XI Commissione - Resoconto di giovedý 26 marzo 2009


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 26 marzo 2009. - Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.

La seduta comincia alle 9.05.

DL 5/09: Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi.
C. 2187 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite VI e X).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Stefano SAGLIA, presidente, comunica che è stato trasmesso il nuovo testo del provvedimento in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati dalle Commissioni di merito. Avverte pertanto che il relatore ha conseguentemente predisposto una proposta di parere favorevole con osservazioni su tale nuovo testo (vedi allegato 1).

Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, illustra diffusamente la propria proposta di parere, evidenziando come siano state accolte numerose osservazioni formulate dai gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, nel corso del dibattito. Ricostruisce, quindi, i dati finanziari sugli interventi posti in essere dal Governo nel corso della legislatura in relazione agli ammortizzatori sociali, auspicando che tali dati possano soddisfare le richieste formulate nelle precedenti sedute dai gruppi di opposizione.
In particolare, osserva che l'articolo 19, comma 1, del decreto-legge n. 185 del 2008 ha previsto il potenziamento e


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l'espansione di specifici ammortizzatori sociali, in primo luogo attraverso la previsione di una serie di interventi, nell'ambito del Fondo per l'occupazione e nei limiti di specifici stanziamenti, volti a riconoscere l'accesso a specifici istituti di tutela del reddito - comprensivi delle somme concernenti la contribuzione figurativa e gli assegni al nucleo familiare - in caso di sospensione dal lavoro dei soggetti interessati. Allo scopo, nell'ambito del suddetto Fondo, sono preordinate le somme di 289 milioni di euro per l'anno 2009, di 304 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011 e di 54 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. Al medesimo articolo 19, al comma 11, è inoltre prevista la concessione, non oltre il 31 dicembre 2009, di trattamenti di integrazione salariale straordinaria e di mobilità ai dipendenti di imprese esercenti attività commerciali con più di 50 dipendenti, delle agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti, e delle imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti, con oneri, entro il limite di spesa di 45 milioni di euro, a carico del Fondo per l'occupazione, mentre il comma 12 ha disposto la destinazione di una quota di 12 milioni di euro, a carico del Fondo per l'occupazione, alla concessione, per il 2009, di una indennità, pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile d'integrazione salariale straordinaria previsto dalle vigenti disposizioni, nonché la relativa contribuzione figurativa e gli assegni per il nucleo familiare, per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro e per le giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in base al programma, con le giornate definite festive, durante le quali il lavoratore sia risultato disponibile. Fa presente che sempre l'articolo 19 del decreto-legge richiamato, al comma 13, ha sancito l'iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori di imprese con meno di 15 dipendenti licenziati per giustificato motivo oggettivo, connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, nel limite di 45 milioni di euro, mentre il comma 15 ha destinato 30 milioni di euro per il 2009, a carico del Fondo per l'occupazione, per le possibili proroghe, da parte del Ministro del lavoro, dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale, nel caso di cessazione dell'attività dell'intera azienda, di un settore di attività, di uno o più stabilimenti o parte di essi.
Richiama, altresì, l'articolo 2, comma 36, della legge finanziaria 2009, che ha previsto il rinnovo, per l'anno 2009, della possibilità di concessione «in deroga» dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale subordinatamente alla realizzazione di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali definiti con specifici accordi in sede governativa, nel limite complessivo di spesa di 600 milioni di euro a carico del Fondo per l'occupazione. Ritiene poi che si debba tenere in considerazione l'importante accordo Stato-regioni del 12 febbraio 2009, con la destinazione di 8 miliardi di euro, nel biennio 2009-2010, per azioni di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro, sulla base delle seguenti somme: 5.350 milioni di euro da parte dello Stato (di cui 3.950 milioni derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 6-quater del decreto-legge n. 112 del 2008, il quale dispone la revoca delle assegnazioni effettuate dal CIPE fino al 31 dicembre 2006 a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) a favore di amministrazioni centrali e regionali, per il periodo 2000-2006, che alla data del 31 maggio 2008 non risultino ancora impegnate ovvero programmate nell'ambito delle Accordi di programma quadro (APQ) sottoscritti entro tale termine e dal Fondo per le aree sottoutilizzate); 2.650 milioni di euro di contributo regionale a valere sui programmi regionali FSE. Segnala, quindi, la disposizione di cui al disegno di legge collegato alla manovra finanziaria, approvato dalla Camera e attualmente all'esame del Senato (AS 1167), il cui articolo 27, comma 1 dispone la concessione in deroga» dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale subordinatamente alla realizzazione di programmi finalizzati


