La I Commissione,
esaminata, per gli aspetti di proprio competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5),
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La II Commissione,
esaminata, per gli aspetti di propria competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5),
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La III Commissione,
concluso l'esame della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5);
preso atto del positivo riscontro di alcuni degli impegni al Governo proposti dalla Commissione in sede di espressione del parere sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2016, sul Programma di 18 mesi del Consiglio e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea 2016, espresso il 17 febbraio 2017;
richiamato l'orientamento favorevole espresso dalla Commissione in data 23 febbraio 2017 sul Programma di lavoro della Commissione per il 2017 e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2017 (Doc. LXXXVII-bis, n. 5);
apprezzato l'impegno del Governo volto a richiedere un maggiore sforzo da parte dell'Unione europea e degli altri Stati membri nella gestione dei flussi migratori, nel controllo delle frontiere esterne e nell'implementazione delle decisioni assunte in tema di ricollocamento dei richiedenti asilo;
apprezzato l'impegno del Governo per la riforma del sistema comune europeo d'asilo, la creazione della Guardia costiera e di frontiera europea e l'adozione di partenariati con i Paesi africani prioritari;
riaffermata la necessità di coniugare le politiche di gestione dei fenomeni migratori con una forte e coerente azione esterna rivolta principalmente verso i Paesi di origine e di transito;
apprezzato il richiamo all'opportunità che siano mantenuti aperti canali di dialogo fra la Russia e l'Ucraina;
ricordato l'impegno del Governo di rafforzare il contributo italiano al Servizio europeo di azione esterna;
espressa la necessità che l'Italia ritenga la strategia di allargamento una priorità politica, nonché uno strumento fondamentale per promuovere condizioni di pace, stabilità e sicurezza nel continente europeo;
ricordata la necessità di un rafforzamento nella dimensione meridionale della politica europea di vicinato;
preso atto delle iniziative assunte in materia di politica commerciale dell'Unione europea;
preso atto positivamente dell'avvio del Fondo fiduciario di emergenza stabilito a La Valletta e dei progressi compiuti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario dell'Unione europea, in particolare attraverso la predisposizione delle proposte – già esaminate da questa Commissione – relative al futuro delle relazioni fra l'Unione europea, gli Stati membri e i Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) e per l'aggiornamento del Consenso europeo sullo sviluppo,
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La IV Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la «Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2016» (Doc. LXXXVII, n. 5);
rilevato che, per quanto concerne i profili di competenza della Commissione Difesa, rilevano in particolare i primi due paragrafi del capitolo 8 della parte seconda della Relazione dedicati, rispettivamente, alla «Politica estera e di sicurezza comune» e alla «Politica di sicurezza e difesa comune»;
considerato, altresì, che la Relazione dà conto anche dell'impegno profuso dal Governo nel sostenere l'Alto Rappresentante nell'aggiornamento della Strategia di sicurezza UE del 2003, la cosiddetta nuova «Strategia globale UE»;
considerato, infine, che la Relazione rileva come, con riguardo alle missioni ed operazioni di politica di sicurezza e difesa comune, l'Italia abbia fornito e continui a fornire un importante contributo, con una partecipazione che spazia dalla creazione di capacità, alla formazione, alla lotta alla pirateria, alla stabilizzazione di aree di crisi, al contrasto dell'immigrazione clandestina, e con un impegno particolarmente significativo nell'Europa orientale e balcanica, oltre che nel Mediterraneo,
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La V Commissione,
esaminata per le parti di competenza la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5),
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La VI Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5);
sottolineato come la Relazione sia stata tempestivamente trasmessa alle Camere, consentendo pertanto al Parlamento di svolgere la sua fondamentale funzione di controllo ex post sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea;
