La VI Commissione Finanze della Camera dei deputati,
esaminata la proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le aliquote ridotte (COM(2008)428 def.);
tenuto conto dell'accordo politico raggiunto sulla proposta di direttiva dal Consiglio Ecofin del 10 marzo 2009;
considerato che:
la proposta originaria di direttiva formulata della Commissione europea intendeva mettere a regime la facoltà degli Stati membri di applicare aliquote IVA ridotte ad alcuni servizi ad alta intensità di lavoro, già assoggettabili in via transitoria ad aliquota ridotta fino al 2010, nonché ad estendere le aliquote ridotte ad ulteriori categorie di servizi prestati localmente;
in particolare, la proposta di direttiva prevedeva l'inclusione, tra le categorie di cessioni di beni e prestazioni di servizi assoggettabili ad aliquota ridotta, dei servizi di ristorazione e catering, esclusa la fornitura di bevande alcoliche, e dei servizi prestati localmente, inclusi i servizi ad alta intensità di lavoro;
la proposta della Commissione, inoltre, estendeva e razionalizzava la facoltà per gli Stati membri di applicare aliquote ridotte nel settore dell'edilizia abitativa, stabiliva, in relazione a categorie già assoggettate ad aliquota ridotta, adeguamenti tecnici e miglioramenti nella formulazione, ed eliminava incongruenze nel trattamento di beni e servizi simili;
la proposta avrebbe pertanto consentito l'applicazione di aliquote ridotte IVA a numerose tipologie di servizi prestati essenzialmente dalle piccole e medie imprese europee, in coerenza con l'approccio definito dall'Atto europeo per le piccole imprese;
si sarebbe inoltre riavviato un riordino complessivo del sistema di aliquote ridotte IVA, che avrebbe consentito di superare l'incoerenza e la frammentazione della disciplina vigente, ed eliminato l'incertezza giuridica ed economica degli operatori economici in merito al futuro delle aliquote ridotte per i servizi ad alta intensità di lavoro;
rilevato che:
il Consiglio Ecofin del 10 marzo 2009 ha raggiunto un accordo politico sulla proposta di direttiva, che consente agli Stati membri che se ne avvalgano di applicare a titolo permanente aliquote ridotte IVA solo per alcuni beni e servizi ad alta intensità di lavoro, quali i servizi di ristorazione ed i libri su qualsiasi supporto fisico, anche non cartaceo;
l'accordo politico esclude espressamente la possibilità di applicare aliquote IVA ridotte a tutte le altre categorie di beni e servizi contemplate nella proposta originaria di direttiva;
il compromesso raggiunto dal Consiglio appare in evidente contrasto con l'obiettivo, enunciato nel Piano di ripresa economica europea, di estendere l'applicabilità di aliquote ridotte IVA ai servizi prestati dalle piccole e medie imprese europee per favorire la ripresa della crescita e dell'occupazione;
l'accordo politico, oltre ad essere in palese contraddizione con gli obiettivi stabiliti dall'Atto europeo per le piccole imprese, non appare favorevole per il sistema produttivo italiano, caratterizzato da un elevato numero di piccole e medie imprese;
il compromesso politico raggiunto costituisce inoltre la rinuncia ad un intervento legislativo più incisivo, che avrebbe potuto favorire un trasferimento di attività dall'economia sommersa e informale verso l'economia ufficiale, al fine di promuovere la crescita economica e contribuire alla lotta contro il lavoro nero;
non è altresì condivisibile la rinuncia al tentativo di operare una razionalizzazione delle aliquote ridotte IVA e l'introduzione di nuove deroghe a favore di singoli Stati membri;
sottolineata la necessità che il presente documento finale, unitamente al parere della Commissione politiche dell'Unione europea, sia trasmesso tempestivamente alla Commissione europea nell'ambito del cosiddetto dialogo politico, nonché al Parlamento europeo,
ad adoperarsi nelle competenti sedi decisionali comunitarie affinché:
a) siano avviate tutte le iniziative appropriate per riavviare un generale riordino del regime delle aliquote ridotte IVA, in particolare al fine di semplificarne e rendere più uniforme la disciplina vigente, eliminando le deroghe ed eccezioni attualmente previste per singoli Stati membri e delineando al contrario un sistema di aliquote ridotte unitario, che tuteli maggiormente gli interessi del sistema economico nazionale;
b) anche in considerazione della crisi economica e finanziaria, sia assicurata, in coerenza con tale approccio, l'estensione della facoltà, per gli Stati membri, di applicare aliquote ridotte IVA ai servizi prestati dalle piccole e medie imprese e, in ogni caso, ai servizi ad alta densità di manodopera ovvero prestati localmente, con particolare riferimento al settore turistico, che è attualmente soggetto a pratiche concorrenziali sleali da parte di altri Paesi membri dell'Unione europea, contemplati nell'originaria proposta di direttiva della Commissione europea;
c) siano avviate tutte le iniziative appropriate volte a promuovere un effettivo coordinamento delle politiche fiscali degli Stati membri, in particolare al fine di prevenire la concorrenza fiscale dannosa, soprattutto nel settore della tassazione delle imprese.
