XI Commissione - Resoconto di giovedý 19 novembre 2009


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 19 novembre 2009. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 8.55.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2010) (C. 2936 Governo, approvato dal Senato).

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (C. 2937 Governo, approvato dal Senato) e relativa nota di variazione (C. 2937-bis).

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).


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Tabella n 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza).
(Parere alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Silvano MOFFA, presidente, avverte preliminarmente che lunedì 16 novembre sono stati assegnati il disegno di legge C. 2936 (Legge finanziaria 2010) ed il disegno di legge C. 2937 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e Bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012), unitamente alla relativa nota di variazione; pertanto, secondo quanto previsto dall'articolo 119, comma 6, del Regolamento, la Commissione dovrà sospendere ogni attività legislativa, fatte salve le attività dovute, finché non avrà espresso il parere di competenza sui predetti disegni di legge. Segnala, inoltre, che la Commissione potrà procedere all'esame in sede referente e in sede consultiva dei soli «atti dovuti», vale a dire i disegni di legge di conversione dei decreti-legge, i disegni di legge di ratifica e di recepimento di atti normativi comunitari, nonché i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica.
Ricorda, quindi, che la Commissione è chiamata ad esaminare, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, i richiamati disegni di legge, già approvati dal Senato, per le parti di competenza; l'esame si concluderà con la trasmissione alla V Commissione di una relazione e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione. Osserva, inoltre, che la Commissione, oltre ad essere chiamata a trasmettere una relazione alla V Commissione su ciascuno stato di previsione, esaminerà anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di sua competenza del disegno di legge di bilancio. A tale proposito, avverte che la presidenza assicurerà il rispetto delle specifiche regole di emendabilità dei documenti di bilancio fissate dal Regolamento della Camera e dalle vigenti norme legislative.
Da ultimo, per quanto attiene all'organizzazione dei lavori, ricorda che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, la Commissione dovrà concludere il proprio esame dei documenti di bilancio entro la giornata di mercoledì 25 novembre 2009; per tali ragioni, l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione di ieri ha già definito le modalità di organizzazione dei propri lavori, prevedendo, in particolare, che il dibattito di carattere generale prosegua nelle sedute di oggi e di martedì 24 novembre e che il termine per la presentazione di eventuali emendamenti ai documenti di bilancio sia fissato per la stessa giornata di martedì 24 novembre, alle ore 15.
Fa presente, infine, che nella corrente seduta non sarà possibile - a causa di un imprevisto impedimento sopravvenuto - garantire la presenza del rappresentante del Governo, che ha tuttavia assicurato la propria partecipazione all'odierna seduta pomeridiana della Commissione. Per tale ragione, avverte che avrà ora luogo esclusivamente la relazione introduttiva sui documenti di bilancio, mentre l'avvio del dibattito di carattere generale sarà rinviato al termine delle votazioni della seduta antimeridiana dell'Assemblea, con inizio non prima delle ore 13.30.

La Commissione prende atto.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, fa presente che il disegno di legge finanziaria per il 2010 si inserisce nell'ambito degli indirizzi indicati con le risoluzioni parlamentari di approvazione del DPEF 2010-2013 dello scorso luglio, tenendo conto della revisione del quadro macroeconomico e di finanza pubblica effettuata con la Nota di aggiornamento al medesimo Documento, presentata contestualmente ai disegni di legge finanziaria e di bilancio. Rileva che la Nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013 ha rivisto le stime di crescita per l'anno in corso e per il 2010,


