XI Commissione - Resoconto di mercoledý 22 aprile 2009


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 22 aprile 2009. - Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.

La seduta comincia alle 9.10.

Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.
C. 1441-bis-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere alle Commissioni riunite I e V).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta di ieri.

Stefano SAGLIA, presidente, comunica che sono stati trasmessi gli emendamenti al disegno di legge in titolo, approvati ieri dalle Commissioni di merito nel corso dell'esame in sede referente.

Antonino FOTI (PdL), relatore, fa presente che - rispetto agli elementi illustrati nella seduta di ieri - le Commissioni di merito hanno approvato un unico emendamento di interesse della XI Commissione, relativo all'articolo 24 del disegno di legge in esame, che richiede la garanzia,


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ove possibile, di adeguati livelli occupazionali negli interventi di riordino di CNIPA, Formez e Scuola superiore della pubblica amministrazione. Nel giudicare condivisibile l'emendamento approvato, presenta, quindi, una proposta di parere favorevole (vedi allegato), di cui raccomanda l'approvazione da parte della Commissione.

Maria Grazia GATTI (PD) esprime il proprio disappunto innanzitutto per una questione di metodo, legata alle modalità con cui la maggioranza e l'Esecutivo svolgono la propria attività legislativa fin dall'inizio della corrente legislatura: fa notare, infatti, che provvedimenti del Governo, adottati in origine per scopi ben precisi e circoscritti, vengono poi arricchiti ingiustificatamente di contenuti che spesso nulla hanno a che fare con i titoli stessi degli atti che vengono definitivamente approvati. Rileva poi che, con il provvedimento in esame, si persevera con l'adozione di una errata tecnica legislativa, dal momento che nel corso dell'esame presso il Senato il testo del disegno di legge è stato pesantemente modificato, con l'aggiunta di ben 32 nuovi articoli, che ne hanno stravolto l'impianto complessivo, rendendolo disomogeneo e contraddittorio. Fa poi notare che le prerogative del Parlamento risultano ancor di più compromesse, se si tiene in seria considerazione la circostanza che, nel caso di specie, si è di fronte ad un collegato alla manovra di finanza pubblica, nell'ambito della quale ormai, a dispetto delle iniziali dichiarazioni pubbliche rese dal Ministro Tremonti, sono state fatte confluire misure di ogni natura, predisposte nel corso del tempo per venire incontro agli interessi più disparati. Ritiene, inoltre, che la Commissione non sia stata messa nelle condizioni di svolgere adeguatamente il proprio lavoro e non abbia potuto svolgere i necessari approfondimenti sulle questioni poste ieri dal relatore, sia per una questione legata ai tempi della discussione, che giudica siano stati compressi oltre il dovuto, sia per motivi connessi alla difficoltà di reperire la documentazione cartacea - predisposta dagli uffici - di approfondimento del provvedimento: pur prendendo atto che tali circostanze si sono determinate anche a seguito delle recenti decisioni assunte dagli organismi interni che sovrintendono al funzionamento della Camera, lamenta tuttavia la continua adozione di misure tendenti a ridurre drasticamente il materiale documentale a disposizione delle Commissioni.
Passando al merito del provvedimento, si sofferma sull'articolo 22, comma 2 - introdotto ex novo al Senato - che intende modificare in più parti il decreto legislativo n. 165 del 2001. Esprime quindi le proprie perplessità su tale comma, nella parte in cui amplia i casi nei quali si può prescindere dal possesso del requisito della comprovata specializzazione universitaria nella stipulazione di contratti con personale esterno per far fronte a esigenze alle quali non è possibile far fronte con il personale in servizio. Inoltre, ritiene di non condividere la parte in cui si introduce il riferimento ai contratti di collaborazione di natura occasionale o coordinata e continuativa, in luogo di quello ai contratti d'opera, e si indicano, tra i soggetti incaricati, oltre a coloro che operano nel campo dei mestieri artigianali, anche quelli dell'attività informatica e del supporto dell'attività didattica e di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro di cui al decreto legislativo n. 276 del 2003, purché con oneri esterni non a carico del bilancio. Fa notare, infatti, che - a differenza di quanto disposto con il decreto-legge n. 112 del 2008, con il quale, secondo le intenzioni dichiarate dai gruppi di maggioranza, si mirava a porre un freno alle consulenze esterne nell'ambito della pubblica amministrazione, in un'ottica di razionalizzazione e di risparmio delle risorse - con l'attuale provvedimento sembrerebbe intraprendersi una direzione assolutamente contraria, dal momento che verrebbero ammesse collaborazioni di personale esterno di dubbia professionalità, in relazione alle quali verrebbe meno il riferimento al requisito della comprovata specializzazione. Nel domandarsi come tale