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alla gestione di crisi occupazionali definiti con specifici accordi in sede governativa, nel limite complessivo di spesa di 450 milioni di euro a carico del Fondo per l'occupazione.
Rammenta, infine, che proprio l'emendamento al decreto-legge in esame, approvato ieri dalle Commissioni di merito, aumenta la somma liquidata in unica soluzione per l'istituto sperimentale di sostegno al reddito per i lavoratori a progetto, di cui all'articolo 19, comma 1, del più volte richiamato decreto-legge n. 185, portandola al 20 per cento, con susseguente aumento delle risorse, pari a 100 milioni di euro; resta comunque fermo il limite dell'ammontare complessivo dei pagamenti a favore degli ammortizzatori, pari a 600 milioni di euro, stabilito dall'articolo 2, comma 36, della legge finanziaria per il 2009. In sostanza, rileva come la cifra complessiva stanziata per gli ammortizzatori sociali raggiunga circa i 10 miliardi di euro.
Raccomanda, in conclusione, l'approvazione della sua proposta di parere, segnalando che essa sottolinea la serietà degli interventi sugli ammortizzatori sociali, nonché l'esigenza di un intervento sul patto di stabilità interno degli enti locali - sul quale ancora non è stato raggiunto un accordo presso le Commissioni di merito - e sul versante della salvaguardia di taluni settori produttivi, tra i quali enumera il tessile e il ceramico, al fine di destinare adeguate risorse per il rilancio del Paese.

Gaetano PORCINO (IdV) fa presente che numerose aziende del settore tessile non riescono, allo stato, a riscuotere nulla di quanto hanno già fatturato e, anzi, devono pagare l'IVA allo Stato, senza neanche aver incassato i relativi ricavi. Nel paventare, dunque, il rischio di una chiusura generalizzata di tali aziende, chiede chiarimenti al relatore in ordine al punto 6) della sua proposta di parere, che sembra contenere un riferimento molto generico al settore tessile, non indicando, in realtà, le misure effettive che si intendono proporre a sostegno di tale settore gravemente in crisi: auspica, pertanto, che si possa venire incontro alla richiamata realtà produttiva, o attraverso la richiesta di cartolarizzazione del credito o mediante la proposta di sospensione del pagamento dell'IVA.

Giuliano CAZZOLA (PdL) prospetta al relatore l'opportunità di valutare la possibile modifica del punto 1) delle osservazioni contenute nella proposta di parere presentata, che potrebbe creare - nell'attuale formulazione - possibili equivoci, laddove il rilievo in esso contenuto potrebbe essere interpretato come una ipotesi di differenziazione del livello di tutela tra lavoratori italiani e stranieri impiegati nello stesso settore. A tal fine, propone di richiamare - in luogo della «tutela dei lavoratori italiani» - l'esigenza di salvaguardare prioritariamente il patrimonio produttivo e occupazionale del Paese.

Antonino FOTI (PdL) invita il relatore a valutare le considerazioni svolte dal deputato Porcino in ordine al settore tessile, verificando altresì l'opportunità della formulazione del punto 1) delle osservazioni contenute nella proposta di parere, che investe il profilo delicato della tutela dei lavoratori.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, dichiara di condividere l'osservazione formulata dal deputato Cazzola, specificando tuttavia che l'intenzione del rilievo contenuto nella sua proposta di parere era quella di promuovere, in particolare ma non in via esclusiva, la tutela dei lavoratori italiani.
Per tali ragioni, presenta una nuova versione della sua proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 2).