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in considerazione dei primi segnali di ripresa che si sono manifestati a livello internazionale, nei mesi estivi, dopo la grave crisi economica e finanziaria che si è manifestata a partire dal 2008. Osserva che il miglioramento della congiuntura economica internazionale ha consentito di delineare uno scenario lievemente più favorevole per l'Italia rispetto a quello delineato nel DPEF di luglio per il biennio 2009-2010.
In particolare, fa notare che per il 2009 la variazione del PIL presenta un miglioramento di 0,4 punti percentuali rispetto a quanto inizialmente previsto; la contrazione del PIL si attesterebbe infatti a -4,8 per cento, rispetto al -5,2 per cento stimato nel DPEF, in linea con i risultati, lievemente superiori alle attese, del secondo trimestre 2009. Per il 2010, la Nota prevede una crescita più sostenuta dell'economia italiana, pari allo 0,7 per cento, di circa 0,2 punti percentuali superiore rispetto alle indicazioni fornite a luglio.
Osserva che restano invariate le stime di crescita per il periodo successivo, fissate dal DPEF di luglio in media al 2 per cento: tale previsione si situa, peraltro, all'interno di una elevata incertezza circa la solidità e l'intensità della ripresa economica mondiale. Fa quindi presente che la revisione in aumento delle stime di crescita è in larga parte ascrivibile alla minore contrazione dei consumi nel 2009 e ad una maggiore crescita degli stessi nel 2010, nonché al miglior andamento per il medesimo anno degli investimenti.
Ricorda che, analogamente a quanto avvenuto lo scorso anno, la manovra finanziaria per il triennio 2010-2012, nella sua articolazione complessiva, è stata anticipata dal Governo lo scorso luglio con il decreto-legge n. 78 del 2009 - convertito con modificazioni dalla legge n. 102 del 2009 - recante una serie di misure volte a contrastare gli effetti avversi della crisi economica, salvaguardando nel contempo l'equilibrio dei conti pubblici. Osserva che, in continuità con la manovra adottata lo scorso anno, anche gli interventi di politica economica per il prossimo triennio si sono ispirati ad una logica di prudenza fiscale, in base alla quale l'intento di contrastare gli effetti negativi della crisi economica senza determinare un peggioramento della situazione dei conti pubblici è stato perseguito attraverso la definizione di misure di sostegno articolate in modo da determinare un impatto quanto più possibile neutrale sulla finanza pubblica. Nell'ambito di tale linea d'indirizzo, sottolinea che il disegno di legge finanziaria per il 2010 vede confermata l'impostazione semplificata già adottata nella manovra dello scorso anno, sia in quanto a contenuto normativo, sia in termini di effetti sui saldi di finanza pubblica. Anche per il 2010, il Governo ha, infatti, presentato in prima lettura al Senato una finanziaria «snella», articolata in soli tre articoli, che si limitano a fissare gli obiettivi dei saldi di bilancio (livello massimo del saldo netto da finanziare, in termini di competenza, e di ricorso al mercato finanziario), a introdurre un numero limitato di misure, tra le quali la quantificazione delle risorse da destinare ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego e la proroga di norme di carattere tributario recanti regimi agevolati, nonché a stabilire l'importo da iscrivere nelle tabelle allegate. Fa notare che tale limitazione del contenuto del disegno di legge finanziaria discende da quanto disposto inizialmente per il solo esercizio finanziario 2009 dall'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008 e riproposto, per l'esercizio 2010, dall'articolo 23, comma 21-ter del decreto-legge n. 78 del 2009. Per effetto di tali disposizioni, in deroga alle disposizioni della legge di contabilità generale in materia di contenuto della legge finanziaria (articolo 11 della legge n. 468 del 1978), viene stabilito che in via sperimentale la legge finanziaria per l'anno 2009 e per l'anno 2010 possa contenere esclusivamente disposizioni strettamente attinenti al suo contenuto tipico, con l'esclusione di disposizioni finalizzate direttamente al sostegno o al rilancio dell'economia, nonché di carattere ordinamentale, microsettoriale


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e localistico. A tale ridimensionamento del contenuto proprio della legge finanziaria corrisponde peraltro una valorizzazione del contenuto decisionale del bilancio dello Stato, stante la possibilità - prevista anch'essa in via sperimentale per il solo esercizio 2009 dall'articolo 60, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008 e riproposta per il 2010 dall'articolo 23, comma 21-quater, del decreto-legge n. 78 del 2009 - di rimodulare nella legge di bilancio tra i programmi le dotazioni finanziarie di ciascuna missione, ivi incluse le risorse derivanti da autorizzazioni legislative di spesa.
Passando alle disposizioni del disegno di legge finanziaria per il 2010 di interesse della XI Commissione, fa presente che esse sono contenute ai commi da 1 a 4, 5, da 9 a 17, 19, 33, 38, 44 e 45 dell'articolo 2. Osserva, quindi, che i commi da 1 a 4 dell'articolo 2 recano disposizioni relative ai trasferimenti a favore di alcune gestioni previdenziali dell'INPS. In particolare, si dispone l'adeguamento, per l'anno 2010, dei trasferimenti dovuti dallo Stato verso la «Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali» (GIAS) presso l'INPS, a favore di alcune specifiche gestioni pensionistiche (Fondo pensioni lavoratori dipendenti, Gestione dei lavoratori autonomi, Gestione speciale minatori e ENPALS). Fa presente che gli incrementi dei trasferimenti disposti per il 2010, pari complessivamente a 378,81 milioni di euro, sono pertanto determinati nella misura di 303,76 milioni di euro, in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori e dell'ENPALS e nella misura di 75,05 milioni di euro, in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (ad integrazione) e delle gestioni artigiani ed esercenti attività commerciali. Alla ripartizione degli importi complessivi dei trasferimenti a carico dello Stato tra le gestioni interessate si procede mediante conferenza di servizi. Infine, si prevede l'utilizzo di specifiche risorse ai fini del finanziamento dei maggiori oneri a carico della Gestione per l'erogazione delle pensioni, assegni e indennità agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, valutati in 204,09 milioni di euro per il 2008 ed in 200 milioni di euro per il 2009. A tal fine si prevede che siano utilizzate: per un importo complessivo di 244,09 milioni di euro, le somme risultanti nel bilancio consuntivo dell'INPS per l'anno 2008 trasferite alla «Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali» (GIAS), in eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e provvidenze varie; per un importo complessivo di 160 milioni, le risorse trasferite all'INPS ed accantonate presso la medesima Gestione (in specifici fondi destinati alla copertura di eventuali oneri futuri), come risultanti dal bilancio consuntivo 2007, in quanto non utilizzate per i rispettivi scopi.
Osserva che il comma 5 dell'articolo 2 reca una norma di interpretazione autentica riguardante i criteri di calcolo della retribuzione convenzionale, valida come base di calcolo ai fini della contribuzione pensionistica obbligatoria e del trattamento pensionistico, per gli operai agricoli a tempo determinato. La norma chiarisce, in particolare, che per la rilevazione della media tra le retribuzioni per le diverse qualifiche previste dai contratti collettivi provinciali di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione media convenzionale, occorre far riferimento ai contratti collettivi provinciali vigenti al 30 ottobre dell'anno precedente, secondo l'interpretazione peraltro fin qui seguita dall'INPS. Segnala il comma 9 dell'articolo 2, che dispone che agli esercenti attività di commercio al dettaglio ambulante (sia in forma itinerante sia a posto fisso) non si applicano le disposizioni concernenti il documento unico di regolarità contributiva (DURC), comprese quelle che subordinano l'attribuzione di agevolazioni contributive o di finanziamenti pubblici (ivi compresi quelli di fonte comunitaria) all'attestazione della regolarità della posizione contributiva.
Fa notare che i commi da 10 a 17 dell'articolo 2 stanziano risorse per i


