La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
esaminata, per i profili di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2009,
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La I Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2009,
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La II Commissione,
esaminata la Relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009,
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La III Commissione,
esaminata, per le parti di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2009, trasmessa alla Camera il 28 settembre 2010;
premesso che:
l'intempestiva presentazione del documento, relativo alle politiche attuate nel 2009 e agli orientamenti del Governo italiano per il 2010, penalizza il ruolo del Parlamento, chiamato a svolgere un esame a consuntivo, utile a valutare le scelte operate ma non anche a condeterminare gli indirizzi, come sarebbe invece prerogativa dei singoli Parlamenti nazionali anche alla luce delle nuove competenze previste dal Trattato di Lisbona;
non appare recepita l'osservazione, già apposta al parere approvato dalla Commissione sulla Relazione relativa all'anno 2008, che sollecitava ad una revisione dell'attuale procedura di trattazione congiunta del disegno di legge comunitaria e della Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, affinché quest'ultima possa essere esaminata autonomamente all'inizio di ogni anno. Ciò anche al fine di consentire alle Camere di esprimersi tempestivamente sugli indirizzi politici che il nostro Paese dovrà assumere in sede comunitaria, in coincidenza con l'esame del programma legislativo della Commissione e del Consiglio e con particolare riferimento al controllo parlamentare della PESC-PESD;
l'anomalia connessa ai tempi di presentazione e di esame del documento in titolo emerge con particolare evidenza alla luce dei più recenti accadimenti che hanno sconvolto e continuano a sconvolgere le società dei maggiori Paesi della sponda sud del Mediterraneo, facendo peraltro registrare la carente attenzione da parte dell'Unione europea rispetto al rilancio delle politiche per il Mediterraneo nei diversi fora internazionali, a partire dal Processo di Barcellona anche in riferimento alle politiche migratorie,
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La IV Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la «Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2009» (Doc. LXXXVII, n. 3);
rilevato positivamente che tale documento espone un consuntivo degli interventi e delle politiche varate nel 2009 dall'UE, in cui emerge un sempre maggiore impegno profuso dall'Unione europea per la sicurezza internazionale attraverso missioni internazionali civili e militari nonché attraverso iniziative per sviluppare le capacità militari della difesa europea;
segnalato che la Relazione espone gli orientamenti del Governo per il 2010, e dunque riferiti ad un arco temporale già trascorso,
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La V Commissione,
esaminata per le parti di propria competenza la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009,
premesso che:
la Relazione è stata predisposta sulla base di quanto previsto dal testo dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, vigente anteriormente alle modifiche introdotte dall'articolo 8, comma 1, della legge 4 giugno 2010, n. 96;
tale impostazione del documento comporta che la Commissione sia chiamata ad esaminarlo in una fase nella quale i suoi contenuti risultano ormai inevitabilmente datati, dal momento che la Relazione dà conto delle politiche attuate nell'anno 2009 ed indica le priorità per l'anno 2010;
per le ragioni precedentemente indicate, nell'analisi della risposta dell'Unione europea alla crisi mondiale, da un lato non si fa riferimento alle sue più recenti evoluzioni, che hanno determinato l'insorgere di gravi tensioni finanziarie in Grecia ed Irlanda, e, dall'altro, non si menzionano gli strumenti individuati in sede europea per far fronte a future crisi attraverso la riforma della governance economica dell'Unione europea;