ribadita l'esigenza di rendere più tempestiva, trasparente ed efficace l'interlocuzione tra Governo e Parlamento, nonché la collaborazione e il coordinamento sulle tematiche europee tra tutte le istituzioni nazionali coinvolte, al fine di assicurare la massima tempestività e qualità alla partecipazione dell'Italia nei processi di formazione e attuazione delle norme e delle politiche europee, rafforzando in tal modo l'autorevolezza delle posizioni negoziali italiane in tutte le sedi decisionali, nonché migliorando ulteriormente i meccanismi di adeguamento dell'ordinamento nazionale alla normativa UE;
segnalata, in particolare, sotto il profilo del merito, l'esigenza di compiere ogni sforzo per concludere il complesso iter di approvazione della proposta di regolamento volta a istituire uno schema europeo di assicurazione dei depositi (COM(2015)586), i cui negoziati sono sostanzialmente bloccati per la ferma opposizione di alcuni Stati membri, tra i quali segnatamente la Germania, in considerazione del fatto che tale proposta costituisce un elemento fondamentale per dare compimento al disegno complessivo dell'Unione bancaria europea, salvaguardando la stabilità di tutti i sistemi bancari europei, nonché evitando squilibri e turbolenze finanziarie che potrebbero compromettere il futuro della stessa costruzione europea;
valutato positivamente l'impegno del Governo nei negoziati relativi alla proposta di regolamento del 15 giugno 2016, volta a istituire un programma dell'Unione europea a sostegno di attività specifiche per rafforzare il coinvolgimento dei consumatori e degli altri utenti finali dei servizi finanziari nella definizione delle politiche dell'Unione nel campo dei servizi finanziari per il periodo 2017-2020 (COM(2016)388);
condivisa l'esigenza di completare il Piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali, introducendo un sistema europeo più semplice, standardizzato e trasparente per le cartolarizzazioni, aggiornando la direttiva europea 2003/71/CE, afferente ai prospetti informativi per l'emissione di valori mobiliari, rivedendo la regolamentazione dei fondi di venture capital;
segnalata l'opportunità di sostenere le iniziative in corso a livello europeo sulla fiscalità societaria, rilanciando in particolare la proposta di direttiva per stabilire una base imponibile comune consolidata per l'imposta sulle società (CCCTB – Common Consolidated Corporate Tax Base);
condiviso l'obiettivo, indicato dalla Commissione europea, di adottare una serie di misure contro la pianificazione fiscale aggressiva e l'elusione fiscale, al fine di assicurare l'attuazione coordinata in ambito UE dei risultati del progetto OCSE/G20 Base Erosion and Profit Shifting (BEPS), così da rafforzare e coordinare a livello europeo le iniziative per il contrasto dell'elusione fiscale e per una maggiore trasparenza fiscale;
rilevata altresì la necessità di portare a conclusione, adottando soluzioni condivise ed equilibrate che non pregiudichino la crescita di settori e processi innovativi, il dibattito sulle problematiche attinenti all'imposizione fiscale sull'economia digitale, al fine di adeguare i sistemi tributari ai nuovi scenari tecnologici, economici e geopolitici derivanti dalle evoluzioni in questo campo e dalle conseguenze che queste hanno determinato e continuano a sviluppare sulle economie di tutti i Paesi, sulla conformazione dei processi allocativi, produttivi e distributivi, nonché sui sistemi fiscali;
valutati positivamente gli avanzamenti nelle discussioni sulla proposta di direttiva COM(2013)71 che attua una cooperazione rafforzata tra dieci Stati membri della UE (Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), nel settore dell'imposta sulle transazioni finanziarie, grazie ai quali è stato possibile raggiungere un accordo di massima sui principi generali che regolano la futura imposta in materia;
sottolineata l'importanza, per quanto attiene ai temi della fiscalità indiretta, di procedere nell'attuazione del Piano d'azione di riforma dell'attuale sistema dell'IVA comunitaria, al fine di: riformare i principi fondamentali di applicazione dell'IVA agli scambi intracomunitari; introdurre misure a breve termine per combattere le frodi IVA; rivedere le aliquote IVA ridotte; semplificare il meccanismo dell'IVA in materia di commercio elettronico;
segnalata l'esigenza di procedere nella sperimentazione, già avviata, di un ruling transnazionale in materia di IVA, con l'obiettivo di rafforzare gli strumenti cooperativi di lotta alle frodi che si registrano in riferimento a tale imposta, nonché di verificare l'ipotesi di introdurre in tale settore l'istituto della mediazione fiscale e di definire un memorandum d'intesa tra amministrazioni e operatori;
