XIII Commissione - Resoconto di mercoledý 25 novembre 2009


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 25 novembre 2009. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO indi del vicepresidente Roberto ROSSO. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia.

La seduta comincia alle 14.10.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2010).
C. 2936 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012.
C. 2937 Governo, approvato dal Senato e relativa nota di variazione C. 2397-bis.

Tabella n. 12: Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e conclusione - Relazione favorevole con condizioni e con approvazione di emendamenti).

La Commissione prosegue l'esame dei disegni di legge, rinviati nella seduta del 24 novembre 2009.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti riferiti alle parti di competenza del disegno di legge finanziaria e del disegno di legge di bilancio (vedi allegato 1). Fa quindi presente di aver ritirato i propri emendamenti 2.32 e 2.1.
Come avvenuto lo scorso anno in relazione all'esame dei documenti di bilancio, comunica che, in considerazione della necessità di valutare l'ammissibilità degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi, la valutazione puntuale di ammissibilità sarà compiuta nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio.
Per questi motivi il giudizio circa l'ammissibilità di un emendamento pronunciata nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudica in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilità.


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Rileva, tuttavia, che presentano profili critici, dal punto di vista della conformità al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, alla luce di quanto previsto dal Regolamento della Camera e dalla legislazione vigente in materia e tenendo conto di quanto precisato dal Presidente della V Commissione, Giancarlo Giorgetti, nella seduta del 19 novembre 2009, i seguenti emendamenti: Sani 2.33, Marco Carra 2.43, Fiorio 2.44, Zucchi 2.29, Lusetti 2.30, Oliverio 2.35, Cenni 2.12, Graziano 2.39, Fogliato 2.31 e 2.4, Ruvolo 2.65, Mario Pepe 2.22, Dal Moro 2.19, Fiorio 2.20, Ruvolo 2.59, Cuomo 2.17, Ruvolo 2.53, Beccalossi 2.5, Fogliato 2.6, Beccalossi 2.9, Marco Carra 2.28, Ruvolo 2.56, Ruvolo 2.60, Ruvolo 2.61, Fogliato 2.200, Di Giuseppe 2.85, Ruvolo 2.74, Ruvolo 2.63, Ruvolo 2.68, Dal Moro 2.27, Fogliato 2.8, Ruvolo 2.55, Ruvolo 2.58, Cenni 2.36, Servodio 2.37, Servodio 2.38, Rainieri 2.80, Rainieri 2.81, Rainieri 2.82, Ruvolo 2.62, Ruvolo 2.66 Ruvolo 2.67, Ruvolo 2.70, Ruvolo 2,72, Ruvolo 2.73, Agostini 2.41, Sani 2.42, Fiorio 2.47, Agostini 2.49, Sani 2.50, Ruvolo 2.57, Dal Moro 2.19, Carlucci 2.77 e Agostini 2.26.
Presentano invece profili critici dal punto di vista degli effetti finanziari gli emendamenti Mario Pepe 2.45, Fogliato Tab C. 1, Fogliato Tab. D.3, Beccalossi Tab D. 4
Per tutti gli emendamenti indicati, invita i presentatori a ritirarli, ferma restando la possibilità di presentarli, se del caso adeguatamente riformulati, direttamente presso la Commissione bilancio.

Giuseppina SERVODIO (PD) nell'esprimere apprezzamento per il richiamo del presidente al rispetto del Regolamento della Camera nella valutazione di ammissibilità degli emendamenti ricorda che nel corso della seduta di ieri dell'Assemblea il collega Baretta ha investito la Presidenza della Camera della questione che attiene all'interpretazione da dare al regime di presentazione degli emendamenti ai documenti di bilancio affinché sciolga un nodo che va oltre gli interessi dei singoli gruppi e che richiede una risposta e una valutazione unitaria.
Rileva, infatti, che vi è un differente metodo di lavoro tra Camera e Senato nella valutazione degli emendamenti, per cui presso l'altro ramo del Parlamento si introducono ampie modifiche ed integrazioni al testo mentre alla Camera vige un'interpretazione restrittiva che, di fatto, non consente ai deputati ed alle Commissioni di merito di contribuire alla definizione del testo della legge finanziaria con previsioni che siano realmente adeguate rispetto alle esigenze del Paese.
Chiede quindi al presidente della Commissione di voler intervenire con un'iniziativa - che potrà essere valutata nelle forme ritenute più congrue - per evidenziare tali questioni nell'auspicio che l'interpretazione estremamente restrittiva che si vuole dare possa essere rivista in modo che anche alla Camera si possa procedere in modo sostanzialmente equivalente rispetto al Senato, per contribuire al miglioramento del testo dei documenti di bilancio.

