PARERE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE
PER LE QUESTIONI REGIONALI
La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
esaminata, per i profili di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2008;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) sia rafforzata, nel quadro dei processi decisionali comunitari, l'applicazione del principio di sussidiarietà promuovendo iniziative e attivando misure volte a potenziare il ruolo, in ambito europeo, delle istituzioni regionali e territoriali e sia promosso un maggior confronto tra l'Unione europea e le comunità regionali;
b) siano promosse iniziative a sostegno dello sviluppo delle aree montane e rurali e del ruolo dell'agricoltura nelle politiche comunitarie e internazionali, nonché delle aree o comunità regionali a forte svantaggio socio-economico.
La I Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008;
considerato che:
il Governo italiano ha profuso, nel 2008, in ambito europeo, il massimo impegno per il rafforzamento del ruolo del Consiglio giustizia e affari interni (GAI) quale referente di tutte le iniziative aventi finalità di prevenzione e contrasto del terrorismo nonché per dare attuazione concreta al principio dell'Approccio globale alle tematiche migratorie sancito dal Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre 2005, con particolare attenzione ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo;
in materia di immigrazione e asilo, il Governo sostiene la politica europea per lo sviluppo di un approccio globale che tenga conto della gestione dei flussi di immigrazione legali, del contrasto di quelli illegali e dell'integrazione degli stranieri legittimamente soggiornanti nel territorio europeo, in un'ottica di partenariato con i Paesi di origine e di transito degli immigrati;
in materia di immigrazione, in particolare, il Governo si è impegnato affinché le istituzioni europee prestino la dovuta attenzione al fenomeno delle migrazioni nel bacino del Mediterraneo, riconoscendo che le continue emergenze migratorie in tale area costituiscono un problema da affrontare prioritariamente e promuovendo conseguentemente il rafforzamento della capacità dei Paesi africani di controllare le proprie frontiere, la cooperazione con i Paesi africani del Mediterraneo nel controllo delle frontiere marittime nonché il rimpatrio volontario e assistito degli immigrati clandestini;
a tal fine il Governo ha promosso, tra l'altro, lo sviluppo del dialogo tra Unione europea e Libia, quale paese di transito di consistenti flussi migratori, come premessa per la cooperazione nella lotta contro l'immigrazione illegale;
il Consiglio giustizia e affari interni del 4-5 giugno 2009 ha svolto un dibattito sull'immigrazione clandestina nella regione mediterranea in cui si è auspicata la creazione di un meccanismo di solidarietà mirante a ripartire i beneficiari di protezione internazionale tra gli Stati membri;
il tema è stato affrontato dal Consiglio europeo del 19-20 giugno 2009, che ha sollecitato l'adozione di misure concrete, tra cui: il coordinamento delle misure volontarie per la ridistribuzione interna dei beneficiari di protezione internazionale presenti negli Stati membri esposti a pressioni specifiche e sproporzionate e delle persone altamente vulnerabili; il potenziamento delle operazioni di controllo alle frontiere coordinate da Frontex; la definizione di chiare regole d'ingaggio per il pattugliamento congiunto e lo sbarco delle persone soccorse in mare; un maggior ricorso a voli di rimpatrio congiunti; un forte intervento per lottare efficacemente contro la criminalità organizzata e le reti criminali dedite alla tratta di esseri umani; il rafforzamento dell'efficacia degli accordi di riammissione;
per quanto riguarda la politica di asilo, il Governo è fortemente determinato nell'azione tesa alla realizzazione di un sistema comune europeo in materia;
il 10 giugno 2009 la Commissione europea ha presentato la comunicazione «Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini (COM(2009)262), contenente le proposte della Commissione relative al nuovo programma 2010-2014 (cd. Programma di Stoccolma) a conclusione del programma dell'Aja; in tale ambito sarà data concreta attuazione, tra le altre, alle previsioni del «Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo», approvato dal Consiglio dell'Unione europea del 15 e 16 ottobre 2008 con il fattivo contributo del Governo italiano, che prevede - tra i principali impegni degli Stati membri - l'integrazione degli immigrati e la realizzazione di un partenariato globale con i paesi di origine e di transito che favorisca le sinergie tra le migrazioni e lo sviluppo;
in sede comunitaria la semplificazione normativa costituisce, dal 2005, parte integrante della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, rappresentando, insieme alla semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico dei cittadini e delle imprese, la base per accrescere la competitività; in aderenza con tali obiettivi la Commissione europea ha presentato una serie di atti e documenti, a partire dall'iniziativa «Legiferare meglio» e, in linea con tali finalità, il Governo italiano sta portando avanti un'ampia e meritoria opera di semplificazione dell'ordinamento per l'abrogazione delle norme non più attuali e alla sistemazione di quelle mantenute in vigore;