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rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012 relativi al personale delle pubbliche amministrazioni. In particolare, si dispongono stanziamenti per il personale statale «contrattualizzato» e per il personale statale in regime di diritto pubblico, nelle more della definizione del nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche introdotto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; si conferma che per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall'amministrazione statale, gli oneri conseguenti ai rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012 sono comunque a carico dei rispettivi bilanci; si ribadisce l'applicazione, per le regioni, dell'obbligo di costituire nel proprio bilancio gli accantonamenti necessari alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali per il personale dipendente del S.S.N. e degli accordi collettivi nazionali per il personale convenzionato con il Servizio stesso; si prevede l'utilizzo, per determinate finalità, da parte delle amministrazioni, degli eventuali maggiori risparmi derivanti dalle misure di riorganizzazione e razionalizzazione delle spese di personale, previa verifica; si istituisce un apposito fondo, nel quale confluiscono le risorse aggiuntive risultanti dalla suddetta verifica; si rinvia l'individuazione di ulteriori risorse, ai fini della definizione del triennio contrattuale 2010-2012, alla conclusione della fase transitoria che condurrà all'applicazione del nuovo regime di contrattazione collettiva nazionale.
Segnala che il comma 19 dell'articolo 2 proroga per il triennio 2010-2012 le disposizioni che limitano le assunzioni di personale a tempo indeterminato da parte delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) e dell'Unioncamere. Fa presente che il comma 33 dell'articolo 2 destina, nell'ambito delle risorse del Fondo per la finanza d'impresa, una quota di 10 milioni di euro agli interventi in favore dei consorzi dei confidi delle province con il più alto tasso di utilizzazione della cassa integrazione, mentre il comma 38 dell'articolo 2 incrementa di 100 milioni di euro annui, a decorrere dal 2010, gli stanziamenti destinati al miglioramento stipendiale del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia. Si sofferma, poi, sul comma 44 dell'articolo 2, che dispone l'ulteriore proroga, fino al 31 luglio 2010, della rideterminazione di talune agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricoli di zone svantaggiate o particolarmente svantaggiate, autorizzando una spesa per il 2010 di 120,2 milioni di euro. Si tratta, in particolare, della riduzione percentuale dei premi e dei contributi relativi alle gestioni previdenziali ed assistenziali, dovuti dai datori di lavoro agricolo per il proprio personale dipendente, occupato a tempo indeterminato e a tempo determinato, operanti nelle zone agricole svantaggiate. Fa presente, dunque, che il comma 45 dell'articolo 2 modifica il funzionamento del Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile di cui all'articolo 1, comma 72, della legge n. 247 del 2007, escludendo che il sostegno debba avvenire mediante finanziamenti agevolati.
Per quanto concerne le tabelle allegate al disegno di legge finanziaria, evidenzia che nella tabella A (Fondo speciale di parte corrente, per la copertura degli oneri di parte corrente derivanti da provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio) non vi sono stanziamenti per gli anni 2010 e 2011 relativamente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, mentre per l'anno 2012 è stato previsto uno stanziamento di 40 milioni di euro. Fa notare che nella relazione illustrativa si specifica come l'accantonamento in questione sia preordinato all'applicazione delle sentenze della Corte costituzionale nn. 306 del 2008 e 11 del 2009, che hanno dichiarato illegittime le norme che, per gli stranieri extracomunitari, escludono il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e della pensione di inabilità, nel caso in cui non sussistano specifici requisiti di reddito. Rileva poi che nella tabella B (Fondo speciale in conto capitale, per la copertura degli


