Doc. XVIII, n. 31
III COMMISSIONE
(AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
DOCUMENTO FINALE, A NORMA DELL'ARTICOLO 127
DEL REGOLAMENTO, SULLA:
Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito» (JOIN(2025) 26 final)
Approvato l'11 febbraio 2026
DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La III Commissione,
esaminata, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, «Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito» (JOIN(2025)26 final), presentata il 16 ottobre 2025;
considerati gli elementi di conoscenza e valutazione acquisiti nel corso delle audizioni svolte sul documento;
premesso che:
a trent'anni dall'avvio del processo di Barcellona, il Patto per il Mediterraneo interviene in una fase di profonda crisi delle relazioni internazionali e rappresenta una scelta politica strategica dell'Unione europea, costituendo non un mero aggiornamento degli strumenti di vicinato, bensì l'affermazione di una visione di lungo periodo dell'azione esterna dell'Unione europea nel suo spazio mediterraneo;
il Patto si colloca in un contesto politico-strategico caratterizzato da una crescente competizione tra grandi potenze e da una progressiva riduzione dell'impegno diretto degli Stati Uniti nell'area, che rende necessario una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell'Unione europea e dei suoi Stati membri per la stabilità del Mediterraneo e delle regioni ad esso contigue;
il Patto evidenzia opportunamente l'esigenza di coordinare l'azione dell'UE e degli Stati membri, evitando logiche assistenzialistiche o condizionalità unilaterali, rafforzando l'impatto delle rispettive iniziative ed indirizzando verso obiettivi condivisi risorse politiche, diplomatiche ed economiche;
premesso altresì che:
i Paesi partner della regione, cui il Patto è rivolto, sono complessivamente interessati da una condizione di instabilità e fragilità, riconducibile in larga misura alla debolezza delle capacità statuali, alla scarsa coesione interna, alle difficoltà economiche e demografiche ed all'incapacità di garantire beni pubblici essenziali, che rende tali Paesi vulnerabili a interferenze esterne e a dinamiche di destabilizzazione;
tale fragilità può essere sfruttata da attori esterni per accrescere la propria influenza strategica nell'area, anche attraverso strumenti ibridi quali la pressione migratoria, il controllo delle risorse energetiche e la presenza militare, con ricadute dirette sulla sicurezza dell'Unione europea;
Pag. 3l'iniziativa europea presenta significativi elementi di convergenza con il Piano Mattei per l'Africa, condividendone l'impostazione fondata sul partenariato, sulla local ownership e su interventi di medio-lungo periodo volti ad incidere sulle cause strutturali dell'instabilità, piuttosto che sulla sola gestione delle sue conseguenze;
il Patto può ulteriormente rafforzare i rapporti commerciali tra l'UE ed i Paesi partner del Mediterraneo, tenuto conto che le relazioni commerciali tra questi e l'Unione, seppure solide, non raggiungono collettivamente il 5 per cento del commercio estero dell'Unione, mentre il valore degli scambi potenziali è stimato in oltre 100 miliardi di dollari;
l'area mediterranea deve essere considerata in una prospettiva allargata, quale spazio di interconnessione strategica tra Europa, Africa ed Asia, comprendente anche il Medio Oriente, il Mar Rosso, il Sahel ed il Golfo di Guinea, e incidendo direttamente sulla sicurezza, sulla prosperità e sulla credibilità internazionale dell'Unione europea;
il Patto può inoltre costituire il fondamento di una strategia politica più ampia, volta a declinare la cooperazione tra l'Unione europea e i Paesi dell'area nei settori della sicurezza, dell'economia, dell'approvvigionamento energetico, dello sviluppo umano, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e del rafforzamento della resilienza dei popoli e dei territori, quale presupposto della stabilità sociale, economica e istituzionale dell'area;
in tale quadro, il rafforzamento dell'autonomia strategica europea nel Mediterraneo assume un rilievo centrale, quale condizione per garantire sicurezza energetica, stabilità delle rotte commerciali e capacità di risposta alle crisi;
il documento declina in modo originale una gestione dei flussi migratori, non circoscritta ad una dimensione emergenziale o meramente umanitaria, ma incentrata sulla cooperazione strutturale con i Paesi di origine e di transito, sul contrasto alle reti criminali, sulla promozione di canali legali e sul rafforzamento delle capacità di controllo delle frontiere;
