Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su due richieste di autorizzazione nei confronti del deputato Marco Mario Milanese, proclamato per la circoscrizione Campania 2.
La prima domanda è di perquisire talune sue cassette bancarie di sicurezza; la seconda è di acquisire i suoi tabulati telefonici. Per un più dettagliato riferimento all'oggetto materiale delle richieste, rinvio agli atti parlamentari della legislatura in corso (doc. IV, n. 21) che allego in copia.
La domanda di perquisizione delle cassette si basa direttamente sull'articolo 68, secondo comma, della Costituzione, giacché vi si considera la cassetta di sicurezza alla stregua del domicilio del parlamentare. Pur non obbligata dal punto di vista ermeneutico, tale interpretazione trova un precedente dell'XI legislatura (il doc. IV, n. 96-bis - Testa). Anche in quella circostanza, come nell'attuale, l'autorità giudiziaria aveva posto sotto sequestro le cassette ma non le aveva aperte.
Si può aggiungere - per completezza - che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 58 del 2004, ha affermato che sono domicilio del parlamentare quei luoghi rispetto ai quali il Parlamento possa vantare un'esigenza di autonomia. È possibile ritenere che, quindi, la Corte abbia in mente luoghi che un membro del Parlamento frequenti come persona e non già solo ubicazioni nelle quali collochi i suoi beni. Tuttavia, come si vedrà, presso la Giunta nessuno ha avanzato obiezioni sulla qualificazione giuridica delle cassette di sicurezza come domicilio, qualificazione, del resto, fatta in primo luogo dal magistrato richiedente.
La seconda domanda, quella rivolta ai tabulati, è invece basata sull'articolo 4 della legge n. 140 del 2003 e non ha un diretto riferimento nell'articolo 68 della Costituzione. Tuttavia, anche qui, le richieste di autorizzazione ad acquisire tabulati telefonici hanno molti precedenti parlamentari, a partire quantomeno dalla domanda relativa al deputato Gaspare Giudice (doc. IV, n. 15 - XIII legislatura), sulla cui deliberazione del 16 luglio 1998 è anche intervenuta la sentenza della Corte costituzionale n. 57 del 2000. Nella presente legislatura, ricordo le domande avanzate nei confronti dei deputati De Luca, Bocchino, Polidori e Granata (in questi ultimi tre casi, il parlamentare interessato compariva nell'inchiesta in qualità di persona offesa).
La Giunta ha esaminato le domande nelle sedute del 20, 27 e 28 luglio 2011, conducendo inizialmente un approfondimento congiunto alla domanda di autorizzazione all'arresto pendente nei confronti del medesimo on. Milanese. Si è concordato sul disabbinamento nella seduta del 27 luglio.
Il deputato Milanese è stato regolarmente invitato per interloquire con la Giunta ma sinora non si è avvalso di tale facoltà; egli ha indirizzato ai componenti una lettera, letta dal Presidente Castagnetti alla Giunta nella seduta del 20 luglio, nella quale ha chiesto che le autorizzazioni in titolo fossero concesse.
L'inchiesta cui esse si riferiscono si muove lungo due filoni principali, uno attinente a una pretesa associazione per delinquere tra Milanese medesimo, tale Paolo e altri soggetti, volta a commettere una serie indeterminata di reati di favoreggiamento e di corruzione. Il secondo filone riguarda invece il compito, affidato al Milanese in qualità di consigliere politico del ministro Tremonti, di individuare soggetti idonei a ricoprire l'incarico di consiglieri d'amministrazione nelle società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze.
La Giunta per le autorizzazioni si è determinata nel senso che la domanda di arresto debba essere più approfonditamente considerata ma che le domande sugli atti di indagine possano essere senz'altro accolte. Non si tratta infatti in questa sede di esprimere giudizi di merito sull'indagine e sugli indizi di colpevolezza. Viceversa, occorre sgombrare il campo da equivoci - che neanche il deputato interessato desidera si creino - circa la volontà di affrontare serenamente le accuse e di confutarle nell'esercizio del diritto di difesa innanzi al giudice.