Teresa BELLANOVA (PD) ritiene il provvedimento in esame inadeguato a fronteggiare la crisi, dal momento che reca disposizioni dal contenuto meramente propagandistico e prive di efficacia. Pur comprendendo lo sforzo compiuto dal relatore, che ha prospettato nella sua proposta di parere l'esigenza di sostenere determinati settori produttivi, rileva la


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mancanza di un'azione del Governo a tutela del comparto produttivo manifatturiero, che risulta particolarmente in crisi. Fa presente inoltre che sono allo studio del Senato misure tese ad operare un drastico taglio di risorse che, sulla base di accordi di programma raggiunti tra Governo e regioni nella scorsa legislatura, dovrebbero essere destinate al sostegno di aziende tessili del basso Salento.
Pur prendendo atto della riformulazione relativa al punto 1) delle osservazioni della proposta di parere, ritiene grave che tra le iniziali intenzioni del relatore vi fosse quella di suggerire alle Commissioni di merito di attribuire priorità ai lavoratori italiani nella predisposizione di misure di salvaguardia dei livelli occupazionali: ciò lascerebbe presagire l'adozione di pericolose politiche nei confronti degli immigrati, dal contenuto non ancora del tutto chiaro. Esprime, poi, profonde perplessità in ordine all'articolo 3, comma 3-bis, del nuovo testo del provvedimento, che riconosce i benefici per i beni prodotti dalle imprese che si impegnano a non delocalizzare all'estero la produzione, in particolare per quanto concerne le cosiddette «delocalizzazioni sostitutive». Fa notare, infatti, che tale disposizione, per come è stata formulata, non tiene conto di quelle piccole e medie imprese che, per rimanere competitive sul mercato nazionale ed internazionale, nel tentativo di ridurre costi sempre meno sostenibili, hanno trasferito in altri Paesi un parte della produzione, pur mantenendo in Italia il «cuore» della loro attività. Ritiene pertanto che sia in atto un'azione politica in netta controtendenza rispetto agli orientamenti emersi nella scorsa legislatura, nella quale furono assunte iniziative favorevoli all'affermazione del made in Italy nel mondo.
In conclusione, nell'esprimere la propria contrarietà a un provvedimento del Governo che giudica vago e poco incisivo rispetto alle reali problematiche del Paese, individua nelle politiche dell'Esecutivo una linea di indirizzo che si pone anche in contrasto con le tendenze emerse in sede comunitaria.

Maria Anna MADIA (PD), nel rinviare ad altra sede ulteriori approfondimenti in merito all'opportunità di una riforma più complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, dichiara di volersi soffermare sul merito specifico dell'articolo 7-ter del nuovo testo del provvedimento in esame. Pertanto, dopo aver preso atto positivamente della riformulazione del punto 1) delle osservazioni della proposta di parere, che ha rivelato però la tendenza di una parte della maggioranza ad operare una distinzione tra lavoratori di «serie A» e lavoratori di «serie B», sottolinea l'assoluta inefficacia delle misure a tutela dell'occupazione predisposte dall'attuale Governo con il provvedimento in esame.
Soffermandosi sul comma 4 del citato articolo 7-ter, mette in rilievo anzitutto l'eccessiva discrezionalità amministrativa cui è rimessa l'adozione di misure a sostegno del reddito dei lavoratori atipici, dal momento che non si individuano in modo chiaro i settori produttivi e le aree regionali in crisi da sostenere maggiormente: si rischia, in tal modo, di escludere dall'ambito degli interventi i lavoratori più a rischio, tra i quali cita coloro che fanno parte del cosiddetto «popolo delle partita IVA» e i collaboratori coordinati e continuativi, che risultano ancora privi di qualsiasi tutela.
Fa quindi notare che le disposizioni contenute in tale articolo si rivolgono esclusivamente ad una platea ristretta di lavoratori precari, ai quali, tra l'altro, si riconosce una forma di sostegno molto ridotta, che non gli permetterà in alcun modo di essere autosufficienti. Al riguardo, giudica pretestuosa la motivazione sulla base della quale la maggioranza ha inteso rigettare le richieste dell'opposizione di incrementare l'entità di tali interventi, dal momento che essa fa riferimento ad una presunta esigenza di contrastare il «lavoro nero», che, secondo la tesi della maggioranza, faticherebbe ad emergere nel caso in cui si prevedesse una indennità percentualmente più elevata. Fa inoltre notare che, se si dovesse seguire fino in fondo una impostazione di tal genere, si dovrebbe addivenire alla conclusione


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di negare qualsiasi tipo di sostegno a questi lavoratori, anche di lieve entità, come quello previsto nel provvedimento in titolo. Per le ragioni esposte, preannuncia un voto contrario sulla nuova versione della proposta di parere formulata dal relatore.

