso un adeguato coinvolgimento dei Parlamenti nazionali;
sottolineata, in tale prospettiva, l'utilità delle sedi di cooperazione interparlamentare dell'Unione europea, ed in particolare della Conferenza interparlamentare sulla PESC e sulla PSDC, quale strumento di confronto e raccordo tra livello europeo e nazionale;
rilevata l'opportunità che, nell'ambito dello sviluppo della Politica europea di sicurezza e difesa, sia assicurato un equilibrio coerente tra rafforzamento delle capacità comuni, rispetto delle competenze degli Stati membri e piena complementarità con la NATO;
ritenuta la necessità di garantire, nell'attuazione degli strumenti europei di sostegno industriale alla difesa, la piena valorizzazione del sistema produttivo nazionale, con particolare attenzione alle imprese italiane operanti nei comparti strategici e tecnologicamente avanzati;
ritenuto altresì opportuno proseguire nel rafforzamento della resilienza europea rispetto alle minacce ibride, cyber, spaziali e infrastrutturali, anche mediante investimenti nella mobilità militare e nella protezione delle infrastrutture critiche;
valutata, infine, l'esigenza di promuovere un progressivo consolidamento delle forme di controllo democratico e di raccordo parlamentare nelle materie della politica estera, di sicurezza e difesa comune, valorizzando il ruolo dei Parlamenti nazionali e delle sedi di cooperazione interparlamentare;
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, tesoro e programmazione)
La V Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025)870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
Pag. 39premesso che:
l'esame dei documenti assume significativa rilevanza ai fini della partecipazione del Parlamento alla formazione degli indirizzi politici dell'Unione europea, in quanto consente un'organica valutazione delle priorità e delle linee strategiche rispetto ai principali dossier, che, nelle materie di competenza, interessano in modo particolare l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dei programmi della politica di coesione, le procedure relative al coordinamento delle politiche economiche di bilancio nell'ambito del Semestre europeo, la revisione mirata delle norme della governance economica europea e i negoziati sul Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per il periodo 2028-2034;
in tale contesto, rivestono preminente interesse le scelte che dovranno compiersi rispetto alla definizione dei contenuti del prossimo Quadro finanziario pluriennale, che costituisce lo strumento fondamentale non solo per attuare le tradizionali politiche dell'Unione europea, ma anche per conseguire gli ulteriori ambiziosi obiettivi che l'Unione si è posta, con riferimento in particolare alle transizioni ambientale, energetica e digitale, e per rispondere efficacemente alle sfide globali che l'Unione deve fronteggiare in termini di sicurezza, difesa, autonomia strategica e competitività industriale;
anche in vista della conclusione dell'esame congiunto, presso le Commissioni riunite V e XIV, della Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni Un bilancio dell'UE dinamico per le priorità del futuro – Il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (COM(2025)570 final), della proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034 (COM(2025)571 final), della proposta di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (COM(2025)572 final) e della proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea e che abroga la decisione (UE, Euratom) 2020/2053 (COM(2025)574 final), è utile sin d'ora fornire alcune prime indicazioni rispetto al negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale;
al riguardo, si giudica, in primo luogo, condivisibile l'impegno del Governo per pervenire a un futuro Quadro finanziario pluriennale equilibrato e sostenibile, che garantisca risorse adeguate alla politica agricola comune e alla politica di coesione, assicurando, al contempo, che le nuove priorità dell'Unione europea, in particolare nell'ambito delle politiche relative alla transizione energetica, alla competitività, alla sicurezza e alle migrazioni, siano finanziate in modo efficace e credibile;
è opportuno riconsiderare i meccanismi di governance e funzionamento dei nuovi piani di partenariato nazionale e regionale proposti dalla Commissione europea, assicurando un pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali;
occorre assicurare che il futuro Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea contempli una maggiore flessibilità di bilancio, senza tuttavia mettere in discussione la stabilità e la prevedibilità delle politiche di carattere pluriennale;
Pag. 40va accolta positivamente la volontà del Governo di proseguire nell'opera di attuazione, monitoraggio e controllo del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle politiche di coesione per la programmazione 2021-2027;
merita pieno apprezzamento la posizione negoziale del Governo sul Fiscal Simplification Package finalizzata ad eliminare le disposizioni del nuovo quadro di governance economica dell'Unione europea non più necessarie;
considerato con favore l'impegno del Governo per una politica fiscale che, in linea con quanto previsto nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, assicuri la sostenibilità del debito pubblico e la prosecuzione della riduzione del rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, garantendo al contempo il necessario sostegno alle imprese e alle famiglie,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) con riguardo ai negoziati sul futuro Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per il periodo 2028-2034, si valuti l'esigenza di rappresentare che:
1) il volume complessivo di spesa non sia inferiore a quello proposto dalla Commissione europea e le risorse siano ripartite in maniera equilibrata tra le diverse politiche, al fine di assicurare finanziamenti adeguati, non inferiori ai livelli attuali, per le politiche tradizionali dell'Unione europea, con particolare riferimento alla politica agricola comune e alle politiche di coesione, e, al contempo, di garantire un contributo efficace e credibile alla realizzazione delle nuove priorità dell'Unione europea, in particolare nell'ambito delle politiche relative alla transizione energetica, alla competitività, alla sicurezza e alle migrazioni, tenendo conto in ogni caso del fatto che l'Italia storicamente è un contributore netto al bilancio dell'Unione europea;
2) il meccanismo allocativo per l'assegnazione delle dotazioni nazionali sia equilibrato tra contributi e ritorni e tenga adeguatamente conto degli interessi strategici dell'Italia;
3) il nuovo metodo di programmazione previsto dalla Commissione europea assicuri il pieno rispetto dei principi di partenariato e governance multilivello, garantendo alle regioni e agli enti locali un ruolo chiaro e centrale nella programmazione e nell'attuazione dei piani di partenariato nazionali e regionali;
4) allo scopo di pervenire a un assetto complessivo che renda l'Unione europea più capace di rispondere alle sfide emergenti nel corso del periodo di programmazione, sia assicurata una maggiore flessibilità di bilancio, garantendo in ogni caso la stabilità e la prevedibilità degli investimenti a lungo termine;
b) con riguardo al Fiscal Simplification Package, si valuti l'esigenza di procedere alla approvazione del pacchetto, in coerenza con la posizione negoziale del Governo, al fine di eliminare, in un'ottica di Pag. 41semplificazione, le disposizioni del quadro di governance economica dell'Unione europea non più necessarie.