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operazione possa svolgersi senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, osserva che le disposizioni contenute in tale articolo non perseguono in alcun modo la finalità dell'incremento della qualità dei servizi della pubblica amministrazione e del contenimento dei costi.
Esprime poi la propria contrarietà sull'articolo 38, introdotto dal Senato, recante misure per conciliare tempi di vita e di lavoro, che, a suo avviso, modifica in senso peggiorativo l'articolo 9 della legge n. 53 del 2000, mettendo a rischio quell'importante bilanciamento - assicurato con il finanziamento della quota del Fondo per l'occupazione indicata dalla citata normativa - tra il diritto della donna al mantenimento del posto di lavoro in caso di maternità e l'esigenza dell'azienda di continuare la propria produzione. Fa inoltre notare al relatore che il suo giudizio positivo sulla modifica apportata al Senato, espresso nella seduta di ieri, appare del tutto ingiustificato, soprattutto se si considera che con l'attuale formulazione del testo viene meno la previsione di destinare a favore delle piccole e medie imprese il 50 per cento della quota del Fondo, per la realizzazione di progetti tesi a conciliare i tempi di vita e di lavoro. Ritiene inoltre che l'intervento previsto all'articolo 38 sia da giudicare del tutto insufficiente, soprattutto se si valutano i potenziali destinatari delle misure ivi previste, dal novero dei quali rischia di risultare, di fatto, esclusa gran parte delle donne lavoratrici non in possesso dei requisiti particolarmente stringenti ora previsti per accedere a tali forme di contributi. Fa infatti notare che tale articolo, attribuendo una priorità a lavoratori e lavoratrici con figli non autosufficienti o che comunque sono chiamati a particolari compiti di cura, va a limitare, nella sostanza, l'ambito di applicazione del provvedimento, determinando una ingiustificata sovrapposizione normativa.
In conclusione, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Marialuisa GNECCHI (PD), nell'esprimere il proprio apprezzamento per la documentazione di assoluto interesse messa a disposizione dagli uffici per l'approfondimento dei provvedimenti all'esame della Commissione, fa tuttavia notare che essa risulta spesso di non facile reperibilità, soprattutto quando la Commissione stessa è chiamata ad esaminare i testi in sede consultiva. Analizzando poi il contenuto del provvedimento in titolo, rileva in esso una mancanza di coerenza e una profonda disomogeneità tra le sue diverse parti, aggravata dal fatto che nel corso dell'esame presso il Senato sono state introdotte norme completamente nuove, che ne hanno stravolto l'originaria impostazione. Al riguardo, cita l'articolo 2, recante disposizioni in materia di società di consulenza finanziaria, del quale non riesce a comprendere fino in fondo la ratio, nonché l'articolo 12, recante delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale, in relazione al quale prospetta la possibilità di uno stravolgimento normativo della materia ambientale. Si sofferma, poi, in termini problematici sull'articolo 15, in materia di turismo, sull'articolo 20, recante misure urgenti per l'efficienza del Corpo forestale dello stato, sull'articolo 25, recante la trasformazione in fondazione del Centro per la documentazione e la valorizzazione della arti contemporanee, sull'articolo 26, recante misure occupazionali nei confronti di personale impiegato in attività socialmente utili attraverso società partecipate da Italia lavoro S.p.A, nonché sull'articolo 27, recante una delega in materia di riordino degli enti di ricerca. Ritiene infatti che l'introduzione ex novo di tali normative riveli l'assoluta mancanza di una strategia da parte del Governo e della maggioranza, che intervengono con un unico provvedimento su materie assai diverse tra loro, senza una precisa visione d'insieme. In proposito, si domanda polemicamente se gli esponenti dei gruppi di maggioranza siano stati resi partecipi delle finalità perseguite dal Governo con tale strumento legislativo, magari attraverso lo svolgimento


