Doc. XVIII, n. 13


La III Commissione Affari esteri e comunitari,
esaminata la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul Partenariato orientale;
preso atto del parere espresso dalla XIV Commissione politiche dell'Unione europea il 29 aprile 2009;
valutata positivamente la dichiarazione congiunta adottata nel vertice di Praga del 7 maggio 2009 che indica come obiettivo prioritario del Partenariato orientale lo sviluppo delle condizioni necessarie ad accelerare l'associazione politica e l'ulteriore integrazione economica tra l'Unione europea e i paesi partner interessati, con lo scopo di promuovere la stabilità e il rafforzamento della fiducia su un piano multilaterale e rinforzare il cammino delle riforme;
rilevato che:
la proposta di istituire il Partenariato orientale, muovendosi nel solco della politica di vicinato, risponde all'obiettivo di definire su un piano più strutturato e solido i rapporti tra i Paesi interessati (Ucraina, Moldavia, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia) e l'UE, sulla base della considerazione per cui la stabilizzazione, il progresso economico e il consolidamento del processo di democratizzazione di questi paesi rispondono anche agli interessi della stessa UE, e in particolare al rafforzamento della sua sicurezza;
l'UE rappresenta un riferimento imprescindibile per i paesi di quest'area, in primo luogo in quanto le esperienze avanzate delle democrazie mature dei paesi membri costituiscono un modello prezioso per la configurazione di istituzioni compiutamente democratiche, con particolare riferimento ai Parlamenti, e per la promozione di una adeguata tutela dei diritti civili e politici e, in secondo luogo, in considerazione dell'alto livello di sviluppo che contraddistingue le economie dei paesi dell'UE;
sul piano economico, la sfida è costituita dall'obiettivo di una rapida riconversione degli apparati produttivi e dalla loro modernizzazione in modo da favorirne l'integrazione con i mercati internazionali e più forti tassi di sviluppo;
la collocazione geografica di questi Paesi tra la Russia e l'UE allargata ne accentua l'importanza strategica, sia sotto il profilo degli equilibri politici che dal punto di vista degli scambi economici e del trasporto energetico;
osservato che:
il rafforzamento dei rapporti prefigurato dal progetto di Partenariato orientale, sia sul piano multilaterale che su quello bilaterale, attraverso la stipula di accordi di associazione, deve essere perseguito in modo tale da inserirsi armoniosamente nell'ambito delle iniziative complessivamente poste in essere, attraverso la PESC, per il rafforzamento della capacità dell'UE di essere un attore importante sul piano internazionale, al fine di tutelare efficacemente gli interessi strategici dell'Unione;
sul piano economico, è pienamente condivisibile l'obiettivo di istituire una zona di libero scambio, anche in relazione all'ingresso dei paesi interessati nel WTO. A tal fine si dovranno privilegiare, nell'ambito dei programmi di sostegno allo sviluppo economico, le iniziative in grado di rafforzare i sistemi produttivi dei paesi interessati e la integrazione delle loro economie a livello internazionale attraverso la promozione di nuove iniziative imprenditoriali, anche avvalendosi di partnership con imprese europee;
occorre in ogni caso garantire integralmente la libertà di riunione e di espressione allo scopo di allinearsi agli standard europei in materia di diritti civili e politici e rafforzare l'imparzialità e l'indipendenza del potere giudiziario, come più volte riaffermato in seno all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa;
particolare attenzione dovrà essere dedicata alla collaborazione in materia di energia, in considerazione del rilievo che per alcuni dei paesi interessati riveste il passaggio sui rispettivi territori di infrastrutture attraverso le quali è assicurata la fornitura di gas ai mercati europei;

dovrà inoltre attribuirsi carattere prioritario ai patti in materia di mobilità e sicurezza affinché la intensificazione dei rapporti non si traduca in una occasione per le organizzazioni criminali di lucrare attraverso la gestione dei flussi di immigrazione illegale che alimenta condizioni di sfruttamento e di impiego in attività delittuose;
esprime una valutazione favorevole
impegnando il Governo a sostenere convintamente l'evoluzione del Partenariato orientale, ferma restando l'esigenza che esso proceda in parallelo con il Partenariato strategico con la Russia e non alteri, con riferimento alla determinazione delle risorse finanziarie, il rapporto attualmente esistente con il Partenariato euro-mediterraneo di un terzo e due terzi, nonché a favorire il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'Unione europea nell'Assemblea parlamentare del Partenariato orientale, contrastando ogni eventuale riconoscimento di natura istituzionale ove tale condizione non sia assicurata.