________________
PARERE DELLA VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)
La VI Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4),
rilevato che l'esame alla Camera dei due documenti è iniziato tempestivamente, grazie anche alla trasmissione da parte del Governo della relazione programmatica nel mese di febbraio 2026, ed espresso pieno apprezzamento per la sollecitudine dell'Esecutivo, che ha così riconosciuto al Parlamento il ruolo e il valore che gli competono, favorendo un efficace coinvolgimento delle Commissioni parlamentari nella formazione di una posizione nazionale informata, condivisa e strutturata;
rilevata l'importanza, ai fini della partecipazione del Parlamento alla formazione degli indirizzi politici dell'Unione europea, di una approfondita valutazione delle priorità e delle linee strategiche del Governo, con riferimento ai principali dossier europei che interessano in modo particolare la fiscalità e la strategia dell'Unione del risparmio e degli investimenti;
ritenuto, in via generale, che l'UE dovrebbe osteggiare con maggiore incisività la concorrenza fiscale dannosa, che produce distorsioni al mercato interno, e procedere con più ambizione e più speditamente in direzione del completamento dell'unione dei mercati di capitali e dell'unione bancaria, in particolare semplificando la regolamentazione, stimolando la competitività del settore finanziario e bancario e realizzando uno schema comune di garanzia sui depositi;
apprezzato e condiviso l'impegno del Governo a raggiungere, in merito alla revisione della normativa europea in materia di accise gravanti sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati, una posizione negoziale che rispetti pienamente le indicazioni del parere motivato adottato dalla XIV Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati;
ravvisata inoltre la necessità di assicurare che le nuove risorse proprie proposte dalla Commissione europea per il futuro Quadro finanziario pluriennale dell'UE 2028-2034, tra cui una derivante dalle accise sul tabacco, non comportino un significativo aumento degli oneri a carico del bilancio dello Stato e non ostacolino la competitività dell'UE imponendo oneri eccessivi a cittadini e imprese;
Pag. 42ritenuto pienamente condivisibile anche il contenuto del parere motivato adottato dalla XIV Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati sul pacchetto di misure volte a rimuovere gli ostacoli alla piena integrazione dei mercati finanziari dell'UE mediante una semplificazione del relativo quadro normativo e di vigilanza, con particolare riferimento ai rilievi formulati nel parere sul possibile trasferimento all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) di importanti competenze su infrastrutture di mercato e sul conseguente ridimensionamento del ruolo delle autorità nazionali;
accolta positivamente la volontà del Governo di sostenere il pacchetto di misure che mira ad agevolare l'attività di cartolarizzazione nell'UE, proponendo alcune integrazioni migliorative;
considerata infine con favore l'introduzione di un euro digitale che rafforzi la sovranità monetaria europea e renda la valuta unica più competitiva a livello internazionale, tutelando i piccoli esercenti in tema di commissioni sui servizi di pagamento,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) con riguardo alla revisione della normativa europea in materia di accise gravanti sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati, si ribadisca che essa deve:
tenere adeguatamente conto degli assetti economici e produttivi nazionali, evitando di mettere in pericolo interi comparti strategici dal punto di vista sia economico che occupazionale e la sostenibilità complessiva della filiera del tabacco;
scongiurare il rischio che repentini e drastici aumenti delle aliquote minime determinino uno spostamento dei consumi dei prodotti del tabacco verso il mercato illegale, rischiando di sottrarre risorse alle finanze pubbliche, incentivando il sistema della criminalità organizzata e creando danni ulteriori alla salute pubblica;
b) in merito al pacchetto di misure volte a rimuovere gli ostacoli alla piena integrazione dei mercati finanziari dell'UE mediante una semplificazione del relativo quadro normativo e di vigilanza, si operi affinché la ridefinizione del quadro di vigilanza e l'attribuzione ad ESMA di poteri di vigilanza e supervisione:
non riservi un ruolo marginale alle autorità di vigilanza nazionali;
non determini un eccessivo accentramento delle funzioni in capo all'ESMA;
non generi difficoltà nell'applicazione omogenea delle regole, date le persistenti differenze negli ordinamenti nazionali;
non risulti inefficiente e non giustificata in relazione agli operatori di dimensioni minori in riferimento ai prestatori di servizi Pag. 43per le cripto-attività e alle entità finanziarie (escluse le banche) che forniscono come principale attività servizi per le cripto-attività;
c) con riferimento al pacchetto di misure che mira ad agevolare l'attività di cartolarizzazione nell'UE, si sostenga la creazione di una piattaforma paneuropea per standardizzare e ampliare il mercato.
________________
PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
La VII Commissione,
esaminati, per gli aspetti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
rilevato che l'esame congiunto di tali documenti consente al Parlamento di esercitare pienamente le proprie prerogative nella cosiddetta «fase ascendente», attraverso il confronto tra le priorità delle Istituzioni europee e quelle del Governo;
considerato che, nel quadro del ciclo istituzionale 2024-2029, il Programma di lavoro della Commissione europea individua come obiettivo centrale il rafforzamento della capacità dell'Unione di agire in modo autonomo e resiliente, anche alla luce delle trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche in atto;
evidenziato che, in tale contesto, i documenti in esame attribuiscono una crescente centralità alle politiche della conoscenza – istruzione, università, ricerca e cultura – quali fattori abilitanti delle principali transizioni e componenti essenziali della competitività e della coesione europea;
sottolineato che il rafforzamento dei sistemi educativi e della ricerca richiede un adeguato coordinamento tra politiche nazionali ed europee, nonché investimenti efficaci e stabili volti allo sviluppo del capitale umano, alla diffusione di competenze avanzate ed al sostegno delle carriere scientifiche e della mobilità dei ricercatori, contribuendo al contempo al superamento della frammentazione del sistema europeo della ricerca;
rilevato altresì che la dimensione culturale continua a rappresentare un elemento fondamentale di coesione e identità europea, nonché un fattore rilevante nella proiezione esterna dell'Unione e nella promozione dei suoi valori;
considerato infine che la crescente interconnessione tra sviluppo tecnologico e implicazioni etiche e sociali rende necessario un approccioPag. 44 equilibrato, che coniughi il sostegno all'innovazione con la tutela dei diritti fondamentali e il rispetto dei valori europei,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)
La VIII Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM (2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
premesso che:
