Doc. LXXXVII-bis, n. 1-A





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PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

Il Comitato per la legislazione,
esaminato il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea elaborato dalle future Presidenze polacca, danese e cipriota e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
considerato che è la prima volta che il Parlamento è chiamato ad esaminare congiuntamente la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, il programma di lavoro della Commissione europea e il programma del Consiglio dell'Unione europea, in quanto la suddetta relazione programmatica è stata introdotta nell'ordinamento a seguito della novella apportata all'articolo 15 della legge n. 11 del 2005 dalla legge comunitaria 2009 (legge n. 96 del 2010), che ha previsto che il Governo presenti, in luogo di un'unica relazione annuale, due distinte relazioni: una programmatica, da presentare entro il 31 dicembre di ogni anno, recante indicazione di obiettivi, priorità e orientamenti che il Governo intende seguire a livello europeo nell'anno successivo e una di rendiconto, da presentare entro il 31 gennaio di ogni anno;
ritenuto che l'esame congiunto della relazione programmatica, del programma di lavoro della Commissione e del programma del Consiglio rappresenti una vera e propria sessione europea parlamentare di fase ascendente, interamente dedicata alla valutazione ed al confronto tra le priorità delle istituzioni europee e quelle del Governo per l'anno in corso, in esito alla quale il Parlamento potrà definire indirizzi generali per l'azione dell'Italia a livello europeo;
constatato tuttavia che il programma di lavoro della Commissione europea è stato predisposto nel mese di ottobre dello scorso anno, risultando conseguentemente, allo stato, già in parte attuato, che la relazione programmatica è stata presentata alle Camere il 19 maggio, con un notevole ritardo rispetto al termine del 31 dicembre (2010) previsto dalla legge e che, per effetto di tali circostanze, la nuova sessione europea di fase ascendente si svolge, in occasione della sua prima applicazione, a metà dell'anno di riferimento, piuttosto che all'inizio - come la natura stessa della sessione richiederebbe - risultando così depotenziata la relativa incidenza sulla fase della formazione delle politiche europee;
rilevato che il programma di lavoro della Commissione per il 2011 è stato elaborato in base alle cinque priorità politiche principali definite dal Presidente della Commissione nel primo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato al Parlamento europeo nel settembre 2010, a ciascuna delle quali corrisponde un capitolo del programma


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di lavoro; in tale ambito, un paragrafo è dedicato alla promozione di una regolamentazione intelligente, che presenta profili di peculiare interesse per il Comitato; da un lato, si dà infatti conto dei risultati positivi ad oggi conseguiti, in termini di elaborazione della più recente normativa previa consultazione delle parti interessate e previa valutazione di impatto; semplificazione della normativa esistente; raggiungimento di «notevoli progressi per quanto riguarda la riduzione degli oneri amministrativi» e di «sostegno agli Stati membri ai fini del recepimento della normativa dell'UE» e, dall'altro, si enunciano i tre pilastri del programma «legiferare meglio», il cui uso coordinato consentirà di pervenire al risultato di «una normativa UE pertinente, efficace e di qualità che raggiunga gli obiettivi fissati dall'Unione e comporti vantaggi per i cittadini e le imprese»; si tratta, segnatamente:
del principio in base al quale il ciclo strategico (progettazione, fase di applicazione, valutazione e revisione della normativa) deve essere considerato nel suo insieme e del suo corollario, in virtù del quale «in linea di massima occorrerà un parere positivo del comitato per la valutazione dell'impatto prima che possa essere presentata una proposta di decisione della Commissione»;
del principio di collaborazione tra Commissione, Parlamento europeo, Consiglio e Stati membri, al fine di assicurare che «tutti portino avanti attivamente il programma, nelle sue fasi legislative e attuative a livello di UE»;
del principio per cui «per conferire più voce ai cittadini e ai soggetti maggiormente interessati dalla legislazione, si prolungherà il periodo di consultazione da 8 a 12 settimane a partire dal 2012, si riesaminerà la strategia di consultazione della Commissione nel 2011 e si aumenterà la prevedibilità delle proposte che la Commissione intende presentare e del lavoro di valutazione a posteriori per consentire alle parti interessate di preparare la loro partecipazione a uno stadio nettamente più precoce»;
segnalato altresì che, in concreta attuazione di tali impegni, nell'Allegato III al programma di lavoro della Commissione per il 2011, si preannunciano ben 48 iniziative di semplificazione, o finalizzate alla riduzione degli oneri amministrativi, dirette a finalità di revisione, abrogazione, «rifusione» (ovvero aggiornamento ed unificazione di più strumenti normativi), codificazione, consolidamento e modifica di un notevole numero di atti normativi; cui si aggiunge l'elenco, nell'allegato IV al programma legislativo, di 23 proposte pendenti dinanzi al legislatore, che sono state ritirate;
constatato che il programma del Consiglio dell'Unione Europea, alla Parte seconda, relativa al Programma operativo, nell'ambito del capitolo dedicato alla competitività, riserva un apposito paragrafo al «Miglioramento della regolamentazione» e che, al riguardo, si precisa da un lato che «il miglioramento della regolamentazione (regolamentazione intelligente) sarà considerato una priorità continua» e, dall'altro, che «sarà altresì attribuita importanza al miglioramento dell'adozione e dell'attuazione del programma di semplificazione attuale»;

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rilevato che la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea dedica un apposito paragrafo alle «questioni generali riguardanti la partecipazione dell'Italia al processo di integrazione europea» e che, in tale ambito, sottolineata l'importanza del progetto di legge di riforma della legge n. 11 del 2005, approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato (S. 2646), si precisa che la suddetta disciplina dovrebbe consentire «il raggiungimento di un regime ottimale che, collegando organicamente e sistematicamente la fase ascendente con quella discendente, consenta una miglior attuazione degli obblighi europei» e si rimarca l'importanza di taluni strumenti e meccanismi previsti dall'ordinamento interno finalizzati ad accrescere la partecipazione delle Regioni e delle Province autonome nella formazione degli atti dell'Unione europea;
preso atto che la relazione - secondo la logica dell'integrazione sistematica tra fase ascendente e fase discendente del diritto europeo - sul piano dell'attuazione del diritto dell'Unione Europea, richiama taluni strumenti (introdotti dal richiamato testo unificato di riforma della legge n. 11 del 2005, sul quale il Comitato ha già avuto modo di pronunciarsi) finalizzati ad un più celere recepimento del diritto europeo, quali l'anticipazione della scadenza del termine per l'esercizio della delega di due mesi rispetto al termine di recepimento fissato dalle singole direttive e l'introduzione di due distinti strumenti legislativi finalizzati al recepimento della normativa adottata dall'Unione europea (la «legge di delegazione europea» e la «legge europea») che vanno a sostituire la legge comunitaria;
per quanto concerne il Programma di lavoro della Commissione per il 2011, invita la XIV Commissione a tenere conto, nella relazione da presentare all'Assemblea, delle seguenti considerazioni, relativamente alle parti di competenza del Comitato:

sotto il profilo della valutazione di impatto:
auspica che sia data attuazione all'intendimento di sottoporre al Comitato per la valutazione di impatto il più ampio numero possibile di proposte di decisione della Commissione e che, in assenza di un parere favorevole di tale organo, esse non vengano presentate;
valuta favorevolmente il rafforzamento della strategia di consultazione della Commissione che, a regime, consentirà alle parti interessate di partecipare alla formazione del corpus normativo ad uno stadio più precoce.

In relazione al complesso degli strumenti creati dalla Commissione nell'ambito della «regolamentazione intelligente»:
ribadisce l'importanza delle relazioni interistituzionali per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti; in questo quadro auspica che la Camera dei deputati sia costantemente aggiornata sui progressi registrati nei diversi ambiti, anche al fine di utilizzare l'esperienza maturata a livello comunitario in connessione con le analoghe problematiche che le istituzioni nazionali stanno affrontando;


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per quanto concerne il Programma del Consiglio dell'Unione europea e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011, non ritiene di formulare specifiche considerazioni in relazione ai profili di competenza del Comitato.


PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni)

La I Commissione,
esaminati, per gli aspetti di propria competenza, il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2011 (COM(2010)623 def.), la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011 (doc. LXXXVII-bis, n. 1) e il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11);
rilevato che la Commissione europea sta lavorando o ha preannunciato di voler lavorare: ad un nuovo quadro giuridico in materia di confisca e recupero dei proventi di reato; al rafforzamento dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA); alla realizzazione di un Sistema informativo Schengen di seconda generazione (SIS II) e al possibile miglioramento della governance di Schengen attraverso l'individuazione di un meccanismo che permetta all'Unione di gestire sia le situazioni in cui uno Stato membro non adempie l'obbligo di controllare la propria sezione di frontiera esterna, sia quelle in cui un tratto particolare della frontiera esterna diventa oggetto di pressione inaspettata e grave a seguito di eventi esterni; alla modifica del meccanismo di valutazione Schengen con il coinvolgimento di esperti degli Stati membri e di FRONTEX, sotto la direzione dalla Commissione stessa; alla modifica del Codice frontiere Schengen e della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen; a proposte di direttiva sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi per motivi di lavoro stagionale e nell'ambito di trasferimenti intrasocietari; alla possibile introduzione di un sistema di preautorizzazione all'ingresso nel territorio UE per cittadini di paesi terzi, da ottenere prima della partenza; al miglioramento della collaborazione tra Stati membri limitrofi per il controllo delle frontiere esterne attraverso un migliore scambio di informazioni operative e, se possibile, allo sviluppo di un sistema europeo di guardie di frontiera; al miglioramento degli istituti di accoglienza e tutela dei minori non accompagnati;
preso atto degli impegni annunciati dal Governo nella Relazione programmatica 2011 per: il sostegno alle proposte normative dell'Unione


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europea finalizzate al controllo delle frontiere interne ed esterne; la promozione di iniziative comuni di contrasto dell'immigrazione irregolare e in particolare lo sviluppo di una strategia di gestione integrata delle frontiere esterne, nonché di un'azione comune di rimpatrio dei cittadini extracomunitari entrati illegalmente nel territorio dell'Unione; la lotta al terrorismo, con particolare riguardo ai fenomeni di radicalizzazione, e la lotta alla criminalità organizzata attraverso un rinnovato impegno in materia di confisca e recupero dei proventi illeciti; il rafforzamento dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA); la costituzione del Sistema d'Informazione Schengen di seconda generazione (SIS II); la costituzione di un dispositivo di tutela dei minori non accompagnati e scomparsi; la costituzione del Sistema d'Informazione Visti (VIS), finalizzato alla semplificazione delle richieste di visto, al contrasto della falsificazione documentale e alla facilitazione dei controlli in frontiera; la costituzione del Sistema europeo di asilo fondato sul principio della solidarietà tra Stati membri; il superamento dei divari di genere e l'affermazione delle pari opportunità; il contrasto alla violenza di genere e contro le donne e i minori;
sottolineato, in particolare, che in materia di lotta all'immigrazione clandestina e gestione delle frontiere, il Governo ritiene essenziale continuare a porre l'accento sulla necessità di un costante impegno comune nella gestione dei flussi migratori nell'area mediterranea, da affrontare in un'ottica ispirata ai principi di solidarietà tra Stati membri e di cooperazione con i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti; nell'ambito della gestione delle frontiere esterne, il Governo ritiene necessario aumentare la capacità d'azione di FRONTEX sia nel bacino mediterraneo che ai confini orientali dell'Unione europea; nell'ambito delle cosiddette «29 misure» del Consiglio dell'Unione Europea adottate nel mese di febbraio 2010, l'Italia si è assunta, unitamente alla Francia, la responsabilità dell'esecuzione della misura n. 17, volta al contrasto dell'immigrazione illegale anche attraverso la realizzazione di pattuglie congiunte marittime;
richiamato il documento finale approvato dalla Commissione affari costituzionali il 23 giugno 2011 al termine dell'esame della proposta di regolamento volta a modificare alcune disposizioni del Codice frontiere Schengen e della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen (COM(2011)118);
considerato infine che, secondo il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle future presidenze polacca, danese e cipriota, con riferimento ai prossimi 18 mesi (dal 1° luglio 2011 al 31 dicembre 2012), queste ultime: intendono impegnarsi per l'istituzione, in materia di sicurezza interna, di un modello europeo di scambio delle informazioni (EIXM) che tenga conto della necessità di assicurare la protezione dei dati personali; attribuiscono carattere prioritario alla lotta contro la tratta degli esseri umani; in materia di semplificazione, intendono verificare se è stato conseguito l'obiettivo di ridurre del 25 per cento entro il 2012

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l'onere amministrativo derivante dalla legislazione dell'UE che grava sulle imprese europee e riservare particolare attenzione alle valutazioni d'impatto nel processo decisionale, in speciale modo attraverso l'attuazione dell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio»; si impegnano a dare particolare attenzione al tema della parità tra uomini e donne e alla lotta a tutte le forme di discriminazione, promuovendo l'integrazione di genere anche nel contesto della strategia Europa 2020 che ha stabilito l'obiettivo di un tasso di occupazione del 75 per cento per le donne e gli uomini e ispirandosi alla strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini (2010-2015) e al Patto europeo per la parità di genere; continueranno inoltre a lavorare alla proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale e si impegnano per far progredire l'inclusione sociale e economica dei gruppi emarginati, in linea con gli impegni assunti dal Consiglio negli ultimi anni,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) appare necessario che l'adesione dell'Unione europea alla Convenzione europea per i diritti dell'uomo non modifichi le competenze dell'Unione definite dai Trattati;
b) ai fini del rafforzamento della sicurezza interna dell'Unione europea, occorre sostenere forme di cooperazione con i paesi terzi maggiormente a rischio rispetto alla propaganda terroristica e con i paesi terzi nei quali è maggiormente presente la criminalità organizzata;
c) in materia di immigrazione - anche con riferimento alla proposta preannunciata dalla Commissione europea nella comunicazione presentata su questa materia il 4 maggio 2011 per la istituzione di un meccanismo che permetta all'Unione europea di gestire sia le situazioni in cui uno Stato membro non adempie l'obbligo di controllare la propria sezione di frontiera esterna, sia quelle in cui un tratto particolare della frontiera esterna diventa oggetto di pressione inaspettata e grave a seguito di eventi esterni - appare essenziale prevedere la partecipazione diretta dell'Unione europea al controllo delle frontiere su richiesta dello Stato membro, anche attraverso il rafforzamento di Frontex, e stabilire sanzioni nei confronti degli Stati che non controllano le frontiere;
d) occorre altresì prevedere la partecipazione, anche sotto il profilo finanziario, dell'Unione europea alle operazioni di rimpatrio degli stranieri entrati illegalmente sul territorio di uno Stato membro;
e) con riferimento alla proposta di regolamento volta a modificare alcune disposizioni del Codice frontiere Schengen e della


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Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen (COM(2011)118), appare necessario confermare l'obbligo, per lo straniero, di dichiarare la propria presenza sul territorio di uno Stato membro;
f) appare opportuno prevedere sanzioni in caso di inosservanza, da parte di uno Stato membro, dei doveri di solidarietà e cooperazione in materia di lotta all'immigrazione e controllo delle frontiere, nonché prevedere l'adozione di programmi di assistenza tecnica tra l'Unione europea e gli Stati membri;
g) si preveda l'istituzione di un meccanismo di reinsediamento dei rifugiati tra gli Stati membri avente carattere obbligatorio, e non volontario, e si pongano i relativi costi a carico dell'Unione europea.


PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

La II Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione per l'anno 2011, il programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011,

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PARERE FAVOREVOLE


PARERE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

La III Commissione,
concluso l'esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), del Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1), assegnati alla Commissione Politiche dell'Unione europea per l'esame ai sensi dell'articolo 126-ter del Regolamento;


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rilevato che l'esame congiunto dei citati documenti, in linea con il dettato del nuovo articolo 15 della legge n. 11 del 2005, ha realizzato l'auspicio, più volte formulato dalla Commissione, di esaminare separatamente dalla legge comunitaria gli orientamenti programmatici del Governo sulle politiche dell'Unione europea;
osservato, tuttavia, che la portata di tale novità è attenuata dalla intempestiva presentazione dei documenti in esame da parte del Governo al Parlamento, con conseguente lacunosità sul piano del merito, resa evidente dagli sviluppi della situazione internazionale soprattutto nel quadrante mediterraneo;
sottolineata la genericità che contraddistingue i documenti in esame, nonché la loro formulazione in un linguaggio marcatamente burocratico, che tende ad offuscare le questioni politiche in essi evocate;
considerato prioritario approfondire - nell'ottica della revisione della Politica europea di vicinato (PEV) - la riflessione sul ruolo dell'UE a fronte della situazione in evoluzione nel Mediterraneo, anche alla luce del fallimento dell'Unione per il Mediterraneo ed il conseguente stallo del Partenariato di Barcellona, nonché sulle prospettive del rafforzamento del partenariato con la NATO e con la Russia;
valutata carente l'analisi sulla portata del negoziato di adesione della Turchia, questione decisiva per il futuro dell'Unione, malgrado l'annuncio di un nuovo slancio che incoraggi la Turchia a procedere nelle riforme e a raggiungere una soluzione globale al problema con Cipro, nel quadro dell'Agenda di Salonicco;
ritenuta meritevole di approfondimento l'illustrazione degli sviluppi in seno al Servizio europeo per l'azione esterna, soprattutto in merito all'adeguatezza della presenza al suo interno di funzionari diplomatici italiani, anche in vista della presentazione da parte dell'Alto Rappresentante entro il 2011 al Parlamento europeo e al Consiglio di una relazione sul funzionamento del SEAE, preliminare alla revisione della decisione relativa allo stesso SEAE nel 2013;
richiamata la delicata fase per le scelte dell'Italia e dell'Unione europea in materia di governance economica e monetaria, che imporrebbero un chiarimento sugli sviluppi delle determinazioni assunte dal Consiglio europeo svoltosi il 23 e 24 giugno scorsi, soprattutto sulle prospettive finanziarie 2013-2020, sui temi del debito pubblico e del debito privato e sugli obiettivi di miglioramento del saldo netto della contribuzione all'Unione;
considerato che in particolare il Programma di diciotto mesi delle presidenze polacca, danese e cipriota manifesta una visione di politica estera tendenzialmente appiattita, che non valorizza la cifra impressa da ciascuna presidenza di turno ed evidenzia l'assenza di un programma della presidenza permanente dell'Unione europea, funzionale a confermare l'impostazione prevalentemente intergovernativa che ad oggi caratterizza l'Unione europea;