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di appositi incontri informali con i rappresentanti dell'Esecutivo, dal momento che può risultare assai difficile, anche per loro, districarsi tra i tanti articoli dal contenuto eterogeneo previsti nel presente disegno di legge.
Soffermandosi più diffusamente sull'articolo 38, esprime poi profonde perplessità nella parte in cui si prevede che i progetti di fruizione di flessibilità siano riferibili al part-time reversibile, alla flessibilità di orario anche su turni e sedi diverse, all'orario concentrato, con specifico interesse per i progetti che prevedano di applicare, in aggiunta alle misure di flessibilità, sistemi innovativi per la valutazione della prestazione e dei risultati. Ritiene, infatti, che tale previsione normativa possa determinare incertezze in ordine all'orario di lavoro dei lavoratori impiegati presso le aziende, facendo venir meno anche la certezza in relazione alle sedi in cui questi sono chiamati a svolgere le mansioni. Ritiene, inoltre, molto grave avere modificato la legge n. 53 del 2000, nel senso di eliminare quella previsione che destina il 50 per cento della quota del Fondo alle imprese fino a cinquanta dipendenti: queste ultime, invece, a suo giudizio, proprio per le loro ristrette dimensioni, avrebbero bisogno di maggiore sostegno per gestire le dinamiche occupazionali che coinvolgono le lavoratrici madri.
In conclusione, osserva che sarebbe stata preferibile l'adozione da parte del Governo di un provvedimento presentato fin dall'inizio come disegno di legge «omnibus», ritenendo che ciò avrebbe consentito maggiormente ai parlamentari - già preparati all'eventualità di affrontare tematiche di tale portata - di svolgere i necessari approfondimenti di merito. Oggi, invece, a suo avviso, il Parlamento è chiamato in terza lettura a pronunciarsi in extremis su norme introdotte quasi surrettiziamente nel corso dell'esame al Senato, sulle quali giudica impossibile assumere una decisione consapevole.

Lucia CODURELLI (PD), nell'esprimere il proprio profondo rammarico di fronte ad un provvedimento che giudica dal contenuto eterogeneo e contraddittorio, ricorda le recenti sollecitazioni rese dal Presidente della Repubblica, con le quali egli ha inteso sensibilizzare i Presidenti delle Camere e il Governo in relazione alla necessità di favorire una produzione legislativa maggiormente in linea con le disposizioni costituzionali, evitando soprattutto un eccessivo ricorso ai cosiddetti decreti omnibus. Ritiene che gli inviti del Capo dello Stato siano stati ancora una volta disattesi con il provvedimento in esame, dal momento che l'Esecutivo continua a ledere le prerogative del Parlamento e a mostrare un evidente disprezzo delle regole, modificando profondamente i propri provvedimenti nel corso dell'iter parlamentare - fino quasi a snaturarli rispetto alla loro originale formulazione - e intervenendo su materie eccessivamente diverse tra di loro. Al riguardo, dopo aver citato, a titolo di esempio, l'articolo 15, relativo al fondo nazionale di garanzia per i servizi turistici, e l'articolo 26, recante misure occupazionali nei confronti di personale impiegato in attività socialmente utili attraverso società partecipate da Italia lavoro S.p.A., fa notare che l'introduzione di disposizioni di questo genere, che risultano quasi estranee all'originaria formulazione del testo, testimoniano l'assenza di una visione strategica da parte dell'Esecutivo. Giudica inoltre grave che i membri della Commissione non siano stati posti nelle condizioni di svolgere gli opportuni approfondimenti sul provvedimento in questione, sia per la ristrettezza dei tempi messi a disposizione per la discussione, sia per la mancanza della documentazione predisposta dagli uffici in forma cartacea, che risulta di difficile reperibilità.
Esprime, quindi, profonde perplessità sull'articolo 38, introdotto dal Senato, che giudica in assoluta controtendenza rispetto ai recenti orientamenti emersi in Commissione sulla materia delle pari opportunità: al riguardo, ricorda infatti che, in occasione dell'esame del disegno di legge comunitaria,