ALLEGATO

PARERE DELLA XIV COMMISSIONE
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)

Parere sulla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dell'8 dicembre 2008 - Partenariato orientale (COM(2008)823 def.)


La XIV Commissione Politiche dell'Unione europea,
esaminata la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul Partenariato orientale;
rilevato che:
a) la proposta di istituire il Partenariato, pur muovendosi nel solco della politica di vicinato, si prefigge di segnare una svolta positiva nel rafforzamento dei rapporti tra l'Unione europea e i paesi interessati (Ucraina, Moldavia, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia), sulla base della considerazione per cui la stabilizzazione, il progresso economico e il consolidamento del processo di democratizzazione di questi paesi possono concorrere in misura decisiva alla sicurezza dell'UE;
b) l'area confinante ad est con l'UE è stata investita nel corso degli ultimi decenni da profondi cambiamenti, a seguito del crollo dell'Unione sovietica, con la creazione di nuove entità che, non senza difficoltà, sono impegnate nel faticoso lavoro di costruzione e consolidamento di istituzioni statali e di ordinamenti giuridici, lavoro per il quale le esperienze delle democrazie mature dei paesi dell'UE possono costituire un riferimento essenziale. Peraltro, i rapporti di questi paesi con l'Unione si sono progressivamente intensificati a mano a mano che procedeva il processo di allargamento e che i confini dell'Unione si spostavano ad est;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) il rafforzamento dei rapporti prefigurato dal progetto di Partenariato orientale, sia sul piano multilaterale che su quello bilaterale, attraverso la stipula di accordi di associazione, può offrire notevoli vantaggi sia per i paesi interessati sia per la stessa UE. Allo scopo di valorizzare tutte le potenzialità del progetto è tuttavia necessario che esso sia realizzato con il massimo equilibrio. In particolare, la collocazione geografica dei paesi interessati e le vicende che hanno interessato l'area orientale confinante con l'UE devono indurre a procedere con la massima cautela nella realizzazione del progetto di partenariato, evitando che lo stesso si presti ad ingenerare equivoci o preoccupazioni quanto alle intenzioni dell'UE, con particolare riguardo al valore strategico della collaborazione con la Russia;
b) l'impegno per la traduzione concreta del progetto di Partenariato orientale non deve peraltro andare a scapito di altre iniziative altrettanto significative assunte dall'UE; pertanto, in sede di determinazione delle risorse finanziarie da assegnare alla politica di partenariato, occorre garantire che non venga alterato il rapporto attualmente esistente fissato in un terzo per il Partenariato orientale e in due terzi per il Partenariato mediterraneo;
c) il consolidamento dei contatti deve investire tutte le sfere e coinvolgere tutti gli attori utili allo scopo (sistema produttivo, istituzioni, ivi comprese quelle parlamentari che possono svolgere un ruolo prezioso per favorire il dialogo e lo scambio di esperienze, la società civile);
d) sul piano economico, appare pienamente condivisibile l'obiettivo di istituire una zona di libero scambio, anche in relazione all'ingresso dei paesi interessati nel WTO; a tal fine si dovranno privilegiare, nell'ambito dei programmi di sostegno allo sviluppo economico, le iniziative in grado di rafforzare i sistemi produttivi dei paesi interessati e la integrazione delle loro economie a livello internazionale; particolare attenzione dovrà essere dedicata alla collaborazione in materia di energia, in considerazione del rilievo che per alcuni dei paesi interessati riveste il passaggio sui rispettivi territori di infrastrutture attraverso le quali è assicurata la fornitura di gas ai mercati europei;
e) dovrà inoltre attribuirsi carattere prioritario alle politiche per le piccole e medie imprese, nonché ai patti in materia di mobilità e sicurezza, affinché la intensificazione dei rapporti non si traduca in una occasione vantaggiosa per le organizzazioni criminali ovvero per l'immigrazione illegale;
f) dovrà essere assegnata la massima attenzione allo sviluppo della società civile come fattore di crescita e di consolidamento dei sistemi democratici e pluralisti. I progressi registrati negli scorsi anni in materia non sono infatti uniformi. In particolare, in quasi tutti i paesi occorre rafforzare l'imparzialità e l'indipendenza del potere giudiziario e garantire integralmente la libertà di riunione e di espressione allo scopo di allinearsi agli standard europei in materia di diritti civili e politici.


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