l'esame dei documenti in oggetto consente al Parlamento di partecipare in modo organico, coerente e approfondito – ed in stretto raccordo con il Governo – alla determinazione delle linee d'azione nazionali in merito alle politiche dell'Unione europea per l'anno in corso;
l'esame alla Camera è iniziato quest'anno tempestivamente, grazie anche alla trasmissione della relazione programmatica nel mese di febbraio 2026, che consente un più efficace coinvolgimento del Parlamento nella formazione di una posizione nazionale informata, condivisa e strutturata;
considerato che la relazione programmatica del Governo reca indirizzi e priorità di fondo pienamente condivisibili, che assumono un'importanza ancor maggiore alla luce della situazione geopolitica, della crescente concorrenza – anche sleale – extra europea, e dell'andamento dei prezzi energetici; in particolare, insiste opportunamente sulla necessità di garantire un equilibrio tra ambizione climatica e sostenibilità economica e sociale, coniugando gli obiettivi climatici europei con la tutela dell'industria nazionale, lo sviluppo tecnologico e il sostegno ai consumatori;
accolto positivamente l'impegno del Governo per la realizzazione di un quadro regolamentare snello, coerente, prevedibile e capace di attrarre investimenti, per facilitare le attività delle imprese, in particolare PMI e start-up;
considerato che il programma di lavoro della Commissione europea per il 2026:
si impegna apprezzabilmente a proporre una nuova normativa sull'economia circolare per sostenere la domanda e l'offerta di prodotti circolari, dal momento che un'iniziativa di questo tipo, oltre Pag. 45a promuovere modelli più sostenibili, può contribuire a rendere l'economia dell'Unione europea meno dipendente;
preannuncia misure meritevoli di particolare attenzione per rispondere all'emergenza abitativa e promuovere l'edilizia sostenibile e accessibile;
riconosce opportunamente come priorità il consolidamento della base industriale europea e quindi si propone di affrontare con urgenza i troppi ostacoli strutturali che ancora gravano sulla competitività dell'UE; tale impostazione risulta particolarmente rilevante sul fronte ambientale e climatico rispetto al quale è imprescindibile che le politiche europee tengano sempre più conto delle esigenze dell'economia e dell'industria: in questa prospettiva, va considerato con favore l'annunciato aggiornamento del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato, nonché la revisione degli obiettivi nazionali e delle flessibilità nel quadro delle politiche climatiche dell'UE oltre che della normativa in materia di appalti pubblici;
ritenuto tuttavia che, in via generale, l'UE dovrebbe promuovere interventi più incisivi a tutela della competitività europea, prevedendo una maggiore gradualità delle misure in vigore e assicurando il rispetto del principio di neutralità tecnologica, soprattutto con riferimento al settore automobilistico;
ravvisata l'esigenza che:
le nuove iniziative legislative dell'UE siano presentate solo quando realmente necessarie e nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità;
i nuovi interventi normativi siano sempre fondati su solide valutazioni di impatto, poiché la loro assenza non permette di stimare con adeguata precisione i relativi costi e benefici, nonché la loro idoneità e adeguatezza rispetto ad altre opzioni regolative possibili, con il rischio di introdurre oneri e aggravi che, non essendo pienamente necessari, danneggiano la competitività delle imprese; ciò è ancor più importante con riferimento alla normativa in materia ambientale, rispetto alla quale l'esperienza ha fatto emergere la necessità di rimodulare l'approccio adottato sino ad oggi;
le valutazioni di impatto prospettino anche il giusto equilibrio tra la necessaria semplificazione della normativa e il mantenimento delle regole armonizzate indispensabili per il funzionamento delle politiche dell'UE in materia ambientale; ritenuto in tale prospettiva pienamente condivisibile il contenuto del parere motivato adottato dalla Commissione Politiche dell'UE della Camera dei deputati sulla proposta di modifica della direttiva INSPIRE, COM(2025)985, parte del pacchetto c.d. omnibus ambientale, poiché essa elimina disposizioni vigenti necessarie per assicurare il funzionamento della normativa ambientale;
Pag. 46segnalata infine la rilevanza del processo di revisione della normativa sugli appalti pubblici, nell'ambito del quale dovrebbero essere adottate nuove proposte di direttive nell'anno in corso,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alla revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato ETS, si sostenga l'estensione delle quote gratuite oltre il 2034, nonché un approccio graduale all'eliminazione di tali quote a partire dal 2028; si operi inoltre affinché sia sospesa la sua applicazione alla produzione di elettricità da fonti termiche almeno fino a quando i livelli dei prezzi energetici non siano tornati a quelli precedenti alla crisi in Medio Oriente;
b) con riferimento alla riforma del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) si assicuri nei negoziati che la declinazione normativa e tecnica dell'obiettivo strategico generale sia realmente efficace, ciò con particolare riferimento alla completezza e coerenza interna dell'elenco dei nuovi prodotti a valle, alla verifica dei meccanismi antielusione, agli impatti sul mercato energetico e alle interazioni della proposta con la vigente normativa in materia di mercato elettrico, nonché agli eventuali oneri aggiuntivi di adempimento – in particolare maggiori obblighi informativi – per gli operatori economici e le amministrazioni nazionali competenti; si operi inoltre per garantire una piena coerenza tra la revisione del CBAM e la revisione dell'EU ETS, affinché tali strumenti siano pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea;
c) rispetto alla revisione della normativa relativa ai livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli leggeri si ribadisca che il principio di neutralità tecnologica deve essere implementato fin da subito, riconoscendo il ruolo dei biocarburanti per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione dei veicoli, senza prevedere alcuna soglia al loro utilizzo; si operi altresì affinché sia prevista una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con combustibili a emissioni zero;
d) nella predisposizione della proposta legislativa in materia di economia circolare sia perseguito un approccio equilibrato che tenga conto delle specificità e delle migliori prassi dei vari Stati membri;
e) con riferimento al settore degli alloggi, è necessario che la revisione della normativa in materia di aiuti di Stato, proposta dalla Commissione nel Programma di lavoro, favorisca la mobilitazione di risorse, che sia garantito un coordinamento tra le politiche per l'alloggio e quelle per il clima tenendo in debita considerazione le peculiarità nazionali e le relative esigenze e tempistiche; occorre promuovere in questo contesto una revisione mirata della direttiva Pag. 47sulla prestazione energetica degli edifici, che impone oneri eccessivi in assenza di incentivi finanziari adeguati;
f) visti gli ingenti costi richiesti dalla transizione energetica e dalle misure volte a tutelare la competitività europea, si prenda in considerazione la possibilità di emettere debito comune a sostegno degli investimenti pubblici necessari.
