V Commissione - Resoconto di mercoledý 28 ottobre 2009


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 28 ottobre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 14.25.

Legge di contabilità e finanza pubblica.
C. 2555 Azzollini, approvato dal Senato e C. 659 D'Antona.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 27 ottobre 2009.


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Antonio LEONE (PdL), relatore, fa presente di aver predisposto, sulla base della discussione svolta in sede di esame preliminare, alcuni emendamenti volti in massima parte a recepire talune indicazioni emerse nel corso del dibattito, ovvero a introdurre alcuni perfezionamenti del testo (vedi allegato 1). Al riguardo, segnala di aver predisposto tredici nuovi emendamenti e di aver provveduto a riformulare quattro emendamenti che aveva in precedenza presentato. Avverte, infine, di aver predisposto dodici riformulazioni di emendamenti presentati da componenti della Commissione. Invita, pertanto, i primi firmatari a voler riformulare tali emendamenti nel senso da lui proposto, preannunciando che in tal caso il suo parere sugli emendamenti in questione sarà favorevole. Si tratta, in particolare, delle seguenti proposte emendative: Zaccaria 1.7, Lanzillotta 3.1, Duilio 8.11, Ciccanti 10.15, Soro 10.24, Marchi 11.11, Misiani 11.13, Baretta 11.14, Cambursano 15.4, Gioacchino Alfano 18.14, Duilio 22.6 e Baretta 22.12. Fa, infine, presente che il Governo ha riformulato l'emendamento 2.43.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti alle nuove proposte emendative alle ore di 17 di oggi.

La Commissione concorda.

Rolando NANNICINI (PD) richiama l'attenzione del relatore e del rappresentante del Governo sul proprio emendamento 2.32, sottolineando come le disposizioni che tale proposta emendativa intende introdurre ben si attagliano al carattere ordinamentale del provvedimento in esame, che tuttavia, per molti versi, risulta peggiorativo rispetto alla disciplina attualmente vigente in materia di contabilità pubblica. Ritiene, infatti, che il provvedimento non tenga nella dovuta considerazione il tema dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni, che di recente è stato affrontato in modo disorganico dal decreto-legge n. 78 del 2009 e dal decreto-legge n. 185 del 2008. Al riguardo evidenzia che l'emendamento intende assicurare una precisa ricognizione dei debiti esistenti, prevedendo che i risultati di tale attività ricognitiva, che a regime dovrà assumere cadenza annuale, costituiscano un parametro di riferimento per la fissazione dei vincoli del patto di stabilità interno. Ritiene, infatti, che le diverse disposizioni del provvedimento in esame non introducano elementi di maggiore trasparenza nei bilanci degli enti rientranti nell'ambito del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni e che tale condizione di scarsa trasparenza determinerà evidenti rischi per la tenuta dei conti pubblici nel momento in cui si passerà alla redazione dei bilanci in termini di sola cassa. Alla luce di tali considerazioni, valuta che sarebbe particolarmente grave un eventuale parere negativo del relatore e del rappresentante del Governo sulla proposta emendativa, osservando come un parere siffatto dimostrerebbe l'assoluta mancanza di interesse della maggioranza e del Governo per le tematiche sopra richiamate, che invece sono oggetto di ampia discussione sui giornali e nei convegni. Conclusivamente, ribadisce che la ricognizione delle situazioni debitorie delle pubbliche amministrazioni rappresenta un elemento particolarmente rilevante ai fini della valutazione dello stato di salute dei bilanci pubblici, che troppo spesso sono caratterizzati da una gestione opaca delle risorse disponibili.

Il viceministro Giuseppe VEGAS, pur rilevando che il problema segnalato dal deputato Nannicini merita sicuramente attenzione, evidenzia che la formulazione dell'emendamento 2.32 appare suscettibile di incidere sulla sfera di autonomia costituzionalmente riconosciuta agli enti territoriali. Osserva, peraltro, che, con riferimento all'esercizio 2008, già sono state elaborati documenti sulle posizioni debitorie delle pubbliche amministrazioni, ricordando come sia stata adottata anche una specifica circolare sullo smaltimento


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dei debiti pregressi. Esprime, inoltre, perplessità sul meccanismo della certificazione previsto dall'emendamento Nannicini 2.32, evidenziando come l'adozione di tale meccanismo potrebbe determinare un anomalo innalzamento del debito pubblico in uno specifico esercizio, con evidenti problemi per la finanza pubblica.

Rolando NANNICINI (PD) osserva che è assolutamente necessario affrontare il tema dei debiti delle amministrazioni pubbliche, ribadendo che, in assenza di un preciso censimento delle situazioni debitorie esistenti, il passaggio alla redazione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni in termini di sola cassa rischia di determinare rilevanti problemi per la finanza pubblica. In questa ottica, ritiene che non sia sufficiente l'adozione di una semplice circolare, ma occorra una precisa ricognizione nei termini delineati dalla proposta emendativa da lui presentata.

Antonio LEONE (PdL), relatore, ritiene che, anche in considerazione del fatto che il decreto-legge n. 78 del 2009 è entrato in vigore solo da pochi mesi, occorre ancora tempo per valutare gli effetti delle disposizioni relative ai debiti delle pubbliche amministrazioni in esso contenute.

Massimo VANNUCCI (PD), preso atto delle dichiarazioni del relatore e del rappresentante del Governo, ritiene che sia opportuno che il rappresentante del Governo e il relatore si impegnino ad introdurre il tema dei debiti delle pubbliche amministrazioni nell'ambito dei contenuti del provvedimento, eventualmente individuando una nuova formulazione della proposta emendativa che consenta, comunque, di dare una prima risposta alle questioni problematiche poste dai debiti delle pubbliche amministrazioni verso i privati, che ammontano a circa 60 miliardi di euro.

Antonio LEONE (PdL), relatore, considerata la particolare rilevanza della questione affrontata dall'emendamento Nannicini 2.32, anche alla luce delle diverse valutazioni politiche delle misure adottate nella presente legislatura, ritiene che dovrebbe valutarsi l'opportunità di affrontare la questione in un ordine del giorno, da presentare in occasione della presentazione del provvedimento in Assemblea, che, eventualmente, potrebbe essere sottoscritto tanto da rappresentanti della maggioranza che dell'opposizione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, osserva come si renda necessario valutare come organizzare i lavori nelle giornate di oggi e domani.

Pier Paolo BARETTA (PD) fa presente che al termine della odierna seduta pomeridiana il proprio gruppo sarà impegnato per circa un'ora in una riunione di carattere politico, mentre non ha obiezioni ad una convocazione successivamente alla conclusione di tale riunione.

Gioacchino ALFANO (PdL) osserva che anche il proprio gruppo è disponibile alla convocazione di una seduta nel tardo pomeriggio di oggi.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad una seduta da convocare per le ore 19 della giornata odierna.

La seduta termina alle 14.40.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 28 ottobre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 14.40.

Disciplina delle attività subacquee e iperbariche.
Testo unificato C. 344 e abb.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e rinvio).


