La III Commissione Affari esteri e comunitari,
esaminata, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, la relazione annuale dell'Unione europea sui diritti umani per il 2008;
rilevato come la tutela dei diritti umani costituisca un aspetto essenziale della politica estera dell'Unione europea sia in sede internazionale sia nelle relazioni bilaterali;
sottolineato il fatto che in molti accordi bilaterali stipulati dall'Unione con Paesi terzi sono previsti dei meccanismi per intervenire in caso di violazione grave dei diritti umani, fino alla sospensione dei trattati stessi;
condivisa la soddisfazione espressa nella relazione per la riduzione, per quanto ancora lieve, dell'applicazione della pena di morte, pur con il permanere di alcune situazioni di estrema criticità, quali la Cina e l'Iran;
esaminata la situazione dei diritti umani in Russia, dove l'Unione europea ha incontrato un netto rifiuto rispetto al dialogo cui partecipassero anche le ONG che si occupano della loro tutela, nonché quella di altri paesi dell'ex Unione Sovietica, quali Bielorussia, Turkmenistan e Uzbekistan;
rilevato che lo svolgimento delle Olimpiadi in Cina non ho portato alle aperture auspicate, in particolar modo in relazione alla condizione del Tibet, che in queste settimane si è ulteriormente aggravata, assieme al rifiuto delle autorità cinesi di avviare un serio, concreto e veritiero dialogo politico con il Dalai Lama, al controllo su Internet e gli altri mezzi di informazione e alla limitazioni delle libertà personali;
espressa grande preoccupazione per le violenze e scontri fra le forze di sicurezza iraniane e manifestanti, a seguito della contestazione dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del giugno 2009, e per le restrizioni alla libertà di espressione;
considerato che nell'area del sud-est asiatico gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale non hanno prodotto alcuna significativa riduzione delle gravi violazioni dei diritti umani in Birmania e che, pur con alcuni progressi, in Vietnam si verificano numerosi casi di limitazione della libertà di espressione e di culto;
rilevato positivamente che la relazione offre un'ampia panoramica della situazione dei diritti umani nel mondo ed individua alcuni strumenti innovativi, quali ad esempio l'inclusione fra i soggetti destinatari delle risorse della cooperazione allo sviluppo dei gruppi che operano a sostegno della tutela dei diritti umani;
esprime una valutazione favorevole
impegnando il Governo a promuovere il rispetto della clausola relativa ai diritti umani e alla democrazia nell'attuazione degli accordi sottoscritti dall'Unione europea con i Paesi terzi e a svolgere un'efficace azione di coordinamento con i Governi degli altri Stati membri dell'Unione europea e di sensibilizzazione nei confronti dei Governi dei Paesi terzi, al fine di incrementare le probabilità di successo delle iniziative europee, quali la dichiarazione contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, svolte in sede di Nazioni Unite ed in particolare nel Consiglio per i diritti umani, in un quadro di alleanze transnazionali, come avvenuto nel caso della moratoria ONU delle esecuzioni capitali.
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