V Commissione - Resoconto di giovedý 3 dicembre 2009


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SEDE REFERENTE

Giovedì 3 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Intervengono il viceministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas e il sottosegretario di Stato per il medesimo dicastero Luigi Casero.

La seduta comincia alle 9.40.

Sulla composizione della Commissione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che è entrato a far parte della Commissione l'onorevole Roberto Occhiuto, cui porge i migliori auguri di buon lavoro.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010).
C. 2936 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012.
C. 2937 e relativa nota di variazione C. 2937-bis Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).


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La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 2 dicembre 2009.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, con riferimento ai quattro emendamenti presentati dal Governo al disegno di legge di bilancio, fa presente che all'emendamento 2.1 del Governo sono stati presentati quattro subemendamenti. Al riguardo, comunica che i subemendamenti 0.2.1.2 e 0.2.1.1. Di Biagio sono inammissibili, in quanto prevedono variazioni di u.p.b. non modificate dall'emendamento al quale sono riferiti. Comunica, altresì, che i subemendamenti Cambursano 0.2.1.3 e 0.2.1.4. modificano le variazioni compensative previste nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei Ministeri dello sviluppo economico e degli affari esteri che, tuttavia, sembrano giustificate da ragioni di ridefinizione di competenze dei suddetti Ministeri. Al riguardo, osserva che tali emendamenti possono ritenersi ammissibili, purché il Governo chiarisca la relativa coerenza con il processo di riorganizzazione dei ministeri. Segnala altresì che all'emendamento Tab.2.153 è stato presentato un solo subemendamento, il subemendamento 0.Tab.2.153.1 Polledri, che deve considerarsi inammissibile, in quanto prevede variazioni di u.p.b. non modificate dall'emendamento al quale è riferito.
Per quanto attiene al disegno di legge finanziaria, con riferimento all'ammissibilità dei subemendamenti riferiti agli emendamenti del Governo 2.1377, 2.1378, 2.1380 e 2.1381 (vedi allegato 1), avverte che, ai fini della relativa valutazione, fermi restando i criteri generali di ammissibilità illustrati nella seduta del 19 novembre scorso, possono essere considerati ammissibili quelli strettamente riferibili al contenuto dell'emendamento cui si riferiscono. In caso contrario, i subemendamenti rappresenterebbero sostanzialmente nuove proposte emendative presentate oltre i termini stabiliti. Comunica che, sulla base di tali criteri, con riferimento ai subemendamenti riferiti all'emendamento del Governo 2.1377, sono inammissibili seguenti subemendamenti:
Borghesi 0.2.1377.9, volto al rifinanziamento del Fondo regionale di protezione civile.
Piffari 0.2.1377.12, che prevede l'elaborazione, nell'ambito delle risorse di cui al comma 56 dell'emendamento, di un piano straordinario di monitoraggio e bonifica di siti inquinati, introducendo altresì disposizioni di carattere ordinamentale volte alla costituzione di una unità di crisi;
Piffari 0.2.1377.11, che reca disposizioni di carattere ordinamentale relative ai soggetti istituzionali coinvolti nell'attuazione delle misure previste dall'emendamento, prevedendo altresì procedure di stabilizzazione di personale assunto con contratti a tempo determinato.

Con riferimento alle due proposte emendative da ultimo richiamante, segnala che sono state già dichiarati inammissibili, per analoghe ragioni, i commi 57 e 58 dell'emendamento del Governo 2.1377.
Comunica che deve altresì considerarsi inammissibile, in quanto recante misure di carattere localistico, il subemendamento Castellani 0.2.1377.7.
Con riferimento ai subemendamenti riferiti all'emendamento del Governo 2.1378, comunica che devono considerarsi inammissibili i seguenti subemendamenti:
Comaroli 0.2.1378.4, che consente nuove assunzioni non solo per le Forze di polizia e le Forze armate, ma anche per personale operaio del Corpo forestale dello Stato;
Di Pietro 0.2.1378.3, che consente nuove assunzioni non solo per le Forze di polizia e le Forze armate, ma anche per personale incaricato della vigilanze sulla sicurezza sul lavoro e del personale amministrativo presso i Tribunali;
Dal Lago 0.2.1378.11, che prevede un rifinanziamento del Fondo per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela


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dell'ordine pubblico, di cui all'articolo 61, comma 18, decreto-legge n. 112 del 2008;
Dal Lago 0.2.1378.10, che stanzia risorse per il finanziamento di programmi per il contrasto dell'immigrazione clandestina;
Dal Lago 0.2.1378.9, che stanzia risorse per l'esigenze organizzative e funzionali connesse ai centri di identificazione ed espulsione;
Bitonci 0.2.1378.12, che reca misure di carattere ordinamentale relative alla progressione di carriere del personale delle Forze di Polizia e delle Forze armate;
Bitonci 0.2.1378.8, che consente il finanziamento da parte di amministrazioni pubbliche delle associazioni tra cittadini di cui alla legge n. 94 del 2009;
Negro 0.2.1378.1, che reca disposizioni di natura ordinamentale in materia di contratto di soccida.
Comunica che, con riferimento ai subemendamenti all'emendamento del Governo 2.1380, risultano inammissibili per estraneità di materia:
Fogliardi 0.2.1380.11 che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, concernenti i CAAF, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamenti di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Di Biagio 2.422;
Fugatti 0.2.1380.7 che reca norme ordinamentali - ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito - concernenti l'obbligo di presentazione di una relazione al Parlamento sull'attuazione delle disposizioni in tema di contenimento del costo commissioni bancarie, di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 78 del 2009;
Rubinato 0.2.1380.10 che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, in materia di convenzioni tra l'ABI e gli enti locali, in merito ai finanziamenti ai medesimi accordati;
De Micheli 0.2.1380.13, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che attribuisce alla Cassa depositi e prestiti di ricontrattare i mutui stipulati con gli enti locali in data anteriore al 31 dicembre 2009;
Fugatti 0.2.1380.8, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che modificano il testo unico in materia bancaria e creditizia in tema di commissioni bancarie;
Fugatti 0.2.1380.17, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, volte a modificare disposizioni in tema di commissioni sul massimo scoperto;
Rubinato 0.2.1380.12, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, volte a consentire agli enti locali di disporre l'estinzione, la ridefinizione o la rinegoziazione di contratti di mutuo stipulati con la Cassa depositi e prestiti e con le banche;
Comaroli 0.2.1380.2, che reca norme ordinamentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che modificano il testo unico in materia bancaria e creditizia in tema di calcolo del Tasso annuo effettivo globale;
Comaroli 0.2.1380.3, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che prescrivono il divieto per le banche di modificare le spese accessorie per mutui;
Comaroli 0.2.1380.4, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, in materia di cancellazione di segnalazioni effettuate da banche e intermediari finanziari alle banche dati di centrali rischi;
Fugatti 0.2.1380.18, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, relative alla disciplina delle segnalazioni di sofferenze;


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Fugatti 0.2.1380.20 che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, relativo a concorsi e nomina di dirigenti scolastici, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamenti di analogo contenuto e, in particolare, agli emendamenti Fugatti 2.847 e 2.845;
Fugatti 0.2.1380.19, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, relativo a concorsi a dirigente scolastico nelle province autonome di Trento e Bolzano, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamento di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Brugger 2.132;
Bitonci 0.2.1380.1, che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che introducono un tetto massimo alle retribuzioni dei dirigenti di banche, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamento di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Bitonci 2.958;
Fugatti 0.2.1380.6 che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che introducono un tetto massimo alle retribuzioni per chi riceve emolumenti dallo Stato, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamento di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Caparini 2.942;
Fugatti 0.2.1380.5 che reca norme ordina mentali, ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito, che dispongono il monitoraggio sugli stipendi pubblici, analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamento di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Fugatti 2.1138;
Caparini 0.2.1380.9, in quanto reca disposizioni di carattere localistico, tendenti a inserire il personale assunto dal Parco nazionale dello Stelvio prima del 31 dicembre 1999 nella pianta organica approvata con decreto Ministero dell'ambiente del 2 ottobre 1998 analogamente a quanto già deciso in tema di ammissibilità con riferimento ad emendamento di analogo contenuto e, in particolare, all'emendamento Bitonci 2.1157;
De Camillis 0.2.1380.25, che reca norme ordinamentali - ulteriori rispetto all'emendamento cui è riferito - stanziando la spesa di 100 milioni di euro per il finanziamento di infrastrutture di preminente interesse nazionale, nonché per la prosecuzione degli interventi di ricostruzione delle zone del Molise e della provincia di Foggia e per la realizzazione delle opere accessorie della Pedemontana di Formia.

Con riferimento ai subemendamenti riferiti all'emendamento del Governo 2.1381 del Governo, comunica che deve considerarsi inammissibile il subemendamento Marinello 0.2.1381.4, che prevede l'equiparazione delle società a capitale interamente pubblico che svolgono attività di gestione di servizio pubblici essenziali a livello locale agli enti pubblici ai fini dell'applicazione delle disposizioni vigenti in materia fallimentare.
Comunica, infine, che tra i subemendamenti sono inammissibili per carenza di compensazione i subemendamenti Di Stanislao 0.2.1380.14, 0.2.1380.15 e 0.2.1380.16.
Avverte che, con riferimento al disegno di legge finanziaria, il deputato Gibiino ha sottoscritto gli emendamenti Rubinato 2.740 e 2.741 e che il deputato Cesario ha sottoscritto l'emendamento Laboccetta 3.34. Avverte inoltre che il deputato Amici ha ritirato la firma all'emendamento Naccarato 2.1301.
Quanto alla prosecuzione dei lavori della Commissione, rileva che allo stato non è ancora disponibile un quadro completo delle proposte emendative relative al disegno di legge finanziaria, in quanto non sono pervenute tutte le relazioni tecniche riferite agli emendamenti di iniziativa governativa. Propone, quindi, di sospendere


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la seduta fino alle 11 e di riprendere con l'esame delle proposte emendative al disegno di legge di bilancio.

Amedeo CICCANTI (UdC) osserva che nella giornata di ieri le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che il Governo aveva trasmesso nuove relazioni tecniche riferite agli emendamenti del Governo al disegno di legge finanziaria e chiede, pertanto, perché esse non siano disponibili.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, chiarisce che al momento non è disponibile un quadro complessivo delle relazioni tecniche riferite agli emendamenti governativi e, alla luce delle interrelazioni esistenti, sotto il profilo della copertura finanziaria, tra le diverse proposte emendative, non è possibile effettuare una compiuta valutazione in ordine alla loro ammissibilità. Nessun altro chiedendo di intervenire, sospende, quindi, la seduta.

La seduta, sospesa alle 9.55, riprende alle 11.10.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che il relatore sul disegno di legge di bilancio ha presentato l'emendamento 2.2 e il subemendamento 0.Tab.9.2.1 (vedi allegato 2). Dal momento che l'emendamento 2.2 utilizza a copertura le risorse iscritte nell'unità previsionale di base 25.2.3 del programma Fondi di riserva e speciali del Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito della quale non sono iscritte risorse rimodulabili, occorre che il governo assicuri che la decurtazione non sia tale da pregiudicare la realizzazione degli interventi per i quali è previsto, a normativa vigente, il ricorso ai suddetti fondi. Avverte, invece, che il subemendamento 0.Tab.9.2.1 non presenta profili problematici.

