Doc. XVIII, n. 10


PARERI


PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

«Il Comitato per la legislazione,
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione per l'anno 2009 ed il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese;
considerato che sia il programma della Commissione sia il programma del Consiglio presentano profili di interesse in relazione all'ambito di attività del Comitato, con specifico riguardo alla semplificazione, alla riduzione degli oneri amministrativi ed alla valutazione di impatto;
sottolineato che questi temi vengono trattati nei documenti della Commissione come strumenti necessari nell'ottica di favorire la competitività e lo sviluppo, anche tenuto conto dell'attuale situazione economico-finanziaria;
segnalato che, in concreta attuazione di tali impegni, nell'Allegato 2 si preannunciano ben 33 iniziative di semplificazione, dirette a finalità di revisione, abrogazione e «rifusione» (ovvero aggiornamento ed unificazione di più strumenti normativi) di un notevole numero di atti normativi; da realizzare nel 2009, cui si aggiunge l'elenco, nell'allegato 3 del Programma legislativo, di 20 proposte pendenti dinanzi al legislatore, che sono state ritirate in forza dell'impegno assunto nel Programma legislativo per il 2007 di un disboscamento delle iniziative legislative della Commissione pendenti;
evidenziato che, a livello nazionale, sia lo Stato sia le Regioni hanno dato, negli ultimi anni, impulso alla semplificazione, alla valutazione di impatto ed alla riduzione degli oneri amministrativi, anche alla luce del programma d'azione della Commissione per la riduzione degli oneri amministrativi nell'Unione europea ed agli impegni sanciti nel Consiglio dei ministri europeo dell'8-9 marzo 2007, nel quadro di una riflessione a tutto tondo sulla qualità della legislazione, ed in particolare:
a) per quanto concerne la valutazione di impatto: il recente regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, ha disciplinato nel dettaglio la relazione per l'analisi di impatto della regolazione, disponendone l'entrata a regime;
b) per quanto concerne la semplificazione normativa: l'articolo 14, commi da 12 a 24, della legge 28 novembre 2005, n. 246, delega il Governo ad una complessa procedura volta all'individuazione delle disposizioni legislative statali, pubblicate anteriormente al 1o gennaio 1970, delle quali si ritiene indispensabile la permanenza in vigore; è previsto che, decorso il termine per l'esercizio della delega, siano abrogate tutte le disposizioni legislative statali pubblicate anteriormente al 1970, con limitate eccezioni. Il lavoro realizzato per dare attuazione al «taglia-leggi» è stato utilizzato dal Governo - anticipando i tempi rispetto a quelli di attuazione della delega e capovolgendone il meccanismo (individuazione delle norme abrogate in luogo di quelle vigenti, senza più limite temporale al 1970) - con i decreti-legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) e 22 dicembre 2008, n. 200 (il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame della Camera), i quali dispongono, complessivamente, l'abrogazione di circa 32.000 atti normativi di rango primario;
c) per quanto concerne la riduzione dei costi amministrativi: l'articolo 25 del citato decreto-legge n. 112/2008 ha dettato le prime misure necessarie per dare attuazione all'impegno assunto dall'Italia in sede di Unione europea finalizzato alla riduzione dei costi amministrativi derivanti dalla normativa nazionale in misura pari al 25 per cento entro il 2012;
invita la XIV Commissione a tenere conto, nella relazione da presentare all'Assemblea ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del regolamento, delle seguenti considerazioni, relativamente alle parti di competenza del Comitato:

per quanto concerne la valutazione di impatto:
segnala l'opportunità di implementare le metodologie ed il numero delle valutazioni di impatto;

per quanto concerne la semplificazione:
segnala l'opportunità che il Programma legislativo e di lavoro della Commissione costituisca l'unico documento annuale che presenti una visione d'insieme della strategia in atto in materia di semplificazione, evitando il proliferare di documenti che talora divergono per gli elenchi di iniziative ad essi allegati;

per quanto riguarda la riduzione dei costi amministrativi:
segnala l'opportunità di dare piena attuazione al Programma legislativo ed al programma di 18 mesi per la riduzione degli oneri amministrativi nell'Unione europea, da cui potranno derivare concreti benefici, anche in termini di PIL, sia nel contesto comunitario sia nell'ambito dei singoli Stati membri, monitorando che le riduzioni ottenute in determinati settori non vengano annullate dalla previsione di nuovi oneri amministrativi;

in relazione all'analisi di impatto, alla semplificazione e codificazione ed alla riduzione dei costi amministrativi:
sottolinea l'importanza delle relazioni interistituzionali per il raggiungimento di tali obiettivi; in questo quadro auspica che la Camera dei deputati sia costantemente aggiornata sui progressi registrati nei diversi ambiti, anche al fine di utilizzare l'esperienza maturata a livello comunitario in connessione con le analoghe problematiche che le istituzioni nazionali stanno affrontando».


PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

La I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni),
esaminati il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 (COM(2008)712 def.) e il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (11249/08);
apprezzato l'impegno manifestato dalla Commissione europea per limitare entro dimensioni contenute le priorità che essa intende perseguire: impegno che discende, più ancora che dalla prossima conclusione della legislatura europea, dalla consapevolezza della difficile situazione che sta vivendo l'Unione europea, la quale è chiamata a fronteggiare le conseguenze della grave crisi finanziaria innescata negli Stati uniti senza che, peraltro, stante la mancata entrata in vigore del Trattato di Lisbona, sia stato ancora definito un nuovo quadro delle regole e delle procedure decisionali;
valutato favorevolmente l'intento delle presidenze francese, ceca e svedese di dare piena attuazione al programma dell'Aja, provvedendo a che sia adottato un nuovo, ambizioso e lungimirante programma di lavoro 2010-2014 e prestando particolare attenzione alla realizzazione nel 2010 del sistema europeo comune di asilo, allo sviluppo di una politica migratoria globale europea e all'adozione di un patto europeo per la migrazione e l'asilo, e delle misure per darvi seguito;
considerato che:
i più recenti allargamenti dell'Unione, conseguenti all'ingresso di numerosi nuovi Paesi, rendono opportuno procedere quanto prima a una modifica degli assetti delle istituzioni europee e delle procedure che ne disciplinano il funzionamento, anche per scongiurare il rischio di una paralisi decisionale e operativa, che tanto più va evitata in quanto oggi si profilano all'orizzonte sfide nuove e minacce globali cui i singoli Stati non possono far fronte da soli e che richiedono invece il massimo coordinamento a livello continentale;
particolare urgenza assume l'aggiornamento e il potenziamento della capacità di azione delle istituzioni europee per quanto riguarda le materie della sicurezza, della libertà e della giustizia, sulle quali si sono registrate, negli anni più recenti, forti resistenze di alcuni Paesi membri e soprattutto di apparati amministrativi, a fronte della prospettiva di una politica europea che potrebbe indebolire le proprie prerogative;
tali resistenze possono essere attenuate a condizione che ad una coraggiosa iniziativa della Commissione europea, con il supporto degli Stati membri più interessati, si accompagni una forte capacità di tradurre concretamente, in termini di interventi puntuali, le decisioni che dovranno essere assunte per realizzare una politica comune in materia di immigrazione, di gestione integrata delle frontiere, di lotta al terrorismo e alla criminalità, con particolare riferimento ai delitti informatici e al rischio di attentati terroristici con armi chimiche, biologiche, nucleari e radiologiche;
in tal senso, un valido contributo potrà essere offerto dal pacchetto criminalità organizzata di cui si preannuncia la presentazione, diretto, tra le altre cose, a rafforzare il contrasto agli abusi sessuali, l'assistenza delle vittime di reati oltre che la lotta alla criminalità informatica;
l'adozione di iniziative utili in queste materie deve mirare, oltre che a realizzare un quadro normativo tendenzialmente uniforme, cui potrà concorrere anche il reciproco riconoscimento in materia penale e civile, a rafforzare le occasioni e le sedi di collaborazione di organi e strutture qualificate, con particolare riguardo a quelle competenti in materia di contrasto alla tratta di esseri umani, criminalità, terrorismo, immigrazione clandestina e di controllo alle frontiere; a tal fine un importante contributo potrà essere fornito anche dal consolidamento di partenariati con i Paesi terzi in materia di migrazione, oltre che dall'istituzione di un Ufficio europeo di sostegno in materia di diritto d'asilo chiamato a fornire assistenza pratica agli Stati membri nelle decisioni relative alle richieste di asilo;
gli sviluppi che vengono prefigurati su queste materie assumono particolare importanza per l'Italia che, per la sua storia e per la sua collocazione geografica, potrebbe risultare più esposta ai rischi di nuove forme di criminalità o dell'azione di gruppi terroristici. Per questo motivo è auspicabile che il nostro Paese concorra con il massimo impegno alla stesura delle iniziative, specie di rango legislativo, che la Commissione intende proporre;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) si incoraggino le iniziative finalizzate a sbloccare lo stallo che si è determinato con riferimento al processo di ratifica del Trattato di Lisbona in modo da consentire la rapida entrata in vigore delle nuove regole in materia di governance dell'Unione;
b) si assumano tutte le iniziative idonee a supportare concretamente, fornendo il pieno e coerente sostegno del nostro Paese, le iniziative che la Commissione europea e la Presidenza di turno intendono promuovere per realizzare effettivamente uno spazio comune in materia di sicurezza, libertà e giustizia, con particolare riguardo a:
1) le misure volte a facilitare il reciproco riconoscimento in materia penale e civile in ambiti concreti al fine di contrastare più efficacemente la criminalità;
2) le misure dirette a porre in essere un approccio comune e condiviso in materia di migrazione. In tale ambito occorrerebbe favorire al massimo le sinergie tra i diversi Paesi e i diversi apparati competenti, attraverso la creazione di un Sistema europeo di controllo delle frontiere che concili l'obiettivo di limitare i flussi di immigrazione illegale con quello di ridurre il tasso di mortalità tra quanti tentano di raggiungere l'Unione europea clandestinamente. Occorrerebbe nel contempo favorire il cammino normativo degli organi comunitari per la realizzazione di politiche comuni in materia di diritto d'asilo. In proposito, si segnala l'importanza che possono assumere il perseguimento dell'obiettivo di una gestione integrata delle frontiere attraverso il rafforzamento della cooperazione operativa e l'introduzione di un nuovo meccanismo di valutazione di Schengen; il rafforzamento della cooperazione di FRONTEX con EUROPOL, attraverso un costante scambio di informazioni; la verifica della fattibilità di un sistema europeo di guardie di frontiera; il potenziamento dei mezzi a disposizione del registro CRATE e la creazione di squadre di intervento rapido (RABIT);
3) le iniziative dirette a migliorare la qualità della legislazione, con specifico riguardo alla semplificazione della normativa esistente e alla riduzione degli oneri amministrativi, esigenza particolarmente avvertita nel nostro Paese.


PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

La II Commissione (Giustizia),
esaminati il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle presidenze francese, ceca e svedese;
considerato che le materie della sicurezza, della libertà e della giustizia stanno assumendo una importanza crescente nell'ambito delle politiche dell'Unione e che su tali materie si misurerà la capacità delle istituzioni europee di aggiornare strumenti e regole per affrontare le sfide globali cui gli Stati membri non possono far fronte da soli;
considerato altresì che i progressi che possono essere compiuti in materia presuppongono, oltre alla coerente traduzione delle priorità indicate in puntuali iniziative della Commissione europea, anche il concreto sostegno degli Stati membri che dovranno dimostrarsi disponibili ad una stretta cooperazione dei rispettivi apparati e strutture amministrative;
rilevato che tali considerazioni valgono sia per quanto concerne le politiche comuni in materia di immigrazione, di lotta al terrorismo e alla criminalità, con particolare riferimento ai delitti informatici, sia per quanto riguarda il rafforzamento degli strumenti e delle procedure per un più efficace svolgimento dei compiti degli organi di polizia e per il miglioramento qualitativo del servizio giustizia;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) si provveda ad assicurare il massimo sostegno alle iniziative che la Commissione europea e la Presidenza di turno intendono assumere, per tradurre in concrete proposte di rango legislativo le priorità indicate in merito alla lotta alle nuove forme di criminalità, con particolare riferimento al contrasto alla pedofilia e alla criminalità informatica, nonché all'immigrazione clandestina.
A tale ultimo riguardo, si segnala il contributo che potrà essere garantito:
1) dall'istituzione di un Ufficio europeo di sostegno in materia di diritto d'asilo, chiamato a fornire assistenza pratica agli Stati membri nelle decisioni relative alle richieste di asilo;
2) dalla realizzazione un Sistema europeo di controllo delle frontiere, diretto a conciliare l'obiettivo di limitare i flussi di immigrati illegali che entrano clandestinamente nell'UE con quello di ridurre il tasso di mortalità degli immigrati illegali;
3) dal rafforzamento di Frontex, dal potenziamento dei mezzi a disposizione del registro CRATE e dalla creazione di squadre di intervento rapido (RABIT);
b) si sostenga l'impegno della Commissione per migliorare la qualità e l'efficacia dell'attività delle amministrazioni della giustizia mediante:
1) il riconoscimento reciproco e l'esecuzione delle decisioni in materia civile, commerciale e, ove possibile, penale, allo scopo di pervenire alla graduale soppressione dell'exequatur;
2) la creazione di un sistema completo ed armonizzato che permetta di decidere in merito alla competenza dei giudici;
3) l'istituzione del sistema europeo di informazione e di interconnessione dei casellari giudiziari;
4) la realizzazione della strategia in materia di giustizia elettronica, anche per agevolare il ricorso alle videoconferenze;
c) si sostenga l'impegno della Commissione e della Presidenza per il rafforzamento della cooperazione, sul piano operativo, delle forze di polizia, con particolare riguardo alle iniziative comuni per la formazione e l'addestramento delle stesse, oltre che per l'aggiornamento del regime giuridico di Europol;
d) si sostenga l'obiettivo di pervenire alla definizione di una disciplina armonizzata in materia di tutela dei diritti dei consumatori, che regoli anche le forme e le modalità per l'attivazione di meccanismi d'azione collettiva, tenendo conto del fatto che l'espansione dei mercati di consumo, che assumono dimensioni sempre più transfrontaliere, aumenta il rischio che un elevato numero di consumatori sia vittima di pratiche identiche o analoghe da parte di un operatore commerciale.