Paolo RUSSO, presidente, nel raccogliere la sollecitazione della collega Servodio, si dichiara disponibile ad assumere un'iniziativa volta a sollecitare un'interpretazione adeguata dei criteri di ammissibilità degli emendamenti, nel segno delle cose praticabili, facendo al contempo presente che si tratta di una riflessione che dovrà necessariamente coinvolgere tutti i gruppi, attenendo al merito del Regolamento della Camera.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) fa presente che il suo gruppo, pur prendendo atto dei profili di criticità evidenziati dal presidente con riguardo a taluni emendamenti presentati, insiste per la loro votazione.

Monica FAENZI (PdL), relatore, nel premettere che inviterà al ritiro i presentatori degli emendamenti su cui il presidente ha evidenziato profili di criticità, fatta eccezione per taluni limitatissimi casi, esprime parere favorevole sull'emendamento


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Di Giuseppe Tab.12.1, riferito al disegno di legge di bilancio C. 2937.

Il Ministro Luca ZAIA esprime parere conforme a quello del relatore.

La Commissione approva l'emendamento Di Giuseppe Tab.12.1.

Monica FAENZI (PdL) invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Sani 2.33, Marco Carra 2.43, Fiorio 2.44, Zucchi 2.29, Lusetti 2.30, Oliverio 2.25, Cenni 2.12, Graziano 2.39, Fogliato 2.31 e 2.4. Esprime parere favorevole sull'emendamento Brandolini 2.15 ed invita al ritiro dell'emendamento Brandolini 2.16 di contenuto sostanzialmente analogo al precedente. Invita i presentatori a ritirare l'emendamento Ruvolo 2.65; esprime parere favorevole sull'emendamento Marco Carra 2.18. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Mario Pepe 2.22, Dal Moro 2.19, Fiorio 2.20. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Marrocu 2.24, Ruvolo 2.64 e Oliverio 2.35. Invita i presentatori a ritirare l'emendamento Ruvolo 2.54, di contenuto sostanzialmente analogo al precedente. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Ruvolo 2.59, Cuomo 2.57, Ruvolo 2.53. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Paolo Russo 2.86, Beccalossi 2.11 e Fogliato 2.10. Invita i presentatori a verificare l'emendamento Beccalossi 2.5, Fogliato 2.6, Beccalossi 2.9. Esprime parere favorevole sull'emendamento Beccalossi 2.2 e sull'emendamento 2.13, entrambi riguardanti le dotazioni del Fondo di solidarietà nazionale. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Oliverio 2.14, in quanto analogo all'emendamento 2.13, dell'emendamento Fogliato 2.40, dell'emendamento Bordo 2.48, in quanto analogo all'emendamento 2.13, dell'emendamento Marco Carra 2.28, dell'emendamento Ruvolo 2.75, in quanto analogo all'emendamento 2.13, degli emendamenti Ruvolo 2.56, 2.60 e 2.61 nonché dell'emendamento Di Giuseppe 2.84, in quanto analogo all'emendamento 2.13. Invita altresì i presentatori a ritirare gli emendamenti Fogliato 3.1, Di Giuseppe 2.85, Bellotti 2.76. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Rainieri 2.79, Cosenza 2.78, Cenni 2.23. Invita i presentatori a ritirare l'emendamento Ruvolo 2.71 in quanto analogo all'emendamento Paolo Russo 2.86, su cui ha in precedenza espresso parere favorevole. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Ruvolo 2.74 e 2.63, Carlucci 2.77, Ruvolo 2.68. Esprime parere favorevole sull'emendamento Agostini 2.26. Invitai i presentatori a ritirare l'emendamento Dal Moro 2.27 mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Bordo 2.51. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Ruvolo 2.55, 2.57 e 2.58, Cenni 2.36, Servodio 2.37 e 2.38. Esprime parere favorevole sull'emendamento Fogliato 2.3, mentre invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Servodio 2.34 e Di Giuseppe 2.83. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Fogliato 2.7 e Trappolino 2.21. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Ruvolo 2.62, 2.66 e 2.67. Esprime parere favorevole sull'emendamento Ruvolo 2.69 ed invita al ritiro il presentatore dell'emendamento Ruvolo 2.70 in quanto analogo al precedente emendamento 2.26 su cui ha espresso parere favorevole; invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Ruvolo 2.72, 2.73, Agostini 2.41, Sani 2.42 e Mario Pepe 2.45. Esprime parere favorevole sull'emendamento Cuomo 2.46. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Fiorio 2.47, Agostini 2.49, Sani 2.50, Fogliato Tab C.1. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Trappolino Tab C.2, Fogliato Tab D.3, Beccalossi Tab D.2, Cenni Tab D.1, Zucchi Tab D.5, Beccalossi Tab D.4. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Agostini 2.52, Zeller Tab E.1 e Tab E.2.