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è stato approvato sull'argomento un importante emendamento presentato dal suo gruppo, il cui contenuto, però, sembrerebbe essere smentito dall'attuale formulazione dell'articolo in questione, che giudica totalmente inadeguata a favorire politiche attive di conciliazione. Rivolgendosi poi agli esponenti del gruppo della Lega Nord Padania, fa notare che l'articolo 38 interviene a modificare in senso peggiorativo la legge n. 53 del 2000, dal momento che viene espunta la norma che prevede di destinare alle piccole e medie aziende - così tanto difese dal citato gruppo parlamentare - il 50 per cento della quota delle risorse destinate a finanziare gli accordi contrattuali volti a favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
Preannuncia, per tali motivi, un voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Stefano SAGLIA, presidente, con riferimento alle considerazioni svolte da taluni deputati rispetto alla scarsa disponibilità in Commissione della documentazione di approfondimento predisposta dagli uffici, ricorda che la decisione di ridurre sensibilmente l'utilizzo di materiale cartaceo risponde ad un preciso orientamento emerso nell'ambito dei competenti organismi interni della Camera, nell'ottica di un sostanziale e progressivo contenimento dei costi e di un potenziamento degli strumenti di consultazione online, non potendosi pertanto ricondurre tale responsabilità alla presidenza della Commissione né, tanto meno, agli uffici medesimi. Quanto a talune osservazioni svolte nel corso dell'odierno dibattito in relazione alle sollecitazioni rese recentemente dal Presidente della Repubblica sulle modalità con cui si svolge l'attività legislativa, osserva che il richiamo di quest'ultimo aveva come oggetto non i disegni di legge governativi, ma i decreti-legge, per la cui adozione la Costituzione e la legislazione vigente richiedono il rispetto di determinati requisiti giuridici, legati al loro contenuto, che il Governo e il Parlamento non possono in alcun modo eludere. Fa notare, infine, che l'accelerazione dei tempi di esame del disegno di legge in questione, d'iniziativa governativa, deriva dalla semplice circostanza che il provvedimento è giunto alla Camera in terza lettura, a seguito di un iter parlamentare già lungo e approfondito presso i due rami del Parlamento: ora si pone, pertanto, l'esigenza di assicurare una sua sollecita approvazione, anche ai fini della definitiva entrata in vigore delle relative disposizioni.

Giovanni PALADINI (IdV), nell'associarsi alle considerazioni critiche testé svolte in relazione al metodo legislativo adottato dal Governo, che continua ad approvare - nonostante i ripetuti richiami del Presidente della Repubblica - atti normativi dal contenuto troppo ampio e diversificato, osserva che il disegno di legge in esame nasceva come un provvedimento «collegato» alla manovra finanziaria per favorire lo sviluppo e la competitività, mentre si è trasformato in un intervento di carattere eterogeneo, che reca disposizioni che vanno dalla disciplina del personale del Corpo forestale dello Stato alla riforma della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la cui normativa di riferimento viene, per di più, stravolta nel corso dell'esame presso i due rami del Parlamento.
Per tali ragioni, pur riconoscendo il diritto della maggioranza a dettare le norme per l'attuazione concreta della propria manovra economica e finanziaria, ritiene di non poter condividere appieno il metodo adottato con il provvedimento in esame: preannuncia, quindi, l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Giuliano CAZZOLA (PdL), preso atto delle considerazioni svolte dai deputati dei gruppi di opposizione, anche in relazione alle recenti sollecitazioni del Presidente della Repubblica sul contenuto disomogeneo dei cosiddetti decreti «omnibus», fa notare che l'esame odierno verte su un disegno di legge e non su un decreto-legge; in ogni caso, ritiene che vada riconosciuto che il provvedimento in esame ha assunto


