Doc. XXII, n. 21




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - Nel dicembre dello scorso anno si verificava uno scontro istituzionale tra i magistrati della Procura generale di Catanzaro e quelli della Procura della Repubblica di Salerno culminato nell'adozione di reciproci perquisizioni e sequestri di atti concernenti importanti e delicate inchieste.
La vicenda, senza alcun precedente nella storia giudiziaria del Paese, traeva origine dalla ipotetica esistenza di un sistema di malaffare politico-istituzionale riferibile ad un'articolata rete collusiva che vedeva coinvolti magistrati in servizio in Calabria e in Lucania. Politici di livello nazionale ed imprenditori sottoposti ad indagini penali nelle inchieste denominate «Poseidone», «Toghe lucane» e «Why not». Nell'ambito delle predette indagini venivano coinvolti e successivamente prosciolti per insussistenza dei fatti, l'ex Presidente del Consiglio dei ministri Onorevole Romano Prodi e l'allora Ministro della giustizia in carica, senatore Clemente Mastella.
A seguito dell'inusitata contrapposizione tra i due importanti uffici giudiziari, il Ministro della giustizia ed il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione promuovevano un'azione disciplinare nei confronti di numerosi magistrati ed il Consiglio superiore della magistratura, all'esito dell'instaurato procedimento, disponeva l'irrogazione di gravissime sanzioni a carico di costoro.
I fatti sopra ricordati, di straordinaria gravità, hanno provocato sconcerto ed allarme nell'opinione pubblica ed hanno contribuito in maniera determinante alla perdita di credibilità dell'intera magistratura italiana oltre a creare gravissime inefficienze negli uffici giudiziari coinvolti con la conseguente perdita della serenità necessaria all'esercizio di una funzione delicatissima quale quella di rendere giustizia ai cittadini.
È appena il caso di ricordare il clamore della stampa che ha accompagnato tutta la vicenda e le innumerevoli trasmissioni televisive nel corso delle quali venivano portati all'attenzione della pubblica opinione fatti ulteriori, di estrema gravità, che necessitano di un immediato ed accurato approfondimento al fine di accertarne l'effettività e la portata.
È compito del Parlamento procedere ad ogni attività volta all'accertamento dell'effettivo svolgimento degli accadimenti citati attraverso l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta la quale con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria chiarisca definitivamente l'origine dello scontro tra magistrati inquirenti ed accerti le responsabilità in ordine all'accaduto.
Tutto ciò al fine di fugare qualunque dubbio circa il completo recupero, nelle sedi coinvolte, del prestigio e della serenità della classe magistratuale e l'immagine di essa rispetto ai fruitori del servizio giustizia.


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