Onorevoli Colleghi! - L'amianto o asbesto è un minerale (un silicato) con struttura fibrosa dalle particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore. È presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre, in genere in miniere a cielo aperto, dopo macinazione e arricchimento. È stato usato per la produzione di cemento-amianto detto anche «fibrocemento» o, dal nome del più diffuso prodotto commerciale «Eternit ®», che ha un'elevata resistenza alla corrosione, alla temperatura e all'usura e che per questo è stato ampiamente usato nella produzione di manufatti: degli oltre 3.700.000 tonnellate di amianto lavorati dal dopoguerra, il 70 per cento è stato impiegato nell'edilizia.
Il cemento-amianto non costituisce di per sé un rischio per la salute dei cittadini e per la tutela ambientale, poiché il rischio dipende dalla probabilità di una dispersione di fibre di amianto nell'aria o nel suolo. La probabilità della cessione di fibre è a sua volta connessa alla perdita di compattezza del manufatto in cemento-amianto che si manifesta dopo l'esposizione di pochi anni agli agenti atmosferici, per sfaldamento fisiologico dei manufatti o per danneggiamento a opera dell'uomo, mentre le patologie derivanti si manifestano anche dopo alcuni decenni. Va pertanto aggiunto che, allo stato attuale, tutte le coperture in cemento-amianto costituiscono un rischio per la salute e che si deve quindi procedere alle loro messa in sicurezza e bonifica.
La normativa in vigore dal 1992 (legge 27 marzo 1992, n. 257, recante «Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto») vieta la vendita di materiali in cemento-amianto, per cui, dal medesimo periodo, si assume che questo non sia più stato impiegato nelle costruzioni. Tuttavia, fino al 2004, materiali in cemento-amianto acquistati prima del 1992 potevano comunque essere utilizzati dai relativi proprietari.
Nonostante che l'amianto sia stato messo al bando nel 1992, ne esisterebbero ancora 23 milioni di tonnellate in fabbriche, edifici privati e pubblici e, genericamente, nell'ambiente. Bonificare il territorio deve essere una priorità nazionale, con la conseguente realizzazione di una mappatura della presenza dell'amianto nel nostro Paese, l'individuazione di discariche provvisorie specializzate e l'inertizzazione termica dei prodotti in amianto, con le dovute sicurezze e valutazioni di impatto ambientale e con il riutilizzo dell'inertizzato.
Le norme che pure negli anni sono state introdotte nel nostro ordinamento in materia di amianto hanno trovato solo una parziale attuazione, mentre sono in aumento progressivo le patologie neoplastiche e i decessi che ne conseguono.
In particolare sono tuttora incomplete e carenti la mappatura della presenza dell'amianto nel nostro Paese, la previsione dei piani di bonifica regionali e l'istituzione del registro regionale dei mesoteliomi e di tutte le patologie asbesto-correlate, nonché del registro degli esposti ed ex esposti.
Nei prossimi decenni - stante il lungo periodo di latenza della malattia, anche superiore ai quaranta anni - si avrà un forte incremento dei decessi provocati dall'amianto, che raggiungerà l'apice tra il 2015 e il 2025 e che secondo alcuni esperti, si estenderà fino al 2040. Per diminuire i decessi è necessario ridurre l'esposizione e diventa quindi urgente - si sottolinea di nuovo - organizzare e procedere alle bonifiche.
L'emergenza amianto è quindi di fronte a noi e per questo la presente proposta di inchiesta parlamentare istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta che, nello scorcio finale della XVI legislatura, svolga un'attività conoscitiva e di inchiesta di più ampia portata su una vicenda emblematica, quella legata all'amianto, e in particolare sul fatto che il mancato rispetto della legge stia avendo conseguenze particolarmente allarmanti anche in termini di perdite di vite umane.
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