Doc. IV-ter, n. 23-A




Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità parlamentare ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, trasmessa alla Camera dei deputati dal tribunale di Grosseto, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti della deputata Monica Faenzi in seguito a un atto di citazione di Domenico Fimmanò.
Il dott. Fimmanò rivestiva fino al 2011 la funzione di segretario comunale a Castiglione della Pescaia (Grosseto). In occasione delle elezioni amministrative del 2011 per l'elezione del sindaco di Castiglione, si verificava l'esclusione di una lista per irregolarità nei documenti necessari. Poiché tali documenti per legge vengono in effetti consegnati al segretario comunale, la responsabilità dell'evento veniva attribuita dall'on. Faenzi al dott. Fimmanò, il quale non avrebbe fatto rilevare tali irregolarità al momento della consegna.
In alcune dichiarazioni rilasciate ai media locali, l'on. Faenzi adombrava inoltre che tale disattenzione potesse essere influenzata da motivazioni politiche. Tali dichiarazioni, oltre all'accusa di negligenza, sono in particolare oggetto di doglianza da parte del dott. Fimmanò (1).

(1) Si riportano le frasi asseritamente pronunziate dalla deputata Faenzi, per come indicate nell'atto di citazione, per le quali viene richiesto il risarcimento del danno: «[Siamo] rimasti vittime di un raggiro, di un inganno perpetrato a domanda della lista del PA e [sono] certa che ci sia stato del torbido. [...]Perché non sono state apposte quelle graffette (che univano i fogli, ndr.)? E perché nessuno lo ha fatta osservare? E perché a Firenze dove mi trovavo quel giorno... mi è stato detto con una telefonata carina e ruffiana che tutto era a posto, che non c'erano e non c'erano stati problemi e che potevo dormire sonni tranquilli perché anche la Prefettura aveva detto che era tutto in regola?» (Corriere di Maremma, 11/05/2011); e ancora: «è tutta colpa del segretario comunale. Il giorno in cui furono presentate le liste io ero a Firenze. Lui mi disse che era tutto a posto. Mi fidai, che altro potevo fare... » (..) «è un errore troppo grossolano, sono rimasta di stucco. Non credo alla casualità, qualunque segretario se ne sarebbe accorto. Lui mi ha detto che è stata una distrazione. Mi chiedo, uno sbaglio del genere può essere imputabile ad una disattenzione? Via, non scherziamo...» (..) «dopo la bocciatura delle liste, avvenuta domenica 17 aprile, non ho più rivisto il segretario. Ha detto di essersi ammalato, poi è andato a lavorare a Volterra. Ciò rafforza la mia convinzione, non è stato solo un errore di distrazione» (Il Tirreno, 16/05/2011). Infine, dal Corriere della Maremma del 20/05/2011: «le liste sono bianche, lo si vede bene e questo era stato fatto notare al segretario Fimmanò». L'atto di citazione fa inoltre riferimento a ulteriori articoli di stampa e esternazioni televisive della deputata Faenzi, senza però riportarne testualmente i contenuti. Essa - ai fini dell'individuazione dell'oggetto della delibera parlamentare - si intende comunque qui integralmente riportata.

L'episodio ha un'indubbia caratterizzazione politica, giacché si riferisce alle elezioni comunali di un paese della Toscana dove per molti anni, in controtendenza rispetto alla gran parte della regione, governava il centrodestra. Ciò è tanto vero che Monica Faenzi è stata anche il candidato del centrodestra alla regione Toscana nel 2010.
Il fatto che la controversia sia di ambito locale non appare decisivo: vi sono molti precedenti di deliberazioni che hanno a che fare con dispute locali. D'altronde il sistema elettorale italiano non prevede il collegio unico nazionale bensì 27 circoscrizioni elettorali che afferiscono a specifici territori. Sicché appare evidente che la politica parlamentare è sempre la proiezione di quella locale.
Per questi motivi e per gli ulteriori che emergono dal contenuto del dibattito svoltosi in sede istruttoria presso la Giunta per le autorizzazioni (i cui resoconti pertanto si allegano alla presente relazione), la Giunta medesima, dopo aver ascoltato la deputata Faenzi e a maggioranza, ha deliberato di proporre all'Assemblea di dichiarare che ai fatti oggetto del procedimento si applichi l'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

Mario PEPE (Misto), relatore


ALLEGATO


Estratto dei resoconti delle sedute della Giunta per le autorizzazioni del 28 marzo, 4 e 18 aprile, 8 e 23 maggio 2012.