Il Ministro Luca ZAIA esprime parere conforme a quello del relatore.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che l'emendamento Cuomo 2.46 è stato sottoscritto da tutti i componenti dei gruppi PdL, LNP, IdV e Udc.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) ritira i propri emendamenti 2.31, 2.4.


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La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sani 2.33, Marco Carra 2.43, Fiorio 2.44, Zucchi 2.29, Bordo 2.30, Oliverio 2.25, Cenni 2.12, Graziano 2.39. Approva quindi l'emendamento Brandolini 2.15, risultando assorbito l'emendamento Brandolini 2.16. La Commissione respinge quindi l'emendamento Ruvolo 2.65 ed approva l'emendamento Marco Carra 2.18. Quindi, con distinte votazioni respinge gli emendamenti Mario Pepe 2.22 e Dal Moro 2.19.

Luciano AGOSTINI (PD) chiede per quali ragioni il relatore e il Governo abbiano espresso parere contrario su un emendamento volto a fare in modo che l'elenco dei comuni e delle province di cui al comma 39 dell'articolo 2 sia pienamente corrispondente con quanto previsto dalla legge istitutiva della Cassa per il Mezzogiorno a cui si è fatto riferimento per l'individuazione delle zone. Considerato che la disposizione in questione prevede stanziamenti per progetti da promuovere in tali aree non comprende le ragioni della contrarietà manifestata.

Monica FAENZI (PdL), relatore, ritiene opportuno accantonare l'emendamento 2.52 per approfondire quanto testé evidenziato dal collega Agostini.

La Commissione delibera di accantonare l'emendamento Agostini 2.52. Respinge quindi l'emendamento Fiorio 2.20. Approva, con distinte votazioni, gli emendamenti Marrocu 2.24, Ruvolo 2.64 e Oliverio 2.35, risultando così assorbito l'emendamento Ruvolo 2.54. Respinge poi, con distinte votazioni, gli emendamenti Ruvolo 2.59, Cuomo 2.17, Ruvolo 2.53. Approva l'emendamento Paolo Russo 2.86 nonché con distinte votazioni gli emendamenti Beccalossi 2.11 e Fogliato 2.10.

Viviana BECCALOSSI (PdL) ritira i propri emendamenti 2.5 e 2.9.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) ritira i propri emendamenti 2.6 e 2.40.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Beccalossi 2.2 e Servodio 2.13, risultando così assorbiti gli emendamenti Oliverio 2.14, Bordo 2.48, Ruvolo 2.75, Di Giuseppe 2.84. La Commissione, con distinte votazioni respinge gli emendamenti Marco Carra 2.28, Ruvolo 2.56, 2.60, 2.61, Fogliato 2.200, Di Giuseppe 2.85.

Luca BELLOTTI (PdL) ritiene opportuno richiamare l'attenzione della Commissione sull'emendamento 2.76, da lui presentato al fine di individuare soluzioni su una questione di contenuto particolarmente qualificante. Pur prendendo atto della necessità di contenere il bilancio statale, chiede al Ministro di porre particolare attenzione all'emendamento 2.76, che pone una questione strategica per la valorizzazione della produzione agricola italiana e per il sostegno al Made in Italy nel settore agricolo. Ritiene che finora il Ministro e l'Italia nel suo complesso abbiano fatto molto per promuovere l'etichettatura nelle produzioni. Al contempo, dallo scenario attuale emerge come occorrerebbe intervenire maggiormente per valorizzare le eccellenze italiane nel mercato internazionale. Ricorda che la grande distribuzione in Italia appartiene ad operatori stranieri per circa l'ottanta per cento. La produzione di qualità italiana presenta inoltre serie difficoltà ad inserirsi nel mercato estero, ad eccezione di grandi marchi come, ad esempio, Ferrero e Barilla.
Chiede, quindi, al Governo di intervenire individuando un meccanismo che rechi una nuova struttura per promuovere il «gusto Italia» nel commercio delle produzioni italiane sui mercati nazionale ed esteri. Ritiene che solo con la valorizzazione della filiera corta e con la rete di consorzi possono essere svolti interventi adeguati.

