Doc. XXII, n. 64




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - Ha destato molto scalpore nell'opinione pubblica quanto emerso attraverso i media circa la relazione conclusiva dei commissari nominati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) in merito alla gestione della Società Ferrovie del Sud Est e servizi automobilistici, di seguito «Società».
Il 12 gennaio scorso il Governo ha proceduto al commissariamento della Società e la relazione conclusiva, disponibile nel sito internet del MIT, ha fatto emergere elementi di assoluta gravità in merito a una gestione opaca in cui sembrano aver prevalso interessi privati e clientelismi.
In queste settimane sono state revocate consulenze ed è stata avviata un'azione di recupero di risorse e di lotta agli sprechi. La situazione è fortemente compromessa, con un debito pari a 311 milioni di euro, ed è a rischio un servizio di trasporto pubblico importante in un territorio come la Puglia.
Il MIT ha consegnato la relazione alla procura della Repubblica competente per accertare eventuali responsabilità penali nell'esercizio di tale gestione.
Il commissario, nella sua relazione, parla di «un'azienda fuori dall'azienda», nella quale la missione istituzionale di servizio di trasporto pubblico risultava derubricata e con un ruolo ancillare, mentre gran parte delle risorse veniva dispersa in consulenze inutili con incarichi affidati senza gara.
Non va dimenticata anche l'inchiesta che riguarda l'acquisto da parte della Società di 52 vagoni (27 nuovi e 25 ristrutturati) costati, tra il 2006 e il 2012, qualcosa come 22 milioni di euro, con carrozze mai entrate in funzione, e in merito alla quale il giudice dell'udienza preliminare il prossimo 8 aprile sarà chiamato a decidere se la regione Puglia e diciotto lavoratori della Società potranno costituirsi come parte civile.
Da sempre uno dei gap principali per quanto concerne i ritardi del Mezzogiorno riguarda il tema delle infrastrutture ed è evidente che in vicende come questa emerge un pericoloso «cuscinetto» costituito dal malaffare che separa cittadini e servizi, ma anche lavoratori e società.
La Società ha 1.300 dipendenti e gestisce quasi 500 chilometri di rete ferroviaria tra le province di Bari, Taranto e Lecce. Si avverte quindi forte la necessità di fare chiarezza e di andare fino in fondo, anche per assicurare ai lavoratori e alla Società un piano industriale nuovo in grado di ridare funzionalità a un servizio strategico per il territorio e di restituire credibilità al termine «pubblico» che accompagna la parola trasporto.
La richiesta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta nasce proprio da queste ragioni e dalla necessità che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità. L'auspicio è che la Camera dei deputati voglia in tempi rapidissimi approvare questo provvedimento e consentire l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta che può rappresentare uno strumento straordinariamente utile per fare luce su vicende che suscitano profonda indignazione nell'opinione pubblica, in particolare in Puglia, e contribuire, partendo dal lavoro messo in atto dal commissariamento voluto dal Governo, a recuperare la fiducia nelle istituzioni, fiducia che rappresenta la principale leva per il rilancio delle nostre terre e, in particolare, del Mezzogiorno.


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