28 marzo 2012

(Esame e rinvio).

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, rappresenta che il signor Fimmanò, segretario comunale pro-tempore di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, cita in giudizio per danni la deputata Monica Faenzi in relazione ad una vicenda elettorale. In vista del rinnovo della Giunta comunale e del relativo consiglio nelle elezioni amministrative del 2011, nella città di Castiglione della Pescaia - che ha meno di 20 mila abitanti - il sindaco uscente, l'onorevole Faenzi, si era fatta promotrice di una candidatura per lo schieramento di centro-destra. Il giorno della scadenza per la presentazione delle liste la deputata Faenzi e altri esponenti della lista a sostegno del nuovo candidato a sindaco (il vicesindaco uscente Mainetti) si presentarono negli uffici del comune e depositarono il materiale previsto dalla legge. Senonché, a termine scaduto, risultò che tale materiale era incompleto e pertanto la candidatura dello schieramento del centro-destra fu esclusa. Il provvedimento di esclusione fu impugnato al TAR e al Consiglio di Stato, ma invano. In relazione a questi sviluppi la deputata Faenzi ebbe parole di aspra critica nei confronti del segretario comunale Fimmanò giacché costui non avrebbe tempestivamente avvertito i rappresentanti della lista del PdL delle irregolarità. Il Fimmanò respinge le accuse a motivo di una circolare del Ministero dell'interno che preclude ai segretari comunali di esprimersi in ordine alla validità della presentazione delle liste, essendo ogni valutazione al riguardo rimessa alla commissione elettorale. La documentazione del caso è a disposizione dei colleghi e si riserva di avanzare una proposta in esito all'audizione della collega Faenzi e al dibattito.

Pierluigi MANTINI (UdCpTP) esprimerà definitivamente la sua posizione in seguito all'audizione dell'interessata, ma esprime sin d'ora seri dubbi sulla riconducibilità della vicenda alle funzioni parlamentari.

Marilena SAMPERI (PD) preannunzia che anche il suo gruppo si esprimerà a seguito dell'audizione della deputata Faenzi.

Giuseppe CONSOLO (FLpTP) ritiene prematuro esprimere un orientamento prima dell'audizione della deputata interessata.

Francesco Paolo SISTO (PdL) crede opportuno lo svolgimento dell'audizione, ma sottolinea fin d'ora la matrice politica della vicenda considerata.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, poiché la deputata Faenzi non è presente, comunica che l'avviso relativo alla convocazione della Giunta, ai fini della sua audizione, le verrà rinnovato e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.


4 aprile 2012

(Seguito dell'esame e rinvio).

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, avverte che la deputata Faenzi gli ha fatto sapere che non interverrà nella seduta odierna e si è riservata di far pervenire al relatore documentazione rilevante per il caso.

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, chiede pertanto un rinvio, in attesa che pervenga tale documentazione.

Marilena SAMPERI (PD) chiede che l'approfondimento istruttorio che si prospetta comprenda anche la verifica dell'eventuale sussistenza di pregressi interventi parlamentari della deputata Faenzi sul tema delle elezioni amministrative a Castiglione della Pescaia.


18 aprile 2012

(Seguito dell'esame e rinvio).

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, chiede al relatore, on. Pepe, se abbia elementi da offrire per l'istruttoria della Giunta.

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, chiede un rinvio della trattazione del punto all'ordine del giorno di almeno trenta giorni al fine di acquisire ulteriore documentazione - di cui l'interessata ha preannunziato la trasmissione - e per consentire altresì l'esperimento di un tentativo di composizione stragiudiziale della controversia che, ovviamente, farebbe venir meno l'oggetto della deliberazione della Giunta.

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP), ritenuto ingiustificato un rinvio del seguito dell'esame a così lunga scadenza e osservata l'apparente insussistenza di qualsiasi appiglio con le funzioni parlamentari con la vicenda in titolo, propone che la Giunta si aggiorni sul punto in un termine più breve. Infatti, delle due l'una: o la documentazione prodotta sarà decisiva per l'individuazione del nesso funzionale oppure resterebbe acclarata l'estraneità di una vicenda attinente alle firme per la presentazione di liste comunali al mandato parlamentare. Si augura comunque che intervenga una composizione bonaria.

Marilena SAMPERI (PD), concordando con il collega Paolini, crede che l'unico documento decisivo possa essere un atto parlamentare il cui contenuto richiami la vicenda in titolo.