La Commissione respinge l'emendamento Bellotti 2.76.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che il collega Marco Carra ha sottoscritto l'emendamento Rainieri 2.79.


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La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Rainieri 2.79, Cosenza 2.78, Cenni 2.23.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che l'emendamento Ruvolo 2.71 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento Paolo Russo 2.86.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) ritira il proprio emendamento 2.8.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ruvolo 2.74 e 2.63, Carlucci 2.77, Ruvolo 2.68. Approva quindi l'emendamento Agostini 2.26; respinge l'emendamento Bordo 2.27 e approva l'emendamento Bordo 2.51. Respinge poi, con distinte votazioni gli emendamenti Ruvolo 2.55, 2.57, 2.58, Cenni 2.36, Servodio 2.37 e 2.38.

Fabio RAINIERI (LNP), nel ritirare il suo emendamento 2.80, fa presente altresì che il suo emendamento 2.81 introduce una disposizione per evitare che le aziende agricole, nel caso di fallimento degli acquirenti riconosciuti ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge n. 49 del 2003, a cui è conferito latte, possano correre il rischio di dovere pagare all'AGEA il doppio di ciò che è dovuto.
Per le ragioni suesposte non accede pertanto all'invito rivoltogli dal relatore di ritirare il suo emendamento e insiste affinché sia posto in votazione.

La Commissione respinge l'emendamento Rainieri 2.81

Fabio RAINIERI (LNP) ritira il suo emendamento 2.82.

La Commissione con distinte votazioni, approva l'emendamento Fogliato 2.3, respinge gli emendamenti Servodio 2.34 e Di Giuseppe 2.83, approva gli emendamenti Fogliato 2.7, Trappolino 2.21 e Ruvolo 2.69. Respinge quindi gli emendamenti Ruvolo 2.62, 2.66 e 2.67; la Commissione respinge inoltre, con distinte votazioni, gli emendamenti Ruvolo 2.70, 2.72 e 2.73, Agostini 2.41, Sani 2.42, Mario Pepe (PD) 2.45. La Commissione inoltre, con distinte votazioni, approva l'emendamento Cuomo 2.46, mentre respinge gli emendamenti Fiorio 2.47, Agostini 2.49, Sani 2.50.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) ritira il suo emendamento 2936/XIII/Tab.C.1.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Trappolino 2936/XIII/Tab.C.2, Fogliato 2936/XIII/Tab.D.3, Beccalossi 2936/XIII/Tab.D.2, Cenni 2936/XIII/Tab.D.1, Zucchi 2936/XIII/Tab.D.5 e Beccalossi 2936/XIII/Tab.D.4.

Karl ZELLER (Misto-Min.ling.) ritiene incomprensibile l'espressione di un parere negativo del relatore e del Governo sui suoi emendamenti 2936/XIII/Tab.E.1 e 2936/XIII/Tab.E.2, volti a garantire la possibilità per il Governo di mantenere i propri impegni, sottoscritti con l'UNIRE, con la provincia autonoma di Bolzano e con il comune di Merano, in relazione all'ippodromo di Merano. Il Governo, impegnato nel 2008 con uno stanziamento di 7 milioni e mezzo di euro, a causa del prelievo operato nel corso della legge finanziaria non ha potuto garantire il finanziamento, che è stato assicurato pertanto dalla provincia di Bolzano. Ricorda che il Governo con un ordine del giorno del 13 novembre 2008 aveva accettato di mantenere gli impegni assunti, posizione ribadita in una risposta ad una interrogazione del 14 maggio 2009, ed ulteriormente ribadita da una dichiarazione del sottosegretario Buonfiglio del 9 giugno 2009. Osserva inoltre che i lavori per l'ippodromo sono stati avviati grazie ai fondi messi a disposizione dagli enti locali, che ancora attendono lo stanziamento statale, in mancanza del quale sarebbero costretti a promuovere una causa legale. Per le ragioni su esposte ritiene difficilmente spiegabile l'espressione di un parere contrario sui due emendamenti presentati.

Luciano AGOSTINI (PD) propone una riformulazione del suo emendamento 2.52, che la Commissione aveva deciso di accantonare,


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nel senso di sostituire le parole: «compresi nel comprensorio di bonifica del fiume Tronto» con le seguenti: «ricadenti nella nuova provincia di Ascoli Piceno» (vedi allegato 2).

