Doc. IV-quater, n. 24





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su un'ulteriore domanda di insindacabilità del deputato Barani relativa a una controversia con il Presidente della Giunta regionale toscana Enrico Rossi. Quest'ultimo cita il deputato Barani innanzi al tribunale civile di Firenze per una somma quantificata in 300.000 euro per i danni asseritamente subiti da un articolo apparso su Libero il 29 settembre 2011.
Il titolo dell'articolo è «Bilanci tarocchi, accusa al Presidente della rossa Toscana». Nel testo dell'articolo, in un virgolettato, risulta che il deputato Barani avrebbe affermato che «sulla base delle testimonianze e della documentazione acquisite, emerge il forte sospetto che un gruppo di persone, capitanate dal Presidente regionale Enrico Rossi, abbia agito per anni in perfetto accordo per fornire una rappresentazione dei conti regionali assolutamente difforme da quella reale». Tutto ciò «per favorire i propri interessi personali. Enrico Rossi, grazie all'immeritata fama di essere un amministratore capace... ha tratto il considerevole vantaggio di essere confermato nella carica...». La vicenda è sempre quella dell'ammanco di gestione nella Asl 1 di Massa e Carrara, di cui la Giunta si è già interessata in due precedenti occasioni: in un caso per una citazione dello stesso dottor Rossi e nell'altro per una citazione del Sistema integrato degli ospedali regionali. In entrambi i casi la Giunta ha proposto l'insindacabilità e, nel primo caso, tale proposta è già stata approvata in Assemblea, il 9 maggio 2012. In questa circostanza - a parere del sottoscritto relatore - non paiono sussistere elementi per discostarsi da tali precedenti.
La questione è stata esaminata nella seduta della Giunta per le autorizzazioni del 21 novembre 2012, nella quale è stato anche ascoltato il deputato interessato.
Nell'occasione Lucio Barani ha sottolineato che nell'articolo oggetto della citazione per danni si ricostruisce un'intervista che egli non ha mai reso e che la cronista a firma della quale l'articolo stesso è uscito non è a lui nota. Il motivo per cui gli viene attribuito il contenuto delle considerazioni ritenute lesive dalla parte attrice è che, durante la seduta della Commissione parlamentare d'inchiesta sui disavanzi sanitari regionali del 28 settembre 2011, era stato proprio il Presidente pro tempore della Commissione, onorevole Orlando, a ringraziarlo di aver proficuamente stimolato il lavoro della Commissione stessa.
Chiarito che l'on. Barani non ha disconosciuto i contenuti pretesamente lesivi del suo agire parlamentare ma soltanto la modalità con cui questi sono stati veicolati sulla stampa, il dibattito sulla vicenda è stato ampio e a maggioranza la Giunta ha concluso per l'insindacabilità per ragioni analoghe a quelle di cui al Doc. IV-quater n. 20, già approvato dall'Assemblea il 9 maggio 2012.
Per completezza vale la pena allegare gli estratti del resoconto della seduta citata.
In definitiva, la Giunta a maggioranza ha deliberato nel senso che i fatti oggetto della causa civile in titolo concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni. In tal senso è quindi la proposta per l'Assemblea.

On. Roberto CASSINELLI,
relatore per la maggioranza


ALLEGATO

Estratto dal resoconto sommario della seduta della Giunta per le autorizzazioni del 21 novembre 2012


Roberto CASSINELLI (PdL), relatore, riferisce che quella in titolo è un'ulteriore domanda di insindacabilità del deputato Barani relativa a una controversia con il Presidente della Giunta regionale toscana Enrico Rossi. Quest'ultimo cita il deputato Barani per una somma quantificata in 300.000 euro per i danni asseritamente subiti da un articolo apparso su Libero il 29 settembre 2011. Il titolo dell'articolo è «Bilanci tarocchi, accusa al Presidente della rossa Toscana». Nel testo dell'articolo, in un virgolettato, risulta che il deputato Barani avrebbe affermato che «sulla base delle testimonianze e della documentazione acquisite, emerge il forte sospetto che un gruppo di persone, capitanate dal Presidente regionale Enrico Rossi, abbia agito per anni in perfetto accordo per fornire una rappresentazione dei conti regionali assolutamente difforme da quella reale». Tutto ciò «per favorire i propri interessi personali. Enrico Rossi, grazie all'immeritata fama di essere un amministratore capace... ha tratto il considerevole vantaggio di essere confermato nella carica...». La vicenda è sempre quella dell'ammanco di gestione nella Asl 1 di Massa e Carrara, di cui la Giunta si è già interessata in due precedenti occasioni: in un caso per una citazione dello stesso dottor Rossi e nell'altro per una citazione del Sistema integrato degli ospedali regionali. In entrambi i casi la Giunta ha proposto l'insindacabilità e, nel primo caso, tale proposta è già stata approvata in Assemblea, il 10 maggio 2012. In questa circostanza non gli paiono sussistere elementi per discostarsi da tali precedenti e quindi propone l'insindacabilità.

