Doc. XII-quinquies, N. 82

ASSEMBLEA PARLAMENTARE
DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA SICUREZZA

E LA COOPERAZIONE IN EUROPA – OSCE

Risoluzione su

«La situazione delle minoranze nazionali e delle popolazioni indigene nella Federazione Russa»

Trasmessa il 14 luglio 2026

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RESOLUTION ON
THE SITUATION OF NATIONAL MINORITIES AND INDIGENOUS PEOPLES IN THE RUSSIAN FEDERATION

   1. Recalling the principles enshrined in the Helsinki Final Act, especially regarding respect for the rights of persons belonging to national minorities to equality before the law and actual enjoyment of human rights and fundamental freedoms,

   2. Regarding in particular the Document of the Copenhagen Meeting of the Conference on the Human Dimension of the CSCE, which stipulates that persons belonging to national minorities have the right to freely express, preserve and develop their ethnic, cultural, linguistic or religious identity, and to maintain and develop their culture in all its aspects, free of any attempts at assimilation against their will,

   3. Recalling previous OSCE PA declarations addressing specific challenges faced by persons belonging to national minorities, in particular the Vilnius Declaration,

   4. Noting with appreciation the crucial work of the OSCE's autonomous institutions, in particular the OSCE Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR), the High Commissioner on National Minorities and the Representative on Freedom of the Media, who carry out their respective mandates to assist the OSCE participating States in upholding their human dimension commitments, and reiterating the strong support of the OSCE PA for these institutions,

   5. Noting with deep concern the reports by the Special Procedures of the United Nations Human Rights Council that national minorities in the Russian Federation face severe restrictions on fundamental rights, including freedom of expression, the right to self-determination and cultural rights, and that they are also subject to racism, structural discrimination and xenophobia, and remain among the most vulnerable groups, with some facing existential threats,

   6. Expressing profound concern that the mobilization in 2021 – a clear preparation for the Russian Federation's war of aggression against Ukraine – has drastically and disproportionately affected indigenous peoples and national minority communities, particularly those residing in the Russian Federation's poorest regions, resulting in a disproportionately high number of casualties among them,

   7. Regretting that Russian Federation legislation provides special protection only to indigenous peoples whose population does not exceed 50,000, which deliberately leaves larger groups without legal protection,

   8. Additionally regretting that Russian Federation legislation deliberately avoids acknowledging the colonial nature of the State and treats any discussion of this issue as separatism and subject to criminal prosecution,

   9. Noting with concern that the Russian Federation Ministry of Justice lists organizations that defend the rights of indigenous peoples and national minorities as «extremist organizations»,

   10. Regretting that the Russian Federation has not acceded to the United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples and has withdrawn from the Council of Europe's Framework Convention for the Protection of National Minorities – the key regional instrument for the protection of minority rights in Europe,

   11. Alarmed by the scope of environmental degradation caused primarily by Russian Federation State-controlled miningPag. 3 businesses in violation of international environmental standards and in disregard of minority communities’ interests, such as the 2020 environmental catastrophe caused by the company Norilsk Nickel in Taimyr, which contaminated the territories of the Dolgan and Nganasan peoples,

  The OSCE Parliamentary Assembly:

   12. Condemns the mass criminalization of national minority organizations, which constitutes a violation of international law and paves the way for further repression of persons belonging to national minorities;

   13. Urges the Russian Federation to stop targeting indigenous peoples and persons belonging to national minorities, as well as media outlets operating in the interests of national minorities, using legislation that refers to «foreign agents», «undesirable organizations», «extremism» and «anti-terrorism»;

   14. Requests that the Russian Federation refrain from using psychological and physical coercion to force people to sign conscription documents, and abstain from criminal prosecution of persons belonging to indigenous peoples or national minorities who evade mobilization;

   15. Calls on the Russian Federation to cease the practice of systematic environmental degradation, caused primarily by unregulated mining activity, in the territories inhabited by the Russian Federation's indigenous peoples or national minorities;

   16. Encourages the Russian Federation to ratify the International Labour Organization Indigenous and Tribal People's Convention (No. 169), which requires States to consult indigenous peoples before making decisions that affect them, and to guarantee their rights to land, culture and self-governance;

   17. Requests that the Russian Federation cease its repressive policies towards indigenous peoples and national minorities, comply with its obligations under international law, and respect OSCE principles;

   18. Calls on the OSCE High Commissioner on National Minorities to take additional measures to promote the observance of the rights of ethnic minorities and indigenous peoples of the Russian Federation, especially in view of the blatant violations of the rights of Chechen, Ingush, Circassian and other nationalities living in the Russian Federation.