Monica FAENZI (PdL), relatore, alla luce del dibattito testé svolto, ritiene opportuno modificare il proprio parere contrario sugli emendamenti Agostini 2.52 (nuova formulazione), Zeller 2936/XIII/Tab.E.1 e 2936/XIII/Tab.E.2.

Il Ministro Luca ZAIA concorda con quanto testè evidenziato dalla relatrice.

Sabrina DE CAMILLIS (PdL) sottoscrive, a nome del gruppo PDL, gli emendamenti Zeller 2936/XIII/Tab.E.1 e 2936/XIII/Tab.E.2.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Agostini 2936/XIII/2.52 (nuova formulazione) e Zeller 2936/XIII/Tab.E.1 e 2936/XIII/Tab.E.2.

Monica FAENZI (PdL), relatore presenta una propria proposta di relazione favorevole con condizioni sul disegno di legge di bilancio e finanziaria per le parti di competenza (vedi allegato 3).

Il Ministro Luca ZAIA nell'esprimere una valutazione favorevole sulla relazione per la V Commissione, manifesta preoccupazioni in relazione alla dotazione del Fondo di solidarietà nazionale, su cui intende portare avanti gli impegni assunti.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) manifesta preoccupazione per la preoccupazione manifestata dal ministro Zaia, ricordando che già in occasioni precedenti la Commissione agricoltura aveva approvato con voto unanime proposte emendative di rifinanziamento del fondo di solidarietà nazionale, successivamente non supportate da un'adeguata azione di sostegno sia presso la Commissione bilancio che in altre sedi, osservando che tali preoccupazioni non possono non trovare un'eco profonda nel mondo agricolo. Osserva infine che siffatte preoccupazioni confermano la generale opinione che anche la legge finanziaria per il 2009 sarà priva delle adeguate risorse rispetto all'entità dei problemi dell'agricoltura.

Mario PEPE (PD) concorda con le affermazioni del collega Oliverio.

Anita DI GIUSEPPE (IdV) lamenta la scarsa dotazione finanziaria per il settore agricolo recato dalla legge finanziaria per il 2009, non soltanto con riferimento al fondo di solidarietà nazionale, ma anche ad altri settori, interessati più che altro da mere proroghe.
Invita pertanto il Governo ad operare una decisa inversione di rotta rispetto a quella attuale, che ha fatto cadere nell'oblio il problema agricolo. Lo scorso anno, il Ministro dell'Economia e delle Finanze ha cercato di anticipare la manovra economica - normalmente affidata alla legge finanziaria - elaborando una serie di norme (contenute nel decreto Legge n. 112 del 2008) che, per almeno tre anni, avrebbero dovuto metterlo al riparo dai soliti assalti alla diligenza del percorso parlamentare delle leggi finanziarie; la legge finanziaria 2010 risulta quindi costituita da pochissimi articoli e interventi essenzialmente volti alla proroga di norme esistenti. Pur tuttavia, la previsione governativa che non ci sarebbero più state leggi finanziarie omnibus come in passato è stata smentita dai duri attacchi della stessa maggioranza alla legge finanziaria 2010. Al Senato, un gruppo di senatori del Popolo della libertà si è infatti spinto ad ideare e redigere una vera e propria proposta di contro finanziaria;
Rileva che in attesa di conoscere l'entità del gettito del c.d. «scudo fiscale», le molte questioni di rilievo che rimangono ad oggi sospese sono le seguenti: la banca per il mezzogiorno; il taglio dell'Irap; lo sblocco dei fondi per i ricercatori universitari; il recupero dei finanziamenti (800 milioni) per la banda larga; la cedolare secca sugli affitti; il risanamento del territorio dal punto di vista idro-geologico, problema diventato ancora più acuto dopo


