Doc. IV-ter, n. 15-A





Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità parlamentare ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, trasmessa alla Camera dei deputati dal tribunale di Roma - I sezione civile, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del deputato Paolo Guzzanti.
Il dott. Luigi Strada detto Gino, fondatore e direttore dell'associazione medica senza fini di lucro Emergency, cita per danni l'on. Guzzanti per dichiarazioni apparse su Il Giornale del 12 marzo 2009, in un articolo intitolato « Il compagno di Strada? Il boia del Sudan. Il leader di Emergency difende il tiranno sanguinario. Da Saddam a Bashir, per lui sono tutti perseguitati». A ogni effetto il contenuto dell'atto di citazione s'intende qui riportato per intero.
All'attenzione della Giunta si sono posti in particolare i seguenti passaggi: « Gino Strada, il politico amico di tutti i nemici dell'Occidente (...) ha il piccolo difetto di schierarsi sempre con i satrapi sanguinari e assassini, ieri Saddam, oggi Omar al Bashir del Sudan. A Strada non piace affatto che la Corte penale internazionale dell'Aja abbia emesso un mandato di cattura per il dittatore sudanese Bashir, accusato di crimini contro l'umanità. Non gli va giù. (...) Traveste generosamente la sua attività politica facendo il medico con i soldi raccolti dalla sua ong».
In questo articolo Paolo Guzzanti precisa pure, nel paragrafo successivo, che il dott. Strada « certamente è anche un bravo medico che aiuta molta gente». Comunque il collega Guzzanti sostiene che l'apertura dell'ospedale di Nyala in Sudan - nel Darfur meridionale - sarebbe stato un errore politico e una drammatica legittimazione per un tiranno sanguinario. Gino Strada si duole dell'accostamento e della ritenuta falsità dei dati di fatto premessi alla critica.
La Giunta ha esaminato il caso nelle sedute del 4, 10, 11 marzo e del 14 aprile 2010 nei modi e nei contenuti di cui agli allegati resoconti.
Ritualmente invitato a intervenire, l'on. Guzzanti si è avvalso di tale facoltà nella seduta dell'11 marzo 2010. In tale occasione egli ha ribadito il forte interesse che lo anima nei riguardi delle questioni internazionali, in specie quelle concernenti i diritti umani; all'epoca della querelle con il dott. Strada il collega era componente della Commissione esteri e risulta fosse stato emesso un mandato di cattura del Tribunale penale internazionale dell'Aja nei confronti del presidente sudanese Al Bashir. È noto che in Sudan vi sono stati almeno due milioni di morti, in ragione della «pulizia etnica» imputata ad Al Bashir con episodi raccapriccianti quali la crocifissione di cristiani.
Paolo Guzzanti ha tenuto a sottolineare che in quel Paese avvengono ripetutamente veri e propri crimini contro l'umanità. Ammesso senza esitazione il valore umanitario dell'operato del dott. Strada come medico, l'on. Guzzanti ha però osservato che le opinioni da lui espresse sono spesso molto marcate dal punto di vista politico, non meno di quelle espresse dall'on. Guzzanti stesso.
Nell'audizione, Paolo Guzzanti ha sostenuto che Emergency in Sudan ha goduto di un sostanziale privilegio, dal momento che altre organizzazioni umanitarie sono state espulse dal Paese per avere interloquito con gli agenti della Corte internazionale dell'Aja, con i quali invece gli operatori di Emergency non hanno voluto - a suo dire - confrontarsi. Per la verità, alcuni argomenti scelti dal collega Guzzanti, erano pure stati esposti sul Corriere della Sera dell'11 marzo 2009, in un articolo a firma di Massimo Alberizzi.
Paolo Guzzanti ha infine ritenuto innanzi alla Giunta che, se i toni da lui adottati nell'articolo sul Giornale erano stati probabilmente accesi, non meno vibrata anzi era stata la reazione di Gino Strada, apparsa sul Manifesto del 15 marzo 2010. Queste le espressioni di Strada: « Guzzanti è un 'marchio di qualità': un ben pagato specialista della diffamazione e della calunnia. È questo che fa di professione. [Si tratta di] spazzatura travestita da giornalismo».
In esito alla discussione, la Giunta si è trovata divisa in due opinioni: da un lato quanti, d'accordo con il sottoscritto relatore, hanno opinato che si trattasse indubbiamente di critiche che miravano a mettere in relazione le operazioni umanitarie e le loro possibili conseguenze sul piano politico internazionale; ma che in definitiva proprio di opinioni politiche si trattasse, perché saldamente ancorate alla funzione svolta (componente della Commissione esteri) e aventi contenuto certamente politico pur senza l'aggancio formale a un atto parlamentare, e quindi appartenenti all'ambito della critica dei fatti d'attualità che ogni deputato svolge e deve poter svolgere abitualmente e liberamente.
Dall'altro, coloro che, favorevoli alla sindacabilità, hanno rimarcato come il collega Guzzanti non avesse redatto l'articolo oggetto della citazione per danni come parlamentare componente della Commissione esteri ma come collaboratore ed editorialista del Giornale. A questo proposito, si è rilevata la totale assenza di atti riconducibili al mandato parlamentare che potessero fondare un nesso funzionale con quanto dichiarato extra moenia e che dunque potessero contribuire a giustificare per il collega Guzzanti una protezione maggiore di quella che trovano nel solo articolo 21 Cost. tutti i cronisti e gli editorialisti che parlamentari non sono.
Posta ai voti nella seduta del 14 aprile 2010, la proposta nel primo dei sensi indicati è stata respinta a parità di voti.
Sicché, in conclusione, la Giunta ha deliberato di proporre all'Assemblea di dichiarare che ai fatti oggetto del procedimento non si applichi l'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