PARERE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminato, per quanto di competenza, il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese;
rilevato che, nell'anno conclusivo del suo mandato, la Commissione, in piena sinergia con il Consiglio ed il Parlamento europeo, si propone di completare i programmi già intrapresi nei settori dell'energia, del mutamento climatico, dell'immigrazione e delle politiche sociali e di attuare la strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, in coerenza con il ruolo attivo che l'Unione europea intende assumere nella gestione della crisi economica internazionale e nel quadro dell'impegno per la costruzione di un'Europa di pace, prosperità e solidarietà;
sulla base della condivisione dei maggiori obiettivi di politica estera che la Commissione si prefigge, con particolare attenzione alla continuazione del processo di allargamento, allo sviluppo della dimensione dell'Unione per il Mediterraneo, ad un fattivo partenariato con il nuovo governo degli Stati Uniti, ai temi dell'agenda contro la povertà e per lo sviluppo, in relazione all'agenda di Doha e agli impegni assunti per l'attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite;
condivise, in particolare, le linee direttrici del Consiglio, fissate fino al dicembre 2009, in riferimento all'impegno per la soluzione della questione nucleare nel rapporto con l'Iran; all'incremento dell'impegno nella dimensione multilaterale per la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali; all'impegno ininterrotto per la tutela dei diritti umani e per l'attenzione alla coerenza e all'efficacia degli aiuti nel quadro delle politiche di sviluppo;
apprezzati altresì gli obiettivi per il rafforzamento delle relazioni esterne dell'Unione, con particolare attenzione ai Paesi interessati dalla politica europea di vicinato (PEV), nell'auspicio che la speciale considerazione verso la cosiddetta «dimensione orientale», essenziale nell'ottica del rapporto con la Russia, non rallenti il processo virtuoso che ha portato alla istituzione dell'Unione per il Mediterraneo, anche in considerazione della recente evoluzione della crisi mediorientale;
sottolineata la necessità che l'Unione europea proceda in modo convinto nel processo di integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, rimuovendo gli ostacoli che si frappongono ad una applicazione dell'Accordo di Stabilizzazione e di Associazione tra l'Unione europea e la Serbia e all'avvio del processo di ratifica da parte dei 27 Stati membri dell'Unione;
osservato, infine, che il successo dell'azione esterna dell'Unione europea e una sua piena assunzione di ruolo nello scenario internazionale sono strettamente condizionati al positivo esito del percorso di ratifica del Trattato di Lisbona,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


PARERE DELLA IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

La IV Commissione (Difesa),
esaminato, per le parti di competenza, il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (COM(2008)712 def. - 11249/08),
premesso che:
il programma del Consiglio prevede che le relazioni esterne dell'Unione europea continueranno a fondarsi sulla strategia europea in materia di sicurezza, adottata dal Consiglio europeo di Bruxelles il 12 e il 13 dicembre 2003, con il documento «Un'Europa sicura in un mondo migliore»;
tale strategia sarà migliorata ed integrata, in conformità con le conclusioni del Consiglio europeo dell'11 e 12 dicembre 2008 ispirate dall'analisi condotta dal Segretario generale/Alto rappresentante, in piena associazione con la Commissione e in stretta collaborazione con gli Stati membri;
considerato che secondo la citata analisi l'Unione europea dovrebbe attribuire più attenzione al nesso tra sicurezza e sviluppo, alla sicurezza in materia di energia, alla difesa contro gli attacchi informatici e alle conseguenze del cambiamento climatico per la sicurezza;
valutato positivamente il fatto che il Consiglio europeo, per far fronte a tali sfide, intenda migliorare progressivamente le capacità civili e militari, in coerenza con la dichiarazione sulle capacità adottata dal Consiglio dell'8 dicembre 2008, in cui sono stati fissati obiettivi quantificati e precisi, affinché l'Unione europea nei prossimi anni sia in grado di portare a buon fine simultaneamente, al dì fuori del suo territorio, una serie di missioni civili e di operazioni militari di varia portata,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


PARERE DELLA V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, tesoro e programmazione)

«La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione);
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2009 e il Programma di «diciotto mesi» del Consiglio dell'Unione europea;
valutato positivamente come il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea, il documento di prioritario interesse per la Commissione, si concentri su un numero limitato di iniziative, evitando un'elencazione lunga e generica di obiettivi e di misure eterogenee, come è invece sovente avvenuto negli anni trascorsi;
rilevato come il documento, tenendo conto del prossimo rinnovo del Parlamento europeo al quale seguirà quello della Commissione, assuma un arco temporale circoscritto e persegua l'obiettivo di fornire risposte tempestive dirette ad affrontare la crisi economica e finanziaria internazionale in atto;
rilevato altresì come il Piano, anche in accoglimento di proposte formulate dal Governo italiano, riservi una particolare attenzione agli interventi a favore delle piccole e medie imprese, prospettando il ricorso ad una pluralità di strumenti al fine di rafforzare un settore determinante al fine del rilancio della competitività e della crescita economica dell'Unione europea;
considerato, tuttavia, come la dichiarata volontà dell'Unione europea di promuovere il coordinamento delle iniziative assunte dai diversi Stati membri abbia a tutt'oggi trovato un debole riscontro nelle azioni promosse dalla stessa Unione, che continua ad avvalersi dei consueti strumenti «deboli» privi di carattere giuridicamente vincolante;
considerato altresì come, nell'ambito del Piano di ripresa economica, il contributo finanziario diretto del bilancio dell'Unione europea risulti modesto, essendo pari a circa lo 0,3 per cento del PIL dell'Unione europea, mentre appare più significativo il ruolo assunto dalla Banca europea per gli investimenti (BEI),