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le frane di Messina ed Ischia; la detrazione fiscale per il risparmio energetico degli edifici (il 55 per cento) ; il 5 per mille; le misure anche fiscali a favore del lavoro; le risorse per la sicurezza e la giustizia al netto di alcuni provvedimenti dovuti e di altri fin troppo preannunciati, resterà ben poco da spendere del gettito dello scudo fiscale.
Nel frattempo è ben evidente che il peggio della crisi, almeno dal punto di vista occupazionale, deve ancora arrivare. il Governo non è in grado di proporre una politica economica anticiclica convincente tale da aggredire la crisi. Rileva che si sta discutendo di una legge finanziaria inesistente, di un provvedimento del tutto inadeguato e insufficiente, che fa semplicemente da ponte tra ciò che non si è voluto fare prima e ciò che non si sa o non si vuole fare dopo. Il quadro dei conti pubblici è decisamente oscuro: la spesa corrente al netto degli interessi raggiunge il 43,1 per cento del PIL, con un aumento di ben 2,7 punti rispetto al 2008 e - ciò che è più grave -è programmata ben al di sopra del livello raggiunto nel 2008 fino a tutto il 2013. la pressione fiscale cresce, nel 2009, fino al 43 per cento del PIL, e si mantiene vicina a questa percentuale per tutto il periodo 2010-2013 preso in considerazione dal DPEF, cioè per l'intera legislatura. Il livello di indebitamento raggiunge il 5,3 per cento del PIL nel 2009 e si mantiene ben al di sopra del 3 per cento fino a tutto il 2011, mentre lo stock del debito è programmato, nel 2009, pari al 115,1 per cento del PIL, in aumento di ben 9,4 punti rispetto al 2008, per salire al 117,3 per cento nel 2010 e restare attorno al 115 per cento in tutto il periodo considerato dal DPEF.
Rileva che la manovra triennale avviata dal Governo nell'estate 2008, all'insegna della stabilizzazione dei conti pubblici, ci ha portato comunque in una nuova procedura d'infrazione per disavanzo eccessivo. Bisogna avere l'onestà di riconoscere che la crisi ne è una causa, ma fino ad un certo punto, e che il Paese, nonostante l'assenza colposa di necessari interventi anticiclici, si sta avviando verso un nuovo ciclo di aumento incontrollato della spesa primaria, simile a quanto già visto dagli italiani nel precedente Governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006. I numeri di oggi dicono che la scelta messa in campo con il decreto-legge n. 112 del 2008 e basata su una logica prevalentemente di tagli lineari, non solo non ha prodotto i risultati attesi, ma contrariamente rispetto alle previsioni, ha prodotto una crescita dell'indebitamento e del fabbisogno, mentre la stima delle spese al netto degli interessi sale a circa 25 miliardi e solo una minima parte di essi sono stati spesi per interventi anticrisi.
Fa presente che se l'Italia dovesse uscire dalla recessione, a bocce ferme (come sta facendo il Governo) e crescendo con lo stesso ritmo con cui è cresciuta nei dieci anni che hanno preceduto la crisi, ci vorrebbero ben 15 anni per recuperare il terreno perduto, e ciò significa persone senza lavoro, famiglie in povertà alimentare, disuguaglianze sociali. Gli interventi attuati finora per attenuare i costi sociali della recessione hanno soprattutto utilizzato risorse già stanziate per altri impieghi. Sotto il profilo quantitativo, secondo l'OCSE il Governo Italiano ha stanziato in funzione anti- crisi risorse nette pari praticamente a zero nel triennio 2008-2010, contro una media ponderata dei paesi OCSE pari al 3,9 per cento del Pil (4,2 per cento per i soli paesi che hanno adottato una politica fiscale espansiva).
Evidenzia che, se la crisi «è alle spalle» - come dice il Governo - essa è, forse, alle spalle di qualche istituto finanziario. Ma Confindustria e Confcommercio sono preoccupate e le organizzazioni sindacali mobilitano i loro iscritti; la disoccupazione aumenta, i livelli di povertà anche, le sperequazioni dei redditi pure e le prospettive sono per ulteriori chiusure di fabbriche e di perdita di posti di lavoro. La crisi che sta allentando la presa del Pil, pesa ora soprattutto sul mondo del lavoro: nel nostro Paese il tasso di disoccupazione da gennaio a settembre 2009 è salito dal 6,8 per cento al 7,4 per cento, ed esso continuerà a salire nei prossimi mesi perché