Senza quindi alcun pregiudizio per l'esito dell'istruttoria della Giunta in merito alla richiesta di arresto, il collegio all'unanimità e con distinte votazioni ha deliberato di proporre all'Assemblea che le richieste di autorizzazione a perquisire le cassette di sicurezza e di acquisire i tabulati telefonici nei confronti del deputato Milanese siano accolte.
Fabio GAVA, relatore.
ALLEGATO 1







ALLEGATO 2
La seduta comincia alle 9.20.
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, fa presente che l'ordine del giorno reca anzitutto le richieste di autorizzazione ad acta nei confronti dei deputati Milanese e Verdini. Più in particolare, nei confronti del collega Milanese vengono richieste le autorizzazioni all'arresto, alla perquisizione delle cassette di sicurezza e all'acquisizione dei tabulati; per il collega Verdini si chiede l'utilizzo di intercettazioni casuali, disposte sul telefono del sig. Riccardo Fusi. Al riguardo, fa presente che il deputato Verdini gli ha inviato il 15 luglio la seguente lettera: «Gentile Presidente, in previsione della discussione sulla richiesta di utilizzo delle intercettazioni telefoniche a me riferite nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di L'Aquila, Le chiedo di dare l'autorizzazione, in quanto ritengo esse non solo ininfluenti a sostenere le ipotesi d'accusa ma addirittura sono convinto che, se pubblicate tutte e integralmente, saranno in grado di dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Cordiali saluti, Denis Verdini».
A sua volta l'on. Milanese in data di ieri gli ha scritto: «Signor Presidente, con riferimento alle note richieste provenienti dalla procura della Repubblica di Napoli, relative all'autorizzazione da parte della Camera dei deputati all'acquisizione di tabulati telefonici e all'apertura di cassette di sicurezza sottoposte a sequestro nell'ambito del procedimento penale che mi vede indagato, Le rappresento la mia immediata disponibilità a dare corso alle suddette richieste. Infatti, è anche nel mio interesse che gli inquirenti procedano nelle indagini in maniera più celere possibile, al fine di acquisire tutti quegli elementi necessari ed utili a chiarire la mia estraneità ai fatti contestatimi e la vera natura delle dichiarazioni calunniose mossami da chi ritenevo essere un vecchio 'amico'. Solo l'esito delle indagini e del relativo accertamento, potranno stabilire la verità e potranno ridarmi l'onorabilità e la dignità che mi appartengono e che oggi sembrano compromesse. Per questo chiedo alla Giunta da Lei presieduta e alla Camera dei deputati di voler concedere celermente l'autorizzazione all'apertura delle mie cassette di sicurezza e all'acquisizione dei tabulati telefonici delle utenze nella mia disponibilità, così come richiesto dai magistrati. Con deferenza, Marco Mario Milanese».
Gli inviti contenuti nelle lettere costituiscono - come è noto - elemento istruttorio ma non un'indicazione vincolante per la Giunta, data la non rinunciabilità delle prerogative parlamentari.
[...]
(Esame e rinvio).
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, chiede al relatore se intenda svolgere la relazione.
Fabio GAVA (PdL), relatore, ha esaminato a più riprese la documentazione pervenuta a corredo delle richieste inerenti al collega Milanese ma non l'ha completata.
Fa presente che l'inchiesta si muove lungo due filoni principali, uno attinente a una pretesa associazione per delinquere tra Milanese medesimo e tale Paolo e altri soggetti, volta a commettere una serie indeterminata di reati di favoreggiamento e di corruzione. Il secondo filone riguarda invece il compito, affidato al Milanese in qualità di consigliere politico del ministro Tremonti, di individuare soggetti idonei a ricoprire l'incarico di consiglieri d'amministrazione nelle società partecipate dal Ministero dell'economia e delle finanze. Premesso che, come accennava poc'anzi il Presidente della Giunta, l'on. Milanese ha chiesto che la Giunta conceda l'autorizzazione agli atti d'indagine, quali la perquisizione delle cassette e l'uso dei tabulati, rileva che tale richiesta coincide con le conclusioni cui egli stesso sarebbe giunto. Quanto invece all'arresto, crede che il deputato Milanese intenda presentare una memoria che però non ha ancora depositato. Ritiene utile acquisire i provvedimenti giudiziari relativi alla scarcerazione dei signori Marchese e Barbieri, le persone che il Milanese avrebbe indebitamente favorito nella preposizione ai predetti incarichi. Chiede quindi che la Giunta rinvii il seguito dell'esame e disponga l'acquisizione di tali provvedimenti, poiché da questi potrebbero emergere elementi tali da mettere in discussione la fondatezza delle ipotesi di reato ascritte all'on. Milanese.