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La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pietro FRANZOSO (PdL), relatore, illustra il contenuto del provvedimento, segnalando che il testo unificato approvato dalla XI Commissione reca la disciplina delle attività subacquee ed iperbariche. Al riguardo, ricorda che la normativa attualmente vigente regolamenta solo alcuni profili professionali, quali, ad esempio, pescatori subacquei professionisti, palombari e sommozzatori in servizio locale, in relazione ai quali sono previsti specifici requisiti burocratici, formativi e sanitari.
Per quanto di competenza della Commissione bilancio, nel rilevare che il testo non è corredato di relazione tecnica, evidenzia che l'articolo 1 prevede, prevede, tra l'altro, che lo Stato e le regioni, di concerto con i comuni interessati, garantiscono la libera concorrenza, la trasparenza e la libertà di impresa, tutelando la parità di condizioni per l'accesso alle strutture e l'adeguatezza della qualità dei servizi agli utenti, assicurando le informazioni ad essi relativi. Al riguardo ritiene opportuno un chiarimento sulle modalità di attuazione delle disposizioni in esame, che appaiono configurare obblighi in capo allo Stato e alle regioni, al fine di escludere effetti a carico della finanza pubblica. Con riferimento agli articoli 5 e 8, che prevedono l'istituzione del registro degli operatori e registro delle imprese subacquee, valuta in primo luogo opportuno che il Governo espliciti le modalità attraverso le quali si intenda garantire l'invarianza degli oneri con riferimento alla istituzione e alla tenuta del registro degli operatori di cui all'articolo 5. Per quanto attiene al registro delle imprese previsto dall'articolo 8, osserva che non è chiaro se il finanziamento del medesimo sia totalmente a valere sul gettito dei diritti di iscrizione ovvero se concorrono a tale finanziamento anche stanziamenti di bilancio. Anche in questo caso andrebbero, a suo avviso, meglio precisate le modalità volte ad assicurare l'invarianza degli oneri per la finanza pubblica. In merito ai profili di copertura finanziaria, con riferimento all'articolo 5, comma 1, rileva preliminarmente che il compartimento marittimo è l'ambito di competenza delle capitanerie di porto, uffici periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, osservando che la disposizione, nel richiamare gli ordinari stanziamenti di bilancio, non esplicita l'amministrazione di riferimento. Giudica, pertanto, opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in merito a quali siano gli stanziamenti di bilancio ai quali occorre fare riferimento, eventualmente modificando la norma in tal senso, e alla effettiva possibilità che all'istituzione e alla tenuta del registro si possa far fronte con risorse già previste a legislazione vigente. Per quanto attiene all'articolo 8, osserva che la norma prevede, al comma 1, l'istituzione, presso ciascun compartimento marittimo, del registro delle imprese subacquee e, in una apposita sezione, dei centri per la formazione professionale degli operatori subacquei ed iperbarici, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 6 inoltre dispone che per la tenuta del suddetto registro e per l'effettuazione dei controlli periodici le predette imprese sono tenute a versare ai compartimenti marittimi competenti un diritto di iscrizione annuale determinato, in relazione alla natura dell'attività e al numero delle imprese iscritte, in misura tale da coprire interamente il costo del servizio reso, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Al riguardo, rileva che anche in tali disposizioni, come per l'articolo 5, non è esplicitata l'amministrazione a cui occorre fare riferimento per l'imputazione degli stanziamenti di bilancio. Rileva, altresì, che la previsione di cui al comma 1, in base alla quale il registro è istituito nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, potrebbe essere in contraddizione con quanto disposto dal comma 6, che dispone l'integrale copertura del costo del servizio reso dal registro mediante la corresponsione di un diritto di iscrizione annuale a carico delle imprese interessate, qualora il costo


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del servizio comprendesse anche l'istituzione del citato registro. Dal punto di vista formale, rileva che la previsione di cui al comma 6, in base alla quale alla tenuta del registro si provvede «nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», appare ultronea in quanto una previsione in tal senso è già prevista dal comma 1, con riferimento all'istituzione del registro medesimo.
In relazione all'articolo 6, che reca disposizioni in materia di formazione professionale, ritiene opportuno che il Governo confermi che dall'attuazione della norma non conseguono oneri per la finanza pubblica, trattandosi di attività di certificazione ed accreditamento che dovrebbero essere già attualmente svolte dallo Stato e dalle regioni. Inoltre, con riferimento alle disposizioni dell'articolo 7 in materia di sorveglianza sanitaria, osserva che la disposizione appare suscettibile di determinare maggiori oneri a carico della finanza pubblica, non essendo espressamente esclusa la corresponsione di compensi ed altri emolumenti ai componenti delle commissioni. Per quanto attiene, poi, all'istituzione del libretto personale degli operatori subacquei e iperbarici, prevista dall'articolo 9, fermo restando che l'istituzione del libretto non deve recare oneri per la finanza pubblica, appare necessario un chiarimento sulle attività connesse al rinnovo annuale del libretto medesimo, dal momento che l'effettuazione ogni anno di esami di idoneità psico-fisica degli interessati appaiono suscettibili di determinare oneri a carico dei compartimenti marittimi. Con riferimento al Comitato scientifico dell'articolo 16, rileva, preliminarmente, che le clausole di invarianza di cui ai commi 1 e 6, pur richiamando il medesimo organismo, fanno riferimento a due aggregati finanziari differenti, e, specificamente, la finanza pubblica al comma 1 e il bilancio dello Stato al comma 6. Sembrerebbe, quindi, opportuno esplicitare in una sola disposizione l'invarianza degli oneri e l'utilizzo degli ordinari stanziamenti di bilancio facendo riferimento ad uno solo dei predetti aggregati di finanza pubblica. Su tale punto e sulla effettiva possibilità che all'istituzione e alla tenuta del registro si possa far fronte a valere su risorse già stanziate a legislazione vigente giudica necessario acquisire l'avviso del Governo. Rileva, inoltre, che al comma 6, pur prevedendosi che l'istituzione e l'attività del comitato non comportano oneri per il bilancio dello Stato, non viene esclusa la corresponsione di gettoni di presenza, emolumenti o altre provvidenze ai membri del comitato. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito all'eventualità di prevedere esplicitamente tali esclusioni nel testo, anche al fine di rendere effettiva la clausola di invarianza. Dal punto di vista formale rileva altresì che la clausola di cui al comma 6 non appare formulata conformemente alla prassi consolidata. Con riferimento alle disposizioni dell'articolo 19 in materia di addestramento subacqueo, osserva che la norma prefigura una facoltà per le regioni, il cui esercizio può considerarsi privo di effetti per la finanza pubblica soltanto ove subordinato all'effettiva disponibilità delle necessarie risorse. L'articolo 23 prevede, inoltre, l'istituzione dell'elenco nazionale delle organizzazioni didattiche delle attività subacquee e a tale riguardo giudica necessario un chiarimento sulle modalità di attuazione delle disposizioni in esame al fine di escludere che l'istituzione e la tenuta dell'elenco determinino oneri per la finanza pubblica.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI chiede di rinviare il seguito dell'esame del provvedimento al fine di raccogliere gli elementi istruttori necessari a fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, preso atto dell'esigenza manifestata dal rappresentante del Governo, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.


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DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 28 ottobre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 14.50.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 62/40/CEE.
Atto n. 130.

(Rilievi alla XII Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e conclusione - Valutazione favorevole).

La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto legislativo.