Dopo interventi dei deputati Roberto CASSINELLI (PdL), Pierluigi MANTINI (UdCpTP) e Federico PALOMBA (IdV), Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta che convoca fin d'ora per il 9 maggio 2012.


8 maggio 2012

(Seguito dell'esame e rinvio).

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, rammenta che si era concordato di tentare una conciliazione stragiudiziale tra le parti e a tale scopo aveva inviato loro comunicazioni con lettere del 20 aprile 2012. Non ha ancora ricevuto riscontri. Domanda al relatore se intenda rendere chiarimenti al riguardo.

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, sa che la deputata Faenzi intende intervenire proprio per offrire alla Giunta i ragguagli richiesti.

(Viene introdotta la deputata Faenzi).

Monica FAENZI (PdL) rappresenta che il carattere squisitamente politico e non già personale della disputa impedisce che essa possa essere composta sul piano di una transazione privata. Venendo allo specifico della vicenda, ricorda che, in qualità di sindaco di Castiglione della Pescaia, aveva prescelto quale segretario comunale il dottor Fimmanò dopo una severa selezione e che, sull'arco dei due mandati da sindaco che ella ha esercitato, si era consolidato un rapporto di lealtà senza riserve fino all'episodio che dà origine alla contesa. Le risulta che il segretario Fimmanò, il giorno prima della scadenza del termine per la presentazione delle liste, in modo irrituale, avesse sollecitato la presentazione con inusitata premura da parte del Popolo della libertà delle liste di candidati per il consiglio comunale. Fu in seguito a queste sollecitazioni che i responsabili di lista si recarono presso gli uffici competenti e consegnarono fascicoli incompleti (in particolare, con i nomi dei candidati in bianco e quindi senza un esplicitato collegamento con i firmatari), ma ricevettero la rassicurazione da parte del dottor Fimmanò che avrebbe provveduto lui a comporre l'incartamento, ciò che peraltro rientrava nei suoi doveri ai sensi di una circolare del Ministero dell'interno.
Viceversa, non è stato così ed è per questo che si è determinata a presentare una denunzia per irregolarità elettorali presso la procura della Repubblica. Il fatto evidentemente non ha solo risvolti penali ma corpose implicazioni politiche, dal momento che la lista del Popolo della libertà non poté presentare i propri candidati, in cima alla lista dei quali era lei stessa, e perse il comune. Precisa che il dottor Fimmanò, che già lavorava «a scavalco» tra vari comuni, è poi stato definitivamente assunto dal comune di Volterra.
I termini di legge per ottenere giudizialmente un reintegro della lista sono molto stretti (tre giorni), sicché il suo primo pensiero fu quello di percorrere le vie del ricorso e non quello di presentare atti parlamentari. Del resto, nelle interviste agli organi di stampa non ha offeso nessuno in persona ma ha narrato oggettivamente i fatti avvenuti.

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, le domanda se vi fossero stati - in prossimità di tali eventi - dissapori con il dottor Fimmanò.

Monica FAENZI (PdL) risponde negativamente, precisando tuttavia che, nei tempi più vicini alla cessazione del suo mandato, il dottor Fimmanò aveva mostrato disponibilità verso l'opposizione consiliare e, ad elezioni avvenute, suo figlio è stato assunto presso lo studio professionale del nuovo assessore all'urbanistica. Peraltro, dopo i fatti in causa il Fimmanò non è più tornato nel comune di Castiglione e, avendola incrociata casualmente, le ha semplicemente detto di essersi sbagliato per motivi di distrazione.

Marilena SAMPERI (PD), premesso che la Giunta non può entrare nel merito specifico dei torti e delle ragioni e che, invece, deve limitarsi a cercare, ove sussistente, il nesso funzionale tra i fatti di causa e atti tipici del mandato parlamentare, domanda alla deputata Faenzi se non convenga insistere nel tentativo di una conciliazione che farebbe venir meno l'oggetto della deliberazione della Giunta.

Monica FAENZI (PdL) ribadisce che non può auspicare una soluzione transattiva che presupporrebbe la natura personale della disputa, in antitesi con il suo carattere politico.

Francesco Paolo SISTO (PdL) chiede di chiarire i termini della sua denunzia giudiziaria.

Monica FAENZI (PdL) fa presente di aver depositato un esposto all'autorità giudiziaria nell'immediatezza dei fatti. Tuttavia la posizione del dottor Fimmanò è stata stralciata rispetto a quella di eventuali altri indagati. A seguito della sua denunzia sono state inviate comunicazioni giudiziarie a vari soggetti. Precisa altresì che, nelle interviste per cui è causa, di fatto sono riprodotti i concetti della denunzia.