Marilena SAMPERI (PD), pur consapevole che la documentazione prodotta a corredo della domanda di autorizzazione all'esecuzione della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'on. Milanese è particolarmente corposa e la sua analisi necessita quindi di tempi adeguati, ricorda tuttavia che i trenta giorni di tempo a disposizione della Giunta per deliberare, quantomeno sull'arresto, verranno a scadenza il 6 agosto prossimo. Peraltro, ove la Giunta si dovesse dilungare nell'esame delle domande in titolo, inevitabilmente le stesse sarebbero esaminate dall'Assemblea dopo la sospensione estiva dei lavori parlamentari. Sicché crede che, con specifico riferimento invece alle domande di acquisizione dei tabulati di utenze telefoniche e di perquisizione delle cassette di sicurezza nei confronti del medesimo on. Milanese, sarebbe opportuno chiudere oggi stesso, tanto più che in tal senso è la volontà dell'interessato.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) non si oppone alla richiesta di rinvio dell'esame della domanda di autorizzazione alla custodia cautelare in carcere nei confronti dell'on. Milanese alla prossima settimana; manifesta invece perplessità rispetto alla proposta di rinviare anche l'esame delle altre due richieste avanzate dal tribunale di Napoli. A suo avviso, infatti, ove la Giunta deliberasse al riguardo oggi stesso, ciò rappresenterebbe un elemento tranquillizzante anche nei confronti dell'opinione pubblica.
Federico PALOMBA (IdV) ritiene che la richiesta di rinvio avanzata dal relatore possa essere accolta solo ove contestualmente la Giunta definisca un calendario dei lavori che consenta di deliberare nel rispetto dei termini regolamentari. Al riguardo, propone quindi che nel corso della prossima settimana si proceda allo svolgimento della relazione, all'audizione dell'interessato e alla discussione in seno alla Giunta. Quanto poi alla richiesta di acquisizione dei tabulati telefonici e alla perquisizione delle cassette di sicurezza di pertinenza dell'on. Milanese, ritiene che si debba deliberare oggi stesso.
Donatella FERRANTI (PD), associandosi alle considerazioni svolte dai colleghi Samperi, Mantini e Palomba, aggiunge che - a suo avviso - il rispetto dei termini previsti per la deliberazione sulla richiesta di custodia in carcere (così come accaduto nel recente caso dell'on. Papa) debba essere garantito anche al fine di assicurare una parità di trattamento per tutti i membri del Parlamento. Peraltro, la sospensione estiva dei lavori parlamentari non può, di per sé, comportare il mancato rispetto dei termini perentori indicati dall'articolo 18 del Regolamento. Con riferimento alla richiesta relativa ai tabulati e alle cassette di sicurezza, al fine di non intralciare le indagini e di non nuocere all'interesse dello stesso on. Milanese, sarebbe poi opportuno che la Giunta concludesse i propri lavori nella giornata odierna.
Fabio GAVA (PdL), relatore, ricordando di avere già anticipato il proprio orientamento sulla richiesta relativa all'acquisizione dei tabulati telefonici e alla perquisizione delle cassette di sicurezza, ritiene preferibile che la Giunta si esprima contestualmente su tutte le domande in titolo, compresa la richiesta di arresto. Pur consapevole che l'imminenza della sospensione dei lavori parlamentari condizionerà inevitabilmente l'iter dall'esame delle questioni, ritiene tuttavia che la Giunta debba effettuare un'approfondita ed accurata istruttoria prima di addivenire alla decisione. Auspica quindi, nella prossima seduta, di poter svolgere una relazione unica su tutte le domande; ove ciò non gli fosse possibile, ritiene che la Giunta debba comunque deliberare relativamente ai tabulati e alla perquisizione.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) ribadisce l'opportunità che la Giunta segua un metodo corretto, che tenga conto della richiesta dell'interessato e non intralci l'attività della magistratura, deliberando quindi quanto prima sulle domande di autorizzazione all'acquisizione dei tabulati e alla perquisizione delle cassette di sicurezza.
