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PDL 4364

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 4364



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

PARENTELA, DE ROSA, LIUZZI, BUSTO, DAGA, MICILLO, DELL'ORCO, BENEDETTI, NESCI, L'ABBATE, GALLINELLA, LUPO,
MASSIMILIANO BERNINI

Modifica all'articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, in materia di pianificazione delle aree per lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di deposito sotterraneo di gas naturale

Presentata il 14 marzo 2017


      

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Onorevoli Colleghi! – Non vi è palmo del territorio della Repubblica che si possa ritenere al riparo dall'insediamento di nuove trivelle o di nuove grandi opere inutili, dispendiose e impattanti. Dal 1927 ad oggi il rilascio dei permessi e delle concessioni è sempre avvenuto senza una previa pianificazione. In Italia si può cercare ed estrarre praticamente ovunque, senza che si tenga conto del fatto che esistano aree interessate da agricoltura di pregio, aree di interesse naturalistico, aree fortemente antropizzate, aree ad alto rischio sismico e così via.
      Il responso delle urne del 4 dicembre scorso è stato netto ma a seguito dell'insediamento del nuovo esecutivo non si colgono, in riferimento alle politiche energetiche, elementi di discontinuità rispetto a quello precedente malgrado gli elettori abbiano chiaramente bocciato la proposta di riforma costituzionale, lasciando in capo alle regioni la potestà legislativa concorrente. La reintroduzione del cosiddetto piano delle aree, abrogato dalla legge di stabilità 2016, e, quindi, la necessità di far partecipare attivamente le regioni nella governance energetica, è un atto non solo politicamente ma anche costituzionalmente dovuto. Le attività di ricerca e di coltivazione di gas e di petrolio dovrebbero essere consentite – a chiederlo sono 148 associazioni e comitati e 135 personalità del mondo
 

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della cultura, della politica e delle scienze – solo sulla base di un piano che tenga conto dei diversi interessi economici esistenti, che tuteli le aree territoriali più fragili del nostro Paese e che, in breve, stabilisca, una volta per tutte, dove sia possibile cercare ed estrarre e dove no.
      È per ribadire e rafforzare questo concetto che si presenta questa proposta di legge che modifica l'articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.
      La soluzione individuata è, quindi, quella di lasciare alla Conferenza unificata la predisposizione di un piano delle aree in cui i territori possono decidere in merito alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di deposito sotterraneo di gas naturale.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Dopo il comma 1 dell'articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, è inserito il seguente:

          «1.1. La Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta del Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, predispone un piano delle aree in cui sono consentite le attività di cui al comma 1. Il piano di cui al primo periodo è adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».


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