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RISOLUZIONE SU
LA SITUAZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI E DELLE POPOLAZIONI INDIGENE NELLA FEDERAZIONE RUSSA

   1. Ricordati i principi sanciti nell'Atto finale di Helsinki, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali all'uguaglianza davanti alla legge e all'effettivo godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali,

   2. Tenuto conto in particolare del Documento della Riunione di Copenaghen della Conferenza della CSCE sulla dimensione umana, che stabilisce che gli individui appartenenti a minoranze nazionali hanno il diritto di esprimere liberamente, preservare e sviluppare la propria identità etnica, culturale, linguistica o religiosa, nonché di mantenere e sviluppare la propria cultura in tutti i suoi aspetti, liberi da qualsiasi tentativo di assimilazione contro la loro volontà,

   3. Ricordate le precedenti dichiarazioni dell'AP OSCE relative alle sfide specifiche affrontate dagli individui appartenenti a minoranze nazionali, in particolare la Dichiarazione di Vilnius,

   4. Preso atto con apprezzamento del lavoro fondamentale svolto dalle istituzioni autonome dell'OSCE, in particolare dall'Ufficio OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo (ODIHR), dall'Alto Commissario per le minoranze nazionali e dal Rappresentante per la libertà dei media, che svolgono i rispettivi mandati per assistere gli Stati partecipanti all'OSCE nel rispetto dei loro impegni in materia di dimensione umana, e ribadito il forte sostegno dell'AP OSCE nei confronti di tali istituzioni,

   5. Preso atto con profonda preoccupazione delle relazioni delle Procedure speciali del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, secondo cui le minoranze nazionali nella Federazione Russa subiscono gravi restrizioni dei diritti fondamentali, tra cui la libertà di espressione, il diritto all'autodeterminazione e i diritti culturali, e sono inoltre vittime di razzismo, discriminazione strutturale e xenofobia, rimanendo tra i gruppi più vulnerabili, con taluni individui che affrontano minacce esistenziali,

   6. Espressa profonda preoccupazione per il fatto che la mobilitazione del 2021 – una chiara preparazione alla guerra di aggressione della Federazione Russa contro l'Ucraina – abbia colpito in modo drastico e sproporzionato le popolazioni indigene e le comunità delle minoranze nazionali, in particolare quelle residenti nelle regioni più povere della Federazione Russa, causando tra loro un numero sproporzionatamente elevato di vittime,

   7. Deplorato il fatto che la legislazione russa garantisca una protezione speciale solo nel caso di popoli indigeni la cui popolazione non superi i 50.000 individui, il che lascia deliberatamente i gruppi più numerosi senza protezione giuridica,

   8. Deplorato inoltre il fatto che la legislazione della Federazione Russa eviti deliberatamente di riconoscere la natura coloniale dello Stato e consideri qualsivoglia discussione in materia come un atto di separatismo passibile di procedimento penale,

   9. Rilevato con preoccupazione che il Ministero della Giustizia della Federazione Russa classifica le organizzazioni che difendono i diritti dei popoli indigeni e delle minoranze nazionali come «organizzazioni estremiste»,

   10. Deplorato il fatto che la Federazione Russa non abbia aderito alla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni e si sia ritirata dalla ConvenzionePag. 5 quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali – strumento regionale fondamentale per la tutela dei diritti delle minoranze in Europa,

   11. Allarmata dall'entità del degrado ambientale causato principalmente dalle imprese minerarie controllate dallo Stato della Federazione Russa, in violazione delle norme ambientali internazionali e a scapito degli interessi delle comunità minoritarie, come la catastrofe ambientale del 2020 causata dall'azienda «Norilsk Nickel» a Taimyr, che ha contaminato i territori dei popoli Dolgan e Nganasan,

  L'Assemblea parlamentare dell'OSCE:

   12. Condanna la criminalizzazione di massa delle organizzazioni delle minoranze nazionali, che costituisce una violazione del diritto internazionale e apre la strada a ulteriori repressioni nei confronti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali;

   13. Esorta la Federazione Russa a smettere di prendere di mira i popoli indigeni e le persone appartenenti a minoranze nazionali, nonché i mezzi di comunicazione che operano nell'interesse delle minoranze nazionali, ricorrendo a legislazione in materia di «agenti stranieri», «organizzazioni indesiderabili», «estremismo» e «antiterrorismo»;

   14. Chiede alla Federazione Russa di astenersi dal ricorso a coercizione psicologica e fisica per costringere le persone a firmare i documenti di arruolamento, nonché di astenersi dal perseguire penalmente le persone appartenenti a popoli indigeni o a minoranze nazionali che eludono la mobilitazione;

   15. Esorta la Federazione Russa a porre fine alla pratica del degrado ambientale sistematico, causato principalmente dalle attività minerarie non regolamentate, nei territori abitati dai popoli indigeni o dalle minoranze nazionali della Federazione Russa;

   16. Esorta la Federazione Russa a ratificare la Convenzione n. 169 dell'Organizzazione internazionale per il lavoro sulle popolazioni indigene e tribali, che impone agli Stati di consultare le popolazioni indigene prima di adottare decisioni che le riguardano, nonché di garantire il loro diritto alla terra, alla cultura e all'autogoverno;

   17. Chiede alla Federazione Russa di porre fine alle proprie politiche repressive nei confronti delle popolazioni indigene e delle minoranze nazionali, di adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e di rispettare i principi dell'OSCE;

   18. Invita l'Alto Commissario dell'OSCE per le minoranze nazionali ad adottare ulteriori misure volte a promuovere il rispetto dei diritti delle minoranze etniche e delle popolazioni indigene della Federazione Russa, soprattutto alla luce delle palesi violazioni dei diritti dei ceceni, degli ingusci, dei circassi e delle altre nazionalità che vivono nella Federazione Russa.