un apporto costruttivo è stato dato dall'Esecutivo nell'elaborazione della normativa comunitaria in materia di pari opportunità e nella fase attuativa, ivi inclusa l'applicazione della cosiddetta «Road Map per la parità di genere 2006-2010»;
la Commissione europea ha presentato un complesso di misure sull'Agenda sociale rinnovata, tra cui la comunicazione «Non discriminazione e pari opportunità: un impegno rinnovato» ed il documento di lavoro che la accompagna «Strumenti comunitari e politiche per l'inclusione dei Rom»; in proposito, nelle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2008 è stato ribadito l'invito agli Stati membri a meglio sfruttare i fondi strutturali a favore dell'inclusione dei Rom e, in linea con tali finalità, il Governo ha avviato vari interventi finanziati con fondi comunitari e nazionali;
il Governo italiano è attivamente impegnato, in sede europea e nazionale, in materia di sicurezza, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, immigrazione e integrazione e semplificazione normativa;
è opportuno, al contempo, un sempre maggiore coinvolgimento del Parlamento nazionale e delle regioni nella fase ascendente di formazione degli atti comunitari, a partire da temi prioritari quali la lotta contro il terrorismo e la gestione dei flussi migratori;
esprime
La II Commissione,
esaminata la Relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008,
esprime
La III Commissione,
esaminata per le parti di propria competenza la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008, trasmessa il 31 gennaio 2009;
valutato con favore il ribadito impegno al completamento del processo di allargamento dell'Unione europea, che il Governo italiano sostiene con convinzione con particolare riferimento all'adesione della Croazia, da realizzare entro il 2010, alla concessione dello status di candidato a tutti i Paesi dei Balcani occidentali e alla liberalizzazione del regime dei visti per i cittadini dell'ex Repubblica Yugoslava di Macedonia e della Serbia;
segnalata in particolare l'esigenza di procedere alla rimozione degli ostacoli che si frappongono alla piena attuazione dell'Accordo interinale tra l'Unione europea e la Serbia, nella prospettiva del completamento del processo di ratifica dell'Accordo di Stabilizzazione e Associazione tra UE e Serbia;
sottolineato il valore strategico di un rapporto privilegiato con la Russia sulla base di un nuovo accordo di partenariato e di un legame più stretto con tutti i Paesi che aderiscono al cosiddetto Partenariato orientale;
considerata altresì l'urgenza di un impegno rafforzato, sia sul piano politico che su quello diplomatico, nei confronti del Pakistan ai fini della stabilizzazione di tutta l'area, con riferimento alla situazione in Afghanistan e alla lotta contro il terrorismo internazionale;
apprezzato il richiamo all'importanza di un saldo rapporto tra l'Unione europea e gli Stati Uniti come pure con i Paesi del Mercosur, soprattutto da un punto di vista economico-commerciale;
condiviso il richiamo ad un'adeguata presenza di funzionari italiani presso le istituzioni europee;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) si ribadisce l'opportunità di una revisione dell'attuale procedura di trattazione congiunta del disegno di legge comunitaria e della Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, affinché quest'ultima possa essere esaminata autonomamente all'inizio di ogni anno, al fine di consentire alle Camere di esprimersi tempestivamente sugli indirizzi politici che il nostro Paese dovrà assumere in sede comunitaria, in coincidenza con l'esame del programma legislativo della Commissione e del Consiglio e con particolare riferimento al controllo parlamentare della PESC-PESD;
b) si sollecita il pieno sostegno da parte degli altri Stati membri dell'Unione europea all'iniziativa assunta dal Governo italiano per la realizzazione della road map in otto punti sull'integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali;
c) si rinnova l'auspicio per una più coesa partnership euro-americana al fine di contrastare congiuntamente la proliferazione degli armamenti atomici, nonché di rafforzare la mutua cooperazione per il processo di pace israelo-palestinese, la rinascita dell'Afghanistan e lo sviluppo di un governo civile durevole in Pakistan;
d) si raccomanda la conclusione del negoziato con la Federazione russa per il nuovo Accordo di partenariato strategico, sulla base di una rinnovata solidarietà di intenti;
e) con riferimento al Partenariato orientale, ferma restando l'esigenza di non alterare l'equilibrio con il Partenariato euro-mediterraneo, si dichiara imprescindibile la partecipazione dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE nell'istituenda Assemblea parlamentare.