in relazione alla riforma della governance economica dell'Unione europea, appare essenziale rafforzare i meccanismi volti ad assicurare il precoce coinvolgimento delle Camere nella definizione degli orientamenti di politica economica a livello europeo, anche in considerazione del rafforzamento della loro incidenza sulle politiche nazionali;
in questo contesto, come già segnalato nella condizione formulata nel parere espresso con riferimento alla Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008, appare in particolare necessario che le Camere siano adeguatamente e tempestivamente consultate dal Governo ai fini della predisposizione del Piano nazionale di riforma e del Programma di stabilità, prima che tali documenti siano presentati in sede europea;
la definitiva approvazione della proposta di legge C. 3921, approvata unanimemente in prima lettura dalla Camera e ora all'esame del Senato, consentirebbe al Parlamento di intervenire nella fase ascendente della definizione del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma già nel semestre europeo che ha avuto inizio nel gennaio 2011;
espresso l'auspicio che il Governo sottoponga tempestivamente alle Camere la relazione recante l'indicazione delle sue priorità per il 2011, in modo da consentire l'esame congiunto di detta relazione e del programma di lavoro della Commissione europea per il 2011, già presentato nello scorso ottobre, secondo quanto indicato nel parere della Giunta per il regolamento della Camera del 14 luglio 2010,
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con le seguenti condizioni:
1) sia richiamata l'attenzione del Governo sull'esigenza di rivedere le modalità di redazione della Relazione alla luce delle innovazioni introdotte nell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, dall'articolo 8, comma 1, della legge 4 giugno 2010, n. 96, al fine di renderla uno strumento più agile che consenta una efficace valutazione complessiva della partecipazione dell'Italia all'Unione europea;
2) sia richiamata l'attenzione del Governo sull'esigenza di sottoporre tempestivamente alle Camere la relazione recante l'indicazione delle priorità per il 2011, in modo da consentire di procedere celermente all'esame congiunto di detta relazione e del programma di lavoro della Commissione europea per il 2011.
La VI Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3);
rilevato come la Relazione sia stata predisposta dal Governo secondo le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 15 della legge n. 11 del 2005, previgente alle modifiche introdotte dal comma 1 dell'articolo 8 della legge n. 96 del 2010 (Legge comunitaria 2009);
evidenziato come, in forza di tale impostazione, la Relazione trasmessa quest'anno alle Camere risulta sostanzialmente priva di reali contenuti politici, in quanto fa riferimento ad uno scenario temporale ormai superato;
evidenziati positivamente i progressi compiuti nel processo di realizzazione di un sistema europeo di vigilanza europea sui mercati finanziari, che ha portato all'istituzione di tre distinte autorità europee di vigilanza settoriali in campo bancario (EBA), assicurativo (EIOPA) e mobiliare (ESA), e segnalata, in tale contesto, l'esigenza di proseguire lungo tale percorso implementando il sistema, al fine di assicurare la massima efficacia alla nuova architettura di vigilanza, in particolare giungendo alla definizione di un corpus unico di regole armonizzate applicabili a tutte le istituzioni finanziarie, e di garantire la massima collaborazione con le autorità di vigilanza nazionali;
sottolineata l'esigenza di avviare in sede europea una compiuta riflessione sugli interventi normativi necessari a risolvere i conflitti di interesse esistenti in capo alle agenzie di rating, a rivedere i meccanismi di remunerazione del servizio di rating, ad individuare misure atte a favorire una maggiore apertura di tale mercato, attraverso l'ingresso di nuovi operatori, nonché a riconsiderare il ruolo complessivo attribuito dalla normativa ai giudizi espressi dalle agenzie di rating, segnatamente per quanto attiene all'impatto dei giudizi stessi sul funzionamento dei mercati, in particolare eliminando o circoscrivendo significativamente l'uso a fini regolamentari di tali giudizi, tenendo conto delle indicazioni espresse in merito nel documento finale approvato dalla Commissione Finanze sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1060/2009, relativo alle agenzie di rating del credito (COM(2010)289 definitivo);