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, crede che l'impegno che la Giunta deve assumersi è quello di decidere la prossima settimana sulle due richieste pervenute successivamente a quella di arresto.
Luca Rodolfo PAOLINI (LNP), ricordato anch'egli che le prerogative dei parlamentari tutelano diritti che spettano al Parlamento nel suo complesso prima che ai singoli deputati, ritiene che nel caso di specie il ritardo della Giunta nel deliberare sull'acquisizione dei tabulati e sulla perquisizione delle cassette di sicurezza non possa arrecare alcun pregiudizio alle indagini, tenuto conto che - come risulta da notizie di stampa - le cassette di sicurezza sono sotto sequestro e non più nella disponibilità dell'interessato. Ritiene altresì utile l'acquisizione da parte della Giunta della memoria di cui l'on. Milanese ha preannunciato la presentazione.
Antonino LO PRESTI (FLpTP) invita tutti i colleghi a considerare che sarebbe importante sin d'ora verificare se l'interesse dell'on. Milanese alla concessione delle autorizzazioni all'acquisizione dei tabulati e alla perquisizione delle cassette di sicurezza sia effettivamente mosso da spirito di collaborazione con la giustizia. Se tale interesse dovesse essere reale, un atteggiamento dilatorio della Giunta potrebbe causargli nocumento.
Fabio GAVA (PdL), relatore, chiarisce che la richiesta di rinvio deriva esclusivamente da esigenze di carattere istruttorio e non da intenti dilatori: ricorda di aver già anticipato il proprio orientamento favorevole rispetto alla concessione dell'autorizzazione all'acquisizione dei tabulati e alla perquisizione delle cassette di sicurezza.
Dopo che Francesco Paolo SISTO (PdL) ha ricordato che la Giunta, per prassi consolidata, non ha mai opposto un diniego rispetto ad ulteriori esigenze istruttorie rappresentate dai relatori, Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, avverte che, in mancanza di obiezioni, disporrà l'acquisizione delle ordinanze di scarcerazione di Guido Marchese e Carlo Barbieri e il rinvio del seguito dell'esame alla seduta di mercoledì 27 luglio 2011, alle ore 9.15, data in cui ritiene che la Giunta possa pervenire a una decisione in merito alle domande di acquisizione dei tabulati telefonici e di perquisizione delle cassette di sicurezza del collega Milanese nonché, ove possibile, relativamente alla domanda sulle intercettazioni dell'on. Verdini.
(Così rimane stabilito).
La seduta comincia alle 9.15.
Esame congiunto delle domande di autorizzazione all'esecuzione della custodia cautelare in carcere, all'acquisizione di tabulati di utenze telefoniche nonché alla perquisizione di cassette di sicurezza nei confronti del deputato Marco Mario Milanese.
(Docc. IV, nn. 20 e 21).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, comunica che - come è ormai ampiamente noto dagli organi di stampa che circolano da molti giorni - in data di sabato 23 luglio 2011 il pubblico ministero Vincenzo Piscitelli gli ha fatto pervenire una lettera con la quale è accompagnata la documentazione relativa alla revoca della misura cautelare nei confronti di Barbieri e Marchese. Il relatore Gava è stato immediatamente informato dell'arrivo degli atti. Avverte altresì che in data di ieri, 26 luglio, il collega Milanese ha presentato una memoria. Essa è stata immediatamente posta a disposizione di tutti i componenti. Lo stesso onorevole Milanese, ritualmente invitato a intervenire, gli ha fatto sapere di essere stato convocato per un impegno presso l'autorità giudiziaria e che sarà disponibile in altra data.
Risulta che nei giorni passati diversi componenti abbiano preso visione del materiale. Si tratta oggi di concordare su quale accessibilità darvi.