________________
PARERE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)
La IX Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, la relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4) e il programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025)870);
premesso che l'esame congiunto dei documenti permette al Parlamento di partecipare in modo coerente e approfondito, nonché in stretto raccordo con il Governo, alla definizione delle linee d'azione nazionali in relazione alle politiche dell'UE per il 2026;
rilevato altresì che l'esame alla Camera è iniziato tempestivamente anche grazie alla trasmissione della relazione programmatica nel mese di febbraio 2026, circostanza che ha consentito un più efficace coinvolgimento delle Commissioni parlamentari nella formazione della posizione nazionale;
rilevato che le priorità e le linee strategiche delineate dal Governo nella relazione programmatica sono pienamente condivisibili, in particolare in riferimento al ruolo centrale che la transizione tecnologica ed energetica, se attuate adottando un approccio tecnologicamente neutrale che valorizzi le priorità strategiche nazionali, ricoprono nel settore dei trasporti, nella costruzione di un mercato unico digitale e nel rafforzamento delle reti infrastrutturali europee;
accolti favorevolmente gli impegni del Governo intesi a:
promuovere, nell'ambito dell'aggiornamento del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS), l'introduzione di esenzioni per i collegamenti con le isole svolti con un contratto di servizio pubblico (CdS) o soggetti a un obbligo di servizio pubblico, salvaguardando la connettività dei territori insulari e la coesione economica, sociale e territoriale;
incentivare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche volte a realizzare pienamente il sistema di interfaccia unica marittima europea, al fine di semplificare i trasporti marittimi e ridurre gli oneri amministrativi a carico delle compagnie di navigazione, e parallelamente rafforzare la sicurezza marittima e ambientale attraverso l'adozione di sistemi di identificazione automatica e di gestione del traffico marittimo;
Pag. 48favorire, nell'ambito della proposta che modifica il regolamento sull'IA parte del pacchetto Omnibus digitale, la semplificazione del quadro normativo digitale dell'UE, garantendo al contempo certezza giuridica e la riduzione degli obblighi a carico delle imprese, in particolare PMI e piccole imprese a media capitalizzazione;
considerato altresì che il programma di lavoro della Commissione europea per il 2026:
riconosce opportunamente come priorità il consolidamento della base industriale europea e propone di affrontare con urgenza gli ostacoli strutturali che ancora gravano sulla competitività dell'UE;
prevede in tale prospettiva anche l'annunciato aggiornamento dell'EU ETS per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato, il cui impatto richiede particolare attenzione in relazione agli svantaggi strutturali permanenti connessi all'insularità;
sottolinea ragionevolmente la necessità di garantire un ambiente online sicuro al fine di proteggere in particolare gli utenti più giovani;
ravvisa l'esigenza di adottare una proposta (Digital Fairness Act) che miri a tutelare i consumatori dalle pratiche online ingannevoli, dalla progettazione di prodotti digitali che creano dipendenza e da pratiche di personalizzazione scorrette;
si impegna apprezzabilmente a presentare una proposta legislativa sullo sviluppo del Cloud e dell'IA e una proposta sui quanti al fine di rafforzare la sovranità digitale dell'UE;
preannuncia inoltre un'opportuna revisione delle norme sui servizi di media audiovisivi;
ravvisata la necessità che:
le nuove iniziative legislative dell'UE siano presentate solo quando realmente necessarie e nel pieno rispetto dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità;
i nuovi interventi normativi siano sempre fondati su solide valutazioni d'impatto, poiché la loro assenza non permette di stimare con adeguata precisione i relativi costi e benefici, nonché la loro idoneità e adeguatezza rispetto ad altre opzioni regolative possibili, generando il rischio di introdurre oneri e aggravi che, non essendo pienamente necessari, danneggiano la competitività delle imprese dell'UE;
ritenuta altresì l'opportunità di rafforzare, nell'ambito delle politiche europee di coesione e trasporto, specifiche misure rivolte ai territori insulari, anche mediante iniziative dedicate agli investimenti strategici attraverso il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) e il supporto della Banca europea per gli investimenti, al fine di favorire nuovi servizi e infrastrutture per i collegamenti interni ed esterni;
considerata l'importanza di promuovere i settori della Blue Economy, anche attraverso misure mirate in materia di aiuti di Stato Pag. 49per la cantieristica navale, la modernizzazione dei cantieri di rimessaggio, i dragaggi e l'innovazione tecnologica connessa alla portualità e alla rete TEN-T;
ritenuta inoltre la necessità di favorire, nelle regioni insulari, lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e di ulteriori misure idonee a compensare gli svantaggi strutturali permanenti derivanti dall'insularità,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alla revisione dell'EU ETS per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato, si sostenga l'estensione delle quote gratuite oltre il 2034, nonché un approccio graduale alla loro eliminazione a partire dal 2028, valutando altresì specifiche deroghe sino al 2035 per le regioni insulari europee maggiormente penalizzate dalla discontinuità territoriale;
b) si valuti attentamente la necessità di un'ulteriore posticipazione della piena operatività del sistema di scambio di quote di emissione nei settori del trasporto su strada, degli edifici e di altri comparti interessati (EU ETS 2);
c) si assumano tutte le iniziative necessarie per garantire l'effettiva attuazione del principio di continuità territoriale, in coerenza con gli articoli 174 e seguenti del TFUE, per ridurre gli squilibri economici, sociali e territoriali determinati dalla condizione di insularità; a tale scopo, si promuova la definizione e l'attuazione di una strategia per le isole che includa priorità fondamentali quali il rafforzamento della continuità territoriale e dei collegamenti, la riduzione dei costi logistici strutturali ed investimenti in infrastrutture portuali moderne e digitalizzate;
d) si promuova altresì, nella disciplina della politica di coesione nell'ambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'UE 2028-2034, l'inserimento di misure relative ai trasporti e agli altri fattori di svantaggio tipici delle isole, oltre all'introduzione, nell'ambito dell'EU ETS, di esenzioni per i collegamenti con le isole;
e) si ribadisca, in relazione alla revisione della normativa relativa ai livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli leggeri, che il principio di neutralità tecnologica deve essere implementato fin da subito, riconoscendo il ruolo dei biocarburanti per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione dei veicoli, senza prevedere alcuna soglia al loro utilizzo; si operi altresì affinché sia prevista una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con combustibili a emissioni zero;