La IV Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la «Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2008» (Doc. LXXXVII, n. 2);
premesso che:
l'Unione europea, nel corso del 2008, ha continuato e rafforzato il proprio impegno attraverso missioni civili e militari con compiti che vanno dal mantenimento della pace e dal monitoraggio dell'attuazione dei processi di pace fino alla consulenza e all'assistenza nei settori militare, della polizia, del controllo delle frontiere, della lotta contro la pirateria;
per quanto riguarda le capacità di risposta dello strumento militare, essendo stata raggiunta, dal 1o gennaio 2007, la piena capacità di generazione delle forze attraverso la componente terrestre costituita dai cosiddetti Battlegroup, sono state assunte iniziative per sviluppare tale capacità anche con riferimento alle componenti marittime ed aeree;
in analogia con quanto realizzato in ambito militare, poiché le operazioni PESD mostrano una Relazione molto stretta tra gli aspetti civili e militari, la componente civile ha sviluppato un processo di pianificazione delle capacità denominato «Civilian Headline Goal 2008»;
ai fini del miglioramento del livello della presenza «civile» nelle operazioni di crisi, essendo stato il citato processo completato nel 2008, è stato avviato un nuovo processo da realizzare per il 2010 denominato Civilian Headline Goal 2010;
l'Agenzia europea per la difesa (European Defence Agency - EDA), dopo una fase iniziale finalizzata alla costituzione e al consolidamento della propria struttura organizzativa, ha dedicato l'ultimo anno, prioritariamente alla definizione di politiche e strategie, avviando al tempo stesso diversi programmi di cooperazione congiunti;
valutato positivamente il fatto che l'Italia abbia contribuito alla maggior parte delle missioni PESD attualmente in corso, alla realizzazione delle capacità di risposta dello strumento militare e civile, nonché ai programmi di ricerca e di cooperazione realizzati dall'Agenzia europea per la difesa,
esprime
La V Commissione,
esaminata per le parti di propria competenza la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008;
valutata positivamente l'indicazione in un'apposita sezione degli orientamenti prioritari delle politiche dell'UE in campo economico e finanziario e della risposta dell'Europa alla crisi economica e finanziaria;
osservato tuttavia che la Relazione reca un resoconto accurato delle attività svolte dal Governo nel 2008 ma definisce solo in un numero limitato di casi gli orientamenti che il Governo intende seguire per il futuro;
valutata la necessità di implementare le misure adottate sinora dalle istituzioni dell'UE per sostenere la ripresa economica a fronte della crisi;
esprime
con le seguenti condizioni:
1) sia richiamata l'attenzione del Governo sulla necessità che le prossime relazioni:
espongano puntualmente gli orientamenti che il Governo stesso intende assumere per l'anno in corso;
diano conto degli interventi adottati dal Governo per attuare gli indirizzi definiti dalle Camere su singoli atti o progetti di atti dell'UE.
2) sia altresì segnalata l'esigenza che le Camere siano adeguatamente e tempestivamente consultate dal Governo ai fini della predisposizione del piano nazionale di riforma attuativo della Strategia di Lisbona e sulle relative relazioni annuali di attuazione nonché del programma di stabilità e dei relativi aggiornamenti annuali, prima che tali documenti siano sottoposti alla Commissione europea;
3) sia richiamata l'attenzione del Governo sulla necessità di trasmettere puntualmente alle Camere la Relazione di cui all'articolo 15-bis, comma 1, della legge n. 11 del 2005, affinché il Parlamento sia tempestivamente informato delle procedure di infrazioni avviate e possano essere adottati gli opportuni provvedimenti;
e con le seguenti osservazioni:
a) sia valutata, al fine di rafforzare il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri dell'UE, l'opportunità di:
definire un nucleo ristretto di obiettivi comuni realmente prioritari, con particolare riferimento alle misure per le piccole e medie imprese e le infrastrutture;
promuovere, anche ricorrendo alle cooperazioni rafforzate, un coordinamento minimo dei sistemi fiscali nazionali al fine di evitare che, in una fase di crisi globale, la concorrenza fiscale tra gli Stati membri possa degenerare in comportamenti dannosi o con effetti negativi sulla competitività complessiva dell'economia europea e sulle politiche di bilancio;
b) sia riavviata, al fine di accrescere la flessibilità del Patto di stabilità e crescita e di promuovere le iniziative necessarie per rilanciare e consolidare la ripresa economica, l'ipotesi, già avanzata dal Governo Italiano nel 2003-2004, di escludere, ai fini del calcolo del rapporto deficit/PIL, le spese per investimenti, quanto meno quelle relative alle infrastrutture o all'innovazione e alla ricerca;
c) si considerino, anche in Relazione all'attuazione della sentenza della Corte di giustizia del 13 novembre 2008, le modalità con le quali avviare, anche attraverso il confronto con le parti sociali, una parificazione anche graduale dell'età pensionabile delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pubblico, al fine di recuperare risorse da destinare alla conciliazione tra responsabilità familiari e impegni lavorativi;
d) si sottolinei l'opportunità di impiegare tutte le risorse di origine comunitaria disponibili al fine di contrastare la crisi economica in atto, nonché ad adoperarsi affinché l'UE stanzi risorse aggiuntive per sostenere la ripresa e l'occupazione, anche utilizzando il margine esistente tra il massimale delle prospettive finanziarie e quello delle risorse proprie previsti dal quadro finanziario vigente;
e) si assicuri, che nel dibattito in corso sulla riforma del bilancio dell'UE dopo il 2013, siano tenuti in adeguata considerazione i seguenti principi:
1) le spese dell'UE devono concentrarsi su obiettivi ad alto valore aggiunto europeo, che non si sarebbero potuti ottenere a livello nazionale, quali competitività, infrastrutture, innovazione e ricerca, sviluppo regionale, e soprattutto, la regolazione dei flussi migratori e la gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina;
2) attribuzione di risorse significative a progetti e «prodotti» europei ad altissimo valore aggiunto - quali centri di eccellenza nel campo della sanità, della ricerca o a progetti nel settore delle infrastrutture - in grado di dimostrare concretamente i vantaggi della spesa europea;
3) operare la revisione del sistema di risorse proprie in coerenza con questi principi e riconsiderando con attenzione la proposta di emettere titoli di debito europei per il finanziamento di progetti ad alto valore aggiunto in alcuni settori di interesse comune;
4) salvaguardare nel quadro finanziario dopo il 2013 le risorse per la politica di coesione, anche in Relazione al particolare ruolo del nostro Paese nelle politiche euromediterranee, mantenendone il suo fondamento regionale e accrescendone al tempo stesso l'efficienza e l'efficacia attraverso la concentrazione delle risorse disponibili su pochi assi prioritari e l'introduzione di sistemi rigorosi di valutazione sia della regolarità sia dell'impatto qualitativo della spesa dei fondi;
f) a partire dal 2013, valuti il Governo la possibilità di sostenere un incremento del bilancio comunitario finalizzato a conseguire obiettivi specifici in settori quali la ricerca e lo sviluppo, il sostegno delle piccole e medie imprese, le grandi reti infrastrutturali.
