Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione in materia d'insindacabilità avanzata da Paolo CIRINO POMICINO, deputato all'epoca dei fatti, in relazione al procedimento penale n. 3224/08 RGNR-Roma.
Il procedimento trae origine da una querela sporta dal dottor Franco Bernabè e presentata il 23 novembre 2007 a motivo di alcune affermazioni riportate in un lancio dell'Agenzia ANSA del 17 novembre 2007. Le affermazioni erano del seguente tenore: «da Tavaroli a Bernabè sembra che il destino di Telecom sia sempre lo stesso, quello di essere condizionato dall'ombra lunga dei servizi segreti italiani e stranieri. Chi conosce la lunga storia di Franco Bernabè, infatti, non potrà non essere preoccupato della anomala pressione che Banca Intesa sta facendo sugli altri azionisti per la sua nomina ad amministratore delegato della Telecom, crocevia delicatissimo non solo per l'economia italiana ma anche per l'ordine democratico. Chi dovesse avere la responsabilità di riportare Bernabè alla guida di Telecom sappia che dovrà spiegare ai Parlamento le ragioni di questa scelta per la tutela dei risparmiatori e degli equilibri democratici del Paese».
Secondo la querela, tale lancio di agenzia provocava un'immediata eco mediatica per cui le affermazioni del Cirino Pomicino venivano riportate su vari blog anche di interesse economico-finanziario (Yahoo! Finanza, Wall Street Italia, Dagospia) e il giorno seguente anche su quotidiani a diffusione nazionale, quali Libero e Il Sole 24 Ore. Alcuni giorni più tardi, il 21 novembre 2007, il quotidiano Libero pubblicava poi un'intervista rilasciata dall'onorevole Cirino Pomicino nella quale questi ribadiva ciò che aveva affermato nella nota diffusa il 17 novembre.
Nell'ambito del procedimento penale poi scaturito l'ex deputato Paolo Cirino Pomicino eccepiva l'insindacabilità con atto depositato il 16 settembre 2009 e, con lettera pervenuta alla Camera il 1o ottobre 2009, chiedeva la pronuncia di tale ramo del Parlamento sulla questione, ritenendo le affermazioni per cui è processo essere state rese nell'esercizio delle funzioni di deputato della XV legislatura.
La Giunta per le autorizzazioni, cui l'affare è stato deferito dal Presidente della Camera, ha esaminato la questione nella seduta del 3 marzo 2010, ascoltando anche l'interessato.
In tale occasione si è evidenziato che sull'argomento si erano avute consistenti divergenze di vedute tra chi intendeva sostenere un ritorno di Franco Bernabè al vertice della società di telecomunicazioni (in particolare Giovanni Bazoli, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo) e chi invece riteneva più opportuna la nomina di una persona che «non avesse il passaporto italiano» come sostenuto da altri. A questo proposito Cirino Pomicino, già un anno prima, il 19 settembre 2006, aveva chiesto al Governo a quanto ammontasse l'indebitamento delle società Telecom e Pirelli, con ciò esercitando le prerogative della funzione parlamentare. Successivamente, il 26 novembre 2007 in un'interpellanza firmata anche da Carlo Giovanardi e Antonio Leone, Cirino Pomicino aveva chiesto al Governo quali compiti avesse la Telecom Italia nello svolgimento di prestazioni per servizi di sicurezza e di giustizia a favore delle amministrazioni centrali dello Stato. Inoltre membri dello stesso gruppo parlamentare di Cirino Pomicino (come Lucio Barani e Mauro Del Bue) chiesero al Governo con atto del 27 novembre 2007 se risultasse che in effetti i maggiori azionisti della Telecom si apprestassero a nominare amministratore delegato del dottor Bernabè e se questa intenzione fosse dovuta all'esposizione di Telecom nei confronti delle banche (v. allegati).
Sebbene non perfettamente collimanti con gli atti ispettivi da lui presentati, le dichiarazioni di Cirino Pomicino appaiono rientrare in un tema specificamente sollevato in sede parlamentare, vale a dire l'opportunità di nominare il dottor Bernabè amministratore delegato della Telecom in ragione delle garanzie che egli poteva dare ai creditori del gruppo, creditori ai quali - secondo Cirino Pomicino - poteva viceversa sfuggire un profilo delicato per le istituzioni dello Stato, vale a dire il condizionamento che soggetti indagati per fatti illeciti (come per esempio Tavaroli, implicato nello scandalo delle intercettazioni illecite) potevano esercitare sulle sue scelte. Le dichiarazioni di Cirino Pomicino non sono quindi apparse gratuitamente offensive di Franco Bernabè, giacché in esse si ritrova solo un'evocazione di una responsabilità politica dinnanzi al Parlamento che sarebbe derivata da una scelta che lui avversava. Non vi sono frasi intrinsecamente sconvenienti né allusioni volgari.