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sottolineato, infine, che, malgrado i progressi raggiunti nel recepimento delle direttive e nella limitazione delle infrazioni, l'elevato numero delle procedure giunte al deferimento alla Corte di giustizia ovvero a sentenza, con le conseguenze sul piano finanziario, nel contesto di una cruciale fase di passaggio per l'Unione europea, richiederebbe di porre rimedio alla perdurante assenza del Ministro per le politiche europee,

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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) la rinnovata attenzione dell'UE al Mediterraneo, testimoniata dalle recenti Comunicazioni della Commissione europea relative al partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa (COM(2011)200) ed alla nuova risposta ad un vicinato in mutamento (COM(2011)303), impone l'avvio di una riflessione critica sulla PEV anche al fine di considerare l'opportunità di rafforzare gli aspetti operativi e finanziari del Partenariato euro mediterraneo;
b) l'evoluzione della situazione internazionale, con particolare riferimento alla vicenda libica, richiede una maggiore responsabilizzazione dell'UE nella gestione della sicurezza internazionale, sviluppando finalmente la difesa comune, come previsto dal Trattato di Lisbona, e affrontando con decisione la soluzione dei nodi ancora irrisolti che ancora bloccano la piena sinergia con la NATO;
c) il rafforzamento del partenariato strategico con la Federazione russa costituisce un obiettivo prioritario per le prossime presidenze dell'UE, affinché le relazioni euro-russe possano collocarsi su un piano di crescente integrazione, in una visione coordinata ed unitaria di tutte le dimensioni in cui si articolano;
d) occorre promuovere un rilancio del processo di allargamento, cogliendo il momento positivo dell'ingresso della Croazia nell'Unione europea;
e) si sottolinea che il processo di riforma della governance economica europea deve essere solidamente fondato sui vincoli di solidarietà politica tra gli Stati membri dell'Unione.


PARERE DELLA IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

La IV Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2011, il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011;


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ricordato preliminarmente che, ai sensi dell'articolo 15 della legge n. 11 del 2005, come modificato dalla legge comunitaria 2009, la citata relazione programmatica deve essere trasmessa entro il 31 dicembre di ciascun anno, in quanto reca l'indicazione degli obiettivi, delle priorità e degli orientamenti che il Governo intende seguire a livello europeo nel corso dell'anno successivo;
rilevato che, in sede di prima applicazione, la medesima relazione è invece pervenuta alle Camere in sensibile ritardo rispetto al termine stabilito e che ciò è suscettibile di attenuare la portata dello strumento programmatico in questione;
preso atto dei contenuti della relazione programmatica per il 2011 circa:
a) l'obiettivo di accrescere il ruolo, la visibilità e il peso dell'Italia nelle missioni dell'Unione europea in aree di crisi, sia nei teatri operativi sia negli organi di comando e pianificazione strategica, compatibilmente con il quadro finanziario complessivo e le esigenze di contenimento della spesa pubblica;
b) l'impegno italiano nell'implementazione delle linee guida del Trattato in materia di sicurezza e difesa europea (PCSD), e nel processo di istituzione di una Cooperazione Strutturata Permanente e di consolidamento dell'Agenzia europea della Difesa (EDA);
c) l'impegno - nel contesto della PCSD - a continuare a sostenere le operazioni che la vedono attualmente impegnata, mentre per quelle ulteriori che si dovessero prospettare, l'Italia valuterà un proprio intervento sulla base delle risorse disponibili e degli interessi geostrategici nazionali, al fine di contribuire a rafforzare il ruolo dell'UE quale protagonista globale;
considerato che, nel medesimo documento, il Governo ribadisce la necessità di attuare una politica di sinergie tra settore civile e militare, rafforzando altresì il partenariato e la massima cooperazione tra l'Unione europea e la NATO;
preso atto che nel Programma di lavoro per il 2011, e nel Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota non vi sono aspetti di specifica competenza della Commissione Difesa;
valutato positivamente la stretta collaborazione della Commissione europea con le altre istituzioni comunitarie e i Parlamenti nazionali, per garantire che le iniziative che intende promuovere nel periodo di riferimento poggino su un solido consenso;

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PARERE FAVOREVOLE


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PARERE DELLA V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, tesoro e programmazione)

La V Commissione,
esaminati, per le parti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota per il periodo 1° luglio 2011-31 dicembre 2012 (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
richiamato il parere espresso il 1° marzo 2011 sulla Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3), nel quale aveva espresso l'auspicio che il Governo sottoponesse tempestivamente alle Camere la relazione recante l'indicazione delle sue priorità per il 2011, in modo da consentire l'esame congiunto di detta relazione e del programma di lavoro della Commissione europea per il 2011, già presentato nel novembre 2010, secondo quanto indicato nel parere della Giunta per il regolamento della Camera del 14 luglio 2010;
rilevato che l'esame dei documenti interviene al termine del primo semestre dell'anno di riferimento e che, pertanto, la valenza programmatoria dei primi due documenti risulta sensibilmente affievolita, dal momento che il programma di lavoro della Commissione risulta in buona misura già attuato;
preso atto che il ritardo nella trasmissione della relazione programmatica è dovuto alla circostanza che essa è la prima relazione adottata in attuazione del nuovo testo dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, come sostituito dal comma 1 dell'articolo 8 della legge 4 giugno 2010, n. 96, e che il carattere innovativo della relazione ha richiesto un non facile lavoro preparatorio, suscettibile di affinamenti anche in relazione alle indicazioni che potranno pervenire a seguito del suo esame parlamentare;
ritenuto che, nell'ambito del programma di 18 mesi che troverà applicazione a partire dal 1° luglio prossimo, dovrà trovare uno spazio adeguato la valutazione degli effetti delle politiche di bilancio adottate in seguito alla crisi economica, finanziaria e dei debiti sovrani, al fine di evitare che la condivisibile esigenza di avviare una riduzione costante e progressiva del deficit e del debito pubblico degli Stati membri si ponga in contrasto con l'obiettivo, parimenti rilevante e prioritario anche al fine di assicurare un esito positivo del processo di risanamento dei conti pubblici, di promuovere una maggiore crescita economica;


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ritenuto che, a tal fine, ferma restando la necessità di introdurre a livello nazionale le riforme strutturali e per incrementare la competitività allo scopo di realizzare le condizioni per una crescita sostenibile, l'Unione europea, accanto alla politica di bilancio comune che assume carattere sempre più cogente per gli Stati membri condizionandone in maniera determinante la politica economica, dovrà sviluppare una politica per la crescita che si sostanzi in concrete iniziative da assumere anche a valere sulle risorse del bilancio della stessa Unione ovvero introducendo deroghe mirate al Patto di stabilità e crescita;
richiamato, per quanto attiene ai contenuti della relazione programmatica, il documento finale approvato dalle Commissioni V e XIV della Camera dei deputati, in ordine alle sei proposte di atti normativi dell'Unione europea volti a riformare la governance economica europea, attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio;
considerata la rilevanza del negoziato sulla riforma del bilancio dell'Unione europea, avviato con la presentazione il 29 giugno 2011 di un pacchetto di proposte della Commissione europea, tra le quali rilevano in particolare la proposta di regolamento per il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 e la proposta di decisione sul sistema delle risorse proprie dell'Unione, nonché della connessa discussione sulla riforma della politica di coesione;
valutata l'opportunità di procedere nel percorso di armonizzazione dei regimi fiscali degli Stati membri;
osservato che l'invecchiamento della popolazione dell'Unione europea determina rilevanti ricadute sulla competitività dell'economia dei sistemi produttivi e sulla sostenibilità delle finanze pubbliche degli Stati membri, con particolare riferimento all'incremento della spesa previdenziale ed assistenziale;

