Doc. XVIII, n. 24


RELAZIONI

RELAZIONE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

Il Comitato per la legislazione,
esaminato il Programma di lavoro della Commissione per l'anno 2010 ed il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;
considerato che il programma di lavoro della Commissione per il 2010:
è il primo ad essere adottato successivamente all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona ed è anche il primo della settima legislatura europea e dopo la nomina della nuova Commissione;
è essenzialmente incentrato sulle azioni da condurre in relazione alla crisi economico-finanziaria, tra le quali individua la modernizzazione degli strumenti e dei metodi di lavoro dell'UE. In tale ambito, un paragrafo è dedicato alla «regolamentazione intelligente», che presenta profili di interesse per il Comitato, con specifico riguardo alla semplificazione normativa ed amministrativa (in particolare: riduzione degli oneri amministrativi) ed alla valutazione delle politiche normative, ex ante ed ex post;
preso atto altresì della consultazione sulla «regolamentazione intelligente» effettuata dalla Commissione nel periodo compreso tra il 23 aprile ed il 25 giugno 2010, della quale si riserva di esaminare il rapporto di sintesi, non appena pubblicato;
valutando positivamente l'obiettivo perseguito dalla Commissione di usare in modo coordinato tra di loro i diversi strumenti di «regolamentazione intelligente», integrandoli tra di loro «pienamente in tutto l'arco del ciclo normativo al fine di ottenere risultati strategici validi»;
invita la XIV Commissione a tenere conto, nella relazione da presentare all'Assemblea ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del regolamento, delle seguenti considerazioni, relativamente alle parti di competenza del Comitato:
per quanto concerne la valutazione di impatto:
segnala l'opportunità di porre in essere tutte le misure opportune per assicurare la massima trasparenza delle valutazioni di impatto.
per quanto concerne la valutazione ex post:
segnala l'opportunità che la Commissione informi costantemente il Parlamento europeo e gli Stati membri in merito al riesame dell'intero corpus normativo che si propone di effettuare al fine di individuare oneri eccessivi, sovrapposizioni, lacune, incoerenze e/o misure obsolete e che si proceda sollecitamente verso l'attuazione dell'impegno di rendere obbligatoria la valutazione ex-post per la revisione degli atti normativi di maggiore importanza.
per quanto concerne la semplificazione normativa:
segnala l'opportunità, alla luce della vetustà di diverse proposte incluse nell'allegato IV al programma di lavoro, che la Commissione prosegua nell'operazione di ritiro delle proposte ormai obsolete, attraverso un complessivo check up di tutte quelle pendenti;
segnala inoltre l'importanza delle proposte volte anche ad adeguare il quadro giuridico al Trattato di Lisbona.
per quanto riguarda la riduzione degli oneri amministrativi:
prende atto che la Commissione ha già presentato proposte che superano l'obiettivo fissato per il 2012 (riduzione degli oneri amministrativi in misura pari al 25%), auspicando che si dia piena attuazione al programma di lavoro per la riduzione degli oneri amministrativi nell'Unione europea, da cui potranno derivare concreti benefici, anche in termini di PIL, sia nel contesto comunitario sia nell'ambito dei singoli Stati membri, monitorando che le riduzioni ottenute in determinati settori non vengano annullate dalla previsione di nuovi oneri amministrativi.

In relazione al complesso degli strumenti creati dalla Commissione nell'ambito della «regolamentazione intelligente»:
ribadisce l'importanza delle relazioni interistituzionali per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti; in questo quadro auspica che la Camera dei deputati sia costantemente aggiornata sui progressi registrati nei diversi ambiti, anche al fine di utilizzare l'esperienza maturata a livello comunitario in connessione con le analoghe problematiche che le istituzioni nazionali stanno affrontando.


RELAZIONE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

La I Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle presidenze spagnola, belga e ungherese;
condiviso, in particolare, quanto evidenziato nel programma del Consiglio dei diciotto mesi, nella parte in cui, per quanto riguarda il tema dell'immigrazione e dell'asilo, si sottolinea come uno degli obiettivi politici chiave dell'Unione europea continui ad essere lo sviluppo di una politica europea lungimirante ed articolata in tali settori;
valutato favorevolmente l'intento delle Presidenze spagnola, belga e ungherese di portare avanti gli impegni per la lotta all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani, con riferimento a tutti i settori politici pertinenti, allo sviluppo della gestione integrata delle frontiere esterne, al rafforzamento del ruolo di Frontex, all'ulteriore sviluppo di una politica efficace e sostenibile in materia di rimpatrio e riammissione;
ricordato che la Commissione europea indica, nel programma per il 2010, alcune possibili proposte legislative tra cui una proposta di direttiva sulle condizione di entrata e residenza dei cittadini di paesi terzi a fini di lavoro stagionale ed una proposta di modifica della direttiva 2003/86/CE sul diritto al ricongiungimento familiare;
sottolineato che, in ordine alla iniziativa relativa allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, elemento fondamentale del programma di lavoro della Commissione europea è il Piano d'azione 2010-2014, destinato ad individuare le misure concrete e le proposte legislative con cui dare attuazione al Programma di Stoccolma; in tale ambito, particolare rilevanza è attribuita alla presentazione, alla fine del 2010, di una comunicazione relativa ad una strategia di sicurezza interna, che è basata sul rafforzamento delle politiche relative alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e alla gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea;
richiamato quanto evidenziato nel programma del Consiglio dei diciotto mesi, nella parte in cui si sottolinea che le tre presidenze si concentreranno sull'attuazione effettiva del programma di Stoccolma, affrontando la sfida che consiste nel coniugare in Europa il rispetto delle libertà fondamentali con il più alto livello possibile di sicurezza;
ricordato che nel programma del Consiglio dei diciotto mesi si sottolinea l'importanza del rafforzamento della cooperazione nel settore della prevenzione della criminalità, unitamente a strategie concertate per la lotta alla criminalità informatica e per l'identificazione ed il recupero dei beni dei criminali e per il contrasto al riciclaggio di denaro;
preso atto che, per quanto riguarda il tema dei diritti fondamentali e della cittadinanza, particolare rilievo viene dato nel programma della Commissione europea alla elaborazione di una relazione sulla cittadinanza volta ad analizzare gli ostacoli ancora esistenti alla libera circolazione e a proporre adeguate soluzioni;
rilevato che, tra le possibili iniziative strategiche e prioritarie, il programma di lavoro della Commissione europea richiama la presentazione di una comunicazione sulla politica dei diritti fondamentali nell'Unione europea, in cui si individueranno i metodi per garantire l'efficacia della Carta dei diritti fondamentali nell'ambito delle politiche dell'Unione, tra cui la previsione di un capitolo sui diritti fondamentali per le valutazioni d'impatto della Commissione e l'elaborazione di una relazione annuale per controllare l'attuazione e il rispetto della Carta;
condivisa l'importanza prioritaria attribuita dalla Commissione europea, nel proprio programma di lavoro, agli obiettivi di semplificazione della normativa e di riduzione degli oneri amministrativi, andando anche oltre l'obiettivo fissato per il 2012 - ridurre del 25 cento gli oneri amministrativi - così da proseguire lungo la positiva strada intrapresa anche nei prossimi anni,