Maria Grazia GATTI (PD) giudica inaccettabile che la Commissione, pur convocata per le ore 8.45 di oggi, abbia iniziato i propri lavori con venti minuti di ritardo, soltanto al fine di consentire ai deputati dei gruppi di maggioranza di giungere nell'aula in tempo per le votazioni. Ritiene inoltre che - considerato che il nuovo testo del provvedimento è giunto soltanto nella tarda serata di ieri - non sia stata garantita ai gruppi la possibilità di approfondire e discutere in modo articolato le rilevanti modifiche proposte sulle materie di competenza della XI Commissione.
Rileva, peraltro, che l'originaria versione della proposta di parere del relatore presentava elementi di assoluta gravità, mirando sostanzialmente a creare una discriminazione per i lavoratori stranieri, che - a giudizio del relatore stesso - avrebbero potuto subire un abbassamento del livello delle garanzie rispetto ai lavoratori italiani, mentre in realtà contribuiscono - con il proprio lavoro - al sostegno del PIL del Paese. In tal senso, si dichiara rinfrancata dal fatto che la stessa maggioranza parlamentare abbia indotto il relatore a tornare sui propri passi.

Stefano SAGLIA, presidente, intervenendo per una precisazione, ricorda che il relatore ha già presentato una nuova versione della proposta di parere, per cui non appare utile continuare a discutere di temi ormai superati. Invita, inoltre, i rappresentanti del gruppo del Partito Democratico a considerare l'opportunità di contenere il numero degli interventi per dichiarazione di voto, atteso che vi è l'esigenza di rendere in tempi utili il parere di competenza alle Commissioni di merito, anche per evitare che esso possa essere sbrigativamente esaminato da tali Commissioni. In proposito, ricorda peraltro che lo stesso relatore - anche a seguito degli interventi dei deputati dei gruppi di opposizione - è stato indotto ad integrare e modificare sensibilmente la propria proposta di parere.

Maria Grazia GATTI (PD), riprendendo il proprio intervento, intende conclusivamente invitare il relatore a considerare con attenzione l'osservazione di cui al punto 6) della nuova versione della proposta di parere, che richiama soltanto due settori produttivi, segnalando l'esigenza di integrare tale punto con la richiesta di sostenere gli sforzi di sviluppo realizzati anche da altri comparti industriali italiani, tra i quali enumera - a titolo di esempio - quello calzaturiero e della pelle, nonché quello della componentistica.

Stefano SAGLIA, presidente, ricorda che le Commissioni riunite VI e X hanno già approvato, nel corso della seduta di ieri, un emendamento diretto proprio al sostegno del settore calzaturiero e della concia.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, in ordine alle richieste appena formulate dai deputati intervenuti, ricorda di avere già presentato una nuova versione della sua proposta di parere, di cui conferma la validità, tornando a raccomandarne l'approvazione da parte della Commissione. Esprime, peraltro, il proprio rammarico per il fatto che i gruppi di opposizione non abbiano compreso l'intenzione sottesa alla originaria formulazione del punto 1) della sua proposta ed abbiano preferito adottare una posizione di assoluta rigidità sull'argomento. Al contrario, ritiene di avere redatto una proposta di parere che, anche nella sua nuova versione, si propone di cogliere molte delle osservazioni emerse nel corso del lungo e approfondito dibattito svolto in Commissione, come emerge - ad esempio - dai riferimenti al settore tessile e al settore ceramico, evocati proprio ieri da diversi deputati dei gruppi di opposizione.


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Ivano MIGLIOLI (PD), intervenendo sulle modalità di svolgimento dei lavori della Commissione, intende segnalare che il testo del provvedimento, come risultante dagli emendamenti nel frattempo approvati dalle Commissioni riunite VI e X, è stato reso disponibile soltanto stamani e, dunque, i gruppi non hanno avuto il tempo per verificarne attentamente i contenuti.
Nell'apprezzare polemicamente che i gruppi di maggioranza abbiano garantito soltanto per l'odierna seduta - in cui sono previste votazioni - una significativa rappresentanza ai lavori della Commissione, ricorda che l'articolo 7-ter del nuovo testo, concernente la materia degli ammortizzatori sociali, ha un contenuto sostanziale di enorme rilievo, investendo in pieno le competenze della Commissione stessa. Per tali ragioni, chiede alla presidenza di aggiornare l'esame del provvedimento e di rinviarlo al termine dell'odierna seduta antimeridiana dell'Assemblea, in modo da assicurare una valutazione approfondita e ponderata delle parti di più diretta competenza della Commissione, oltre che della nuova versione della proposta di parere del relatore, testé formulata.