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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) sia richiamata l'attenzione del Governo sull'esigenza di sottoporre alle Camere la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2012, entro il termine stabilito dall'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, consentendo in tal modo di procedere tempestivamente all'esame congiunto di detta relazione e del programma di lavoro della Commissione europea per il medesimo anno;
2) con riferimento alla revisione delle prospettive finanziarie per il periodo successivo al 2013, sia assicurato, nell'ambito del raccordo tra il tavolo di coordinamento costituito presso il Ministero degli affari esteri e il Parlamento, un adeguato coinvolgimento delle Commissioni bilancio dei due rami del Parlamento. A questo scopo è essenziale che


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alle Camere siano trasmessi prima dell'apertura del negoziato dati e simulazioni adeguate sull'impatto sul saldo netto dell'Italia delle diverse opzioni di riforma del quadro finanziario;
3) con riferimento al programma di 18 mesi, si richiamino le tre Presidenze alla necessità di assumere in maniera sempre più concreta ed effettiva l'obiettivo della crescita economica nelle politiche europee, tenuto anche conto che gli obiettivi di medio e lungo termine propri della strategia Europa 2020, in una fase in cui è massimo l'impegno per il risanamento dei bilanci pubblici, possono ritenersi realistici solo qualora effettivamente oggetto di una politica comune basata su procedure e meccanismi vincolanti;
4) dando piena attuazione al programma di 18 mesi, vengano resi operativi i cosiddetti project bonds, finalizzandoli prioritariamente alla realizzazione di grandi infrastrutture di interesse europeo, e si concentri inoltre l'attenzione sull'incremento degli investimenti in ricerca e istruzione, quale presupposto imprescindibile per una crescita dell'occupazione ed in particolare di quella giovanile;
e con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alla Relazione programmatica, dovrebbe essere evidenziato quanto segue:
al capitolo 1, sezione II, si dovrebbe dare conto del fatto che la Commissione europea ha elaborato 12 azioni chiave che intende realizzare entro il 2012, evidenziando come l'Italia potrebbe contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Commissione, in particolare, attraverso la prevista legge annuale sulla concorrenza e favorendo l'accesso ai mercati delle PMI;
b) con riferimento al capitolo 2, sezione II, paragrafo 1.7, il Governo dovrebbe adoperarsi per 1) sensibilizzare la Commissione sui vantaggi che deriverebbero da consultazioni periodiche e regolari tra Commissione e Stati membri, in termini di riduzione delle procedure di infrazione e di più agevole attuazione delle politiche nazionali; 2) proporre una revisione del Piano nazionale sull'efficienza del mercato energetico in vista del riesame della direttiva sulla fiscalità dell'energia e della nuova comunicazione sulle priorità delle infrastrutture energetiche;
c) si assicuri che nell'ambito del dibattito in corso sulla revisione delle prospettive finanziarie per il periodo 2013-2020, in linea con i contenuti del documento presentato dal Governo alle istituzioni dell'Unione europea il 2 maggio 2011, siano sostenuti i seguenti principi:
miglioramento del saldo netto dell'Italia, riducendo il rilevante divario attualmente esistente tra i finanziamenti versati dal nostro Paese e i fondi da esso ricevuti, anche attraverso l'eliminazione delle correzioni di bilancio riconosciute nell'attuale quadro finanziario ad alcuni Stati membri;

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garanzia di un volume del bilancio che consenta di perseguire efficacemente gli obiettivi fissati a livello europeo, con particolare riferimento a quelli definiti nell'ambito della strategia Europa 2020, nel rispetto delle compatibilità finanziarie imposte dall'attuale situazione di crisi, che impone agli Stati il rispetto di stringenti vincoli di bilancio;
rafforzamento del coordinamento e della armonizzazione dei bilanci nazionali e del bilancio dell'Unione europea, al fine di assicurare una più corretta valutazione e un migliore utilizzo delle risorse disponibili e di garantire il maggiore coordinamento tra le politiche dell'Unione europea e le misure adottate a livello nazionale e regionale;
mantenimento di un livello adeguato di risorse per la politica di coesione, salvaguardandone il fondamento regionale e l'attuale articolazione in tre obiettivi, concentrandone gli interventi su un numero limitato di obiettivi ad alto valore aggiunto e migliorando e semplificando le procedure di programmazione, gestione e controllo;
conferma delle riserve espresse dal Governo in ordine all'introduzione di una riserva di premialità a livello europeo che potrebbe mettere a carico della politica di coesione traguardi non sostenibili;
d) al fine di assicurare la tenuta sociale ed economica dell'Unione europea, si definisca una comune politica sull'immigrazione e l'asilo che affronti l'emergenza in atto nel Mediterraneo meridionale, adottando misure idonee a tutelare, al contempo, la sicurezza e le libertà fondamentali su tutto il territorio dell'Unione;
e) con riferimento al programma di 18 mesi, si rappresenti alle tre Presidenze la necessità:
di favorire iniziative volte al maggior coordinamento delle politiche fiscali, anche al fine di proseguire con maggiore efficacia la lotta all'evasione fiscale;
al fine di destinare maggiori risorse ad iniziative di investimento a lungo termine di grande respiro europeo, di valutare l'introduzione a livello europeo di una tassa sulle transazioni finanziarie di natura speculativa, da armonizzare a livello internazionale anche al fine di scongiurare il rischio di determinare lo spostamento delle attività finanziarie verso altre nazioni;
di favorire politiche volte a far fronte all'invecchiamento della popolazione, in particolare attraverso misure di sostegno alle famiglie e alla natalità;
f) con riferimento all'attuazione del pacchetto «clima-energia» si rappresenti alle tre Presidenze la necessità di adottare misure che non determinino pregiudizi insostenibili per il sistema produttivo europeo e conseguenti squilibri competitivi;
g) in merito alla revisione della Politica agricola comune, si rappresenti alle tre Presidenze la necessità che non venga compromesso il saldo netto di risorse per l'Italia.».


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PARERE DELLA VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)

La VI Commissione,
esaminati, per le parti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota per il periodo 1° luglio 2011 - 31 dicembre 2012 (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
premesso che:
l'esame congiunto degli strumenti sopra indicati risponde all'esigenza di consentire alla Camera una valutazione contestuale degli orientamenti e delle priorità delle istituzioni dell'Unione europea e del Governo in merito alle principali scelte politiche e regolative dell'Unione, al fine di definire indirizzi generali per l'azione dell'Italia a livello europeo nell'anno di riferimento;
l'esame dei documenti in questione, a causa del forte ritardo nella trasmissione della Relazione programmatica, è stato tuttavia avviato solo alla fine del primo semestre dell'anno in corso, quando il Programma di lavoro della Commissione europea risulta ormai attuato in misura significativa, o superato da successive decisioni politiche o normative delle istituzioni europee;
sebbene sia apprezzabile l'espressa indicazione, nelle sezioni della Relazione programmatica relative alla politica fiscale e ai servizi finanziari, delle iniziative che il Governo considera prioritarie, sarebbe stata tuttavia opportuna anche l'indicazione, in merito a ciascuna di tali iniziative, in particolare delle proposte legislative già presentate, degli specifici orientamenti che il Governo intende seguire nel corso del negoziato in seno al Consiglio dell'Unione europea;
rilevato che:
con riferimento al riesame del sistema dell'IVA, avviato dal Libro verde della Commissione sul futuro dell'imposta (COM(2010)695), il Governo pone giustamente l'accento sull'esigenza di ridurre o eliminare le regole la cui applicazione o modulazione è rimessa alla facoltà di ciascuno Stato membro, in quanto esse determinano un diverso trattamento fiscale della stessa operazione nei vari ordinamenti, favorendo distorsioni della concorrenza;
la Relazione programmatica sottolinea la rilevanza di ulteriori iniziative specifiche in materia di IVA, che non figurano peraltro tra le priorità del Programma di lavoro della Commissione europea, quali le proposte relative alla revisione del trattamento ai fini IVA dei servizi finanziari ed assicurativi, al regime speciale IVA delle agenzie