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) è necessario che l'Italia si impegni sia sul versante europeo sia su quello nazionale affinché il sistema produttivo si avvalga pienamente delle opportunità offerte dal Piano, con particolare riferimento alle misure relative alle piccole e medie imprese, che andrebbero ulteriormente rafforzate;
b) nelle competenti sedi dell'Unione europea occorrerebbe valutare la possibilità di incrementare le risorse del bilancio già destinate al Piano di ripresa economica, utilizzando il margine esistente tra il massimale delle prospettive finanziarie e quello delle risorse proprie;
c) il Governo dovrà impegnarsi affinché il sistema produttivo nazionale benefici di una congrua percentuale dei prestiti erogati dalla BEI che risulti almeno pari alla quota del capitale BEI sottoscritta dal nostro Paese: tali risorse dovranno sommarsi agli stanziamenti di bilancio dell'Unione europea ed agli aiuti nazionali;
d) il Governo ribadisca nelle opportune sedi europee la proposta di emettere titoli di debito europei per il finanziamento di progetti qualificanti ad alto valore aggiunto in alcuni settori strategici, anche in considerazione del rafforzamento dell'euro nel sistema valutario internazionale;
e) va affermato con chiarezza il principio per cui la spesa pubblica dell'Unione europea deve concentrarsi su obiettivi ad alto valore aggiunto europeo non perseguibili a livello esclusivamente nazionale: competitività, innovazione, conoscenza, solidarietà e, in particolare, regolazione dei flussi migratori e gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina;
f) per rendere visibile il contributo dell'Unione europea alla qualità della vita dei cittadini europei, occorre che l'Unione attribuisca risorse significative a progetti europei ad altissimo valore aggiunto quali i centri di eccellenza nel campo della sanità e della ricerca e i progetti nel settore delle infrastrutture;
g) il Governo dovrà sottolineare nelle sedi europee il contributo decisivo che i fondi strutturali possono fornire all'attuazione del Piano per la ripresa dell'economia europea, nonché la necessità di sviluppare la dimensione territoriale della coesione e di pervenire ad una riforma delle politiche di coesione nell'ambito della riforma del bilancio della UE che assicuri risorse finanziarie adeguate per il nostro Paese, in particolare per le regioni dell'attuale obiettivo convergenza;
h) l'Italia dovrà, in particolare, promuovere nelle competenti sedi europee e a livello nazionale il più ampio ricorso ai fondi strutturali previsti dal Piano di ripresa economica, concentrandoli su un numero limitato di interventi strategici e finalizzandoli al sostegno delle piccole e medie imprese e dell'occupazione».


PARERE DELLA VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)