Francesco Paolo SISTO (PdL) crede che si debba prendere le mosse dall'articolo 329 del codice di procedura penale che prescrive la segretezza degli atti solo fin quando l'indagato non ne abbia avuto conoscenza. Gli atti di cui si discute sono indubbiamente fuoriusciti dall'ambito di applicazione di tale disposizione. Tenuto anche conto che l'articolo 18, comma 1, del Regolamento impone alla Giunta e ai suoi componenti di farsi un'idea compiuta dell'affare assegnato e, quindi, di formulare una proposta - oltretutto in termini da esso stesso definiti tassativi - gli sembra evidente che la documentazione deve essere offerta alla cognizione dei membri nel modo più ampio possibile. Crede che non possa aleggiare sui componenti la Giunta un aprioristico sospetto di divulgazione indebita dei documenti e quindi propone che siano fatte copie del materiale pervenuto in modo da consentire la più agevole consultazione anche da parte dei parlamentari che non risiedono a Roma. Quanto in particolare alla memoria del collega Milanese, non vede davvero problemi alla sua diffusione.
Luca Rodolfo PAOLINI (LNP), rifacendosi anche a quanto ha appena detto il Presidente circa la conseguita notorietà dei contenuti della documentazione sulla stampa quotidiana e in televisione, crede che debba esservi una par condicio quanto meno tra parlamentari e giornalisti. Espresso sdegno per il mercimonio di atti giudiziari praticato ovunque in Italia, pensa che sarebbe giusto riprodurre una copia per ciascun componente, eventualmente avvalendosi di accorgimenti tecnici volti a evitare manomissioni e il contenimento dei costi quali, per esempio, la «personalizzazione» delle copie o la loro resa in formato PDF contrassegnato da elementi distintivi. Circa la memoria si associa alla considerazione del collega Sisto.
Federico PALOMBA (IdV) rileva che l'esame della Giunta deve sempre svolgersi sull'atto di cui si chiede l'autorizzazione all'esecuzione. Questo è pubblico e ciò dovrebbe porre tutti i componenti al riparo da sospetti e inconvenienti di sorta. La restante documentazione giudiziaria deve rimanere riservata. La memoria dell'onorevole Milanese dovrebbe invece essere distribuita.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) ritiene che, una volta raggiunta la notorietà sui mass-media, i documenti perdano ogni carattere di segretezza e che quindi dovrebbero essere liberamente distribuiti.
Donatella FERRANTI (PD) concorda con i colleghi che l'hanno preceduta quanto alla opportunità di riprodurre la memoria dell'onorevole Milanese.
Giuseppe CONSOLO (FLpTP) si rammarica della diffusione indebita della documentazione avvenuta già prima che presso la Giunta fosse aperto il plico che la conteneva. Auspica che il collegio definisca sollecitamente le questioni deferitegli dal Presidente della Camera.
Antonio LEONE (PdL), nel ringraziare il Presidente Castagnetti per la sensibilità usata nel voler condividere la decisione circa la pubblicità da dare agli atti, concorda anch'egli sulla necessità di distribuire la memoria e si dichiara non contrario a una limitata distribuzione della restante documentazione.
Antonino LO PRESTI (FLpTP) teme che tutto questo preambolo sulla pubblicità degli atti sia un mero pretesto per procrastinare l'esame del merito della questione. In realtà il tema procedurale saliente di oggi è se il gruppo del PdL chiederà o meno la proroga del termine dei trenta giorni. Invita i componenti a concordare una linea definita sull'accessibilità degli atti e a passare poi senz'altro a una responsabile definizione del calendario dei lavori della Giunta.
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, condivide il riferimento del collega Sisto all'articolo 329 del codice di procedura penale ma non può dimenticare che la materia è disciplinata anche dall'articolo 114 del medesimo codice, il cui comma 2 vieta la pubblicazione di atti d'indagine, i quali - quantunque non più segreti - pertengano a indagini preliminari ancora non concluse. Deve dunque ribadire il vigore della regolamentazione, formatasi negli anni in via di prassi, che ha esposto nella seduta del 9 marzo 2011 e che, pertanto, conferma. Gli atti pervenuti dal dottor Piscitelli saranno quindi offerti in consultabilità limitata ai soli membri della Giunta, che li esamineranno presso la Giunta, previa firma per presa visione. Tale consultazione sarà agevolata da un limitato numero di copie che per nessun motivo potranno essere asportate. Viceversa, dispone che la memoria dell'onorevole Milanese, essendo un atto difensivo che l'interessato vuole sottoporre alla massima attenzione dei parlamentari, sia distribuita a ciascun membro.