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di viaggio, alla semplificazione dei sistemi IVA-dogane e della percezione dell'IVA nel Paese d'importazione;
il Governo annette particolare rilevanza alla proposta di modifica della direttiva 2003/96/CE, che ristruttura la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità (COM(2011)169);
con riferimento alle tematiche dell'imposizione diretta, è condivisibile il rilievo prioritario riconosciuto dal Governo e dalla Commissione europea alla proposta di direttiva sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (COM(2011)121) e l'impegno, assunto dalle tre Presidenze del Consiglio, di concludere i lavori riguardanti il riesame della direttiva 2003/48/CE sulla tassazione dei redditi da risparmio, nonché i negoziati relativi agli accordi antifrode con Paesi terzi, in particolare Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e la Svizzera;
occorre tenere in attenta considerazione, in quanto particolarmente rilevanti per gli interessi dell'Italia, le raccomandazioni che la Commissione europea si appresta a formulare sui temi della tassazione delle successioni transfrontaliere, preannunciate nel Programma di lavoro della Commissione ma non menzionate nella Relazione programmatica del Governo;
particolare rilievo assumono inoltre, nell'ottica di un rafforzamento del coordinamento fiscale, i lavori del gruppo «Codice di condotta» sulla tassazione delle imprese e sulla concorrenza fiscale dannosa, che le tre Presidenze si impegnano a seguire con attenzione;
in materia di servizi finanziari, il Governo si impegna a seguire i negoziati su una serie di iniziative legislative - preannunciate anche nel programma di lavoro della Commissione per il 2011 e relative, tra l'altro, alla revisione della direttiva 94/19/CE sui sistemi di garanzia dei depositi, delle direttive 2004/39/CE, sui mercati degli strumenti finanziari, e 2003/6/CE, sugli abusi di mercato, della direttiva 2006/48/CE sui requisiti patrimoniali delle banche e del regolamento (CE) n. 1060/2009 sulle agenzie di rating del credito, nonché alla creazione di un quadro normativo europeo per la prevenzione e la risoluzione dei problemi delle banche in fallimento - senza fornire tuttavia alcuna indicazione in merito all'orientamento negoziale che intende seguire su tali materie;
la Relazione programmatica non contiene alcun riferimento ad alcune altre importanti iniziative in materia di mercati finanziari, enunciate nel Programma di lavoro della Commissione, tra cui le proposte di direttiva relative al credito ipotecario, ai servizi bancari di base e ai sistemi di garanzia degli assicurati, nonché la predisposizione di nuovi orientamenti per gli aiuti di Stato volti al salvataggio e alla ristrutturazione degli istituti finanziari;
è condivisibile l'impegno delle tre Presidenze del Consiglio per il completamento e il consolidamento della riforma del settore finanziario, coordinando al tempo stesso l'introduzione di qualsiasi nuova misura nei mercati con tutti i principali protagonisti del

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mercato, anche nel quadro del G20, per promuovere la stabilità e la competitività dei mercati a livello mondiale;
occorre altresì sostenere l'impegno delle tre Presidenze a proseguire il dibattito sulle questioni connesse al gioco d'azzardo, con particolare riguardo alle modalità di gioco on-line, sulla base del Libro verde sul gioco d'azzardo on-line nel mercato interno presentato dalla Commissione europea il 20 aprile 2011 (COM(2011)128);
la Relazione programmatica non reca nessuna indicazione con riguardo al Libro verde relativo al quadro europeo in materia di governo societario (COM(2011)164), che prospetta interventi di particolare rilievo in materia di società di capitali;
è pienamente condivisibile il rilievo dato dalla Relazione programmatica al problema dell'insufficiente partecipazione di personale italiano di alto livello alle istituzioni europee, che costituisce un elemento cruciale per garantire una più attenta partecipazione ed una maggiore consapevolezza del Paese nel suo complesso rispetto alle decisioni assunte nelle sedi europee, nonché l'esigenza, segnalata nella Relazione stessa, di coinvolgere maggiormente le regioni sui principali temi dell'agenda europea,
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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) sia richiamata l'esigenza che il Governo trasmetta alle Camere le prossime relazioni programmatiche sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea entro il termine stabilito dall'articolo 15 della legge n. 11 del 2005, indicando in modo puntuale gli orientamenti che intende assumere in merito alle principali iniziative presentate o preannunciate nel programma di lavoro della Commissione e nel Programma di 18 mesi delle tre Presidenze del Consiglio UE;
2) con riferimento alla politica fiscale, il Governo dovrebbe adoperarsi affinché le istituzioni dell'Unione europea perseguano, in coerenza con il Patto Euro Plus, approvato dai Capi di Stato e di governo dell'area euro l'11 marzo 2011 ed avallato dal Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011, una maggiore armonizzazione fiscale, al fine di ridurre fenomeni di concorrenza fiscale dannosa, di prevenire la concentrazione del carico fiscale sui fattori meno mobili della produzione e di contribuire al risanamento delle finanze pubbliche senza incidere negativamente sulla competitività dell'economia europea; in questo contesto, dovrebbe essere attribuito un rilievo prioritario:
all'adozione di misure volte a consentire la riduzione del carico fiscale sulle piccole e medie imprese, in coerenza con lo Small business act, e alla semplificazione dei relativi oneri di dichiarazione e riscossione;


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al rafforzamento del quadro normativo per la prevenzione e la lotta contro l'evasione e le frodi tributarie;
all'introduzione di regole armonizzate anche in materia di imposte dirette, con particolare riferimento all'imposizione sui redditi prodotti da soggetti o nell'ambito di attività che assumono rilievo transnazionale, quali le società e le rendite finanziarie;
3) con riferimento alla revisione della disciplina IVA, occorre che il Governo si adoperi per definire regole più stringenti ed omogenee, sia in merito alla determinazione della base imponibile sia con riguardo alle aliquote, eliminando le deroghe ed esenzioni per specifiche categorie di beni o servizi riconosciute in capo a singoli Stati membri; in particolare, appare necessaria una razionalizzazione ed un aggiornamento del sistema delle aliquote minime dell'imposta, che tenga conto degli obiettivi di crescita, competitività ed occupazione previsti dalla strategia Europa 2020, resi urgenti dall'esigenza di rilanciare l'economia europea dopo la crisi: a questo scopo è necessario che il Governo operi in stretto raccordo con le Camere nell'ambito delle predisposizione di interventi regolativi che faranno seguito alla consultazione svolta sul Libro verde relativo al futuro dell'IVA;
4) con riguardo alla proposta di direttiva sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (COM(2011)121), si ribadiscano le indicazioni formulate nel documento finale approvato al riguardo dalla Commissione Finanze il 25 maggio 2011: in particolare, al fine di ridurre i fenomeni di concorrenza fiscale dannosa, occorre accompagnare la definizione di una base imponibile comune dell'imposta sulle società con la fissazione di una o più aliquote minime di imposta, sul modello dell'imposta sul valore aggiunto e delle accise;
5) con riferimento alla revisione del regolamento (CE) n. 1060/2009 sulle agenzie di rating del credito, occorre che il Governo si adoperi affinché, come auspicato dalla Commissione Finanze nel documento finale sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1060/2009, relativo alle agenzie di rating del credito (COM(2010)289 definitivo), approvato il 19 ottobre 2010, nonché come indicato dal Parlamento europeo nella risoluzione approvata l'8 giugno 2011, la proposta normativa in via di predisposizione su tali temi provveda:
a rivedere il ruolo complessivo attribuito dalla normativa ai giudizi espressi dalle agenzie di rating e il loro impatto sul funzionamento dei mercati, in particolare eliminandone o circoscrivendone significativamente l'uso a fini regolamentari;
ad introdurre meccanismi di responsabilità in capo alle agenzie di rating, nel caso in cui i giudizi emessi da queste ultime risultino gravemente viziati;
ad affrontare in termini risolutivi il problema dei conflitti di interesse esistenti in capo alle agenzie di rating, nonché a rivedere i meccanismi di remunerazione del servizio di rating;

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a valutare l'istituzione di un'Agenzia di rating creditizio pubblica e indipendente e la definizione di un indice europeo di rating (EURIX), al fine di controbilanciare il potere delle tre maggiori agenzie di rating;
6) in riferimento alla consultazione avviata sul Libro verde sul gioco d'azzardo on-line nel mercato interno presentato dalla Commissione europea (COM(2011)128), occorre che il Governo segua con particolare attenzione il dibattito su tali questioni, con specifico riguardo alle modalità di gioco on-line: a tale riguardo dovrebbe essere attribuito particolare rilievo all'individuazione degli strumenti normativi e tecnici necessari per garantire la tutela dei consumatori, la salvaguardia del gettito tributario e la garanzia dell'ordine pubblico;
e con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento al completamento e al consolidamento della riforma del settore finanziario, si segnala l'opportunità che il Governo segua con particolare attenzione l'implementazione della riforma del sistema europeo di vigilanza finanziaria, il cui nucleo fondamentale è già stato approvato nel 2010 attraverso la creazione del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) e l'istituzione delle tre nuove Autorità europee di vigilanza per il settore bancario (EBA), per il settore assicurativo (EIOPA) e per il settore mobiliare (ESMA): a tale riguardo si segnala in particolare l'esigenza di migliorare la disciplina sulla gestione delle crisi finanziarie, rafforzando i relativi sistemi di monitoraggio, nonché di introdurre nuove misure normative che coinvolgano i principali protagonisti del mercato a livello globale, anche nel quadro del G20;
b) con riferimento alle problematiche attinenti alla revisione della direttiva 2006/48/CE, in materia di requisiti patrimoniali degli enti creditizi, alla luce delle novità introdotte dall'Accordo Basilea 3, si sottolinea la necessità di adottare tutte le iniziative utili ad evitare che tali modifiche possano introdurre elementi di svantaggio competitivo in danno del sistema creditizio nazionale, tali da ridurre la capacità delle banche italiane di garantire un'adeguata erogazione di credito al tessuto economico, in particolare nei confronti delle piccole e medie imprese e delle famiglie.


PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

La VII Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.); il Programma di


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18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
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PARERE FAVOREVOLE


PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

La VIII Commissione,
esaminati la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea del 2011 nonché il programma di lavoro della Commissione europea per il medesimo anno e il programma del Consiglio dell'UE per il periodo 1° luglio 2011-31 dicembre 2012;
rilevato che:
nelle politiche ambientali il metodo della programmazione è imprescindibile, posto che il perseguimento di risultati apprezzabili richiede un impegno coerente e continuativo nel medio e lungo termine che non può esaurirsi nella mera sommatoria di singole iniziative non coordinate;
merita pieno apprezzamento l'impegno profuso dalle istituzioni europee per affrontare in una logica organica le diverse problematiche connesse alle esigenze della salvaguardia e alla valorizzazione dell'ambiente che implica l'adozione di politiche coerenti in tema di innovazione, di riconversione dei sistemi produttivi, specie industriali, di ridefinizione delle misure di sostegno in campo agricolo, di politiche di trasporti e della mobilità, di interventi per l'uso efficiente delle risorse e per la gestione dei rifiuti;
tenuto conto che la coerenza e l'attenzione fino ad ora manifestati ha consentito all'UE di collocarsi, anche nelle sedi negoziali internazionali, in una posizione di avanguardia, in particolare nel perseguimento dell'obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici;
sottolineata, peraltro, la necessità che nel perseguimento dell'obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici non si prescinda mai da una seria valutazione della sua sostenibilità, dal punto di vista economico-finanziario e con riferimento all'impatto sui sistemi produttivi;


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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) mantenga il Governo l'impegno preannunciato a sostegno della attivazione, nell'ambito dell'UE, di uno specifico programma per l'ambiente che consenta di fornire precisi obiettivi ambientali alle altre politiche dell'Unione. In particolare, per quanto concerne i profili finanziari, si operi affinché le disponibilità esistenti nell'ambito del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo di coesione siano finalizzate alla realizzazione di interventi di opere a tutela dell'ecosistema. Analogamente, la stessa priorità deve ispirare la destinazione dei fondi previsti in altre aree come trasporti ed energia. La massima attenzione dovrà inoltre essere dedicata all'aggiornamento di Life +, lo specifico strumento finanziario dell'ambiente per il quale la Commissione europea intende presentare una proposta legislativa entro l'anno in corso;
b) si persegua l'obiettivo di finalizzare il nuovo programma quadro di ricerca per il sostegno alle tecnologie ambientali più avanzate conformando le misure di incentivazione in relazione all'obiettivo di massimizzare i risultati conseguibili a parità di risorse a disposizione, sulla base di un'accurata analisi di costi benefici;
c) si operi affinché la riforma della politica agricola comune sia ispirata anche all'obiettivo di rafforzare il ruolo positivo che le attività agricole possono svolgere a tutela delle specificità ambientali dei singoli territori;
d) si sostenga il processo di attuazione del pacchetto clima-energia attraverso l'attenta valutazione di tutte le possibilità offerte dalle iniziative adottate in questo ambito dall'UE per consentire il conseguimento dei risultati più consistenti per la riduzione delle emissioni di CO2, valorizzando le migliori pratiche e le esperienze più avanzate del nostro Paese, in primo luogo in termini di efficienza energetica, e tutte le innovazioni e progressi tecnologici più utili allo scopo;
e) si promuovano interventi che favoriscano la sostenibilità energetico-ambientale dei programmi edilizi, che incentivino la costruzione di immobili improntati a criteri di risparmio energetico e l'utilizzo di materiali di costruzione ecologici con ridotto impatto ambientale (c.d. bioedilizia), sostenendo altresì interventi orientati all'efficienza e al risparmio energetico in tutti gli usi civili e abitativi;
f) si sostenga, inoltre, l'impegno dell'UE per sollecitare gli altri maggiori responsabili delle emissioni di gas serra ad assumere precisi impegni, comparabili a quelli di cui si è fatta carico l'UE, per la riduzione delle emissioni stesse;
g) si sostengano tutte le iniziative utili al reperimento delle necessarie risorse per le operazioni di bonifica dei siti maggiormente


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inquinati; si promuova la diffusione delle migliori pratiche a livello dell'UE per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti in modo da ridurre significativamente la quota parte destinata a discarica;
h) si confermi l'impegno del Governo a concorrere in termini attivi alla modernizzazione della politica dell'UE in materia di appalti pubblici sia allo scopo di assicurare l'uso efficiente delle risorse a disposizione e di promuovere l'apertura di mercati, in particolare tenendo presente l'esigenza delle piccole e medie imprese, sia per semplificare il quadro normativo sia per favorire, attraverso gli appalti pubblici, il perseguimento di obiettivi di tutela ambientale.


PARERE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

La IX Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2011, il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011;
premesso che:
grazie al combinato disposto delle modifiche all'articolo 15 della legge n. 11 del 2005 e dei pareri della Giunta per il regolamento della Camera del 9 febbraio 2000 e del 14 luglio 2010, per la prima volta, si apre una vera e propria sessione europea parlamentare dedicata alla valutazione e al confronto tra le priorità delle istituzioni europee, quali risultanti dal Programma di lavoro della Commissione 2011 e dal Programma di 18 mesi del Consiglio, e quelle del Governo per l'anno in corso;
per quanto riguarda il Programma di lavoro 2011, esso è stato elaborato in base a cinque priorità politiche principali dell'Unione europea che riguardano: la gestione della crisi economica e l'impulso alla ripresa; la crescita dell'occupazione, mediante il programma di riforme Europa 2020; la costruzione di uno spazio di libertà, giustizia e sicurezza; l'avvio dei negoziati per un moderno bilancio dell'Unione europea; la promozione del ruolo dell'Unione europea sulla scena mondiale;
in questo ambito, nel 2011 la Commissione prevede di definire il concetto di «uso efficiente delle risorse», per permettere di costruire un assetto basato su un utilizzo delle risorse che includa il passaggio ad una società a basse emissioni di carbonio e che definisca


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politiche settoriali su energia, trasporti e gestione delle risorse naturali;
con riferimento al settore dei trasporti, il programma sottolinea la pubblicazione del Libro bianco sul futuro della politica dei trasporti nonché le specifiche iniziative allo studio dell'Unione europea concernenti il trasporto ferroviario e aereo, quali, ad esempio, la proposta di revisione del regolamento che istituisce l'Agenzia ferroviaria europea e la proposta di revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo;
con riferimento al settore delle comunicazioni il programma richiama le iniziative relative all'Agenda digitale, quali, ad esempio, la proposta di riesame delle norme sul servizio universale nelle comunicazioni elettroniche e la comunicazione sull'uso collettivo dello spettro radio;
per quanto concerne il Programma delle attività del Consiglio dell'Unione europea, esso si articola in due parti: la prima contiene il quadro strategico dell'azione del Consiglio, inserito nella prospettiva degli obiettivi a più lungo termine che saranno perseguiti durante le Presidenze polacca, danese e cipriota; la seconda illustra il programma operativo, elencando le proposte e le altre iniziative che si prevede di trattare durante il periodo di 18 mesi;
nel citato Programma si sottolinea che le attività e le priorità nel settore dei trasporti verranno definite sulla base del Libro bianco, che delinea dieci obiettivi prioritari ed una tabella di marcia di quaranta iniziative strategiche allo scopo di realizzare, entro il 2050, uno spazio unico europeo dei trasporti basato su un sistema di trasporto diversificato, sostenibile e competitivo;
in questo contesto, le tre presidenze intendono prestare particolare attenzione alla comunicazione della Commissione sui sistemi di trasporto puliti, promuovendo una coerente strategia a lungo termine per la sostituzione su vasta scala del petrolio con combustibili alternativi nell'intero sistema di trasporto;
nel quadro delle iniziative specifiche da adottare, il Programma richiama, tra l'altro, la proposta di direttiva di rifusione del primo pacchetto ferroviario, al fine di creare uno spazio ferroviario europeo unico; i lavori concernenti la proposta di direttiva riguardante l'applicazione di sanzioni ai conducenti che commettono un'infrazione in uno Stato membro diverso da quello in cui risiedono; l'adozione del programma sulla politica in materia di spettro radio per stimolare l'avvento e la diffusione della banda larga in Europa nonché la prosecuzione dei lavori connessi all'ammodernamento dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti;
per quanto riguarda le priorità del Governo, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2011 espone nel dettaglio, alla luce degli strumenti di programmazione europea, gli orientamenti programmatici dell'Esecutivo;