Il viceministro Giuseppe VEGAS fornisce la rassicurazione richiesta dal Presidente.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di legge di bilancio, nel preannunciare che presenterà emendamenti che recepiscono il contenuto di alcune modifiche proposte, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati al disegno di legge di bilancio, fatti salvi gli emendamenti del Governo, sui quali esprime parere favorevole.
In particolare, con riferimento agli emendamenti presentati dal Governo, rileva, in primo luogo, che l'emendamento 2.1 reca variazioni compensative agli stati di previsione dei Ministeri dello sviluppo economico, degli affari esteri, delle infrastrutture, della difesa e per i beni e le attività culturali. Tali modifiche si rendono necessarie ai fini di una migliore allocazione della spesa in seguito all'emanazione di regolamenti di organizzazione dei suddetti Ministeri. Segnala, poi, che l'emendamento 4.1 è volto a modificare lo stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ai fini di tener conto della istituzione del Ministero della salute previsto dalla legge n. 172 del 13 novembre 2009. Fa presente, poi, che l'emendamento 9.2 sostituisce la tabella 9, relativa al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al fine di tener conto del regolamento di organizzazione del suddetto Ministero, alla luce del decreto del Presidente della Repubblica n. 240 del 3 agosto 2009, che ha modificato l'articolazione delle direzioni generali del Ministero stesso. Segnala, altresì, che l'emendamento 11.1 introduce all'articolo 11 una disposizione che autorizza il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro della difesa, ad adottare variazioni compensative in termini di competenza e di cassa necessarie per dare attuazione al disposto dell'articolo 65 del decreto-legge n. 112 del 2008, recante disposizioni in materia di forze armate.

Il viceministro Giuseppe VEGAS concorda con il parere espresso dal relatore, sottolineando che il bilancio offre margini molto ristretti di manovra. Sottolinea che coperture rilevanti in materia di istruzione non statale non possono trovare il consenso del Governo in sede di esame del


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disegno di legge di bilancio, ma potranno essere più opportunamente approfondite quando si passerà alla legge finanziaria. Con riferimento alla questione posta dal deputato Calvisi nella seduta di ieri riguardo alla regolamentazione contabile della Sardegna, sottolinea che nel capitolo 2797 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze sono disponibili 5,4 miliardi di euro che potranno essere destinati a coprire le entrate dovute alla regione Sardegna ai sensi della legislazione vigente.

Renato CAMBURSANO (IdV), nel comprendere che il disegno di legge di bilancio offre pochi margini di emendabilità, ritiene tuttavia che si dovrebbero destinare maggiori risorse alla difesa del suolo, al corpo forestale dello Stato, al sostegno e all'internazionalizzazione delle imprese, ai trasporti e alla giustizia.

Giulio CALVISI (PD), nel ringraziare il viceministro Vegas per il chiarimento fornito sul programma di regolazione contabile e i trasferimenti alle regioni a statuto speciale, chiede la disponibilità del Governo ad accogliere un ordine del giorno sulla materia, che fin d'ora si impegna a presentare.

Il viceministro Giuseppe VEGAS manifesta la disponibilità ad accogliere nel corso dell'esame in Assemblea un ordine del giorno in tal senso formulato.

Massimo VANNUCCI (PD) sottolinea che le risorse per l'emendamento 2.2 del relatore si reperiscono da un fondo di risorse non rimodulabili, evidenziando che il percorso seguito non appare, a suo avviso, lineare. Ricorda altresì che il saldo netto da finanziare è fissato a 63 miliardi di euro rispetto ai 62,4 risultanti dal bilancio a legislazione vigente. In questo caso, vi è un margine di manovra di 600 milioni, la cui destinazione può essere decisa in sede parlamentare.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, osserva che i 600 milioni di euro non possono essere utilizzati per la copertura di proposte emendative.

Il viceministro Giuseppe VEGAS conferma quanto testé dichiarato dal presidente Giorgetti.

Massimo VANNUCCI (PD) ritiene che vi sia un margine parlamentare di manovra per l'utilizzo dei 600 milioni.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di legge di bilancio, nel ringraziare i colleghi per le osservazioni svolte, ritiene tuttavia di confermare i pareri già espressi. Con specifico riferimento alle considerazioni del collega Vannucci, segnala che nel suo emendamento 2.2 ha inteso farsi carico di una sensibilità diffusa tanto tra i componenti della maggioranza quanto fra quelli dell'opposizione per le tematiche relative agli Italiani nel mondo, come testimoniano le proposte emendative presentante sia dal collega Narducci che dal collega Di Biagio.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) segnala ai relatori l'esigenza di garantire l'assoluta certezza del reintegro della dotazione del fondo destinato al funzionamento delle scuole non statale. Al riguardo, pur prendendo atto con soddisfazione dell'impegno assunto dal relatore sul disegno di legge di bilancio, auspica che quanto prima tale impegno venga recepito in una proposta emendativa effettivamente presentata. Rileva, infatti, che il reintegro del finanziamento delle scuole paritarie rappresenta un tema sul quale si registra una pressoché totale convergenza tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Il totale reintegro dello stanziamento di 134 milioni di euro previsto nella legge di bilancio per il 2009 assicurerebbe, infatti, una certezza per un servizio pubblico essenziale per circa un milione di bambini e ragazzi che vivono su tutto il territorio nazionale, specialmente in piccoli centri. Nell'apprezzare la disponibilità manifestata dal Governo a considerare l'opportunità di intervenire in materia, ribadisce l'esigenza del totale ripristino delle dotazioni


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di bilancio previste per l'anno in corso, sottolineando come, anche nell'ambito della necessaria compensatività sul piano finanziario degli interventi previsti, sia assolutamente necessario compiere uno sforzo in tal senso.

Simonetta RUBINATO (PD) rileva che sulla base delle parole del relatore per il disegno di legge di bilancio sembra doversi intendere che la questione del finanziamento delle scuole paritarie sia rinviata ad un emendamento di iniziativa governativa da presentare in sede di esame del disegno di legge finanziaria. In proposito, sottolinea che il Governo dovrà evitare di praticarsi un ulteriore «sconto», a danno delle spese necessarie per il funzionamento delle scuole paritarie, assicurando almeno il totale ripristino delle dotazioni di bilancio previste per l'esercizio finanziario che si sta concludendo. Nell'osservare che i 4 milioni di euro stanziati nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento rappresentano poco più di un'elemosina, chiede al Governo di chiarire se effettivamente saranno resi disponibili ulteriori 130 milioni di euro, ricordando come l'attuale maggioranza, sin dal suo programma di Governo, ha sempre richiamato l'importanza di garantire risorse adeguate per il funzionamento dell'istruzione non statale. In proposito, osserva come il finanziamento delle scuole paritarie rappresenti un'esigenza imprescindibile per molte aree del nostro Paese, ricordando come circa il 70 per cento dell'offerta formativa riferita alla scuola dell'infanzia nella regione Veneto sia assicurata da scuole non statali e come molti enti territoriali e istituzioni religiose abbiano assunto impegni finanziari, anche attraverso l'assunzione di mutui, per garantire il funzionamento di tali scuole. Ricordando come i ministri Sacconi e Carfagna, più volte abbiano annunciato misure volte ad assicurare la conciliazione tra le esigenze lavorative e familiari, segnala come il finanziamento delle scuole paritarie rappresenti uno strumento essenziale per garantire il perseguimento di tale obiettivo. Anche al fine della predisposizione dell'emendamento che dovrà essere presentato, segnala che il suo emendamento 2.744, dichiarato inammissibile per carenza di compensazione, prevedeva che non fossero computate, ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, le spese sostenute dagli enti locali per assicurare il funzionamento della scuola dell'infanzia nei casi in cui gli enti stessi assicurino almeno il 50 per cento del servizio a livello territoriale. Ritiene, in proposito, che tale previsione rappresenti una esigenza di equità tra i diversi enti territoriali, tenendo conto che nelle regioni centro-meridionali l'offerta scolastica riferita alla scuola dell'infanzia è assicurata per oltre il 60 per cento da istituzioni statali, mentre nelle regioni centro-settentrionali il rapporto è sostanzialmente rovesciato.

Massimo POLLEDRI (LNP), associandosi alle considerazioni dei colleghi che lo hanno preceduto, segnala che il suo gruppo ha presentato al riguardo una specifica proposta emendativa, l'emendamento Bitonci Tab. 2.41. Al riguardo, sottolinea come la scuola paritaria risponda ad una imprescindibile funzione sociale, ricordando che circa 530 mila bambini, su un totale di circa 1,6 milioni frequentano una scuola dell'infanzia paritaria e che, nel complesso gli studenti di scuole paritarie sono circa un milione. In questo contesto, ritiene vitale ripristinare il finanziamento di 134 milioni di euro previsto a legislazione vigente, evidenziando come il settore delle scuole paritarie stia già sopportando enormi sacrifici dal punto di vista finanziario. Giudica, pertanto, essenziale un segnale di attenzione per le esigenze delle famiglie, auspicando un intervento che dia certezze alle istituzioni territoriali e agli enti religiosi che assicurano un fondamentale servizio alle famiglie stesse.

Amedeo CICCANTI (UdC), nel condividere quanto evidenziato dai colleghi Toccafondi, Rubinato e Polledri, si associa alla


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richiesta di reintegro totale del finanziamento per le scuole paritarie, sottolineando come, in molte aree del territorio scuole non statali rappresentino l'unica istituzione che garantisce a tutti i cittadini l'adempimento dell'obbligo di istruzione obbligatoria previsto dall'articolo 34 della Costituzione. Nel rilevare come si tratti di un settore che garantisce un servizio essenziale alla cittadinanza, osserva che non si può considerare la scuola paritaria solo nell'ottica del contenimento della spesa pubblica, evidenziando altresì l'esigenza di dare certezze agli enti territoriali e alle istituzioni religiose in ordine alle risorse disponibili, in modo da consentire la necessaria programmazione delle spese.

Renato CAMBURSANO (IdV) associandosi a quanti sono già intervenuti, ritiene che il Governo non possa non garantire almeno il ripristino del finanziamento delle scuole paritarie già previsto per il 2009. Rilevando come si è registrata, nella seduta odierna, una sostanziale unanimità al riguardo, sottolinea come il finanziamento delle scuole non statali rappresenti una opportunità per lo Stato, non solo dal punto di vista della qualità della formazione, ma anche dal punto di vista finanziario, dal momento che per lo Stato si determinerebbero oneri ben maggiori qualora dovesse assumere direttamente la prestazione del servizio scolastico.

Maino MARCHI (PD) nel condividere le considerazioni svolte dai colleghi, ricorda che sarebbe più corretto parlare di scuola statale che di scuola privata, essendo ricomprese anche le scuole comunali.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nel condividere la precisazione del deputato Marchi, non essendovi altre richieste di intervento, rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.

La seduta termina alle 11.55.

SEDE REFERENTE

Giovedì 3 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Intervengono il viceministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas e il sottosegretario di Stato per il medesimo dicastero Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 14.45.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010).
C. 2936 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012.
C. 2937 e relativa nota di variazione C. 2937-bis Governo, approvato dal Senato.

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta antimeridiana.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che il contenuto dell'emendamento del Governo Tab. 2.153 è parzialmente sovrapponibile con quello dell'emendamento del Governo 2.1. Pertanto, all'eventuale approvazione di quest'ultimo conseguirebbe il parziale assorbimento dell'emendamento Tab. 2.153, che potrebbe essere messo in votazione limitatamente alla parte non assorbita, che prevede l'incremento di un ulteriore milione per l'anno 2010 e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2011 dell'u.p.b. 4.1.2 del Ministero delle infrastrutture mediante riduzione dell'u.p.b. 12.1.1 del Ministero dell'economia e delle finanze.

Antonio BORGHESI (IdV), intervenendo sull'organizzazione dei lavori, rileva che la perdurante mancanza delle proposte emendative del Governo e delle relative relazioni d'accompagnamento vanifica il lavoro della Commissione. Nel fare presente che risulta raggiunta l'intesa per il


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patto per la salute tra le regioni, ritiene a questo punto probabile che quella con il Governo potrebbe essere raggiunta solo domani. Di conseguenza, nell'ipotesi di rinvio a domani della presentazione delle proposte emendative del Governo, sarebbe opportuno procedere ad una ridefinizione dei tempi di lavoro.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, pur confidando nel rispetto da parte del Governo dell'impegno preso per una tempestiva presentazione delle proposte emendative, sottolinea che in caso contrario non sussiste alcuna preclusione alla possibilità per la Commissione di deliberare sugli emendamenti già presentati.