f) si rafforzino, nell'ambito del prossimo QFP dell'UE 2028-2034, gli strumenti finanziari europei indispensabili per il completamento e la modernizzazione della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), nonché per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture di trasporto e dei Pag. 50sistemi logistici, prevedendo, ove possibile, linee dedicate ai territori insulari;
g) rispetto al pacchetto omnibus per il settore automobilistico, si ravvisa la necessità di modificare le proposte in modo da porre su un piano di parità tutte le soluzioni in grado di contribuire in modo verificabile alla riduzione delle emissioni: in particolare si ritiene essenziale l'estensione anche ai veicoli ibridi e a quelli alimentati da combustibili alternativi diversi dalla trazione elettrica delle esenzioni e semplificazioni relative a tachigrafi e misuratori di velocità proposti dalla Commissione europea;
h) alla luce del perdurare della crisi in Medio oriente e della minaccia per la sicurezza energetica, il cui impatto sul settore dei trasporti è particolarmente critico, si valuti la possibilità di sospendere il regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia o in alternativa di permetterne un'applicazione flessibile al fine di non compromettere le forniture energetiche; allo stesso modo, con riferimento alla riforma del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), si valuti una sospensione del meccanismo stesso o, in alternativa, si assicuri nei negoziati che la declinazione normativa e tecnica dell'obiettivo strategico generale sia realmente efficace, ciò con particolare riferimento agli impatti sul mercato energetico, al fine di mitigarne le conseguenze nel settore dei trasporti;
i) si ravvisa l'esigenza di introdurre sistemi di verifica dell'identità personale per l'accesso alle piattaforme dei social media, al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità e prevenire la manipolazione delle informazioni, nonché l'esigenza di assicurare misure volte alla tutela dei minori nella dimensione digitale, implementando sistemi di verifica dell'età rigorosi e sicuri, assicurando che le impostazioni di massima protezione siano attive automaticamente per tutti gli utenti minorenni e adottando misure di contrasto dei meccanismi che possono indurre una dipendenza digitale o prolungare eccessivamente il tempo di permanenza on line;
l) con riferimento al Digital Fairness Act, sia raggiunto un adeguato compromesso tra la tutela dei consumatori e la necessità di favorire l'innovazione, preservando la competitività delle piattaforme e delle PMI europee;
m) in relazione alla legislazione sull'IA, si sostenga un approccio mirato a promuovere l'utilizzo di un'IA sicura ed etica, assicurando il coordinamento del quadro nazionale con quello europeo, anche considerando le modifiche prospettate nell'Omnibus digitale;
n) con riferimento alla proposta legislativa sullo sviluppo del Cloud e dell'IA, si assicuri un quadro normativo coerente e semplificato, definendo con chiarezza gli obblighi a carico delle imprese, assicurando la massima semplificazione e tenendo conto sia della normativa in fase di attuazione sia della revisione in corso, a livello europeo, del regolamento sulla cybersicurezza;
o) con riguardo agli aspetti di cybersicurezza contenuti nell'Omnibus digitale, deve essere verificata l'effettiva razionalizzazione degli Pag. 51obblighi di notifica a carico degli operatori economici, nonché assicurata la tutela delle competenze degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale;
p) nell'ambito della revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi, si valuti l'estensione degli obblighi di investimento già previsti per i fornitori non lineari anche alle piattaforme di condivisione video, confermando al contempo la specificità del settore audiovisivo rispetto alla disciplina europea sul commercio elettronico.
________________
PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)
La X Commissione,
esaminati, per gli aspetti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 Doc. (LXXXVI, n. 4);
rilevato che l'esame congiunto di tali documenti consente al Parlamento di esercitare pienamente le proprie prerogative nella cosiddetta «fase ascendente», attraverso il confronto tra le priorità delle Istituzioni europee e quelle del Governo;
considerato che, nel quadro del ciclo istituzionale 2024-2029, il Programma di lavoro della Commissione europea individua come obiettivo centrale il rafforzamento della capacità dell'Unione di agire in modo autonomo e resiliente, anche alla luce delle trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche in atto;
evidenziato che nel Programma di lavoro la Commissione europea, nel delineare le principali azioni e iniziative per l'anno in corso, ritiene necessarie per l'Europa, tra le altre, le azioni volte avere il controllo delle tecnologie e delle fonti di energia, a sviluppare il futuro dell'industria europea nonché sostenere le start-up, le scale-up e le piccole imprese;
considerato il cosiddetto «pacchetto omnibus per il settore automobilistico» della Commissione europea, che ha l'obiettivo generale di alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei, aumentando la loro competitività globale e liberando risorse per la decarbonizzazione, sul quale la Relazione del Governo preannuncia che la propria azione si svilupperà lungo le due direttrici di partecipare attivamente ai negoziati, sostenendo interventi correttivi finalizzati alla riduzione degli oneri amministrative e al rafforzamento della chiarezza normativa e di definire la posizione nazionale mediante un confronto strutturato con le Amministrazioni competenti e con i portatori di interessi economici, al fine di individuare priorità e criticità operative;
Pag. 52sottolineato che nella Relazione il Governo sottolinea che la decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità sugli obiettivi per il settore automobilistico rientra nella direzione da sempre auspicata dall'Italia, e che si impegna ad operare in tutte le sedi istituzionali al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione auspicando che le iniziative legislative promosse nell'ambito del «Patto per l'industria pulita» contemperino il processo di decarbonizzazione in atto con una logica di sostenibilità socio-economica e sfruttando tutte le soluzioni disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale;
considerato altresì che nel Programma di lavoro la Commissione europea ha annunciato la presentazione di un «pacchetto omnibus sui prodotti energetici», sul quale la Relazione riporta l'intenzione del Governo di sostenere il rafforzamento della governance energetica europea e il suo impegno per il conseguimento degli obiettivi climatici per il prossimo decennio, promuovendo un percorso graduale e socialmente sostenibile di eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili, accompagnato da misure di tutela della competitività e della coesione sociale, nonché di supportare le iniziative europee volte allo sviluppo delle tecnologie di fusione nucleare come possibile fattore abilitante per l'indipendenza energetica dell'Unione europea;
valutato con favore quanto riportato nella Relazione del Governo in merito alla proposta legislativa della Commissione europea sul cosiddetto «28° regime» circa l'intenzione italiana di partecipare attivamente al relativo negoziato, con l'obiettivo di ottenere l'adozione di un quadro normativo armonizzato e competitivo, una riduzione dei costi amministrativi per start-up e imprese innovative, il rafforzamento della competitività del mercato unico, il potenziamento dell'accesso ai mercati dei capitali, una migliore trasparenza grazie a un registro europeo delle imprese interconnesso, nonché una maggiore uniformità giurisprudenziale grazie alla specializzazione delle sezioni competenti;