La VI Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2);
rilevato in primo luogo come la Relazione in esame costituisca il primo documento in materia predisposto dal Governo in carica, e rappresenti pertanto un'occasione privilegiata per approfondire in termini complessivi gli indirizzi politici che l'Esecutivo intende seguire rispetto ai temi della partecipazione dell'Italia all'Unione europea;
sottolineato positivamente come, anche nel corso del 2008, si sia registrata una riduzione del numero delle infrazioni pendenti nei confronti dell'Italia per mancato o non corretto recepimento della normativa comunitaria;
evidenziata comunque la necessità di proseguire ulteriormente in tale percorso di riduzione delle infrazioni aperte nei confronti dell'Italia, che rimane ancora agli ultimi posti della classifica concernente il tasso di recepimento della normativa comunitaria;
sottolineata l'esigenza prioritaria di proseguire ulteriormente, in un contesto di collaborazione e concerto tra tutti gli Stati membri, nelle iniziative per contrastare le cause e gli effetti della crisi economica e finanziaria in atto;
rilevato, sotto questo profilo, come l'intesa raggiunta in occasione della recente riunione del Consiglio europeo sui temi della vigilanza sui mercati finanziari, costituisca un primo passo per introdurre strumenti di supervisione a livello europeo e di raggiungere un più elevato livello di coordinamento dell'azione svolta in materia dalle diverse autorità nazionali, consentendo in tal modo un approccio sistemico ed integrato a tali problematiche;
richiamata la necessità di introdurre più efficaci strumenti di controllo sull'utilizzo degli strumenti finanziari derivati e sull'operatività degli hedge fund e dei fondi di private equity, nonché di incidere sulle politiche di remunerazione nei settori bancario, finanziario ed assicurativo;
rilevate, al tempo stesso, le gravi difficoltà tuttora esistenti nel dialogo politico per un maggior coordinamento delle politiche economiche e fiscali degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la definizione di una base imponibile comune consolidata nel settore della tassazione societaria, la quale risulterebbe invece decisiva per contrastare i fenomeni della concorrenza fiscale dannosa, che costituisce un ostacolo al pieno funzionamento del mercato interno;
valutato positivamente l'orientamento del Governo italiano, espresso nelle competenti sedi comunitarie, di rafforzare l'efficacia delle politiche economiche a sostegno della crescita e dell'occupazione, anche attraverso un'attenta analisi delle variabili tributarie, con specifico riferimento agli effetti derivanti dall'applicazione dell'IVA sul commercio intra ed extracomunitario, ai problemi della competizione fiscale e dello spostamento del carico tributario dal lavoro ai consumi;
rilevata l'esigenza di chiarire maggiormente il quadro normativo comunitario sugli aiuti di Stato, in particolare per quanto riguarda la generale semplificazione dei regimi applicabili alle agevolazioni fiscali;
evidenziato, con riferimento alla disciplina dei mercati finanziari e creditizi, come la direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, abbia un ambito di applicazione piuttosto limitato, e come occorra invece un intervento di riforma coordinato sul settore del credito al consumo, che affronti, al fine di tutelare maggiormente gli interessi della clientela, gli aspetti problematici del mercato del credito al consumo, le tematiche relative all'estinzione ed alla portabilità dei mutui e dei conti correnti, nonché alla modifica delle condizioni contrattuali da parte delle banche;
considerata, a tale riguardo, la necessità di facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese al mercato finanziario ed al credito privato, in considerazione degli effetti particolarmente positivi che una crescita degli investimenti da parte di tali categorie di imprese può avere al fine di invertire l'attuale, negativa congiuntura economica;
rilevata, con particolare riferimento alla tassazione dei redditi da risparmio, l'esigenza di accompagnare le iniziative legislative in corso di adozione a livello comunitario con una forte e coerente attività diplomatica nei confronti dei Paesi terzi, al fine di rinegoziare gli accordi già stipulati con questi ultimi in tale materia;
sottolineata, con riferimento alle tematiche dell'IVA, l'esigenza prioritaria di individuare strumenti normativi o tecnici volti a contrastare il preoccupante fenomeno delle frodi in materia, che rischia di aggravarsi ulteriormente in conseguenza dell'attuale fase di recessione economica, in particolare rafforzando le azioni da parte degli Stati membri, introducendo forme di responsabilità solidale a carico del fornitore per gli acquisti intracomunitari, nonché meccanismi di imposizione per cassa nelle ipotesi di insolvenza e fallimento dei soggetti IVA;
evidenziata, sempre con riferimento al settore dell'IVA, l'opportunità di portare a conclusione i lavori sulla proposta di direttiva volta ad apportare modifiche tecniche alla Direttiva 2006/112/CE, con particolare riferimento alla revisione del regime delle cessioni di gas ed alla disciplina delle detrazioni per acquisti non destinati interamente ad uso professionale;
