Doc. IV-quater, n. 5





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione d'insindacabilità avanzata dall'ex deputato Franco Cardiello nell'ambito del procedimento penale n. 5191/06 RGNR-Salerno. Il capo d'imputazione elevato nei confronti del Cardiello reca: «Ora nella nostra città è arrivato Ferrando, che ha inneggiato a dieci, cento, mille Nassirya offendendo i nostri giovani in Iraq, nonché i militari della compagnia Garibaldi di Persano. È una vergogna per il nostro Paese».
Il caso prende origine da una querela di Marco Ferrando, dapprima dirigente di Rifondazione Comunista e poi leader di un movimento di estrema sinistra, che si è doluto di frasi dell'allora deputato Franco Cardiello che - secondo la ricostruzione e il titolo giornalistico - lo aveva definito «appestato».
Il Cardiello infatti aveva pubblicamente criticato l'intenzione del Ferrando di svolgere un comizio a Eboli nel 2006 dal momento che in precedenza egli si era pronunciato assai criticamente non solo verso la partecipazione italiana alla missione militare in Iraq ma anche verso le stesse forze armate. Cardiello in particolare aveva ricordato che a Ferrando si poteva ascrivere lo slogan «10, 100, 1000 Nassirya» e che la sua presenza nelle liste elettorali era una vergogna. Al riguardo, va sottolineato che la qualifica «appestato» non sembra essere stata pronunciata dall'allora deputato Cardiello ma essere in realtà una sintesi giornalistica. Da questo punto di vista non vi è luogo né per la deliberazione della Camera né per un processo a carico del Cardiello.
Quanto invece all'affermazione che fosse vergognoso che Ferrando facesse campagna elettorale in qualità di candidato, essa è già stata oggetto di deliberazione della Giunta per le autorizzazioni nella scorsa legislatura, la quale aveva ritenuto all'unanimità di poter accordare l'insindacabilità in ragione della circostanza che in data 12 novembre 2003 a nome di tutto il gruppo di Alleanza Nazionale (e quindi anche di Cardiello che ne faceva parte) il deputato Anedda, nell'Assemblea della Camera, espresse il cordoglio e la solidarietà a tutti coloro che erano caduti in Iraq. Idealmente e concettualmente le parole per cui oggi Franco Cardiello è chiamato a rispondere si ricollegano a quella posizione parlamentare del suo partito.
Tale valutazione è risultata confermata nella seduta della Giunta per le autorizzazioni del 30 luglio 2008 nella quale, all'unanimità, i componenti hanno deliberato di proporre all'Assemblea di decidere che le affermazioni oggetto del procedimento rientrano nell'esercizio delle funzioni parlamentari ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione.

Francesco PIONATI, relatore


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