esprime una valutazione positiva con le seguenti osservazioni:
a) siano incoraggiate misure volte allo sviluppo della gestione integrata delle frontiere esterne ed al rafforzamento del ruolo di Frontex, conferendo maggiore efficacia alla politica di collaborazione tra Frontex ed i Paesi di origine e di transito dell'immigrazione illegale e prevedendo che gli Stati membri ricevano un sostegno tecnico e finanziario per le iniziative di cooperazione bi e multilaterali che gli stessi intraprendono con i Paesi terzi;
b) sia posta particolare attenzione al ruolo dell'Unione europea nell'ambito delle operazioni di peace-keeping e di polizia civile nei luoghi in cui si rendono necessari tali interventi, anche alla luce del forte impegno in termini di uomini e risorse profuso da parte degli Stati membri;
c) nell'ambito delle iniziative previste nel Programma di Stoccolma, sia posta una particolare attenzione all'esigenza di garantire, da una parte, la libertà di movimento dei cittadini dell'Unione europea e, dall'altra parte, il potenziamento e la valorizzazione delle misure e degli strumenti operativi a disposizione per il contrasto alla criminalità e al terrorismo;
d) nel quadro delle misure da adottare per la creazione di uno spazio giuridico europeo sia dato particolare rilievo, con riguardo a ciascun settore, alle migliori pratiche adottate nei Paesi dell'Unione europea, così da superare le difficoltà altrimenti connesse ad interventi di armonizzazione di culture giuridiche differenti;
e) siano promosse, a livello di Unione europea, come evidenziato nel programma del Consiglio dei diciotto mesi, le iniziative volte all'identificazione ed al recupero dei beni dei criminali, anche alla luce dei positivi risultati conseguiti dall'Italia in tale ambito;
f) con riferimento alle possibili proposte legislative della Commissione europea per il 2010 relative alle condizioni di entrata e residenza dei cittadini di paesi terzi a fini di lavoro stagionale ed alla modifica della direttiva 2003/86/CE sul diritto al ricongiungimento familiare sia assicurato che tali atti siano adottati tenendo conto delle esperienze maturate presso i Paesi dell'Unione europea e considerando le nuove condizioni, anche economiche, in cui si trova l'Europa;
g) siano portate avanti con decisione le iniziative dirette a promuovere la semplificazione normativa e degli oneri amministrativi, esigenza fortemente avvertita in Italia.


RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

La II Commissione,
esaminati, per quanto di competenza, il Programma di lavoro della Commissione dell'Unione europea per l'anno 2010 e programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


RELAZIONE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

La III Commissione,
esaminato, per quanto di competenza, il Programma di lavoro della Commissione dell'Unione europea per l'anno 2010 e programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;
rilevato che, nell'anno iniziale del suo mandato, la Commissione indica, tra i quattro grandi temi della propria azione la definizione di un programma di azione esterna ambizioso e coerente, che abbia portata mondiale;
apprezzati i passi avanti verso l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) che appare funzionale alla realizzazione di tale obiettivo unitamente all'ampliamento dell'agenda commerciale europea;
condivisa l'attenzione ai temi dello sviluppo ed in particolare l'inclusione tra le iniziative strategiche di un impegno europeo per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio;
apprezzata l'intenzione di proseguire l'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e di rafforzare la promozione e protezione dei diritti umani e della loro universalità, integrando i diritti umani nelle discussioni e nei dialoghi politici con i paesi terzi;
sottolineando la necessità che l'Unione europea continui a perseguire in modo convinto il processo di integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali e condividendo l'accento posto sulle priorità del processo di allargamento dell'Unione europea;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) l'Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza imprima unitarietà alle relazioni esterne dell'Unione europea, nel quadro degli indirizzi del Consiglio europeo e del controllo democratico congiunto del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali;
b) l'istituzione del SEAE sia condotta secondo criteri di agilità, efficienza e incisività, assicurando l'equilibrio tra la rappresentatività e la competenza di merito e promuovendo economie e sinergie nelle diplomazie nazionali;
c) l'adesione della Croazia sia conseguita nel più breve tempo possibile;
d) il negoziato con la Turchia venga portato avanti costruttivamente ai fini del progressivo conseguimento dei criteri di adesione;
e) la ratifica dell'Accordo di stabilizzazione ed associazione con la Serbia sia considerata prioritaria al fine di consentire la presentazione della domanda di adesione da parte di Belgrado;
f) i negoziati per l'adesione dell'Albania, dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e del Montenegro siano aperti almeno dall'inizio del prossimo anno;
g) la comunicazione della Commissione sulla nuova strategia commerciale per l'Europa 2020 faccia stato del grado comparativo di soddisfazione degli interessi nazionali dei 27 Stati membri;
h) il Piano d'azione in 12 punti per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio sia portato avanti con assoluta priorità;
i) l'Unione europea accresca il suo impegno per la pace in Medio Oriente e per la stabilizzazione dell'Afghanistan e del Pakistan, anche con riferimento alla stipula dell'accordo di libero scambio con Islamabad;
l) nell'ambito dell'Unione per il Mediterraneo, si sostenga la creazione della Banca euromediterranea per gli investimenti, al fine di adeguare gli strumenti finanziari alle potenzialità di sviluppo della regione.