(Viene introdotto il deputato Lucio Barani).

Lucio BARANI (PdL) sottolinea che nell'articolo oggetto della citazione per danni si ricostruisce un'intervista che egli non ha mai reso e che la cronista a firma della quale l'articolo stesso è uscito non è a lui nota. Il motivo per cui gli viene attribuito il contenuto delle considerazioni ritenute lesive dalla parte attrice è che, durante la seduta della Commissione parlamentare d'inchiesta sui disavanzi sanitari regionali del 28 settembre 2011, era stato proprio il Presidente pro tempore della Commissione, onorevole Orlando, a ringraziarlo di aver proficuamente stimolato il lavoro della Commissione stessa.

Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, poiché non vi sono domande, lo congeda.

(Il deputato Lucio Barani si allontana dall'Aula).

Antonino LO PRESTI (FLpTP) osserva che se davvero il deputato Barani non ha reso l'intervista di cui il dottor Rossi si duole, ci si troverebbe dinnanzi a un caso di difetto di legittimazione passiva e non di insindacabilità parlamentare. Chiede pertanto chiarimenti al relatore.

Roberto CASSINELLI (PdL), relatore, chiarisce che l'onorevole Barani non ha disconosciuto i contenuti pretesamente lesivi del suo agire parlamentare ma soltanto la modalità con cui questi sono stati veicolati sulla stampa.

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP) trova stupefacente come il dottor Rossi insista nel voler tappare la bocca a un parlamentare che ha condotto una limpida battaglia contro il malaffare, in seguito alla quale è stato portato alla luce un complesso di attività illecite che hanno condotto a diversi arresti. La Giunta dovrebbe reagire unanimemente a questo tentativo di condizionare l'esercizio del libero mandato parlamentare.

Maurizio BIANCONI (PdL) conosce da molto tempo Enrico Rossi e non ne disconosce le capacità. Crede però che le azioni civili da lui intentate nei confronti del deputato Barani siano mosse dall'intendere le critiche al proprio operato come un crimen lesae maiestatis. Voterà a favore della proposta del relatore.

Marilena SAMPERI (PD), constatata l'analogia del caso in titolo con i due precedenti ricordati dal relatore, preannunzia che il suo gruppo si orienterà allo stesso modo, vale a dire per l'astensione.

Francesco Paolo SISTO (PdL) trova davvero curiosa la posizione della collega Samperi. Data testuale lettura della bozza di relazione adottata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sui disavanzi sanitari regionali sul caso della Asl 1 di Massa e Carrara, dalla quale emerge l'identità testuale tra i relativi contenuti e le dichiarazioni contestate nel giudizio civile in titolo, si domanda su che cosa mai verta la discussione che sta ascoltando. Voterà convintamente per la proposta del relatore.

Dopo che Marilena SAMPERI (PD), con riferimento a quanto ascoltato dal collega Sisto, ha rimarcato che i passaggi testuali da lui letti non sono estratti dalla bozza di relazione della Commissione d'inchiesta bensì da una proposta depositata dal gruppo PdL, la quale non reca formalmente la sottoscrizione del deputato Barani, Armando DIONISI (UdCpTP) crede che la citazione per danni intentata dal dottor Rossi al deputato Barani abbia un chiaro intento intimidatorio, sicché voterà per l'insindacabilità.

Maurizio TURCO (PD) non sa se sia corretto chiamare «intimidazione» la citazione per danni in titolo, ma ritiene si tratti senz'altro di un caso di molestia giudiziaria. Di fronte a tanto accanimento voterà a favore della proposta del relatore.

Antonino LO PRESTI (FLpTP) intende precisare che il suo intervento iniziale era incidenter tantum e non contrario alla proposta del relatore, alla quale viceversa aderirà.

Giuseppe CONSOLO (FLpTP) crede che si tratti di un caso scolastico d'insindacabilità e quindi voterà in tal senso.

Maurizio PANIZ (PdL) dichiara il voto favorevole del suo gruppo alla proposta del relatore.

La Giunta a maggioranza delibera nel senso che i fatti oggetto della causa civile in titolo concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni. Conferisce al deputato Cassinelli il mandato a predisporre in tal senso il documento scritto per l'Assemblea.


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