XII Commissione - Resoconto di mercoledý 22 luglio 2009


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 22 luglio 2009. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Interviene il viceministro per il lavoro, la salute e le politiche sociali Ferruccio Fazio.

La seduta comincia alle 14.30.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2010-2013.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 21 luglio 2009.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che, nella seduta di ieri, è stata svolta la relazione e sono intervenuti alcuni deputati. Avverte, inoltre, che è stata presentata una proposta alternativa di parere da parte dei deputati appartenenti al gruppo del Partito democratico (vedi allegato 1).

Livia TURCO (PD) illustra la proposta alternativa di parere presentata dal suo gruppo.


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Lucio BARANI (PdL), relatore, conferma la proposta di parere favorevole, preannunciata nella seduta di ieri.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la proposta alternativa di parere sarà posta in votazione solo se verrà respinta la proposta di parere del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.40.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 22 luglio 2009. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Intervengono il viceministro per il lavoro, la salute e le politiche sociali Ferruccio Fazio e il sottosegretario di stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali Eugenia Maria Roccella.

La seduta comincia alle 14.40.

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore.
Testo unificato C. 624 Binetti, C. 635 Polledri e Rivolta, C. 1141 Livia Turco, C. 1830 Di Virgilio, C. 1738 Bertolini, C. 1764-ter Cota, C. 1968-ter Saltamartini e C. 1312 Farina Coscioni.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 luglio 2009.

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del circuito.
Avverte, altresì, che sul nuovo testo unificato, risultante dall'approvazione di ulteriori emendamenti del relatore e di subemendamenti, sono pervenuti i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva: parere favorevole con osservazioni della I Commissione; parere favorevole della II Commissione; parere favorevole con osservazione della V Commissione; parere favorevole della VII Commissione; parere favorevole della XIV Commissione e parere favorevole con osservazioni della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Pertanto, al fine di recepire le osservazioni contenute nei pareri della I e della V Commissione, che segnalano l'opportunità di correggere alcune imprecisioni di natura meramente formale, annuncio la presentazione degli emendamenti 8.100, 11.200 e 12.100 del relatore (vedi allegato 2).

Il viceministro Ferruccio FAZIO esprime parere favorevole sui nuovi emendamenti del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 8.100, 11.200 e 12.100 del relatore.

Giuseppe PALUMBO, presidente, esprime rammarico per l'assenza, dovuta a motivi di salute, del collega Scapagnini, il cui contributo è stato fondamentale nella fase di avvio dell'esame del provvedimento. Ritiene che il testo risultante dall'esame degli emendamenti costituisca un intervento normativo soddisfacente, specie alla luce dell'approvazione da parte delle Commissioni riunite V e VI, nella seduta di ieri, dell'emendamento Polledri 22.24 (Nuova formulazione) al decreto-legge n. 78 del 2009, che destina alle cure palliative e alle terapie del dolore una quota pari ad almeno 50 milioni di euro annui del Fondo di cui all'articolo 22 del decreto-legge citato. Nel ringraziare, infine, il Governo per il suo contributo alla positiva conclusione dell'esame, auspica che tale esito concorra a rasserenare il clima del confronto politico, anche con riferimento all'esame dei progetti di legge in materia di dichiarazione anticipata di trattamento.

Livia TURCO (PD) ritiene che l'approvazione dell'emendamento cui ha fatto


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riferimento il presidente Palumbo rappresenti un fatto importante, che ha posto parzialmente rimedio alla carenza di risorse, denunciata dal suo gruppo. In assenza delle risorse aggiuntive derivanti da tale emendamento, infatti, il testo che la Commissione si accinge oggi a licenziare sarebbe stato, a suo avviso, impresentabile e indifendibile.