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oneri in conto capitale derivanti da provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio) non sono previsti stanziamenti relativamente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per gli anni 2010 e 2011, mentre per l'anno 2012 è stato previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro. Fa notare che nella relazione illustrativa si evidenzia che tale stanziamento è preordinato per la stabilizzazione dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili nella città di Napoli.
Osserva, altresì, che la tabella C reca una serie di stanziamenti relativi a disposizioni di legge la cui quantificazione annua è demandata alla legge finanziaria. In particolare, per quanto concerne i provvedimenti di interesse per il bilancio di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, segnala i seguenti stanziamenti: per la vigilanza sui fondi pensione (di cui all'articolo 13 della legge n. 335 del 1995, di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare); per il reinserimento lavorativo e il sostegno all'occupazione ed al reddito (di cui all'articolo 80, comma 4, della legge n. 448 del 1998); per il funzionamento della Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali; per il finanziamento delle attività di formazione professionale (di cui all'articolo 1, comma 1163, della legge n. 296 del 2006); per il funzionamento dell'Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (ISPEL); per la previdenza complementare dei dipendenti pubblici (di cui all'articolo 74, comma 1, della legge n. 388 del 2000); per il fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità (di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge n. 223 del 2006); e, infine, per il funzionamento dell'ARAN.
Osserva che la tabella D, che provvede al rifinanziamento di norme recanti interventi di sostegno dell'economia classificati come spese in conto capitale, e la tabella E, che indica le variazioni che si intendono apportare al bilancio a legislazione vigente a seguito della riduzione di autorizzazioni legislative di spesa disposte precedentemente, non recano alcuna misura incidente sullo stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Fa presente, quindi, che la tabella F, che rimodula le quote per il triennio finanziario di riferimento delle leggi di spesa pluriennali, scontando l'eventuale effetto della precedente tabella D (cosiddetto rifinanziamento), nell'ambito della missione n. 26 (Politiche per il lavoro), destina 8 milioni di euro per il 2010 e per il 2011 al finanziamento del fondo per l'occupazione; nell'ambito della Missione 11 (Competitività e sviluppo delle imprese), destina 56,772 milioni di euro per il 2010 al finanziamento degli incentivi all'occupazione di cui all'articolo 2, comma 547, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008).
Con riferimento al bilancio di previsione per il 2010 e al bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012, fa presente che la XI Commissione è chiamata ad esaminare, per le parti di competenza, lo stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (Tabella n. 4) e, con riferimento a specifiche e limitate voci, anche lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2).
Per quanto riguarda lo stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (Tabella n. 4), evidenzia che nella «Nota preliminare» si ricorda in primo luogo che il Ministero è tuttora privo di un regolamento di riorganizzazione che ne unifichi l'identità e gli assetti, per cui continuano ad esplicare i loro effetti i precedenti regolamenti di organizzazione dei Ministeri «unificati», che prevedono due distinti modelli organizzativi. Peraltro, nella Nota si ricorda anche che sta per entrare in vigore la legge che disporrà lo «spacchettamento» del Ministero, con la conseguente istituzione del Ministero della salute, il che comporterà la rideterminazione degli assetti ordinamentali e, conseguentemente, una rivisitazione ulteriore dell'azione strategica


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e programmatica delle distinte entità amministrative, che non potrà non avere riflessi sull'assetto del bilancio.
Nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, osserva che le due principali Missioni riguardanti il settore del lavoro e della previdenza sociale sono la numero 25 (Politiche previdenziali) e la numero 26 (Politiche per il lavoro). In tale ambito segnala, in particolare i Programmi «Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale» (25.2), «Regolamentazione e vigilanza del lavoro» (26.1), «Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro (26.5) e «Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione ed al reddito» (26.6). Fa notare che le previsioni di spesa in termini di competenza dello stato di previsione nell'esercizio finanziario 2010 risultano complessivamente pari a 82, 92 miliardi di euro, di cui 81,92 miliardi per spese correnti e 1 miliardo per spese in conto capitale. Fa presente che la consistenza dei residui passivi presunti al 1o gennaio 2010 è stata valutata complessivamente in 6,9 miliardi di euro, di cui 5,3 miliardi di parte corrente e 1,6 miliardi in conto capitale. Tale valutazione presenta carattere di provvisorietà, in quanto condizionata dal concreto evolversi della gestione 2009, e tiene altresì conto della «massa spendibile» (cassa + residui) dell'anno 2009, aggiornata con le normali variazioni di bilancio al momento disposte, anche con il provvedimento legislativo di assestamento del bilancio 2009.
Passando alle più significative variazioni di bilancio, nell'ambito della Missione n. 25 (Politiche previdenziali), segnala il Programma 25.2 (Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale - trasferimenti agli enti ed organismi interessati) e, in particolare, il macroaggregato 2.1.2 («Interventi»), che presenta, con una previsione assestata per il 2009 di 57,4 miliardi ed un aumento di 1,3 miliardi, una previsione per l'anno finanziario 2010 di 58,7 miliardi di euro. A seguito della nota di variazione, si propone un incremento di 120,20 milioni di euro, pertanto la previsione risultante per l'anno 2010 risulta variata in complessivi 58,82 miliardi di euro. In tale ambito, segnala, in particolare, i seguenti capitoli di spesa: il capitolo 4331, recante «Finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale», che a fronte di una previsione assestata 2009 di 397 milioni di euro, presenta una diminuzione di 96 milioni di euro, con la conseguente previsione per il 2010 di 301 milioni di euro; il capitolo 4339, recante «Somme da trasferire all'INPS a titolo di anticipazioni di bilancio sul fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali nel loro complesso», che a fronte di un previsione assestata 2009 di 1,18 miliardi, presenta un aumento di 506 milioni di euro, con la conseguente previsione per il 2010 di 1,69 miliardi di euro. A seguito della nota di variazione, si propone un decremento di 378,81 milioni di euro, pertanto la previsione risultante per l'anno 2010 risulta variata in complessivi 1,31 miliardi di euro; il capitolo 4351, recante «Quote di mensilità di pensione a carico della gestione degli interventi assistenziali di sostegno alle gestioni previdenziali da finanziarsi dallo Stato», che a fronte di un previsione assestata 2009 di 16,65 miliardi di euro, presenta un decremento di 150 milioni di euro, con la conseguente previsione per il 2010 di 16,5 miliardi di euro; il capitolo 4363, recante «Sgravi contributivi», che a fronte di una previsione assestata 2009 di 653 milioni di euro, presenta una diminuzione di 250 milioni di euro, con la conseguente previsione per il 2010 di 403 milioni di euro; il capitolo 4364, recante «Agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri», che a fronte di una previsione assestata 2009 di 11,97 miliardi di euro, presenta un aumento di 125 milioni di euro, per cui la previsione per il 2010 è di 12,1 miliardi di euro. A seguito della nota di variazioni, si propone un incremento di 120,20 milioni di euro, pertanto la previsione risultante per l'anno 2010 risulta variata in complessivi 12,22 miliardi di euro; il capitolo 4377, recante «Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili», che a