Pietro FRANZOSO (PdL), relatore, illustra il contenuto del provvedimento, osservando che lo schema di decreto legislativo in esame reca l'attuazione della direttiva del Consiglio 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e abroga la direttiva 92/40/CEE e che dello schema in esame fanno parte anche 10 allegati tecnici. L'articolo 56 dello schema di decreto reca una clausola di invarianza finanziaria sull'intero provvedimento, dal quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri, né minori entrate a carico della finanza pubblica. La relazione tecnica, inoltre, afferma che tutte le misure e attività previste dal decreto vengono svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste dalla legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Per quanto attiene ai profili di competenza della Commissione bilancio, fa presente che la relazione tecnica con riferimento all'articolo 2 afferma che la realizzazione di programmi di sorveglianza non comporta un aumento delle spese, in quanto i relativi costi sono rimborsati al 50 per cento dalla Commissione europea, mentre la restante quota nazionale è destinata a gravare sui capitoli di spesa già esistenti per l'effettuazione degli ordinari programmi di profilassi nazionale. Considerata la non automaticità del cofinanziamento comunitario, giudica opportuno che il Governo fornisca una quantificazione dell'onere e delle disponibilità di bilancio esistenti al fine di valutare la congruità di queste ultime. A tale proposito, andrebbe altresì precisato su quali capitoli di spesa sono destinati a gravare i relativi oneri e andrebbero forniti chiarimenti circa la possibilità che, per effetto della proiezione temporale di tali rimborsi, si determinino effetti negativi in termini di fabbisogno di cassa del settore statale e di indebitamento netto. Per quanto attiene all'articolo 4, relativo all'anagrafe informatizzata delle aziende avicole, dovrebbe, a suo avviso, essere chiarito se l'attività di registrazione nella banca dati nazionale delle informazioni relative alle aziende avicole sia già attualmente espletata dai servizi veterinari, come previsto dal decreto ministeriale del 26 agosto 2005. Non ritiene, invece, che l'apertura di nuove sezioni nella banca dati nazionale presenti profili problematici di carattere finanziario, considerato che, come affermato dalla relazione tecnica, in passato la stessa non ha comportato nuovi oneri. In merito ai profili di copertura finanziaria, osserva che la relazione tecnica, con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 4, in materia di anagrafe informatizzata delle aziende avicole, specifica che per tale attività non è previsto alcun onere aggiuntivo in quanto allo scopo verrebbe utilizzata la banca dati nazionale informatizzata dell'anagrafe zootecnica già istituita a legislazione vigente. In particolare, il funzionamento del sistema sarebbe garantito dai fondi stanziati con l'articolo 1, comma 1-ter, del decreto-legge n. 335 del 2000, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 3 del 2001. A tale proposito, ricorda che le relative risorse sono gestite nel


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capitolo n. 5391 dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Per l'anno 2009 lo stanziamento di competenza del predetto capitolo, inizialmente pari a 23.829.394 euro, è stato fissato in 31.483.033 euro dalla legge di assestamento di bilancio per il 2009. Per l'anno 2010, il capitolo in esame reca uno stanziamento di competenza pari a 25.658.887 euro, come risultante dalla tabella del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, allegata al disegno di legge di bilancio 2010. Per quanto attiene agli obblighi di denuncia e indagine epidemiologica previsti dagli articoli 5 e 6, osserva che la relazione tecnica afferma che gli obblighi di denuncia disposti dalla norma in esame sono già previsti dalla normativa vigente, precisando, inoltre, che gli obblighi informativi nei confronti della Commissione europea e verso tutti gli organismi internazionali non comportano alcun onere aggiuntivo. Al riguardo, ritiene non sussistano profili problematici di carattere finanziario, nel presupposto che le indagini epidemiologiche, previste dall'articolo 6, comma 1, siano comprese nell'ambito delle attività già svolte dai servizi veterinari e dal personale medico veterinario e tecnico degli istituti zooprofilattici sperimentali, sulla base della normativa vigente. In proposito, dovrebbe, comunque, essere acquisita una conferma da parte del Governo.
Per quanto attiene, inoltre, alle misure in presenza di influenza aviaria ad alta patogenicità di cui agli articoli da 11 a 38, segnala che la relazione tecnica afferma che le tali misure sono dirette a specificare ed approfondire nel dettaglio gli adempimenti già previsti dalla direttiva 92/40/CEE. In particolare, le attività di sorveglianza e controllo di competenza dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali e le analisi di laboratorio per la ricerca del virus influenzale, eseguite dagli istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, sono svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. La relazione tecnica sottolinea che le risorse umane del Servizio sanitario nazionale coinvolte sia per l'attività ordinaria di controllo e di monitoraggio, sia per la gestione dell'emergenza sono quelle dei servizi veterinari delle ASL appartenenti all'area A (sanità animale) ed il personale degli istituti zooprofilattici sperimentali. La relazione tecnica precisa, a tale proposito, che tutte le attività previste dagli articoli in esame non necessitano dell'aumento delle risorse umane, in quanto la definizione delle piante organiche tiene conto anche della gestione delle situazioni di emergenza. La relazione tecnica afferma che la copertura finanziaria delle attività del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali, istituito presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, è assicurata dalle risorse di cui all'articolo 1, comma 1, della legge n. 244 del 2005. Al riguardo, ritiene che andrebbero forniti elementi più dettagliati volti a confermare la congruità delle risorse disponibili, in base alla vigente legislazione, per il finanziamento delle attività del Centro di lotta ed emergenza in relazione ai nuovi compiti assegnati dalla norma in esame. Ciò anche in considerazione del fatto che le attività del Centro sono finanziate nell'ambito di un limite massimo di spesa. A tale proposito, ricorda che l'articolo 1, comma 1, della legge n. 244 del 2005 dispone, tra l'altro, che l'individuazione dettagliata delle funzioni e dei compiti del Centro nazionale unitamente alla sua composizione ed alla organizzazione necessaria ad assicurarne il funzionamento, è effettuata con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, nel limite massimo di spesa di 190.000 euro per l'anno 2005, e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006. A tale proposito, segnala che le relative risorse sono gestite nel capitolo 5390 dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Per l'anno 2009 lo stanziamento di competenza del predetto capitolo è determinato in 4.175.269 euro. Per l'anno 2010, il capitolo in esame reca uno stanziamento di competenza di 4.256.820 euro, come risulta dalla tabella del Ministero del lavoro,


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della salute e delle politiche sociali, allegata al disegno di legge di bilancio 2010.
Con riferimento alle misure da applicare in caso di influenza aviaria a bassa patogenicità ai sensi degli articoli da 39 a 46, segnala che la relazione tecnica afferma che le attività di competenza dei servizi veterinari delle ASL e le analisi di laboratorio per la ricerca del virus influenzale, eseguite dagli istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, sono svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Al riguardo, ritiene che la disposizione non presenti profili problematici, nel presupposto che le attività in questione possano essere effettivamente svolte con le risorse disponibili a legislazione vigente.
Per quanto attiene, poi all'articolo 51, segnala che la relazione tecnica afferma che l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie svolge, sulla base della normativa vigente, le funzioni di Centro nazionale di referenza, coordinando su tutto il territorio nazionale le attività di indagine epidemiologica. La relazione tecnica precisa che il Centro di referenza è dotato di un proprio budget di bilancio con sufficienti risorse finanziarie ai fini dello svolgimento delle attività ad esso demandate dalla norma in esame e che gli istituti zooprofilattici sperimentali sono finanziati dal Fondo sanitario nazionale. Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo fornisca elementi di valutazione, in merito ai possibili oneri derivanti dai nuovi compiti assegnati dalla norma in esame nonché in merito alle disponibilità di bilancio con le quali farvi fronte, la fine di verificare la congruità di queste ultime. Con riferimento alle disposizioni di cui agli articoli da 52 a 55, in materia di vaccinazioni, ritiene che, alla luce di quanto evidenziato dalla relazione tecnica riguardo alle attività di verifica e controllo, andrebbero fornite indicazioni circa il presumibile impatto finanziario delle attività di vaccinazione previste.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI, richiamando le puntuali indicazioni contenute nella relazione tecnica allegata allo schema in esame, fa presente che il provvedimento non presenta profili problematici di carattere finanziario.