Francesco Paolo SISTO, relatore


ALLEGATO

Estratto dai resoconti sommari delle sedute della Giunta per le autorizzazioni del 3, 4, 10 e 11 marzo e 14 aprile 2010.

Mercoledì 3 marzo 2010.

Francesco Paolo SISTO (PdL), relatore, associandosi alla considerazione della collega Rossomando, chiede che l'esame della richiesta su cui è chiamato a riferire sia rinviato.

La Giunta concorda.


Giovedì 4 marzo 2010.

Francesco Paolo SISTO (PdL), relatore, riferisce sulla citazione per danni civili proposta innanzi al tribunale di Roma da Luigi Strada detto Gino, il fondatore e direttore della associazione medica senza fini di lucro Emergency. Il collega Paolo Guzzanti in un articolo apparso sul Giornale del 12 marzo 2009 lo ha accusato di essere un «compagno di strada» (di qui il gioco di parole ritenuto offensivo) di Bashir, il politico sudanese ritenuto responsabile delle stragi del Darfur. In questo articolo Guzzanti questiona la coerenza morale di Gino Strada perché a suo avviso non si sarebbe dovuto aprire alcun ospedale finanziato con i fondi raccolti da iniziative di beneficenza in favore di Emergency in Sudan. Da questo punto di vista l'ospedale di Nyala nel Darfur meridionale, secondo Guzzanti, sarebbe un errore politico e una drammatica legittimazione per un tiranno sanguinario. Si tratta indubbiamente di critiche assai marcate che mirano a mettere in relazione le possibili operazioni umanitarie con le loro conseguenze sul piano politico internazionale. Riterrebbe estremamente opportuna l'audizione del collega Guzzanti allo scopo di chiarire alcuni elementi. A oggi non è in grado di formulare una proposta.

Marilena SAMPERI (PD) auspica che la Giunta verifichi se vi siano atti parlamentari tipici che possano fungere da copertura per le dichiarazioni in contestazione.

Pierluigi CASTAGNETTI, presidente, chiarito anche qui che Paolo Guzzanti è stato ritualmente invitato a intervenire ai sensi del Regolamento, fa presente che tale invito sarà reiterato e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.


Mercoledì 10 marzo 2010.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, concordando la Giunta, rinvia il seguito dell'esame della domanda in titolo, come anche della richiesta di insindacabilità relativa al collega Guzzanti, alla seduta della Giunta che convoca sin d'ora per domani, 11 marzo 2010, alle ore 9.


Giovedì 11 marzo 2010.

(Viene introdotto Paolo Guzzanti).

Paolo GUZZANTI (Misto) espone di essere stato membro della Commissione esteri fino a quando non ha lasciato il gruppo parlamentare del Popolo delle libertà per aderire al gruppo misto ed essere quindi aggregato alla Commissione delle politiche comunitarie. I fatti su cui verte la causa civile tra lui e il dott. Gino Strada concernono l'emissione di un mandato di cattura internazionale da parte del Tribunale penale dell'Aja nei confronti di uno dei più sanguinari dittatori del pianeta: il presidente sudanese Al Bashir. In Sudan vi sono stati perlomeno due milioni di morti per cause violente e non sono mancati episodi raccapriccianti quali la crocifissione dei cristiani. Dato atto a Gino Strada di essere un grande medico ed un eccellente operatore umanitario, sottolinea però che egli si propone anche come personalità politica, dirigente di una famosa organizzazione non governativa, le cui esternazioni sono - per usare il termine inglese - opinionated, vale a dire marcatamente schierate. Ne deriva che le sue affermazioni possono risultare oggetto di aspro confronto. Accanto a ciò sottolinea che Emergency in Sudan ha goduto di un sostanziale privilegio, dal momento che altre organizzazioni umanitarie sono state messe alla porta per avere interloquito con gli agenti della Corte internazionale dell'Aja, con i quali invece gli esponenti e gli operatori di Emergency non hanno voluto confrontarsi. Egli, in qualità di editorialista del Giornale, ha ritenuto moralmente inaccettabile la posizione di Strada e crede che la polemica sia legittima, come d'altro canto è dimostrato dal fatto che questa sia stata raccolta dal Manifesto, a cui Strada ha poi dichiarato che egli sarebbe un «marchio di qualità» e uno «specialista» ben pagato della diffamazione. Non ha presentato specifici atti parlamentari sulla questione ma crede che il nesso con la sua attività parlamentare sia evidente, data la sua partecipazione attiva ai lavori della Commissione esteri della Camera, presso la quale si è molte volte parlato del Sudan. D'altro canto, gli editoriali per le testate giornalistiche si scrivono da un'ora all'altra e non è sempre possibile attendere di premunirsi con un atto parlamentare tipico. Crede quindi che la vicenda di cui si discute possa ben radicarsi nell'ambito della sua attività parlamentare.