rilevata l'esigenza di tradurre in proposte normative l'analisi svolta a seguito delle presentazione, da parte della Commissione europea, del Libro verde - La politica in materia di revisione contabile: gli insegnamenti della crisi (COM(2010)561 definitivo), al fine di definire con la massima chiarezza possibile le responsabilità gravanti sulle società di revisione, distinguendole con chiarezza da quelle spettanti agli organi di amministrazione delle società, agli organi interni di controllo, alle società di rating, agli analisti finanziari ed alle autorità di vigilanza, evitando sovrapposizioni e confusioni di ruoli, in particolare armonizzando a livello europeo le norme in materia di indipendenza del revisore, di responsabilità patrimoniale, di etica professionale, di formazione, di accesso all'attività e di vigilanza, sulla falsariga delle indicazioni contenute nel documento finale approvato in materia dalla Commissione Finanze;
segnalata, a tale ultimo proposito, l'esigenza di approfondire a livello europeo le problematiche relative all'elevato livello di concentrazione attualmente esistente nel mercato dei servizi di revisione contabile, verificando in particolare se tale condizione non comporti rischi sotto il profilo dell'indipendenza delle società di revisione e dei conflitti di interessi, assumendo in tale contesto iniziative, anche di carattere normativo, volte a sostenere la crescita dimensionale delle società di revisione di minori dimensioni e a favorire una maggiore apertura concorrenziale del mercato dei servizi di revisione;
sottolineato positivamente come, anche nel corso del 2009, si sia ulteriormente ridotto il numero delle infrazioni pendenti nei confronti dell'Italia per mancato o non corretto recepimento della normativa europeo;
rilevata l'esigenza che il Governo prosegua nelle iniziative per migliorare ulteriormente il tasso di tempestivo recepimento nell'ordinamento italiano delle direttive comunitarie, sia per quanto riguarda le procedure pendenti, sia per quanto riguarda le nuove contestazioni;
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La VII Commissione,
esaminata per le parti di competenza la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009;
considerato che, ai sensi dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, cosiddetta legge Stucchi, la relazione dovrebbe riguardare anche la partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario con l'esposizione dei principi e delle linee caratterizzanti della politica italiana nei lavori preparatori in vista dell'emanazione degli atti normativi comunitari e, in particolare, degli indirizzi del Governo su ciascuna politica comunitaria, sui gruppi di atti normativi riguardanti la stessa materia e su singoli atti normativi che rivestono rilievo di politica generale;
sottolineato che nella relazione non risultano sufficientemente delineati gli indirizzi del Governo sulle politiche comunitarie nelle materie di competenza della Commissione, ovvero l'istruzione, i beni culturali, lo sport e l'editoria;
rilevato, infine, che la relazione di rendiconto dovrebbe essere sottoposta alle Camere entro il 31 gennaio di ogni anno al fine di illustrare le attività svolte nell'anno precedente dall'UE e dal Governo con riguardo all'evoluzione istituzionale, alla normativa e alle politiche dell'UE;
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con la seguente condizione:
è necessario che la Commissione di merito segnali al Governo l'opportunità di indicare nella relazione annuale con maggiore puntualità gli indirizzi nelle materie di competenza della Commissione, ovvero l'istruzione, i beni culturali, lo sport e l'editoria.