Pietro FRANZOSO (PdL), relatore, propone di esprimere una valutazione favorevole.

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 15.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 28 ottobre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 15.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01850 Toccafondi: Dotazioni di bilancio per l'istruzione non statale.

5-02014 Bitonci e Comaroli: Iscrizione in bilancio di risorse stanziate per contributi alle imprese operati nel settore dell'editoria.

5-02015 Galletti e Naro: Esclusione dai vincoli del patto di stabilità interno della provincia regionale di Messina e dei comuni interessati dallo stato di emergenza dichiarato a seguito dell'alluvione del 1o ottobre 2009.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI, esprimendo il proprio rammarico anche a


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nome del Governo, fa presente che gli uffici non sono riusciti a completare l'istruttoria sulle interrogazioni presentate e chiede, pertanto, un rinvio del loro svolgimento al fine di poter raccogliere gli elementi istruttori necessari ad un'esauriente risposta agli atti di sindacato ispettivo.
Nel rilevare come l'Esecutivo presti la massima attenzione agli atti di sindacato ispettivo presentati nelle due Camere. Assicura, inoltre, che solleciterà opportunamente gli uffici del Governo, al fine di assicurare che le interrogazioni che non sono state svolte nella seduta odierna, qualora i presentatori lo ritengano, possano ricevere una adeguata risposta nel minor tempo possibile.

5-02016 Duilio ed altri: Copertura finanziaria del trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia a Libia.

Lino DUILIO (PD) illustra l'interrogazione in titolo, ricordando come l'opposizione nel corso dell'esame parlamentare della legge n. 7 del 2009, avesse manifestato fortissime riserve sulla modalità di copertura finanziaria del provvedimento, che sta dimostrando tutta la sua aleatorietà e rischia di mettere a rischio lo stesso adempimento degli obblighi derivanti dal Trattato tra Italia e Libia.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Lino DUILIO (PD) replicando, osserva come la risposta fornita dal rappresentante del Governo sia assolutamente insoddisfacente, in quanto per un verso fornisce chiarimenti non richiesti dagli interroganti e, per altro verso, si limita a richiamare la possibilità di adottare misure correttive ai sensi della vigente normativa contabile. Il rappresentante del Governo non ha invece fornito alcuna indicazione né sulle allarmanti notizie di stampa, richiamate nelle premesse dell'atto, né sul rischio dell'inadempimento degli obblighi derivanti dal Trattato tra Italia e Libia. Su un piano generale, osserva come si tratti di una situazione ormai consueta, perché troppo spesso il Governo non risponde ai quesiti rivolti e, quando lo fa, fornisce risposte evasive o incomplete, dimostrando scarso rispetto per la dignità del Parlamento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

Sui lavori della Commissione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, esprimendo profonda insoddisfazione per l'andamento dell'odierna seduta dedicata allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, assicurando alla Commissione che si attiverà personalmente per segnalare agli uffici del Governo l'esigenza che gli atti di sindacato ispettivo presentati ricevano sempre adeguata risposta.
Segnala, inoltre, al rappresentante del Governo che nella seduta di domani è previsto l'esame del nuovo testo unificato delle proposte C. 82 e abbinate, recante norme in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili, sul quale la Commissione bilancio ha richiesto la predisposizione di una relazione tecnica nella seduta del 23 settembre 2009 e lo invita, pertanto, a predisporre i necessari elementi istruttori.

Lino DUILIO (PD) rileva che sulla predisposizione della relazione tecnica sul testo unificato delle proposte C. 82 e abbinate si è ormai venuta a creare una situazione paradossale, in quanto gli uffici competenti non forniscono gli elementi necessari alla quantificazione degli oneri derivanti dal provvedimento, impedendo in sostanza al Parlamento di proseguire nell'esame della proposta. Fa presente che, qualora il Governo non fornisca celermente le informazioni richieste, non potrà non segnalare tale grave situazione in Assemblea.


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Il sottosegretario Alberto GIORGETTI assicura che il Governo presta la massima attenzione alle tematiche affrontate dalle proposte di legge richiamate, che affrontano temi di particolare rilievo sociale ed umano, sottolineando come, successivamente all'individuazione della precisa quantificazione degli oneri derivanti dal provvedimento, sia opportuno individuare un percorso condiviso per il seguito del relativo esame parlamentare.

La seduta termina alle 15.15.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 28 ottobre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 19.40.

Legge di contabilità e finanza pubblica.
C. 2555 Azzollini, approvato dal Senato e C. 659 D'Antona.

(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.

Antonio LEONE (PdL), relatore, nel ritirare i propri emendamenti 8.12, 11.18, 18.18, 41.2, 41.3, 43.10 e 43.11, al fine di recepire osservazioni e condizioni contenute nei pareri espressi dalle Commissioni in sede consultiva, presenta gli emendamenti 10.34, 17.3, 31.3, 31.4, 49.1 e 51.5 (vedi allegato 1), esprime parere favorevole sulle seguenti proposte emendative: sull'emendamento del Governo 2.43 (nuova formulazione); sull'emendamento del Governo 10.27; sull'emendamento Ciccanti 10.15 (nuova formulazione); sull'emendamento Duilio 10.33; sull'emendamento Soro 10.24 (nuova formulazione); sull'emendamento del Governo 10.28; sull'emendamento del Governo 11.15; sull'emendamento Marchi 11.11 (nuova formulazione); sull'emendamento del Governo 11.17; sull'emendamento Misiani 11.13 (nuova formulazione); sull'emendamento Zaccaria 11.1 (nuova formulazione); sull'emendamento Baretta 11.14; sull'emendamento del Governo 12.3; sull'emendamento del Governo 13.1; sull'emendamento del Governo 15.7; sul subemendamento Causi 0.15.11.1; sull'emendamento Cambursano 15.4 (nuova formulazione); sull'emendamento del Governo 15.8; sull'emendamento Gioacchino Alfano 18.14 (nuova formulazione); sull'emendamento del Governo 22.9; sull'emendamento Duilio 22.6; sull'emendamento del Governo 22.10; sull'emendamento Baretta 41.4; sull'emendamento Zaccaria 54.1. Raccomanda, poi, l'approvazione dei propri emendamenti 1.15, 1.16, 1.17, 3.4 (nuova formulazione), 4.12, 5.1, 6.2, 6.3, 8.16, 8.15, 8.13, 8.14 (nuova formulazione), 8.17, 9.19 (nuova formulazione), 10.29, 10.32, 10.34, 11.19, 11.20, 11.21 (nuova formulazione), 11.22, limitatamente alla parte consequenziale, 12.5, 12.4, 14.16, 14.15, 15.9, 15.10, 16.1, 17.3, 18.15, 18.16, 18.17, 18.19, limitatamente alla lettera c), 18.23, 18.20, 18.21 e 18.22, 22.11, 22.13,26.4, 26.5, 30.2, 31.4, 31.1, 31.2, 31.3, 34.1, 37.5, 40.3, 40.2, 42.1, 42.2, 47.1, 49.1, 50.5, 51.3, 51.5, 51.4 e 52.3 e dell'articolo aggiuntivo 43.01.