RELAZIONE DELLA IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

La IV Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese,
premesso che il programma del Consiglio, nell'ambito delle relazioni esterne, evidenzia come l'Unione europea continuerà a rafforzare la Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) allo scopo di migliorare il ruolo dell'Unione quale soggetto globale autonomo nel settore della prevenzione dei conflitti, della risposta alle crisi, della gestione delle crisi e della stabilizzazione al termine dei conflitti con speciale attenzione alla sinergia civile-militare;

considerato che, in questo quadro:
sarà prestata particolare attenzione all'attuazione degli obiettivi primari civili e militari e sarà ritenuto prioritario il rafforzamento delle capacità di risposta rapida dell'Unione europea;
saranno esaminate ulteriormente nuove possibilità per lo sviluppo delle capacità civili e si svilupperanno maggiormente le attività dell'Agenzia europea per la difesa in materia di sviluppo delle capacità;
si cercherà di sviluppare una stretta cooperazione con le altre organizzazioni internazionali e regionali, prestando particolare attenzione all'ulteriore miglioramento delle relazioni con la NATO a livello strategico, ivi compreso lo sviluppo delle capacità;
sarà data priorità al miglioramento della pianificazione della condotta operativa sia delle operazioni militari, sia di quelle civili, rendendo disponibili sufficienti mezzi finanziari per il crescente ruolo dell'Unione europea nella gestione delle crisi, pur tenendo nel debito conto la situazione finanziaria;
proseguirà l'attuazione della strategia dell'Unione europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e proseguiranno i lavori alla strategia dell'Unione europea volta a combattere l'accumulazione e il traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, nonché la partecipazione attiva ai negoziati relativi al trattato sul commercio di armi,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


RELAZIONE DELLA V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, tesoro e programmazione)

La V Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 e il programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle presidenze spagnola, belga e ungherese;

premesso che:
il Programma di lavoro della Commissione europea è stato trasmesso integralmente in italiano alla Camera soltanto alla fine del maggio scorso, ben oltre la sua adozione il 31 marzo 2010, pregiudicando in tal modo la tempestività e l'efficacia dell'intervento parlamentare;
diverse iniziative contemplate dal documento, segnatamente in merito all'attuazione della strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione e alle proposte per la governance economica, sono state conseguentemente già presentate e costituiscono oggetto di specifico esame da parte della Commissione bilancio e di altre commissioni permanenti;
il Programma di lavoro della Commissione per il 2010, pur essendo il primo strumento di programmazione della nuova Commissione Barroso non reca orientamenti riferiti all'intero mandato quinquennale della Commissione stessa e non è informato ad una strategia coerente di azione a medio e lungo termine;
i quattro ambiti di intervento prioritario indicati nel programma stesso appaiono delineati in modo troppo generico, nonostante l'indicazione, negli allegati al documento, delle iniziative specifiche volte alla loro attuazione;
con riferimento al tema prioritario «modernizzare gli strumenti e i metodi di lavoro dell'UE», sarebbe opportuno prevedere, oltre al rafforzamento dell'analisi dell'impatto occupazionale e sociale delle iniziative regolative della Commissione, anche la predisposizione in via sistematica di una valutazione approfondita dell'impatto finanziario, sul bilancio europeo e, ove possibile, sui bilanci nazionali, delle medesime iniziative;
sottolineata l'esigenza per l'Italia di considerare secondo un approccio negoziale coerente ed unitario la riforma della politica di coesione e la revisione del bilancio dell'Unione europea, entrambe incluse tra gli obiettivi ritenuti prioritari del programma della Commissione europea;
rilevata a tale riguardo la necessità che l'Unione europea valuti, alla luce sia del bilancio comunitario che dei bilanci nazionali, l'adeguatezza delle risorse per l'esercizio delle proprie competenze interne ed esterne, accresciute sia per qualità sia per quantità dal Trattato di Lisbona, tenendo conto delle aspettative dei cittadini nel processo di integrazione europea;
considerata, altresì, l'urgenza di assicurare una effettiva conoscenza delle risorse destinate dal bilancio UE e da quelli nazionali ai medesimi obiettivi e politiche pubbliche, in modo da definire un'allocazione appropriata degli interventi che tenga conto degli stanziamenti complessivamente disponibili;
tenuto conto che l'Unione europea non può aspirare a diventare l'economia più competitiva a livello globale se non accresce la sua coesione interna, come richiesto dai Trattati, utilizzando i fondi strutturali per il rilancio di crescita ed occupazione nelle regioni con un tessuto produttivo e sociale precario;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alla riforma del bilancio dell'UE:
va ribadito che il quadro finanziario pluriennale dell'UE post 2013 dovrà rispecchiare le priorità della Strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione, assicurando in ogni caso un livello di risorse adeguato;
al fine di massimizzare l'impatto dell'intervento finanziario dell'UE occorre concentrare le risorse disponibili su obiettivi ad alto valore aggiunto europeo non perseguibili a livello esclusivamente nazionale: competitività, innovazione, ricerca, sostegno alle piccole e medie imprese e, in particolare, regolazione dei flussi migratori e gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina;
è inoltre necessario promuovere ulteriormente il ricorso a nuovi modelli di finanziamento delle politiche pubbliche europee, quali i partenariati pubblico-privato, i prestiti e garanzie della Banca europea per gli investimenti, del Fondo europeo per gli investimenti (FEI,) e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), in grado di produrre un significativo effetto leva per mobilitare ulteriori risorse pubbliche e private;
per rendere percepibile il contributo della spesa pubblica europea alla qualità della vita dei cittadini europei, andranno destinate risorse significative a progetti europei ad altissimo valore aggiunto quali i centri di eccellenza nel campo della sanità e della ricerca e i progetti nel settore delle infrastrutture;
è altresì necessario, al fine di assicurare le opportune sinergie tra bilancio dell'Unione e bilanci nazionali nel finanziare obiettivi e politiche pubbliche, avanzare nel processo di coordinamento dei bilanci promosso dal Parlamento europeo;
b) con specifico riferimento alla riforma della politica di coesione:
occorre assicurare che la politica di coesione disponga, anche dopo il 2013, di risorse adeguate, non inferiori a quelle previste nel quadro finanziario vigente, in modo da garantire la promozione, lo sviluppo equilibrato delle regioni dell'UE e la riduzione dei divari di sviluppo tra i territori;
a tale scopo le risorse disponibili andranno concentrate su pochi obiettivi in grado di promuovere effettivamente crescita e sviluppo, in coerenza con la Strategia UE 2020;
occorre altresì dare piena attuazione alla dimensione territoriale della coesione, introdotta dal Trattato di Lisbona, assicurando che essa riservi un'attenzione particolare alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali, tra le altre, le regioni di montagna e quelle insulari;
in questa chiave va riconsiderata l'attuale distinzione e ripartizione di risorse e territori tra obiettivo «convergenza» e obiettivo «competitività»;
andrebbero altresì semplificate procedure e metodi di programmazione e gestione, introducendo nel contempo meccanismi più rigorosi di controllo sia della regolarità contabile ma anche dell'efficacia ex ante ed ex post degli interventi;
è, in particolare, necessario accelerare le procedure di erogazione dei finanziamenti e di attuazione degli interventi a livello nazionale ma anche europeo, tenuto conto che l'approvazione della programmazione è attualmente effettuata da tre autorità funzionalmente indipendenti;
il Governo dovrà sottolineare nelle sedi europee il contributo decisivo che i fondi strutturali possono fornire all'attuazione del Piano per la ripresa dell'economia europea, nonché la necessità di sviluppare la dimensione territoriale della coesione e di pervenire ad una riforma delle politiche di coesione nell'ambito della riforma del bilancio della UE che assicuri risorse finanziarie adeguate per il nostro Paese, in particolare per le regioni dell'attuale obiettivo convergenza;
appare infine opportuno aumentare in misura significativa le risorse aggiuntive distribuite in base ai meccanismi premiali, a favore non delle regioni che spendono di più, ma di quelle che assicurino una maggiore qualità della spesa e dei risultati.