Antonio BORGHESI (IdV) ritiene che non sia conveniente procedere alla votazione degli emendamenti già presentati se il lavoro del Parlamento rischia di essere vanificato nei risultati e nei tempi dalla tardiva presentazione delle proposte da parte del Governo, con il quale era stato raggiunto un accordo chiaro in ordine ai tempi di lavoro.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che l'ipotesi di tardiva presentazione degli emendamenti da parte del Governo non comporta in alcun modo il sacrificio del ruolo del Parlamento in ordine alla decisione sui tempi di lavoro, considerato che è nelle prerogative della presidenza della Commissione fissare i tempi per la presentazione dei subemendamenti e per le successive fasi di esame.

Pier Paolo BARETTA (PD) chiede se il rappresentante del Governo sia in grado di esprimere una posizione sullo stato della trattativa in corso e sui tempi di presentazione delle proposte emendative.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, chiarisce che, in assenza delle preannunciate proposte emendative al disegno di legge finanziaria, la Commissione procederà alle deliberazioni sugli emendamenti già presentati.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, dà conto delle sostituzioni e comunica che la Commissione passerà ora all'esame degli emendamenti riferiti al disegno di legge di bilancio.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di legge di bilancio, esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati dal Governo al provvedimento C. 2937 ed auspica l'approvazione sugli emendamenti da lui presentati in qualità di relatore.

La Commissione respinge quindi l'emendamento Cambursano 0.2.1.3.

Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 0.2.1.4, di cui auspica l'approvazione, sottolineando che esso è finalizzato a stanziare risorse finanziarie per affrontare i necessari investimenti sul sistema di trasporto pubblico.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge quindi l'emendamento Cambursano 0.2.1.4 e approva l'emendamento 2.1 del Governo.

Massimo VANNUCCI (PD) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento del relatore 2.2.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 2.2 del relatore e 4.1 del Governo, respinge l'emendamento dell'VIII Commissione 10.1, approva l'emendamento del Governo 11.1 e respinge gli emendamenti Ghizzoni Tab.2.91, Tab.2.92, Tab.2.90 e Tab.2.95, Mariani Tab.2.1, Ghizzoni Tab.2.96, Tab.2.86, Tab.2.93, Tab.2.88, Tab.2.87, Tab.2.94 e Tab.2.85.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) illustra il proprio emendamento Tab.2.59, di cui auspica l'approvazione, segnalando l'opportunità che il Governo si impegni per un reintegro totale delle risorse destinate alle scuole paritarie.


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Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di bilancio, sottolineando che l'emendamento dell'onorevole Toccafondi Tab.2.59 è ampiamente condiviso da tutte le parti politiche, rassicura il presentatore della proposta emendativa preannunciando la presentazione di un emendamento al disegno di legge finanziaria finalizzato a reintegrare totalmente i fondi destinati alle scuole non statali, in conformità a quanto già preannunziato dal viceministro Vegas.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) chiede che il proprio emendamento Tab.2.59 sia posto in votazione ed eventualmente respinto, al fine di consentirne la presentazione per l'esame in Assemblea.

Antonio BORGHESI (IdV) ritiene che la presente organizzazione dei lavori sia inaccettabile ed illogica, essendo imprescindibile dapprima procedere all'esame del disegno di legge finanziaria e solo dopo a quello del bilancio.

Pier Paolo BARETTA (PD) sottoscrive, a nome del suo gruppo, l'emendamento Toccafondi Tab. 2.59 e osserva che il clima di lavoro che si è instaurato suggerisce a suo avviso di sospendere l'esame dei provvedimenti in titolo.

Renato CAMBURSANO (IdV) sottoscrive, a nome del suo gruppo, l'emendamento Toccafondi Tab. 2.59 ed esprime serie perplessità sull'organizzazione dei lavori della Commissione. Sussiste, infatti, a suo avviso, il rischio che la Commissione respinga emendamenti su cui il parere del relatore e del Governo è negativo per poi esaminare e approvare proposte emendative del Governo al disegno di legge finanziaria sulle medesime materie e di identico contenuto.

Amedeo CICCANTI (UdC), pur comprendendo le considerazioni dei colleghi contrariati dall'andamento dei lavori, sottolinea che l'emendamento Toccafondi Tab. 2.59 non è stato respinto ma ne è stato chiesto l'accantonamento. Esprimendo il proprio interesse all'ipotesi di reintegro totale dei fondi per le scuole private, ritiene opportuno evitare di fare troppo affidamento in promesse che potrebbero non essere mantenute, malgrado il Governo abbia già espresso nel mese di giugno, in occasione della presentazione di atti di sindacato ispettivo, il proprio impegno a favore del reintegro.

Simonetta RUBINATO (PD) ritiene che occorra scongiurare l'espressione di un voto contrario su proposte emendative sulle quali sussiste una volontà politica positiva da parte del Governo e di tutte le parti politiche. Tuttavia, non ritiene praticabile la strada del ritiro delle proposte emendative già presentate, anche alla luce dell'esperienza maturata lo scorso anno in un'analoga circostanza. Per quanto riguarda la questione del reintegro, osserva che l'eventuale presentazione di un emendamento in tal senso da parte del Governo rappresenterebbe una presa d'atto dell'unanime volontà del Parlamento e non una concessione da parte dell'Esecutivo.

Massimo POLLEDRI (LNP) ritiene che non vi siano ragioni di scandalo o per accuse di scarsa responsabilità da parte del relatore. La linea del Governo è del tutto conforme alla serietà del tema e all'importanza dell'impegno finanziario, che richiede un'attenta valutazione delle disponibilità di bilancio.

Gioacchino ALFANO (PdL) ritiene opportuno un chiarimento di metodo considerato che la situazione incresciosa che la Commissione sta affrontando in merito all'emendamento Toccafondi Tab.2.59 può porsi rispetto ad altre materie oggetto di emendamenti.

Francesco BOCCIA (PD) ritiene che sia preferibile attendere le proposte emendative del Governo a meno che non vi sia la certezza che tali proposte saranno in larga misura coincidenti con quelle già presentate. Sottolinea la necessità di procedere comunque solo in una fase successiva all'esame degli emendamenti al disegno di


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legge di bilancio. In merito all'emendamento Toccafondi Tab.2.59, osserva che esso ha posto una questione importante, per cui è opportuno conoscere l'impatto delle proposte emendative del Governo sulle singole unità previsionali di base.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI rassicura l'onorevole Toccafondi e gli altri componenti la Commissione circa la determinazione del Governo a risolvere la questione affrontata dall'emendamento Toccafondi Tab. 2.59, selezionando lo strumento più adeguato all'obiettivo. Preannuncia quindi l'imminente presentazione da parte del Governo delle proposte emendative preannunciate.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL), anche alla luce degli interventi dei colleghi di maggioranza e di opposizione, propone di accantonare l'esame del proprio emendamento Tab. 2.59, che ha posto con tutta evidenza una delicata questione di metodo. Per quanto concerne gli aspetti di merito, rileva che apprezza la disponibilità del Governo ad affrontare la questione, come emerge dall'emendamento del Governo 3.25.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di bilancio, rileva che se si va avanti con le votazioni sul bilancio e vengono bocciati tutti gli emendamenti e il Governo non rispetta gli impegni preannunciati in sede di presentazione del maxiemendamento, è possibile comunque ripresentare gli emendamenti stessi in Assemblea. Ritiene quindi non condivisibili le critiche formulate.

Giancarlo GIORGETTI (LNP), presidente ritiene che si possa andare avanti con l'esame degli emendamenti riferiti al bilancio, anche perché l'emendamento Toccafondi copre in maniera diversa rispetto a quanto farà l'emendamento del Governo. Chiede pertanto al collega Toccafondi se intende insistere nella richiesta di accantonamento del suo emendamento.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) insiste per l'accantonamento del suo emendamento Tab. 2.59.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per il disegno di legge di bilancio, si associa alla richiesta di accantonamento formulata.

Giancarlo GIORGETTI (LNP), presidente, accantona l'emendamento Toccafondi Tab. 2.59.

Pier Paolo BARETTA (PD) sottolinea che problemi come quelli poc'anzi verificatisi si creeranno nuovamente e che non si può quindi chiedere l'accantonamento di ogni emendamento. Ritiene quindi necessario che vengano accantonati tutti gli emendamenti sui quali vi è parere contrario.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI rileva che da sempre in finanziaria viene fatta una valutazione complessiva dei temi affrontati e che spesso le questioni vengono affrontate a prescindere dal fatto che riguardino il bilancio o la finanziaria. Da sempre si cerca, infatti, una convergenza tra saldi di bilancio e soluzione delle situazioni politiche poste, a prescindere dal riferimento al disegno di legge di bilancio o al disegno di legge finanziaria. Evidenzia quindi che non vi è alcuna innovazione procedurale e che il problema è politico.
Rileva, peraltro, che il Governo si è impegnato a presentare nel più breve tempo possibile l'emendamento sul cosiddetto patto per la salute e che, evidentemente, solo la soluzione di alcune questioni tecniche sta ritardando la presentazione dell'emendamento stesso. Ritiene quindi che vi siano le condizioni per procedere.

Antonio MISIANI (PD) illustra il proprio emendamento Tab. 2.11, rilevando che si tratta di un emendamento che riguarda il taglio dei finanziamenti per il sistema scolastico non statale. Sottolinea al riguardo che dovrebbe esserci un obiettivo


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bipartisan per il reintegro di tali fondi ma che occorre verificare in concreto tale convergenza, mediante la votazione dell'emendamento in questione.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) riterrebbe opportuno accantonare l'emendamento Misiani Tab. 2.11.

Renato CAMBURSANO (IdV) sottoscrive l'emendamento Misiani Tab. 2.11 e chiede che l'emendamento venga posto in votazione.

Sabrina DE CAMILLIS (PdL) pur condividendo la necessità e la ratio dell'emendamento, preannuncia il voto contrario sull'emendamento in questione in quanto occorre prevedere una copertura adeguata degli oneri in esso previsti.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene che il Governo dovrebbe specificare quali sono le modalità di copertura dell'emendamento in questione, al fine di far sì che anche la collega De Camillis voti a favore dell'emendamento.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI conferma il parere contrario sull'emendamento Misiani Tab. 2.11.

Amedeo CICCANTI (UdC) preannuncia il proprio voto favorevole per quel che riguarda il merito dell'emendamento, esprimendo tuttavia perplessità con riferimento alle copertura finanziaria dell'emendamento stesso.

La Commissione respinge, quindi, con distinte votazioni gli emendamenti Misiani Tab. 2.11 e Vietti Tab. 2.136.