(La deputata Faenzi si allontana dall'aula).

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, propone che la Giunta deliberi per l'insindacabilità e chiede che si passi al voto nella seduta odierna.

Federico PALOMBA (IdV) è decisamente contrario ad un voto troppo precoce. Il relatore ha, del resto, avanzato la sua proposta soltanto ora, in assenza di molti membri della Giunta, impegnati nei lavori delle Commissioni riunite I e II su un provvedimento di estremo rilievo.

Marilena SAMPERI (PD) si associa alle considerazioni del collega Palomba e chiede che la votazione non si svolga nella seduta di oggi.

Francesco Paolo SISTO (PdL), per onore di verità, rimarca che presso le Commissioni riunite I e II non sono in corso votazioni.

Fulvio FOLLEGOT (LNP) considererebbe opportuno un rinvio della votazione.

Giuseppe CONSOLO (FLpTP) si associa.

Maurizio PANIZ (PdL), a nome del suo gruppo, non insiste per la votazione.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, rinvia pertanto il seguito dell'esame ad altra seduta.


23 maggio 2012

(Seguito dell'esame e conclusione).

Mario PEPE (Misto-R-A), relatore, insiste sulla sua proposta d'insindacabilità giacché l'articolo 68 della Costituzione è stato scritto per consentire ai parlamentari di esercitare liberamente il proprio mandato senza indebiti condizionamenti e senza doversi ogni volta preoccupare del fatto che le loro espressioni possano dare luogo a contenziosi. L'episodio all'esame della Giunta ha un'indubbia caratterizzazione politica, giacché si riferisce alle elezioni comunali di un paese della Toscana dove per molti anni, in controtendenza rispetto alla gran parte della regione, governava il centrodestra. Ciò è tanto vero che Monica Faenzi è stata anche il candidato del centrodestra alla regione Toscana nel 2010, sconfitta proprio da quell'Enrico Rossi di cui la Giunta si è occupata di recente nel caso che ha riguardato il collega Barani. Ciò a dimostrazione ulteriore della caratterizzazione politica della questione. Che poi la controversia sia di ambito locale non appare decisivo: come ha evidenziato anche il collega Cassinelli in relazione alla successiva deliberazione oggi all'ordine del giorno - relativa al caso Berlusconi-Soru - vi sono molti precedenti di deliberazioni che hanno a che fare con dispute locali. D'altronde il sistema elettorale italiano non prevede il collegio unico nazionale bensì 27 circoscrizioni elettorali che afferiscono a specifici territori. Sicché gli sembra evidente che la politica parlamentare è sempre la proiezione di quella locale.
È per questi motivi che invita i colleghi a votare per l'insindacabilità.

Marilena SAMPERI (PD) voterà per la sindacabilità. In questa sede non si tratta di elaborare teorie generali sugli istituti immunitari previsti in Costituzione ma soltanto di applicare ben consolidati schemi giurisprudenziali, che richiedono di verificare l'esistenza di un nesso funzionale tra quanto affermato extra moenia e atti parlamentari. Ogni collegamento in tal senso è manifestamente carente nel caso di specie.

Antonino LO PRESTI (FLpTP) voterà per l'insindacabilità in ragione dei criteri che la Giunta per le autorizzazioni si è data all'inizio della legislatura con un documento approvato all'unanimità. In tale documento si legge che le affermazioni di carattere politico-parlamentare rientrano per ciò stesso nell'ambito della prerogativa a meno che non debordino in insulti o espressioni gratuite. È capitato anche a lui di trovarsi immerso in logiche di partito e in sede locale nell'ambito delle quali l'invettiva e la polemica sono all'ordine del giorno. Non per questo può dirsi interrotto l'esercizio della complessiva funzione parlamentare, la quale quindi può individuarsi anche nei momenti relativi alla presentazione di liste elettorali nel contesto amministrativo, rispetto al quale, nel caso specifico, la deputata Faenzi non ha insultato alcuno ma ha espresso le sue perplessità sulle operazioni di ricezione delle liste medesime.