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fronte di una previsione assestata 2009 di 365 milioni di euro, presenta un aumento di 936 milioni euro, per cui la previsione per il 2010 è di 1,3 miliardi di euro.
Nell'ambito della Missione n. 26 (Politiche per il lavoro), segnala i Programmi 26.1, 26.5 e 26.6, osservando che il programma 26.1, recante «Regolamentazione e vigilanza del lavoro», a fronte di una previsione assestata 2009 pari a 26,86 milioni di euro, presenta un incremento di 313,89 milioni di euro, per cui la previsione 2010 è pari a 340,75 milioni di euro. Segnala che il programma 26.5 (Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro), a fronte di una previsione assestata 2009 pari a 159,6 milioni di euro, presenta un decremento di 47 milioni di euro, per cui la previsione 2010 è pari a 112,56 milioni di euro. Evidenzia poi che il programma 26.6 (Reinserimento lavorativo e sostegno all'occupazione ed al reddito), a fronte di una previsione assestata 2009 pari a 2,93 miliardi di euro, presenta un riduzione di 726 milioni di euro, per cui la previsione 2010 risulta pari a 2,2 miliardi di euro. Nell'ambito della Missione n. 17 (Ricerca e innovazione), segnala che il capitolo 3447, recante «Fondo occorrente per il funzionamento dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro» (ISPESL), presenta un decremento di 4,43 milioni di euro, portando così le previsioni 2010 ad un importo di 61,68 milioni di euro a fronte dei 66,11 milioni di euro previsti nelle previsioni assestate 2009. Nell'ambito della Missione n. 32 (Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche), segnala il programma 32.3 (Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza), ove si evidenzia che, rispetto alla previsione assestata 2009, pari a 378,52 milioni di euro, viene proposto un decremento di 259,53 milioni di euro, determinando la previsione 2010 in 119 milioni di euro. In particolare, nel macroaggregato 7.2.1 (Funzionamento), osserva che il capitolo 4763, recante «Stipendi ed altri assegni fissi al personale al netto dell'imposta regionale sulle attività produttive e degli oneri sociali a carico dell'amministrazione», presenta un decremento di 178,02 milioni di euro, portando così le previsioni 2010 ad un importo di 45,16 milioni di euro a fronte dei 223,18 milioni di euro previsti nelle previsioni assestate 2009.
Per quanto riguarda le parti di interesse della XI Commissione all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2), nell'ambito della Missione n. 26 (Politiche per il lavoro) indica il programma n. 26.2 (Infortuni sul lavoro), ove a fronte di una previsione assestata 2009 pari a 7,33 milioni di euro si registra un minimo aumento di 0,02 milioni di euro, per cui la previsione 2010 è pari a 7,35 milioni di euro. Inoltre, ritiene opportuno evidenziare - per i riflessi in materia di parità di genere in ambito lavorativo, pur trattandosi di un profilo rientrante nell'ambito delle competenze della I Commissione (Affari costituzionali) - che nell'ambito della Missione n. 17, il programma n. 17.4 relativo alla «Promozione dei diritti e delle pari opportunità» presenta, a fronte di una previsione assestata di 29,92 milioni di euro, un decremento di 25,61 milioni di euro, per cui la previsione per il 2010 è pari a soli 4,31 milioni di euro. Secondo quanto riportato nella tabella di bilancio il decremento è interamente ascrivibile al capitolo 2108, recante «somme da corrispondere alla presidenza del consiglio dei ministri per le politiche delle pari opportunità».

Alessia Maria MOSCA (PD), preso atto dell'articolata relazione introduttiva svolta, chiede chiarimenti in ordine al prosieguo dell'esame dei documenti di bilancio per la giornata odierna.

Silvano MOFFA, presidente, secondo quanto convenuto in precedenza, giudica opportuno che - anche al fine di assicurare la presenza del rappresentante del Governo al dibattito di carattere generale - la corrente seduta dedicata all'esame dei documenti di bilancio possa considerarsi


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conclusa con lo svolgimento della relazione introduttiva, differendo al pomeriggio l'inizio degli interventi.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta, già fissata per il termine delle votazioni della odierna seduta antimeridiana dell'Assemblea.

La seduta termina alle 9.25.

ATTI COMUNITARI

Giovedì 19 novembre 2009. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 9.25.

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento europeo di microfinanziamento per l'occupazione e l'integrazione sociale (strumento di microfinanziamento Progress).
COM(2009)333.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo rinviato nella seduta del 10 novembre 2009.

