Doc. XVIII, n. 53



La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminata la Proposta relativa alla posizione comune dell'UE per il IV Forum sull'efficacia degli aiuti, in corso a Busan, finalizzato alla definizione di una nuova strategia a livello globale in tema di finanziamento dello sviluppo, anche in vista della scadenza del 2015;
tenuto conto della bozza di Documento finale del Forum di Busan, elaborata dal Gruppo di lavoro sull'efficacia degli aiuti istituito presso l'OCSE/DAC;
richiamata la discussione delle mozioni, approvate dall'Assemblea lo scorso 26 ottobre, in tema di iniziative per garantire la trasparenza delle informazioni relative all'aiuto pubblico allo sviluppo;
richiamato, altresì, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, approvato da questa Commissione lo scorso 1o febbraio 2011;
preso atto delle conclusioni del Summit G20, svoltosi a Cannes dal 3 al 4 novembre scorsi, con particolare riferimento agli strumenti di finanziamento innovativi per lo sviluppo e per il clima e alla necessità di dare nuova regolazione alla dimensione sociale della globalizzazione;
sottolineata la centralità delle questioni della prevedibilità, della trasparenza e della frammentarietà degli aiuti, cui l'Unione europea ha inteso porsi in modo costruttivo grazie al ricorso alla cooperazione delegata, con ciò offrendo un modello virtuoso e da valorizzare presso la comunità internazionale;
condivisa la centralità, riservata dalla Commissione europea, innanzitutto al principio della «titolarità democratica», definita in termini di sviluppo delle capacità, potenziamento dei sistemi nazionali e fissazione di condizioni basate sui risultati;
richiamati anche gli altri obiettivi, individuati dalla Commissione in vista del Documento finale di Busan, in tema di trasparenza e prevedibilità, allineamento, responsabilità per risultati, riduzione della frammentazione e proliferazione, come pure l'attenzione ai Paesi in situazione di fragilità;
tenuto conto della valutazione operata a livello europeo sui limitati progressi raggiunti nella gestione dei risultati in termini di sviluppo e di responsabilità reciproca, nonché dell'inversione di tendenza a livello di prevedibilità degli aiuti rispetto al 2005;
valutato positivamente l'impegno, fissato dalla Commissione, per i donatori in tema di trasparenza e prevedibilità, a divulgare pubblicamente (su base annuale e continuativa) informazioni regolari, dettagliate e tempestive sui volumi degli aiuti, così come sulle condizioni e sui risultati ottenuti grazie alle risorse destinate allo sviluppo; ad allinearsi con i piani di sviluppo nazionali dei paesi partner; infine, a utilizzare e potenziare, insieme ai paesi partner, i sistemi nazionali per tutte le modalità di aiuto onde migliorare l'efficacia delle istituzioni e delle strategie;
tenuto conto che la riduzione della frammentazione degli aiuti consentirebbe risparmi all'UE pari a oltre 700 milioni di euro all'anno e che pertanto i donatori devono impegnarsi a proseguire il processo di concentrazione e divisione dei compiti, passando da strategie individuali per paese a strategie comuni di assistenza;
sottolineata, quindi, la necessità che, rispetto alla responsabilità per risultati, a Busan sia conferita centralità alla capacità di monitorare, misurare e riferire i risultati e utilizzare questi dati per l'adozione delle successive decisioni;
richiamata l'opportunità di favorire un dibattito globale ad alto livello sulla divisione del lavoro tra i paesi in base al lavoro analitico del Comitato per gli aiuti allo sviluppo (CAS) sulla frammentazione e sui piani prospettici, includendo anche i paesi che ricevono pochi finanziamenti e dando particolare attenzione ai Paesi in situazioni di fragilità;
considerato prioritario che la nuova strategia per l'efficacia degli aiuti coinvolga adeguatamente i donatori che non fanno parte del CAS, con specifico riferimento alle economie emergenti, alla cooperazione sud-sud, alle organizzazioni della società civile, autorità locali, fondazioni private e settore profit privato;
tenuto conto dell'urgenza di riformare la struttura della governance mondiale in modo da promuovere l'impegno politico e adottare decisioni rafforzando i collegamenti tra l'attuazione dell'efficacia degli aiuti e i fora globali sulla politica di sviluppo;
considerata, quindi, la necessità che l'Unione europea si impegni in modo rafforzato a favore dell'Africa per l'attuazione degli Obiettivi del Millennio;
valutata, inoltre, l'opportunità di estendere i princìpi dell'efficacia degli aiuti ai finanziamenti relativi ai cambiamenti climatici;
tenuto, infine, conto che il principio della titolarità democratica, ma anche quelli della trasparenza, della prevedibilità e della responsabilità per risultati, implicano un richiamo di fondo al principio della rappresentanza e dunque al ruolo dei Parlamenti nazionali, non menzionati dalla Comunicazione in titolo, quali soggetti istituzionali protagonisti del processo per lo sviluppo, nonché snodi nevralgici nell'attuazione delle strategie elaborate a livello globale,

esprime una valutazione favorevole

formulando le seguenti raccomandazioni:
l'Unione europea promuova l'assunzione di una strategia specifica da parte della comunità internazionale a favore dell'Africa come area di privilegiato impegno per il miglioramento dell'efficacia degli aiuti e per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio;
la stessa Unione europea operi per il pieno coinvolgimento delle cosiddette economie emergenti sui temi dell'efficacia e della trasparenza degli aiuti, secondo i princìpi fissati a Parigi ed Accra;
si individui nelle assemblee rappresentative lo snodo-chiave per la realizzazione della nuova strategia delle politiche per lo sviluppo, anche in un'ottica di riforma della governance mondiale in materia di aiuti alla cooperazione.


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