Antonio BORGHESI (IdV) illustra gli emendamenti Di Pietro Tab. 2.44 e 2.47. Ricorda, al riguardo, che lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2010 reca spese finali per complessivi 7.408,1 milioni di euro e che rispetto alle previsioni assestate del bilancio dello scorso anno, si evidenzia una diminuzione complessiva di 349 milioni di euro.
Per il Ministero della giustizia le riduzioni di spesa nel 2009 sono state pari a 218,6 milioni di euro; quelle per il 2010 sono pari a 262,1 milioni; le riduzioni 2011 ammonteranno a 454,2 milioni di euro.
Illustra in dettaglio i dati per il programma «giustizia civile e penale» per il quale la spesa complessiva è pari a 4.293,5 milioni di euro e si registra rispetto all'assestamento del bilancio dello scorso anno una riduzione di ben 190,5 milioni di euro. Per quel che riguarda il programma «giustizia minorile», ricorda che la spesa complessiva è di 133,9 milioni di euro e si registra rispetto all'assestamento del bilancio dello scorso anno, una riduzione di 6,6 milioni di euro. Per quel che concerne il programma «edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile», ricorda che attualmente, il programma evidenzia una spesa complessiva di 164,8 milioni di euro e che rispetto alla legge di bilancio 2009 si evidenzia per il 2010 un aumento dei fondi pari a: 6,9 milioni di euro. Rileva che un confronto interessante può essere quello tra quanto stanziato dall'ultima manovra economica del Governo Prodi, e dal disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento. Per quel che riguarda l'amministrazione penitenziaria il governo Prodi prevedeva per l'anno 2008 2.875,5 milioni di euro, il disegno di legge di bilancio 2010 prevede 2.679,6 milioni di euro con un calo del 6,8 per cento. Per quel riguarda la giustizia civile e penale il Governo Prodi prevedeva per l'anno 2008 4.055 milioni di euro, il disegno di legge di bilancio 2010 prevede 4294.2 milioni di euro con un incremento del 5,5 per cento. Per quel che riguarda la giustizia minorile, il Governo Prodi prevedeva per l'anno 2008 147.1 milioni di euro, il disegno di legge di bilancio 2010 prevede 133.9 milioni di euro con un calo dell'8,8 per cento. Per quel che riguarda l'edilizia giudiziaria, il Governo Prodi per l'anno 2008 prevedeva 200.11 milioni di euro, il disegno di legge di bilancio 2010 prevede 164.8 milioni di euro con una differenza percentuale di -18 per cento. Per quel che riguarda i fondi da ripartire (spese funzionamento


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giustizia e fondo unico di amministrazione) il Governo Prodi per l'anno 2008 prevedeva 222, 2 milioni di euro, il disegno di legge di bilancio prevede 108.8 milioni di euro con un calo del 51,3 per cento.
Passando al disegno di legge Finanziaria (C2936), rileva che la Tabella C prevede risorse per 4,4 milioni di euro per il 2010, 4,4 milioni di euro per il 2011 e per il 2012, per il finanziamento dei programmi di prevenzione e della cura dei detenuti affetti da AIDS, del trattamento socio-sanitario, del recupero e del successivo reinserimento dei detenuti tossicodipendenti.
Rispetto a quanto stanziato per il 2009 dalla finanziaria dello scorso anno, si registra quindi un incremento di 117 mila euro.
Sottolinea altresì che la Tabella F, reca, tra i settori di intervento oggetto di provvedimenti legislativi ad effetto pluriennale di interesse dell'amministrazione della giustizia, il comparto dell'edilizia penitenziaria. In particolare, si prevede un'ultima autorizzazione di spesa, pari a 5 milioni di euro per il 2010, per il finanziamento del Programma straordinario di edilizia penitenziaria, di cui all'articolo 2, comma 278, della legge finanziaria 2008.
Per quel che riguarda gli articoli del disegno di legge finanziaria di interesse della Commissione giustizia, ricorda che l'articolo 2, comma 22, riguardante l'esenzione fiscale per le vittime del terrorismo prevede che le vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e i loro superstiti, compresi i figli maggiorenni, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle che siano stati parti in causa in un procedimento civile, penale, amministrativo o contabile comunque dipendente da atti di terrorismo o da stragi di tale matrice, sono esenti dall'obbligo di pagamento dell'imposta di registro previsto, quali parti in causa, dall'articolo 57 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e di ogni altra imposta.
Rileva al riguardo che il comma 22, introdotto durante l'esame del disegno di legge al Senato, dispone l'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro - prevista dall'articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 per le parti in causa - e di ogni altra imposta, per i seguenti soggetti: vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice; i loro superstiti, compresi i figli maggiorenni, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle che siano state parti in causa in un procedimento civile, penale, amministrativo o contabile comunque dipendente da atti di terrorismo o di stragi di tale matrice.
Sottolinea altresì che l'articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 enumera altresì le parti in causa tra i soggetti obbligati al pagamento dell'imposta di registro per alcune categorie di atti, tra cui i contratti verbali e delle operazioni di società ed enti esteri. Ricorda, altresì, che l'articolo 2, comma 47, riguardante la vendita dei beni immobili confiscati alla mafia novella l'articolo 2-undecies della legge n. 575 del 1965 in materia di destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose.
Sottolinea che in base all'articolo 2-nonies della legge n. 575 del 1965 i beni confiscati sono devoluti allo Stato: Il successivo articolo 2-decies disciplina il procedimento di adozione del provvedimento che imprime la destinazione di beni immobili e beni aziendali confiscati. In particolare, la destinazione è effettuata con provvedimento del prefetto dell'ufficio territoriale del Governo dove si trovano i beni o ha sede l'azienda, dietro relativa proposta non vincolante del dirigente regionale dell'Agenzia del demanio sulla base della stima del valore risultante dagli atti giudiziari, salvo che sia ritenuta necessaria dal prefetto una nuova stima; vanno sentite le amministrazioni interessate di cui all'articolo 2-undecies della legge 575 eventualmente in sede di conferenza di servizi, nonché i soggetti cui è devoluta la gestione dei beni. Il prefetto procede d'iniziativa se la proposta non è formulata dall'Agenzia del demanio entro


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novanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1 dell'articolo 2-nonies. Il provvedimento del prefetto è emanato entro 90 giorni dalla proposta dell'Agenzia del demanio o dal decorso del termine sopraindicato, prorogabili di ulteriori 90 giorni in caso di operazioni particolarmente complesse.
Il successivo articolo 2-undecies detta una disciplina differenziata della destinazione di tali beni, in relazione alla natura dei medesimi. In particolare, I beni immobili sono: a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, salvo che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso); b) trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione. Gli enti territoriali possono amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato, a cooperative sociali o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, nonché alle associazioni ambientaliste riconosciute. Se entro un anno dal trasferimento l'ente territoriale non ha provveduto alla destinazione del bene, il prefetto nomina un commissario con poteri sostitutivi; c) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di associazione finalizzata al traffico di droga; il comune può amministrare direttamente il bene oppure, preferibilmente, assegnarlo in concessione, anche a titolo gratuito ad associazioni, comunità o enti per il recupero di tossicodipendenti operanti nel territorio.
Ricorda che la lettera a) inserisce un comma aggiuntivo volto a prevedere che siano destinati alla vendita i beni immobili confiscati di cui non sia possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per le finalità di pubblico interesse sopra illustrate ed entro i termini previsti dall'articolo 2-decies.
Evidenzia che la lettera b) modifica l'attuale comma 4, relativo alle operazioni di destinazione dei beni aziendali, prevedendo che alle medesime, come anche alla vendita dei beni di cui al comma 2-bis, provveda il dirigente del competente ufficio del territorio dell'Agenzia del demanio, previo parere del Commissario straordinario per la gestione e destinazione dei beni confiscati. Viene confermata la possibilità di affidamento all'Amministratore nominato dal giudice e il termine per procedere a tali operazioni. La novella aggiunge, inoltre, una disposizione in base alla quale il dirigente del competente ufficio dell'agenzia del demanio chiede al prefetto della provincia interessata le informazioni utili affinché i beni non siano acquistati, anche per interposta persona, dai soggetti cui furono confiscati o da soggetti altrimenti riconducibili alla criminalità organizzata.
Sottolinea che la lettera c), infine, attraverso l'aggiunta del comma 5-bis, destina le somme ricavate dalla vendita dei beni immobili confiscati, al netto delle spese per la gestione e la vendita, all'entrata del bilancio dello Stato, prevedendone l'afflusso al Fondo unico giustizia e la successiva riassegnazione per il 50 per cento al Ministero dell'interno per la tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico; per il restante 50 per cento al Ministero della giustizia, per assicurare il funzionamento e il potenziamento degli uffici giudiziari e degli altri servizi istituzionali.
Sottolinea che «la mafia ringrazia». Evidenzia che il governo vuole fare cassa con i beni confiscati alla mafia: il comma 47 approvato dal Senato prevede che possano essere venduti i beni immobili di cui non sia possibile effettuare la destinazione entro i termini previsti dalla legge, cioè entro novanta giorni dalla proposta dell'Agenzia


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del demanio, che possono diventare centottanta in casi particolarmente complessi.
Rileva che viste le difficoltà a portare a termine le procedure di destinazione, la norma abolisce, di fatto, l'uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. Anzi, la prevista vendita rischia di favorire la restituzione del patrimonio alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all'influenza dei clan.
Evidenzia che in sintesi, l'emendamento ignora, anzi penalizza, gli sforzi messi in atto negli ultimi anni per accelerare l'utilizzo a fini sociali dei beni confiscati e apre la strada alla vendita alle organizzazioni criminali dei beni a loro sottratti. Ricorda che Don Ciotti ha subito lanciato un appello a tutte le forze politiche perché la proposta, «che rischia di tradursi in un ulteriore regalo alle mafie, venga abolita nel passaggio alla Camera».
Sottolinea altresì che impoverire le mafie attraverso la confisca dei loro patrimoni è una strategia che aveva già capito bene più di venti anni fa, Pio La Torre, parlamentare ucciso a Palermo nel 1982. Non a caso, la legge che introduce la confisca dei beni mafiosi porta il suo nome, insieme a quello dell'allora Ministro dell'interno, Virginio Rognoni.
Successivamente, le norme introdotte nel 1996, con la legge 109 di iniziativa popolare, sostenuta dalla raccolta di oltre un milione di firme, e nel 2007 con la Finanziaria, prevedono la destinazione a finalità istituzionali o sociali dei beni confiscati.
Evidenzia che l'utilizzo a fini sociali di tali patrimoni ha un valore rilevante e insostituibile: in primo luogo di riaffermazione dell'autorità dello Stato, che restituisce alle comunità locali i beni illecitamente sottratti dalle organizzazioni criminali. E in secondo luogo di promozione di iniziative sociali (educative, culturali, di lotta all'emarginazione, di sostegno alla legalità, eccetera) volte a ricostruire parte di quel tessuto sociale depauperato dalla criminalità.
Puntualizza che la legge attuale prevede che i beni e le aziende dei quali sia stata accertata la proprietà da parte di soggetti appartenenti a organizzazioni mafiose vengano confiscati, cioè sottratti definitivamente ai proprietari, e possano essere destinati a finalità di carattere sociale.
Ciò si realizza attraverso l'assegnazione dei beni immobili confiscati a comuni, province, regioni, associazioni di volontariato, cooperative sociali, e così via per realizzare scuole, comunità di recupero, case per anziani, centri per rifugiati politici, e altro ancora. Frequenti sono anche i casi di terreni destinati a cooperative sociali di giovani, che hanno così modo di avviare una attività lavorativa, di produzione di prodotti agricoli, in territori dove la prossimità fra disoccupazione e criminalità è fattore di rischio per le giovani generazioni.
I beni mobili e le aziende confiscate vengono per lo più trasformati in denaro contante e il ricavato viene versato nel Fondo unico per la giustizia. Aggiunge che grazie all'attività del commissario straordinario per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alla mafia, reintrodotto dal governo Prodi nel 2007 dopo che il governo Berlusconi l'aveva soppresso nel 2003, è possibile oggi avere un quadro sufficientemente chiaro delle dimensioni del fenomeno. I dati sono aggiornati al 30 giugno 2009. Ricorda che il valore economico dei beni confiscati è molto elevato. Complessivamente, si stima che siano stati destinati beni per un valore di 725 milioni di euro, di cui ben 225 negli ultimi diciotto mesi, grazie all'attività del commissario straordinario, e solo 500 nei dodici anni precedenti. I beni immobili confiscati sono 8.933, di cui ben il 46 per cento in Sicilia, il 15 per cento in Campania e il 15 per cento in Calabria. Di tutti i beni immobili confiscati, il 60 per cento ha già trovato una destinazione: la maggior parte è stata consegnata agli enti locali per finalità sociali, il restante è stato mantenuto allo Stato per fini istituzionali.