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nel corso dell'iter parlamentare una configurazione piuttosto complessa, che ne ha fatto perdere, in parte, l'impronta iniziale. Con riferimento alle osservazioni sulla presunta lesione delle prerogative della Commissione e del Parlamento, fa tuttavia notare che spesso la maggioranza - nel cui ambito rileva che non risultano così frequenti le riunioni informali con il Governo, in precedenza evocate dal deputato Gnecchi - non può far altro che rimettersi alle decisioni della Conferenza dei presidenti di gruppo per quanto concerne l'organizzazione dei lavori parlamentari e la definizione dei tempi da dedicare all'esame dei provvedimenti, precisando che molte volte la ristrettezza dei margini di intervento sulle proposte normative deriva proprio dalla necessità di rispettare il calendario dei lavori dell'Assemblea. Facendo poi cenno al decreto-legge n. 5 del 2009, in materia di incentivi al «settore auto», recentemente approvato dalla Camera, sul quale in modo particolare si sono riversate severe critiche attinenti alla natura eterogenea delle disposizioni in esso previste, ricorda che l'introduzione in quel provvedimento di norme aggiuntive nel corso dell'iter parlamentare - in particolare in materia di patto di stabilità interno e di ammortizzatori sociali - ha risposto a logiche di buon senso, atteso che si trattava di predisporre interventi urgenti in materie assai delicate. Ricorda poi che, alla base dell'inserimento in quel provvedimento delle norme sulle «quote-latte», originariamente previste da un altro decreto-legge, vi furono motivazioni politiche che possono considerarsi sostanzialmente condivise dai diversi schieramenti.
In merito alle considerazioni svolte sull'articolo 12, ritiene doveroso precisare che non è in atto alcuno stravolgimento della disciplina normativa in materia ambientale, atteso che l'articolo in questione reca semplicemente la riapertura dei termini per l'esercizio da parte del Governo di una delega legislativa, già prevista dall'articolo 1 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, a cui si rimanda per quanto concerne i principi e dei criteri direttivi da seguire nell'adozione dei decreti integrativi e correttivi. Rispondendo, infine, ad alcuni rilievi critici sollevati da taluni esponenti dell'opposizione con riferimento all'articolo 22 - recante disposizioni in materia di gestione delle risorse umane - e all'articolo 38, volto a modificare l'articolo 9 della legge n. 53 del 2000, ritiene di dover specificare che tali interventi di modifica apportati al Senato si sono rivelati necessari al fine di adeguare alcuni istituti giuridici dell'ordinamento in materia di lavoro - tra i quali cita soprattutto il caso delle cosiddette collaborazioni coordinate e continuative - ad una realtà sempre più complessa e a un contesto normativo rinnovato in modo incisivo negli ultimi anni.

Massimiliano FEDRIGA (LNP) ritiene condivisibile la questione posta con forza da taluni esponenti dell'opposizione circa l'esigenza di mettere a disposizione della Commissione una maggiore quantità di documentazione cartacea, al fine di garantire ai parlamentari l'acquisizione di elementi di conoscenza sui provvedimenti in esame. Ritiene inoltre che non siano del tutto prive di fondamento alcune osservazioni svolte nel corso del dibattito in ordine al contenuto eterogeneo del provvedimento in esame, dal momento che le rilevanti modifiche apportate al Senato ne hanno alterato, in parte, il contenuto originario.
Entrando nel merito del disegno di legge in esame, giudica in termini positivi l'articolo 21, recante norme in materia di trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggior presenza del personale, che ritiene essenziale in vista della costruzione di un sano rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, anche laddove si disciplina in modo più dettagliato il conferimento di incarichi che superino il tetto di retribuzione dei pubblici dipendenti, attraverso la menzione di principi di merito. Giudica importanti anche le disposizioni contenute all'articolo 38, in tema di pari opportunità, dal momento che in tal modo si prosegue


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lungo la strada - già altre volte intrapresa dalla Commissione - del riconoscimento delle esigenze di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
In conclusione, preso atto positivamente del contenuto del provvedimento, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Antonino FOTI (PdL), relatore, intende anzitutto chiedere alla presidenza di attivare una formale iniziativa finalizzata ad incrementare la disponibilità della documentazione degli uffici prodotta in forma cartacea, la cui riduzione non può trovare - a suo avviso - alcuna giustificazione politica legata a problemi di costi. Passando, quindi, al dibattito appena svolto, ritiene che da esso non siano emersi elementi di critica radicale, fatta eccezione per l'articolo 38 del disegno di legge in esame: al riguardo, tuttavia, intende rilevare che un'attenta analisi dell'iter del provvedimento al Senato dimostra che tale articolo è frutto della presentazione - presso le Commissioni riunite di quel ramo del Parlamento - di un emendamento del Governo, che è stato successivamente esaminato dalle Commissioni stesse e dall'Assemblea, senza che si sia registrata alcuna obiezione di merito da parte dei gruppi di opposizione.
In conclusione, auspica l'approvazione della sua proposta di parere favorevole, precedentemente presentata.

La Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 10.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 22 aprile 2009. - Presidenza del vicepresidente Giuliano CAZZOLA.

La seduta comincia alle 14.30.