La VI Commissione (Finanze),
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2009 ed il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (COM(2008)712 definitivo - 11249/08);
rilevato come tanto il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2009 quanto il Programma del Consiglio dell'Unione europea sottolineino come le perturbazioni sui mercati finanziari abbiano sollevato numerose questioni, che impongono la necessità di intervenire per fronteggiare le ripercussioni dell'attuale crisi finanziaria sull'economia reale;
rilevato positivamente come le vicende della crisi abbiano evidenziato la capacità dei Paesi sviluppati di realizzare su molti aspetti un efficace coordinamento delle misure di politica economica e monetaria adottate in prima battuta a livello europeo e mondiale per fronteggiare tale condizione di turbolenza;
evidenziata l'esigenza di ricostituire al più presto condizioni di maggiore fiducia nei mercati finanziari, favorendo a tal fine la definizione di un approccio europeo comune in sede di elaborazione di una risposta internazionale alla crisi economica;
ricordato, in particolare, che le istituzioni dell'Unione europea hanno definito una risposta coordinata e tempestiva a livello europeo, adottando o proponendo alcune misure specifiche relative a diversi aspetti dei mercati finanziari;
condiviso l'obiettivo di proseguire in tale azione, elaborando ed adottando rapidamente ulteriori interventi volti a rivedere globalmente l'adeguatezza della normativa di tutti gli operatori finanziari e dei principali investitori sui mercati dei capitali;
sottolineata inoltre l'esigenza di utilizzare pienamente le opportunità offerte da alcune importanti iniziative prospettate nel Programma della Commissione che sono state già adottate, in particolare avvalendosi pienamente dei significativi margini di flessibilità introdotti dalla Commissione in materia di aiuti di Stato relativamente al sostegno del sistema finanziario nel contesto dell'attuale crisi finanziaria globale;
rilevata l'opportunità di proseguire i lavori volti a migliorare ulteriormente il quadro di stabilità finanziaria dell'UE e l'efficienza dei dispositivi di gestione delle crisi, orientando positivamente il dibattito internazionale su una nuova architettura finanziaria mondiale, anche in vista del vertice del G20 che si svolgerà nel prossimo aprile a Londra;
rilevato come l'impegno in tal senso debba essere innanzitutto orientato a preservare la stabilità del sistema finanziario, sostenere le istituzioni finanziarie, evitare i fallimenti ed assicurare la protezione dei depositi dei risparmiatori;
sottolineata, altresì, la necessità di rafforzare la vigilanza del settore finanziario europeo e di procedere ad un'esaustiva riforma del sistema finanziario internazionale, fondata sui principi di trasparenza, solidità bancaria e responsabilità;
segnalata altresì l'esigenza di evitare che le iniziative per fronteggiare la crisi finanziaria e la minaccia di una recessione economica globale determinino atteggiamenti protezionistici e interventi sproporzionati da parte degli Stati;
rilevata l'opportunità di far compiere un definitivo salto di qualità al dibattito circa il rafforzamento o lo sviluppo di istituzioni di vigilanza nazionali efficaci ed indipendenti, competenti su tutti i settori dei mercati finanziari, giungendo quantomeno ad un effettivo avvicinamento e coordinamento tra le azioni di vigilanza svolte in seno all'Unione europea e nell'ambito dei principali mercati finanziari mondiali, con particolare riferimento al potenziamento della vigilanza sui gruppi transfrontalieri;
evidenziato come il Governo italiano abbia adottato una serie di misure, contenute nei decreti-legge n. 155 e n. 185 del 2008, finalizzate ad assicurare la stabilità del mercato finanziario nazionale, la capitalizzazione delle imprese bancarie e la disponibilità di credito per le famiglie e le imprese;
sottolineato come la Commissione europea abbia già dichiarato compatibile con la disciplina comunitaria la normativa italiana in materia di capitalizzazione delle banche, garanzia delle passività delle banche e operazioni temporanee di scambio per gli istituti di credito, introdotta dai predetti decreti-legge n. 155 e 185 del 2008;
rilevato come l'introduzione, da parte della Commissione europea di importanti elementi di flessibilità in materia di aiuti di Stato, che pure appaiono positivi, non sia ancora sufficiente rispetto alle dimensioni della crisi economica in corso, e come occorra, in particolare, prevedere regole meno rigide per le misure di sostegno di carattere regionale;
richiamata l'esigenza di superare lo stallo politico finora registratosi riguardo alla proposta di direttiva che modifica la direttiva 2006/112/CE, volta ad introdurre una nuova lista dei beni e servizi assoggettabili ad aliquota IVA ridotta, superando l'attuale regime, caratterizzato dalla disorganicità delle numerose deroghe concesse in materia ai vari Stati membri;
sottolineata la necessità di affrontare in maniera incisiva la questione relativa alle preoccupanti dimensioni dell'evasione IVA registratasi a livello comunitario, facilitando a tal fine l'adozione delle proposta di direttiva che modifica a tal fine la direttiva 2006/112/CE, in relazione all'evasione fiscale connessa all'importazione e ad altre operazioni transfrontaliere;
evidenziata, più in generale, l'importanza di riavviare in termini costruttivi l'annoso dibattito relativo all'armonizzazione dei regimi tributari concernenti l'imposizione sulle società, tenendo peraltro realisticamente conto dell'estrema diversità delle posizioni esistenti, in particolare tra gli Stati fondatori dell'Unione e quelli più recentemente entrati nel contesto comunitario,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento alla politica fiscale, si rileva l'opportunità che la Commissione europea assicuri un'applicazione più flessibile, coerente ed equa della regole relative agli aiuti di Stato in materia fiscale, soprattutto in merito all'applicazione di aliquote ridotte a regioni svantaggiate, in considerazione del fatto che i criteri applicati in passato in materia non hanno sempre risposto a criteri di ragionevolezza e omogeneità, creando distorsioni e disparità nel trattamento di diversi Paesi;
b) sempre con riferimento alle tematiche generali in materia fiscale, si evidenzia inoltre come la necessità di rilanciare la competitività dell'economia europea consigli scelte di politica fiscale più coraggiose, nella direzione di un coordinamento minimo dei sistemi fiscali nazionali, al fine di evitare che, in una fase di crisi globale, la concorrenza fiscale tra gli Stati membri possa degenerare in comportamenti dannosi sulla competitività complessiva dell'economia europea e sulle politiche di bilancio, che finirebbero inevitabilmente con il concentrare il carico fiscale su fattori meno mobili della produzione, come il lavoro dipendente, determinando effetti negativi sull'occupazione;
c) per quanto riguarda specificamente l'imposizione sul valore aggiunto, nel condividere il ricorso ad aliquote IVA ridotte per il sostegno allo sviluppo, si segnala l'esigenza di rilanciare la discussione su una generale riforma del sistema delle medesime aliquote ridotte e dei regimi speciali o derogatori IVA, giungendo a definire un unico allegato tassativo che contenga regole uniformi per tutti, in quanto la coesistenza, nella direttiva 2006/112/CE, accanto all'allegato III, di disposizioni che consentono a ciascuno Stato membro di applicare ad ulteriori beni o servizi aliquote ridotte o super ridotte, rappresenta un forte elemento di distorsione che falsa la concorrenza nel mercato interno e rende poco trasparente il sistema impositivo;
d) ancora in relazione all'IVA, si sottolinea l'esigenza di affrontare in maniera incisiva la rilevante questione concernente l'evasione dell'imposta, che ha ormai assunto proporzioni inaccettabili, operando al fine di facilitare l'adozione della proposta di direttiva che modifica a tal fine la direttiva 2006/112/CE, in relazione all'evasione fiscale connessa all'importazione e ad altre operazioni transfrontaliere;
e) con riferimento al settore finanziario, si rileva l'opportunità di sostenere, nelle competenti sedi decisionali dell'Unione europea, gli interventi per migliorare la regolamentazione nel settore dei servizi finanziari. Da un lato, facilitando la rapida approvazione delle proposte legislative volte a fare fronte alla crisi finanziaria, riguardanti i requisiti patrimoniali delle banche, la solvibilità delle compagnie d'assicurazione e degli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari, la protezione dei depositi dei risparmiatori, la disciplina delle agenzie di valutazione del credito, la vigilanza finanziaria e le norme contabili. Dall'altro, accelerando l'elaborazione di ulteriori misure relative all'adeguatezza della normativa applicabile a tutti gli operatori finanziari, ai principali investitori attivi nei mercati dei capitali, nonché ai mercati degli strumenti derivati;
f) alla luce della crisi finanziaria occorre inoltre interrogarsi sull'adeguatezza, a fronte di un mercato finanziario sempre più integrato, di un sistema di vigilanza europeo frammentato in oltre 40 regolatori nazionali, verificando le possibilità di migliorare l'attuale modello di coordinamento e convergenza tra le autorità di vigilanza, che pure presenta aspetti positivi, nonché individuando iniziative più ambiziose volte alla concentrazione a livello europeo di alcune funzioni di vigilanza e regolamentazione, sulla scorta delle raccomandazioni espresse dal gruppo di esperti ad alto livello sulla vigilanza finanziaria nell'Unione europea costituito dalla Commissione europea;
g) in tale contesto un ulteriore aspetto al quale occorre dedicare attenzione è rappresentato dalle iniziative di semplificazione nel settore dei mercati finanziari, in particolare per quanto riguarda la disciplina sui prospetti o sull'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, al fine di realizzare il duplice obiettivo di elevare l'effettivo livello di protezione degli investitori, che risultano danneggiati dall'esistenza di un'eccessiva mole di obblighi meramente formali, e di diminuire gli oneri amministrativi inutili a carico degli emittenti.


PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione);
esaminato per le parti di competenza, il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (COM(2008)712 def. - 11249/08);
valutato positivamente il rilievo attribuito al contesto generale che fa da sfondo al programma, in riferimento alla crisi economica e finanziaria e alla necessità di individuare risposte adeguate per affrontare la crisi apertasi negli scorsi mesi, anche attraverso la dimensione europea della cultura, dell'istruzione e della ricerca;
valutato positivamente il fatto che nel Programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2009, all'Allegato 1 sotto il titolo «comunicazione sul dialogo università-imprese» è prevista una comunicazione della Commissione, nella quale viene specificato che le università operano al centro del triangolo della conoscenza costituito da istruzione, ricerca e innovazione, che esse svolgono un ruolo cruciale nella creazione di un'Europa delle conoscenze e devono aprirsi maggiormente ai bisogni delle società e che basandosi sulle buone pratiche, la comunicazione proporrà orientamenti e strutture per migliorare e intensificare la cooperazione tra università e imprese, ridurre le barriere tra università e imprese, migliorare la governance, migliorare la pertinenza dei programmi di studio, promuovere lo spirito imprenditoriale presso le Università e gli studenti, migliorare la mobilità e sviluppare e rafforzare il ruolo delle università nell'educazione permanente;
rilevato con soddisfazione per quel che riguarda il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea, elaborato dalla presidenza francese, ceca e svedese, che in esso viene specificato che considerato il ruolo cruciale della ricerca e dell'innovazione nella promozione della competitività, le presidenze cercheranno di rafforzare lo spazio europeo della ricerca, anche assicurandone la gestione efficace e promuovendo sia programmi di ricerca comuni sia la cooperazione internazionale nella scienza e nella tecnologia;
evidenziato, invece che per quel che riguarda l'istruzione e la formazione, viene sottolineato che un'istruzione e una formazione di alta qualità costituiscono la base per la creazione di posti di lavoro qualitativamente migliori e la sostenibilità della crescita e che verrà prestata particolare attenzione ai preparativi per la relazione finale sul programma «Istruzione e formazione 2010» nonché al futuro di questo processo dopo il 2010;
sottolineato altresì con favore che nel capitolo cultura, audiovisivi e multilinguismo, per quel che riguarda la cultura, si prevede che le tre presidenze si concentreranno sull'attuazione dell'Agenda europea per la cultura e del piano di lavoro per la cultura 2008-2010 nell'ambito del metodo di coordinamento aperto e che particolare attenzione sarà rivolta a come migliorare l'accesso alla cultura, specie da parte di bambini e giovani, e sviluppare sinergie tra cultura e istruzione e che inoltre, le presidenze metteranno ulteriormente in risalto l'importanza del contributo dei settori culturale e creativo alla crescita e all'occupazione nonché allo sviluppo sostenibile, e nell'ottica della attuazione della quinta libertà (libera circolazione delle conoscenze);