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Segnala che le aziende confiscate alla criminalità sono 1.185, di cui il 38 per cento in Sicilia, il 19 per cento in Campania e il 14 per cento in Lombardia. Operano principalmente nel settore delle costruzioni, della ristorazione e del turismo. Di tutte le aziende confiscate, solo il 33 per cento ha trovato una destinazione: attraverso la vendita o l'affitto e, più frequentemente, attraverso la liquidazione. Una azienda su tre risulta infatti già in liquidazione prima della confisca definitiva.
I dati indicano la difficoltà a procedere alla destinazione dei beni confiscati, difficoltà particolarmente rilevanti fino al 2007, mentre in epoca successiva l'azione di coordinamento del commissario straordinario di governo ha notevolmente accelerato la consegna agli enti locali degli immobili confiscati. I problemi sono, ancora oggi, legati alla complessità delle procedure, per esempio, inagibilità, ipoteche o procedure giudiziarie in corso, occupazioni, contenziosi causati dalle impugnazioni delle ordinanze di sgombero, e alla carenza di risorse finanziarie per la ristrutturazione dei beni. Al superamento di tali ostacoli dovrebbero in primo luogo essere orientate le azioni del Governo. Ma l'emendamento va nella direzione opposta.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Di Pietro Tab. 2.44 e Tab. 2.47, nonché l'emendamento Ghizzoni Tab. 2.117.

Renato CAMBURSANO (IdV), con riferimento all'emendamento Di Giuseppe Tab. 2.28, sottolinea che il suo gruppo intende incrementare di 10 milioni di euro le risorse in favore del Corpo forestale dello Stato, anche attraverso l'acquisto di nuovi mezzi di terra e di aria al fine di contrastare in maniera più efficace gli incendi boschivi che devastano il territorio nazionale. Svolgendo quindi considerazioni di carattere generale sulle norme contenute nel disegno di legge finanziaria con riferimento al settore l'agricoltura evidenzia che le risorse previste appaiono insufficienti. A tal proposito richiama il contenuto di diverse disposizioni di cui all'articolo 2 del disegno di legge finanziaria. In particolare richiama il comma 39, relativo ad un finanziamento al CNR e all'ENEA per progetti di sviluppo produttivo nelle regioni del Mezzogiorno ed in talune province limitrofe, il comma 40 che consente la rinegoziazione dei mutui dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, il comma 44 concernente agevolazioni contributive al settore agricolo, il comma 48 relativo allo stanziamento di risorse a favore del Fondo di solidarietà nazionale, il comma 49 concernente prodotti a stagionatura prolungata, il comma 50 che riduce le agevolazioni a favore degli allevatori avicoli. Ricorda con preoccupazione le disposizioni di cui al comma 54 volte a ridurre fortemente il contingente di biodiesel sul quale si applica un regime fiscale agevolato, sottolineando che il Governo intende in tal modo tornare indietro rispetto alla politica di incentivazione della produzione di biocarburanti finora seguita, in considerazione della natura di carburante rinnovabile con forti caratteristiche ambientali di tali prodotti. Con riferimento alle tabelle allegate al disegno di legge finanziaria fa presente che non è presente alcun accantonamento per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali all'interno delle tabelle A e B. Evidenzia inoltre che il totale degli stanziamenti per il suddetto Ministero presenti in tabella C non reca alcun incremento rispetto allo scorso anno, mentre vi è una riduzione per la voce relativa alla riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura di oltre 3,8 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Fa presente che anche le risorse a favore dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), presenti in tabella C, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, vedono per il 2010 una riduzione di circa 3,2 milioni di euro rispetto a quanto stanziato dalla legge finanziaria per l'anno 2009.
Con riferimento al disegno di legge di bilancio osserva che, alla tabella 12, «Stato di previsione del Ministero delle


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politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo con forti riduzioni di spesa, rilevando in particolare che nel 2010, gli stanziamenti previsti nella missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto rispetto alle previsioni assestate del 2009, con una contrazione in particolare per le spese in conto capitale, che subiscono una riduzione pari al 40 per cento. Rileva infine che il programma «Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione» nel quale si trovano gran parte delle autorizzazioni di spesa destinate agli investimenti, subisce un taglio di circa 172 milioni di euro rispetto all'assestamento del 2009, di cui ben 164,7 milioni riguardano la spesa in conto capitale. A tal proposito osserva che si tratta del 96 per cento del taglio complessivo di tale programma a testimonianza che per il 2010 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al di fuori di una gestione ordinaria, peraltro anche essa ridimensionata, non potrà fare alcun investimento di rilievo in un settore che per competere ha bisogno di innovazione, di crescita dimensionale, di sostegno alle imprese colpite da crisi di mercato e calamità. Nel richiamarsi quindi all'intervento svolto in sede di discussione generale, allorché aveva ricordato l'ottimismo del Ministro Zaia rispetto alla possibilità di reperire risorse in favore del settore agricolo e chiedendo dove tali risorse siano allocate, ritiene che con l'emendamento in esame si potrà dare una sia pur parziale risposta alle questioni sollevate.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Tab. 2.55 della XIII Commissione e Di Giuseppe Tab. 2.28.

Antonio BORGHESI (IdV) fa presente che il suo gruppo intende incrementare le risorse in favore della cultura poiché nelle proposte del Governo non vi è nulla per questo settore così importante. A tal proposito, nello svolgere considerazioni in ordine al contenuto delle disposizioni di cui all'articolo 2 del disegno di legge finanziaria relative ad interventi in materia di cultura, scuola e ricerca, richiama il comma 21, a favore dei Collegi universitari, il comma 39, relativo ad un finanziamento al CNR e all'ENEA per progetti di sviluppo produttivo nelle regioni del Mezzogiorno ed in talune province limitrofe ed il comma 52 che stanza 3 milioni di euro in favore dell'istituendo Osservatorio nazionale sulle comunità giovanili. A tal proposito rileva che questo è tutto quello che il Governo ha previsto per la cultura. Osserva quindi che non vi sono iniziative concrete per modernizzare le università italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, nonché aumentando la competizione tra gli atenei, nella consapevolezza che l'università deve essere un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita, ma al contrario persevera in una politica di tagli che penalizza l'intero sistema universitario. Rileva che, anche quest'anno, il Governo non ha reperito le risorse necessarie per restituire peso e valore all'istruzione scolastica, per promuovere la formazione degli insegnanti, per valorizzare la professionalità docente e per sostenere l'innovazione didattica e organizzativa, nella consapevolezza che la scuola dovrebbe rappresentare uno dei più importanti fattori di crescita del Paese. Sottolinea quindi che mancano i fondi necessari a favorire e non penalizzare il comparto della ricerca, con l'obiettivo di creare una nuova leva di giovani ricercatori e di investire su di essi come risorsa per modernizzare tanto il funzionamento delle istituzioni di ricerca quanto l'università, rendendola un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita. Rileva, con riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che, rispetto alle previsioni assestate per l'esercizio finanziario 2009, si registra una riduzione di ben 409,3 milioni di euro di euro. Fa presente in


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particolare che le riduzioni maggiori riguardano la missione «Istruzione universitaria», con conseguenti riduzioni per i programmi «Diritto allo studio nell'istruzione universitaria», «Sistema universitario e formazione post-universitaria», che reca peraltro il Fondo per il finanziamento ordinario delle università. A tal proposito osserva che il Fondo di finanziamento ordinario delle università, aveva già subito forti tagli a seguito dell'applicazione dell'articolo 66, comma 13, del decreto-legge n. 112 del 2008, per un totale di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio. Ritiene che tutto ciò conferma il disinteresse del Governo per un settore fondamentale per la crescita del Paese quale quello dell'istruzione universitaria, che purtroppo non potrà non continuare a risentire di una politica di tagli i quali, anno dopo anno, producono dissesto ed una situazione economica insostenibile, soprattutto a partire dal 2010. Evidenzia che forti tagli riguardano anche la missione «Istruzione scolastica» con conseguenti decrementi per i programmi «Programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica», «Istruzione secondaria di primo grado», «Istruzione post-secondaria», «Istruzione degli adulti», nonché per il programma «Diritto allo studio, condizione studentesca». Ricorda che i suddetti programmi avevano già subito notevoli riduzioni rispetto al 2008. Sottolinea quindi che anche lo stanziamento complessivo per la missione «Ricerca e innovazione» vede una consistente riduzione rispetto al 2009, con riferimento ai tre programmi in cui essa si articola, «Ricerca per la didattica», «Ricerca scientifica e tecnologica applicata» e «Ricerca scientifica e tecnologica di base», che pure erano già stati ridotti rispetto all'anno precedente. Ricorda che nell'ambito del programma «Ricerca scientifica e tecnologica di base» sono ridotti anche il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, il Fondo occorrente per le assunzioni di ricercatori delle università e degli enti ed istituzioni di ricerca e il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica. Con riferimento allo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, fa presente che, rispetto alle previsioni assestate per l'esercizio finanziario 2009, si registra un decremento di oltre 20 milioni di euro. In particolare, osserva che la missione «Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici», che evidentemente impatta anche sulla promozione delle attrazioni turistiche del Paese, reca un decremento di circa 59 milioni di euro. Illustrando i dati relativi al richiamato stato di previsione stigmatizza la riduzione delle risorse relative alla ricerca ed alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, a fronte di un forte aumento degli stanziamenti per il funzionamento degli istituti centrali del ministero ed in particolare di quello per la Biblioteca nazionale «Vittorio Emanuele II» di Roma. Richiama quindi l'attenzione in particolare dei deputati del gruppo della Lega Nord sul fatto che tale ultimo intervento porta il totale dei trasferimenti previsti per la capitale dalla manovra di finanza pubblica a oltre un miliardo di euro.

La Commissione respinge l'emendamento Zazzera Tab. 2.52.

Amedeo CICCANTI (UdC), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva come non sia ancora pervenuta la relazione tecnica sull'emendamento relativo al cosiddetto patto per la salute, osservando come, a causa di tale ritardata trasmissione, le modalità con le quali si sta procedendo all'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio siano assolutamente inadeguate alla serietà delle materie affrontate.

Rolando NANNICINI (PD) esprime la propria profonda insoddisfazione per l'andamento della discussione, osservando come ormai ogni anno il disegno di legge di bilancio e il disegno di legge finanziaria presentati in Parlamento non prevedano interventi ricorrenti, come la proroga della devoluzione del 5 per mille dell'imposta sui redditi e il finanziamento delle scuole paritarie, che puntualmente vengono reinseriti


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nel corso dell'esame parlamentare dopo un lungo dibattito nelle due Camere. Rileva, altresì, come nell'attuale sessione di bilancio la situazione sia ulteriormente aggravata dall'intrecciarsi del disegno di legge finanziaria con le disposizioni sul rientro dei capitali di cui all'articolo 13-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 e con quelle del decreto-legge n. 168 del 2009, che hanno previsto la riduzione del 20 per cento dell'acconto IRPEF per il 2009, utilizzando proprio le risorse del cosiddetto scudo fiscale. In questo quadro, l'intreccio è reso ancor più inestricabile dall'emendamento del Governo 3.1255, che è ancora sottoposto al vaglio di ammissibilità, di modo che l'esame del contenuto sostanziale del disegno di legge finanziaria non è ancora iniziato, mentre si discute inutilmente sulla futura e ipotetica riduzione della pressione fiscale per le famiglie. Dichiara, pertanto, di non condividere l'eccessiva lungaggine della discussione sul disegno di legge di bilancio, che - incentrandosi su temi che sicuramente verranno recepiti nel corso dell'esame parlamentare - non fa che allungare inutilmente i tempi di tale esame, facendo sostanzialmente il gioco del Governo, che non è interessato ad affrontare nel merito le questioni sollevate. Chiede, pertanto, alla presidenza di farsi carico di questa esigenza, assicurando un efficace esame del disegno di legge finanziaria.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, con riferimento agli interventi dei colleghi Ciccanti e Nannicini, comunica che il Governo ha testé presentato l'emendamento sul cosiddetto patto per la salute, corredato della prescritta relazione tecnica, e che pertanto il quadro delle proposte emendative del Governo, ad eccezione di quella riferita all'utilizzo delle risorse derivanti dal cosiddetto fiscale, che dovrebbe, comunque, essere formalizzata nel giro di poche ore. Alla luce delle novità intervenute, sospende la seduta e convoca immediatamente l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per organizzare il seguito dei lavori della Commissione.

