Onorevoli Colleghi! - La ricostruzione dei gravissimi fatti accaduti a Genova nel luglio 2001 in occasione del vertice G8 e delle manifestazioni del Genoa Social Forum è stata oggetto, nel corso della XIV legislatura, di un'indagine conoscitiva svolta da un Comitato paritetico istituito nell'ambito delle Commissioni affari costituzionali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica: la citata indagine conoscitiva, anche se condotta in modo serio, si concluse, però, a causa di un'aspra contrapposizione politica, in maniera non uniforme, arrivando alla stesura di più relazioni, di maggioranza e di minoranza. Le considerazioni conclusive dell'indagine nella relazione di minoranza rinviarono, dunque, ai compiti che, già nella XV legislatura, ci indussero a presentare una proposta di inchiesta parlamentare volta all'istituzione di una Commissione monocamerale di inchiesta (Doc. XXII, n. 5, XV legislatura).
È bene ricordare che il Consiglio d'Europa espresse giudizi molto duri con una risoluzione che pose l'Italia sotto accusa per la violazione dei princìpi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea: il Consiglio d'Europa non esitò, infatti, a definire quei giorni come giorni di «sospensione della democrazia e dei diritti civili»: e questo proprio nel nostro Paese, ovvero un Paese che vanta una civiltà giuridica fra le più alte d'Europa.
La nostra proposta di inchiesta parlamentare chiarisce puntualmente la differenza fra il lavoro della magistratura e gli obiettivi del Parlamento: le finalità dell'inchiesta parlamentare sono per loro natura differenti da quelle dell'inchiesta giudiziaria, alla quale spetta accertare fatti e responsabilità personali, mentre l'inchiesta parlamentare tende ad accertare fatti e a verificare tesi di ordine generale, al fine di formulare proposte di revisione normativa o iniziative politiche utili e costruttive. L'intento del Parlamento deve, dunque, essere quello di fare luce soprattutto sulle responsabilità politiche che hanno inciso sulla linea di comando di quelle azioni che hanno scritto una pagina della storia nazionale così controversa.
Nel momento in cui proponiamo l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta per accertare adeguatamente le responsabilità politiche e amministrative sui fatti del luglio 2001, ci preme riaffermare, come già facemmo nell'indagine conoscitiva della XIV legislatura, la nostra fiducia nelle Forze di polizia. Oltre centocinquanta anni di storia, moltissimi morti e il lavoro quotidiano volto a garantire il bene dei cittadini che viene svolto da migliaia di persone malpagate, testimoniano ogni giorno la fedeltà delle Forze di polizia alla nostra Costituzione e la loro difesa dello Stato inteso come comunità di valori, diritti e doveri. Nessuno, dunque, a nostro avviso, ha bisogno di essere rassicurato sulla fedeltà alla Costituzione delle Forze di polizia nel nostro Paese. Le Forze di polizia italiane hanno saputo conquistare questa fiducia non solo attraverso il quotidiano impegno, ma anche attraverso la lotta contro le organizzazioni terroristiche e le organizzazioni mafiose. La polizia che era in strada a Genova è la stessa che ci ha liberato dal terrorismo rosso e dallo stragismo nero; è la stessa che ha arrestato i più importanti capi delle organizzazioni mafiose. Gli errori che sono stati commessi a Genova non possono essere utilizzati per rompere questo rapporto di fiducia.
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