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rilevato che, in questo quadro:
con riferimento al settore del trasporto, per il Governo resta prioritario l'investimento nel trasporto marittimo e nella logistica, fermo restando che per il trasporto su terra viene considerato importante l'avvio di iniziative in ambito di tecnologia ITS (Sistemi di Trasporto Intelligente), per aumentare gli standard di sicurezza stradale, nonché l'estensione del sistema di controllo europeo del traffico ferroviario a tutte le reti ferroviarie dei Paesi dell'Unione, mentre per il trasporto aereo l'obiettivo prioritario resta quello di realizzare compiutamente il Cielo Unico europeo, unificando il controllo dello spazio aereo europeo entro il 2012;
nel settore della tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni, il Governo è impegnato nello sviluppo della connettività a banda larga, ai fini dell'attuazione dell'Agenda digitale, nell'ambito della strategia «Europa 2020», anche attraverso la partecipazione al Gruppo di alto livello che elaborerà le proposte per l'attuazione dell'Agenda stessa, nelle sue varie articolazioni;
valutate positivamente, per le parti di competenza, le priorità risultanti dai documenti in oggetto,
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PARERE FAVOREVOLE


PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

La X Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) che il Governo si impegni a sostenere in tutte le sedi europee l'approvazione della legge 8 aprile 2010, n. 55 a tutela del made in Italy e dei consumatori;


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2) che il Governo si impegni a porre in tutte le sedi europee il criterio principale della reciprocità per tutte le tematiche coinvolgenti paesi extraUE, in particolare sulle regole relative agli scambi commerciali;
3) che il Governo si impegni a sostenere in tutte le sedi UE la lotta alla contraffazione, la massima tracciabilità dei prodotti, in particolare anche introducendo un sistema di controllo a campione della merce sulle reti di vendita al pubblico;
4) che il Governo si impegni a sostenere in tutte le sedi UE, nell'ambito delle politiche energetiche comunitarie, l'utilizzo dei fondi strutturali a sostegno delle politiche di efficienza energetica;
e con le seguenti osservazioni:
a) valuti il Governo la necessità di un rapido rilancio e conseguente revisione, del programma energetico nazionale ed europeo dopo la rinuncia al nucleare da parte della Germania;
b) valuti il Governo, alla luce dell'esperienza della riconversione della centrale di Porto Tolle, l'opportunità di sviluppare ulteriormente la tecnologia del carbone pulito, in particolare nell'ambito della modifica del piano energetico conseguente alla rinuncia al programma nucleare.


PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

La XI Commissione,
esaminati congiuntamente il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
rilevato che i suddetti documenti di programmazione politica e legislativa elaborati dalle istituzioni europee delineano sia un quadro strategico di lungo termine sia un piano operativo riguardante le questioni che si prevede di affrontare nell'arco dei prossimi 18 mesi e rappresentano, pertanto, un'occasione importante per una valutazione compiuta sulle politiche del lavoro, alla luce dei vincoli finanziari, dei cambiamenti demografici e delle garanzie per le future generazioni;
preso atto del ritardo con il quale il Governo ha trasmesso al Parlamento la relazione programmatica per il 2011 e auspicato che, in futuro, sia adeguatamente garantita la portata innovativa della


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modifica alla legge n. 11 del 2005, atteso che il programma di lavoro della Commissione europea per il 2011 è stato presentato alla fine del 2010;
preso atto delle considerazioni del Governo italiano contenute nella relazione programmatica per il 2011;
considerato, quindi, che l'obiettivo della piena occupazione, sostenibile e di qualità, cui fanno riferimento le misure previste dall'iniziativa faro «Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro» della Strategia Europa 2020, dovrà essere perseguito attraverso il massimo coordinamento tra le politiche europee che concorrono al rilancio dell'occupazione, con particolare attenzione all'apprendistato e alla formazione quali leve strategiche per l'ingresso specie dei giovani nel mercato del lavoro;
considerato, altresì, che la valutazione collettiva dei Capi di Stato e di Governo delle misure nazionali previste dagli Stati membri nei loro Programmi nazionali di stabilità e convergenza e Piani nazionali di riforma, presentati lo scorso aprile, ha segnato la conclusione del primo Semestre europeo e che il Consiglio europeo ha decretato che le politiche e le misure presentate dagli Stati membri costituiscono un valido punto di partenza per sostenere la ripresa dell'UE, ma ha sottolineato come per alcuni obiettivi, tra i quali l'occupazione, sia necessario intraprendere sforzi supplementari;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) risulta indispensabile che le politiche da realizzare nell'ambito della Strategia Europa 2020 e del patto Euro Plus pongano al centro dell'attenzione l'obiettivo di favorire un allargamento dell'occupazione; a tal fine, si auspica che le scelte strategiche di politica finanziaria, fiscale, previdenziale e le misure adottate nell'ambito delle politiche di coesione e per il sostegno agli specifici settori produttivi siano costruite in modo da incrementare il grado di formazione e la qualificazione professionale dei lavoratori, per accrescere la qualità del «fattore lavoro»;
b) sui temi concernenti l'organizzazione del lavoro, appare senz'altro condivisibile la necessità di rafforzare la capacità delle parti sociali per la risoluzione dei problemi del dialogo sociale a tutti i livelli; sarà, quindi, opportuno dedicare particolare attenzione alle iniziative indicate dalle presidenze polacca, danese e cipriota nel programma dei 18 mesi del Consiglio in materia di una nuova strategia per la salute e la sicurezza sul lavoro, assicurando altresì che il Governo tenga costantemente informato il Parlamento sulla posizione che intende portare avanti nei negoziati europei;
c) riguardo alla materia previdenziale, si segnala che le indicazioni dell'Unione europea ai fini del futuro «Libro bianco» sulle


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pensioni - come sottolineato nel documento finale redatto dalla XI Commissione all'esito dell'esame, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, sul Libro verde: «Verso sistemi pensionistici adeguati sostenibili e sicuri» e trasmesso alle istituzioni europee nell'ambito del cosiddetto dialogo politico - dovranno riguardare sia l'adeguatezza dei trattamenti (derivante dal concorso della previdenza obbligatoria a ripartizione e di quella privata a capitalizzazione) sia la sostenibilità dei sistemi;
d) si segnalano, altresì, la necessità - da un lato - di accelerare la riforma del mercato del lavoro, in modo da migliorarne la «flessicurezza», nonché l'importanza - per altro verso - di valorizzare il ruolo dei servizi pubblici per l'impiego; in questo quadro, andrebbero effettuati, in particolare, la verifica e il monitoraggio sull'attuazione delle azioni individuate nell'iniziativa faro «Agenda per nuove competenze e per l'occupazione» (COM(2010)682), individuando le necessarie tutele alle categorie di lavoratori più deboli ed esposti;
e) infine, sul tema della tutela della maternità, nel quadro delle iniziative avviate a livello comunitario, occorre impegnarsi per favorire un'impostazione culturale collegata al riconoscimento della pari responsabilità genitoriale; in proposito, si auspica l'introduzione - compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica - di periodi sempre più ampi di congedo di paternità (anche obbligatori, come previsto da una proposta di legge attualmente all'esame della XI Commissione), al fine di favorire la crescita di processi tesi ad estendere ai padri il compito del lavoro di cura ed assistenza dei figli, oggi gravante principalmente sulla donne.