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica.
C. 2180 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni riunite I e II).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, fa presente che è in corso di esame presso le Commissioni riunite I e II della Camera il disegno di legge n. 2180, già approvato dal Senato, che reca un complesso di disposizioni in materia di sicurezza pubblica: si tratta di un provvedimento di estrema rilevanza, in quanto prevede una serie articolata di riforme che - sebbene eterogenee relativamente ai contenuti delle differenti disposizioni normative presenti nel testo - si caratterizzano comunque per la comune finalità di garantire un efficace sistema di protezione e sicurezza per i cittadini.
Osserva che la logica primaria alla quale è ispirato l'intervento normativo recato dal disegno di legge in esame è quella di colpire in maniera più efficace i reati che - sia pur con diverse gradazioni di gravità - contribuiscono allo «sfaldamento» del tessuto sociale ed alla diffusione di un sentimento di insicurezza collettiva, specie tra gli strati sociali più deboli della collettività nazionale. Al contempo, il provvedimento approvato dal Senato intende anche promuovere il recupero del controllo del territorio da parte dello Stato, soprattutto nelle aree in cui è più invasiva la presenza della criminalità organizzata.
Fa notare, quindi, che le riforme promosse dal disegno di legge in esame interessano la legislazione antimafia, l'immigrazione, la sicurezza urbana, la tutela dei soggetti deboli e, più in generale, la sicurezza pubblica. Sotto questo profilo, rileva che le norme approvate dall'altro ramo del Parlamento intervengono - molto spesso con un giusto bilanciamento tra criteri di rigore e flessibilità - su talune questioni problematiche di assoluta delicatezza, che


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hanno già richiesto un serio approfondimento anche presso questo ramo del Parlamento. In particolare, ritiene che occorra considerare che molte delle scelte compiute dal Senato hanno rappresentato soluzioni di compromesso, tendenzialmente raggiunte anche d'intesa con i gruppi di opposizione. Auspica, pertanto, che il dibattito presso le Commissioni di merito e lo stesso esame in sede consultiva presso la XI Commissione possano proseguire - per quanto possibile - al riparo da valutazioni politiche precostituite e dall'influenza negativa di strumentali polemiche «esterne».
Al riguardo, ricorda peraltro che il provvedimento contiene soltanto un limitatissimo ambito di disposizioni di diretto interesse della Commissione, sostanzialmente circoscritte all'articolo 45, che reca numerose modifiche al testo unico in materia di immigrazione (decreto legislativo n. 286 del 1998), disciplinando diversi aspetti delle politiche migratorie, concernenti sia il diritto dell'immigrazione sia il diritto all'integrazione, con l'obiettivo prioritario di potenziare gli strumenti di contrasto all'immigrazione clandestina e ai reati ad essa connessi.
In questo ambito, segnala una prima norma di interesse, contenuta al comma 1, lettera b), del citato articolo 45, che sottopone la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno al versamento di un contributo, da fissarsi con decreto del Ministro dell'economia, di concerto con il Ministro dell'interno, tra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro: il contributo - destinato a finanziare un apposito «Fondo rimpatri» e a contribuire agli oneri connessi alle attività istruttorie per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno - non è previsto per tutte le tipologie di permesso, essendone esclusi espressamente i permessi relativi allo status di rifugiato e, segnatamente, quelli rilasciati per asilo, richiesta di asilo, protezione sussidiaria e motivi umanitari. Fa presente, quindi, che il contributo sarà dovuto per le restanti tipologie di permessi di soggiorno, tra cui i permessi per lavoro subordinato (a tempo determinato, indeterminato e stagionale), per lavoro autonomo, per motivi di studio e formazione. Con riferimento all'entità del contributo, ricorda peraltro che, attualmente, il costo del rilascio del permesso di soggiorno - sommando tutte le voci allo stato previste - è di circa 72 euro: per tali ragioni, giudica presumibile che la nuova normativa non comporterà un significativo aggravio degli oneri per il singolo lavoratore, considerato anche che le finalità dell'aumento del contributo sono chiaramente dirette a finanziare specifiche spese legate ai diversi adempimenti in tema di immigrazione e non confluiranno nella contribuzione di carattere generale.
Passando, poi, alle apposite disposizioni dell'articolo 45 più direttamente concernenti il lavoro, fa notare che la lettera n) del comma 1 modifica l'articolo 22 del più volte citato testo unico, in materia di lavoro subordinato, estendendo agli studenti stranieri che hanno conseguito in Italia il dottorato o il master universitario la possibilità di iscriversi, per dodici mesi, all'elenco anagrafico delle persone in cerca di lavoro (per al massimo dodici mesi) oppure di chiedere la conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Sottolinea, quindi, che la lettera o) dello stesso comma 1, attraverso una integrazione all'articolo 27 del testo unico (in materia di assunzione di lavoratori «fuori quota», ossia ulteriori rispetto al contingente fissato con il «decreto-flussi» annuale), sostituisce la richiesta del prescritto «nullaosta al lavoro» con una semplice comunicazione da parte del datore di lavoro per alcune categorie di lavoratori: si tratta in particolare, di dirigenti o personale altamente specializzato, professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico, lavoratori alle dipendenze di soggetti operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente, a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici. Ricorda, infatti, che attualmente il testo unico prevede l'esenzione dalla richiesta di nullaosta per i soli lavoratori «fuori quota» extracomunitari dipendenti