Elisabetta RAMPI (PD), nel ringraziare il relatore per l'ottimo lavoro introduttivo svolto sul provvedimento in esame, auspica che sul tema in oggetto si possa raggiungere un ampio grado di condivisione tra i gruppi, in vista di un'approvazione unanime del documento finale. Sottolinea, dunque, l'importanza del nuovo strumento europeo di microfinanziamento, che appare particolarmente strategico in un momento di grave crisi economica come quello attuale, nella prospettiva di un sostegno forte all'occupazione e alla microimprenditorialità. Si tratta, a suo avviso, di uno strumento che potrebbe garantire maggiore inclusione sociale e più favorevoli prospettive di sviluppo sostenibile, atteso che il mancato accesso al credito spesso costringe alla povertà non solo le imprese, ma le stesse famiglie e i comuni cittadini in difficoltà economiche.
Giudica fondamentale cogliere l'opportunità offerta dalla discussione su tale proposta normativa comunitaria, anche al fine di sollecitare un'adeguata riflessone - attraverso il coinvolgimento a vario titolo di diversi soggetti della società civile, tra cui le «associazioni no profit» - sul tema più complessivo della rivisitazione della normativa che disciplina l'accesso al microcredito in Italia, che, allo stato, risulta lacunosa, eccessivamente complessa, costosa e priva di disposizioni specifiche.
In conclusione, auspica che il relatore possa tenere conto nel documento finale delle questioni poste nel corso del dibattito, affinché sia possibile fornire alle istituzioni europee ulteriori elementi di valutazione e contribuire al miglioramento dello strumento di microfinanziamento in oggetto.

Alessia Maria MOSCA (PD), nell'associarsi alle osservazioni testé svolte, giudica positivamente lo strumento di microfinanziamento previsto nella proposta di decisione comunitaria in esame, dal momento che, in aggiunta ad altri interventi tesi a fronteggiare la crisi, esso potrà dare sollievo ai soggetti in difficoltà economiche. Chiede, quindi, chiarimenti al relatore in ordine alle preannunciate riunioni informali previste per la settimana in corso e, più in generale, ai tempi previsti per la conclusione della procedura di codecisione in ambito comunitario - anche al fine di valutare in che termini potrà incidere il Parlamento italiano in tale contesto - ritenendo necessario che gli interventi contenuti in tale proposta di decisione siano attivati il prima possibile, manifestando altresì talune preoccupazioni in ordine alle modalità di copertura finanziaria di tali misure. Al riguardo, ritiene doveroso avviare una riflessione più complessiva sulle attuali modalità di gestione del bilancio dell'Unione europea e sull'ammontare delle risorse di volte in volta destinate al finanziamento delle diverse politiche comunitarie: giudica tali stanziamenti


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ancora non sufficienti e adeguati, soprattutto laddove si tratta di intraprendere politiche attive a sostegno del lavoro e delle categorie a rischio di esclusione sociale.
Dopo aver dichiarato di ritenere importante definire a livello comunitario strumenti di sostegno allo sviluppo economico, come quello in oggetto, purché sia posta giusta attenzione al reperimento delle risorse necessarie e al rispetto di precisi criteri che attengono all'automaticità e alla trasparenza degli interventi, si sofferma più nello specifico sul merito delle disposizioni in esame. Al riguardo, ritiene opportuno introdurre una più completa e dettagliata definizione della platea dei potenziali beneficiari delle misure ivi previste, auspicando che si possano far rientrare in tale ambito anche i lavoratori «over 45 o 50» ancora attivi sul piano professionale e che si dia priorità - nell'ambito dei progetti da finanziare - ai progetti imprenditoriali tesi a conseguire finalità di stampo sociale ovvero a introdurre strumenti innovativi di sviluppo sostenibile.
Ritiene, da ultimo, essenziale garantire in favore dei beneficiari di tali interventi di natura finanziaria - della cui provenienza comunitaria ritiene importante dare un'adeguata pubblicità, in modo da non confonderli con misure adottate in ambito nazionale ed evitare improprie forme di collegamento tra gli stessi - anche una corretta assistenza formativa, affinché tali soggetti possano essere messi nelle condizioni di avviare con maggiore consapevolezza una nuova professione autonoma.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, nel ringraziare i deputati intervenuti per le utili considerazioni svolte, fa presente che esse saranno prese in debita considerazione nella fase di elaborazione di una proposta di documento finale. In risposta alle richieste di chiarimento rivolte dal deputato Mosca in ordine ai tempi di conclusione delle procedure comunitarie, osserva inoltre che la prevista riunione informale di rappresentanti delle istituzioni europee è stata rinviata alla prossima settimana; ritiene presumibile, peraltro, pensare che si possa in quella sede raggiungere un accordo - anche sui profili di natura finanziaria - per consentire l'adozione dell'atto in questione, in prima lettura, entro la metà del mese di dicembre.

Silvano MOFFA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.40.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 19 novembre 2009 - Presidenza del presidente Silvano MOFFA. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 13.45.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2010) (C. 2936 Governo, approvato dal Senato).

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (C. 2937 Governo, approvato dal Senato) e relativa nota di variazione (C. 2937-bis).

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza).
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nell'odierna seduta antimeridiana.