PARERE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

La XII Commissione,
esaminati, per le parti competenza, il programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il programma di 18 mesi della Presidenza polacca, danese e cipriota (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
premesso che i profili di competenza della Commissione riguardano la salvaguardia della salute, la lotta alla povertà e all'esclusione sociale e le pari opportunità;


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rilevato che:
per quanto concerne le questioni di politica sociale, il programma presentato dalle Presidenze polacca, danese e cipriota per i prossimi 18 mesi, a partire da luglio 2011, oltre a confermare e rafforzare le iniziative riguardanti la Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale, anche infantile, ritiene che il Libro bianco sulle pensioni che la Commissione deve presentare nel secondo semestre di quest'anno sia un atto fondamentale per promuovere una profonda riflessione sull'adeguatezza e sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici nazionali;
per le politiche familiari, il medesimo documento sottolinea che si avvarrà, nel proprio lavoro, dell'«Alleanza europea della famiglia», uno strumento che è stato creato nel 2007 e che tratta una serie di materie trasversali riguardanti la famiglia;
per quanto riguarda gli anziani, il citato programma contiene l'impegno a promuovere la partecipazione attiva alla società e al mercato del lavoro, con l'obiettivo di consentire agli anziani di realizzare pienamente il loro potenziale;
per quanto attiene alla salute pubblica, il suddetto programma assicura che l'Unione presterà particolare attenzione alle malattie non trasmissibili, ponendo l'accento sulla prima infanzia e sulle malattie rare;
rilevato che la relazione programmatica per il 2011 è stata trasmessa alle Camere soltanto il 19 maggio 2011, quasi cinque mesi dopo la scadenza del termine previsto dal richiamato articolo 15 della legge 11 del 2011, determinando l'avvio della nuova sessione europea per il 2011 a metà dell'anno in corso, anziché all'inizio, e pregiudicando, in tal modo, l'utilità di esaminare il programma di lavoro della Commissione, che è stato presentato già nello scorso ottobre e che oramai, in buona misura, è stato già attuato;
sottolineato, quindi, che il documento di maggior utilità è da considerare il citato programma per i prossimi 18 mesi presentato dalla Presidenza polacca, danese e cipriota,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:
sottolinei la Commissione di merito l'assenza, nel programma dei 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota, di piani di intervento sul tema della disabilità, nonché il mancato riferimento, per quanto riguarda il problema delle malattie rare, agli obblighi per tutti i Paesi membri di dotarsi entro il 2013 di un Piano nazionale della malattie rare.


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PARERE DELLA XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

La XIII Commissione,
esaminati congiuntamente il Programma di lavoro della Commissione per il 2011 (COM(2010)623 def.), il Programma di 18 mesi delle Presidenze polacca, danese e cipriota (11447/11) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1);
rilevato che i suddetti documenti di programmazione politica e legislativa per la prima volta aprono una vera e propria sessione europea parlamentare di fase ascendente dedicata alla valutazione e al confronto tra le priorità delle istituzioni europee e quelle del Governo per l'anno in corso;
vista la risoluzione del Parlamento europeo del 23 giugno 2011 su «La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio»;
vista la comunicazione della Commissione europea del 29 giugno 2011 (COM(2011)500) «Un bilancio per la Strategia europea 2020», nella quale si afferma che con le modifiche proposte al finanziamento della PAC, la Commissione integra maggiormente tale politica all'interno della strategia Europa 2020, garantendo nel contempo livelli stabili di reddito per gli agricoltori europei e si specifica che, in futuro, il bilancio agricolo non dovrà solamente essere utilizzato per aumentare la produttività agricola, per assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, per stabilizzare i mercati, per garantire la disponibilità degli approvvigionamenti e per assicurare che raggiungano il consumatore a prezzi ragionevoli, ma dovrà anche finanziare la gestione sostenibile delle risorse naturali e l'azione per il clima, nonché sostenere uno sviluppo equilibrato del territorio in tutta l'Europa;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) la Commissione europea ha presentato il 29 giugno 2011 un pacchetto di proposte relative al quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea e al sistema delle risorse proprie per il 2014-2020 e per quanto riguarda la politica agricola si registrerebbe una riduzione, rispetto al periodo 2007-2013, del 12 per cento delle risorse destinate ai pagamenti diretti o connesse al mercato (da 322 a 281 miliardi di euro) e un decremento meno accentuato di quelle per lo sviluppo rurale (da 96 a 89,9 miliardi). Pertanto, si sottolinea la


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necessità che il Governo, nel condurre i negoziati a livello europeo sulla riforma della PAC dopo il 2013, persegua gli indirizzi indicati nelle mozioni approvate dalla Camera dei deputati il 2 febbraio 2011, con particolare riferimento ai seguenti aspetti: 1) evitare che il criterio della superficie agricola sia l'unico parametro di riferimento per la redistribuzione degli aiuti diretti e che l'Italia, che è un contribuente netto al bilancio dell'Unione europea, resti penalizzata nella ripartizione del budget agricolo fra i 27 Stati membri; 2) prevedere l'introduzione di strumenti di gestione in grado di prevenire le crisi e l'attuazione di una normativa di regolazione dei mercati più flessibile e diretta ad integrare il reddito dei produttori in presenza di situazioni di crisi di mercato; 3) circa il futuro del secondo pilastro della PAC, considerato che appare senz'altro condivisibile la strategia enunciata dal Governo, puntare ad una maggiore flessibilità nel perseguimento degli obiettivi, eliminando la rigida ripartizione delle misure per asse, e ricercare una maggiore concentrazione tematica e territoriale degli interventi;
b) con riferimento alla disciplina del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEARS), si segnala l'esigenza di sostenere quanto proposto nella risoluzione legislativa approvata dalla Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo - in merito alla proposta di regolamento recante modifica al regolamento (CE) n.1698/2005 del Consiglio, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEARS) (COM(2010)537) - laddove si prevede: 1) che, in deroga alle disposizioni del richiamato regolamento, per gli Stati membri che hanno optato per programmi regionali il calcolo del disimpegno automatico delle risorse finanziarie può essere effettuato a livello dello Stato membro; 2) l'ammissibilità a contributo dell'IVA non recuperabile se realmente e definitivamente sostenuta dai beneficiari. Si segnala altresì la necessità di prevedere - anche per il futuro periodo di programmazione - meccanismi analoghi a quelli sopra indicati, idonei ad evitare qualsiasi forma di penalizzazione conseguente all'applicazione del disimpegno automatico;
c) con riferimento alle politiche di qualità nel settore agroalimentare, sottolineando che sulla qualità si fonda la peculiarità del modello di sviluppo del sistema italiano agroalimentare, anche al fine di garantire la sicurezza alimentare e la tracciabilità, si richiamano le risultanze dello specifico esame avviato dalla Commissione Agricoltura della proposta di regolamento (COM(2010)733) sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e della proposta di regolamento (COM(2010)738) recante modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007 relativo alle norme di commercializzazione;
d) si segnala la necessità che il Governo si attivi in sede europea, perché la disciplina dell'etichettatura di origine dei prodotti agroalimentari, stabilita dalla legge italiana (legge 3 febbraio 2011, n. 4) possa essere pienamente applicata e sia anzi recepita dalle istituzioni europee;
e) a tutela dei consumatori e dell'impegno delle imprese agroalimentari per produzioni di qualità, si raccomanda al Governo

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di adottare le iniziative necessarie per l'elaborazione di un corpo normativo comune ai Paesi dell'Unione europea per contrastare i fenomeni di agropirateria;
f) relativamente al tema della biodiversità di interesse agricolo (vegetale e animale) e alla strategia delineata nella recente comunicazione della Commissione europea (COM(2011)244), che si propone di migliorare l'integrazione nei vari settori chiave, tra i quali l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca anche mediante il potenziamento del contributo dato da tali comparti alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità, si sottolinea che solo connettendo tra loro i diversi strumenti previsti nella nuova PAC, nella riforma della politica comune della pesca e nel nuovo quadro finanziario pluriennale si potrà garantire la coerenza tra gli obiettivi della biodiversità e quelli delle citate politiche;
g) per quanto riguarda la politica comune della pesca, oggetto di recenti proposte legislative della Commissione europea, si sottolinea l'esigenza che il Governo segua attentamente il negoziato in sede europea, al fine di assicurare che la riforma avviata sappia coniugare gli obiettivi ambientali con quelli economico-sociali, assicurando sia la salvaguardia delle risorse ittiche sia i presupposti della stessa sopravvivenza di un'attività economica tradizionale del nostro paese;
h) con riferimento all'organizzazione comune di mercato del vino, richiamando la risoluzione n. 8-00134 approvata dalla Commissione Agricoltura nella seduta del 13 luglio 2011, si ribadisce la necessità di una revisione delle disposizioni comunitarie che stabiliscono, a partire dal 1o gennaio 2016, la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti e del perseguimento di strumenti alternativi di regolazione della produzione, considerato che, al fine di realizzare gli obiettivi di tutela del valore aggiunto e di salvaguardare l'eccellenza del prodotto e il lavoro dei produttori, il mantenimento delle attuali licenze produttive può assicurare un equilibrato rapporto tra produzione e mercato e tra superfici vitate e sviluppo delle varie denominazioni.


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