RELAZIONE DELLA VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)

La VI Commissione,
esaminati il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 ed il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;
rilevato come la trasmissione integrale in italiano dei due documenti da parte della Commissione europea sia avvenuta solo alla fine del maggio scorso, ben oltre l'inizio dell'anno cui essi fanno riferimento, riducendo pertanto di molto la significatività dei documenti stessi, che risultano, di fatto, in parte già obsoleti;
evidenziato come il Programma di lavoro per il 2010, pur indicando alcuni obiettivi a lungo termine, non rechi orientamenti e priorità riferiti all'intero mandato quinquennale della Commissione europea;
sottolineato come i documenti rivestano scarso rilievo politico - programmatico, limitandosi ad un'elencazione, piuttosto pletorica, di iniziative già in corso o da assumere, senza in alcun modo stimolare un reale coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nella definizione di un vero e proprio programma di governo dell'Unione europea, e perpetuando quella carenza di legittimazione politico-democratica che da tempo rappresenta uno dei punti deboli dell'intera costruzione europea;
considerato il perdurare delle gravi perturbazioni che ancora caratterizzano il panorama dei mercati finanziari, le quali, dopo aver interessato prioritariamente il settore della finanza privata, rischiano ora di coinvolgere anche il settore pubblico;
rilevata, a tale proposito, l'esigenza, del resto già riconosciuta dal Consiglio europeo del 17 giugno 2010, di affinare i meccanismi di applicazione delle regole fissate dal Patto di stabilità, le quali dovrebbero tenere conto, ai fini della verifica e della riduzione di disavanzi eccessivi, dell'insieme delle passività finanziarie, sia pubbliche sia private, dei singoli Paesi, al fine di guidarne le rispettive politiche economiche e di bilancio verso una stabilità finanziaria complessiva e di lungo periodo;
evidenziato come le vicende della crisi, sebbene, da un lato, abbiano evidenziato la capacità dei Paesi sviluppati di reagire con misure di emergenza coordinate per assicurare la stabilità degli intermediari finanziari, hanno, dall'altro, rivelato la fragilità dell'area dell'Euro rispetto a fenomeni speculativi che hanno interessato singoli Paesi membri;
sottolineata, altresì, la necessità di proseguire con decisione nel processo, già avviato, di rafforzamento della vigilanza sul settore finanziario europeo e di complessiva riforma del sistema finanziario internazionale, fondata sui principi di trasparenza, solidità bancaria e responsabilità, superando le incertezze e le divisioni tra i singoli Stati membri che hanno finora impedito di realizzare una riforma globale del settore finanziario;
evidenziato come il pacchetto di proposte legislative elaborato dalla Commissione europea per la creazione di un nuovo quadro di vigilanza sui mercati finanziari a livello UE costituisce un passo in avanti apprezzabile, ma non esente da elementi di debolezza e di criticità, evidenziati dalla Commissione Finanze nel documento finale approvato in materia il 22 settembre 2009 e trasmesso alla Commissione e al Parlamento europeo, in particolare per quanto riguarda la farraginosità della struttura organizzativa, l'insufficienza dei poteri, il perdurare della frammentazione negli assetti complessivi di vigilanza ed il non adeguato coinvolgimento delle istanze politiche;
tenuto conto che alcune delle lacune del nuovo quadro finanziario europeo sopra richiamate sono state evidenziate anche dal Parlamento europeo nell'ambito dell'esame delle relative proposte, tuttora in corso, e potrebbero impedire l'approvazione in prima lettura delle medesime proposte;
sottolineata, comunque, in tale delicato contesto, l'esigenza di rispettare l'impegno, assunto dalla Commissione europea, di garantire l'attuazione, entro l'inizio del 2011, del nuovo quadro europeo di vigilanza finanziaria sui mercati finanziari, al fine di assicurare un adeguato livello di protezione dai rischi di squilibrio sistemico, con particolare riferimento ai gruppi transfrontalieri, e di rafforzare l'efficacia dei controlli sui singoli operatori, uniformando il più possibile il quadro normativo in materia e le prassi applicative da parte delle diverse Autorità nazionali;
evidenziata soprattutto la necessità di giungere in tempi rapidi all'adozione di proposte legislative incisive relative ai fondi di investimento alternativi (cosiddetti hedge funds), ai mercati degli strumenti finanziari derivati, con particolare riferimento ai credit default swaps, stabilendo standard operativi, normativi e di sicurezza comuni, ed alle vendite allo scoperto (cosidetto short-selling);
sottolineata inoltre l'esigenza di approvare in tempi rapidi la proposta di regolamento relativo alle agenzie di rating del credito, che affronta uno degli snodi del sistema finanziario nel quale sono emerse taluni gravi elementi di criticità;
rilevata la necessità di definire una vera e propria governance economica a livello dell'Unione europea, mediante linee condivise che tengano conto delle indicazioni che vengono dall'analisi della crisi, al fine di tracciare una politica di sviluppo che, tenendo conto delle specificità nazionali, garantisca un adeguato livello di occupazione, valorizzi il patrimonio culturale, scientifico e tecnologico dell'Europa, e salvaguardi la diffusione del tessuto produttivo, segnatamente delle piccole e medie imprese, ponendolo al riparo dai rischi di un'eccessiva finanziarizzazione;
considerata l'importanza di dare seguito alle indicazioni contenute nel rapporto «Una nuova strategia per il mercato unico» predisposto dal Professor Mario Monti su richiesta della Commissione europea, con particolare riferimento al completamento del mercato interno dei capitali e dei servizi finanziari, nonché al rafforzamento del coordinamento fiscale nell'Unione europea;