Laura MOLTENI (LNP) ricorda di essere intervenuta, presso le Commissioni riunite V e VI, a sostegno dell'emendamento Polledri 22.24 (Nuova formulazione), riferito al decreto-legge n. 78 del 2009, e che il suo gruppo si è particolarmente impegnato per l'approvazione del medesimo. Ricorda, inoltre, che su detto emendamento vi è stata la convergenza delle opposizioni e l'approvazione ha avuto luogo con un consenso particolarmente ampio e trasversale. Sottolinea altresì, da un lato, la necessità di impedire che le risorse aggiuntive destinate alle cure palliative e alle terapie del dolore siano distolte dalle finalità loro proprie, per essere dirottate verso altri obiettivi, e, dall'altro, che le regioni restituiscano le risorse non utilizzate per tale scopo. In proposito, alla luce degli elementi di valutazione forniti dal viceministro Fazio nel corso della seduta di ieri della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, invita il Governo a vigilare e a porre in essere gli strumenti utili per vincolare l'utilizzo delle risorse esclusivamente alla loro destinazione loro propria e per rendere obbligatoria la restituzione delle stesse in caso di mancato utilizzo per le cure palliative e le terapie del dolore.

Carla CASTELLANI (PdL) esprime la propria soddisfazione per l'approvazione, da parte delle Commissioni riunite V e VI, dell'emendamento Polledri 22.24 (Nuova formulazione) al decreto-legge n. 78 del 2009. Pur riconoscendo che l'opposizione ha certamente svolto, a tal fine, una funzione di stimolo nei confronti della maggioranza, ricorda, rivolta alla collega Livia Turco, che la maggioranza si era già impegnata ad individuare risorse aggiuntive per il settore delle cure palliative e delle terapie del dolore. Auspica, infine, che tali risorse aggiuntive servano ad aiutare le regioni in cui più carente è l'erogazione di tali cure a colmare il divario che le separa dalle regioni all'avanguardia nel settore.

Domenico DI VIRGILIO (PdL), dopo aver ringraziato il presidente Palumbo e il Governo per l'impegno profuso al fine di consentire un intervento legislativo importante nel settore delle cure palliative e delle terapie del dolore, auspica il sollecito inserimento del provvedimento in esame nel calendario dei lavori dell'Assemblea.

Paola BINETTI (PD), dopo aver ricordato le fasi principali dell'iter del provvedimento in esame, riconosce che l'approvazione, da parte delle Commissioni riunite V e VI, dell'emendamento Polledri 22.24 (Nuova formulazione) al decreto-legge n. 78 del 2009 costituisce probabilmente il massimo risultato attualmente possibile in termini di incremento delle risorse per le cure palliative e le terapie del dolore. Auspica, pertanto, che tale risultato sia considerato come un successo dell'intera Commissione.

Lucio BARANI (PdL) desidera ringraziare, anche a nome del suo gruppo, il collega Scapagnini per il suo prezioso contributo nella fase di avvio dell'esame del provvedimento in titolo.

Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) esprime, anche a nome del suo gruppo, grande soddisfazione per il risultato cui è giunto il lungo iter del provvedimento in esame, caratterizzato, in massima parte, da un clima di confronto sereno e costruttivo. Nell'auspicare il rapido inserimento di tale provvedimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea, osserva che le risorse attualmente a disposizione non sono comunque ingenti. Riconosce, tuttavia, che da parte della maggioranza e del Governo


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non è mancato un gesto significativo di buona volontà.

Massimo POLLEDRI (LNP), nell'esprimere, anche a nome del suo gruppo, il proprio apprezzamento per la conclusione dell'iter del provvedimento in esame, ritiene che l'approvazione, da parte delle Commissioni riunite V e VI, del suo emendamento 22.24 (Nuova formulazione) al decreto-legge n. 78 del 2009, abbia rappresentato un momento significativo del confronto parlamentare sulla tematica delle cure palliative e delle terapie del dolore. Desidera, quindi, ringraziare il Governo e tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione per il loro contributo al raggiungimento di tale risultato e, in particolare, i colleghi Livia Turco e Duilio per aver incalzato la maggioranza e contribuito all'individuazione di risorse aggiuntive.

Giuseppe PALUMBO, presidente, rispondendo alle sollecitazioni venute da diversi colleghi, assicura di aver già invitato, informalmente, la Presidenza della Camera dei deputati a valutare l'opportunità di inserire in tempi rapidi il provvedimento in esame nel calendario dei lavori dell'Assemblea. A questi contatti farà seguito, dopo il conferimento del mandato al relatore, l'invio di una lettera formale al Presidente della Camera dei deputati.

