Doc. XII-quinquies, N. 51

ASSEMBLEA PARLAMENTARE DELL'OSCE

Risoluzione sul

«Sostegno del riconoscimento dello Stato di Palestina come mezzo per garantire la pace, la stabilità regionale e il rispetto del diritto internazionale»

Trasmessa il 14 luglio 2025

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RESOLUTION ON
SUPPORTING THE RECOGNITION OF THE STATE OF PALESTINE AS A MEANS OF ENSURING PEACE, REGIONAL STABILITY AND COMPLIANCE WITH INTERNATIONAL LAW

   1. Recalling the principles enshrined in the Charter of the United Nations and the Helsinki Final Act, particularly the right of peoples to self-determination, sovereignty and territorial integrity, as well as the obligation to settle international disputes peacefully and to refrain from the threat or use of force,

   2. Considering United Nations General Assembly resolution 67/19 of 29 November 2012 recognizing the status of Palestine as a non-member observer State, and the subsequent resolution of 10 May 2024 declaring Palestine's eligibility to become a full member of the United Nations, with 143 out of 193 votes in favour,

   3. Taking into account the increasing international consensus in favour of recognizing the Palestinian State, which has been formally recognized today by more than 140 sovereign States (including many OSCE participating States), and including the recent declarations of the governments of Ireland, Norway, Spain, Slovenia and Armenia announcing its recognition as contributing to global peace and security,

   4. Noting with concern the deteriorating humanitarian crisis in the Gaza Strip and the Occupied Palestinian Territories, with thousands of civilian casualties, the destruction of essential infrastructure and the imposition of severe obstacles to accessing humanitarian assistance, in breach of international humanitarian law and the rulings of the International Court of Justice,

   5. Reiterating the fact that non-recognition of the State of Palestine and the persisting status quo are irreparably undermining the «two peoples, two States» solution, fuelling regional instability and fomenting distrust, radicalization and disillusionment, particularly among the younger generation,

   6. Welcoming the parliamentary resolutions tabled, and often already adopted, by several OSCE participating States calling for the recognition of the State of Palestine as an act of political responsibility and legal coherence and as an impetus to relaunching the peace process,

   7. Emphasizing the fundamental role that parliamentary assemblies, and particularly the OSCE PA, can play in promoting peace, preventive diplomacy, peaceful conflict resolution and respect for human rights and international law,

  The OSCE Parliamentary Assembly:

   8. Calls on all OSCE participating States that have not yet done so to consider formally recognizing the State of Palestine within the 1967 borders, with Jerusalem as its shared capital, as a substantive contribution to achieving a lasting peace between Israel and Palestine;

   9. Urges OSCE participating States to encourage and support any multilateral initiative under the auspices of the United Nations that may lead to a credible and inclusive negotiation process towards achieving a two-State solution, in full respect for international law and mutual security;

   10. Condemns all violations of international humanitarian law, including the illegal settlements, collective punishments, obstruction of humanitarian access and indiscriminate attacks on the civilian population, and reiterates the need for all parties to be held accountable for their actions;

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   11. Recommends the establishment of a permanent parliamentary mechanism within the OSCE to monitor the situation in the Occupied Palestinian Territories, facilitate interparliamentary dialogue and promote the exchange of good legislative practices for the protection of human rights and conflict prevention;

   12. Calls on the OSCE to embark on co-operation projects designed to strengthen the Palestinian institutions, provide civic administrative training, support civil society and promote the rule of law, in conjunction with the relevant international and regional stakeholders;

   13. Advocates strengthening the role of parliamentary diplomacy as a vehicle for mutual understanding and mediation capable of surmounting diplomatic stalemates and offering scope to hear the pleas of the communities stricken by the conflict;

   14. Urges all OSCE participating States to facilitate the sharing of experiences, expertise, data and multilateral strategies for State-building, post-conflict reconciliation and the promotion of human rights;

   15. Calls on the OSCE Secretariat to intensify the monitoring and analysis of the situation in the Occupied Palestinian Territories and the consequences of the failure to implement the relevant international resolutions, including by means of strategic partnerships and early warning mechanisms;

   16. Recognizes that reaching a political solution to the Israeli-Palestinian conflict based on two sovereign and mutually recognized States is an essential condition for ensuring the stability of the Mediterranean area and the collective security of the entire OSCE region;

   17. Pledges to remain vigilant on this issue, support the international rule of law and safeguard human rights and peace-building, and calls on its member parliamentarians to promote national initiatives consistent with this objective.