rilevata la necessità, prospettata da talune regioni italiane di confine di salvaguardare, nel quadro del dibattito sulla riforma della disciplina relativa alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa, alcuni regimi derogatori agevolativi, in particolare in favore di quelle aree connotate da particolari situazioni storico-geografiche;
segnalata, con riferimento al dibattito in corso sulla proposta di direttiva in materia di accisa sui tabacchi lavorati, l'esigenza di stabilire un prezzo minimo dei prodotti, di salvaguardare la regola del 57 per cento dell'incidenza totale dell'accisa sul prezzo finale delle sigarette, nonché di mantenere il criterio della cosiddetta «most popular price category»;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) si sottolinea la necessità che il Governo prosegua nella sua azione a livello comunitario affinché la traduzione in proposte legislative dell'accordo politico recentemente raggiunto dal Consiglio europeo circa la revisione dei sistemi di supervisione sovranazionale sui mercati finanziari e creditizi possa rafforzare le soluzioni individuate in quella sede, al fine di colmare le lacune mostrate dagli attuali assetti, in particolare attraverso l'instaurazione di meccanismi di vigilanza macroprudenziale efficienti, che siano in grado di prevenire effettivamente fenomeni di crisi sistemica e di esprimere indirizzi politicamente qualificati e vincolanti, al fine di orientare e coordinare l'azione delle autorità nazionali operanti in tale settore;
b) in tale contesto si sottolinea l'esigenza di proseguire nel dialogo politico, nelle sedi comunitarie e con gli altri Stati membri dell'Unione europea, al fine di individuare nuovi strumenti volti ad introdurre forme più efficaci di supervisione sul mercato degli strumenti finanziari derivati;
c) sempre con riferimento alla disciplina dei mercati finanziari e creditizi, si evidenzia la necessità di giungere all'approvazione della proposta di direttiva volta ad estendere i requisiti di capitale attualmente previsti per le altre istituzioni finanziarie anche agli hedge fund ed ai fondi di private equity, al fine di rafforzare i controlli su un settore nel quale sono emerse in alcuni casi opacità e pratiche distorte, che hanno favorito l'insorgere della crisi finanziaria, nonché di avviare quanto prima il dibattito sulla raccomandazione della Commissione europea in materia di retribuzioni nei servizi finanziari, la quale ha lo scopo di evitare che le politiche retributive nei settori bancario, finanziario ed assicurativo incentivino gli amministratori e la dirigenza ad assumere rischi eccessivi;
d) si rileva quindi l'opportunità di promuovere in sede comunitaria un intervento di riforma complessivo che, al fine di tutelare maggiormente gli interessi della clientela, affronti le problematiche afferenti al mercato del credito al consumo ed ai rapporti bancari;
e) si evidenzia la necessità di procedere nelle azioni, già avviate in attuazione delle previsioni contenute nel decreto-legge n. 185 del 2008, per facilitare l'accesso al credito privato da parte delle piccole e medie imprese, al fine di dare sostegno ad una componente fondamentale del tessuto produttivo nazionale, che rischia invece di essere posta in gravi difficoltà, prima ancora che dalle difficili situazioni dei mercati di riferimento, dalla restrizione nell'erogazione dei finanziamenti bancari;
f) si evidenzia l'esigenza prioritaria di giungere ad un accordo per individuare strumenti atti a contrastare il gravissimo fenomeno delle frodi in materia di IVA, al fine di salvaguardare una fondamentale risorsa per gli Stati membri e per lo stesso bilancio comunitario, in particolare nell'attuale fase di flessione delle entrate da imposte indirette, legata al momento di recessione economica in atto;
g) si segnala l'esigenza che il Governo, in sede di recepimento della direttiva 2009/47/CE, recentemente adottata, relativa alla revisione della disciplina delle aliquote ridotte IVA, utilizzi tutte le opportunità offerte dalla modifica del quadro normativo comunitario in materia, in particolare valutando l'opportunità di estendere l'ambito di applicazione delle aliquote ridotte anche a taluni settori attualmente esclusi che si trovino in una condizione di particolare debolezza, anche al fine di riequilibrare gli svantaggi concorrenziali derivanti dall'introduzione, da parte di altri Stati membri, di regimi fiscali di particolare favore;
h) con riferimento alle iniziative legislative comunitarie in materia di accise, si rileva la necessità di prestare attenzione alle richieste, avanzate da talune regioni italiane di confine, di salvaguardare alcuni regimi derogatori agevolativi vigenti in aree connotate da particolari situazioni storico-geografiche;
i) con riferimento al dibattito politico in corso sulla proposta di direttiva in materia di accisa sui tabacchi lavorati, si sottolinea l'esigenza di valutare con particolare attenzione le decisioni che saranno assunte in materia, in considerazione delle rilevanti ricadute sul gettito tributario che ogni modifica del regime di tassazione in materia potrebbe avere.