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la reazione del mercato del lavoro si muove con ritardo rispetto al ciclo economico.
Fa presente che poco o niente è previsto dalla legge finanziaria 2010 per lo sviluppo economico, se non qualche timido accenno ad una riduzione dell'Irap, pur necessaria, insistendo su una politica solo dal lato dell'offerta, riducendo i costi di produzione, quando si è di fronte ovunque ad un crollo dei consumi del settore privato. La competizione sui costi per tentare di attrarre o di mantenere una parte della domanda su scala internazionale attualmente depressa è una politica illusoria poiché le produzioni labour intensive sono ormai trasferite in altre parti del mondo. La ripresa internazionale quando verrà non rimetterà in moto il meccanismo espansivo precedente basato sul traino dei consumi delle famiglie statunitensi. Il dopo crisi non lascerà le cose come erano. Nessuno sa in questo momento chi nel mondo sostituirà le famiglie americane come consumatori globali. Non si potrà contare, dunque, per il rilancio dell'economia italiana, soltanto sulle esportazioni. Si dovranno comunque implementare politiche industriali e commerciali per aumentare la capacità di aggredire anche mercati in via di espansione come quelli asiatici. Il Paese soffre, peraltro, di una doppia concorrenza esposto come è a quella dei paesi emergenti a basso costo del lavoro ed a quella dei paesi più innovatori per quanto concerne la qualità dei prodotti. Per il nuovo modello di sviluppo che si dovrà costruire dopo la crisi ci vorrà più domanda interna, più domanda non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello europeo. Ritiene che il Governo italiano debba insistere in tutte le sedi affinché la politica economica europea manifesti un impulso estensivo ed espansivo tramite gli eurobond, tramite un maggior coordinamento della vigilanza bancaria e finanziaria per avere istituti di credito più capaci di dare credito.
Il Paese ha bisogno di interventi che correggano la politica economica e la politica fiscale dell'attuale governo: stimolando di più la domanda interna, prevedendo nell'immediato una vera manovra di almeno un punto di PIL che vada a sostegno dei redditi, della domanda, e delle piccole imprese.
Rileva, per quanto concerne, in particolare, gli aspetti all'attenzione della Commissione Agricoltura che all'interno del disegno di Legge di Bilancio AC 2937 «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012», nella Tabella 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali» il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rileva forti riduzioni di spesa. Nel 2010, gli stanziamenti previsti nella Missione 9 Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca ammontano complessivamente a 710,3 milioni di euro e diminuiscono di un quinto (-20 per cento) rispetto alle previsioni assestate del 2009. Sono in particolare le spese in conto capitale ad essere penalizzate subendo una contrazione del 40 per cento.
Il programma di Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione, nel quale si trovano gran parte delle autorizzazioni di spesa destinate agli investimenti, subisce un taglio di circa 172 milioni di euro rispetto all'assestamento del 2009 (-24 per cento) di cui ben 164,7 milioni riguardano la spesa in conto capitale. Si tratta del 96 per cento del taglio complessivo di tale programma a testimonianza che per il 2010 il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali, al di fuori di una gestione ordinaria, peraltro anche essa ridimensionata, non potrà fare alcun investimento di rilievo in un settore che per competere ha bisogno di innovazione, di crescita dimensionale, di sostegno alle imprese colpite da crisi di mercato e calamità.
Preso atto che il disegno di legge finanziaria per il 2010 riconferma la scelta di predispone un disegno di legge limitato a pochi articoli e l'articolato non presenta disposizioni sufficienti al settore delle politiche agricole, rivela che non sussiste alcun rifinanziamento certo del Fondo di solidarietà nazionale, ripetutamente promosso