sottolineata la necessità di dare soluzione al gravissimo problema dell'evasione IVA, connessa all'importazione e ad altre operazioni transfrontaliere;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) si sottolinea innanzitutto l'esigenza di rivedere la tempistica della trasmissione alle Camere dei documenti in esame, al fine di evitare che, come quest'anno, i documenti siano sottoposti alla valutazione degli organi parlamentari diversi mesi dopo la loro effettiva adozione riducendo ulteriormente la valenza politica dei documenti stessi;
b) con riferimento alle tematiche relative al rafforzamento della vigilanza sui mercati finanziari, rese particolarmente scottanti alla luce della crisi finanziaria, occorre prevedere un meccanismo di verifica a medio termine sull'adeguatezza del sistema di vigilanza delineato dalle proposte di direttiva in corso di esame, le quali, sebbene costituiscano un passo avanti positivo rispetto all'attuale assetto, potrebbero dimostrarsi ancora insufficienti rispetto allo scopo che si prefiggono;
c) a tale proposito si rileva come occorra sotto molti aspetti rivedere la filosofia che negli ultimi anni ha informato gli interventi normativi, sia a livello comunitario, sia a livello nazionale, sui mercati finanziari, caratterizzato da un eccessivo affidamento ai modelli di autoregolamentazione e da una eccessiva fiducia nella razionalità del mercato e nella capacità dei consumatori di valutare le informazioni formalmente messe loro a disposizione, e da un conseguente, non sufficiente ricorso a previsioni cogenti, anche di divieto;
d) si evidenzia come, al di là della capacità dimostrata dai Paesi avanzati, di coordinare le risposte di carattere monetario per fronteggiare la prima fase emergenziale della crisi, sia successivamente emersa la difficoltà, da parte dell'Unione europea, di affrontare alla radice alcuni dei nodi che sono alla base di tali fenomeni e che rischiano di favorirne la recrudescenza, in particolare per quanto riguarda i fondi di investimento alternativi, l'utilizzo degli strumenti finanziari derivati, delle pratiche di vendita allo scoperto, l'operatività delle agenzie di rating del credito;
e) con riferimento alle tematiche concernenti la stabilità dei conti pubblici, si sottolinea come l'applicazione del Patto di stabilità debba tenere conto delle caratteristiche complessive delle diverse economie europee, e come debba dunque essere affinato, nel senso di considerare, tra gli elementi per valutare la sostenibilità degli equilibri finanziari dei singoli Paesi, non sono le passività del settore pubblico, ma anche quelle del settore privato;
f) sempre con riferimento alle tematiche di bilancio, si evidenzia la necessità che il risanamento dei conti pubblici ai fini del rispetto del Patto di stabilità si accompagni ad una fase politica specificamente orientata al rilancio dell'economia europea, attraverso la definizione - nell'ambito del nuovo sistema di governance economica - di linee di politica economica condivise a livello comunitario che devono puntare al sostegno prioritario dell'economia reale, al fine di evitare i rischi di un'eccessiva finanziarizzazione;
g) si rileva, a tal fine, come uno degli strumenti per il sostegno alla ripresa dell'economia europea debba essere rappresentato anche dalla definizione di una politica fiscale più coordinata tra gli Stati membri, tale da escludere il ricorso a pratiche di concorrenza fiscale dannose, la quale deve essere orientata a distribuire diversamente il carico fiscale sui diversi fattori della produzione, favorendo in particolare fattori meno mobili, quali il lavoro dipendente, ed incidendo invece maggiormente sulle attività finanziarie di natura speculativa. A tale scopo, sarebbe opportuno che la Commissione europea desse seguito alle raccomandazioni formulate in materia dal rapporto Monti, con particolare riferimento alla definizione di una base imponibile comune per l'imposizione sulle imprese e alla razionalizzazione delle aliquote IVA ridotte;
h) in questa prospettiva appare necessario approfondire ed alimentare il dibattito, già attualmente in corso in sede europea, circa l'eventualità di introdurre modalità di prelievo innovative sugli intermediari finanziari internazionali, finalizzate sia a tassare capacità reddituali che godono attualmente di un trattamento tributario eccessivamente favorevole, sia ad introdurre elementi di freno rispetto al moltiplicarsi di transazioni finanziarie di natura meramente speculativa che costituiscono un elemento di instabilità economica potenzialmente incontrollabile;
i) in tale contesto si segnala inoltre l'esigenza di avviare una seconda fase nelle politiche di contrasto alla crisi che, oltre a sventare i rischi di instabilità finanziaria, consenta di sostenere gli ancora deboli segnali di ripresa dell'economia, cogliendo l'occasione per rafforzare il tessuto produttivo nazionale ed europeo e consentirgli di sostenere la competizione portata dai Paesi emergenti;
l) per quanto riguarda specificamente l'imposizione sul valore aggiunto, si ribadisce l'esigenza di rafforzare maggiormente l'azione di contrasto all'evasione dell'imposta, che ha assunto proporzioni inaccettabili, in particolare per quanto riguarda l'evasione fiscale connessa all'importazione e ad altre operazioni transfrontaliere.


RELAZIONE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

La VII Commissione,
esaminati, per le parti di competenza, il programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con la seguente osservazione:
appare opportuno privilegiare in sede nazionale, in coerenza con le indicazioni e le misure dell'Unione europea, il potenziamento delle politiche indicate dall'Unione europea nei settori dell'istruzione, università, ricerca e cultura, quali elementi di sviluppo e di crescita.