La VII Commissione,
esaminata per le parti di competenza la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008;
rilevato che ai sensi dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, cosiddetta legge Stucchi, la Relazione dovrebbe riguardare anche la partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario con l'esposizione dei principi e delle linee caratterizzanti della politica italiana nei lavori preparatori in vista dell'emanazione degli atti normativi comunitari e, in particolare, degli indirizzi del Governo su ciascuna politica comunitaria, sui gruppi di atti normativi riguardanti la stessa materia e su singoli atti normativi che rivestono rilievo di politica generale;
sottolineato che nella Relazione non risultano delineati gli indirizzi del Governo sulle politiche comunitarie su alcune materie di competenza della Commissione, ovvero la cultura, lo sport, l'editoria e la ricerca;
esprime
con le seguenti condizioni:
1) è necessario che la Commissione di merito segnali al Governo l'opportunità di indicare nella Relazione annuale con maggiore puntualità nelle materie di competenza della Commissione, ovvero l'istruzione, la ricerca, la cultura, lo sport e l'editoria gli orientamenti che l'Esecutivo intende assumere a livello europeo nell'anno in corso;
2) nello stesso senso, appare necessario che il Governo indichi nella Relazione le modalità e le misure con cui intende dare attuazione nelle politiche e negli ordinamenti nazionali agli indirizzi e agli obiettivi fissati negli atti di strategia e di orientamento dell'Unione europea;
3) risulta altresì necessario che siano avviate dai Ministeri competenti strategie di comunicazione intese a promuovere, presso le istituzioni e i soggetti interessati, una conoscenza diffusa delle iniziative e delle opportunità individuate dall'Unione europea, nelle materie di competenza della Commissione;
4) si ritiene inoltre necessario assicurare un'adeguata formazione del personale delle amministrazioni interessate, nelle materie di competenza della VII Commissione;
5) appare infine necessario assicurare che nelle politiche per la formazione e la ricerca sia data priorità al rapporto con il mondo dell'impresa al fine di attivare gli orientamenti di riforma e di innovazione indicati dall'Unione europea nella strategia di Lisbona, con particolare attenzione alla inclusione sociale e alla formazione permanente.
La VIII Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2);
esprime
con la seguente osservazione:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo ad una pronta attuazione della direttiva 2007/66/CE concernente il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione di appalti pubblici, al fine di garantire l'adeguamento dell'ordinamento italiano a quello comunitario.
La IX Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2),
considerato che:
la Relazione fornisce un quadro complessivo delle iniziative assunte nel corso del 2008 in sede comunitaria nel settore dei trasporti e delle comunicazioni;
per quanto riguarda i trasporti terrestri, la Relazione segnala numerosi interventi, volti, in particolare, a fissare regole comuni per i trasporti internazionali di viaggiatori effettuati con autobus; a promuovere il reciproco riconoscimento di titoli al fine di favorire la libertà di stabilimento dei trasportatori di merci e passeggeri nel settore dei trasporti nazionali e internazionali; a migliorare la sicurezza stradale attraverso l'adozione di una direttiva volta alla gestione della sicurezza delle infrastrutture e di un regolamento che introduce l'obbligo di nuovi dispositivi di sicurezza a bordo degli autoveicoli; a favorire i trasporti ecocompatibili e a promuovere il trasporto sostenibile; a tutelare l'utenza debole della strada, in particolare pedoni e altri utenti vulnerabili in caso di collisione con un veicolo;
per quanto concerne in particolare il trasporto ferroviario, la Relazione dà conto delle misure adottate a livello nazionale per l'attuazione delle direttive relative al cosiddetto «secondo pacchetto ferroviario» e richiama, per quanto riguarda la normativa comunitaria, l'adozione della direttiva in materia di interoperabilità del sistema ferroviario comunitario, che dovrà essere recepita entro il 19 luglio 2010, e l'adozione degli atti normativi che costituiscono il cosiddetto «terzo pacchetto ferroviario», volti, tra l'altro, a completare il processo di liberalizzazione del settore; nella Relazione si segnala peraltro che la Commissione europea ha formalmente messo in mora l'Italia in Relazione alla non corretta attuazione delle disposizioni relative al cosiddetto «primo pacchetto ferroviario»;