valutata altresì con favore l'intenzione, espressa dal Governo nella Relazione, di sostenere l'obiettivo di un «Chips Act 2.0» con una cornice più ampia orientata alla costruzione di una politica industriale europea di lungo periodo, nonché quanto evidenziato circa la proposta di regolamento volta a modificare il regolamento sulle materie prime critiche al fine di migliorare la circolarità, aumentare la capacità di riciclaggio e rafforzare il mercato secondario delle materie prime critiche;
preso atto che in tema di locazioni brevi la Relazione, ricordato che nel corso del 2026 è prevista l'entrata in vigore del regolamento (UE) 2024/1028 sulle locazioni di alloggi a breve termine, a seguito della quale ciascuno Stato membro dovrà completare gli adeguamenti normativi nazionali e garantire la convergenza dei processi amministrativi coinvolti, segnala l'istituzione, presso il Ministero del Turismo, della Banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni, attendendosi un rafforzamento della trasparenza e della tracciabilità nel settore delle locazioni turistiche, con impatti positivi Pag. 53sulla definizione di politiche pubbliche per la gestione dei flussi turistici e il benessere delle comunità locali, in particolare nei centri urbani,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)
La XI Commissione,
esaminati, per quanto di competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
considerato che nel programma di lavoro per l'anno 2026, nel delineare le principali azioni e iniziative per il medesimo anno, la Commissione ritiene necessario per l'Europa creare posti di lavoro di qualità in un'economia moderna e rafforzare il modello sociale europeo nelle mutate condizioni demografiche, mantenere gli standard sociali, digitali e ambientali;
valutata favorevolmente, nella prima sezione della prima parte della Relazione programmatica, concernente «Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività» – con riferimento al pacchetto omnibus presentato dalla Commissione europea per il settore automobilistico, composto da una proposta di direttiva e una proposta di regolamento, con l'obiettivo generale di alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei, aumentando la loro competitività globale e liberando risorse per la decarbonizzazione – l'intenzione del Governo di sostenere interventi correttivi finalizzati alla riduzione degli oneri amministrativi e al rafforzamento della chiarezza normativa;
preso atto che, per quanto riguarda il rafforzamento del mercato unico entro il 2028, il Governo sottolinea come le iniziative legislative promosse dalla Commissione europea nell'ambito del Patto per l'industria pulita devono contemperare il processo di decarbonizzazione in atto con una logica di sostenibilità socio-economica, sfruttando tutte le soluzioni disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale;
considerato che, nell'ambito della seconda sezione della prima parte della Relazione programmatica relativa a «Un'Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo», il Governo esprime pieno sostegno al pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori, atteso per il terzo trimestre del 2026, che dovrebbe comprendere proposte legislative su una tessera europea di sicurezza sociale (ESSPASS), il rafforzamento dell'Autorità europea del lavoro (ELA), nonché la trasferibilità delle competenze, al fine di rendere Pag. 54agevole il trasferimento delle qualifiche e permettere ai lavoratori di cogliere nuove opportunità ovunque si trovino nell'UE;
apprezzato il riferimento nella Relazione programmatica alla «urgente necessità di garantire un adeguato rinnovamento generazione della forza lavoro», giacché, a giudizio del Governo, il Piano di azione a livello europeo dovrebbe comprendere iniziative intese a facilitare la mobilità professionale tra gli Stati membri, ridurre barriere burocratiche, migliorare abbinamento tra domanda e offerta di lavoro a livello europeo, promuovere il riconoscimento semplificato e armonizzato delle qualifiche professionali, sostenere l'integrazione di lavoratori stranieri qualificati semplificando le procedure di ingresso, incoraggiare l'investimento in formazione, apprendistato e orientamento professionale;
rilevato che negli Orientamenti politici della Commissione è stata preannunciata una proposta legislativa su diritto alla disconnessione e telelavoro, e che il Governo auspica il recepimento in tale proposta dell'Accordo quadro sull'uso della digitalizzazione nel settore del lavoro pubblico;
preso atto che, per quanto riguarda la strategia dell'Unione europea contro la povertà, il Governo prevede di contribuire alla sua definizione concentrandosi sulla centralità della persona e presa in carico multidimensionale, sull'integrazione tra politiche sociali, educative, fiscali, economiche e occupazionali e sulla sostenibilità e innovazione del sistema di protezione sociale in un contesto di transizioni tecnologiche e demografiche,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)
La XII Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
rilevata l'importanza, ai fini della partecipazione del Parlamento alla formazione dell'indirizzo politico dell'Unione europea, di una tempestiva e approfondita valutazione delle priorità e delle linee strategiche del Governo con riferimento ai principali dossier in ambito sanitario e sociale;
considerato che il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 si inserisce in un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, epidemiologiche e tecnologiche, che incidono in modo Pag. 55diretto sulla sostenibilità, sull'accessibilità e sulla qualità dei sistemi sanitari e di protezione sociale;
rilevato come, in tale quadro, le politiche europee in materia sanitaria e farmaceutica assumano un rilievo crescente non solo sotto il profilo della tutela della salute, ma anche quale componente strategica delle politiche industriali, della competitività dell'Unione nonché della sicurezza degli approvvigionamenti sanitari;
ritenuti condivisibili gli obiettivi delineati dal Governo, con particolare riferimento allo sviluppo della sanità digitale, al rafforzamento della strategia farmaceutica europea, alle iniziative di prevenzione e contrasto delle principali patologie, nonché alle politiche di contrasto alla violenza di genere;
ritenuta inoltre l'opportunità di rafforzare, nell'ambito della strategia farmaceutica europea, un approccio integrato che coniughi l'accesso equo e tempestivo ai medicinali con il sostegno alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione industriale nel territorio dell'Unione, anche al fine di ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare la resilienza e l'autonomia strategica del sistema sanitario europeo, preservando al contempo la sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari nazionali;
apprezzata altresì la necessità di prestare particolare attenzione all'impatto dell'invecchiamento della popolazione e all'emergere di nuove fragilità sociali, promuovendo politiche integrate che rafforzino la prevenzione, l'assistenza territoriale e l'integrazione tra servizi sanitari e sociali, anche attraverso un utilizzo avanzato e integrato delle tecnologie digitali,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