La VIII Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3),
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La IX Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3),
premesso che la Relazione fornisce un quadro complessivo delle iniziative assunte nel corso del 2009 in sede comunitaria nel settore dei trasporti e delle comunicazioni;
considerato che:
per quanto riguarda i trasporti stradali, la Relazione segnala l'adozione, da parte del Consiglio ambiente, di una proposta di regolamento relativa alle emissioni dei veicoli commerciali pesanti (FASE EURO VI) finalizzata ad introdurre, a partire dal 2013, limiti di emissione e procedure di prova più rigorose, nonché l'adozione del regolamento (CE) n. 1073/2009, relativo ai diritti dei passeggeri dei servizi di trasporto effettuati mediate autobus;
per quanto riguarda i trasporti ferroviari la Relazione ricorda le decisioni che sono state emanate sulla materia dalla Commissione e riassume le fasi di attuazione in Italia delle direttive facenti parte del cosiddetto terzo pacchetto ferroviario, nonché della direttiva 2008/68/CE relativa al trasporto di merci pericolose, dando conto altresì della partecipazione dell'Italia ai gruppi internazionali di lavoro per il miglioramento della qualità nel trasporto merci nei corridoi transeuropei;
per quanto concerne il trasporto marittimo la Relazione sottolinea il ruolo assunto dal Governo italiano riguardo all'elaborazione della normativa facente parte del terzo pacchetto sulla sicurezza marittima, Erika III, all'emanazione di provvedimenti attuativi di una serie di Direttive europee relative alla sicurezza della navigazione interna nonché al personale marittimo, ed alla partecipazione al progetto pilota per la sorveglianza marittima nell'area del Mediterraneo (progetto Bluemassmed);
per quanto riguarda il trasporto aereo, la Relazione riassume l'attività svolta dal Governo italiano sia riguardo alla seconda fase dei negoziati aeronautici UE-USA, sia relativamente alla predisposizione di un Progetto di decisione del Consiglio che autorizza la Commissione ad aprire negoziati per un memorandum di cooperazione nel settore Ricerca e Sviluppo tra la UE e gli USA;
per quanto concerne il settore delle comunicazioni e nuove tecnologie, la Relazione ricorda che l'Italia ha partecipato al processo di revisione del quadro regolamentare per le comunicazioni elettroniche all'interno del gruppo telecomunicazioni del Consiglio dell'Unione europea e all'approfondimento dei temi relativi al recepimento della nuova direttiva Media e Servizi Audiovisivi, che estende ed integra la disciplina sulla libera circolazione dei programmi di tipo televisivo in Europa anche ai nuovi mezzi e servizi di comunicazione elettronica on-line; inoltre rammenta che l'Italia ha preso parte ai lavori del Comitato Comunicazioni della Commissione e, infine, ha partecipato ai lavori del Gruppo di alto livello Società dell'Informazione i-2010,
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La X Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3),
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La XI Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3);
preso atto che, con riferimento alle parti di interesse della XI Commissione, il documento interviene sostanzialmente su alcune grandi aree di intervento di carattere generale, tra cui occorre segnalare: l'attuazione della strategia di Lisbona, con richiamo ai programmi per il contrasto alla recessione a livello globale negli anni 2009 e 2010 (parte prima, sezione II); le politiche per la libera circolazione dei lavoratori (parte seconda, sezione II, paragrafo 1.2); le politiche sociali (parte seconda, sezione II, paragrafo 10), soprattutto per quanto concerne l'inclusione sociale, le pari opportunità e la gioventù (paragrafo 10.1) e la politica del lavoro (paragrafo 10.2);
considerato che la Relazione illustra in modo sintetico le diverse iniziative dell'Unione europea, valutate sia sotto il profilo dei principali sviluppi realizzatisi nel corso del 2009, sia con riferimento alle priorità per il 2010;
rilevato, peraltro, che, trattandosi di un documento che si riferisce al consuntivo dell'anno 2009 e che indica prospettive di azione per l'anno 2010, la Relazione riveste un interesse specifico soprattutto sotto un profilo ricognitivo delle diverse politiche comunitarie di competenza;
preso atto, comunque, che la Relazione pone l'accento sulle iniziative di formazione, che possono svolgere un importante ruolo di sostegno alle politiche attive di investimento sul capitale umano, nonché sul tema delle pari opportunità uomo-donna, rafforzando il percorso avviato a livello comunitario, soprattutto sul versante della conciliazione dei tempi di lavoro e vita privata;
considerato positivamente - nel contesto delle politiche indicate dalla Relazione - un richiamo al rafforzamento della mobilità transfrontaliera dei giovani, assecondando anche le politiche comunitarie per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che mirano a coniugare appieno scuola e formazione permanente,
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La XII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3),
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La XIII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2009 (Doc. LXXXVII, n. 3),
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