Il vice ministro Giuseppe VEGAS esprime parere conforme al relatore, osservando, tuttavia come sia opportuna una riflessione ulteriore con riferimento all'emendamento Baretta 41.4 e all'articolo aggiuntivo 43.01 del relatore. Segnala, infatti, che dette proposte emendative prevedono che le commissioni parlamentari esprimano il proprio parere sugli schemi dei decreti legislativi loro trasmessi entro novanta giorni dalla trasmissione, mentre le altre norme di delega contenute nel provvedimento prevedono un termine di sessanta giorni, che, a suo avviso, è tale da consentire comunque, un ampio dibattito parlamentare.

Marco CAUSI (PD) chiede al relatore di chiarire le ragioni del parere favorevole espresso sull'emendamento 10.27 del Governo,


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che si pone in contrasto con una osservazione contenuta nel parere reso dalla Commissione Finanze.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, chiarisce che gli emendamenti presentati dal relatore al fine di tenere conto dei pareri espressi dalle commissioni recepiscono gran parte delle condizioni contenute in detti pareri, mentre con riferimento alle osservazioni si è tenuto conto solo di alcune delle indicazioni formulate. Prima di passare alla votazione delle proposte emendative presentate, propone, ove la Commissione concordi, di procedere alla votazione delle proposte emendative sulle quali il relatore ed il rappresentante del Governo hanno espresso parere favorevole, nonché delle ulteriori proposte emendative delle quali si chieda espressamente la votazione, dovendosi, invece, ritenere respinte tutte le altre proposte emendative.

La Commissione concorda.

Marco CAUSI (PD) illustra l'emendamento 1.11 di cui è primo firmatario, evidenziando che la proposta intende fornire un inquadramento del provvedimento all'interno del nostro ordinamento costituzionale, intervenendo altresì sulla delicata questione dell'applicazione della riforma alle regioni a statuto speciale.

Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 1.8, che intende richiamare espressamente la necessità di rispettare l'autonomia finanziaria degli enti territoriali.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Causi 1.11 e gli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.6, Cambursano 1.8, Bitonci 1.9, Ciccanti 1.10 e Fontanelli 1.14, ed approva gli emendamenti 1.15, 1.17 e 1.16 del relatore (vedi allegato 3).

Lino DUILIO (PD) ritiene che il relatore ed il rappresentante del Governo dovrebbero chiarire le ragioni del parere contrario espresso sull'emendamento Lanzillotta 1.13, che intende garantire che la riforma si applichi anche alle regioni a statuto speciale, in quanto legge di riforma economico - sociale della Repubblica.

Il viceministro Giuseppe VEGAS segnala che l'emendamento 1.16 del relatore si fa carico della medesima questione, con una diversa formulazione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 1 sono da considerarsi respinte.

Marco CAUSI (PD) illustra l'emendamento Baretta 2.37, che prospetta una soluzione alternativa rispetto a quella fatta propria dall'emendamento 2.43 (nuova formulazione) del Governo, che comunque ritiene un apprezzabile punto di equilibrio tra le diverse ipotesi in campo. In particolare, giudica opportuna la previsione in base alla quale l'armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni statali e degli enti territoriali avvenga sulla base di comuni principi e schemi di bilancio. Ritiene, tuttavia opportuno che a differenza di quanto previsto nel richiamato emendamento del Governo, alla stesura dei decreti legislativi concorra un solo organismo tecnico, che, a suo avviso, dovrebbe essere individuato nella Commissione tecnica paritetica prevista dalla legge n. 42 del 2009, opportunamente integrata da rappresentati dell'ISTAT e la corte dei conti.

Rolando NANNICINI (PD) ritira il proprio emendamento 2.32, preannunciando che sulla materia dei debiti pregressi presenterà uno specifico ordine del giorno nel corso dell'esame in Assemblea.

Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 2.15, il quale prevede che la delega di cui all'articolo 2 deve essere esercitata entro diciotto mesi, anziché entro dodici mesi, come ora previsto.


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Antonio LEONE (PdL) relatore, evidenzia che tale modifica è già recepita dall'emendamento 2.43 (nuova formulazione) del Governo.

Pier Paolo BARETTA (PD) illustra l'emendamento Zaccaria 2.2, che prevede un termine per la trasmissione degli schemi di decreti legislativi ai fini dell'espressione del parere.

Antonio LEONE (PdL) relatore, fa presente che l'emendamento sarebbe assorbito dall'approvazione dell'emendamento 2.43 (nuova formulazione) del Governo.

La Commissione approva l'emendamento 2.43 (nuova formulazione) del Governo.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 2 sono da considerarsi respinte.

Marco CAUSI (PD) ritiene che l'emendamento 3.4 (nuova formulazione), del relatore costituisca una soddisfacente riscrittura dell'articolo 3 del provvedimento, rafforzando il collegamento tra la riforma in discussione, l'attuazione del federalismo fiscale di cui alla legge n. 42 del 2009 e la riforma della pubblica amministrazione avviata con la legge n. 15 del 2009.

La Commissione approva l'emendamento 3.4 (nuova formulazione), del relatore, risultando conseguentemente assorbite tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 3.

Pier Paolo BARETTA (PD) illustra i subemendamenti 0.4.12.1 e 0.4.12.2 da lui presentati, ai sensi dei quali il rafforzamento dell'attività di controllo parlamentare in materia di pinza pubblica sarebbe affidato ad un comitato bicamerale, da costituire nell'ambito delle Commissioni Bilancio delle due Camere. Giudica, tuttavia che l'emendamento 4.12 del relatore rappresenti una risposta all'esigenza di riconsiderare le modalità di svolgimento del controllo parlamentare sulla finanza pubblica.

Antonio LEONE (PdL) relatore, sottolinea che l'emendamento da lui presentato intende rappresentare una soluzione equilibrata tra il testo del provvedimento approvato dal Senato e le esigenze emerse nel corso del dibattito parlamentare. Pur comprendendo, le ragioni esposte dal collega Baretta, ritiene opportuno non prevedere una disciplina di eccessivo dettaglio nell'ambito del provvedimento, rimettendo la precisazione delle modalità applicative puntuali alla disciplina regolamentare delle due Camere, in modo da assicurare una adeguata tutela dell'autonomia costituzionale loro riconosciuta.

Il viceministro Giuseppe VEGAS ritira l'emendamento 6.1 del Governo.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 4.12 del relatore, risultando conseguentemente assorbite tutte le altre proposte emendative presentate all'articolo 4, ed approva gli emendamenti 5.1, 6.2 e 6.3 del relatore.

Marco CAUSI (PD) illustra l'emendamento Baretta 8.10, ricordando, in particolare, come tale proposta emendativa preveda che la Decisione di finanza pubblica sia presentata alle Camere entro il termine del 30 giugno attualmente previsto per la presentazione del Documento di programmazione economico - finanziaria. Segnala, altresì, l'emendamento Duilio 8.11, che è stato riformulato e corrisponde ora all'emendamento 10.33, sottolineando come la proposta emendativa intendesse rassicurare un sensibile allargamento dell'area interessata dalla manovra di finanza pubblica. Evidenzia, in particolare, che, anche a seguito della riformulazione, che ha ampliamente ridimensionato la portata della proposta emendativa, la manovra finanziaria prefigurata dal provvedimento sia arricchirà di contributi, grazie alla presenza di provvedimenti collegati di rilevante portata.