Il viceministro Ferruccio FAZIO esprime grande soddisfazione per l'esito del confronto sul provvedimento in esame e, in particolare, per la soluzione individuata dalle Commissioni riunite V e VI, che riconosce essere persino superiore alle sue aspettative. Aggiunge che, ove anche tali risorse aggiuntive dovessero rivelarsi insufficienti, la soluzione cui il Governo stava lavorando proprio al fine di reperire risorse ulteriori potrebbe, comunque, andare a sommarsi allo stanziamento previsto dall'articolo 22 del decreto-legge n. 78 del 2009, da oggi all'esame dell'Assemblea. Precisa, inoltre, che le tensioni che pure hanno accompagnato alcune fasi dell'iter del provvedimento in titolo erano dovute, da parte del Governo, al sincero interesse la realizzazione di intervento davvero positivo ed efficace su un tema tanto delicato. Ritiene che l'esame di tale provvedimento sia stato utile a lui personalmente e, forse, anche alla Commissione, al fine di comprendere in che modo il Parlamento possa legiferare nel contesto istituzionale che caratterizza la governance della sanità dopo la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione. Auspica, altresì, che l'esito di tale iter contribuisca a ristabilire un clima di confronto positivo tra maggioranza e opposizione, particolarmente necessario in materia di salute. Ringrazia, infine, sia la maggioranza - e, in modo particolare, i colleghi della Lega Nord per l'ottimo lavoro svolto presso le Commissioni V e VI - sia l'opposizione, con particolare riferimento alle colleghe Livia Turco e Binetti, per il fattivo contributo a questo risultato.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire al presidente Giuseppe Palumbo il mandato a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame.

Giuseppe PALUMBO, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.
C. 2350, approvata in un testo unificato dal Senato, C. 625 Binetti, C. 784 Rossa, C. 1280 Farina Coscioni, C. 1597 Binetti, C. 1606 Pollastrini, C. 1764-bis, C. 1840 Della Vedova, C. 1876 Aniello Formisano, C. 1968-bis, C. 2038 Buttiglione e C. 2124 Di Virgilio.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 luglio 2009.

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità


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dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del circuito.

Livia TURCO (PD), dopo aver espresso apprezzamento per la relazione dell'onorevole Di Virgilio, svolge un richiamo ai valori di concretezza e umiltà - richiamati in un recente intervento del Presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick - che, a suo avviso, dovrebbero guidare l'intervento del legislatore su materie tanto delicate. Ritiene, infatti, che il confronto su tali materie debba essere incentrato su una visione antropologica largamente condivisa nella società contemporanea, che pone al centro la persona e che impronta di sé principi fondamentali e norme della Costituzione, quali, in particolare, gli articoli 1, 3 e 32. Proprio la necessità di trovare un utile terreno di confronto in una visione antropologica condivisa comporta, a suo avviso, che non possano esservi valori non negoziabili o punti di vista da ignorare. Ritiene che nei principi dell'ordinamento vigente, a cominciare dalle disposizioni costituzionali in materia, dalla Convenzione di Oviedo e dal codice di deontologia medica, sia rinvenibile la base di un confronto volto ad unire piuttosto che a dividere. A tali principi ritiene possano utilmente aggiungersi i documenti adottati dal Comitato nazionale di bioetica, il recente documento del consiglio nazionale della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, approvato a Terni, nonché - sebbene il collega Di Virgilio abbia omesso di citarle nella sua relazione - le sentenze della Corte costituzionale n. 282 del 2002, n. 338 del 2003 e n. 151 del 2009. Sottolinea, quindi, che su un tema tanto delicato solo la ricerca di un bilanciamento tra i valori in gioco può consentire l'individuazione di soluzioni legislative adeguate. In particolare, il bilanciamento tra il diritto all'autodeterminazione e il diritto alla vita non deve essere inteso, a suo avviso, come la conciliazione di una contraddizione, perché, nel caso di una vita estremamente debole e fragile, l'autodeterminazione dell'individuo non può prescindere dai legami di solidarietà e di dipendenza che si vengono a instaurare. Analogamente, non può essere concepita in termini di contraddizione la relazione esistente tra l'autonomia del medico e quella del paziente. Rileva che su questi temi l'atteggiamento del legislatore non deve essere simile a quello di un guerriero che propugna valori, bensì a quello di un tessitore, nel senso che deve essere orientato alla costruzione della più ampia condivisione possibile. Serve, a suo avviso, una norma chiara e mite, rispettosa della pietas e della diversità irripetibile di ogni persona. Per queste ragioni, ritiene che il concetto della relazione di cura possa costituire il bandolo utile a dipanare molte delle matasse in cui rischia di aggrovigliarsi la discussione e, in particolare, il cosiddetto problema dell'«ora per allora». Rileva, inoltre, che l'articolo 3 del progetto di legge n. 2350, approvato dal Senato, non chiarisce adeguatamente l'ambito di applicazione della norma, cioè gli stati patologici cui essa si applica. In particolare, occorre chiarire se si applichi ai soli pazienti in stato vegetativo permanente o abbia, invece, un ambito di applicazione più ampio. È peraltro consapevole del fatto che la discussione verterà, in gran parte, sulla qualificazione della nutrizione e dell'idratazione artificiali come trattamenti terapeutici. In proposito, ricorda che il citato documento del consiglio nazionale della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, approvato a larghissima maggioranza, definisce tali pratiche come trattamento assicurato da competenze mediche e sanitarie. Naturalmente, il fine di dette pratiche non è prettamente terapeutico, consistendo nel sostegno alle funzioni vitali, e proprio tale caratteristica è alla base della loro problematicità sul piano etico. Tuttavia, non vi è dubbio che il carattere invasivo accomuni tali pratiche ai trattamenti sanitari. Si pone pertanto con particolare forza, in relazione alla nutrizione e all'idratazione artificiali, l'esigenza di evitare l'accanimento terapeutico e, al tempo