in ordine al trasporto marittimo, la Relazione segnala gli atti che compongono il cosiddetto «terzo pacchetto marittimo Erika III», con lo scopo di rafforzare la legislazione vigente in materia di sicurezza, evitare il rischio di incidente e fornire una risposta adeguata in caso di incidente;
la Relazione sottolinea l'approvazione del regolamento sulla realizzazione del sistema di radionavigazione satellitare Galileo, progetto di interesse strategico volto a migliorare la stabilità e la sicurezza dell'Unione europea, la cui attuazione definitiva è prevista entro il 2013;
riguardo al trasporto aereo, la Relazione segnala che è divenuto operativo l'accordo aereo tra Unione europea e Stati Uniti, che sostituisce i precedenti accordi bilaterali; è stato inoltre adottato il decreto legislativo 24 febbraio 2009, n. 24, che reca la disciplina sanzionatoria per la violazione del regolamento CE n. 1107/2006, relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel territorio;
quanto alle politiche per la società dell'informazione e alle nuove tecnologie nel settore delle telecomunicazioni, la Relazione evidenzia i numerosi provvedimenti che sono stati emanati per il passaggio della tecnologia televisiva dalla tecnica analogica a quella digitale; evidenzia inoltre che è stato adottato dal Consiglio telecomunicazioni un orientamento generale sulla proposta di revisione del regolamento sul roaming internazionale e conclusioni che invitano gli Stati membri e la Commissione europea ad azioni volte ad incentivare l'uso di internet e della banda larga; in proposito si rileva che il tema dello sviluppo della banda larga è attualmente oggetto in Italia di un'approfondita riflessione, come dimostrano l'indagine conoscitiva svolta dalla IX Commissione della Camera sulle reti di comunicazione elettronica e il rapporto sulla diffusione in Italia della banda larga, predisposto per iniziativa del Viceministro per lo sviluppo economico, sulla base del quale sono state individuate precise linee di intervento;
con riferimento, infine, ai servizi postali, la Relazione segnala che, a seguito dell'approvazione della direttiva 2008/06/CE, per il cui recepimento il Governo intende coinvolgere le associazioni rappresentative degli operatori e dei consumatori, il processo di completamento della liberalizzazione si concluderà il 1o gennaio 2011;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo, relativamente ai processi di liberalizzazione e di apertura alla concorrenza di settori strategici per l'economia dei singoli Paesi, quali il settore del trasporto ferroviario e quello dei servizi postali, di assumere a livello comunitario le opportune iniziative per assicurare che tali processi siano attuati in modo omogeneo in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, evitando che l'introduzione da parte di singoli Stati di condizioni di favore per le imprese nazionali induca gli altri Stati membri a imporre restrizioni all'apertura dei mercati;
b) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo, anche in considerazione della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea in Relazione alla non corretta trasposizione del cosiddetto «primo pacchetto ferroviario», ad adottare le appropriate misure per garantire all'organismo di regolazione del settore ferroviario, istituito ai sensi dell'articolo 37 del decreto legislativo n. 188 dell'8 luglio 2003, una piena autonomia, anche dal punto di vista finanziario;
c) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo ad assumere le appropriate iniziative volte a pervenire tempestivamente in sede comunitaria alla approvazione delle misure sulla sicurezza generale dei veicoli a motore, che introducono l'obbligo di nuovi dispositivi di sicurezza stradale a bordo degli autoveicoli (quali il controllo elettronico di stabilità, i sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici, di sistemi per prevenire l'uscita di strada di veicoli commerciali, dispositivi avanzati di frenata di emergenza), in considerazione della rilevanza che tali sistemi e dispositivi possono avere per migliorare la sicurezza stradale;
d) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo ad assumere le appropriate iniziative per promuovere la realizzazione del programma di radionavigazione satellitare Galileo, rispettando le scadenze previste in sede europea;
e) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo ad adottare tutte le appropriate iniziative volte a favorire, in linea con le conclusioni del Consiglio telecomunicazioni del novembre 2008, lo sviluppo nel Paese della banda larga e delle reti di telecomunicazione di nuova generazione, tenendo conto delle indicazioni contenute nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle reti di comunicazioni elettronica svolta dalla IX Commissione Trasporti e delle proposte di intervento definite dal Governo medesimo sulla base del rapporto sulla diffusione in Italia della banda larga.