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Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 8.4, osservando che la proposta richiede un arricchimento della nota tecnico illustrativa che potrebbe non essere realizzabile prima della realizzazione di apposite banche dati. Preannuncia, pertanto che presenterà un apposito ordine del giorno nel corso dell'esame del provvedimento in Assemblea.

Il viceministro Giuseppe VEGAS, pur ritenendo condivisibili e finalità delle proposte emendative illustrate, osserva, con riferimento all'emendamento Baretta 8.10, che si è scelto di rinviare a settembre la presentazione della Decisione di finanza pubblica, al fine di evitare il perpetuarsi della attuale situazione, nella quale le previsioni contenute nel DPEF presentato prima della pausa estiva devono necessariamente essere aggiornate al momento della presentazione della manovra finanziaria, prevedendosi comunque la definizione delle linee guida per la ripartizione degli obiettivi di finanza pubblica a livello territoriale già nel mese di luglio. Per quanto attiene ai collegati, segnala che essi sono stati alleggeriti nella loro fisionomia, essendosi preferito evitare la fissazione di una precisa tassonomia, alla luce delle insoddisfacenti esperienze del passato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Baretta 8.10, approva l'emendamento 8.16 del relatore, respinge l'emendamento Cambursano 8.4 ed approva gli emendamenti 8.15, 8.13, 8.14 (nuova formulazione) e 8.17 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 8 sono da considerarsi respinte.

Marco CAUSI (PD) illustra l'emendamento Baretta 9.14, che prevede forme di coordinamento tra il patto di stabilità e il patto di convergenza, conformemente a quanto previsto dalla legge n. 42 del 2009.

Arturo IANNACCONE (Misto-MpA-Sud) illustra l'emendamento Commercio 9.2, volto a precisare le prerogative delle regioni a statuto speciale e delle province autonome e ne raccomanda l'approvazione.

Renato CAMBURSANO (IdV) raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 9.6, soppressivo del comma 5 dell'articolo 9.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Baretta 9.14, approva l'emendamento 9.19 (nuova formulazione) del relatore, respinge gli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.4, Cambursano 9.6, Bitonci 9.8, Ciccanti 9.10 e Fontanelli 9.11, nonché respinge gli identici emendamenti Froner 9.1, Commercio 9.2 e Brugger 9.3.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che devono considerarsi respinte le ulteriori proposte emendative riferite all'articolo 9.

Renato CAMBURSANO (IdV) interviene sugli emendamenti Borghesi 10.11 e 10.7, di cui è cofirmatario, che procede ad illustrare e di cui auspica l'approvazione.

Il viceministro Giuseppe VEGAS esprime nel merito apprezzamento sulle proposte emendative testé illustrate dall'onorevole Cambursano, che appaiono tuttavia poco praticabili in quanto la pressione fiscale non si presta ad essere adottata quale obiettivo programmatico.

Renato CAMBURSANO (IdV) insiste per il mantenimento e la deliberazione sugli emendamenti illustrati, unitamente al proprio emendamento 10.5, procede nella medesima direzione delle predette proposte emendative.

Amedeo CICCANTI (UdC) illustra la nuova formulazione del proprio emendamento 10.15.

Pier Paolo BARETTA (PD) chiede chiarimenti in merito al parere negativo espresso dal relatore e dal Governo


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sull'emendamento Capodicasa 10.23, di cui è cofirmatario.

Il viceministro Giuseppe VEGAS conferma il parere contrario su tale emendamento per la necessità di mantenere distinta la valutazione ai fini del patto di convergenza e del patto di stabilità.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene che la questione oggetto dell'emendamento Capodicasa 10.23 sia cruciale alla luce del dibattito svoltosi sull'articolo 22 e per la necessità di fondare gli obiettivi programmatici sulle nuove norme.

Il viceministro Giuseppe VEGAS auspica che la questione possa essere affrontata nel prosieguo dell'esame presso l'Assemblea.

Pier Paolo BARETTA (PD) acconsente ad un rinvio della riflessione a tal proposito.

Lino DUILIO (PD) illustra il proprio emendamento 10.33, che riprende i contenuti dell'emendamento 8.11.

Antonio LEONE (PdL), relatore, esprime perplessità per l'improprio rinvio ai regolamenti parlamentari, contenuto nella seconda parte della proposta del collega Duilio.

Lino DUILIO (PD), pur comprendendo le perplessità del relatore, esprime disponibilità ad un'ulteriore nuova formulazione dell'emendamento e al contempo ribadisce la necessità che sia fatto salvo l'obiettivo perseguito dalla proposta emendativa.

Pier Paolo BARETTA (PD) ritiene che la problematica sollevata dall'emendamento Duilio 10.33 sia fondata, al di là degli aspetti formali richiamati.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, si fa carico di individuare le modalità ottimali per segnalare il principio sotteso all'emendamento Duilio 10.33 nelle successive fasi di esame.

Il viceministro Giuseppe VEGAS rileva un'incongruenza anche in riferimento alla prima parte del testo dell'emendamento Duilio 10.33, laddove esso fa riferimento agli enti locali. Nel sottolineare che ai sensi delle novità introdotte non è sempre scontato il ricorso ad un provvedimento collegato, conferma il parere favorevole espresso sulla formulazione iniziale dell'emendamento Duilio 10.33.

Lino DUILIO (PD) insiste per il mantenimento della formulazione del suo emendamento 10.33, in quanto occorre garantire alle regioni e agli enti locali la disponibilità di parametri in base ai quali predisporre i propri bilanci entro la fine dell'anno.

Il viceministro Giuseppe VEGAS fa presente che tale esigenza può considerarsi pienamente soddisfatta con la nota predisposta nel mese di luglio e contenente le linee guida.

Lino DUILIO (PD) ritiene che non vi siano ragioni per rinviare a luglio quanto è possibile stabilire in tempi più congrui per regioni ed enti locali.

Pier Paolo BARETTA (PD), condividendo sul piano del metodo il rinvio ad una sorta di raccomandazione rivolta al Parlamento affinché si salvaguardi il principio insito nell'emendamento Duilio 10.33, fa presente che sono state presentate da tutti i gruppi identiche proposte emendative sulla fissazione dei termini temporali per l'approvazione degli obiettivi programmatici, sulle quali il Governo ha espresso parere contrario. Si tratta di un'evidente questione politica su cui occorre prendere posizione valutando il ritiro delle proposte da parte dei gruppi in alternativa ad una serie di deliberazioni incrociate.

Il viceministro Giuseppe VEGAS mantiene il parere contrario sulle proposte


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emendative segnalate dall'onorevole Baretta, in quanto è necessario procedere alla fissazione contestuale di criteri validi per tutti i settori della Pubblica Amministrazione in linea con il patto di stabilità europeo. Non sarebbe, infatti, conforme al principio di uguaglianza tra le varie componenti dell'Amministrazione dello Stato procedere alla fissazione di criteri per una sola di esse, per quanto rilevante.