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Cesare DAMIANO (PD) si dichiara sconcertato di fronte al contenuto di una legge finanziaria che appare eccessivamente snella - al di là dell'esigenza stessa di operare una legittima semplificazione delle procedure di bilancio - e drammaticamente lontana dai bisogni del Paese reale. Fa notare che a fronte dei dati statistici riferiti da importanti organismi internazionali, che testimoniano una situazione produttiva ed occupazionale in progressivo peggioramento, il Governo si mantiene in una posizione inerte, preoccupandosi esclusivamente di ridurre il deficit pubblico: diversamente da quanto intrapreso negli altri Paesi europei, l'Esecutivo tralascia, pertanto, l'esigenza ben più strutturale di rilanciare la spesa pubblica per investimenti in politiche attive, che siano tese ad un rilancio dei consumi e dell'economia reale. Nel rilevare con amarezza che mancano nel disegno di legge finanziaria tutti quei provvedimenti - sia pur limitati - di sostegno al reddito recentemente annunciati, a mezzo stampa, dal Ministro Sacconi, ritiene necessario conferire alla manovra di finanza pubblica un'impronta diversa, che si ricolleghi alle proposte avanzate dai gruppi di opposizione in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, di allungamento temporale della CIG, di adeguamento delle indennità di disoccupazione, di sostegno ai redditi di lavoro e alle pensioni, a tutela del potere di acquisto delle famiglie.
Pur prendendo atto positivamente della disposizione contenuta nel disegno di legge finanziaria in materia di rinnovo dei contratti pubblici dei dipendenti della pubblica amministrazione, dichiara la propria insoddisfazione per le deroghe introdotte nel provvedimento per gli esercenti attività di commercio al dettaglio ambulante in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC), nonché per la previsione che limita alla città di Napoli, peraltro soltanto dal 2012, gli stanziamenti di tabella B in favore dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili, atteso che, con i recenti provvedimenti legislativi assunti dal Governo, tale categoria di lavoratori è destinata ad accrescersi. Si dichiara poi meravigliato che l'Esecutivo abbia provveduto a riorganizzare l'apparato ministeriale, producendo ulteriori oneri e costi, dopo che, ad inizio legislatura, aveva rivendicato con orgoglio la scelta di unificare in un solo Ministero le competenze in materia di lavoro e sanità, osservando che tale decisione non va certo nella direzione di una riduzione delle spese.
In conclusione, ritiene importante lanciare un grido di allarme rivolto al Parlamento, nel tentativo di richiamare le forze politiche della maggioranza ad un gesto di maggiore responsabilità che porti ad assumere, nell'ambito dei documenti di bilancio, scelte più coraggiose, capaci di dare al Paese un segnale forte di rilancio dell'economia e di vicinanza nei confronti dei cittadini.

Alessia Maria MOSCA (PD) si interroga preliminarmente sull'effettiva utilità dell'odierno dibattito in Commissione, considerato che, secondo talune indiscrezioni, sembrerebbe fondato il rischio di una successiva, significativa, modifica ad opera del Governo dei documenti di bilancio, che giudica dal contenuto esageratamente snello e vago.
Denuncia, quindi, l'assenza di una programmazione da parte dell'Esecutivo in materia economico-finanziaria, che si traduce nell'elaborazione di leggi finanziarie povere di contenuto, seguite dall'assunzione di una serie di provvedimenti legislativi sovrapposti e non coordinati tra di loro, incapaci di fornire risposte serie alla crisi economica e suscettibili solo di creare confusione normativa.
Fa poi notare che talune disposizioni contenute nel disegno di legge finanziaria sembrano essere caratterizzate da una totale mancanza di trasparenza, dal momento che fanno riferimento a risorse dalla dubbia provenienza e dall'incerta destinazione, come accade, ad esempio, in relazione alle norme che disciplinano i trasferimenti in favore di talune gestioni previdenziali dell'INPS: si prosegue, dunque, lungo la strada del reperimento «selvaggio»