La seduta, sospesa alle 16.50, riprende alle 21.45.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, comunica di aver valutato l'ammissibilità degli emendamenti del Governo, 2.1379, 2.1382, 2.1385, 2.1386, 2.1384 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e 2.1375 (nuova formulazione) (vedi allegato 1). Con riferimento all'ammissibilità degli emendamenti del Governo, segnala quanto segue. Con riferimento all'emendamento 2.1382, rileva che la proposta disciplina un programma di valorizzazione e alienazione degli immobili militari allo scopo di soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate. In tale quadro, sulla base di procedure volte ad assicurare il conseguimento degli obiettivi di carattere finanziario, fa presente che è prevista l'erogazione di un contributo al comune di Roma, pari a 600 milioni di euro, al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, nonché un'anticipazione di tesoreria in favore del comune di Roma pari a 500 milioni di euro e una spesa per interventi infrastrutturali in favore del medesimo comune pari a 100 milioni di euro. Riguardo l'emendamento 2.1385, osserva che esso reca disposizioni in materia di giustizia volte ad assicurare maggiori entrate e minori spese finalizzando le risorse in tal modo reperite ad alcuni programmi di spesa. In particolare evidenzia che le risorse derivanti dalla gestione dei crediti sono destinate: a un piano straordinario per lo smaltimento dei processi civili; all'incentivazione del personale giudiziario e al potenziamento dei servizi istituzionali del Ministero della giustizia. Sottolinea che vengono inoltre destinati 500 milioni di euro ad un programma di edilizia carceraria, attribuendo poteri straordinari al Capo dell'amministrazione penitenziaria per la relativa realizzazione, mentre il Ministro della giustizia potrà stipulare convenzioni con le regioni per il potenziamento del servizio giustizia da finanziare con le risorse FAS. A tal proposito comunica che i commi da 65 a 68, che disciplinano i poteri dal Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria


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e la procedura di realizzazione del piano di edilizia carceraria hanno natura ordinamentale e che, quindi, per tale parte, l'emendamento non risulta ammissibile. Per quanto concerne l'emendamento 2.1386, osserva che la proposta si compone di 25 commi e reca una serie di disposizioni relative, in prevalenza, alla materia degli ammortizzatori sociali, accrescendo le risorse finanziarie destinate a tale finalità. Rileva che la proposta reca tuttavia talune disposizioni di carattere ordinamentale quali la variazione della composizione del comitato di amministrazione della gestione separata dell'INPS di cui al comma 57, la stipula di convenzioni tra strutture periferiche del ministero del lavoro al fine di consentire sinergie logistiche, funzionali e organizzative di cui ai commi 80 e 81, la previsione che l'obbligo di istruzione si assolva anche nei percorsi di apprendistato di cui al comma 84, interventi sul sistema sanzionatorio relativo al contrasto del lavoro irregolare previsti dal commi 86. Comunica che, limitatamente a tali commi, l'emendamento non risulta ammissibile, mentre deve considerarsi ammissibile il comma 88, in quanto la disposizione, ancorché riferita al comma 86, deve invece, correttamente, riferirsi al successivo comma 87. Con riferimento all'emendamento 2.1375 (nuova formulazione), ricorda che la prima versione era composta in origine di 41 commi e riproduceva il contenuto di una serie di disposizioni del disegno di legge recante la cosiddetta carta della autonomie, che l'ultimo DPEF ha incluso tra i provvedimenti collegati alla manovra finanziaria e che il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il 19 novembre 2009. Rileva quindi che l'emendamento era volto ad introdurre una serie di tagli di spesa attraverso la soppressione e la riconfigurazione di organismi diversi, nonché riducendo i trattamenti economici di taluni amministratori, osservando che la nuova formulazione dell'emendamento, accompagnata da una nuova relazione tecnica, persegue, sotto il profilo finanziario, i medesimi obiettivi del testo originario ma è composta di soli 8 commi ed è congegnata in modo differente. Fa presente che il testo precedente, infatti, al fine di ridurre i costi amministrativi, recava una nuova disciplina della composizione di una pluralità di organismi, aveva natura cogente e prevedeva una nuova e diversa configurazioni di alcuni organismi oggetto di soppressione, come i difensori civici, le circoscrizioni di decentramento e i consorzi tra comuni. Rileva che la nuova disciplina, invece, si limita a prevedere una riduzione del contributo ordinario base spettante agli enti locali disponendo che, in relazione a tale riduzione, gli enti locali possano adottare una serie di misure quali la soppressione della figura del difensore civico e delle circoscrizioni di decentramento comunale, la soppressione della figura del direttore generale, la riduzione della composizione della Giunta comunale, la soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, nonché la riduzione della composizione della Giunta comunale. Ritiene che l'emendamento, nella nuova formulazione, presenti una portata ordinamentale alquanto limitata e riveli un'impostazione analoga ad altre disposizioni recanti principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica quali le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 721 a 723, della legge n. 296 del 2006, in merito alle quali, ricorda che, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 159 del 2008 ha ritenuto infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalle regioni. Ricorda altresì che in quella pronuncia la Corte ha, in particolare, fatto salve norme che prevedevano l'adozione, da parte delle regioni, di disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare la riduzione degli oneri degli organismi politici e degli apparati amministrativi, tali da comportare un miglioramento dei saldi di bilancio regionali pari al 10 per cento rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda le comunità montane, per le quali è prevista la cessazione dei finanziamenti statali, fatta salva la corresponsione del trenta per cento dei predetti finanziamenti sino all'attuazione della legge sul federalismo fiscale, osserva come anche tale


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disposizione non abbia un diretto riflesso ordinamentale e trovi un precedente nell'articolo 2, commi da 16 a 22, della legge n. 244 del 2007, che ha previsto una riduzione, di importo crescente negli anni, dei finanziamenti statali destinati alle comunità montane, affidando contestualmente alle regioni il compito di provvedere con legge al riordino delle stesse. Ricorda in proposito come il testo originario di quella finanziaria prevedesse una serie dettagliata di criteri vincolanti per la costituzione delle comunità montane. Sottolinea che venivano, tra l'altro, stabiliti il numero minimo dei comuni che potevano costituire una comunità montana, la definizione di criteri altimetrici minimi e l'individuazione di una soglia massima dei comuni che possono far parte delle comunità montane. Ricorda peraltro che la stessa Corte costituzionale con sentenza n. 237 del 2009 ha confermato la legittimità costituzionale della riduzione del finanziamento delle comunità montane, precisando che l'eventuale soppressione delle medesime comunità rientra nella potestà legislativa residuale delle regioni. Rileva quindi che, anche nel nuovo testo dell'emendamento, è invece presente una misura volta a ridurre gli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali, prevedendo che l'importo degli emolumenti e delle utilità, comunque denominati, percepiti dai consiglieri regionali non possano eccedere nel loro complesso l'indennità spettante ai membri del Parlamento. Per tale profilo, comunica che l'emendamento non può ritenersi ammissibile. Sottolinea infine che l'effetto di contenimento della spesa, secondo quanto chiarito dalla relazione tecnica, della prima versione dell'emendamento risultava pari a 20 milioni di euro nel 2010, a 115 milioni di euro nel 2011 e a 165 milioni di euro nel 2012. Fa presente che, dalla relazione tecnica che accompagna la nuova formulazione dell'emendamento, si evince invece che sono attesi ulteriori risparmi di spesa pari a 35 milioni di euro a decorrere dal 2010, osserva pertanto che, già nel primo anno di applicazione della norma, i risparmi attesi sono pari a 55 milioni di euro. Riguardo all'emendamento 2.1384 (nuova formulazione), rileva che esso è volto a garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2010-2012, nonché ad attuare l'intesa tra lo Stato e le regioni in materia sanitaria per il triennio 2010-2012. evidenzia che viene definito il nuovo livello del finanziamento del Servizio sanitario per il triennio 2010-2012 e si prevedono altresì misure di contenimento e strumenti per verificare il rispetto degli obiettivi di riduzione della spesa. Rileva che i profili ordinamentali dell'emendamento sono di portata assai limitata e si inseriscono, in ogni caso, in un quadro di regolazione di grandezze economico-finanziarie che può essere senz'altro ricondotto al contenuto proprio della legge finanziaria. Con riferimento alla prima versione dell'emendamento, ricorda di aver preannunziato che sembrava presentare profili di inammissibilità il comma 89, che reca una norma di interpretazione autentica in materia di prezzo dei farmaci e delle quote di spettanza sul prezzo di vendita, ma comunica che dalla relazione tecnica si evinca tuttavia che la norma ha effetti finanziari già scontati sui tendenziali di finanza pubblica e, pertanto, può ritenersi ammissibile. Osserva che la parte consequenziale introduce sette nuovi commi all'articolo 7, riprendendo i contenuti della parte ammissibile degli emendamenti Toccafondi 2.1228 e Zorzato 2.1281. Evidenzia in particolare che, oltre a prevedersi la trasformazione dell'Agenzia del demanio nell'ente Demanio dello Stato, vigilato dal Ministero dell'economia e delle finanze, si dispone che l'ex Agenzia accentri la gestione di tutti gli immobili nella disponibilità delle amministrazioni pubbliche statali, in particolare al fine di accertare l'esistenza di immobili in proprietà dello Stato da assegnare, di valutare la congruità dei canoni per immobili in proprietà di terzi individuati a fini di locazione dalle medesime amministrazioni e di gestire i relativi contratti. Sottolinea che i contratti non stipulati per il tramite dell'ex Agenzia sono nulli. Osserva che è conseguentemente prevista l'istituzione di un


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Fondo unico destinato alle spese per canoni di locazione. Rileva che, al comma 10 si individua una nuova procedura semplificata per le alienazioni degli immobili pubblici, mentre il comma 11 prevede che le maggiori entrate e i risparmi derivanti dai commi 8 e 10 siano destinate al fondo di cui all'articolo 3, comma 7. Fa presente poi che i commi da 12 a 14 recano, invece, disposizioni relative all'acquisto di beni e servizi da parte di amministrazioni pubbliche attraverso la Consip Spa. Ritiene quindi che le disposizioni introdotte, essendo volte ad una razionalizzazione della spesa pubblica, che determina, sulla base di quanto indicato nella relazione tecnica, rilevanti risparmi, appaiono riconducibili al contenuto proprio della legge finanziaria. Osserva che la relazione tecnica di accompagnamento di diversi emendamenti del Governo fa riferimento alla presentazione dell'emendamento 2.1384 che è stato presentato corredato dalla prescritta relazione tecnica facendo in parte riferimento a movimentazioni del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto legge n. 5 del 2009, e a cui affluiscono nel 2010 le maggiori entrate previste. Pertanto, ritiene necessario che, unitamente all'ultimo emendamento del Governo relativo all'utilizzo delle risorse del cosiddetto scudo fiscale, al fine di verificare la copertura, venga presentato un quadro riepilogativo degli effetti sui saldi di finanza pubblica del complesso degli emendamenti presentati dal Governo, per valutare la compensatività di ciascuno di essi. In particolare, comunica che dovranno risultare verificabili i flussi finanziari sul fondo sopra richiamato.

Antonio BORGHESI (IdV) ritiene che l'ulteriore nuova formulazione dell'emendamento del Governo 2.1384 sia di particolare complessità e richieda maggiori tempi a disposizione per il suo approfondimento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che la proposta emendativa in questione si discosta dalla formulazione precedente limitatamente ad un'aggiunta volta a recepire il contenuto di una proposta emendativa, presentata dall'onorevole Toccafondi, in tema di immobili.