Federico PALOMBA (IdV) voterà contro la proposta del relatore e rammenta ai colleghi, se non se ne fossero ancora accorti, che nel Paese serpeggia un corposissimo sentimento ostile ai partiti e alle istituzioni elettive in cui essi sono rappresentati. Tutto suggerirebbe di adoperare e amministrare le prerogative parlamentari con oculatezza e di evitare forzature che le persone estranee al circuito della politica avvertirebbero come un abuso di privilegi. La proposta del relatore, che egli trova molto audace, giunge a ipotizzare un'insindacabilità motivata dal solo fatto che Monica Faenzi fosse, e sia, deputata. L'argomento per cui si tratterebbe di una disputa politica non solo è infondato ma, fosse effettivamente riscontrato nei dati di fatto, comunque proverebbe troppo. L'attività politica di per sé non è coperta dall'articolo 68 della Costituzione ma è anzi una possibilità offerta dalla Costituzione a tutti i cittadini che volessero concorrere alla vita pubblica del Paese. Non capisce per quale motivo l'attività politica del candidato sindaco Faenzi dovrebbe essere coperta dall'articolo 68, mentre l'attività politica del candidato a lei avverso, non deputato, dovrebbe invece essere esposta al controllo giurisdizionale. Ognuno capisce l'abuso che si propone venga commesso e quanto esso sia pericoloso in una temperie storica e mediatica come quella attuale, nella quale l'opinione pubblica non è disposta a perdonare più nulla. Crede anche che la collega Faenzi abbia perso un'occasione, quella che la Giunta le ha offerto di tentare una conciliazione stragiudiziale, anche oltre l'obbligatoria procedura di mediazione prevista dalla legge. Ella ha sdegnosamente respinto l'ipotesi di una composizione bonaria, mostrandosi insensibile all'invito della Giunta.
Conclude ribadendo che voterà contro la proposta del relatore.

Pierluigi MANTINI (UdCpTP), osservato che le espressioni contestate alla deputata Faenzi non sono particolarmente gravi od offensive, nondimeno ritiene che esse esulino dall'articolo 68 della Costituzione. Le funzioni che ella stava esercitando erano evidentemente quelle di un concorrente politico in sede amministrativa e non già quelle di membro del Parlamento. Gli sembra di aver ascoltato due soluzioni estreme, quella del relatore, per cui a fondare l'insindacabilità basterebbe la qualità di deputato, e quella dell'on. Palomba, per cui le garanzie parlamentari sarebbero solo dei privilegi di casta. Il suo gruppo sceglierà una terza via, più meditata e fedele alla giurisprudenza costituzionale. Dettosi costernato che ogni volta la Giunta debba tornare a mettere in discussione i relativi dettami, preannunzia il suo voto contrario alla proposta del relatore.

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP) annunzia che il suo gruppo si asterrà.

Francesco Paolo SISTO (PdL) teme che il dibattito che ha ascoltato trascuri alcuni dati di fatto rilevanti. La deputata Faenzi non si è limitata a rilasciare dichiarazioni alla stampa ma ha anche depositato un esposto in sede penale nonché un ricorso al TAR sui fatti occorsi durante la fase preparatoria delle elezioni comunali di cui si tratta. Tali azioni giudiziarie costituiscono indubbi addentellati documentali per fondare l'insindacabilità parlamentare. Voterà a favore della proposta del relatore.

Maurizio TURCO (PD) voterà per la sindacabilità, rimarcata l'evidente differenza con il caso da poco esaminato dalla Giunta e dall'Assemblea dell'on. Barani.

Maurizio PANIZ (PdL) dichiara il voto favorevole del gruppo del Popolo della libertà alla proposta del relatore.

Vincenzo D'ANNA (PT), con riferimento a quanto ascoltato dal collega Palomba, crede che la Giunta non possa farsi condizionare da un ambiente mediatico ostile. Se i deputati dovessero seguire gli umori della piazza, dovrebbero cambiare mestiere. Peraltro, non comprende come mai i magistrati godano dell'insindacabilità delle dichiarazioni espresse e invece il collega Palomba vorrebbe che di tale prerogativa i deputati fossero spogliati.

Federico PALOMBA (IdV), replicando, chiarisce che la disinvolta applicazione degli istituti immunitari da parte di una maggioranza faziosa non è censurata tanto e solo dall'opinione pubblica ma da una granitica giurisprudenza costituzionale, la quale con ogni probabilità annullerà anche la delibera che gli pare si stia preparando in questa sede.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, messa ai voti la proposta del relatore, ne constata l'approvazione per 9 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti.

La Giunta dà quindi mandato al deputato Mario Pepe (Misto-R-A) di predisporre la relazione scritta per l'Assemblea.


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