(Così rimane stabilito).
Fabio GAVA (PdL), relatore, riferendo sulle domande in titolo, rileva che, come il Presidente ha testé riferito, tra lunedì e martedì scorsi è stata acquisita copiosa documentazione. Per un verso, la procura di Napoli ha spedito documenti d'indagine e giudiziari anche in relazione ai coindagati Barbieri e Marchese; per altro verso, il deputato Milanese ha depositato una ponderosa memoria che or ora è stata consegnata ai componenti. In essa, munita di numerosi allegati, si propongono talune richieste istruttorie che sin d'ora egli pensa di dover accogliere. Più in particolare, il collega Milanese chiede che siano acquisite agli atti della Giunta le trascrizioni integrali delle intercettazioni telefoniche relative a Paolo tra il 15 e il 23 febbraio 2010.
Rammentato che l'inchiesta giudiziaria cui inerisce la domanda in titolo si snoda essenzialmente su due filoni, l'uno per una pretesa «vendita» dei posti nei consigli di amministrazione delle società partecipate dal ministero dell'economia e delle finanze e l'altro per un asserito sodalizio delinquenziale tra l'onorevole Milanese, il medesimo e altri, osserva che la scarcerazione, disposta dal GIP Amelia Primavera, del Barbieri e del Marchese costituisce un elemento di attenuazione delle esigenze cautelari anche a carico dello stesso deputato Milanese, quanto meno per il primo filone, pur se le osservazioni del GIP medesimo in parte differiscono dalle valutazioni espresse dal pubblico ministero nel parere sull'istanza di revoca della misura cautelare.
Premesso che il è persona dalle cospicue pendenze giudiziarie e sebbene egli si sia fatto già un'idea sul complesso della vicenda, crede di poter avanzare sin d'ora una proposta di concessione solo per quanto attiene all'acquisizione dei tabulati e alla perquisizione delle cassette di sicurezza. Quanto invece alla richiesta di autorizzazione all'arresto, auspicherebbe che su di essa la Giunta discutesse dopo aver preso compiuta conoscenza non solo della documentazione già disponibile ma anche di quella di cui il Milanese chiede l'acquisizione. Sicché, riepilogando, sulla richiesta di arresto propone di aderire alle richieste istruttorie del deputato interessato e avanza sin d'ora la proposta che la Giunta richieda al Presidente della Camera la proroga del termine dei trenta giorni previsto dal Regolamento.
Marilena SAMPERI (PD) si dichiara immediatamente favorevole alle proposte del relatore sui tabulati e sulle cassette di sicurezza. Invita la Giunta a deliberare su tali proposte già nella seduta odierna. Si oppone invece a ogni richiesta istruttoria, giacché presso la Giunta non si celebra il processo sul merito delle accuse. Espressa la contrarietà del gruppo del PD a ogni proroga del termine, chiede che si pervenga sollecitamente alla deliberazione anche sull'arresto.
Federico PALOMBA (IdV) osserva che la Giunta è chiamata immediatamente dal medesimo relatore a pronunciarsi sulle richieste sugli atti d'indagine (perquisizione delle cassette di sicurezza e acquisizione dei tabulati). Chiede che si voti senz'altro sulle proposte di concessione. Per quanto concerne l'arresto, si può certamente lavorare nel prosieguo della settimana ed anche nella prossima.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) concorda invece con la tempistica e le richieste istruttorie prospettate dal relatore.
Maurizio TURCO (PD), preso atto che il relatore ha avanzato la proposta di richiedere al Presidente della Camera la proroga del termine, crede pregiudiziale conoscere se il medesimo Presidente Fini porrebbe subito all'ordine del giorno dell'Assemblea la domanda di arresto ove la Giunta ne esaurisse l'esame entro il 6 agosto. Diversamente, sarebbe inutile ogni sforzo di conclusione entro il termine ed egli appoggerebbe allora la proposta del relatore.