Stefano SAGLIA, presidente, rileva che il problema dei tempi a disposizione della Commissione per l'esame dei provvedimenti in sede consultiva non è nuovo ed è aggravato dalla circostanza che spesso le Commissioni di merito concludono in extremis l'esame degli emendamenti presentati rispetto alla data di calendarizzazione dei progetti di legge in Assemblea. Fa presente, tuttavia, che nel caso di specie la presidenza ha garantito lo svolgimento di numerose sedute in sede consultiva, che hanno consentito un dibattito ampio e approfondito.
Con riferimento specifico al nuovo articolo in materia di ammortizzatori sociali, ammette che è apparso fuori luogo l'avere presentato un emendamento dei relatori presso le Commissioni riunite VI e X; tuttavia, ritiene anche che - se gli interventi sulla cassa integrazione in deroga sono realmente considerati importanti - può essere stato opportuno avere introdotto tale emendamento all'interno del decreto-legge in esame. In questo senso, pur prendendo atto che i gruppi di opposizione auspicano la realizzazione, in tempi più meditati, di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, giudica non scandaloso che il Governo abbia legittimamente scelto la strada dell'accelerazione degli interventi, mediante l'integrazione di un decreto-legge già all'esame del Parlamento.
Più in generale, invita i medesimi gruppi a considerare l'opportunità di rendere in tempi rapidi il parere di competenza, per provare ad incidere concretamente sul procedimento in corso presso le Commissioni di merito, considerato anche che taluni degli elementi emersi nel dibattito svolto in sede consultiva sono già stati colti dalle stesse Commissioni con l'approvazione di specifici emendamenti e che il lavoro della XI Commissione può trovare il riconoscimento di un'ulteriore dignità con l'eventuale recepimento delle osservazioni inserite nella proposta di parere del relatore. Per tali ragioni, ritiene che la deliberazione di competenza della Commissione non possa che avvenire entro la corrente seduta.

Amalia SCHIRRU (PD) giudica il provvedimento inadeguato a fronteggiare la crisi economica in atto e a rilanciare realmente i consumi delle famiglie, dal momento che reca disposizioni frammentarie dal carattere burocratico e formale, che eludono la sostanza dei problemi delle aziende italiane ed escludono importanti settori produttivi della piccola e media impresa, come quello agricolo e quello edilizio. Fa notare, inoltre, che non si affronta efficacemente la situazione di crisi in cui sono coinvolte alcune grandi multinazionali presenti sul territorio, dal cui rilancio produttivo derivano le sorti di migliaia di lavoratori. Giudica inoltre insufficienti le misure di sostegno al reddito previste nel nuovo testo del decreto-legge, che sembrerebbero riguardare una platea ristretta di beneficiari, escludendo numerose categorie di lavoratori precari.


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Dopo avere espresso rammarico per l'atteggiamento della maggioranza, che ha dimostrato poco interesse alla discussione e poca disponibilità a collaborare con un'opposizione che, al contrario, ha prestato la massima attenzione ai temi in discussione, rileva che sarebbe stato importante ampliare i termini per l'esame del provvedimento, a fronte della particolare rilevanza assunta da alcune disposizioni da esso recate, che incidono profondamente su materie di stretta competenza della XI Commissione. Ritiene poi che le agevolazioni previste ai primi due articoli del provvedimento in esame non si inquadrino in una visione di politica economica di ampio respiro e, pertanto, rischino di non produrre alcun effetto, considerata la scarsa propensione al consumo di famiglie sempre più in difficoltà.
In conclusione, nel ribadire l'insufficienza di «misure-tampone», che si limitano a prorogare interventi di cassa integrazione cui si è fatto largamente ricorso in passato, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla nuova versione della proposta di parere formulata dal relatore.