richiamata l'opportunità, per quanto riguarda le tematiche di diritto societario, di porre rimedio ad alcune lacune in materia di governo societario delle società quotate, in particolare al fine di aumentare l'impegno e la partecipazione attiva degli investitori istituzionali e degli asset managers, di migliorare la correlazione tra remunerazione degli amministratori e performance delle società, di rafforzare la trasparenza delle operazioni con le parti correlate e di agevolare la trasmissione transfrontaliera delle informazioni;
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La VII Commissione,
esaminata, nelle sedute del 20 e 26 settembre, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2016, trasmessa alla Presidenza della Camera il 5 aprile 2017 e deferita, per la parte di competenza, alla VII Commissione;
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La VIII Commissione,
esaminata la «Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2016» (Doc. LXXXVII, n. 5);
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La IX Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5), per le parti di competenza;
preso atto dell'impegno del Governo diretto alla rapida realizzazione della Strategia per il mercato unico digitale;
apprezzata l'attività svolta in materia di servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali, con riguardo ai negoziati relativi all'uso della banda di frequenza 470-790 MHz volti a differire i termini per un massimo di due anni per il cambio di destinazione delle suddette frequenze dal digitale terrestre alla banda larga senza fili;
considerato il lavoro svolto nel corso del 2016 nelle sedi unionali finalizzato a riformare i settori dei trasporti stradali, aerei, ferroviari e marittimi, al fine di introdurre misure volte a tutelare la trasparenza dei mercati e a realizzare una loro maggiore liberalizzazione;
valutata favorevolmente l'attività del Governo in materia di trasporti, in specie per quanto riguarda la revisione della normativa sul trasporto stradale di cabotaggio merci, sulla omologazione e sulla vigilanza del mercato dei veicoli a motore nonché per le proposte relative al «Quarto pacchetto ferroviario», per gli interventi relativi al trasporto marittimo, e per il trasporto aereo,
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La X Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5);
osservato che la Relazione, trasmessa alle Camere il 5 aprile 2017, ha la finalità di fornire al Parlamento tutti gli elementi conoscitivi necessari per valutare la partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno precedente;
sottolineato altresì che la Relazione ha lo scopo di recare un rendiconto dettagliato delle attività svolte e delle posizioni assunte dall'Italia nell'anno precedente, al fine di consentire alle Camere di verificare l'adeguatezza e l'efficacia dell'azione negoziale italiana e la sua rispondenza rispetto agli indirizzi parlamentari; essa rappresenta pertanto il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea;
rilevato che la X Commissione nel 2016 ha dato un importante contributo, esaminando provvedimenti in fase ascendente, nell'ambito delle materie di propria competenza e approvando 13 documenti finali (8 dei quali congiuntamente ad altre Commissioni), ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del regolamento, inviati al Governo e alle istituzioni europee per intervenire efficacemente nella fase di formazione delle normative e delle politiche europee, secondo quanto previsto dal Trattato sull'Unione europea e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
ricordato in particolare che:
con riferimento alle politiche per l'energia, la X Commissione ha approvato il Doc. XVIII, n. 34, sulla proposta di regolamento relativamente alle statistiche europee in tema di gas naturale e di energia elettrica (di cui alla COM(2015) 496 final); il Doc. XVIII, n. 44, in materia di sicurezza dell'approvvigionamento energetico (di cui alla COM(2016) 52 final); il Doc. XVIII, n. 47, sulla Comunicazione della Commissione relativa ad una strategia dell'UE in materia di gas naturale liquefatto e stoccaggio del gas (di cui alla COM(2016) n. 49 final);
con riferimento alle politiche per l'impresa, la X Commissione ha approvato il Doc. XVIII, n. 45, relativo alla comunicazione della Commissione europea sull'acciaio (COM (2016) 155 final) in cui si affrontano le complesse tematiche della riforma degli strumenti di difesa commerciale;