Francesco Paolo SISTO (PdL) è contrario a pervenire ai voti, sia sulle domande di autorizzazione agli atti d'indagine sia sulla domanda di arresto. Ha avuto soltanto da pochi minuti copia della memoria del collega Milanese, la quale fa chiaro riferimento al fumus persecutionis. Gli appare evidente che non si può decidere frettolosamente.
Maurizio PANIZ (PdL) non si oppone alle proposte del relatore inerenti ai tabulati telefonici e alle cassette di sicurezza, pur chiedendo che al voto si proceda nella prossima seduta. Il suo gruppo non appoggerà la richiesta di proroga ma si rimetterà alle valutazioni del Presidente.
Antonino LO PRESTI (FLpTP), compiacendosi con il collega Paniz del fatto che neanche il gruppo di maggioranza relativa sosterrà la richiesta di proroga, rimarca che tale richiesta non è stata avanzata per il collega Papa e quindi sarebbe una chiara disparità di trattamento farne beneficiare il collega Milanese.
Fabio GAVA (PdL), relatore, deve far presente ai colleghi che la sua proposta di richiedere la proroga del termine con riferimento alla domanda di arresto non ha carattere dilatorio, tanto che ha già avanzato le proposte di merito sulle restanti domande di autorizzazione. Ribadisce che la sua posizione è motivata da una lettura attenta della memoria del collega Milanese.
Anna ROSSOMANDO (PD), apprezzato lo sforzo del relatore che consente di avviare l'esame delle domande in titolo, è fermamente contraria alla richiesta di integrazione documentale formulata nella memoria difensiva dal collega Milanese e fatta propria dal relatore. La memoria svolge valutazioni che trascinano l'esame della Giunta sul terreno del merito processuale che non deve interessare il Parlamento. Si tratta di tematiche che tutt'al più possono concernere gli ordinari gravami nel procedimento penale e, forse, profili disciplinari dei magistrati procedenti. La Giunta dispone già di tutto ciò che le occorre per decidere.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) deve invece ribadire il suo appoggio alla posizione del relatore. L'onorevole Gava si mostra ragionevole sia nei confronti della Giunta, cui sottopone con onestà e schiettezza lo stato del suo approfondimento, sia verso l'opinione pubblica che comunque attende un segnale di serietà.
Donatella FERRANTI (PD) intende ribadire con nettezza la contrarietà del gruppo del PD a ogni ipotesi di proroga. La Giunta deve lavorare con serietà utilizzando tutto il tempo a sua disposizione. Potrebbe, d'altronde, votare oggi stesso sulle proposte di concessione avanzate dal relatore. Quest'ultimo, tuttavia, nel richiedere l'acquisizione dei documenti indicati dall'interessato, rischia di fuorviare il senso del lavoro della Giunta: si domanda, allora, perché non richiedere integrazioni documentali anche al pubblico ministero Piscitelli o, addirittura, ai pubblici ministeri dei diversi procedimenti penali cui si fa riferimento nella memoria; e, ancora, si chiede perché non acquisire atti anche dalle parti private di quei procedimenti. Le sembra chiaro che il sistema dell'allargamento a raggiera del materiale da acquisire non solo si risolve in una tattica dilatoria ma anche in una dispersione di energie del tutto immotivata rispetto alle competenze proprie della Giunta, che non deve duplicare l'attività investigativa dell'autorità giudiziaria. Quest'ultima deve limitarsi a valutare la sussistenza o meno del fumus persecutionis sulla base della documentazione originariamente trasmessa, che è ampiamente sufficiente a deliberare.
Pierluigi CASTAGNETTI, Presidente, osservato incidentalmente che la posizione del relatore gli sembra ragionevole, poiché stanno per iniziare votazioni elettroniche in Assemblea rinvia il seguito dell'esame alla prossima seduta che convoca sin d'ora per domani, giovedì 28 luglio, alle ore 9.
La seduta termina alle 11.
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