Donatella FERRANTI (PD) avverte di doversi allontanare dall'aula per concomitanti impegni con il Comitato dei nove della Commissione giustizia.

Francesco Paolo SISTO (PdL), relatore, gli domanda se risulti contestato quanto scritto nell'articolo di Massimo Alberizzi nel Corriere della sera dell'11 marzo 2009, secondo cui il Sudan avrebbe espulso organizzazioni non governative accusate di aver collaborato con gli investigatori del Tribunale internazionale dell'Aja ma non Emergency.

Paolo GUZZANTI (Misto) risponde che, stando alla replica apparsa sul Manifesto del 15 marzo 2009, si tratta di fatti pacifici.

Pierluigi CASTAGNETTI, presidente, gli domanda a quale Commissione appartenesse quando era senatore.

Paolo GUZZANTI (Misto) risponde che faceva parte della Commissione esteri.

Pierluigi MANTINI (UdC) gli chiede se intenda lasciare agli atti di questa seduta una diversa prospettiva del suo pensiero, espressa magari in forma più meditata, di modo che il giudizio della Giunta possa centrarsi su una divergenza di opinioni priva di accenti polemici eccessivi.

Paolo GUZZANTI (Misto) riconosce che l'invettiva giornalistica a caldo è sempre connotata da punte critiche talora debordanti e che - col passare del tempo - la riflessione può condurre a una formulazione del proprio dire entro binari più sobri. Osserva tuttavia che se egli si è macchiato di un qualche eccesso, su questo terreno lo ha superato Gino Strada, il quale lo ha definito «prezzolato». Coglie con favore tuttavia lo spirito della domanda del collega Mantini e afferma che intendeva criticare pacatamente il comportamento del dott. Strada nel quadro del suo approfondito interesse alla questione sudanese e di un comprensibile rammarico per il coinvolgimento di un italiano. Ciò non toglie nulla al suo apprezzamento per la nobile attività medica che Strada svolge.

Federico PALOMBA (IdV) gli domanda se gli risulti che in Sudan al tempo dei fatti vi fossero strutture fisse di Emergency.

Paolo GUZZANTI (Misto) conferma.

Marilena SAMPERI (PD) gli chiede se egli sia giornalista professionista ed editorialista del Giornale.

Paolo GUZZANTI (Misto) conferma di essere professionista ma non più editorialista del Giornale.

Marilena SAMPERI (PD) osserva ancora che in realtà la critica di cui Strada si duole è quella per cui l'attività medica sarebbe solo una copertura per la sua militanza politica. Questo le pare il vero tema della discussione.

Francesco Paolo SISTO (PdL) rileva che un simile elemento non emerge in alcuna parte degli atti della causa.

Marilena SAMPERI (PD) replica viceversa che nell'articolo oggetto della citazione per danni del dott. Strada è scritto testualmente «traveste generosamente la sua attività politica facendo il medico con i soldi raccolti dalla sua ong» e che il centro cardiologico di Emergency a Khartoum è una «copertura buonista».

Paolo GUZZANTI (Misto) rimarca che il significato di questa espressione è ben diverso da quanto invece rappresentato nell'intervista di Strada al Manifesto del 15 marzo 2009.

(Paolo Guzzanti si allontana dall'aula).

Francesco Paolo SISTO (PdL), relatore, propone che la Giunta deliberi per l'insindacabilità a motivo di una triplice scansione temporale. La vicenda infatti prende le mosse dall'articolo dell'Alberizzi sul Corriere della sera, che viene ripreso da Guzzanti sul Giornale e si conclude con la replica sul Manifesto dello Strada. Gli sembra che manchi ogni profilo offensivo - ciò che non può non avere influssi sul giudizio di insindacabilità - e che tutto ciò sia ben agganciato all'attività di Paolo Guzzanti nella Commissione esteri della Camera.