la dimensione finanziaria e l'entità delle risorse utilizzabili saranno cruciali per l'attuazione del Patto e a tal fine la Commissione europea prospetta la mobilitazione di tutti gli opportuni strumenti finanziari dell'UE, il contributo degli Stati membri dell'UE e degli stessi Paesi partner del Mediterraneo meridionale, nonché il ricorso all'approccio Team Europa, coinvolgendo le istituzioni finanziarie degli Stati membri dell'UE, le istituzioni finanziarie internazionali, in particolare la Banca europea per gli investimenti, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ed il settore privato;
nell'ambito della definizione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la Commissione europea ha proposto di istituire il fondo Europa Globale, che dovrebbe assorbire tutti gli esistenti strumenti per il finanziamento dell'azione esterna (allargamento, vicinato, cooperazione allo sviluppo, assistenza umanitaria) e che, pur senza menzionare il Patto per il Mediterraneo, destina 42,9 miliardi alle Pag. 4iniziative rivolte ai Paesi del Medio Oriente, del Nord Africa e del Golfo, area ben più ampia di quella cui è rivolto il Patto per il Mediterraneo;
nonostante attualmente abbiano luogo nelle acque del Mediterraneo il 25 per cento del traffico marittimo globale ed il 30 per cento del traffico mondiale di petrolio, la prospettiva di nuove rotte commerciali nell'Artico, unitamente alle crescenti minacce nell'area allargata, possono far venire meno tale centralità come snodo dei commerci internazionali;
rilevata la necessità che il presente documento finale sia trasmesso tempestivamente alla Commissione europea, nell'ambito del cosiddetto dialogo politico, nonché al Parlamento europeo e al Consiglio,
esprime una
VALUTAZIONE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) l'attuazione del Patto e la stesura del Piano d'azione si concentrino sulle iniziative in grado di contribuire allo sviluppo e alla crescita dei Paesi partner ed alla stabilizzazione strutturale e geopolitica dell'intera regione, offrendo un'alternativa credibile all'influenza della Repubblica popolare cinese e della Federazione russa, accrescendo positivamente l'interdipendenza tra Europa, Mediterraneo, Africa e Asia meridionale in termini di sviluppo, connettività e sicurezza;
b) si valuti il contributo che potrà essere offerto dall'Italia all'implementazione del Patto, sia per la sua collocazione geografica, sia per gli sforzi recentemente compiuti attraverso il Piano Mattei per l'Africa; si valuti altresì la possibilità di un'integrazione organica del Piano Mattei nella cornice del Patto per il Mediterraneo, al fine di sfruttare le possibili sinergie, ottimizzare le risorse e gli strumenti disponibili ed evitare duplicazioni;
c) le iniziative per l'istruzione e la formazione non vengano orientate esclusivamente o prevalentemente alla diffusione di competenze tecnico-scientifiche, ma siano volte anche a rafforzare gli elementi comuni e condivisi di un'identità culturale euro-mediterranea che nel tempo possa sostenere e promuovere le relazioni tra Stati, favorire i processi di democratizzazione nella regione, favorire e alimentare cooperazione e sinergie tra Paesi;
d) si integrino pienamente, nell'attuazione del Patto, le politiche industriali e a sostegno dell'approvvigionamento energetico europeo;
e) si valuti di accompagnare la stesura del Piano d'azione e l'implementazione del Patto con misure di sostegno economico e finanziario volte alla stabilizzazione economica dei Paesi partner e accordi di libero scambio con l'UE, fondati sulla libertà di impresa, sulla tutela degli investimenti, sulla certezza del diritto e sulla valorizzazione delle economie locali, in un quadro di progressiva integrazione economica euro-mediterranea;
f) con riferimento alla proposta d'istituzione del nuovo fondo Europa globale, si valuti la possibilità di valorizzarne l'utilizzo a Pag. 5supporto dell'azione esterna nel Mediterraneo, e quindi anche all'implementazione del Patto; si valuti inoltre la possibilità, con riguardo al suo assetto di governo, di assicurare al Consiglio, ed agli Stati membri, un ruolo effettivo nei processi decisionali, in particolare negli ambiti di maggiore rilevanza per gli Stati membri che nel Mediterraneo costituiscono una frontiera dell'Unione, tra cui i rapporti con il vicinato meridionale e la gestione dei flussi migratori;
g) si valuti di orientare l'attuazione del Patto per il Mediterraneo alla stabilizzazione dell'area, anche a garanzia della sicurezza e della convenienza delle rotte commerciali; a tal fine si prevedano iniziative di sostegno alle infrastrutture, marittime e di terra, ai mercati locali e all'industria navale per rafforzare i legami commerciali.