Marco CAUSI (PD), pur comprendendo le ragioni portate dal rappresentante del Governo, ritiene che il collega Duilio abbia presentato una proposta emendativa che consente di dare sicurezza a regioni ed enti locali, i quali sarebbero messi nelle condizioni di fondare i propri bilanci su elementi quantitativi disponibili già nel mese di novembre. Si tratta, a suo giudizio, di cogliere un'opportunità di rilievo quasi storico e di esercitare fino in fondo l'autonomia parlamentare in favore del buon governo degli enti locali.

Maria Teresa ARMOSINO (PdL) concorda con quanto osservato dal collega Causi con riferimento alla necessità di fornire tempestivamente agli enti locali punti di riferimento certi.

Il viceministro Giuseppe VEGAS ritiene che debba essere salvaguardato l'interesse superiore del rispetto del principio di uguaglianza tra i settori della Pubblica Amministrazione e garantire in ogni caso la decisione dell'Amministrazione centrale che non può restare prigioniera di un complesso sistema di intese.

Renato CAMBURSANO (IdV), in qualità di firmatario dell'emendamento 10.6, di cui auspica l'approvazione, osserva che non vi è alcuna possibilità per gli enti locali di chiudere i propri bilanci in tempo se per essi sono previsti tempi coincidenti con quelli dell'Amministrazione dello Stato. Interviene quindi per illustrare l'emendamento Borghesi 10.9, di cui è cofirmatario e che chiama in causa un principio di giustizia che non può essere secondario a quello di uguaglianza.

Amedeo CICCANTI (UdC) sottolinea come il meccanismo realizzato con il provvedimento in esame sia parallelo e strettamente correlato a quello della legge n. 42 del 2009 e come di finanza derivata si potrà parlare solo con riferimento al fondo perequativo, mentre la capacità fiscale sarà un dato rilevato dall'ISTAT.

Pier Paolo BARETTA (PD) evidenzia come gli emendamenti gruppo del Partito democratico riferiti all'articolo 10 evidenzino una rilevante esigenza degli enti locali e come, di fronte a tale esigenza, i pareri contrari del Governo e del relatore dovrebbero essere più adeguatamente motivati.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento Fontanelli 10.17 è stato ritirato.

Il viceministro Giuseppe VEGAS ritira l'emendamento 10.26 del Governo.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 10.29 e 10.32 del relatore, respinge gli emendamenti Borghesi 10.11 e 10.7, nonché approva l'emendamento 10.27 del Governo.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che gli emendamenti Lanzillotta 10.21, Cambursano 10.5, Borghesi 10.9 e Capodicasa 10.23 risultano assorbiti.

La Commissione approva l'emendamento 10.30 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento Cambursano 10.3 risulta assorbito.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Ciccanti 10.15 (nuova formulazione) e Duilio 10.33.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che gli emendamenti Lanzillotta 10.20 e Cambursano 10.8 risultano assorbiti.


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La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Soro 10.24 (nuova formulazione) e 10.31 (nuova formulazione) del relatore.

Marco CAUSI (PD) sottolinea come l'approvazione dell'emendamento Soro 10.24 (nuova formulazione) introduca un principio di estrema importanza.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento Borghesi 10.4 risulta assorbito.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento del Governo 10.28 e l'emendamento 10.34 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento Lanzillotta 10.19 risulta assorbito e che devono considerarsi respinte le ulteriori proposte emendative riferite all'articolo 10.

Il viceministro Giuseppe VEGAS presenta una nuova formulazione dell'emendamento 11.15 del Governo, che non prevede più l'inserimento della parola «erariali» nell'ambito della lettera b) del comma 3 dell'articolo 11.

La Commissione approva, con distinte votazioni, l'emendamento 11.15 (nuova formulazione) del Governo, l'emendamento Marchi 11.11 (nuova formulazione), nonché gli emendamenti 11.19, 11.20 e 11.21 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento 11.16 del Governo risulta assorbito.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 11.17 del Governo, l'emendamento Misiani 11.13 (nuova formulazione), e l'emendamento 11.22, del relatore, limitatamente alla parte consequenziale.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che gli identici emendamenti Cambursano 11.7 e Ciccanti 11.9 risultano assorbiti.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Zaccaria 11.1 (nuova formulazione) e Baretta 11.14 (nuova formulazione).

La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Cambursano 11.01.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo 11.02 del Governo risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 11.21 (nuova formulazione) del relatore, e che tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 11 sono da considerarsi respinte.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 12.3 del Governo, 12.5 e 12.4 del relatore, respinge l'emendamento Lanzillotta 12.1, ed approva l'emendamento 13.1 del Governo.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Causi 13.01 risulta assorbito.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 14.16 del relatore.

Marco CAUSI (PD) rileva come l'approvazione dell'emendamento 14.16 del relatore determini un miglioramento della formulazione del testo, sottolineando comunque che sarebbero preferibili le soluzioni indicate dagli emendamenti Baretta 14.14 e 14.13.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che gli identici emendamenti Armosino 14.2, Simonetti 14.10 e Fontanelli 14.12, nonché gli identici emendamenti Osvaldo Napoli 14.1, Cambursano 14.4, Ciccanti 14.5 e Bitonci 14.11 risultano assorbiti.

La Commissione approva l'emendamento 14.15 del relatore.


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Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che l'emendamento Borghesi 14.8 risulta assorbito.

La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Cambursano 14.01.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 14 devono considerarsi respinte.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Ventura 15.6 e approva l'emendamento 15.7 del Governo.

Marco CAUSI (PD) illustra il proprio subemendamento 0.15.11.1 e ne raccomanda l'approvazione.

La Commissione, con distinte votazioni, approva il subemendamento Causi 0.15.11.1 e l'emendamento 15.11 del relatore, come modificato dall'approvazione del subemendamento Causi 0.15.11.1; approva quindi gli emendamenti Cambursano 15.4 (nuova formulazione) e 15.9 del relatore, nonché gli identici emendamenti 15.8 del Governo e 15.10 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 15 devono considerarsi respinte.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 16.1 e 17.3 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 17 devono considerarsi respinte.

Il viceministro Giuseppe VEGAS dichiara di ritirare l'emendamento del Governo 18.13, in conseguenza della presentazione dell'emendamento Gioacchino Alfano 18.14 (nuova formulazione), sul quale si è registrato un ampio consenso da parte della Commissione.

Pier Paolo BARETTA (PD) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Gioacchino Alfano 18.14 (nuova formulazione).

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 18.15, 18.16 e 18.17 del relatore.

Marco CAUSI (PD) illustra l'emendamento Lanzillotta 18.8, sottolineando come l'attuale formulazione dell'articolo 18 sia suscettibile di determinare rilevanti problemi applicativi, in quanto potrebbe consentire l'applicazione dei clausole di salvaguardia a diritti soggettivi. Evidenzia, pertanto, l'opportunità di precisare che la clausola di salvaguardia di cui al comma 12 dell'articolo 18 deve riferirsi a riduzioni di spese diverse da quelle alle quali la clausura stessa si riferisce e deve comunque avere natura transitoria. Invita, quindi, il relatore ed il rappresentante del Governo a voler effettuare un'ulteriore valutazione ai fini dell'esame in Assemblea.

Massimo POLLEDRI (LNP) sottolinea come il problema della copertura finanziaria delle leggi che prevedono il riconoscimento di diritti soggettivi sia assai risalente.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, osserva che sicuramente il tema sarà attentamente valutato nel corso dell'esame in Assemblea.