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da datori di lavoro residenti o aventi sede in un altro Stato membro nell'Unione europea; per costoro, il nullaosta è sostituito da una semplice dichiarazione ai fini del rilascio del permesso di soggiorno. Rileva dunque che tale esenzione - alla luce delle modifiche descritte - è ora estesa anche alle tre categorie richiamate, per le quali, però, a differenza dei lavoratori già esentati, viene prescritta la verifica da parte del questore dell'assenza di denuncia per gravi reati pendenti in capo ai datori di lavoro.
In conclusione - preso atto del contenuto del provvedimento in esame e delle parti di più immediato interesse della Commissione - preannuncia l'intenzione di proporre l'espressione di un parere favorevole. Considerata, peraltro, l'opportunità di verificare se le Commissioni di merito apporteranno - nel corso dell'esame in sede referente - eventuali modifiche al testo, si riserva di formulare, nel seguito dell'esame, una proposta di parere che possa eventualmente dare conto di utili elementi di riflessione sulle materie oggetto del provvedimento, per le parti di competenza.

Giuliano CAZZOLA, presidente, prende atto che la presentazione della proposta di parere sul provvedimento in titolo avrà luogo in una successiva seduta, in attesa di conoscere gli esiti del lavoro istruttorio delle Commissioni di merito e, in particolare, dell'esame degli emendamenti, che presumibilmente non si concluderà nel corso della corrente settimana.

Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.40.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 22 aprile 2009. - Presidenza del vicepresidente Giuliano CAZZOLA.

La seduta comincia alle 14.40.

Norme in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili.
Testo unificato C. 82 Stucchi, C. 322 Barbieri, C. 331 Schirru, C. 380 Volontè, C. 527 Osvaldo Napoli, C. 691 Prestigiacomo, C. 870 Ciocchetti, C. 916 Marinello, C. 1279 Grimoldi, C. 1377 Naccarato, C. 1448 Caparini, C. 1504 Cazzola, C. 1995 Commercio, C. 2273 Pisicchio.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta dell'8 aprile 2009.

Giuliano CAZZOLA, presidente, comunica che - a seguito dell'ulteriore sollecitazione al Governo per l'invio della relazione tecnica sul testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base nella seduta del 28 ottobre 2008 - è stata trasmessa una stima degli effetti finanziari connessi al citato provvedimento, basata sulle schede tecniche elaborate, al riguardo, da INPS e INDPAD. Fa altresì presente che, in relazione alle esigenze prospettate dal relatore nell'ultima seduta, è stata anche predisposta una nota informale da parte dei competenti uffici della Camera, finalizzata ad una quantificazione di massima dei possibili oneri recati dal provvedimento in esame. Avverte che entrambi i documenti - sulla base dei quali sembrano conseguire, dall'intervento normativo proposto, complessivi maggiori oneri per circa tre miliardi di euro annui a regime - sono a disposizione dei componenti della Commissione, per le valutazioni di competenza.
Considerata, quindi, la necessità di approfondire l'esame della documentazione ricevuta e valutata l'opportunità di affrontare i relativi esiti in una apposita sede tecnica, propone pertanto di rinviare alla prossima settimana il seguito dell'esame del provvedimento in titolo, tornando a riunire il Comitato ristretto per l'ulteriore svolgimento dell'istruttoria legislativa.

