Doc. XXII, n. 11




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi ! — Secondo diversi studi, svolti sia a livello nazionale che internazionale (Censis, Confindustria, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), i numeri del fenomeno della contraffazione e il suo impatto negativo sull'economia del nostro Paese hanno raggiunto livelli allarmanti, ancora più intollerabili oggi per un'economia come quella nazionale che sta affrontando un periodo di grave recessione.
Le stime più aggiornate fissano un valore di mercato dei prodotti contraffatti che potrebbe raggiungere l'8 per cento della produzione a livello mondiale.
Il fenomeno della contraffazione interessa praticamente tutti i settori merceologici, con percentuali più elevate nel settore calzaturiero e della pelletteria. Un riguardo speciale, però, deve essere rivolto al comparto agroalimentare.
Il settore agroalimentare e agroindustriale nazionale, stando ai dati forniti dalle maggiori organizzazioni professionali agricole, produce circa 150 miliardi di euro come valore assoluto. Il peso maggiore del predetto valore è rappresentato dai prodotti tipici e da quelli designati con denominazioni di origine geografiche, trattandosi di produzioni che evocano nei consumatori di tutto il mondo elevate caratteristiche di qualità, di autenticità e di corrispondenza tra sicurezza alimentare e rispetto di tradizioni rurali.
I fenomeni della contraffazione e delle imitazioni agroalimentari ed enogastronomiche, il cosiddetto «italian sounding», recherebbero alle imprese italiane un danno in termini di esportazioni di circa 60 miliardi di euro, divisi per circa 6 miliardi di euro in contraffazione e in circa 54 miliardi di euro in pratiche relative all’italian sounding.
In Europa l'imitazione dei prodotti agroalimentari italiani raggiunge un valore di circa 26-27 miliardi di euro, a fronte di un controvalore delle esportazioni di circa 13 miliardi di euro. In pratica, per ogni prodotto italiano esportato legalmente nell'Unione europea, ne esistono almeno due imitati o falsi.
Negli Stati Uniti d'America la situazione sarebbe ancora più negativa: a fronte di un valore certificato delle esportazioni di circa 3 miliardi di euro, si registra un controvalore di prodotti riferibili all'origine italiana di circa 24 miliardi di euro, ossia 8 prodotti falsamente italiani contro 1 prodotto esportato ed effettivamente di origine italiana.
Con la presente proposta di inchiesta parlamentare si propone di proseguire e di rilanciare l'attività già svolta durante la precedente legislatura dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, a suo tempo istituita.
La Commissione ha svolto durante la XVI legislatura la propria attività per circa tre anni, tenendo 69 sedute e approvando, al termine dei lavori, quattro documenti, ossia la relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare (Doc. XXII-bis, n. 2), la relazione sulla contraffazione nel settore del tabacco (Doc. XXII-bis, n. 6), la relazione sulla contraffazione nel settore tessile e della moda (Doc. XXII-bis, n. 7) e la relazione sulla pirateria digitale in rete (Doc. XXII-bis, n. 8).
Anche e soprattutto per le conclamate connessioni tra produzione e commercio di prodotti contraffatti e criminalità organizzata, nonché per l'impiego di lavoratori in condizioni non corrispondenti agli standard previsti dalla legge, appare opportuno rinnovare un organo, la Commissione parlamentare di inchiesta, che possa studiare, analizzare e ottenere informazioni sulle possibilità e metodologie per arginare e affrontare il fenomeno, nonché indagare il livello di penetrazione delle organizzazioni criminali nel mercato illegale della contraffazione.
La precedente Commissione parlamentare di inchiesta aveva riportato, nelle citate relazioni, proposte di modifiche legislative provenienti da tutti i soggetti istituzionali nonché dai rappresentanti delle categorie produttive interessate dal fenomeno, da sottoporre all'attenzione dell'Assemblea al fine di focalizzare l'attenzione del legislatore sulla gravità del fenomeno. Si trattava di modifiche fondamentali di diritto sostanziale e processuale, volte a perseguire in modo più efficace ed efficiente il crimine. Fermo restando che la Commissione non aveva un autonomo potere di iniziativa legislativa è evidente tuttavia l'importanza di istituire un organo ad hoc che approfondisca lo studio del fenomeno e possa fungere da stimolo costante al Parlamento sia per trovare rapidamente soluzioni legislative che favoriscano il contrasto della contraffazione e della pirateria sia per valutarne il grado di effettiva applicazione.
È quindi fondamentale mettere in atto tutti gli strumenti in grado di perseguire l'obiettivo della lotta alla contraffazione, a cominciare dal portare avanti le attività e il lavoro della precedente Commissione parlamentare di inchiesta.
Per questo la presente proposta di inchiesta parlamentare ne ripropone l'istituzione nella XVII legislatura con i medesimi poteri e con le medesime finalità, rafforzando tuttavia il concetto della tutela del made in Italy.


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