Marilena SAMPERI (PD) chiede un rinvio della deliberazione in ragione di concomitanti impegni parlamentari, connessi con il prossimo esame in Assemblea del disegno di legge 3175.

Dopo interventi dei deputati Maurizio PANIZ (PdL) e Anna ROSSOMANDO (PD), il presidente CASTAGNETTI rinvia l'esame a una prossima seduta.


Mercoledì 14 aprile 2010.

Francesco Paolo SISTO (PdL), relatore, ribadisce la proposta di insindacabilità avanzata nella seduta dell'11 marzo 2010.

Marilena SAMPERI (PD), sottolineato che l'articolo 68, primo comma, della Costituzione sta a tutela di un libero e genuino esercizio delle attribuzioni legislative dei membri delle Camere, osserva che Guzzanti è chiamato a rispondere in questo processo civile per la sua attività libero-professionale di pubblicista. Nessuno gli vuole negare il diritto di esprimere opinioni ma è certo che per godere della copertura dell'insindacabilità occorre che vi siano stretti legami con l'attività parlamentare tipica che, in questo caso, non sussistono affatto. Voterà per la sindacabilità.

Federico PALOMBA (IdV) auspica che la Giunta non voglia incorrere in un ennesimo stravolgimento del dettato costituzionale. Come è già stato rilevato, Paolo Guzzanti ha esternato proprie valutazioni come giornalista su un organo di stampa e non come parlamentare. Se gli si riconoscesse in ogni momento della sua giornata la qualità di parlamentare esercente tale funzione, ciò condurrebbe, per esempio, per i deputati avvocati a ritenerli coperti dalla guarentigia costituzionale anche per ingiurie rivolte ad altri avvocati in udienza, in contrasto tra l'altro con il principio di parità delle parti. Voterà per la sindacabilità.

Giuseppe CONSOLO (PdL) osserva che Paolo Guzzanti - con cui egli ha condiviso il comune impegno di senatore in passate legislature - ha condotto una vita politica intera impegnato in battaglie per la libertà di manifestazione del pensiero e di coscienza. Questa libertà, che è necessaria ma non sufficiente al libero espletamento del mandato parlamentare, gli deve essere riconosciuta anche in questa occasione. L'esempio della dialettica tra avvocati, proposto dal collega Palomba, è certamente esatto nella sua essenza ma non si attaglia al caso attuale. Voterà per l'insindacabilità.

Donatella FERRANTI (PD) si domanda che senso abbia avuto approvare nel gennaio 2009 i criteri generali di applicazione dell'insindacabilità parlamentare. In essi si dice chiaramente che quanto attiene all'attività libero-professionale dei deputati è escluso dalla garanzia.

Giuseppe CONSOLO (PdL), interrompendo, sottolinea che la deputata Ferranti votò contro l'arresto del deputato Margiotta.

Donatella FERRANTI (PD), riprendendo il suo dire, rimarca che il parallelo deve essere fatto piuttosto con il caso del collega Zazzera. Non si possono infatti usare due pesi e due misure. Sottolineata l'acutezza dell'esempio del collega Palomba sugli avvocati in udienza, constata che Paolo Guzzanti si è avventurato sul terreno della cronaca e della critica di fatti senza svolgere le dovute verifiche sulle sue fonti. Voterà per la sindacabilità.

Anna ROSSOMANDO (PD), rilevato che facilmente le discussioni sull'insindacabilità parlamentare finiscono per attingere il merito delle affermazioni di causa, ciò che viceversa si dovrebbe tentare di evitare, crede che la maggioranza della Giunta stia offrendo un maldestro esercizio di retorica. Concorda con le ragioni esposte dalle colleghe che l'hanno preceduta e voterà contro la proposta del relatore.

Marilena SAMPERI (PD) ribadisce il suo voto contrario sulla proposta del relatore, invitando la Giunta a considerare la delicatezza del momento che Emergency sta attraversando: non vorrebbe che la deliberazione proposta dal collega Sisto assumesse il valore di un cattivo segnale.

Pierluigi CASTAGNETTI, presidente, osserva che in effetti il paragone dell'attuale caso deve essere tracciato con quello del collega Zazzera su cui la Giunta non ha ancora deliberato ma per cui la relatrice ha avanzato una proposta di sindacabilità. Auspica che la Giunta assuma, pur nella libertà dei suoi componenti, indirizzi coerenti e omogenei.

La Giunta, a parità di voti, respinge la proposta del relatore, deliberando pertanto nel senso che i fatti oggetto del procedimento non sono riconducibili alla garanzia dell'insindacabilità. Il Presidente Castagnetti, concordando la Giunta, assegna al medesimo deputato Sisto l'incarico di redigere la relazione scritta per l'Assemblea.


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