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da questo Governo, vi è solo un riferimento all'articolo 2 comma 48 a possibili risorse a favore del suddetto fondo di solidarietà, senza nessuna concreta assegnazione per il 2010 e per il pregresso; - è prevista una forte riduzione - da 250 mila a 18 mila tonnellate per l'anno 2010 - del contingente di biodiesel, tale decisione dimostra scarsa sensibilità alla qualità dell'ambiente del nostro paese, già fortemente penalizzato dalle emissioni del settore trasporti che incidono pesantemente sul bilancio ambientale. Ricorda altresì che il biodiesel è un carburante rinnovabile, prodotto degli oli vegetali (girasole, colza, soia ), con forti caratteristiche «ambientali» (non aggiunge CO2 all'aria; non contiene componenti aromatici; non contiene zolfo; abbatte di oltre 1'80 per cento gli inquinanti). Inoltre sempre per il 2010, viene in pratica azzerato (da 73 milioni a 3,8 milioni di euro) il limite massimo di spesa annua, con il quale finanziare le suddette agevolazioni. IlG, quindi, dopo che in questi anni si era attuata una politica di incentivazione della produzione di biocarburanti, defiscalizzandone una quota, decide di «tornare indietro».
Nel medesimo provvedimento non è presente alcun accantonamento per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali all'interno delle Tabelle A (fondo speciale di parte corrente) e B (fondo speciale di conto capitale); - il totale degli stanziamenti per il suddetto Ministero presenti in Tabella C risulta essere pari a 109,3 milioni per il 2010 e a 105,1 milioni per ciascuno degli anni 2011 e per il 2012, senza alcun incremento rispetto alla finanziaria dello scorso anno. La voce che reca una riduzione di stanziamenti, è quella relativa alla riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura (D.Lgs. 454/99), che vede uno stanziamento per il 2010 di 92,349 milioni di euro, con una riduzione di oltre 3,8 milioni di euro da quanto stanziato dalla scorsa finanziaria per l'anno 2009.
Fa presente che anche le risorse a favore dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), presenti sempre in Tabella C nello stato di previsione del Ministero dell'economia, vedono per il 2010 una riduzione di circa 3,2 milioni di euro rispetto a quanto stanziato dalla scorsa finanziaria per l'anno 2009. - la Tabella F (leggi di spesa pluriennale) non opera variazioni allo stato di previsione legislazione vigente del Ministero politiche agricole e forestali.
In conclusione, tenuto conto che la manovra finanziaria e di bilancio avrebbe dovuto rifinanziare concretamente il Fondo di solidarietà nazionale e creare copertura del pregresso 2008 e 2009 dando vita anche a una stabilizzazione triennale del Fondo di solidarietà nazionale; creare misure per favorire l'accesso al credito e la dilazione dei debiti; intervenire al fine di favorire le esportazioni dei prodotti tipici dell'agricoltura italiana sostenere e valorizzare i prodotti agricoli biologici e che rispetto a tali obiettivi il Governo dimostra di rimanere lontano da qualsiasi iniziativa concreta, pronuncia il voto contrario sui documenti di bilancio in esame.

Giuseppe RUVOLO (UdC) esprime parere contrario sulla relazione favorevole del relatore Faenzi, che non contiene alcuna risposta rispetta alle molte domande avanzate dal mondo agricolo.
In ogni caso esprime l'auspicio che il Governo possa rivedere la sua posizione di chiusura, ricordando ciò che è stato rappresentato in questa sede dalle organizzazioni di settore e dai comitati spontanei, anche perché convinto che il mondo agricolo, a partire dalla discussione in Assemblea della legge finanziaria, saprà farsi ascoltare in modo molto rumoroso. Manifesta infine la disponibilità del proprio gruppo ad affiancare l'azione del ministro Zaia pur di raggiungere qualche risultato per il mondo agricolo travagliato da una profonda crisi di mercato.

Giuseppina SERVODIO (PD) ricorda che il ministro Zaia ha avuto recentemente occasione di rendere dichiarazioni a seguito di manifestazioni agricole tenutesi nella regione Puglia, attribuendo alla responsabilità politica regionale in materia


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di agricoltura una incidenza maggiore di quella che a suo parere poteva essere attribuitale, con riferimento alla gestione della crisi del mercato agricolo.
Osserva inoltre che la crisi sta manifestando tutta la sua gravità pressoché in tutte le zone dell'agro pugliese dalla Capitanata al Salento, ed invita tutte le istituzioni al massimo senso di responsabilità.
Il Ministro Luca ZAIA, con riferimento alle argomentazioni testè svolte dalla collega Servodio, precisa che, a partire dalla regione Veneto, fino alla regione Puglia, risultano non impegnati cospicui finanziamenti che giacciono nei piani regionali, in gran parte non attivati, e quindi è purtroppo rispondente alla realtà il fatto che la crisi in agricoltura dipenda anche da questi ritardi, oltre che da una situazione generale di crisi dei prezzi nel settore agricolo. Fa presente di aver richiamato tali profili nel corso dell'incontro con gli agricoltori di Puglia, unitamente alle questioni connesse alla normativa nazionale e comunitaria in materia.
La Commissione approva infine la proposta di relazione favorevole con condizioni relativa alla tabella n. 12 del disegno di legge di bilancio e alle connesse parti del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010. Delibera quindi di nominare il deputato Faenzi quale relatore presso la Commissione Bilancio.

La seduta termina alle 15.20

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Norme per la valorizzazione dei prodotti alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità
C. 1481 Realacci e C. 2876 De Girolamo

COMITATO RISTRETTO

Sostegno agli agrumeti caratteristici.
C. 209 Cirielli, C. 1140 Servodio, C. 1153 Catanoso, C. 1736 Caparini, C. 1810 Catanoso, C. 2021 Dima e C. 2392 Cosenza.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI