Doc. XXII, n. 80
PROPOSTA DI INCHIESTA PARLAMENTARE
d'iniziativa dei deputati
SCANU, AMATO, PAOLA BOLDRINI, CAPELLI, CARROZZA, CATALANO, CAUSIN, COVA, DURANTI, LACQUANITI, RIZZO, SIMONETTI, ZARDINI
Modifiche alla deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, recante istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni
Presentata il 2 agosto 2017
Onorevoli Colleghi ! — Con deliberazione del 30 giugno 2015, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 13 luglio 2015, la Camera dei deputati ha istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.
Ai sensi della delibera istitutiva, l'attività della Commissione deve concludersi entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione, Pag. 2avvenuta con l'elezione dell'Ufficio di presidenza il 17 dicembre 2015. Tuttavia, sulla base di quanto verrà esposto di seguito, si ritiene necessario che la durata dei lavori sia prorogata fino al termine della XVII legislatura, per consentire alla Commissione di portare a compimento il programma intrapreso.
Fin dall'inizio della sua attività infatti, la Commissione ha proceduto speditamente alla realizzazione di un programma di lavoro molto articolato, che si è mosso nel solco di diversi filoni di inchiesta estesi e complessi, alcuni dei quali hanno richiesto – e tuttora richiedono – ulteriori, determinanti approfondimenti.
Talmente variegato si è infatti manifestato subito l'ambito dell'inchiesta, come del resto testimonia l'ampia elencazione dei compiti della Commissione contenuta nel suo titolo, che sono state finora approvate ben due relazioni che possono definirsi intermedie. Ciò è avvenuto al di là della stessa lettera della delibera istitutiva, che prevedeva la sola presentazione di una relazione intermedia, alla scadenza del primo anno di attività, e di una relazione finale a conclusione dei lavori della Commissione.
In questo quadro, dunque, la Commissione ha approvato, il 26 maggio 2016, la Relazione sulla sicurezza sul lavoro e sulla tutela previdenziale nelle Forze armate e, il 19 luglio 2017, un'ulteriore Relazione intermedia sull'attività d'inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate.
Si tratta di due ampi documenti che affrontano da angolazioni similari e complementari la necessità di esplorare il livello di effettiva attuazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro tra i lavoratori appartenenti all'Amministrazione della difesa, con particolare riguardo ai componenti delle Forze armate, approfondendo le specificità che caratterizzano il comparto della Difesa, alla luce del particolare sistema di «giurisdizione domestica» in tema di malattie professionali e infortuni sul lavoro, attualmente vigente per i lavoratori di questo settore.
Le criticità rilevate dalla Commissione di inchiesta su questo versante e le complesse conclusioni cui sono pervenute le due relazioni approvate hanno toccato temi che spaziano dalla rilevazione di evidenti carenze nel grado di effettività della tutela dei militari sul piano della sicurezza del lavoro, soffermandosi in particolare sull'adeguatezza degli istituti di indennizzo, di natura previdenziale e di sostegno del reddito previsti dall'ordinamento in favore dei soggetti colpiti dalle patologie indicate nell'oggetto dell'inchiesta; all'analisi delle ricadute sulle popolazioni civili nelle zone adiacenti alle basi militari nel territorio nazionale, dovute alla specificità nella gestione dei poligoni militari con riferimento alla prevenzione del possibile danno ambientale; alla verifica attenta e critica dell'adeguatezza – o per meglio dire dell'inadeguatezza – della raccolta e dell'analisi epidemiologica dei dati sanitari relativi al personale militare e civile; all'analisi in chiave ispettiva delle modalità di somministrazione dei vaccini al personale militare e della valutazione dei rischi connessi alla presenza di gas radon e di materiali contenenti amianto negli ambienti in cui il personale militare e civile presta servizio.
In particolare, con il supporto di un gruppo di collaboratori esterni diversificato per competenze, la Commissione ha inteso individuare e approfondire ben nove differenti filoni di inchiesta, nell'ambito di ciascuno dei quali è stata prodotta una specifica relazione tecnica. Si tratta dei seguenti:
1) monitoraggio e analisi dei dati epidemiologici riferiti ai militari;
2) analisi, a fini ispettivi, dei documenti di valutazione del rischio redatti per i militari e i lavoratori della Difesa;
3) controllo sull'operato degli organi di vigilanza e dei medici competenti per i lavoratori militari e civili della Difesa;
4) effettuazione di sopralluoghi e verifica dello stato ambientale dei poligoni militari e del personale ivi impiegato;Pag. 3
5) verifica e acquisizione dei dati sui vaccini e sulla loro somministrazione ai militari;
6) verifica della presenza di amianto e analisi dei rischi ad essa correlati nei siti ove è impiegato personale civile e militare della Difesa;
7) prevenzione del rischio a carico dei militari in un quadro internazionale;
8) analisi e monitoraggio dell'impatto ambientale dei siti militari sul territorio e sulle popolazioni circostanti;
9) studio e rilevazione del rischio derivante dalla presenza di gas radon e di radiazioni ionizzanti nei siti ove è impiegato personale civile e militare della Difesa.