con riferimento alla tutela dei consumatori, nel 2016 sono stati forniti contributi ai negoziati di diverse proposte normative oggetto del cosiddetto Pacchetto e-commerce (COM(2015) 627 final, COM(2015) 633 final, COM(2015) 634 final e COM(2015) 635 final) sul quale le Commissioni riunite IX e X hanno approvato tre documenti finali (Doc. XVIII, n. 38, n. 39 e n. 40);
con riferimento alla Strategia per il mercato unico digitale (di cui alle COM (2015) 192 final, COM(2016)176 final, COM(2016)178 final e COM(2016)180 final), le Commissioni riunite IX e X hanno approvato rispettivamente i Doc. XVIII, n. 37, n. 48, n. 49 e n. 50;
con riferimento alle politiche volte a promuovere la riduzione delle emissioni (di cui alla COM(2015) 337 final) e la strategia dell'Unione europea in materia di riscaldamento e raffreddamento (di cui alla COM(2015) 51 final) le Commissioni riunite VIII e X hanno approvato i Doc. XVIII, n. 31 e n. 46;
sottolineato positivamente che la Commissione europea ha costantemente risposto ai documenti finali inviati offrendo un proficuo riscontro al lavoro in fase ascendente delle Commissioni parlamentari nell'ambito del dialogo politico;
auspicato che per il futuro la Relazione possa assolvere sempre più compiutamente alla funzione di controllo ex post attraverso l'esplicitazione di elementi più puntuali di riscontro tra gli orientamenti espressi dagli organi parlamentari e le posizioni adottate dal Governo,
delibera di esprimere
La XI Commissione,
esaminata, per quanto di competenza, la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5);
considerato che la relazione dà analiticamente conto delle attività svolte dall'Italia nell'ambito dell'Unione europea nel corso dello scorso anno, anche alla luce di quanto esposto dalla relazione programmatica per il medesimo anno, sulla quale la XI Commissione si è espressa il 16 febbraio 2016, fornendo altresì indicazioni in ordine alla posizione espressa dal nostro Governo in ordine ai diversi dossier trattati e all'andamento dei relativi dibattiti;
espresso apprezzamento per la scelta di promuovere in ambito europeo un approccio teso ad assicurare che il processo di integrazione e convergenza tra gli Stati membri non si limiti ai soli aspetti macroeconomici e monetari, ma si estenda in modo effettivo anche agli aspetti di carattere sociale, in linea con quanto prospettato nelle comunicazioni della Commissione europea relative alla costruzione di un Pilastro europeo dei diritti sociali;
ritenuto che, come evidenziato nei documenti finali approvati dalle Commissioni riunite XI e XII con riferimento alle medesime Comunicazioni, è necessario che il Pilastro europeo dei diritti sociali assuma, all'interno delle politiche dell'Unione europea, una valenza e un'efficacia pari a quelle delle regole relative alla finanza pubblica e si traduca, pertanto, in impegni giuridicamente vincolanti, adeguatamente supportati anche sul piano finanziario;
evidenziato che, in tale contesto, assume particolare rilevanza la proposta, avanzata dal nostro Paese, di istituire un sussidio di disoccupazione europeo;
rilevato che nell'ambito del Capitolo 6 della Parte seconda della relazione sono illustrate sinteticamente le azioni perseguite dal Governo nel corso del 2016, tra cui si segnalano quelle adottate per garantire un'applicazione corretta e uniforme del quadro legislativo europeo in materia di promozione delle pari opportunità, richiamandosi i numerosi interventi volti ad incentivare la promozione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, il loro empowerment sociale ed economico e il loro accesso ai ruoli apicali;
osservato che, nell'ambito del capoverso 6.1.1, dedicato alle politiche attive per l'occupazione, la relazione richiama, in particolare, l'impegno nel processo di implementazione dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) nonché nel sostegno al rifinanziamento dell'Iniziativa Occupazione Giovani;
ricordato che, nel parere favorevole espresso sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2017, la XI Commissione ha condiviso l'intendimento dell'Unione europea e, in particolare, dell'Italia, di rafforzare le politiche attive, giudicandolo pienamente coerente con uno degli assi portanti della riforma del lavoro realizzata in attuazione della legge n. 183 del 2014, con l'istituzione dell'ANPAL;
ritenuto che tale intendimento debba tradursi in un concreto rafforzamento, anche attraverso opportuni investimenti, degli interventi volti a facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e ad agevolare il ricollocamento dei lavoratori che abbiano perso la propria occupazione;