Teresio DELFINO (UdC), relatore, fa notare di avere valutato con attenzione la documentazione richiamata dalla presidenza,


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non potendo negare di avere avuto, ad una prima lettura dei testi, una reazione di sorpresa per la previsione di una spesa a regime pari all'incirca a 3 miliardi di euro. Al riguardo, peraltro, ritiene che - da una analisi di dettaglio dei documenti - risulti un'impostazione che, se da un lato può presentare elementi di credibilità e di autorevolezza, può anche avere - per converso - significativi margini di approfondimento e di affinamento (soprattutto in relazione alla definizione della platea dei beneficiari delle norme ed alle modalità di attuazione degli interventi), idonei a ridimensionare in misura sensibile la spesa complessiva.
In questo senso, dichiara di condividere la proposta di svolgere nella prossima settimana una nuova riunione del Comitato ristretto, nel cui ambito ciascun gruppo potrà fare le proprie valutazioni e verificare l'entità delle stime economiche, attivando anche un auspicabile confronto con il Governo; raccomanda, peraltro, che in quella sede, anche a fronte di rilevanti questioni di natura finanziaria, si possa mantenere l'impostazione unitaria che ha sinora caratterizzato l'esame del provvedimento in Commissione.

Giuliano CAZZOLA, presidente, preso atto degli orientamenti espressi dal relatore, fa presente che per la prevista riunione del Comitato ristretto, che potrà essere fissata per la prossima settimana, sarà richiesta anche la presenza di un rappresentante del Governo.

Amalia SCHIRRU (PD) giudica anzitutto essenziale approfondire e verificare con la massima attenzione le stime degli effetti finanziari connessi al provvedimento in titolo, che emergono dalla documentazione appena messa a disposizione della Commissione. Nel manifestare, peraltro, il proprio stupore iniziale per gli elementi che derivano da una prima lettura dei dati, anche sotto il profilo dei dubbi sulla costituzionalità di taluni degli interventi recati dal testo unificato in esame, dichiara di condividere la proposta di svolgimento di una nuova riunione del Comitato ristretto, possibilmente da realizzare con la presenza di un rappresentante del Governo, al fine di meglio definire gli aspetti di natura finanziaria.

Marialuisa GNECCHI (PD) si associa alle perplessità sinora espresse sulle stime degli effetti finanziari connessi al testo unificato in esame, che sembrerebbero - a suo avviso - sovradimensionate rispetto all'applicazione a regime dei benefici previsti. In proposito, pur riconoscendo che qualsiasi misura di pensionamento anticipato comporta una spesa aggiuntiva, osserva anche che nella recente relazione annuale dell'INPS è stato chiaramente indicato come i conti siano in attivo e la spesa previdenziale sia diminuita, con ciò rendendo più praticabile qualche intervento in favore di famiglie con gravi e oggettive difficoltà di assistenza.
Dopo avere invitato la Commissione a verificare con attenzione se le stime finanziarie, effettuate a livello tecnico, scontino effettivamente i benefici già previsti dalla legislazione vigente - tra i quali cita la concessione dei congedi lavorativi biennali retribuiti, anche frazionabili, in favore dei lavoratori che assistano un familiare con handicap grave (oggetto di una recente pronuncia della Corte costituzionale) - dichiara di condividere la proposta di riunire nella prossima settimana il Comitato ristretto, ai fini dell'ulteriore svolgimento dell'istruttoria legislativa.

Luigi BOBBA (PD) auspica che sia possibile coinvolgere, nell'ambito delle riflessioni da svolgere nel Comitato ristretto, anche i rappresentanti di INPS e INPDAP, in modo che essi possano fornire appositi chiarimenti su alcuni dei dati contenuti nelle schede tecniche predisposte da tali istituti, nelle quali sembra che si giunga a conclusioni sostanzialmente convergenti, partendo tuttavia da basi di calcolo tra loro differenti.

Giuliano CAZZOLA, presidente, con riferimento alla questione testé posta dal deputato Bobba, fa presente che - pur non risultando possibile prevedere la partecipazione


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di rappresentanti degli istituti previdenziali alle riunioni del Comitato ristretto - la Commissione potrà comunque valutare l'eventuale opportunità di convocare tali soggetti nell'ambito di apposite audizioni informali o di realizzare incontri tecnici a margine dei lavori parlamentari.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 22 aprile 2009.

Audizioni nell'ambito dell'esame della proposta di legge C. 344 Bellotti, recante «Disciplina delle attività subacquee e iperbariche»: audizioni di rappresentanti dell'Associazione imprese subacquee italiane (AISI) e di rappresentanti dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).

Le audizioni informali sono state svolte dalle 15.10 alle 15.45.