Massimo VANNUCCI (PD) chiede chiarimenti in ordine alla dichiarazione di inammissibilità limitatamente a due commi dell'emendamento del Governo 2.1385 in tema di giustizia, a sei commi dell'emendamento del Governo 2.1386 relativo agli ammortizzatori sociali e a un comma della nuova formulazione dell'emendamento del Governo 2.1375 in tema di enti locali, per la parte relativa alle regioni. Alla luce di quanto segnalato dal presidente Giorgetti, chiede altresì al rappresentante del Governo se la dichiarazione di inammissibilità relativamente a sei commi dell'emendamento relativo al cosiddetto «pacchetto lavoro» possa pregiudicare altre parti della proposta, e in particolare gli aspetti di copertura. In merito alle coperture, osserva che il disegno di legge finanziaria per il 2010 prevede che ogni copertura avvenga a valere sui fondi di cui all'articolo 7-quinquies del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, e che pertanto sia necessario potere conoscere lo stato effettivo di tale dotazione.

Il viceministro Giuseppe VEGAS precisa che le proposte emendative dichiarate parzialmente inammissibili possono essere confermate in quanto non perdono coerenza logica né finanziaria.

Rolando NANNICINI (PD) , in merito all'ulteriore nuova formulazione dell'emendamento del Governo 2.1384, osserva che vi sono quattordici nuovi commi in tema di alienazione del patrimonio pubblico, a conferma della necessità di disporre di maggiori tempi di esame. In generale, ritiene che sia necessario chiarire se le risorse derivanti dallo scudo fiscale per il 2010 sono interamente dedicate alla copertura di tale proposta emendativa.

Marco CAUSI (PD) osserva che nell'ulteriore nuova formulazione dell'emendamento del Governo 2.1384 è prevista


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un'entrata di cinquecento milioni di euro che potrebbe, a suo avviso, essere utilizzata per la copertura complessiva della tabella allegata.

Amedeo CICCANTI (UdC), in relazione a quanto emerso dal dibattito, rileva che i 3 miliardi e 716 milioni di euro di entrate per il 2010 sono da porre in relazione alla riduzione del venti per cento, prevista dal decreto-legge n. 168 del 2009, sulla riduzione dell'acconto. Tale riduzione non è dovuta ad un intervento di favore nei confronti del contribuente ma in quanto i redditi dichiarati per il 2008 si sono ridotti per gli effetti della crisi. A suo avviso, lo spostamento a saldo di questa somma non potrà avere luogo, per cui con i 3 miliardi e 716 milioni di euro potranno essere operate coperture fittizie.

Il viceministro Giuseppe VEGAS dichiara che, per maggiore chiarezza e onde evitare equivoci, il Governo fornirà una risposta scritta alle diverse domande formulate. Per quanto riguarda, in particolare, la questione sollevata dal deputato Ciccanti, chiarisce fin d'ora che le valutazioni relative al gettito dell'acconto di imposta sono state prudenti e consentono pertanto un certo margine di discrezionalità.

Maino MARCHI (PD) chiede al rappresentante del Governo un chiarimento sulla parte consequenziale dell'emendamento 2.1384 (ulteriore nuova formulazione) del Governo che introduce nell'articolo 3 un comma 8 che prevede che al fine di garantire e potenziare la gestione dei beni di proprietà dello Stato e valorizzare l'attivo del patrimonio pubblico, l'Agenzia del demanio assume la denominazione di Demanio dello Stato ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze.

Il viceministro Giuseppe VEGAS dichiara che, per maggiore chiarezza e onde evitare equivoci, il Governo fornirà una risposta scritta alle diverse domande formulate. Per quanto riguarda, in particolare, la questione sollevata dal deputato Ciccanti, chiarisce fin d'ora che le valutazioni relative al gettito dell'acconto di imposta sono state prudenti e consentono pertanto un certo margine di discrezionalità.

Amedeo CICCANTI (UdC) fa presente che sarebbe utile che il Governo mettesse a disposizione della Commissione una tabella che illustri chiaramente quale sia la copertura per ciascuna disposizione di ogni emendamento.

Francesco BOCCIA (PD), ferma restando l'utilità della tabella chiesta dal deputato Ciccanti, chiede al rappresentante del Governo di chiarire da subito se i 3.690 milioni del patto per la salute sono tratti dal gettito dello scudo fiscale oppure no.

Il viceministro Giuseppe VEGAS risponde che il Governo preferisce, al fine di evitare equivoci, fornire un prospetto scritto relativo alla copertura finanziaria dei diversi interventi.

Pier Paolo BARETTA (PD) chiede alla presidenza un chiarimento sul significato della locuzione «limitatamente ordinamentale» impiegata nella pronuncia di ammissibilità letta da ultimo, con riferimento agli emendamenti del Governo. Fa presente al riguardo che un emendamento può avere un contenuto ordinamentale o non averlo, ma non sembra poter avere un contenuto «limitatamente ordinamentale». Rilevato poi che non è stato ancora presentato l'emendamento relativo allo scudo fiscale, chiede al viceministro Vegas di chiarire se il Governo ha presentato tutti gli emendamenti che intendeva presentare ovvero ne stia per essere presentato un altro. In quest'ultimo caso, riterrebbe infatti opportuno aggiornare i lavori e riorganizzare i tempi di discussione, anche in considerazione del fatto che, a fronte di tante riformulazioni, appare difficile rispettare il termine delle 10.

Antonio BORGHESI (IdV), preso atto che la presidenza ha rivisto i criteri di


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ammissibilità degli emendamenti, introducendo, rispetto alle prime pronunce, la categoria dei «limitatamente ordinamentali», esprime l'auspicio che tali nuovi criteri siano mantenuti fermi anche quando si tratterà di valutare i subemendamenti agli emendamenti del Governo.

Pietro FRANZOSO (PdL), rilevato che gli emendamenti del Governo continuano ad attingere ai Fondi per le aree sottosviluppate, si domanda se su tali fondi si rinvengano ancora risorse o se non siano ormai del tutto svuotati.

Giulio CALVISI (PD) invita il deputato Franzoso a sottoscrivere la mozione del gruppo del Partito democratico sull'utilizzo improprio dei Fondi per le aree sottosviluppate.

Pietro FRANZOSO (PdL) ricorda il proprio impegno passato a tutela dei Fondi per le aree sottosviluppate.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, assicura che la presidenza si è sempre attenuta, nella valutazione di ammissibilità degli emendamenti, fossero essi del Governo o dei deputati, ai medesimi criteri. Chiede quindi ai gruppi se ritengano che, in attesa di riprendere la discussione sul disegno di legge finanziaria, si possa passare intanto a votare gli emendamenti al disegno di legge di bilancio non ancora esaminati.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene essenziale capire preliminarmente se il Governo intenda presentare un nuovo emendamento al disegno di legge finanziaria ed eventualmente quando.

Il viceministro Giuseppe VEGAS chiarisce che il Governo intende presentare un ulteriore emendamento e che questo dovrebbe essere formalizzato a breve.

Rolando NANNICINI (PD) chiede al Governo di chiarire se le risorse per il patto per la salute siano attinte dal gettito per lo scudo fiscale oppure no.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene si debba a questo punto attendere la presentazione dell'ulteriore emendamento del Governo e spostare i termini per la presentazione di subemendamenti.

Gioacchino ALFANO (PdL) concorda sulla necessità di attendere l'ulteriore emendamento del Governo.

Renato CAMBURSANO (IdV) ritiene opportuno aggiornare i lavori a domani.

Marino ZORZATO (PdL) ritiene preferibile sospendere la seduta in attesa della presentazione dell'ulteriore emendamento del Governo.

Amedeo CICCANTI (UdC) ritiene che si debba aggiornare i lavori a domani.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, considerato l'orientamento prevalente dei gruppi, sospende la seduta fino alle 23.

La seduta, sospesa alle 22.30, riprende alle 23.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che sono stati presentati ulteriori emendamenti del relatore (vedi allegato 1).

Massimo Enrico CORSARO (PdL), relatore per il disegno di legge finanziaria, illustra gli ulteriori emendamenti presentati, rilevando che l'emendamento 2.1871 reca disposizioni in materia di alienazione degli immobili militari, destinando 600 milioni di euro al comune di Roma; l'emendamento 2.1873 reca disposizioni in materia di diritti aeroportuali, mentre l'emendamento 2.1874 definisce le modalità di impiego del gettito derivante dallo scudo fiscale, fermo restando che ulteriori 500 milioni dovranno essere destinati al rifinanziamento delle missioni internazionali; l'emendamento 2.1875 verte sulla materia delle concessioni autostradali, mentre l'emendamento 2.1876 reca agevolazioni in materia di mutui e proroga alcuni termini di pagamenti a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo; l'articolo


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aggiuntivo 2.0236 reca disposizioni in materia di credito nel Mezzogiorno e di istituzione della Banca del Mezzogiorno. Per quanto concerne, infine, l'emendamento 2.1872, si riserva di illustrarlo in dettaglio nel momento in cui la Commissione si accingerà ad esaminarlo, poiché esso reca una pluralità di disposizioni di carattere eterogeneo.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene che, per poter accedere alla richiesta del presidente relativa alla segnalazione degli emendamenti da esaminare, sia necessario sapere se il relatore consideri ancora modificabili i propri nuovi emendamenti e, in particolare, il suo subemendamento 2.1872.

Massimo Enrico CORSARO (PdL), relatore, pur non escludendo che la Commissione possa ritenere di modificarli, osserva che i suoi nuovi emendamenti sono, a suo giudizio, idonei a risolvere positivamente molte delle questioni emerse nel corso dell'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Marco CAUSI (PD) auspica che, specialmente sull'articolo aggiuntivo 2.0236 del relatore, il vaglio di ammissibilità sia improntato allo stesso rigore che ha sin qui caratterizzato la valutazione dell'ammissibilità delle proposte emendative presentate dagli altri deputati. Chiede inoltre al relatore e al Governo di chiarire, alla luce dell'emendamento 2.1874 del relatore, quale sia la copertura finanziaria dell'emendamento 2.1834 (nuova formulazione) del Governo in materia di patto per la salute.

Massimo POLLEDRI (LNP), nel dare atto all'opposizione di un atteggiamento corretto e costruttivo, chiede alla presidenza di garantire alla Commissione la possibilità di esaminare in modo adeguato gli emendamenti presentati e ai deputati di riformulare i subemendamenti già presentati, al fine di riferirli ai nuovi emendamenti del relatore che, presumibilmente, sostituiranno i precedenti emendamenti del Governo. Auspica, inoltre, che il vaglio di ammissibilità sugli emendamenti del relatore sia ispirato al medesimo rigore che ha caratterizzato la verifica dell'ammissibilità degli emendamenti degli altri deputati, sottolineando come, in particolare, l'emendamento 2.1871 del relatore appaia microsettoriale al pari di altri emendamenti dichiarati inammissibili. Ritiene, infine, che sarebbe utile richiedere una relazione tecnica anche sui nuovi emendamenti del relatore.

Renato CAMBURSANO (IdV) auspica, con particolare riguardo all'articolo aggiuntivo 2.0236 del relatore, che la presidenza valuti l'ammissibilità dei nuovi emendamenti del relatore sulla base di criteri analoghi a quelli adottati per gli emendamenti degli altri deputati. Auspica, altresì, che il Governo presenti una relazione tecnica anche sui nuovi emendamenti del relatore e, in particolare, sugli emendamenti 2.1872, 2.1874 e 2.1875. Ricorda, infine, che il suo gruppo ha già segnalato gli emendamenti che chiede siano comunque esaminati, ma si riserva di verificare tali segnalazioni alla luce delle novità introdotte dagli ulteriori emendamenti del relatore.

Rolando NANNICINI (PD) osserva che, ad una lettura attenta degli emendamenti presentati dal relatore, occorre svolgere una riflessione sulle coperture, sottolineando peraltro che gli emendamenti del relatore, come da prassi, non sono corredati da relazione tecnica. Ritiene che, allorché questi riproducano sostanzialmente il contenuto di proposte emendative di iniziativa governativa relativamente alle quali il giudizio sull'ammissibilità era stato sospeso proprio in attesa della relazione tecnica, sia necessario che, nell'effettuare le proprie valutazioni sull'ammissibilità, la presidenza presti particolare attenzione ai profili di copertura. Rileva, inoltre, che l'insieme delle proposte emendative reca spese per oltre 7,5 miliardi di euro, sostanzialmente coperti attraverso l'utilizzo delle risorse del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto legge


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n. 5 del 2009 e le alienazioni di immobili pubblici.