RELAZIONE DELL'VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

La VIII Commissione,
esaminati il Programma di lavoro della Commissione per il 2010 e i relativi allegati, e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


RELAZIONE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

La IX Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 e il programma dei 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;
premesso che i quattro temi prioritari indicati nel primo documento appaiono estremamente generali limitandosi a segnalare obiettivi di lungo termine, riferiti in particolare alla strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione;
rilevato, peraltro, come la trasmissione integrale in italiano dei due documenti da parte della Commissione europea sia avvenuta solo alla fine del maggio scorso, ben oltre l'inizio dell'anno cui essi fanno riferimento, riducendo pertanto di molto la significatività dei documenti stessi, che risultano, di fatto, in parte già superati;
sottolineata l'importanza della politica dei trasporti e delle telecomunicazioni al fine di favorire il completamento del mercato unico europeo e la necessità di rispondere alla nuove sfide del settore, al fine di addivenire ad un sistema di trasporto sostenibile ed efficiente, che garantisca il giusto equilibrio tra gli imperativi della crescita economica, il benessere sociale e la qualità dell'ambiente;
considerata la crescente attenzione dedicata ai temi della sicurezza stradale e della mobilità urbana, in relazione all'impatto sulla qualità della vita e tenuto conto delle ricadute economiche, sociali e ambientali;
ricordato che nella risoluzione Gottardo 6/00017, approvata dall'Assemblea della Camera il 20 aprile 2009, a conclusione dell'esame del programma legislativo della Commissione per il 2009, con riguardo alle infrastrutture si impegnava, tra l'altro, il Governo a promuovere iniziative utili a favorire la realizzazione e lo sviluppo nei singoli Stati membri delle reti a banda larga, con particolare riferimento ai territori nei quali si presentano in misura marcata situazioni di divario digitale;
rilevato in proposito che nel programma dei 18 mesi delle presidenze del Consiglio dell'Unione europea spagnola, belga e ungherese si manifesta l'intendimento di avviare i lavori sul nuovo campo di applicazione del servizio universale in termini di comunicazioni elettroniche e sull'inserimento della banda larga nel campo di applicazione del servizio universale;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

invitando la Commissione XIV (Politiche dell'Unione europea) a evidenziare nei confronti del Governo i seguenti aspetti:
a) in materia di sicurezza stradale, si consideri l'opportunità di accelerare i tempi di definizione della proposta di direttiva per l'applicazione transfrontaliera delle norme sulle violazioni del codice della strada (COM(2008)151);
b) in tema di politiche aeroportuali, si sottolinei l'effettiva opportunità ed urgenza di una revisione del regolamento (CE) n. 1995/93 sugli slot aeroportuali e della direttiva 96/67/CE sui servizi di assistenza a terra negli aeroporti, in relazione alle crescenti esigenze di razionalizzazione e coordinamento del traffico aereo e all'obiettivo di rafforzare la concorrenza nel settore;
c) in materia di telecomunicazioni, si consideri l'opportunità di individuare concrete iniziative volte a dare attuazione agli obiettivi indicati nella comunicazione (COM(2010)245) presentata dalla Commissione il 19 maggio 2010 «Un'agenda europea del digitale», con la quale si intende stabilire il ruolo chiave delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per raggiungere gli obiettivi dell'Unione europea per il 2020; si valuti altresì, in tale contesto, l'opportunità di assumere specifiche iniziative a sostegno della diffusione e dello sviluppo della banda larga, in coerenza con l'intenzione delle presidenze del Consiglio dell'Unione europea di prevederne l'inserimento nel campo di applicazione del servizio universale in materia di comunicazioni elettroniche;
d) nell'ambito della revisione delle Linee-guida per lo sviluppo della rete transeuropea di trasporto, si sottolinei la necessità di dare continuità alle azioni intraprese per il periodo 2007-2013 e di dedicare particolare attenzione al riequilibrio del sistema di trasporto merci e passeggeri all'interno dell'Unione europea, in vista dell'obiettivo di superare le criticità esistenti, valorizzando le possibilità di integrazione delle reti di trasporto che collegano i diversi Paesi e accelerando il completamento delle infrastrutture che consentono l'utilizzo di modalità alternative al trasporto su strada; si rilevi altresì l'esigenza di porre in essere opportune iniziative per individuare forme di finanziamento innovative, quali l'emissione di bond europei;
e) si consideri l'esigenza di assicurare tempi certi per l'attuazione ed il successivo riesame delle iniziative indicate nell'ambito delle 20 azioni prioritarie enunciate nel Piano d'azione per la mobilità urbana(COM(2009)490), tenendo conto della necessità di affrontare tale tematica secondo un approccio integrato che consenta di conciliare le iniziative da assumere in materia di politica dei trasporti con le altre politiche dell'Unione, quali la politica industriale, la politica ambientale e di gestione del territorio, il turismo, le politiche sociali.


RELAZIONE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

La X Commissione,
esaminati il programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese, trasmessi al Parlamento dal Ministro per le politiche europee;
apprezzato che la Commissione abbia deciso, in considerazione della grave crisi che l'Unione intera sta fronteggiando, di concentrare il proprio programma su alcune questioni prioritarie con il chiaro obiettivo di sostenere le economie dei vari Paesi europei;
apprezzate le numerose iniziative che si intendono intraprendere in particolare per sostenere le piccole e medie imprese nei mercati interni ed extraeuropei;
considerato che uno degli obiettivi prioritari da perseguire è certamente quello della tutela dei consumatori, in particolare in relazione alla sicurezza generale dei prodotti, e di quelli alimentari in via prioritaria

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

a condizione che la XIV Commissione, nella relazione da predisporre per l'Aula, preveda:
a) che in relazione alle politiche che la Commissione intende intraprendere nella materia della proprietà industriale, con riferimento al regime linguistico per la registrazione dei brevetti, il Governo si adoperi affinché venga ritenuta sufficiente, ai fini della presentazione della domanda per l'ottenimento dell'eventuale approvazione, la redazione del testo in inglese e nella lingua del paese originario;
b) che nell'ambito delle politiche finalizzate alla promozione della concorrenza e alla tutela dei consumatori, venga data particolare attenzione alla definizione di una normativa che garantisca la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti, in particolare con l'individuazione chiara per il consumatore, dell'origine del prodotto relativamente a tutte le sue fasi di lavorazione;
c) che relativamente alle iniziative che la Commissione intende intraprendere in materia di tutela dei consumatori, sia posta la necessità dell'adozione di una normativa di monitoraggio statistico congruo, per verificare con test sperimentali ed analisi, su campioni prelevati nella rete di distribuzione su tutto il territorio dell'Unione, la corrispondenza dei prodotti alle norme sanitarie e di sicurezza, in particolare per quanto destinato al consumo alimentare umano o alla sua filiera, all'abbigliamento, a tutti i prodotti legati all'edilizia e all'habitat umano, al settore dei trasporti e dell'automotive;