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di risorse, già segnata con il provvedimento sullo «scudo fiscale», nel segno dell'assenza di chiarezza e di trasparenza.
Nel rilevare, peraltro, come manchino totalmente serie misure a sostegno dei redditi, nonché adeguati interventi in chiave di rilancio del mercato del lavoro, osserva che nella manovra si registrano, al contrario, tagli ingenti in materie delicate, connesse alla tutela della sicurezza sul lavoro e alle pari opportunità. Riguardo a quest'ultimo aspetto, si domanda dunque come sarà possibile attuare i piani in favore dell'occupazione femminile annunciati dai ministri Sacconi e Carfagna, che hanno in più occasioni fatto riferimento all'assunzione imminente di provvedimenti tesi a favorire la parità di trattamento tra uomini e donne.
Chiede, in conclusione, che i ministri citati possano riferire quanto prima al Parlamento su tale aspetto, atteso che, in tempi di crisi economica, le lavoratrici rappresentano la categoria più penalizzata del mercato del lavoro.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), nel riservarsi di svolgere un articolato intervento di carattere generale nella prossima seduta, intende tuttavia rendere sin d'ora talune precisazioni preliminari. In primo luogo, ritiene ingenerose le considerazioni espresse dai deputati di opposizione circa un presunto disimpegno del Governo in materia di sostegno al reddito, atteso che sul punto l'attuale Esecutivo ha investito ingenti risorse, proprio al fine di finanziare in misura significativa gli ammortizzatori sociali in deroga e di rilanciare il mercato del lavoro. Manifesta, poi, talune perplessità su specifici aspetti del disegno di legge finanziaria in esame, rispetto ai quali riterrebbe opportuno, in sede di formulazione della proposta di relazione alla V Commissione, rivolgere apposite osservazioni. Si riferisce, in particolare, alla previsione di uno stanziamento inserito in tabella B per l'anno 2012, in vista della stabilizzazione dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili nella città di Napoli, che giudica suscettibile di determinare profonde disuguaglianze di trattamento tra lavoratori che risiedono in territori differenti del Paese.
Sempre in tema di finanziamento di interventi assunti in prospettiva di un rilancio dello sviluppo economico, ritiene opportuno soffermarsi su un recente provvedimento adottato dal Ministro dello sviluppo economico in materia di individuazione delle zone franche urbane. Seppur condivisibile nella sua ratio originaria, infatti, ritiene che tale provvedimento sia stato elaborato secondo criteri non omogenei di attuazione, che hanno portato all'esclusione di zone importanti, in particolare nel territorio del Friuli. Atteso che in tali zone i soggetti economici risultano fortemente esposti alla concorrenza delle aziende dei territori confinanti, auspica, pertanto, che sul punto possa esservi un serio ripensamento del Governo, che porti a far rientrare tali zone nell'ambito di operatività del provvedimento: ciò favorirebbe l'introduzione di una normativa non assistenziale, ma tesa al rilancio della competitività delle imprese, a salvaguardia dei livelli occupazionali coinvolti.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, giudica condivisibili le considerazioni testé svolte in ordine alle zone franche urbane, i cui aspetti problematici sotto il profilo attuativo non sono limitati soltanto alla Regione Friuli, ma si estendono, ad esempio, anche alla stessa Regione Lazio.

Maria Grazia GATTI (PD), nel riservarsi di intervenire più diffusamente nel dibattito di carattere generale in occasione della prossima seduta, intende tuttavia fornire alcune precisazioni preliminari, al fine di esprimere, da subito, talune perplessità sul disegno di legge finanziaria in esame, nell'ambito del quale constata la completa assenza di quelle misure in materia di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito dei lavoratori, annunciate recentemente da importanti esponenti di Governo, mediante dichiarazioni rese alla stampa. Al


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riguardo, infatti, paventa il rischio che la Commissione discuta di argomenti che saranno regolarmente superati dalla presentazione, in altre sedi, di nuove proposte emendative, di cui peraltro i mezzi di informazione già conoscono il contenuto di dettaglio. Manifesta, quindi, il proprio disappunto in particolare sulle disposizioni relative ai trasferimenti a favore di alcune gestioni previdenziali dell'INPS, esprimendo preoccupazione per la tenuta dei conti di tale Istituto, nonché su quella previsione normativa che esclude per gli esercenti attività di commercio al dettaglio ambulante l'applicazione delle disposizioni concernenti il documento unico di regolarità contributiva (DURC), determinando, a suo avviso, un pericoloso allentamento dei controlli in materia di contrasto al lavoro irregolare.
Esprime poi perplessità in ordine alle modalità di finanziamento di taluni interventi recati in materia di rinnovo dei contratti di lavoro della pubblica amministrazione, di sostegno alle imprese agricole di zone svantaggiate o particolarmente svantaggiate e di modifica del funzionamento del Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile, che giudica poco trasparenti e sottratte ad una idonea valutazione da parte del Parlamento. Si augura inoltre che non corrispondano al vero le notizie informali, in base alle quali il Governo sarebbe in procinto di stravolgere il contenuto dei provvedimenti in esame in vari settori di competenza della XI Commissione, eventualmente anche attraverso la posizione della questione di fiducia, ritenendo che tale comportamento recherebbe un serio pregiudizio della dignità di tutti i parlamentari.
In conclusione, nell'evidenziare i rilevanti tagli contenuti nella manovra di finanza pubblica in materia di servizi pubblici per l'impiego e di pari opportunità, stigmatizza fortemente l'azione politica dell'attuale Governo, che appare rivolta esclusivamente a far quadrare i conti del bilancio e incapace di muoversi nella direzione di un rilancio forte dell'economia. Ritiene, pertanto, che l'inerzia del Governo si rivelerà fortemente dannosa, osservando come la «notte buia» alla quale la crisi economica ha costretto il Paese sia destinata a durare ancora a lungo.

Giuliano CAZZOLA (PdL), intervenendo per una precisazione in riferimento alle previsioni pessimistiche appena espresse dal deputato Gatti, ritiene opportuno segnalare - ricorrendo ad una nota citazione - che «tra la notte e il mattino vi è sempre un'aurora».

Maria Grazia GATTI (PD) ritiene che, piuttosto che di citazioni colte, il Paese abbia bisogno di interventi in grado di allentare la forte tensione sociale al momento esistente.

Giuliano CAZZOLA (PdL), replicando a quanto testé affermato, giudica più che positiva l'azione sinora posta in essere dal Governo sul terreno del contrasto alla crisi e del sostegno all'occupazione.

Silvano MOFFA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.30.