Doc. XVIII, n. 45


Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Concludere il primo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: orientamenti per le politiche nazionali nel 2011-2012 (COM(2011)400 definitivo).

Raccomandazione per una raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2011 e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2011-2014 (SEC(2011)810 definitivo).

Raccomandazione per una raccomandazione del Consiglio sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri la cui moneta è l'euro (SEC(2011)828 definitivo).

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La V Commissione,
esaminate la comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni (COM(2011)400 def.): «Concludere il primo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: orientamenti per le politiche nazionali nel 2011-2012»; la raccomandazione della Commissione europea per una raccomandazione del Consiglio sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri la cui moneta è l'euro (SEC(2011)828 def.) e la raccomandazione della Commissione europea per una raccomandazione del Consiglio relativa al programma di riforma ed all'aggiornamento del programma di stabilità per il 2011 presentati dall'Italia (SEC(2011)810 def.);
tenuto conto che:
l'economia italiana è affetta da debolezze strutturali di molto antecedenti alla crisi economica e finanziaria, con un tasso di crescita reale del prodotto interno lordo, tra il 2001 e il 2007, pari a circa la metà della media dell'area dell'euro, soprattutto in ragione di una crescita alquanto lenta della produttività, che ha interessato tutto il Paese, senza tuttavia ridurre le ampie disparità economiche nelle diverse aree del Paese;
la Commissione propone al Consiglio di dichiarare che gli scenari macroeconomici sottostanti all'aggiornamento del programma di stabilità appaiono plausibili, pur sottolineando la necessità di acquisire maggiori informazioni sulle misure di risanamento necessarie a conseguire gli obiettivi previsti;
il Programma di stabilità prevede di portare il livello del deficit a un livello inferiore al 3 per cento del prodotto interno lordo entro il 2012, attraverso nuove riduzioni di spesa e entrate aggiuntive derivanti da misure volte ad ottenere un più elevato tasso di osservanza della disciplina fiscale, consentendo di raggiungere, entro il 2014, al termine del periodo di programmazione, l'obiettivo di medio termine, ossia il pareggio del bilancio in termini strutturali, attraverso ulteriori riduzioni della spesa primaria;
i documenti europei in esame sottolineano come lo sforzo fiscale medio nel biennio 2010-2012 sia superiore allo 0,5 per cento del PIL raccomandato dal Consiglio e, dopo il 2012, il tasso di aggiustamento si collochi ben al di sopra del livello stabilito dal Patto di stabilità e crescita;
la Commissione conferma, in sostanza, la validità della linea di politica economica e finanziaria adottata dal Governo e perseguita con coerenza a partire dalle prime avvisaglie della recessione che ha interessato l'economia globale;
la Commissione propone al Consiglio di osservare come, in considerazione dell'elevato livello del debito pubblico, il perseguimento di uno stabile e credibile consolidamento dei conti pubblici e l'adozione di misure strutturali per rafforzare la crescita risultino priorità fondamentali per l'Italia;
al fine di conseguire gli obiettivi stabiliti sino al 2012, si ritiene necessaria la piena attuazione delle misure già adottate nonché l'adozione di misure addizionali qualora, ad esempio, le entrate derivanti da un accresciuto livello di adempimento spontaneo alla normativa fiscale fossero inferiori a quelle previste ovvero emergessero difficoltà nel conseguire il previsto livello di riduzione delle spese in conto capitale;
la Commissione raccomanda di utilizzare eventuali entrate straordinarie per il rientro del debito pubblico;
la Commissione chiede di conoscere fin dall'anno in corso le misure attraverso le quali gli obiettivi fissati dall'Italia potranno essere conseguiti;
la Commissione raccomanda di ridurre la frammentazione del mercato del lavoro, apportando modifiche a taluni ambiti della legislazione relativa alla protezione dei lavoratori e riformando in maniera organica il sistema di tutela contro la disoccupazione. Si raccomanda inoltre di combattere più efficacemente il lavoro nero e promuovere una più ampia partecipazione delle donne al mercato del lavoro, migliorando i servizi di assistenza e fornendo incentivi per l'avviamento al lavoro;
le raccomandazioni suggeriscono di far progredire, in consultazione con le parti sociali, il progetto di riforma, avviato nel 2009, del contratto collettivo di lavoro, al fine assicurare che gli aumenti salariali riflettano meglio gli incrementi di produttività, così come le effettive condizioni a livello locale ed aziendale;
la Commissione europea chiede di aprire il settore dei servizi, in particolare quello delle professioni, ad una maggiore competizione, adottando nel corso del 2011 la legge sulla concorrenza sulla base delle raccomandazioni dell'Autorità antitrust. Si raccomanda inoltre di ridurre la lunghezza delle procedure di esecuzione degli appalti e di promuovere l'accesso delle PMI al mercato dei capitali, rimuovendo gli ostacoli amministrativi e riducendo i costi;
la Commissione chiede di migliorare la cornice regolamentare relativa agli investimenti privati in ricerca e sviluppo, estendendo i vigenti incentivi fiscali e incoraggiando le forme di capital-venture;
si propone di accelerare le procedure di cofinanziamento della politica di coesione, al fine di incrementare il tasso di assorbimento dei fondi europei e migliorare la qualità del loro impiego;
si sottolinea la necessità di ridurre i costi per l'esercizio e l'avvio delle attività economiche al fine di colmare il gap competitivo con altre regioni d'Europa;
si ribadisce la necessità di sostenere gli investimenti per ricerca e sviluppo al fine di sostenere la crescita;
la Commissione rileva la necessità di una più efficiente capacità di spesa dei fondi europei destinati all'Italia;
rilevato che talune delle più significative riforme suggerite dalla Commissione europea per garantire il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica sono state già adottate o avviate attraverso le manovre degli ultimi anni, in particolare con il decreto-legge n. 78 del 2010, a partire dalla revisione automatica dell'età pensionabile in ragione dell'aspettativa di vita;
valutata la necessità che le condivisibili misure volte a garantire la stabilità dei conti pubblici e la credibilità dell'Italia sui mercati internazionali non producano effetti depressivi sull'economia e si coniughino con la necessità di adottare iniziative a sostegno della crescita, agendo in particolare sulla produttività;
sottolineato come sia indispensabile un utilizzo adeguato dei fondi relativi alla politica di coesione, con particolare riferimento alle regioni rientranti nell'Obiettivo convergenza, al fine di ridurre i forti squilibri territoriali che caratterizzano l'economia dell'Italia,
esprime:
una valutazione favorevole sui documenti della Commissione europea di cui in premessa ed invita il Governo a tenere conto delle indicazioni contenute nei medesimi documenti, ed in particolare di quelle relative al programma nazionale di riforma ed all'aggiornamento del programma di stabilità, nell'elaborazione della prossima manovra economica, coniugando le esigenze del rigore nella gestione dei conti pubblici con la necessità di promuovere gli investimenti necessari a supportare la ripresa economica.


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