ALLEGATO
La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),
esaminata la proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le aliquote ridotte (COM(2008)428 def.);
tenuto conto dell'accordo politico raggiunto sulla proposta dal Consiglio Ecofin del 10 marzo 2009;
considerato che:
la proposta - che rientra tra le misure collegate all'Atto europeo per le piccole imprese - mira a mettere a regime la facoltà degli Stati membri di applicare aliquote IVA ridotte ad alcuni servizi ad alta intensità di lavoro, già assoggettabili in via transitoria ad aliquota ridotta fino al 2010, nonché ad ulteriori categorie di servizi prestati localmente;
in particolare, si prevede l'inclusione a regime tra le categorie di cessioni di beni e prestazioni di servizi assoggettabili ad aliquota ridotta, dei servizi di ristorazione e catering, esclusa la fornitura di bevande alcoliche, dei servizi prestati localmente, inclusi i servizi ad alta intensità di lavoro;
si estende, inoltre, e si razionalizza la facoltà per gli Stati membri di applicare aliquote ridotte nel settore dell'edilizia abitativa e si operano, in relazione a categorie già assoggettate ad aliquota ridotta, adeguamenti tecnici e miglioramenti nella formulazione e si eliminano incongruenze nel trattamento di beni e servizi simili;
l'iniziativa presenta una particolare importanza in quanto consentirebbe l'applicazione di aliquote ridotte IVA su numerose tipologie di servizi prestati essenzialmente dalle piccole e medie imprese europee e riavvia un ambizioso progetto di riordino complessivo delle aliquote ridotte IVA, a fronte dell'incoerenza e della frammentazione della disciplina vigente;
la proposta eliminerebbe l'incertezza giuridica ed economica degli operatori economici in merito al futuro delle aliquote ridotte per i servizi ad alta intensità di lavoro;
tenuto conto che:
il Consiglio Ecofin del 10 marzo 2009 ha raggiunto un accordo politico sulla proposta che consente agli Stati membri di applicare a titolo permanente aliquote ridotte IVA solo per alcuni servizi ad alta intensità di lavoro, i servizi di ristorazione e i libri su qualsiasi supporto fisico anche non cartaceo;
l'accordo politico nega espressamente la possibilità di applicare aliquote IVA ridotte a tutte le altre categorie di beni e servizi contemplate nella proposta originaria;
il compromesso raggiunto dal Consiglio appare non coerente con l'obiettivo, enunciato nel Piano di ripresa economica europea, di estendere l'applicabilità di aliquote ridotte IVA ai servizi prestati essenzialmente dalle piccole e medie imprese europee per favorire la ripresa della crescita e dell'occupazione;
l'accordo politico è altresì in evidente contrasto con gli obiettivi stabiliti dall'Atto europeo per le piccole imprese e non appare favorevole all'Italia, in considerazione dell'elevato numero di piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale;
non è altresì condivisibile la rinuncia al tentativo di operare una razionalizzazione delle aliquote ridotte IVA e l'introduzione di nuove deroghe a favore di singoli Stati membri,
esprime
con le seguenti condizioni:
1) provveda la Commissione di merito a segnalare nel documento finale la necessità che il Governo promuova tempestivamente nelle competenti sedi decisionali dell'UE iniziative volte ad estendere la facoltà degli Stati membri di applicare aliquote ridotte IVA quanto meno ai servizi ad alta densità di manodopera ovvero prestati localmente contemplati nella proposta di direttiva originaria della Commissione;
2) provveda la Commissione di merito a segnalare nel documento finale la necessità che il Governo promuova tempestivamente nelle competenti sedi decisionali dell'UE iniziative volte ad eliminare le deroghe previste a favore di singoli Stati membri in relazione all'applicazione di aliquote ridotte, esenzioni o altri aspetti specifici della disciplina IVA.
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