Doc. IV-quater, n. 3





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione in materia d'insindacabilità avanzata dal senatore Maurizio Gasparri, deputato all'epoca dei fatti, in relazione al procedimento penale n. 42560/06 N-Roma.
Il procedimento trae origine da una querela sporta da Henry John Woodcock, magistrato presso la procura della Repubblica di Potenza, a motivo di alcune frasi attribuite al Gasparri e riportate in un'intervista fatta dal giornalista Mario Ajello e pubblicata sul Messaggero del 17 giugno 2006 col titolo «Gasparri: quel Pm spara a vanvera. L'ex ministro: è un tipo boccaccesco, l'accusa contro di me subito archiviata». L'attuale senatore Gasparri era stato intervistato a proposito di una indagine penale condotta proprio dal dottor Woodcock a seguito della quale erano stati eseguiti poco prima alcuni provvedimenti di custodia cautelare in carcere. In particolare, per come risulta dal capo d'imputazione, il Gasparri avrebbe affermato, tra l'altro, che: «Woodcock spara a vanvera accuse ridicole [...] spara nomi a casaccio [...] è così poco attendibile che il giorno che dovesse arrestare un colpevole lo vedrà finire assolto [...] è un personaggio boccaccesco [...] si narra che a Potenza ci fosse una liaison fra lui e una magistrata donna, adibita ad altra funzione».
L'interessato aveva avanzato la richiesta di deliberare sull'immunità nella XV legislatura e la Giunta - dopo averlo ascoltato nella seduta del 16 maggio 2007 - era pervenuta a deliberare a maggioranza nel senso della sindacabilità (doc. IV-quater, nn. 21 e 22) nella seduta del 18 luglio 2007. Tuttavia la relazione non era stata esaminata dall'Assemblea e la richiesta era stata pertanto mantenuta all'ordine del giorno della XVI legislatura. Va rilevato, inoltre, che - dopo lo scioglimento delle Camere - era pervenuta dal tribunale di Roma l'ordinanza di sospensione del procedimento, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003. I relativi atti sono stati aggiunti al fascicolo.
Nella presente legislatura la Giunta ha esaminato l'istanza nella seduta del 23 luglio 2008. L'interessato, pur potendo avvalersi nuovamente della facoltà di essere sentito dalla Giunta, non ha ritenuto di intervenire.
Nel corso del dibattito, svoltosi sulla base della documentazione predisposta e in distribuzione, la maggioranza dei componenti della Giunta ha evidenziato come l'intervista si riferisca alla conclusione favorevole per il sen. Gasparri di un'indagine promossa a Potenza dal pubblico ministero Woodcock ma poi trasferita a Roma per competenza territoriale. Finalmente investita della vicenda, che il magistrato potentino non avrebbe dovuto trattare, l'autorità giudiziaria di Roma ha archiviato.
La maggioranza della Giunta ne ha tratto la conclusione che le affermazioni del senatore Gasparri rappresentano una legittima reazione ad un attacco della sua funzione di parlamentare. I temi della giustizia e delle condotte di taluni magistrati sono da sempre elementi che impegnano il dibattito politico e i lavori parlamentari. D'altronde, coevo ai fatti era l'iter parlamentare di modifica della riforma dell'ordinamento giudiziario promossa dal ministro pro tempore Castelli.
È stato anche sottolineato come Maurizio Gasparri non volesse maliziosamente alludere ad una relazione amorosa tra il querelante ed una sua collega, quanto piuttosto all'esistenza, talvolta, di rapporti funzionali privilegiati tra uffici requirenti e giudicanti. Solo così interpretata, nell'economia logica della frase attribuita all'on. Gasparri, ha senso compiuto la specificazione «adibita ad altra funzione». È dunque opinione del relatore che l'on. Gasparri intendesse far riferimento solo al problema dell'esistenza - a normativa vigente - di rapporti a volte non limpidissimi tra funzione requirente e giudicante e, quindi, alla necessità di un intervento legislativo in tema di separazione delle carriere, argomento all'ordine del giorno all'epoca dei fatti. Infine occorre anche ricordare che il parlamentare non esprimeva un suo convincimento personale ma si rifaceva a una voce corrente («si narra»).
Per questi motivi la Giunta a maggioranza, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, propone all'Assemblea di dichiarare che i fatti oggetto del procedimento in corso concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Luca Rodolfo PAOLINI,
relatore per la maggioranza.


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