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stesso, di rispettare il principio di precauzione. Auspica, quindi, che la Commissione non voglia limitarsi a ratificare le conclusioni cui è giunto il Senato, ma accetti di confrontarsi sul problema della legittimità e dell'opportunità di un intervento legislativo in un ambito materiale caratterizzato da rilevanti incertezze e divisioni della scienza medica, laddove sarebbe forse preferibile rinviare la soluzione dei casi concreti all'alleanza terapeutica tra medico e paziente.

Carmelo PORCU (PdL), dopo aver sottolineato l'estrema delicatezza e complessità dell'argomento in discussione, rileva che su questi temi ciascuno, anche in un ordinamento laico, deve partecipare al confronto forte delle proprie convinzioni e che, pertanto, anche i credenti, e dunque i cattolici, debbano sentirsi liberi di manifestare le proprie opinioni e i propri convincimenti, specie in un contesto caratterizzato, come l'attuale, da una rinascita dei valori religiosi. Ricorda, quindi, di essere stato inizialmente contrario a un intervento legislativo in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento e di nutrire, ancora oggi, forti perplessità al riguardo. Tuttavia, osserva, rivolto alla collega Livia Turco, che spesso lasciare campo libero alla scienza può rivelarsi più pericoloso di un intervento legislativo, dal momento che la scienza non possiede certo la risposta a tutti i problemi che sorgono quando si viene a trattare dell'inizio e della fine della vita. Rileva, altresì, che la discussione su questo provvedimento interviene in una fase storica caratterizzata dalla crisi del valore della vita umana, che deve perciò essere difeso, anche e soprattutto nei casi in cui la vita è più fragile, rifiutando con fermezza la distinzione tra vita degna e vita non degna di essere vissuta. Nel ribadire, infine, la necessità di un'attenta valutazione sull'opportunità di un intervento legislativo in materia, auspica un confronto franco ed aperto sul problema del valore della vita, all'insegna del netto rifiuto, che auspica da tutti condiviso, di ogni pratica eutanasica ed eugenetica.

Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) ricorda che, nella scorsa seduta, aveva sollevato, insieme ad altri colleghi, il problema della scelta del testo da adottare come testo base. Al riguardo, ribadisce che, a suo avviso, non si può che partire dal testo del provvedimento trasmesso dal Senato, sebbene, naturalmente, la Commissione non debba limitarsi a ratificarlo. In proposito, chiede se siano stati acquisiti i materiali relativi alle audizioni svolte presso il Senato, anche al fine di valutare le ulteriori audizioni da svolgere in Commissione. Passando ai contenuti dei progetti di legge in esame, dichiara di condividere le affermazioni del collega Porcu sul diffondersi di una cultura che attribuisce scarso valore alla vita. Osserva quindi, rivolta alla collega Livia Turco, che i limiti posti all'intervento del legislatore dalle sentenze della Corte costituzionale da lei citate devono valere anche per l'intervento giurisdizionale. La stessa necessità di un intervento legislativo, forse, non sarebbe stata avvertita con tanta urgenza se alcune sentenze non avessero, a suo avviso, travalicato tali limiti. Rileva, inoltre, che proprio le incertezze della scienza medica, cui ha fatto riferimento la collega Livia Turco, giustificano l'applicazione del principio di precauzione e, dunque, di una norma volta a salvaguardare la persona. Osserva inoltre, sempre rivolta alla collega Livia Turco, che il richiamo alla pietas non può essere disgiunto dal richiamo alla verità e che il giusto bilanciamento dei valori in gioco non può aprire la strada a derive eugenetiche o eutanasiche nel nome del relativismo etico. Rileva, infine, che al di là dei molti documenti utili in materia, la Commissione dovrà formare i propri convincimenti a partire dai contenuti dei progetti di legge in esame e dell'attività conoscitiva che riterrà di svolgere.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che, come ha avuto modo di precisare nel corso della precedente seduta, le questioni procedurali sollevate dalla collega Capitanio Santolini saranno affrontate


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dalla Commissione al termine dell'esame preliminare.

Paola BINETTI (PD), premesso di aver sempre ritenuto opportuno - a differenza di molti colleghi - un intervento legislativo in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento, ritiene che sia utile fissare sin dal principio alcuni punti fermi. In particolare, ritiene che non possa in alcun caso essere messa in discussione la partecipazione del paziente a tutte le decisioni che lo riguardano, con specifico riferimento alla scelta tra le diverse tipologie di cura. Rileva, inoltre, che il bilanciamento dei valori in gioco non possa aver luogo tra il valore della vita e quello della libertà, dal momento che tali valori sono tra loro indissolubilmente connessi. Auspica, altresì, che il problema dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali non sia ridotto alla questione della sua natura sanitaria o non sanitaria, dal momento che l'epilogo della vicenda di Eluana Englaro ha mostrato, al di là di ogni distinzione teorica, che l'interruzione di tali trattamenti provoca, in tempi rapidi, il decesso del paziente. Invita, pertanto, tutti i colleghi ad evitare l'ipocrisia di una unanime dichiarazione di contrarietà all'eutanasia. Ritiene, quindi, che su questa materia serva una legge chiara, concreta, concisa e completa, oltre che attenta alle esigenze della persona. Sottolinea, altresì, la necessità di definire in modo chiaro i destinatari della norma, distinguendo meglio di quanto non faccia il testo trasmesso dal Senato tra soggetti in stato vegetativo e malati terminali, dal momento che solo per questi ultimi, a suo avviso, l'alimentazione e l'idratazione artificiali potrebbero, in taluni casi, configurare una forma di accanimento terapeutico. Analogamente, ritiene che debbano essere chiarite meglio le nozioni di alleanza terapeutica e di consenso informato e che debba essere sviluppata e migliorata la formazione dei medici al riguardo. Dichiara, infine, di condividere totalmente l'intervento del collega Porcu, con particolare riferimento alla condanna dell'eugenetica e alla necessità di una forte battaglia culturale in difesa della vita.

Giuseppe PALUMBO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni in materia di raccolta e utilizzo del sangue cordonale.
C. 361 Volontè, C. 548 Bertolini, C. 961 Colucci, C. 1214 Di Virgilio e C. 2040 Mosella.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 1o luglio 2009.

Giuseppe PALUMBO, presidente, dà conto della lettera inviatagli da alcune associazioni del settore, nella quale si sostiene che non vi sia necessità di un intervento legislativo in materia di raccolta e utilizzo del sangue cordonale. I contenuti di tale lettera saranno senz'altro oggetto di valutazione da parte della Commissione, anche ai fini dell'eventuale audizione delle associazioni scriventi. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.20.