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RISOLUZIONE SUL
SOSTEGNO DEL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA COME MEZZO PER GARANTIRE LA PACE, LA STABILITÀ REGIONALE E IL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

   1. Ricordati i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e dall'Atto finale di Helsinki, in particolare il diritto dei popoli all'autodeterminazione, alla sovranità e all'integrità territoriale, nonché l'obbligo di risolvere pacificamente le controversie internazionali e di astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza,

   2. Considerata la risoluzione 67/19 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 29 novembre 2012, la quale riconosce lo status della Palestina come Stato osservatore non membro e la successiva risoluzione del 10 maggio 2024, che dichiara l'idoneità della Palestina a diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, con 143 voti a favore su 193,

   3. Tenuto conto del crescente consenso internazionale a favore del riconoscimento dello Stato palestinese, che oggi è stato formalmente riconosciuto da più di 140 Stati sovrani (compresi molti Stati partecipanti dell'OSCE), e comprese le recenti dichiarazioni dei governi di Irlanda, Norvegia, Spagna, Slovenia e Armenia, che annunciano che il suo riconoscimento contribuisce alla pace e alla sicurezza globale,

   4. Osservato con preoccupazione il deterioramento della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e nei Territori palestinesi occupati, con migliaia di vittime civili, la distruzione di infrastrutture essenziali e l'imposizione di gravi ostacoli all'accesso all'assistenza umanitaria, in violazione del diritto umanitario internazionale e delle sentenze della Corte internazionale di giustizia,

   5. Ribadito che il mancato riconoscimento dello Stato di Palestina e il persistere dello status quo stanno irrimediabilmente minando la soluzione «due popoli, due Stati», alimentando l'instabilità regionale e fomentando la sfiducia, la radicalizzazione e la disillusione, in particolare tra le giovani generazioni,

   6. Accolte con favore le risoluzioni parlamentari presentate, e spesso già adottate, da diversi Stati partecipanti dell'OSCE, che chiedono il riconoscimento dello Stato di Palestina come atto di responsabilità politica e coerenza giuridica e come impulso al rilancio del processo di pace,

   7. Sottolineato il ruolo fondamentale che le assemblee parlamentari, e in particolare l'Assemblea parlamentare dell'OSCE, possono svolgere per la promozione della pace, della diplomazia preventiva, della risoluzione pacifica dei conflitti e del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale,

  L'Assemblea parlamentare dell'OSCE:

   8. Invita tutti gli Stati partecipanti dell'OSCE che non l'abbiano ancora fatto a prendere in considerazione il riconoscimento formale dello Stato di Palestina entro i confini del 1967, con Gerusalemme come capitale condivisa, come contributo sostanziale al raggiungimento di una pace duratura tra Israele e Palestina;

   9. Esorta gli Stati partecipanti dell'OSCE a incoraggiare e sostenere qualsiasi iniziativa multilaterale sotto l'egida delle Nazioni Unite che possa portare a un processo negoziale credibile e inclusivo per il raggiungimento di una soluzione a due Stati, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della sicurezza reciproca;

   10. Condanna tutte le violazioni del diritto umanitario internazionale, compresi gli insediamenti illegali, le punizioni collettive, l'ostruzione dell'accesso umanitario e Pag. 5gli attacchi indiscriminati alla popolazione civile, e ribadisce la necessità che tutte le parti siano ritenute responsabili delle loro azioni;

   11. Raccomanda l'istituzione, all'interno dell'OSCE, di un meccanismo parlamentare permanente volto a monitorare la situazione nei Territori palestinesi occupati, facilitare il dialogo interparlamentare e promuovere lo scambio di buone pratiche legislative per la protezione dei diritti umani e la prevenzione dei conflitti;

   12. Invita l'OSCE a intraprendere progetti di cooperazione volti a rafforzare le istituzioni palestinesi, a fornire una formazione civica amministrativa, a sostenere la società civile e a promuovere lo stato di diritto, in collaborazione con le parti interessate a livello internazionale e regionale;

   13. Auspica il rafforzamento del ruolo della diplomazia parlamentare come veicolo di comprensione reciproca e di mediazione in grado di superare le situazioni di stallo diplomatico, offrendo spazio per ascoltare le istanze delle comunità colpite dal conflitto;

   14. Esorta tutti gli Stati partecipanti dell'OSCE a facilitare la condivisione di esperienze, competenze, dati e strategie multilaterali per la costruzione dello Stato, la riconciliazione postbellica e la promozione dei diritti umani;

   15. Invita il Segretariato dell'OSCE a intensificare il monitoraggio e l'analisi della situazione nei Territori palestinesi occupati e delle conseguenze della mancata attuazione delle risoluzioni internazionali in materia, anche attraverso partenariati strategici e meccanismi di allarme rapido;

   16. Riconosce che il raggiungimento di una soluzione politica del conflitto israelo-palestinese basata su due Stati sovrani e reciprocamente riconosciuti è una condizione essenziale per garantire la stabilità dell'area mediterranea e la sicurezza collettiva dell'intera regione OSCE;

   17. Si impegna a rimanere vigile su questo tema, a sostenere lo stato di diritto internazionale e a salvaguardare i diritti umani e la costruzione della pace, invitando al contempo i parlamentari membri a promuovere iniziative nazionali coerenti con questo obiettivo.