e con le seguenti osservazioni:
a) in relazione ai nuovi orientamenti adottati a livello europeo per il rilancio del mercato unico europeo e della competizione globale valuti il Governo l'opportunità di sostenere tutte le iniziative volte ad introdurre una normativa che sottoponga al controllo di un'unica autorità di supervisione europea l'operato delle agenzie di rating;
b) nell'ambito delle politiche finalizzate al sostegno delle piccole e medie imprese e alla tutela dei consumatori valuti il Governo l'opportunità di istituire una certificazione di «Fair Production» (Correttezza nei metodi e nei processi di produzione), cui sottoporre tutte le aziende extra-UE che intendano importare le loro merci nell'Unione, al fine di evitare fenomeni di dumping sociale ed ambientale, nonché di ridurre pratiche e sistemi di produzione contrari all'ambiente e ai diritti dell'uomo e dei lavoratori, prevedendo la progressiva armonizzazione dei criteri di certificazione con quanto previsto dall'organizzazione internazionale del lavoro (ILO).


RELAZIONE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

La XI Commissione,
esaminati il Programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalla Presidenze spagnola, belga e ungherese;
rilevato come la trasmissione integrale in italiano dei due documenti da parte della Commissione europea sia avvenuta solo alla fine del maggio scorso, ben oltre l'inizio dell'anno cui essi fanno riferimento, riducendo pertanto di molto la significatività dei documenti stessi, che risultano, di fatto, in parte già obsoleti;
sottolineato, peraltro, che i suddetti documenti di programmazione politica e legislativa si limitano ad indicare alcuni obiettivi a lungo termine, senza recare le priorità riferite all'intero mandato della Commissione europea, dalla quale ci si sarebbe attesi una specifica attenzione al coordinamento delle politiche dell'occupazione e delle politiche sociali;
preso atto, altresì, che anche le conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo recano riferimenti occasionali e marginali a tali aspetti, attraverso essenzialmente un rinvio all'attuazione della strategia UE 2020;
considerato che la governance economica deve potere integrare, all'interno dei meccanismi di coordinamento preventivo e di valutazione ex-post, anche gli obiettivi delle politiche nazionali ed europee in materia, aspetto sottolineato già nel documento approvato dalle Commissioni riunite V e XIV sulla strategia UE 2020 e dalla risoluzione del Parlamento europeo in materia, approvata con il voto favorevole dei cinque maggiori gruppi politici rappresentati nello stesso Parlamento;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) tenuto conto che l'Europa è ancora in una fase di uscita da una crisi economico-finanziaria di vaste proporzioni, è necessario dotare tempestivamente l'UE di specifici strumenti per finanziare la crescita, definiti con chiarezza nel quadro degli orientamenti per l'occupazione e lo sviluppo, come ad esempio un piano europeo globale per il lavoro;
b) occorre dare priorità all'obiettivo della piena occupazione, sostenibile e di qualità, promuovendo le misure previste dall'iniziativa faro «Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro», con particolare attenzione a quelle dirette a garantire maggiore equilibrio tra offerta e domanda di lavoro, a rafforzare la capacità delle parti sociali per la risoluzione dei problemi del dialogo sociale a tutti livelli, nonché allo sviluppo di un quadro europeo per le capacità, le competenze e l'occupazione;
c) considerato che la Commissione europea si riserva di dedicare specifica attenzione alla riforma del bilancio dell'UE, attraverso un suo riesame che consenta di modificare l'equilibrio, le priorità e le procedure di bilancio, è necessario assicurare che il quadro finanziario pluriennale dell'UE dopo il 2013 rispecchi le priorità della Strategia UE 2020, anche attraverso la previsione di strumenti per garantire il valore aggiunto degli interventi finanziari, nonché per portare a termine con successo e in tempi certi le iniziative richiamate;
d) occorre sviluppare ed integrare i meccanismi per la sorveglianza sull'attuazione della strategia 2020 e delle linee direttrici integrate per la crescita e l'occupazione, prospettati dalla Commissione europea nella comunicazione «Rafforzare il coordinamento delle politiche economiche per la stabilità, la crescita ed i posti di lavoro - strumenti per una governance economica più forte in ambito UE» (COM(2010)367), del 30 giugno scorso, affinché siano applicati meccanismi sanzionatori e premiali, non soltanto in relazione agli obiettivi in materia di competitività e di bilancio, ma anche di occupazione, lavoro e politiche sociali;
e) risulta opportuno avviare una specifica riflessione sulla necessità di coordinare le politiche fiscali e sociali, come prospettato da Mario Monti nel rapporto «Una nuova strategia per il mercato unico», consegnato il 10 maggio scorso al Presidente della Commissione europea, con particolare riferimento ad uno sviluppo degli apparati produttivi secondo precisi standard di riferimento, da negoziare nell'ambito del WTO, al fine di evitare fenomeni di dumping sociale e di concorrenza fiscale dannosa;
f) si ritiene importante approfondire con attenzione i contenuti del recentissimo Libro verde sul futuro delle pensioni in Europa, di iniziativa della Commissione europea - sul quale è aperta una consultazione pubblica dal 7 luglio al 15 novembre 2010 - che illustra le varie opzioni con le quali garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici, alla luce dell'invecchiamento della popolazione, dei modelli di mobilità in Europa e del funzionamento dei mercati finanziari;
g) considerato il carattere di lungo termine degli obiettivi principali della Strategia UE 2020, da ultimo ribaditi dal Consiglio europeo del 17-18 giugno scorsi, si raccomanda di monitorare i progressi verso il conseguimento degli stessi, anche attraverso l'intensificazione del dialogo tra gli Stati membri e la Commissione;
h) occorre che le azioni volte all'attuazione della nuova Strategia 2020 per la crescita e l'occupazione prevedano interventi finanziari specifici e significativi per tutte quelle aree caratterizzate, per effetto della crisi economica e finanziaria, da un rilevante scostamento percentuale - rispetto al periodo che ha preceduto la crisi economica - del numero di occupati; a tale scopo, risulta peraltro necessario che le istituzioni dell'UE si avvalgano adeguatamente e tempestivamente della nuova base giuridica introdotta dal Trattato di Lisbona per la coesione territoriale, nonché si dotino di specifici strumenti per la tutela sul mercato del lavoro di soggetti più esposti agli effetti della crisi globale, quali giovani, donne, disabili e ultracinquantenni disoccupati.