Gian Luca GALLETTI (UdC) chiede al rappresentante del Governo di chiarire l'effettivo ammontare delle risorse presenti nel richiamato fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto legge n. 5 del 2009. Osserva infatti che, a fronte di interventi per oltre 7,5 miliardi di euro, nel richiamato fondo affluiranno le risorse derivanti dall'applicazione del cosiddetto «scudo fiscale», che, secondo le stime effettuate dal Governo, ammonteranno a circa la metà di tale somma. Chiede quindi che si chiarisca da dove provengano le ulteriori risorse.

Pier Paolo BARETTA (PD) osserva che la discussione sulla disegno di legge finanziaria può considerarsi iniziata sostanzialmente adesso. Rileva che, a seguito della presentazione degli emendamenti del relatore, occorra riconsiderare i tempi originariamente previsti per la conclusione dell'esame dei disegni di legge in esame. A tal fine, ritiene che vadano preliminarmente affrontate due questioni. In primo luogo, ritiene necessario che sia chiarito il quadro delle coperture relative agli interventi prospettati nelle richiamate proposte emendative, rilevando in proposito che non è indifferente sapere da quali fonti si reperiscono le risorse necessarie. Ritiene che l'utilizzo delle risorse relative al trattamento di fine rapporto rappresenti un serio problema, soprattutto nel contesto generale di riferimento. In secondo luogo, chiede se sia possibile individuare una sede informale di confronto tra maggioranza ed opposizione al fine di valutare se sussistono ancora le condizioni per rispettare il calendario dei lavori originariamente convenuto. In particolare, ritiene che tale confronto sarebbe opportuno anche al fine di un più utile lavoro relativo ai subemendamenti, nonché quello in ordine alla possibilità di comunicare le segnalazioni degli emendamenti da esaminare.

Andrea ORLANDO (PD), con lo spirito collaborativo che ritiene debba animare la discussione sulla manovra di finanza pubblica, esprime serie perplessità sulla formulazione del comma 58 dell'emendamento del relatore 2.1871, il quale prevede disposizioni in materia di variazione degli strumenti urbanistici, che, a suo avviso, presenta seri problemi di costituzionalità, in quanto interviene sulla disciplina procedura della programmazione territoriale, recando misure in una materia che rientra nella competenza legislativa regionale.

Lino DUILIO (PD) rileva, in via preliminare, che negli ultimi mesi si è ripetuta ostinatamente la favola dello snellimento dei contenuti della legge finanziaria, che - a dire della maggioranza e del Governo - si sarebbe limitata ai contenuti essenzialmente riconducibili al contenuto proprio delineato dalla vigente disciplina contabile, con l'esclusione di misure settoriali e ordinamentali, mentre ora si assistente ad un'espansione incontrollata delle disposizioni che si intende inserire nella manovra finanziaria. In questo contesto, nel segnalare l'atteggiamento di grande disponibilità manifestato dall'opposizione, che non trova corrispondenza in quello tenuto nella scorsa legislatura dall'attuale maggioranza, ritiene che il Governo dovrebbe evitare ulteriori «prese in giro», come quella che si è avuta poc'anzi con la promessa di un quadro complessivo degli effetti finanziari delle proposte emendative governative, che tuttavia non è mai stato prodotto. Ricordando che non sarebbe difficile per l'opposizione adottare atteggiamenti ostruzionistici, chiede alla presidenza della Commissione di assicurare il mantenimento di condizioni minime di serietà del dibattito parlamentare, chiarendo, pertanto, in primo luogo, cosa accadrà nella giornata di domani. Ritiene altresì particolarmente grave che gli emendamenti da ultimo presentati dal relatore recepiscano - con talune modifiche - contenuti già presenti in proposte emendative governative, ma non siano corredati


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da relazione tecnica e, pertanto, sia impossibile una compiuta verifica dei loro effetti finanziari. Giudica tale comportamento surrettizio seguito da maggioranza e Governo una grave violazione delle prerogative parlamentari che non trova riscontro nella prassi delle precedenti sessioni di bilancio. Ritiene, da ultimo, necessario che il Governo chiarisca quali siano le modalità con le quali si intende utilizzare, con finalità di copertura finanziaria, le risorse destinate al trattamento di fine rapporto dei lavoratori, evidenziando che non potranno assolutamente considerarsi accettabili le laconiche risposte fornite solitamente dal Governo, essendovi l'esigenza, vista la rilevanza del tema, di risposte finalmente chiare ed esaustive.

Michele VENTURA (PD), associandosi alle richieste di chiarimento del collega Duilio e Borghesi in ordine all'utilizzo delle risorse destinate al trattamento di fine rapporto dei lavoratori, ricorda che non si possono richiamare come precedenti le analoghe disposizioni adottate nella passata legislatura, in quanto nella prima legge finanziaria del Governo Prodi si prevedeva una sorta di triangolazione delle risorse, che venivano destinate a investimenti per politiche di sviluppo del sistema produttivo, mentre la seconda legge finanziaria, con una disposizione che presenta maggiori analogie con la situazione attuale, destinava le maggiori risorse disponibili ad interventi di carattere sociale. In questo contesto estremamente incerto, ritiene che sia necessario che il Governo assicuri la massima chiarezza sulle modalità di copertura finanziaria previste, evidenziando come sia particolarmente rischioso prevedere la copertura finanziaria di maggiori spese correnti con le risorse del trattamento di fine rapporto. Ritiene, altresì, assolutamente necessario, al fine di evitare di dare vita ad operazioni di deficit spending, poter disporre di una precisa quantificazione degli oneri derivanti dalle proposte emendative presentate dal relatore.

Antonio BORGHESI (IdV) evidenzia la necessità di acquisire comunque una relazione tecnica sulle proposte emendative presentate dal relatore, ritenendo particolarmente grave la circostanza che gli emendati del relatore riprendano contenuti di proposte emendative governative, che invece erano corredate di relazione tecnica. Segnala, altresì, che l'emendamento del Governo 2.1379, con una tecnica legislativa che giudica aberrante, preveda l'approvazione di un atto aggiuntivo alla concessione, facendo riferimento ad un atto amministrativo che non è dato conoscere e che, pertanto, il Governo dovrebbe immediatamente presentare alla Camera, al fine di evitare un'approvazione priva della necessaria consapevolezza.

Massimo Enrico CORSARO (PdL), relatore per il disegno di legge finanziaria, premesso che le risposte alle domande formulate saranno fornite in dettaglio dal relatore e dal Governo nella seduta di domani, anticipa che, per quanto riguarda la questione posta dal deputato Baretta se esistano i margini per cercare una condivisione tra maggioranza e opposizione, senza dubbio questa condivisione dovrà essere per quanto possibile cercata. Quanto poi all'utilizzo del gettito dello scudo fiscale, assicura che il relatore e il Governo chiariranno quali sono gli impieghi delle risorse in questione. Quanto, infine, alla questione degli accantonamenti per i trattamenti di fine rapporto dei lavoratori, chiarisce che l'intendimento della maggioranza e del Governo è di utilizzare non già le risorse accantonate, ma i rendimenti delle stesse, come del resto già fatto a suo tempo dal ministro Padoa Schioppa.

Il viceministro Giuseppe VEGAS sottolinea che le risorse utilizzate dal ministro Padoa Schioppa furono maggiori e che, in ogni caso, l'operazione ha dimostrato di essere priva di rischi. Per quanto riguarda la tabella che riepiloga gli effetti finanziari delle singole disposizioni, assicura che il Governo fornirà domani ulteriori precisazioni, con una


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nuova tabella. Per quanto riguarda invece la relazione tecnica richiesta sull'emendamento del relatore, ritiene che il Governo potrà quanto meno fornire elementi tecnici di chiarimento con riguardo alle disposizioni che riprendono il contenuto di emendamenti del Governo. Quanto al resto, premesso che il Governo auspicherebbe una rapida approvazione del testo, che del resto si è già molto arricchito rispetto all'inizio, assicura comunque la massima disponibilità al confronto con l'opposizione. Aggiunge che il relatore ha già recepito molti suggerimenti dell'opposizione: che l'abbia fatto con un solo emendamento non può che agevolare i lavori. Quanto infine all'atto aggiuntivo cui faceva riferimento il deputato Borghesi, assicura che il testo sarà messo a disposizione della Commissione.

Gian Luca GALLETTI (UdC) ritiene poco convincente che i 3,1 miliardi di euro relativi ai trattamenti di fine rapporto derivino non dagli accantonamenti per i trattamenti ma dai rendimenti degli accantonamenti medesimi e chiede quindi conferma di ciò al relatore.

Massimo Enrico CORSARO (PdL), relatore per il disegno di legge finanziaria, assicura che la tabella riepilogativa che il Governo metterà a disposizione della Commissione domani per illustrare l'utilizzo delle varie risorse chiarirà ogni dubbio.

Gioacchino ALFANO (PdL), preso atto che il Governo e il relatore sono pronti a rispondere domani mattina, ritiene necessario procedere fin da questa sera ad un chiarimento tra maggioranza e opposizione sui margini di incontro. Suggerisce pertanto una sospensione della seduta a questo fine.

Pier Paolo BARETTA (PD) concorda con il deputato Alfano. Premesso inoltre che è necessario che il Governo presenti la tabella promessa nel più breve tempo possibile, ritiene però necessario che i termini per la presentazione di subemendamenti siano congrui.

Massimo VANNUCCI (PD) chiede quando la presidenza si esprimerà sull'ammissibilità degli emendamenti del relatore. Fa presente, infatti, che tale pronuncia è indispensabile per la redazione dei subemendamenti, atteso che questi dovranno evitare di riferirsi a porzioni di testo dichiarate inammissibili. Chiede inoltre se il Governo abbia ritirato alcuni dei propri emendamenti.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che la pronuncia relativa all'ammissibilità dell'emendamento del relatore non interverrà prima delle ore 10 di domani. Chiarisce inoltre che il Governo non ha ancora ritirato nessun emendamento, riservandosi di farlo eventualmente domani, e che si è impegnato a fornire, nella seduta di domani, un prospetto sul funzionamento dell'articolo 3, comma 7. Considerato, infine, che la Commissione dovrà comunque concludere i propri lavori, come stabilito, al più tardi sabato pomeriggio, ritiene che i lavori di domani possano cominciare alle ore 10 con l'esame degli emendamenti al disegno di legge di bilancio, restando inteso che la pronuncia relativa all'ammissibilità dell'emendamento del relatore al disegno di legge finanziaria interverrà non appena completata la valutazione del testo. Per consentire poi la preparazione dei subemendamenti, comunica che il termine per la presentazione di questi sarà fissato sei ore dopo la pronuncia di ammissibilità, fermo restando che il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti del Governo resta fissato alle ore 12 di domani.

Pier Paolo BARETTA (PD) auspica che il Governo scioglierà la riserva circa l'eventuale ritiro di propri emendamenti al momento della pronuncia relativa all'ammissibilità dell'emendamento del relatore. Auspica inoltre che anche la tabella che il


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Governo presenterà sia pronta per quel momento. Diversamente, ritiene che sarebbe difficile procedere nei lavori.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 0.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 17 alle 17.50.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 255 del 2 dicembre 2009:
a pagina 41, prima colonna, sesta riga, le parole: «10.10», sono sostituite dalla seguente: «10.»;
a pagina 50, seconda colonna, trentottesima riga, la parola: «comincia», è sostituita dalla seguente: «termina»;
a pagina 45, prima colonna, decima riga, le parole: «Iannaccone 2.1489» sono soppresse.