La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),
esaminata la Relazione annuale 2009 della Commissione sui rapporti con i Parlamenti nazionali (COM(2010)291 def.);
richiamati gli indirizzi definiti nella risoluzione n. 6-00043 Pescante e altri, approvata dalla Camera il 13 luglio 2010 in esito all'esame del Programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e del programma di 18 mesi delle Presidenze spagnola, belga ed ungherese;
preso atto delle misure adottate dalla Commissione per assicurare l'attuazione del meccanismo di allerta precoce per il controllo di sussidiarietà;
premesso che:
il consolidamento dei rapporti tra la Commissione europea e i Parlamenti nazionali costituisce, al di là dell'attuazione del Trattato di Lisbona, un fattore di miglioramento della qualità e della democraticità del processo di formazione delle politiche e della normativa europea;
in questo contesto assume un rilievo prioritario il dialogo politico informale che, sin dal suo avvio nel 2006, si è rivelato uno strumento efficace e flessibile per la partecipazione dei Parlamenti alla predisposizione e all'esame delle iniziative regolative della Commissione e ha costituito il modello per lo sviluppo di rapporti analoghi con le altre istituzioni dell'Unione europea;
l'importanza del dialogo politico discende non solo dalla costante crescita del numero di pareri che i Parlamenti nazionali hanno inviato alla Commissione ma soprattutto dalla loro qualità ed articolazione, che dimostra la capacità delle singole assemblee di concorrere al buon funzionamento dell'Unione, in coerenza con l'articolo 12 del Trattato sull'Unione europea, anziché assumere posizioni antagonistiche rispetto al processo decisionale europeo;
va pertanto pienamente sostenuta la decisione della Commissione di mantenere, in coerenza con le conclusioni del Consiglio europeo di giugno 2006, il dialogo politico anche dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, secondo regole informali e flessibili, accanto al controllo di sussidiarietà;
è di estrema rilevanza che solo un numero ridotto di osservazioni dei Parlamenti nazionali concernano strettamente il principio di sussidiarietà, a conferma della volontà dei Parlamenti nazionali di non limitarsi al mero controllo delle competenze ma di contribuire alla definizione delle priorità e sul merito delle soluzioni regolative europee;
è necessario che la Commissione tenga conto, fornendo un appropriato riscontro, delle osservazioni dei Parlamenti nazionali sia nella predisposizione delle proposte legislative sia, ove esse si riferiscono a progetti legislativi, nel corso del negoziato con le altre istituzioni;
i tempi per la trasmissione delle risposte della Commissione alle osservazioni dei Parlamenti nazionali, sebbene la qualità delle risposte stesse sia cresciuta in misura significativa, rimangono elevati e non sempre compatibili con la possibilità che i Parlamenti nazionali si pronuncino nuovamente su uno stesso documento;
l'uso di tutte le lingue ufficiali dell'Unione o, quanto meno, del più ampio numero possibile di lingue, oltre a rispondere a precisi obblighi imposti dal Trattato, è un presupposto essenziale per sviluppare ulteriormente le relazioni tra la Commissione e i Parlamenti nazionali;
sarebbe altresì opportuno che la Commissione europea, prima ancora di ricevere osservazioni e parere dai Parlamenti nazionali, utilizzasse la banca dati IPEX (EU Interparliamentary Exchange) per accedere ad informazioni sullo sviluppo dell'esame dei propri documenti presso ogni parlamento o camera nazionale;
rilevato che:
in base ai dati riportati nella Relazione la Camera ha trasmesso alla Commissione nel 2009 nove documenti, a fronte degli otto trasmessi nel 2008 e degli undici già trasmessi nel 2010, inclusi quattro documenti relativi alla valutazione della compatibilità di progetti legislativi dell'Unione europea con il principio di sussidiarietà;
la scelta - codificata nel parere della Giunta per il Regolamento della Camera del 6 ottobre 2009 - di trasmettere alla Commissione, al Parlamento europeo e ad altre istituzioni dell'Unione europea interessate - gli atti di indirizzo adottati nei confronti del Governo anziché specifiche osservazioni o pareri ha consentito opportunamente di evitare un disallineamento tra le posizioni della Camera e quelle del Governo;
l'esame dei documenti dell'Unione europea svolto dai competenti organi della Camera privilegia, pur tenendo conto dei tempi del processo decisionale europeo, l'esigenza di un'istruttoria adeguata, mediante attività conoscitive mirate e attraverso il raccordo con il Governo;
anche ai fini del controllo di sussidiarietà ai sensi del Protocollo n. 2, la Commissione politiche dell'Unione europea della Camera, anziché puntare all'esame sistematico di qualsiasi progetto legislativo trasmesso dalle istituzioni europee a questo scopo, ha scelto di concentrarsi soltanto sugli atti che presentassero elementi problematici da approfondire;
in relazione ad alcuni atti o documenti dell'UE, ai pareri espressi dalla XIV Commissione non ha fatto seguito l'approvazione di documenti finali da parte delle commissioni di merito o l'approvazione è intervenuta con forte ritardo;
sussiste l'esigenza che anche le Commissioni di merito procedano in modo più sistematico e tempestivo all'esame dei progetti di atti e documenti dell'Unione europea;
rilevata altresì l'esigenza che il presente documento finale sia trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea nell'ambito del dialogo politico informale;
esprime una
con le seguenti osservazioni:
a) la Commissione europea, in coerenza con il regime linguistico previsto dai Trattati, dovrebbe rendere tempestivamente disponibili ai Parlamenti nazionali, nelle rispettive lingue ufficiali, la più ampia tipologia possibile di documenti, con particolare riferimento alle valutazioni di impatto sulle proposte legislative;
b) sarebbe opportuno ridurre i tempi per la trasmissione delle risposte della Commissione europea ai pareri dei Parlamenti nazionali ed assicurare che le risposte stesse diano conto in modo specifico di ciascun rilievo formulato in tali pareri;
c) occorre che il Governo concorra, anche ai fini del dialogo politico con la Commissione e del controllo di sussidiarietà, a fornire elementi di valutazione dei progetti legislativi della Commissione, anche mediante la sistematica partecipazione alle sedute dei competenti organi parlamentari;
d) è necessario che la Commissione europea dia piena e tempestiva attuazione, per le parti di sua competenza, a tutte le prerogative dei Parlamenti nazionali introdotte dal Trattato di Lisbona;
e) la Commissione europea dovrebbe, in particolare, sottoporre ai Parlamenti nazionali un documento di consultazione in vista della predisposizione dei regolamenti che definiranno, ai sensi degli articoli 85 e 88 del Trattato sul funzionamento dell'Unione, le modalità di associazione dei Parlamenti stessi alla valutazione dell'attività di Eurojust ed al controllo delle attività di Europol.
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