Si tratta, come si vede, di un ventaglio di ambiti d'inchiesta dai confini estremamente ampi che la Commissione ha potuto sviluppare attraverso un intenso programma di audizioni di natura prevalentemente conoscitiva, nella prima fase della sua attività, e tendenzialmente ispettiva e inquirente, nella seconda parte, anche con l'ausilio di un'estesa raccolta documentale e con il supporto di un apparato di consulenza altamente specializzato, riferito ai diversi profili tecnici dell'inchiesta.
In particolare, la prima fase di attività della Commissione – che ha condotto all'approvazione della Relazione sulla sicurezza sul lavoro e sulla tutela previdenziale nelle Forze armate – ha seguito un modello di indagine prettamente conoscitiva, volto all'individuazione e al possibile superamento delle carenze normative nel settore individuato dall'oggetto dell'inchiesta. Ciò ha consentito di produrre, in allegato alla relazione approvata, uno schema di proposta di legge, finalizzato all'esame parlamentare da parte delle Commissioni di merito, contenente tutte le modifiche alla normativa vigente volte a creare un quadro omogeneo e onnicomprensivo in materia di sicurezza sul lavoro per i lavoratori della Difesa.
La seconda fase di attività della Commissione ha invece prescelto un modus operandi più marcatamente ispettivo, con lo svolgimento di un'accentuata attività di inchiesta, mutuata dal parallelismo con i poteri dell'autorità giudiziaria di cui all'articolo 82 della Costituzione. Ciò ha consentito alla Commissione di approfondire criticamente le lacune normative in precedenza individuate e quelle relative all'applicazione delle norme vigenti, affinando e potenziando i propri strumenti di inchiesta in relazione al grado di criticità riscontrato nell'audizione dei soggetti di volta ascoltati in forma testimoniale o nel corso dei numerosi sopralluoghi effettuati presso i poligoni militari nel territorio nazionale.
La realizzazione di queste due distinte fasi di attività della Commissione ha altresì richiesto lo svolgimento di un complesso programma di missioni sul territorio, diretto all'adempimento della funzione ispettiva e all'acquisizione documentale presso i poligoni e gli arsenali, che ha prodotto il materiale necessario all'analisi dei consulenti e alla discussione delle conclusioni approvate nelle due relazioni.
A poco più di quattro mesi dal termine dei lavori della Commissione, previsto dalla deliberazione istitutiva del 30 giugno 2015, la Commissione si trova così ad aver esplorato e sondato un ambito vastissimo di evidenti criticità e di possibili soluzioni a tali criticità. Tuttavia, la mèsse amplissima di materiale acquisito e la complessità dei temi toccati, entrambi scaturenti da un ambito di inchiesta obiettivamente molto esteso, non le hanno consentito di disporre del tempo e delle risorse necessarie per procedere alla terza fase dei propri lavori: la fase diretta alla definizione conclusiva degli obiettivi da raggiungere, nell'ambito delle criticità rilevate e delle soluzioni proposte, e alla classificazione prioritaria di tali obiettivi, che è poi l'essenza della scelta politica per eccellenza.
In sostanza, la Commissione, in questo specifico punto temporale della sua attività, si trova ad aver concluso, almeno in parte, una sorta di istruttoria tecnica preliminare Pag. 4all'elaborazione delle conclusioni dell'inchiesta, necessaria per fornire il nucleo più altamente qualificante del lavoro sin qui svolto.
La disponibilità di un ulteriore periodo di lavori consentirebbe alla Commissione di mettere a punto correttamente questa fase conclusiva della sua attività, riallacciando le fila ancora pendenti delle numerose criticità sollevate e non ancora risolte, particolarmente per quanto riguarda i filoni d'inchiesta connessi allo studio della presenza del radon e alla verifica delle bonifiche ambientali nei siti militari.
Per le ragioni sopra esposte, si propone quindi di modificare l'articolo 4, comma 1, della deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, al fine di prorogare la durata dei lavori della Commissione fino al termine della XVII legislatura, stabilendo altresì, con corrispondente modifica all'articolo 6, comma 1, che le risorse a disposizione della Commissione per l'anno 2017 siano aumentate in proporzione al richiesto prolungamento della durata della Commissione, cioè in misura pari alla dotazione aggiuntiva prevedibile per un ulteriore trimestre di attività.
PROPOSTA DI INCHIESTA PARLAMENTARE
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Art. 1.
1. All'articolo 4, comma 1, della deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, le parole: «entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione» sono sostituite dalle seguenti: «entro la fine della XVII legislatura».
2. All'articolo 6, comma 1, della deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, le parole: «di 50.000 euro per l'anno 2017» sono sostituite dalle seguenti: «di 80.000 euro per l'anno 2017 e fino alla conclusione dei lavori della Commissione».