osservato, peraltro, che permangono, nell'attuale contesto produttivo italiano, conseguenze della profonda e duratura crisi economica, che, sul piano occupazionale, potrebbero essere meglio gestite attraverso l'utilizzo di ammortizzatori sociali che deroghino i più stringenti limiti introdotti in attuazione della legge n. 183 del 2014;
richiamate le indicazioni contenute nella relazione circa l'impegno del Governo nella promozione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, della conciliazione tra vita privata e vita professionale nonché dell'utilizzo dei congedi parentali da parte di lavoratrici e lavoratori;
ritenuto che, nell'ambito delle politiche europee e di quelle nazionali, debbano sostenersi misure volte a promuovere l'incremento dell'occupazione femminile, l'eliminazione dei divari di genere in materia di trattamenti economici e previdenziali e l'adeguata valorizzazione delle responsabilità e dei lavori di cura e di assistenza familiare,
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La XII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5),
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La XIII Commissione,
esaminata, per la parte di competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII, n. 5),
preso atto che essa dà conto dell'impegno del Governo a livello europeo nell'implementazione della PAC 2014-2020, nel coordinamento dei negoziati per la riforma di medio termine del corrente Quadro finanziario e pluriennale 2014-2020 e del cosiddetto regolamento omnibus (COM (2016)605 final), ad esso correlato;
preso atto con favore delle misure straordinarie che il Governo è stato autorizzato ad adottare a livello interno, con ripercussioni anche sul piano europeo, a sostegno delle numerose situazioni di crisi in molti settori agricoli, aggravate dagli eventi sismici che hanno colpito l'Italia centrale;
richiamato l'impegno del Governo nella partecipazione ai negoziati per la semplificazione di alcuni strumenti di intervento sui mercati agricoli e nel processo di revisione dei regolamenti delegati e di esecuzione in materia di semplificazione dei pagamenti diretti;
richiamate, sul piano nazionale, le principali azioni intraprese dal Governo per l'implementazione delle misure di sostegno, decise a livello europeo, in particolare per il settore lattiero, ovicaprino e suinicolo, e valutati gli interventi che hanno riguardato i settori vitivinicolo, oleicolo, zootecnico, risicolo e in materia di OGM;
giudicato positivamente che, con riferimento al regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, il Governo abbia adottato il decreto interministeriale concernente l'indicazione in etichetta dell'origine della materia prima per il latte ed i prodotti lattiero-caseari;
preso atto che, sul fronte dei controlli ufficiali, nel 2016 è proseguita la verifica della conformità dei prodotti alimentari e dei mezzi tecnici di produzione e che notevoli risultati sono stati raggiunti nell'ambito della tutela ex officio svolta dall'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi;
rilevato inoltre che, nel settore strategico della pesca, il Governo ha implementato le azioni tese a rispettare gli impegni prefissati nell'ambito della politica comune della pesca, di cui al regolamento (UE) n. 1380/2013 e che, in relazione all'obbligo di dichiarazione e sbarco delle catture di specie ittiche soggette a limiti di cattura, o a taglie minime, ha contribuito all'elaborazione delle Raccomandazioni congiunte sui piani di gestione degli scarti per le specie che definiscono le tipologie di pesca;
preso atto che il Governo ha provveduto a definire la proroga annuale, al 31 dicembre 2016, del precedente Programma triennale della pesca e dell'acquacoltura 2013-2015, come stabilito dall'articolo 1, comma 490, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016), anche al fine di garantire la continuità delle misure attivate e di realizzare le azioni previste a sostegno del settore e che, al contempo, è stata ultimata la predisposizione del nuovo documento programmatico nazionale per il settore pesca ed acquacoltura 2017-2019;
osservato infine che, nel quadro del contrasto alla pesca illegale, con l'articolo 39 della legge n. 154 del 2016, sono state introdotte importanti modifiche al regime sanzionatorio in materia di violazioni della normativa vigente che disciplina la pesca marittima;
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