RELAZIONE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

La XII Commissione,
esaminati il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


RELAZIONE DELLA XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

La XIII Commissione,
esaminati, per la parte di competenza, il programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze spagnola, belga e ungherese;
considerato che tali documenti sono incentrati essenzialmente sulle sfide da affrontare in un mondo in rapida evoluzione e in relazione alla crisi economico-finanziaria, per porre le basi per un'Europa capace di promuovere la crescita sostenibile, l'occupazione, l'innovazione e la competitività;
tenuto conto delle priorità strategiche e delle iniziative legislative indicate nel programma della Commissione europea e nel programma del Consiglio dell'Unione europea e, in particolare, di quelle concernenti i settori dell'agricoltura e della pesca;
considerato che la crisi che sta attraversando l'economia europea evidenzia sempre più l'andamento negativo dei redditi dei settori dell'agricoltura e della pesca, nei quali emergono situazioni di vere povertà;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alle iniziative indicate nei programmi delle istituzioni europee per «uscire dalla crisi», tenuto particolarmente conto della situazione dell'agricoltura e della pesca, si invita a valutare la straordinarietà e l'urgenza di interventi di sostegno;
b) con riferimento all'obiettivo di modernizzare gli strumenti e i metodi di lavoro dell'Unione europea, indicato come tema prioritario dell'azione della Commissione europea, e con particolare riguardo alle politiche in materia di agricoltura e pesca, si segnala l'esigenza di ridefinire i percorsi strategici decisionali delle istituzioni europee, affinché le scelte da compiere siano supportate da processi di valutazione trasparenti, aperti a tutti i contributi e improntati alla ponderazione di tutti i possibili effetti, anche a lungo termine. È necessario infatti adottare tutti i possibili strumenti diretti ad evitare che, come spesso è accaduto in tempi recenti, l'agricoltura e la pesca si trovano a dover fronteggiare le conseguenze di scelte inadeguate compiute nel passato. Si condivide altresì l'obiettivo della semplificazione della regolamentazione e della sburocratizzazione degli adempimenti amministrativi;
c) con riferimento alle politiche relative ai cambiamenti climatici, punto centrale nel programma di azione dell'Unione europea, si segnala l'importanza di inserire nei programmi delle istituzioni europee la tematica della valorizzazione delle bioenergie ad uso del mondo agricolo. La spinta verso l'utilizzo delle bioenergie ha subito in questi anni fasi alterne, ma queste rappresentano senza alcun dubbio un'importante forma di energia alternativa che può aiutare il nostro Paese a svincolarsi dalla dipendenza verso i combustibili fossili e dare un ulteriore sbocco sul mercato ai prodotti agricoli, contribuendo al reddito del settore primario;
d) considerando che nei prossimi decenni l'agricoltura subirà l'influenza dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo in tutto il mondo e nell'Unione europea, si evidenzia l'opportunità di approfondire la questione del nuovo ruolo dell'azienda agricola olistica. L'agricoltura biologica, il pascolo estensivo e le pratiche di produzione integrata possono essere delle alternative per una produzione agricola più ecologica; occorre trovare soluzioni che consentano all'agricoltura tradizionale, che occupa la maggior parte della superficie agricola europea, di contribuire in modo significativo a una gestione sostenibile dell'ambiente; benché l'agricoltura europea sia tecnologicamente avanzata, la sua capacità di fornire prodotti alimentari e contribuire alla fornitura di servizi ecosistemici per la società europea dipende direttamente dalle condizioni climatiche. In tale ottica andrebbe sottolineato che gli agricoltori europei dovranno definire le proprie strategie di produzione, gestione delle aziende agricole e investimenti in un contesto di crescente incertezza. La maggior parte del territorio dell'Unione europea è gestito dagli agricoltori: per questo la politica agricola comune (PAC) ha un proprio ruolo da svolgere per facilitare l'adattamento ai cambiamenti in atto, in quanto può aiutare gli agricoltori ad adattare la produzione alle mutate condizioni climatiche e a fornire una più vasta gamma di servizi ecosistemici legati alla gestione del territorio.
e) considerando che la politica agricola comune orienta tendenzialmente tutti gli interventi verso un progetto di agricoltura ecocompatibile e quindi verso un uso ragionevole dei fattori della produzione (mezzi tecnici, acqua compresa), senza sprechi, senza rilasci inquinanti nelle acque, nel terreno e nei prodotti si ribadisce l'esigenza inserire tra le priorità del programma legislativo della Commissione un potenziamento del monitoraggio delle acque nei Paesi europei, ossia un intervento volto a stabilire tempi, scadenze, modalità per una ricognizione delle quantità e delle qualità delle acque, e degli usi che devono essere economicamente e socialmente giustificati;
f) si sottolinea la necessità di promuovere, nell'ambito della politica agricola comune, l'adozione di politiche di controllo e distribuzione delle materie prime agricole, nonché di misure volte a favorire la concentrazione dell'offerta, al fine di fronteggiare la volatilità dei mercati, rafforzare la posizione dei produttori agricoli nei processi di formazione dei prezzi, contrastare la divergente evoluzione dei redditi agricoli rispetto ai redditi provenienti da altre attività;
g) è necessario che, anche alla luce degli effetti della crisi economica e finanziaria sul settore agricolo, il Governo si adoperi nelle competenti sedi decisionali dell'Unione europea al fine di evitare che l'applicazione del meccanismo del disimpegno automatico, di cui all'articolo 29 del regolamento (CE) n. 1290/2005, determini la perdita di significative risorse del Fondo europeo per lo sviluppo rurale assegnate all'Italia. A tale scopo, andrebbe valutata, in particolare, la possibilità di concordare con la Commissione europea la sostituzione dei programmi operativi relativi al periodo 2007-2013 attraverso le procedure di revisione previste dalla normativa europea. Andrebbe altresì riproposta e integrata, a fronte della eccezionalità della crisi economica, l'ipotesi di deroghe transitorie al disimpegno automatico per le annualità 2008 e 2009, in analogia a quanto stabilito per i Fondi strutturali dall'articolo 93, paragrafo 2-bis, del regolamento (CE) n. 1083/2006.


Frontespizio Relazione XIV Commissione
Programma legislativo (Formato PDF)
Programma di 18 mesi (Formato PDF)