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) appare opportuno specificare ulteriormente le modalità e le misure attraverso le quali si prevede di migliorare e intensificare la cooperazione tra università e imprese, prevedendo forme di scambi di esperienze dirette tra i due settori attraverso progetti ad hoc e forme di partenariato, anche con riferimento all'area euromediterranea;
b) si ritiene altresì opportuno precisare, in merito all'importanza del contributo dei settori culturale e creativo alla crescita e all'occupazione nonché allo sviluppo sostenibile, le modalità e le misure attraverso le quali è possibile prevedere, nell'ambito di una concezione della gestione dei beni culturali e della cultura, improntata al rispetto delle peculiarità di tali beni, un programma operativo che porti alla nascita di una vera e propria strategia per la gestione del settore culturale europeo nel suo complesso e per il raggiungimento dei tre obiettivi della strategia culturale indicati dall'Unione Europea: il dialogo interculturale, la promozione della cultura quale catalizzatore della creatività nel quadro della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione; la promozione della cultura quale elemento essenziale delle relazioni internazionali dell'Unione Europea;
c) appare opportuno prevedere il potenziamento delle iniziative di comunicazione e di informazione relative alle modalità e alle misure messe in atto dall'Unione europea nei settori della ricerca, istruzione e formazione, cultura, multilinguismo, sport;
d) risulta opportuno che in sede di Unione europea vengano chiarite le modalità attraverso le quali può essere dato impulso allo sport di cittadinanza, quale utile strumento per la prevenzione alla salute e come occasione di amicizia e esperienza interculturale;
e) occorre inoltre incentivare lo sviluppo e l'attuazione della formazione continua lungo tutto il corso della vita (long life learning), supportato fortemente dalla mobilità degli studenti, dei lavoratori e dei docenti;
f) appare importante ulteriormente incentivare il multilinguismo attraverso una didattica che miri all'apprendimento con docenti di madrelingua, per immersione e con permanenza nel Paese di cui si apprende la lingua, implementando e incentivando i programmi e le misure già individuati dall'Unione europea.


PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

La VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici),
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese COM(2008) 712 definitivo - 11249/08;
considerati con particolare favore i contenuti dei citati documenti, in quanto diretti ad integrare la legislazione comunitaria con ulteriori, importanti, strumenti normativi;
sottolineato che nel programma della Commissione sono evidenziate, come priorità, le azioni dirette: alla elaborazione e promozione di politiche volte a contrastare i cambiamenti climatici e a raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo nel marzo 2007 (cosiddetto «pacchetto 20/20/20»); al perseguimento di una strategia per uno sviluppo sostenibile incentrata, anche di fronte all'attuale crisi economica, sul sostegno e sull'orientamento della domanda verso tecnologie verdi e verso l'efficienza energetica; alla messa in campo di politiche capaci di garantire la sicurezza, la sostenibilità e la competitività degli approvvigionamenti di energia;
segnalato che il Consiglio, in merito agli appalti pubblici, si propone l'obiettivo di una normativa chiara e univoca, al fine di garantire un mercato interno ben funzionante e competitivo, nonché di dare seguito a nuove iniziative in materia di concessioni e di partenariato fra settore pubblico e privato, valorizzando il ruolo dei cosiddetti «appalti verdi» e degli appalti pubblici per via elettronica;
ribadita, infine, la necessità di migliorare il livello delle infrastrutture europee attraverso lo sviluppo di una rete transeuropea di trasporti nell'ambito di una politica incentrata su sviluppo dell'intermodalità, sicurezza e compatibilità ambientale;
ricordato che la VIII Commissione della Camera, nell'ambito dell'esame delle proposte di direttive comunitarie sul cosiddetto «pacchetto clima-energia» ha svolto un'intensa attività istruttoria, concludendo la propria attività con un importante documento che da indirizzi precisi al Governo per le politiche in materia;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con la seguente osservazione:
a) si tenga conto, anche in altri provvedimenti normativi, degli obiettivi enunciati nel Programma legislativo in esame, i quali potranno essere effettivamente raggiunti solo se orienteranno con coerenza il complesso delle politiche di governo.


PARERE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2009 (COM(2008) 712 definitivo) e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (11249/08);
considerato il ruolo determinante che può essere svolto dalla realizzazione delle opere relative alla rete transeuropea di trasporto (TEN-T) al fine di superare il deficit infrastrutturale che si registra nel nostro Paese e che si traduce in un crescente livello di congestione, in particolare della rete stradale, di garantire il necessario raccordo dell'Italia con i grandi assi della mobilità a livello continentale e di favorire il trasporto e la commercializzazione in Europa dei prodotti nazionali;
considerato altresì il rilievo essenziale che per il trasferimento delle informazioni e per l'incremento delle potenzialità di crescita delle economie dei singoli Stati membri e dell'Unione europea nel suo complesso rappresentano le reti a banda larga, con particolare riferimento a quelle di nuova generazione;
ritenuto che investimenti nel settore delle infrastrutture destinate ai trasporti e nel settore delle reti di comunicazione elettronica potrebbero esplicare una rilevante funzione di stimolo dell'economia rispetto alla situazione di crisi in atto,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

invitando la Commissione di merito a evidenziare nei confronti del Governo le seguenti esigenze:
a) promuovere, presso le competenti istituzioni europee, tutte le iniziative utili a stanziare risorse finanziarie aggiuntive per la realizzazione delle opere relative alla rete transeuropea di trasporto (TEN-T), favorendo anche il ricorso per tali finalità alle disponibilità che potranno essere attivate attraverso prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI);
b) promuovere, presso le competenti istituzioni europee, tutte le iniziative utili a favorire la realizzazione e lo sviluppo nei singoli Stati membri delle reti a banda larga, con particolare riferimento ai territori nei quali si presentano in misura marcata situazioni di divario digitale (digital divide);
c) a livello nazionale, a coinvolgere le competenti Commissioni parlamentari nell'individuazione delle opere da realizzare in via prioritaria, sia nell'ambito delle infrastrutture relative ai trasporti, sia nell'ambito degli interventi per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica.


PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

La X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo),
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il Programma di diciotto mesi (luglio 2008-dicembre 2009) del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese, trasmessi al Parlamento dal Ministro per le politiche europee;
apprezzato che la Commissione abbia deciso, in considerazione sia delle prossime elezioni europee sia della grave crisi che l'Unione intera sta fronteggiando, di concentrare il proprio programma su alcune questioni prioritarie con il chiaro obiettivo di sostenere le economie dei vari Paesi europei;
rilevata la necessità di utilizzare appieno gli spazi di intervento che nel piano europeo di ripresa vengono prospettati a sostegno delle piccole e medie imprese;
considerata la necessità di accelerare le politiche comuni dell'Europa in materia di sicurezza energetica, anche in relazione alla attuale crisi provocata dalle tensioni fra Russia ed Ucraina nell'approvvigionamento di gas naturale,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) provveda il Governo a sostenere e incoraggiare tutte le iniziative della Commissione e della presidenza di turno, idonee a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e l'efficienza energetica, non soltanto con riferimento alla definizione di un quadro tendenzialmente stabile nel medio e lungo termine dei rapporti con i maggiori fornitori, ma anche attraverso l'adozione di misure concrete per promuovere la ricerca sulle tecnologie innovative, ivi inclusa l'opzione relativa all'energia nucleare, per favorire la differenziazione delle fonti, ed incentivare i risparmi energetici con l'adozione di tecnologie a minor impatto inquinante e a minor consumo. Si provveda inoltre a sostenere le misure adeguate a giungere in tempi rapidi al mercato unico dell'energia anche con la eventuale previsione di Authority europee di regolazione;
b) in relazione ai nuovi orientamenti adottati a livello europeo sui criteri di applicazione della disciplina sugli aiuti di Stato, il Governo si adoperi per ottenere l'attenuazione dei vincoli posti soprattutto a carico delle piccole e medie imprese, che costituiscono l'ossatura dell'economia italiana, per rendere effettiva l'attenuazione, a carico dei medesimi soggetti, degli oneri amministrativi, nonché per definire apposite strategie che ne facilitino l'accesso al credito, misure che potrebbero avere un impatto decisivo e positivo in relazione all'aumento della competitività del sistema-Paese. Nella stessa logica, si segnala l'esigenza di assumere tutte le iniziative che possano consentire al nostro sistema produttivo di avvalersi dell'occasione costituita dall'incremento, disposta dal Piano europeo per la ripresa, adottato il 26 novembre scorso, delle risorse a disposizione della Banca europea per gli investimenti (BEI) per l'erogazione di finanziamenti a favore delle piccole e medie imprese, prevedendo in particolare una energica politica destinata al sostegno dell'industria manifatturiera;
c) nell'ambito delle politiche finalizzate al sostegno delle economie dei Paesi europei sia posta la necessaria attenzione al sistema delle infrastrutture e a quello degli ammortizzatori sociali; sia posta inoltre la questione, mediante l'utilizzazione dei fondi strutturali, relativa all'individuazione, per le aree dei Paesi europei ricadenti nell'Obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, di una fiscalità di vantaggio che ne consenta un migliore sviluppo e l'adeguamento strutturale.


PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

La XI Commissione (Lavoro pubblico e privato),
esaminati il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (COM(2008)712 definitivo - 11249/08);
preso atto che la Commissione europea, nel suo programma per il 2009, affronta la questione di come gestire la crisi economica che ha investito l'Europa, dimostrando flessibilità, prontezza di reazione e capacità di adeguamento alla nuova situazione finanziaria e ai rapidi mutamenti di programma;
constatato con favore che la Commissione europea ritiene che le iniziative volte ad attuare la strategia di Lisbona debbano considerarsi come vantaggi per l'Unione, in quanto formano complessivamente un programma pragmatico per i prossimi decenni;
rilevato che, tra le quattro grandi priorità individuate nell'ambito degli obiettivi strategici del Programma legislativo definiti dalla Commissione per l'anno 2009, vi è in particolare quella della crescita e dell'occupazione;
preso atto che il profilo dell'occupazione e del mercato del lavoro, oltre ad essere al centro del Programma legislativo della Commissione europea, è tenuto in forte considerazione anche nel programma del Consiglio dell'Unione europea, che pone come obiettivo prioritario la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro e le riforme a tal fine necessarie, partendo dal presupposto che risulta ancora lontano il raggiungimento dei tassi di occupazione individuati dagli obiettivi di Lisbona nel 2010;
raccomandato di lavorare con determinazione all'implementazione di quella parte del programma delle presidenze che evidenzia il ruolo della strategia europea per l'occupazione e del processo di apprendimento reciproco a livello dell'UE, nonché delle altre politiche e misure che contribuiscono ad aumentare l'occupazione (in materia, ad esempio, di apprendimento permanente, formazione professionale, invecchiamento attivo, conciliazione fra vita privata e professionale, incentivi finanziari nei sistemi fiscali e previdenziali, lotta al lavoro non dichiarato e all'abuso dei sistemi di sicurezza sociale);
apprezzati gli sforzi comunitari per un rafforzamento delle politiche finalizzate all'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro;
osservato che, tra gli «obiettivi-chiave» individuati nel programma del Consiglio, è poi indicata anche la parità di genere, intesa come fattore determinante per la crescita e l'occupazione e che le stesse presidenze, al riguardo, prestano particolare attenzione alla realizzazione della pari indipendenza economica per le donne e gli uomini, da realizzarsi mediante provvedimenti volti ad affrontare il differenziale retributivo di genere, il lavoro a tempo parziale e le pari opportunità in materia di imprenditorialità, nonché a quelli intesi a migliorare la riconciliazione fra lavoro, vita familiare e vita privata, sia per le donne che per gli uomini;
espressa, pertanto, una piena condivisione per l'impostazione dei programmi comunitari in materia di lavoro e politiche sociali, che sembrano puntare ad un ambizioso piano di vera inclusione sociale;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) prendendo atto delle chiare indicazioni che provengono dai programmi legislativi e di lavoro a livello comunitario (e dalla stessa strategia di Lisbona), si raccomanda anzitutto di proseguire - nel pieno rispetto dell'autonomia delle parti sociali - il percorso di intervento, già avviato alla fine dell'anno passato, finalizzato a dare una adeguata risposta alle dinamiche che - anche a seguito del complesso sviluppo della crisi economica innescatasi, nella parte finale del 2008, a livello mondiale - finiscono attualmente per incidere in misura rilevante sulle politiche che l'Italia potrà e dovrà attivare per rispondere con efficacia alla situazione congiunturale in atto;
b) in quest'ottica, appare essenziale un approccio che valorizzi lo sviluppo del concetto di «flessicurezza», mediante un adeguato dosaggio di politiche finalizzate ad ottenere un buon equilibrio tra flessibilità da un lato e sicurezza sociale dall'altro, nel quadro di strumenti e di politiche attive del lavoro;
c) in relazione alla materia degli orari di lavoro, si raccomanda poi di tenere conto che lo stesso Parlamento europeo ha recentemente respinto, nella sua formulazione originaria, la proposta che intende apportare modifiche alla Direttiva comunitaria 2003/88/CE, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro;
d) si auspica, inoltre, il rafforzamento delle iniziative di formazione, che possono anche svolgere un ruolo di ammortizzatore sociale rispetto alle dinamiche di riqualificazione professionale e di preparazione al reimpiego dei lavoratori;
e) si raccomanda, altresì, di affrontare con carattere di assoluta priorità il tema delle pari opportunità uomo-donna, seguendo attentamente - da un lato - il percorso avviato a livello comunitario, soprattutto sul versante della conciliazione dei tempi di lavoro e vita privata, e - dall'altro lato - intensificando nell'ordinamento interno una politica per le pari opportunità che, a partire dagli elementi di riferimento contenuti nel «Libro verde» sul futuro del modello sociale, pubblicato di recente dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sia in grado di guidare in modo efficace la transizione verso il «Libro bianco», che dovrà individuare interventi, mezzi e strumenti con i quali promuovere le relative politiche;
f) in questo contesto, occorre intraprendere un percorso mirato alla effettiva equiparazione dei trattamenti salariali tra uomo e donna, i quali - pur parificati sotto il profilo giuridico - restano di fatto sbilanciati nella realtà concreta del mondo del lavoro, nonché lavorare con impegno per rimediare all'oggettivo gap di rappresentanza femminile nelle posizioni apicali delle carriere professionali e degli incarichi pubblici, secondo quanto già prospettato dalla XI Commissione anche con l'approvazione della risoluzione n. 7-00075, approvata il 26 novembre 2008;
g) si segnala, altresì, l'esigenza di intervenire sul fronte delle politiche sociali di sostegno a maternità e paternità, sia favorendo al massimo l'utilizzo dei congedi parentali (anche da parte degli uomini), sia incrementando la dotazione di strutture per l'infanzia per la fascia neo-natale e per quella pre-scolastica (come previsto anche da una specifica proposta comunitaria all'esame delle istituzioni europee), in tale ambito valutando anche la possibile valorizzazione delle esperienze del cosiddetto «privato sociale», in accordo con comuni e regioni, al fine di velocizzare il raggiungimento degli obiettivi indicati nella strategia di Lisbona (che ha previsto di raggiungere una copertura territoriale del 33 per cento nel 2010 di servizi socio educativi per la prima infanzia, quali asili nido, servizi integrativi e servizi nei luoghi di lavoro);
h) in un contesto di carenza di strutture pubbliche adeguate e di difficoltà - anche economica - di ricorso alle strutture private, andrebbe peraltro verificata la possibilità di prevedere particolari benefici fiscali per l'attività professionale prestata dalle donne nei primi anni di vita dei figli, anche al fine di favorire la massima inclusione sociale delle donne lavoratrici e madri;
i) andrebbe valutata, inoltre, l'opportunità di adottare più idonee misure per la mobilità transfrontaliera dei giovani, assecondando anche le politiche comunitarie per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che mirano a coniugare appieno scuola e formazione permanente;
j) per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, si auspica la realizzazione di ogni possibile sforzo, in piena coerenza con i piani e i programmi di azione a livello europeo, per dare completa attuazione al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, anche verificando tutti gli elementi migliorativi e integrativi di tale provvedimento, che possono derivare, tra l'altro, dall'applicazione e dall'adeguamento della normativa comunitaria vigente;
k) si raccomanda, altresì, di consolidare e sviluppare politiche attive mirate all'inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro;
l) andrebbe valutata, infine, l'opportunità di rafforzare il ruolo e le competenze dei comitati aziendali europei, nell'ambito di un più complessivo ampliamento a livello europeo dell'orizzonte di riferimento delle politiche sociali.


PARERE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

La XII Commissione (Affari sociali),
esaminati il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 (COM(2008)712 def.) e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalla Presidenze francese, ceca e svedese (11249/08),

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


PARERE DELLA XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

La XIII Commissione (Agricoltura),
esaminati, per la parte di competenza, il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 (COM (2008) 712 def.) e il programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese (11249/08);
rilevata la necessità di valutare le dinamiche generali dell'azione dell'Unione europea anche alla luce della loro incidenza sul comparto primario, con particolare riferimento al contesto generale caratterizzato dalla crisi economica e finanziaria;
preso atto favorevolmente di quanto previsto dai documenti in esame circa il consolidamento delle relazioni con i paesi in via di sviluppo, al fine di affrontare con forza i problemi relativi alla sicurezza energetica e alimentare, ai cambiamenti climatici e alle migrazioni, e sottolineata a tal fine l'importanza di un'efficace politica euromediterranea e quindi dell'avvio del «Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo»;
valutate positivamente, per quanto riguarda specificamente le materie dell'agricoltura e della pesca, le iniziative che si intendono intraprendere per la semplificazione normativa e burocratica;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:
a) si sottolinea l'esigenza che la valutazione del futuro demografico dell'Europa che la Commissione europea presenterà al Consiglio europeo di primavera presti particolare attenzione all'impatto che le dinamiche demografiche hanno sulle zone rurali, in particolare per quanto riguarda l'invecchiamento della popolazione e l'incidenza dei flussi migratori, nella consapevolezza che le tendenze in corso hanno pesanti effetti negativi sul mantenimento di un adeguato equilibrio ambientale nei territori dell'Unione e quindi sulla stessa possibilità di condurre in modo efficace le azioni di contrasto al mutamento climatico, che rappresentano un punto centrale nel programma di azione dell'Unione europea;
b) si segnala la necessità di un'analisi delle specifiche conseguenze che la crisi economica mondiale comporta per i mercati agricoli e per il settore rurale, analisi da raccordare con il processo di riforma del bilancio dell'Unione europea: è infatti assolutamente necessario definire tempestivamente un piano di misure adeguate per salvaguardare il settore dal declino e mantenere così l'indipendenza alimentare dell'Unione europea, potenziando le sinergie fra la politica di sviluppo rurale e le altre politiche dell'Unione, in particolare la politica di coesione, rispetto alla quale è auspicabile che l'ampia consultazione effettuata con il Libro verde abbia un adeguato seguito;
c) si sottolinea la necessità di portare a conclusione i negoziati commerciali bilaterali in corso al fine di completare il programma di Doha per lo sviluppo, fornendo nuovi sbocchi commerciali per le imprese dell'Unione europea.


Frontespizio Relazione
Programma legislativo (Formato PDF)
Programma di 18 mesi (Formato PDF)