Marialuisa GNECCHI (PD) rileva che la parte più confusa delle misure che si intendono introdurre per il sostegno dei settori in crisi è quella delle risorse finanziarie, laddove manca - in particolare - una chiara identificazione dei fondi ai quali attingere per finanziare le specifiche forme di intervento destinate agli ammortizzatori sociali. Al riguardo, peraltro, fa notare che l'Esecutivo propone di utilizzare, per tali finalità, somme già stanziate a suo tempo per il finanziamento di interventi regionali: pertanto, come risulta anche dai dati forniti dal relatore all'inizio della seduta, le risorse aggiuntive non superano i 600 milioni di euro, atteso anche che le ulteriori somme vengono prelevate alle regioni a valere sul FAS o sui programmi regionali del Fondo Sociale Europeo. Per tali ragioni, preannuncia un voto contrario sulla nuova versione della proposta di parere del relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva quindi la nuova versione della proposta di parere favorevole con osservazioni formulata dal relatore.

Sui lavori della Commissione.

Stefano SAGLIA, presidente, avendo ricevuto - in via informale - una richiesta in tal senso da taluni gruppi, propone anzitutto di procedere ad una inversione dell'ordine del giorno, nel senso di svolgere subito il seguito dell'esame in sede referente delle proposte di legge in materia di adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra e, quindi, di passare alla prevista riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi. Propone altresì, se non vi sono obiezioni, di prevedere che - anche in considerazione dell'incerto andamento dei lavori dell'Assemblea nella giornata odierna - le restanti sedute della Commissione, già fissate per il termine delle votazioni della seduta antimeridiana dell'Assemblea, non abbiano luogo e siano conseguentemente rinviate alla prossima settimana.

La Commissione concorda.

La seduta termina alle 10.

SEDE REFERENTE

Giovedì 26 marzo 2009. - Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.

La seduta comincia alle 10.

Disposizioni per l'adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra.
C. 637 Polledri, C. 638 Polledri, C. 959 Tenaglia, C. 987 Schirru, C. 1457 Paglia, C. 1719 Rosato, C. 1793 Pelino, C. 1953 Iannarilli.
(Seguito dell'esame e rinvio - Abbinamento del progetto di legge C. 1953).

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 febbraio 2009.


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Stefano SAGLIA, presidente, ricorda che, nella seduta dell'11 febbraio 2009, è stato nominato un Comitato ristretto per il seguito dell'istruttoria legislativa sulle proposte di legge nn. 637, 638, 959, 987, 1457, 1719 e 1793. Al riguardo, intende anzitutto comunicare che - dopo la data della costituzione dello stesso Comitato ristretto - è stata nel frattempo assegnata alla Commissione anche la proposta di legge n. 1953, a prima firma del deputato Iannarilli: poiché tale proposta verte su materia identica a quella recata dai predetti progetti di legge, ne è stato disposto l'abbinamento d'ufficio, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento.
Segnala, altresì, che nella riunione del Comitato ristretto del 10 marzo scorso ha avuto luogo un breve ciclo di audizioni informali, al termine del quale si è convenuto di proseguire l'istruttoria legislativa nell'ambito del medesimo Comitato - anche al fine di verificare la possibilità di giungere ad una unificazione dei testi in esame - e di riprendere successivamente, in esito a tale lavoro istruttorio, l'esame in sede referente dei progetti di legge abbinati: per tali ragioni, avverte che, a partire dalla prossima settimana, l'esame dei provvedimenti in titolo tornerà a svolgersi nell'ambito del richiamato Comitato ristretto.
Fa presente, infine, che il Coordinamento nazionale grandi invalidi di guerra e per servizio ha inviato alla presidenza una apposita documentazione scritta sui provvedimenti in esame, che è a disposizione dei componenti della Commissione.

Amalia SCHIRRU (PD) preannuncia che il suo gruppo ha predisposto una ulteriore proposta di legge sulla materia disciplinata dai provvedimenti in titolo: chiede pertanto che tale proposta di legge - non appena assegnata alla Commissione - possa essere abbinata ai restanti progetti di legge in esame.

Stefano SAGLIA, presidente, assicura che la presidenza provvederà - ove ne sussistano le condizioni, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento - all'abbinamento d'ufficio delle preannunziata proposta di legge, non appena assegnata alla Commissione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.05.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 26 marzo 2009.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 10.05 alle 10.15.