La X Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2);
preso atto positivamente delle priorità individuate dal Governo nel settore energetico;
valutato l'impegno del Governo a recepire entro il 2009 la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno;
valutata altresì la posizione del Governo italiano in materia di ricorso ad azioni collettive che ha espresso ferma contrarietà sulle proposte della Commissione europea concernenti la vincolatività delle decisioni delle autorità nazionali di concorrenza nei procedimenti civili per danni e sulla proroga di due anni dei termini di prescrizione;
esprime
La XI Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2);
preso atto che, con riferimento alle parti di interesse della XI Commissione, il documento interviene sostanzialmente su alcune grandi aree di intervento di carattere generale, tra cui occorre segnalare: l'istituzione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (parte seconda, sezione I, I); l'attuazione della strategia di Lisbona, con riferimento al Piano nazionale di riforma (PNR) per gli anni 2008-2010 (parte seconda, sezione I, II); la libera circolazione delle persone, con particolare riguardo alla mobilità della manodopera (parte seconda, sezione II, I.2); le politiche sociali (parte seconda, sezione II, X), soprattutto per quanto concerne l'inclusione sociale, le pari opportunità e la gioventù (parte seconda, sezione II, X.1) ed il lavoro (parte seconda, sezione II, X.2);
considerato favorevolmente che la Relazione delinei le politiche di carattere generale che il Governo italiano intende intraprendere in ambito comunitario, in particolare in materia di inclusione sociale, pari opportunità e politiche per il lavoro;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) considerata anche l'attuale fase di crisi economica in atto a livello mondiale, si segnala l'opportunità di continuare ad implementare all'interno del sistema sociale italiano - in coordinamento con le soluzioni indicate nel «Libro bianco sul futuro del modello sociale», di recente presentato dal Governo - le politiche di sostegno all'occupazione e di salvaguardia della coesione sociale, mediante un adeguato dosaggio di politiche finalizzate ad ottenere un buon equilibrio tra flessibilità da un lato e sicurezza sociale dall'altro, nel quadro di strumenti e di politiche attive del lavoro;
b) si verifichi, in particolare, la possibilità di rafforzare le iniziative di formazione, che possono svolgere un importante ruolo di sostegno alle politiche attive di investimento sul capitale umano;
c) si valutino, poi, come interventi di assoluta priorità quelli che investono il tema delle pari opportunità uomo-donna, seguendo attentamente - da un lato - il percorso avviato a livello comunitario, soprattutto sul versante della conciliazione dei tempi di lavoro e vita privata, e - dall'altro lato - intensificando nell'ordinamento interno una politica per le pari opportunità, a partire dagli elementi di riferimento contenuti nel citato «Libro bianco»;
d) si segnala, altresì, l'esigenza di intervenire sul fronte delle politiche sociali di sostegno a maternità e paternità, sia favorendo al massimo l'utilizzo dei congedi parentali, sia incrementando la dotazione di strutture per l'infanzia per la fascia neo-natale e per quella pre-scolastica;
e) si valuti, inoltre, la possibilità di individuare misure idonee a favorire il rientro dall'estero della «forza lavoro» italiana di elevata qualificazione professionale e l'ingresso nel mercato del lavoro italiano di lavoratori stranieri particolarmente qualificati provenienti da Paesi terzi;
f) andrebbe valutata, infine, l'opportunità di adottare ulteriori misure per la mobilità transfrontaliera dei giovani, assecondando anche le politiche comunitarie per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che mirano a coniugare appieno scuola e formazione permanente.
La XII Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008 (Doc. LXXXVII, n.2);
considerato che la Relazione fornisce un quadro complessivo delle iniziative assunte nel corso dell'anno 2008 in sede comunitaria nel settore degli affari sociali, ma non appaiono chiaramente distinti gli orientamenti che il Governo intende assumere per l'anno in corso dalle attività svolte, come previsto dall'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11;
considerato che per l'anno 2009 la Relazione prevede un apporto specifico per lo sviluppo di tematiche già in discussione, tra le quali la proposta di direttiva sui diritti dei pazienti all'assistenza transfrontaliera nell'Unione europea;
esprime
con le seguenti osservazioni:
a) valuti la Commissione di merito l'opportunità di richiamare il Governo ad una più puntuale applicazione dell'articolo 15 della legge n. 11 del 2005, in particolare per quanto riguarda l'informazione al Parlamento sugli orientamenti che intende assumere sugli atti e le politiche in corso di formazione nelle sedi europee;
b) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo a dare conto del seguito dato agli indirizzi contenuti nel documento finale approvato dalla XII Commissione, nella seduta del 10 marzo 2009, in esito all'esame della proposta di direttiva (COM(2008)414) del 2 luglio 2008, volta ad istituire un quadro normativo comunitario per l'assistenza sanitaria transfrontaliera all'interno dell'UE;
c) in Relazione ad ulteriori iniziative di rilievo in fase di elaborazione nelle sedi europee, valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo ad informare il Parlamento sugli orientamenti che intende assumere e sullo stato dei negoziati relativi alle seguenti proposte:
in materia di sanità:
proposta di direttiva relativa alle norme di qualità e sicurezza degli organi umani destinati ai trapianti (COM(2008)818);
il «pacchetto sui farmaci»;
in materia di giovani:
comunicazione della Commissione dal titolo «Una strategia dell'UE per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità. Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù» (COM(2009)200);
in materia di volontariato:
proposta di decisione della Commissione relativa alla proclamazione del 2011 quale Anno europeo del volontariato (COM(2009)254).
La XIII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2)
esprime
Frontespizio |
Relazione |