La Commissione, con distinte votazioni respinge l'emendamento Nannicini 18.11, approva l'emendamento 18.23 del relatore, l'emendamento 18.19 del relatore, limitatamente alla lettera c), l'emendamento Gioacchino Alfano 18.14 (nuova formulazione) e gli emendamenti 18.20 e 18.21 del relatore, respinge l'emendamento Lanzillotta 18.8 ed approva l'emendamento 18.22 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 18 e la proposta riferita


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all'articolo 19 sono da considerarsi respinte.

Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 22.2, sostanzialmente recepito dall'emendamento 22.13 del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni approva l'emendamento 22.9 del Governo, gli emendamenti 22.11 e 22.13 del relatore, l'emendamento Duilio 22.6 e l'emendamento 22.10 del Governo.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 22 e la proposta riferita all'articolo 23 sono da considerarsi respinte.

La Commissione, con distinte votazioni approva gli emendamenti 26.4 e 26.5 del relatore, risultando conseguentemente assorbite tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 26. La Commissione approva, poi, l'emendamento 30.2 del relatore, risultando conseguentemente assorbito l'emendamento Zaccaria 30.1, nonché approva gli emendamenti 31.4, 31.1, 31.3, 31.2, 34.1 e 37.5 del relatore.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che le restanti proposte emendative riferite all'articolo 37 sono da considerarsi respinte.

Renato CAMBURSANO (IdV) illustra il proprio emendamento 40.1, che intende assicurare l'acquisizione nella banca dati di cui all'articolo 14 del provvedimento delle informazioni relative agli indicatori di performance.

La Commissione, con distinte votazioni approva gli emendamenti 40.3 e 40.2 del relatore e respinge l'emendamento Cambursano 40.1.

Il viceministro Giuseppe VEGAS propone all'onorevole Baretta di riformulare il comma 3 dell'emendamento 41.4, al fine di ridurre a sessanta giorni il termine per l'espressione del parere delle commissioni sugli schemi dei decreti legislativi.

Pier Paolo BARETTA (PD) accetta la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo.

La Commissione approva, quindi, l'emendamento Baretta 41.4 (nuova formulazione), risultando conseguentemente assorbite tutte le proposte emendative riferite all'articolo 43. La Commissione, con distinte votazioni, approva, quindi, gli emendamenti 42.1 e 42.2 del relatore.

Amedeo CICCANTI (UdC) invita il relatore e il rappresentante del Governo a voler considerare la possibilità di recuperare, nel corso dell'esame in Assemblea, i contenuti del suo emendamento 43.7 in materia di passaggio alla redazione del bilancio in termini di sola cassa. Al riguardo, segnala che la proposta emendativa introduce un ulteriore criterio di delega volto a consentire variazioni compensative nell'ambito dello stesso programma con la sola esclusione dell'utilizzo di stanziamenti riconducibili a spese di conto capitale per finanziare oneri di parte corrente.

Antonio LEONE (PdL), relatore, segnala che la proposta emendativa sarebbe preclusa dall'approvazione dell'emendamento Baretta 41.4 (nuova formulazione) e dell'articolo aggiuntivo 43.01 del relatore.

Marco CAUSI (PD), con riferimento all'articolo aggiuntivo 43.01 del relatore, osserva che il passaggio alla redazione del bilancio in termini di sola cassa determina una rilevante responsabilizzazione del dirigente titolare del potere di spesa con particolare riferimento al momento della liquidazione della spesa stessa. Sotto un profilo sistematico, rileva che l'emendamento Baretta 22.7, da lui sottoscritto, prevedeva una diversa configurazione delle delega per il passaggio al bilancio di cassa, che, a suo giudizio, appare più completa e prudente di quella prevista dall'articolo aggiuntivo presentato dal relatore.


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Renato CAMBURSANO (IdV) segnala che l'emendamento Borghesi 43.8, da lui sottoscritto, prevedeva che il bilancio di cassa fosse accompagnato anche da documenti in termini di competenza in linea con il sistema europeo dei conti nazionali.

Il viceministro Giuseppe VEGAS sottolinea come il passaggio ad una redazione di bilanci pubblici in termini di cassa intenda farsi carico dell'esigenza di assicurare la concreta realizzabilità dei programmi di spesa autorizzati. Evidenzia, inoltre, che a livello europeo assumono rilevanza centrale i parametri dell'indebitamento netto e del fabbisogno, che prendono a riferimento la massa spendibile dalle amministrazioni pubbliche e che i dati di cassa sono fondamentali ai fini del controllo del debito pubblico. Alla luce di queste considerazioni, ritiene opportuno superare l'ottica amministrativistica che pone al centro dell'attenzione il momento della insorgenza di obbligazioni giuridicamente perfezionate, evidenziando come il passaggio ad un bilancio redatto in termini di cassa dovrebbe consentire il graduale assorbimento dell'ingente massa dei residui passivi, consentendo una migliore comprensione delle effettive potenzialità di spesa delle singole amministrazioni. Rileva, peraltro, che il passaggio al bilancio di cassa sarà preceduto da una congrua fase sperimentale che consentirà di valutare le possibili problematiche che emergeranno in sede applicativa e potrà costituire la base per il passaggio ad una contabilità di carattere economico, che consenta un'efficace valutazione delle performance delle diverse amministrazioni. Propone, inoltre, al relatore di riformulare il comma 4 dell'articolo aggiuntivo 43.01, al fine di ridurre a sessanta giorni il termine per l'espressione del parere delle commissioni sugli schemi dei decreti legislativi, analogamente a quanto avvenuto con riferimento all'emendamento Baretta 41.4.

Antonio LEONE (PdL), relatore, accetta la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo.

Remigio CERONI (PdL) osserva che il passaggio al bilancio di cassa potrebbe determinare effetti negativi per la finanza pubblica.

Renato CAMBURSANO (IdV) ricorda come nelle audizioni svolte nell'ambito dell'esame preliminare sul provvedimento, i soggetti auditi abbiano raccomandato di procedere con estrema cautela nel passaggio a bilanci redatti in termini di sola cassa.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, a titolo personale, esprime perplessità sul passaggio alla redazione di bilanci pubblici in termini di sola cassa.

Renato CAMBURSANO (IdV), intervenendo per dichiarazioni di voto, annuncia il proprio voto contrario sull'articolo aggiuntivo 43.01 del relatore.

La Commissione, approva, con distinte votazioni, l'articolo aggiuntivo del relatore 43.01 (nuova formulazione) e gli emendamenti del relatore 47.1 e 49.1.

La Commissione approva l'emendamento del relatore 50.5, risultando conseguentemente assorbite tutte le proposte emendative riferite all'articolo 50.

Pier Paolo BARETTA (PD) chiede al relatore di riconsiderare il parere contrario espresso sull'emendamento Lanzillotta 51.2.

Antonio LEONE (PdL), relatore, conferma il parere contrario già espresso, evidenziando che il proprio emendamento 51.3 ha contenuto analogo all'emendamento Lanzillotta 51.2

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Lanzillotta 51.2 ed approva gli emendamenti del relatore 51.3 e 51.5 e 51.4.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che gli emendamenti Zaccaria 51.1, 52.1 e 52.2 sono da considerarsi respinti.


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La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti del relatore 52.3 e Zaccaria 54.1.

Dopo che Pier Paolo BARETTA (PD) e Amedeo CICCANTI (UdC) hanno preannunciato il voto favorevole dei rispettivi gruppi, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore, onorevole Leone, di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame come modificato per effetto degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi approvati dalla Commissione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 21.50.