Come poi lo stesso Cirino Pomicino ha esposto nel corso della sua audizione, egli ha avversato l'assunzione della carica di amministratore delegato di Telecom Italia da parte del Bernabè in modo trasparente, legittimo e nelle sedi parlamentari proprie. Pur convinto che il dottor Bernabè sia persona competente e capace, opinione certo condivisa dall'intera Giunta, egli non riteneva fosse idonea a quello specifico incarico. Del resto, queste preoccupazioni erano diffuse in Parlamento tanto che uno degli esponenti che hanno sottoscritto le interrogazioni cui ha fatto riferimento era parte dell'allora maggioranza di governo. L'ex deputato ha da ultimo informato i componenti la Giunta che le sue perplessità sulla gestione della Telecom Italia nell'ultimo decennio sono raccolte in un volume da lui pubblicato, nel quale si trovano anche conferme documentali delle sue tesi.
Per questi motivi, all'unanimità, la Giunta propone di deliberare che i fatti per cui è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un deputato nell'esercizio delle sue funzioni ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003.
Pierluigi MANTINI, relatore
ALLEGATO 1
ALLEGATO 2
ALLEGATO 3
a quanto ammonti l'indebitamento rispettivamente di Telecom, Olimpia e Pirelli;
quali siano i motivi per cui qualche settimana fa alcune banche abbiano preso in carico oltre il 30 per cento di Pirelli tyre un giorno dopo la decisione della proprietà di non collocare più la società in borsa;
se risponda al vero che dopo il preannunciato riassetto del gruppo Telecom deciso dal suo c.d.a. l'11 settembre, le maggiori banche italiane abbiano comunicato a Tronchetti Provera che non avrebbero più sostenuto l'indebitamento del gruppo;
se risponda al vero che in concomitanza di questa possibile evenienza la Goldman-Sachs abbia approntato uno schema di soluzione nel riassetto del gruppo Telecom facendolo passare attraverso la presidenza del consiglio dei ministri;
se risponda al vero che il sottosegretario Tononi con la delega alle privatizzazioni è ancora oggi dipendente della Goldman-Sachs o lo è stato sino a qualche mese fa;
se risponda al vero che in data 5 giugno 2006 il ministro dell'economia ha ricevuto formale richiesta di un Gruppo parlamentare di conoscere gli affari trattati dalla Goldman-Sachs in Italia allorquando in Europa a dirigerla era l'attuale governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e se, in mancanza di tali informazioni, non sarebbe stato eticamente e politicamente corretto la chiusura almeno per 2 anni di qualunque rapporto con la pubblica amministrazione della stessa Goldman-Sachs;
se al Governo risulti che nell'ambito delle indagini avviate dalla Procura di Milano, e pubblicizzate dalla stampa, per le intercettazioni illegali siano indagati anche i vertici della Telecom;
se corrisponde al vero che una o più persone abbiano convinto il dr. Tronchetti a rassegnare improvvisamente le proprie dimissioni con motivazioni finanziarie e/o giudiziarie;
se non ritiene di attivare anche parzialmente soggetti pubblici come la cassa depositi e prestiti, Fintecna o altri per evitare il rischio di una ennesima evenienza colonizzatrice che nel caso di Telecom trasferirebbe la proprietà non solo dell'unica società di telefonia mobile italiana ma anche la rete del cosiddetto ultimo miglio.
(3-00221)
Interpellanza urgente 2-00860 presentata da
PAOLO CIRINO POMICINO
lunedì 26 novembre 2007 nella seduta n. 249
quali siano i compiti che la Telecom Italia svolge con la propria struttura per le amministrazioni centrali dello Stato, per i servizi di sicurezza e per la magistratura;
quali e quante siano le risorse umane destinate a questi compiti;
quale sia il valore finanziario di tali compiti;
quali siano le garanzie personali e societarie che il Governo ritiene di chiedere alla Telecom dal momento che essa svolge compiti per molti aspetti legati alla sicurezza nazionale e a delicate funzioni inquirenti.
(2-00860) «Giovanardi, Leone, Cirino Pomicino».
Interrogazione a risposta scritta 4-05762 presentata da
MAURO FABRIS
lunedì 26 novembre 2007 nella seduta n. 249
da articoli di stampa emerge l'ipotesi che la nomina di Franco Bernabè come amministratore delegato di Telecom Italia risulti essere gradita alla Presidenza del Consiglio;
sono inoltre adombrati sulla stampa possibili elementi di pressione sul management di Mediobanca da parte di ambienti istituzionali -:
se risulti al Governo che i maggiori azionisti di Telecom Italia si apprestino a nominare il dottor Bernabè amministratore delegato;
se il gruppo FB Group di proprietà del dottor Franco Bernabè è presente con partecipazioni di peso in alcune società tra cui la Telit Communications e la Xaltia che sono clienti e fornitori di Telecom e delle sue attività tra cui la telefonia mobile lasciando così emergere notevoli conflitti di interesse;
se vi siano state pressioni improprie sul comitato nomine di Mediobanca facendo leva su note vicende giudiziarie e riducendo così la libertà delle decisioni.
(4-05762)
Frontespizio