________________
PARERE DELLA XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)
La XIII Commissione,
esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025)870) – e la Relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4);
premesso che:
la Commissione europea ha proposto che tutti gli Stati membri definiscano, entro il 2028, strategie per il ricambio generazionale in agricoltura nell'ambito dei rispettivi piani di partenariato nazionali e regionali, facendo ricordo a un mix integrato di azioni riconducibili alla politica agricola dell'Unione, alle politiche rurali nazionali e ai quadri fiscali e sociali; in tale contesto la Commissione europea invita gli Stati Pag. 56membri ad adattare le misure alle proprie esigenze specifiche, riconoscendo la diversità dei sistemi agricoli, delle normative fiscali e successorie e delle realtà rurali presenti nei diversi territori europei;
parallelamente, l'incremento dei costi energetici e dei fertilizzanti e i conflitti in Medio Oriente rischiano di replicare dinamiche già note a seguito della guerra in Ucraina, determinando un nuovo balzo dei prezzi dei principali fattori di produzione: tali costi, dopo quattro anni, restano sensibilmente alti, con aumenti di oltre il 49% per i fertilizzanti e di oltre il 66% per l'energia; in un contesto di crisi energetica che assume sempre più caratteri strutturali, l'Unione europea è chiamata a costruire una risposta capace di tenere insieme due obiettivi complessi: da un lato intervenire nell'immediato per limitare gli effetti economici e sociali dei rincari, dall'altro affrontare le criticità strutturali che questa fase ha messo in evidenza;
l'agricoltura europea si trova oggi in una fase di profonda transizione, nella quale le tradizionali politiche di sostegno non risultano più sufficienti; si avverte la necessità di una nuova architettura di intervento, in grado di integrare gestione del rischio, sostenibilità ambientale e competitività globale;
in merito alle criticità derivanti dagli accordi di libero scambio con grandi aree, come quella del Mercosur, la Commissione europea intende applicarlo in «via provvisoria» dal 1° maggio 2026, sebbene il Parlamento europeo abbia chiesto il 21 gennaio 2026 un parere alla Corte di Giustizia UE sulla legittimità della procedura; le potenzialità di questo accordo potrebbero procurare ripercussioni pericolose rispetto ai possibili benefici attesi, in quanto queste vaste aree sono prive delle regole, tutele e qualità che caratterizzano le produzioni del nostro sistema agroalimentare, che è un'eccellenza mondiale non solo economica, oltre che di sicurezza e sostenibilità; senza ferree clausole di reciprocità, i nostri principali settori strategici subirebbero una concorrenza sleale insostenibile;
la procedura annuale di esame congiunto dei documenti in oggetto consente al Parlamento di partecipare in modo organico, coerente e approfondito – ed in stretto raccordo con il Governo – alla determinazione delle linee d'azione del nostro Paese in merito alle politiche dell'Unione europea per l'anno in corso;
la finalità ultima della procedura di esame dei documenti programmatici nazionali ed europei è di consentire alla Camera di concorrere alla definizione delle grandi priorità della politica europea;
l'esame dei due documenti è iniziato tempestivamente, grazie anche alla trasmissione della relazione governativa nel mese di febbraio 2026;
va apprezzato l'obiettivo del Governo che ritiene, attraverso la tempestiva trasmissione della propria relazione, di restituire al Parlamento il ruolo e il valore che gli competono, così da poter elaborare una posizione nazionale informata, condivisa e strutturata;
rispetto al Programma di lavoro per il 2026 della Commissione europea:
si accoglie con favore l'orientamento della Commissione europea finalizzato ad assicurare agli agricoltori una remunerazione equa per Pag. 57la produzione di alimenti di alta qualità, attraverso anche l'aggiornamento – con una proposta di prossima presentazione – della normativa sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare e l'introduzione del principio per cui i produttori non debbano essere obbligati a vendere i propri prodotti a prezzi sistematicamente inferiori ai costi sostenuti per la produzione;
risulta condivisibile l'analisi della Commissione europea secondo cui la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, unitamente alla salubrità degli ecosistemi, rappresenti un pilastro imprescindibile per la prosperità del continente europeo;
appare indispensabile che la Commissione europea adotti interventi mirati a rafforzare a livello europeo la competitività dei produttori e dell'intera filiera agroalimentare, offrendo sostegno alle comunità rurali e proseguendo nell'ulteriore semplificazione delle norme in materia di agricoltura;
è meritevole di sostegno l'azione della Commissione europea volta a incentivare l'acquisto di prodotti alimentari di origine europea, allo scopo di rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e garantire ai cittadini dell'Unione una fornitura costante di alimenti di alta qualità;
si rende necessaria l'adozione di strumenti idonei alla salvaguardia del comparto agroalimentare europeo e nazionale, ulteriori a quelli già adottati, nelle azioni di diplomazia economica agroalimentare condotte dalla Commissione europea, in particolare nella negoziazione degli accordi di partenariato commerciale con i Paesi terzi, promuovendo una maggiore convergenza degli standard produttivi su scala globale;
si valutano positivamente le azioni prefigurate per favorire la competitività, la resilienza e la sostenibilità ambientale dei settori della zootecnia, della pesca e dell'acquacoltura, nonché il benessere degli animali negli allevamenti;
in merito alla Relazione programmatica per il 2026 trasmessa dal Governo:
si accoglie con favore la finalità di assicurare flussi statistici puntuali e di alto profilo per il comparto agroalimentare, riducendo al minimo l'onere amministrativo per i rispondenti e per le amministrazioni nazionali coinvolte;
si accoglie positivamente la volontà del Governo di garantire il coordinamento del Piano strategico della PAC mediante interventi volti a ottimizzare la governance istituzionale e la gestione finanziaria;
è apprezzabile l'orientamento seguito nell'attuazione del Programma Nazionale finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMPA), volto a sostenere la sostenibilità ambientale ed economica della pesca e dell'acquacoltura, al fine anche di contrastare le ripercussioni negative derivanti dall'attuale congiuntura socio-economica e geopolitica e incentivare la transizione verso un modello alimentare sano, sostenibile e tecnologicamente avanzato;
Pag. 58si valuta con favore l'intento governativo di assicurare che la revisione della Direttiva (UE) 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali sia aggiornata sulla scorta dell'esperienza applicativa maturata, recependo le istanze dalle autorità di controllo competenti e le necessità di protezione degli operatori contro le pratiche commerciali sleali;
si apprezza la determinazione del Governo nel difendere gli interessi della filiera agroalimentare nell'ambito dei trattati di libero scambio e dei partenariati economici tra l'Unione Europea e gli Stati terzi, con un'attenzione specifica all'Accordo tra l'UE e i Paesi del Mercosur;
si esprime soddisfazione per l'impegno del Governo, nelle trattative sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, a scongiurare qualsiasi depotenziamento o riduzione dei flussi finanziari destinati alla PAC, trattandosi di una politica fondamentale nel processo di integrazione europea;
si condivide la necessità di prevedere tutele rafforzate e garanzie certe per il settore agroalimentare, giacché l'ipotesi di istituire un fondo unico che raggruppi risorse eterogenee (come i fondi per la coesione e per l'agricoltura) comporterebbe il rischio di innescare una competizione dannosa tra ambiti politici e aree territoriali differenti;
si prende atto con favore dei risultati ottenuti dal Governo nei vari tavoli negoziali, tra i quali il recente annuncio della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, relativo allo stanziamento anticipato di 45 miliardi di euro per l'agricoltura già all'avvio del prossimo ciclo di programmazione, superando così l'ipotesi iniziale che ne prevedeva l'erogazione solo a seguito della revisione di metà periodo;
si richiamano le mozioni sul futuro della Politica agricola comune, esaminate e approvate il 15 ottobre 2025 dall'Assemblea della Camera, le quali impegnano il Governo a preservare l'entità delle risorse destinate al settore agricolo nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, a salvaguardare la struttura e le risorse della Politica Comune della Pesca e a mantenere l'attuale distinzione tra gli strumenti di sostegno al reddito (Feaga) e quelli dello sviluppo rurale (Feasr), o, in alternativa, a garantire una riserva finanziaria vincolata e distinta per l'agricoltura all'interno del fondo unico, finalizzata a promuovere gli investimenti nell'innovazione e nella sostenibilità,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
t) con riguardo alle iniziative per la riforma della politica agricola comune (PAC), si ribadisce la necessità di:
promuovere il carattere prioritario della sovranità alimentare europea come obiettivo strategico dell'Unione, assicurando al contempo l'indipendenza dei processi produttivi, la certezza delle forniture e la salvaguardia dei livelli reddituali degli agricoltori di fronte alle attuali fasi di incertezza sugli scenari geopolitici e sui mercati internazionali;
Pag. 59mantenere costante un dialogo con il Parlamento e con le rappresentanze del settore agricolo in merito agli sviluppi delle trattative in sede europea, nonché riguardo ai provvedimenti adottati per la protezione e il rilancio del sistema agricolo del nostro Paese;
u) con riguardo agli accordi di libero scambio e di partenariato economico dell'UE con Stati terzi e, in particolare, con i Paesi del Mercosur, si segnala l'esigenza di:
impegnarsi in tutte le sedi opportune per la salvaguardia della competitività della filiera agroalimentare italiana, attraverso l'inserimento di ferree clausole di reciprocità nei trattati commerciali, così da proteggere le produzioni agricole italiane dalle dinamiche di concorrenza asimmetrica e sleale esercitate da Paesi extra-UE affinché chi esporta in Europa rispetti gli stessi altissimi standard ambientali, sanitari e di benessere animale dei produttori italiani ed europei nonché garantire la solidità economica delle aziende agricole e zootecniche nazionali, con un'attenzione specifica per le realtà produttive localizzate nelle aree svantaggiate, montane e interne;
promuovere e sostenere attivamente lo stanziamento di strumenti compensativi idonei, a livello europeo e nazionale, destinati a ristorare le imprese che dovessero subire ripercussioni negative o danni economici derivanti da nuovi accordi commerciali con Paesi terzi;
v) con riferimento al negoziato sul Quadro finanziario pluriennale per il 2028-2034 si segnala la necessità di:
impegnarsi nelle sedi europee affinché la pianificazione agricola inserita nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 assicuri risorse economiche totali che non siano inferiori ai livelli attuali, considerando gli effetti inflattivi e il rincaro dei fattori produttivi dovuti al contesto geopolitico instabile, così da scongiurare una riduzione reale del valore dei contributi diretti e dei piani di sviluppo rurale, tutelando al contempo la competitività del comparto agricolo nazionale;
proseguire nell'azione di promozione, nelle sedi di competenza, di tutte le misure volte a preservare l'identità specifica della PAC nella programmazione finanziaria 2028-2034, con particolare riferimento al valore strategico di tale politica, mantenendola chiaramente separata da altri fondi o linee d'azione europee e sostenendo il ritorno alla distinzione tra strumenti di sostegno al reddito e strumenti per lo sviluppo rurale o, come soluzione subordinata, ottenendo l'assegnazione di una quota di risorse vincolata e distinta per il settore agricolo all'interno di un eventuale fondo unico, con il fine di incentivare i processi di innovazione e sostenibilità;
proteggere e garantire il modello di gestione decentrata dei programmi gestiti dalle amministrazioni regionali, il cui contributo essenziale — riscontrabile, ad esempio, nella definizione degli interventi della PAC dedicati allo sviluppo rurale — deve rimanere un punto fermo e non essere oggetto di ridimensionamento;
promuovere un dialogo permanente con la Commissione europea, affinché il futuro processo di riforma conservi una politica Pag. 60agricola indipendente e dotata di finanziamenti adeguati, mantenendo una particolare attenzione ai profili della sicurezza alimentare, della competitività e della sostenibilità ambientale, evitando che tali priorità perdano il proprio ruolo all'interno di più ampie finalità di coesione sociale o territoriale;
promuovere un dialogo con la Commissione europea, affinché il futuro processo di riforma conservi una politica comune della pesca dotata di finanziamenti adeguati non inferiori all'attuale periodo di programmazione al fine di sostenere la competitività del settore, il rinnovamento generazionale, la transizione energetica e la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle attività di pesca;
definire, entro il 2028, strategie per il ricambio generazionale nel settore agricolo nell'ambito dei rispettivi piani di partenariato nazionali e regionali, attraverso un mix integrato di azioni nell'ambito della politica agricola dell'UE, delle politiche rurali nazionali e ai quadri fiscali e sociali, riconoscendo la diversità dei sistemi agricoli, della legislazione fiscale e in materia di successioni e delle realtà rurali europee, fornendo assistenza tecnica per la definizione e l'attuazione di strumenti finanziari adattati ai giovani agricoltori, assicurando fondi per prestiti e fondi di garanzia specifici per i giovani agricoltori, compresi strumenti a tassi di interesse ridotti, requisiti ridotti in materia di garanzie, periodi di grazia e periodi di rimborso più lunghi;
promuovere la trasformazione digitale del settore agricolo attraverso l'adozione di soluzioni di agricoltura 5.0, per contenere l'uso di fertilizzanti, acqua ed energia, con l'obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, riduzione dei costi e minore dipendenza dagli approvvigionamenti esterni;
promuovere un piano europeo sui fertilizzanti meno inquinanti e a base biologica, combinando innovazione tecnologica e sostenibilità.